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Cosa pensi che Israele dovrebbe fare per difendersi?

Possiamo neutralizzare i pensieri malvagi dei nostri nemici prima ancora che li spingano ad agire contro di noi? Cosa saremmo disposti a dare per un’arma del genere, che ci risparmierebbe dolore e perdite?

Iniziamo dalla fine. In natura esistono forze di connessione che possono cambiare la realtà. Queste forze si rivelano quando le persone imparano ad elevarsi al di sopra della natura egoistica umana e a generare tra loro una forza di dazione, cioè una forza che dona abbondanza, amore e altruismo puro. In uno stato simile, è possibile penetrare in un livello più profondo della natura, dove si trova il sistema operativo generale della realtà, e da lì avviare cambiamenti essenziali.

Ora torniamo all’inizio. Siamo abituati a convivere con le forze egoistiche che agiscono tra noi. Anche se esistono legami tra le persone, essi si basano, in un modo o nell’altro, sugli interessi personali. Ogni gesto di generosità che osserviamo è in fondo motivato dal piacere che esso procura a chi lo compie. Anche nei momenti di difficoltà collettiva, come in guerra, ci uniamo per difenderci meglio. Questo ci rafforza e migliora l’umore nazionale. Tuttavia, tutto ciò avviene sotto l’influenza della forza egoistica, la forza della ricezione.

La natura opera attraverso la forza della ricezione. L’inanimato mantiene la propria forma grazie a questa forza; il vegetale assorbe ciò che gli è utile ed espelle ciò che è dannoso; l’animale si sposta in cerca di cibo e partner riproduttivi. Ogni creatura si orienta per ricevere il meglio per la propria esistenza, e la forza generale della natura equilibra tutto. Solo tra noi esseri umani inizia il disordine.

In effetti, ci siamo sviluppati più di tutti gli altri grazie a una forza di ricezione intensificata, la forza egoistica umana che ha sviluppato il nostro intelletto, ma le enormi conquiste della scienza e della tecnologia si sono anche ritorte contro di noi. Ci facciamo del male a vicenda, ci piace umiliarci, calpestare la testa degli altri sulla via del successo. I giochi dell’ego e l’orgoglio dominano ogni angolo, e abbiamo raggiunto uno stato in cui, premendo un pulsante, possiamo distruggere la Terra.

La forza di dazione non esiste, in origine, nella nostra realtà. Se impariamo a generarla tra noi, al punto che ognuno voglia dare se stesso per il bene degli altri e della società, anche senza provare piacere ma per puro amore, allora disporremo di abbastanza forza di dazione per accedere a quel sistema operativo superiore. Con questa forza, possiamo operare cambiamenti positivi al livello più alto.

Come funziona? I nostri pensieri e la nostra volontà hanno potere. Questo deriva dal fatto che siamo tutti connessi in una rete interna, che fa parte del sistema operativo generale. Tutte le menti e i cuori sono connessi e ognuno trasmette onde a questa rete. Finché le onde sono egoistiche, il mondo si deteriora nelle varie crisi che viviamo. Ma nel momento in cui qualcuno sviluppa la capacità di trasmettere onde della forza di dazione alla rete, trasmette cariche positive ai cuori e alle menti degli altri senza parole o azioni, ma con il potere del pensiero e della volontà.

Non c’è dubbio che, di fronte alla volontà e ai pensieri dei nostri nemici di cancellarci dalla faccia della Terra, dobbiamo prepararci militarmente con tutte le nostre forze. Tuttavia, se sappiamo aggiungere alla preparazione militare anche la forza della dazione a livello di volontà e pensiero, allora spostiamo la guerra sulla rete interna, sul sistema operativo. Quanto più questa qualità si sviluppa nel popolo di Israele, tanto più possiamo calmare la forza egoistica che ci si oppone, fino a neutralizzarla del tutto.

Questo scenario può sembrare irrealistico, come un film di fantascienza, ma io dico: cosa abbiamo da perdere nel provarci? Possiamo tentare e vedere se funziona davvero. Le fonti del nostro popolo affermano che è così che è strutturata la realtà, quindi forse possiamo dare un po’ di credito ai saggi d’Israele?

Inoltre, non serve investire in altro che nelle nostre emozioni. Non c’è bisogno di destinare risorse o bilanci, ma solo di dedicare più tempo e attenzione all’apprendimento e alla pratica del metodo che insegna come elevarsi sopra la natura egoistica e relazionarsi agli altri con la forza della dazione.

È piuttosto chiaro che un tale processo porterà a un miglioramento delle condizioni nel paese, a una maggiore resilienza interna, e anche a una preparazione militare più efficace. Aiuterà anche a risolvere problemi sociali che oggi sembrano senza speranza. E inoltre, purificherà i pensieri e i desideri negativi dalle menti e dai cuori dei nostri nemici, un’azione preventiva su un livello completamente nuovo.

Il popolo di Israele, nella sua definizione originaria ormai dimenticata, è la forza pionieristica per la correzione del mondo. È un piccolo gruppo formatosi non su base biologica, ma ideologica, con il potenziale di offrire un modello di vita in armonia con l’unità della natura. Infatti, da duemila anni l’odio ci sta distruggendo, ma quando riscopriremo il codice di vita dei nostri antenati, basato sulla forza della dazione, esso fluirà immediatamente attraverso di noi all’umanità. In un mondo sempre più interconnesso, con una crescente interdipendenza e un ego in continua esplosione che distrugge ogni cosa buona, abbiamo bisogno di questa unità come dell’aria che respiriamo.

La forza della dazione eleverà l’umanità al prossimo livello evolutivo. Sentiremo la società come un corpo unico: ogni individuo funzionerà come una cellula del corpo, ricevendo e trasmettendo emozioni, pensieri ed energie. Nei percorsi interiori che scopriremo tra di noi, comincerà a fluire una forza comune: l’unica forza di dazione che dimora nella natura. Questa è una potenza ineguagliabile, come se una cellula fosse stata scollegata dal corpo e ora si riconnettesse ad esso. Riguardo a questa funzione del popolo di Israele come canale unificatore per il mondo, il Rav Abraham Kook scrisse: “In Israele dimora il segreto dell’unità del mondo” (Orot Kodesh).

Basato sull’episodio 57 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come possiamo affrontare le cause profonde di povertà e disuguaglianza e creare società più eque?

Un tempo le persone dovevano cacciare per avere qualcosa da mangiare, coltivare frutta e verdura, costruire case, cucire vestiti e altro ancora. Ognuno faceva tutto. In seguito, abbiamo sviluppato la consapevolezza che era meglio commerciare. Ognuno di noi si specializzava in determinati campi e completava le carenze degli altri. Oggi, l’ego ha raggiunto proporzioni colossali e le persone vogliono ingoiare tutto per sé, sfruttare tutti per il proprio comodo con qualsiasi mezzo. Cosa succederà domani? Possiamo analizzare le tendenze e trattare preventivamente i colpi?

Abbiamo visto come la crisi economica del 2008 abbia portato le persone a scendere in piazza in tutto il mondo. Chiedevano giustizia, uguaglianza e, in definitiva, equilibrio sociale. Non è una novità, ovviamente. Nel nostro subconscio, abbiamo sempre saputo che equilibrio e reciprocità sono positivi, ma il nostro egoismo ristretto ci ha spinto a prendere all’infinito per noi stessi, ovvero a trattare i nostri rapporti con gli altri come opportunità di controllo, a costruire il nostro successo sulla rovina altrui e, a volte, persino a trarre piacere dalla sofferenza altrui. Che sia piacevole o meno affrontarlo, la natura umana ci spinge a confrontarci gli uni con gli altri e ad augurare il fallimento a tutti per sentire il nostro valore.

Da un lato, l’ego è un motore di crescita. Senza di esso, non avremmo abbandonato le caverne, non avremmo sviluppato la vita sociale, la scienza e la cultura. Grazie all’ego, abbiamo la competizione, che affina i nostri successi e le nostre capacità. Dall’altro lato, c’è un punto di svolta, superato il quale il potere dell’ego diventa incredibilmente distruttivo.

Chiarire questo confine tra ego utile ed ego nocivo è il compito principale della nostra generazione. Quanto più accuratamente faremo distinzioni, tanto più risparmieremo sofferenze, crisi, guerre e disastri.

La natura che ci circonda si sviluppa come un sistema integrale. Ogni elemento ha i suoi impulsi apparentemente egoistici, ma la natura li organizza tutti in un unico arazzo basato sulla connessione tra opposti, complementarietà e reciprocità. Anche il nostro corpo funziona in questo modo. Se una particolare cellula del corpo perde il senso del sistema e inizia a consumare incessantemente dall’ambiente circostante, si tratta di cancro, la malattia che più di ogni altra simboleggia la radice di tutti i problemi della società moderna.

Come dovrebbe essere l’equilibrio sociale? Cosa significa mantenere un equilibrio tra ricevere e dare a livello umano? Sono domande importanti.

Il XX secolo ha presentato due estremi, due approcci socioeconomici opposti, entrambi rivelatisi sbilanciati: l’approccio russo, che reprimeva con la forza l’ego privato e che è finito per crollare e  l’approccio americano, che ha lasciato che l’ego si scatenasse senza limiti e che sta crollando sotto i nostri occhi, anno dopo anno.

L’approccio integrale, le cui idee sono qui presentate, parla di equilibrio tra l’ego privato e il bene della collettività. Offre un metodo per progredire verso il successivo stadio evolutivo di maggiore interdipendenza e interconnessione e sottolinea che possiamo soddisfare la richiesta di uguaglianza e giustizia sociale, a condizione che l’individuo e la collettività abbiano pari importanza. In una tale realtà, l’equilibrio tra tutti sarà definito come un obiettivo generale, come il risultato a cui tendere in ogni ambito: economico, sociale e personale.

Si tratta, in effetti, di una straordinaria rivoluzione percettiva. Richiederà un cambiamento nella natura umana e nella percezione del legame tra individuo e società. Un simile salto di qualità è possibile solo se decidiamo insieme di intraprendere un profondo processo educativo e culturale che coinvolga l’intera società umana, con l’obiettivo di costruire la coscienza e la consapevolezza che il bene dell’individuo e il bene della collettività siano realmente una cosa sola.

Finora non siamo riusciti ad avvicinarci a un simile equilibrio perché non c’era una chiara consapevolezza che l’intensificazione dell’ego ci sta distruggendo. Oggi, tutte le relazioni che abbiamo costruito nel corso della storia stanno crollando una dopo l’altra. I legami tra persone, settori e nazioni stanno diventando terribili e spaventosi. Viviamo all’interno di una grande bolla dell’ego, che da un momento all’altro può esplodere, devastandoci tutti.

Questo problema è particolarmente sentito qui, dove vivo, in Israele. Fuori siamo circondati da nemici. Dentro siamo divisi e in conflitto. Ognuno di noi cerca di fare del proprio meglio, senza alcuna considerazione per gli altri. Un approccio così egoistico è completamente contrario alle radici della nostra nazione.

In origine, siamo diventati una nazione basata sull’idea che “tutti gli Israeliti sono amici”, ovvero che siamo garanti gli uni degli altri e che la nostra unità dovrebbe coprire tutte le nostre differenze. Per i nostri antenati, “Ama il prossimo tuo come te stesso” era la regola delle regole, il codice per una connessione ottimale tra le persone. Poi, abbiamo sperimentato un balzo dell’ego umano e la nazione si è frantumata in frammenti. Dopo duemila anni di peregrinazioni tra le nazioni, oggi dobbiamo iniziare a plasmare la nostra nazione in modo integrale, ovvero in un modo che dimostri il codice della nuova vita. Questo risolverà i problemi tra noi e porterà anche simpatia e sostegno da tutte le nazioni, compresi i nostri più grandi nemici.

Più investiremo in questo, più scopriremo nella società una forza interiore di unione, connessione, mutua garanzia e reciprocità. Sarà una forza immensa, mai provata prima. La salute di un corpo deriva dal fatto che le sue cellule e i suoi organi sono integralmente connessi, sincronizzati ed equilibrati. Allora, invece di sentirci stanchi, svuotati e malati, ci sentiremo come giovani pieni di forza, desideri e capacità. Tutto ci sarà aperto, e avremo la possibilità di andare di forza in forza. Inoltre, l’equilibrio che riusciremo a generare tra di noi porterà anche a un equilibrio complessivo nel sistema più ampio della natura, lo stesso sistema in cui oggi introduciamo molteplici squilibri.

Concludo questa riflessione con parole scritte negli anni ’40, nella speranza che finalmente iniziamo a farle nostre:

“Che ogni individuo comprenda che il proprio beneficio e quello del collettivo sono uno e lo stesso, e così il mondo giungerà alla sua completa correzione.”
Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), Pace nel Mondo.

Basato sull’episodio 52 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Pensi che l’elevata competizione nel mondo odierno sia sana?

Un tempo la competizione era costruttiva e portatrice di sviluppo, ma oggi porta soprattutto distruzione e rovina. Un tempo c’era la preoccupazione di prevenire le malattie, ma oggi l’industria farmaceutica produce molti farmaci inutili solo per aumentare le vendite, e il sistema sanitario ha i suoi interessi particolari. In che tipo di mondo stiamo facendo crescere i nostri figli? In che tipo di società? Queste domande ci portano a riflettere sulla natura dello sviluppo egoistico umano e su cosa potrebbe equilibrarlo.

Le ruote dell’evoluzione non possono tornare indietro. Il processo che stiamo attraversando non può essere fermato. Tutto ciò che possiamo fare è esaminare ciò che è accaduto fino a oggi, ciò che sta accadendo ora e se non ci stiamo artificialmente impedendo di progredire verso il livello che dovremmo raggiungere, come individui e come società.

Dal punto di vista naturale, l’ego è un motore di crescita. Il desiderio di progredire, di fare qualcosa, di massimizzare il piacere con il minimo sforzo, è la nostra natura, ed è anche la forza che guida ogni singola cellula. Un fiore, un gatto e un cane sono tutti guidati da un istinto simile, persino l’inanimato cerca sempre le condizioni ottimali per un’esistenza il più sicura possibile.

Non abbiamo quindi altro che ego, l’intero processo che attraversiamo è essenzialmente l’evoluzione dell’ego all’interno degli esseri umani. Quando il capitalismo ebbe inizio, era chiaro che se ognuno avesse agito secondo il proprio ego individuale e ci fosse stata competizione tra tutti, la società ne avrebbe beneficiato, sarebbe progredita e ogni persona avrebbe percepito un miglioramento nella propria qualità di vita. Molte cose positive furono create in questo modo e la sensazione generale era di prosperità.

Poi, a un certo punto, è iniziata una sorta di distorsione evolutiva. L’ego ha raggiunto un livello tale che la spinta al profitto privato a tutti i costi ha iniziato a produrre mutazioni. Ad esempio, nello sviluppo delle lampadine elettriche, si è trovata la possibilità di produrre lampadine con una durata molto lunga, ma non era redditizia. Così, la loro durata fu deliberatamente accorciata per aumentare le vendite.

Con l’intensificarsi dell’egoismo cieco, la competizione è passata dall’essere libera e sana a diventare una celebrazione della manipolazione, piena di menzogne e intrighi, favoritismi e restrizioni. Ad esempio, qualcuno può essere bloccato con il pretesto della legalità solo per permettere a qualcun altro di continuare a esercitare il controllo. Vengono emanate leggi che costringono il pubblico ad acquistare qualcosa solo perché qualcuno vuole trarre profitto sulle loro spalle, e così via.

Perciò, i bellissimi risultati ottenuti nell’industria e nel commercio, nell’economia e nella società, nella scienza e nella tecnologia, hanno iniziato a svanire. Al loro posto sono apparse bolle, finzioni e regolamentazioni artificiali che hanno favorito i potenti ma danneggiato la persona comune e la società nel suo insieme. Abbiamo persino distrutto la natura circostante nella corsa all’aumento del capitale, senza considerare che le future generazioni dovranno mangiare, bere e respirare.

A differenza di noi, in ogni sistema naturale la vita si sviluppa in equilibrio tra le sue parti. La natura colloca ogni elemento al suo posto e la connessione integrale crea armonia, come cellule e organi in un corpo sano e funzionante. Quando una cellula inizia a consumare l’ambiente circostante, diventa cancerosa. “Vede” solo se stessa, diventando indifferente a tutto ciò che la circonda. Il suo aumento porta infine al collasso del corpo, così come alla sua stessa morte. Ma non può fermarsi.

Sembra che stiamo andando verso questo stato pericoloso a livello dell’umanità: l’intensificarsi dell’ego all’interno di ogni persona minaccia di seppellirci tutti insieme. Guerre nucleari, carestie che porteranno le masse nelle strade, malattie, pandemie e disastri ecologici… chi può sapere cosa arriverà per primo. Il vicolo cieco verso cui ci stiamo dirigendo ci obbliga a ricalcolare la rotta. Dobbiamo esaminare profondamente cosa ci è utile e cosa ci danneggia nel nostro ego.

Alla fine, arriveremo a comprendere che l’uso corretto dell’ego si verifica quando c’è allineamento tra il beneficio dell’individuo e il beneficio della società. Poiché un tale approccio è in contrasto con la natura egoistica, abbiamo bisogno di un profondo processo educativo, culturale e sociale per risvegliare in noi la consapevolezza di essere parti integranti della società. Dobbiamo sviluppare rapidamente la comprensione e la consapevolezza di essere parti inseparabili di un corpo più grande, ricevendo ogni vita e vitalità attraverso connessioni reciproche. Con tale consapevolezza, inizieremo a prenderci cura degli altri come ci prendiamo cura di noi stessi. Quando tutti penseranno costantemente a come fare del bene a tutti, raggiungeremo insieme la fase successiva della nostra evoluzione come specie umana.

Da dove possiamo cominciare?

Proprio qui, dove vivo. Noi, popolo d’Israele, possiamo creare il modello pilota per un nuovo modello umano di connessione e complementarietà, equilibrio e armonia, connessione integrale tra tutti e ciascuno. Perché? Perché la connessione è nelle radici antichissime della nazione.

Fu Abramo il babilonese a scoprire che tutta la natura è una forza unica. Egli insegnò a chiunque fosse disposto ad ascoltare che l’unità tra persone diverse porta all’allineamento con essa, ovvero: attraverso l’unità tra le persone, raggiungiamo l’unità con la natura e questo è lo stato più sano, sicuro e felice che possiamo raggiungere come esseri umani. Dai migliaia che si radunarono attorno alla sua idea, si formò in seguito una nazione. I suoi valori fondamentali erano valori unificanti, come è scritto: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, “Tutti gli Israeliti sono amici”, e “Come un solo uomo con un solo cuore”.

Queste impostazioni sono impresse dentro di noi. Tuttavia, sono state coperte da duemila anni di distruzione. Possiamo riportarle in vita per salvare la società dal collasso e mostrare al mondo una nuova via. Ciò attirerà simpatia verso di noi e calmerà anche l’odio crescente che ci viene rivolto nel mondo. In fondo, sotto la superficie e appena sotto la soglia della consapevolezza, quell’odio nasce da un senso profondo che il popolo di Israele sia responsabile di ogni male, che possediamo qualcosa di estremamente importante e che lo nascondiamo a tutti.

Il mondo di domani potrà essere solo un mondo più connesso. Su questo non ci sono dubbi. Ciò che non è ancora noto è se saremo abbastanza saggi da comprendere questa direzione e intraprendere un processo educativo e culturale per costruire una connessione integrale in tutta la società, oppure se sarà solo attraverso sofferenze terribili che la nostra consapevolezza si espanderà.

Basato sull’episodio 51 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può gestire l’ego in una relazione?

Tutta la nostra vita è fatta di relazioni. Partner, figli, amici. Sul lavoro, nel paese, nel mondo, le relazioni sono ovunque. Inoltre, nell’era dell’ego ipertrofico, quando la pazienza diminuisce e le difficoltà aumentano, c’è un bisogno urgente di un metodo per una connessione positiva.

Cominciamo con una definizione di base. Per natura, siamo fatti di un desiderio di godere, di ricevere piacere e diletto. Persino gli oggetti inanimati desiderano esistere in buone condizioni, e piante e animali desiderano crescere e prosperare. Ma non troviamo nulla di paragonabile al desiderio dell’essere umano. È un desiderio che si sviluppa a un ritmo accelerato e vuole consumare tutto per sé. Di conseguenza, cambiamo costantemente e sorgono molte esigenze dentro di noi, così come molte aspettative da parte di chi ci circonda.

Gli animali agiscono secondo impulsi istintivi. I bambini piccoli di solito agiscono così. Ma per noi, vale la pena imparare a essere i nostri psicologi, conoscere i nostri impulsi interiori, i nostri schemi comportamentali e reazioni naturali. È importante capire che ciò che emerge naturalmente nella nostra personalità non è ancora il nostro vero “io”, ma piuttosto “l’animale” che è in noi.

Cosa significa? L’“umano” in noi deve essere costruito con le nostre stesse mani. Come? Dividendo noi stessi in due parti: una parte è l’essere umano che osserva ed esamina, e l’altra è l’“animale” in noi con tutti i suoi impulsi naturali. Non c’è motivo di vergognarsene. Dopo aver fatto questa distinzione, dobbiamo iniziare a diventare padroni e proprietari di questo animale che vive dentro di noi. Ciò richiede un’attenta osservazione di noi stessi: esaminare la nostra natura, sviluppare la consapevolezza dei nostri impulsi e criticarci da un punto di vista esterno.

La prima condizione per mantenere una relazione è la concessione. Siamo tutti egoisti, vogliamo solo godere, ed è per questo che si dice che l’amore è un animale domestico che alleviamo attraverso concessioni reciproche. La seconda condizione è un sorriso, anche se è artificiale e non nasce veramente da dentro.

Perché questi due aspetti sono importanti? Perché l’atmosfera machista di oggi trasmette il messaggio “Mostra a tutti quanto vali, ostenta la tua forza, sii potente”, il che porta con sé una miriade di problemi nella vita. Con l’aggressività, non si ottiene nulla se non nemici e odiatori. Anche se abbiamo sconfitto qualcuno, questa persona sarà costantemente impegnata a cercare di farci cadere, per dimostrare che non valiamo nulla.

La concessione e un sorriso, d’altra parte, offrono agli altri intorno a noi un esempio di atteggiamento positivo, esprimono la volontà di collaborare, di raggiungere la comprensione e di risolvere insieme i problemi. “Le azioni attraggono i cuori”, dicevano i saggi, e se proviamo a concedere e sorridere agli altri, sentiremo improvvisamente che dal profondo del nostro cuore nascono emozioni calde verso di loro.

L’atteggiamento genera atteggiamento e, pertanto, se perseveriamo, di solito vedremo cambiamenti anche dall’altra parte.

Costruire una relazione sentimentale è quindi un processo di connessione tra due egoisti. Fin dall’inizio, ognuno è racchiuso nel proprio guscio duro,  sperimentiamo l’attrito come tra due noci. Per connetterci, dobbiamo essere morbidi e flessibili.

Una condizione di relazione significa che siamo entrati l’uno nell’altro, almeno in una certa misura. Proprio come nell’accoppiamento fisico, dove il maschio entra nella femmina, così deve accadere anche nell’unione interiore, cioè nella connessione tra i nostri desideri. Ognuno deve funzionare sia come maschio che come femmina, dare e ricevere, finché non diventiamo reciprocamente inclusi l’uno nell’altro.

Il concetto di “inclusione” significa che ciascun partner ha creato uno spazio al proprio interno per l’altro.

C’è poi il principio del tango, secondo cui i partner possono sentirsi connessi solo se c’è movimento tra loro. Una connessione sana tra due persone esiste esclusivamente sulla base del cambiamento. Come nel tango, quando uno si muove, anche il partner si muove. Uno va avanti, l’altro torna indietro; uno torna indietro, l’altro va avanti. Senza movimento, non c’è danza.

Abbiamo bisogno di comprensione e sensibilità emotiva per vedere come gli stati cambiano costantemente. Come in natura, deve esserci sia un senso di fame che un senso di sazietà. Senza l’amaro, non noteremo il dolce. Contrasti e cambiamenti fanno parte della vita, ma dobbiamo sapere come controllare i diversi stati. Soprattutto, è importante ricordare sempre il principio del tango: camminiamo sempre insieme.

Il piacere reciproco nella relazione deve essere il fondamento della relazione di coppia. Dobbiamo entrambi godere ugualmente della connessione. Cioè, dobbiamo essere abbastanza sensibili da sentire come il nostro partner gode di noi e agire in base a quel sentimento e il nostro partner deve fare lo stesso nei nostri confronti. Ognuno deve cercare di considerare i desideri dell’altro e usare le proprie capacità per il bene dell’altro.

Solo quando ogni parte sente l’altra e la prende in considerazione possiamo dire che stiamo ballando e divertendoci insieme. Quando siamo sensibili ai cambiamenti in noi stessi e attenti a tutti i cambiamenti che avvengono in noi, allora possiamo dire che stiamo iniziando a ballare il tango.

Uno degli strumenti che aiuta a costruire la connessione reciproca è il “Laboratorio di Connessione”. Le regole del laboratorio sono semplici: ascoltiamo sinceramente gli altri, non critichiamo né respingiamo, aggiungiamo i nostri pensieri a quanto detto, e soprattutto, ci presentiamo aperti, come se tenessimo in mano una pipa della pace e il desiderio di costruire relazioni calorose.

Un esercizio per il laboratorio di coppia consiste nel provare a immaginare di essere una coppia da sogno. Che la nostra relazione sia la migliore possibile. Possiamo prenderci uno o due minuti per riflettere su questo,  poi condividere con il partner che aspetto ha una relazione del genere. Cosa include?

Dovremmo quindi cercare quante più parole, emozioni e descrizioni possibili, dando forma, sapore e colore alla relazione perfetta. Inoltre, dovremmo cercare di mantenere viva l’immagine che formiamo insieme. Viverla come in una fiaba magica, come bambini immersi in un gioco d’avventura.

In senso più ampio, tuttavia, è probabile che i consigli qui menzionati non possano reggere senza un ambiente di supporto. Per una singola coppia, sarà molto difficile perseverare nel lavoro di costruzione di un legame.

L’atmosfera sociale odierna non incoraggia legami profondi. Al contrario, è il motivo per cui l’unità familiare sta collassando e le relazioni si stanno disgregando. Lo stesso processo è evidente su scala globale: un ego sempre più forte divide e paralizza le persone e, con la creazione e l’accumulo di armi, crea un crescente senso di ansia. La competizione e la devastazione umana, che ci portano a ricercare sempre più potere, guadagni e denaro, hanno portato alla corruzione della natura.

Col tempo, tuttavia, crescerà la consapevolezza che, per natura, siamo tutti un’unica famiglia e che, per sopravvivere, abbiamo bisogno di connessione, considerazione reciproca e complementarietà. Allora intraprenderemo insieme un percorso socio-educativo-culturale collettivo che definirà le connessioni umane positive come massima priorità. In tale contesto, la relazione sentimentale diventerà un piccolo laboratorio domestico in cui lavoreremo per sviluppare la capacità di amare gli altri come noi stessi. Un metodo educativo integrale che dia priorità alle connessioni umane positive in tutta la società ci insegnerà come far nascere una nuova persona e una nuova umanità dal profondo di noi stessi. Spero che riusciremo in questa decisiva transizione da un mondo sempre più caotico a uno armonioso e pacifico.

Basato sull’episodio 25 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In che modo la consapevolezza di sé influenza le relazioni sentimentali?

Per avere successo in una relazione, dobbiamo conoscere noi stessi, capire cosa ci guida e identificare la causa dei cambiamenti che attraversiamo.

La forza fondamentale che ci muove è l’ego, il desiderio di provare piacere. Si tratta di un’aspirazione naturale e basilare: voler sempre stare bene. Ciò che differenzia le persone tra loro è il tipo di desiderio che emerge, ovvero ciò da cui vogliamo trarre piacere in ogni momento e anche l’intensità di questo desiderio.

Noi esseri umani ci distinguiamo dalle altre creature della natura per la nostra capacità di inventare sempre nuove fonti di piacere, per questo siamo in costante evoluzione. Il nostro ego si sviluppa, di conseguenza cerchiamo continuamente nuovi modi per appagarlo. È così che avanziamo nella vita.

Col tempo, i nostri desideri cambiano, vengono sostituiti e espressi in modo diverso. Poiché la mia definizione di “ciò che voglio” cambia e cambiamenti simili avvengono anche nei nostri partner, si sviluppa gradualmente un problema di compatibilità. La vita ci mostra che questa è la fonte di molti problemi nelle coppie: uno vuole evolversi in una direzione, mentre l’altro pensa in tutt’altra. Ognuno sviluppa desideri differenti.

Cosa possiamo fare in queste situazioni?

Nella vita condivisa, dovremmo distinguere tra due ambiti: uno è quello in cui possiamo connetterci, completarci a vicenda ed essere un tutt’uno e un altro che raggruppa tutti gli aspetti in cui ciascuno si sviluppa individualmente, come desidera.

Basato sull’episodio 23 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come può una persona con un ego smisurato mantenere una relazione amorosa sana?

Lo sviluppo dell’essere umano, della famiglia e del mondo attraverso le generazioni porta alla consapevolezza che dobbiamo cambiare. Noi stessi. Cambiare la natura delle nostre relazioni, le definizioni più basilari. Non ha senso aspettare che il domani sia migliore senza un profondo cambiamento in ogni singola persona. Se non lo facciamo, all’orizzonte ci attendono crisi e grande sofferenza.

Perché? Perché l’ego umano, ristretto e individualista, si sta intensificando continuamente e sta distruggendo le relazioni a tutti i livelli. Allo stesso tempo, il mondo sta diventando sempre più interconnesso. Tutti influenzano tutti, tutti dipendono da tutti e questo processo continua a crescere.

Abbiamo quindi di fronte due tendenze evolutive opposte: l’uomo si chiude sempre più nei propri interessi, mentre il mondo diventa sempre più connesso. Siamo incollati gli uni agli altri, che lo vogliamo o no, e questo ci costringe a evolverci verso la fase successiva. In questo nuovo stadio, l’essere umano svilupperà la capacità di relazionarsi agli altri come a se stesso. Alla fine, non ci sarà altra soluzione e l’unica domanda è quanto velocemente comprenderemo che il mondo di domani può essere un mondo di connessione. L’approccio integrale all’educazione descrive tutto questo, offrendo anche un metodo pratico di sviluppo.

Partendo da questa prospettiva ampia, ora ci concentreremo sulla relazione di coppia. Questo tipo di relazione può diventare una sorta di laboratorio domestico in cui una persona può osservare e sperimentare il cambiamento di cui parliamo. Inoltre, se questo avviene in un contesto di apprendimento di gruppo con altre coppie e sotto la guida di esperti, allora le condizioni diventano molto più favorevoli.

Un principio chiave su cui si basa questo apprendimento è: “L’amore copre tutte le colpe” (Proverbi 10:12). Questo principio significa che, anche se ci sembra di essere stati trattati ingiustamente, ci sforziamo comunque di trattare gli altri con amore. Così facendo, diamo un esempio positivo che influenza l’ambiente e insieme ci avviciniamo a un cambiamento di percezione.

Ecco una descrizione di una situazione vista dal punto di vista della donna, per illustrare il concetto. Naturalmente, si potrebbe descrivere anche una situazione opposta dal punto di vista dell’uomo, ma il principio resta lo stesso. Le donne spesso sentono che il loro partner non le apprezza. Cosa si può fare con questa sensazione?

È consigliabile cercare di elevarsi al di sopra di essa. È un lavoro interiore in cui ci si sforza di sviluppare una percezione come se si stesse ricevendo amore completo dal partner. Inoltre, è importante condividere i propri pensieri e sentimenti con il partner, dicendo qualcosa come:

“Sento di non ricevere abbastanza attenzione da te. Mi manca il modo in cui mi corteggiavi, il tuo interesse per me. Mi manca il periodo in cui eravamo una nuova coppia, felici della nostra connessione e passavamo tanto tempo insieme. Ora, ognuno di noi sembra chiuso nel proprio angolo. È vero, ho molte richieste da farti, ma ciò che conta di più per me è che iniziamo a trattarci con amore. Cioè, che ciascuno di noi abbia aspettative verso se stesso e che ciò che ci sembra un difetto nell’altro, cominciamo a vederlo come un difetto nel nostro atteggiamento.”

Prova un esercizio psicologico in cui cerchi di vedere l’altro come perfetto mentre tu non lo sei e sopra ogni difetto ti sforzi comunque di trattarlo come se fosse la persona più perfetta. E, nonostante tutto ciò che accade in realtà, continui a trattarlo con amore. Chiedigli di fare lo stesso. Se l’esperimento viene condotto in modo reciproco, la vostra relazione migliorerà gradualmente.

Il principio qui afferma che, in una relazione sana, ciascuna parte dovrebbe ricevere dall’altra un esempio dello sforzo che fa per elevarsi oltre la propria percezione egoistica. Più l’altro ci mostra questo sforzo, più lo apprezzeremo e rispetteremo. L’esempio ci darà forza per agire allo stesso modo, diventando così alleati nella battaglia contro la nostra natura egoistica.

Questo lavoro non è affatto facile ed è per questo che le coppie hanno bisogno del supporto di altre coppie che stanno vivendo lo stesso percorso. Insieme, dovrebbero formare un piccolo gruppo di circa cinque coppie. Nel gruppo, dovrebbero imparare i principi dell’approccio educativo integrale, metterli in pratica, condividere le proprie esperienze e sostenersi a vicenda. La loro connessione continua anche tra un incontro e l’altro, nella vita quotidiana. L’obiettivo è costruire una mini-società che trasmetta a ogni coppia che migliorare le proprie relazioni è l’esperienza più importante e gratificante che possa accadere a una persona. In senso più ampio, da un piccolo gruppo e poi un altro e un altro ancora, si costruirà gradualmente una nuova umanità.

Cosa otteniamo da tutto questo? Otteniamo l’accesso a una realtà superiore.

Fino a oggi, abbiamo visto il mondo attraverso il filtro dell’ego, che opera secondo il codice “cosa può essere buono per me, cosa può essere cattivo.” Ora, man mano che sviluppiamo il desiderio di connetterci agli altri con amore, di fare del bene al mondo come a noi stessi, iniziamo a percepire fenomeni che prima non notavamo. La realtà viene assorbita da noi in modo limpido, oggettivo, indipendente da noi. È una dimensione completamente nuova di percezione, al di là dei limiti del corpo e dei sensi, oltre il tempo, lo spazio e il movimento.

Si scopre che tutte le crisi che oggi viviamo nelle relazioni, nella famiglia, nella società, nell’economia e nell’ecologia sono in realtà un invito a progredire verso nuove relazioni e un nuovo livello di percezione, che sia integrale, connesso e completo. Auguro a tutti noi grande successo in questa impresa.

Basato sull’episodio 32 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può utilizzare consapevolmente una relazione per la crescita spirituale?

Quale sarà il codice del successo in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente? Per risolvere l’enigma, dobbiamo diagnosticare correttamente il problema. Si scopre che c’è un fattore alla radice di tutti i fallimenti e le crisi nelle relazioni, sia nella società in generale che nella vita personale.

Nelle coppie che vivono conflitti esplosivi, nelle divisioni nazionali, nei conflitti internazionali, vediamo giochi di ego, lotte di potere, onore e dominazione. Ognuno pensa solo a se stesso. Non riesce a vedere nient’altro. Non è che in passato tutto fosse perfetto, ma oggi l’ego sembra toccare il cielo. E non smette di crescere: non si ferma, continua a generare nuovi drammi.

La vita ci sta avvicinando sempre di più con ogni tipo di connessione, ma interiormente accade il contrario. Stiamo diventando sempre più distanti, incapaci di tollerare la presenza degli altri, chiusi, irritabili e collerici.

Ci manca la capacità di mantenere relazioni ben funzionanti con le persone che ci circondano e questo si manifesta negativamente in ogni ambito della vita. Per esempio, da una parte del mondo c’è l’obesità, dall’altra ci sono persone che muoiono di fame. Non riusciamo a vivere in uguaglianza, pace e serenità e, se la tendenza allo sviluppo egocentrico continua, ci aspettano disastri globali: guerra nucleare, collasso ecologico, rivolte nelle strade. Nella nostra vita privata, vediamo già come l’unità familiare stia andando in frantumi.

Alla fine, capiremo che dobbiamo elevarci al di sopra dell’ego per poter sopravvivere. Questo ci porterà a investire tutta la nostra energia nello sviluppo della capacità di relazionarci agli altri come a noi stessi, percependo ognuno come parte di noi. Più avverrà questo miglioramento, più l’umanità progredirà verso una nuova fase evolutiva armoniosa, pacifica e connessa positivamente.

Dove possiamo iniziare concretamente questo sviluppo? La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico, sempre disponibile. L’approccio integrale all’educazione ci insegna come possiamo agire per sviluppare connessioni positive, e ci permette di applicare tali principi nel contesto della relazione di coppia, così come nella connessione con altre coppie in un contesto di gruppo. L’apprendimento nell’approccio integrale riguarda la natura umana, la natura del mondo e la tendenza allo sviluppo verso la connessione integrale tra tutti. Il gruppo costituisce un ambiente sociale per chiarire esperienze, condividere intuizioni e impressioni sugli esercizi di coppia, nonché offrire supporto e incoraggiamento da un incontro all’altro.

Partecipando a questo processo, creiamo per noi stessi un nuovo sistema di valori, che dà priorità all’elevazione al di sopra dell’ego personale a favore della connessione amorevole con gli altri e dell’espansione dei confini della percezione. Ogni coppia cerca di fornire buoni esempi di concessione reciproca e amore reciproco. Nel processo si possono identificare tre fasi principali.

Primo, ciascun partner cerca di essere uno psicologo di se stesso, identificando ciò che parla dentro di lui. Ogni critica verso il partner, i difetti che si vedono in lui, ciò che fa di sbagliato e quanto debba ancora cambiare: ognuno deve cercare di elevarsi al di sopra di tutto questo.

Secondo, ciascun partner dovrebbe voler sentire e comprendere l’altro: i suoi desideri, pensieri, passioni, aspirazioni e obiettivi. Includere il suo mondo interiore, costruire un’immagine di lui dentro di sé, porsi al suo servizio e cercare di realizzarlo.

Terzo, ciascun partner dovrebbe riconoscere quanto sia difficile mantenere tale approccio e che abbiamo bisogno dell’aiuto di altre coppie che stanno affrontando un processo simile. Nasce così lo stimolo a creare un ambiente di supporto.

Un principio importante dell’approccio integrale all’educazione è che chi trova difetti negli altri lo fa a causa di un difetto proprio. Questo principio significa che se avessimo più amore per gli altri, probabilmente non vedremmo difetti in loro. Inoltre, se vediamo qualcosa di sbagliato, è un invito ad aumentare l’amore da parte nostra. È come una madre che ama tanto i suoi bambini piccoli da trovarli sempre adorabili. Quando c’è amore, ci sono pochissime pretese. Siamo disposti a fare qualsiasi cosa per le persone che amiamo, e apprezziamo ogni piccola cosa che fanno per noi. Ciò che conta è l’atteggiamento, non il materiale. E con qualcuno che amiamo, siamo disposti a vivere anche in una stanza sola. Ecco perché è scritto: “L’amore copre ogni colpa” (Proverbi 10:12). Non esiste difetto o mancanza che non possa essere colmata dall’amore.

Da una prospettiva più ampia, quando le coppie lavorano per uscire da se stesse e sentire l’altro, sviluppano in sostanza la capacità di percepire una realtà più ampia.

Naturalmente, il nostro egoismo è come un paio di occhiali attraverso cui vediamo e analizziamo tutto. Ci dà lenti che ci fanno chiedere continuamente: “Cosa posso ottenere per me? Cosa posso ricavare dagli altri?” Di fatto, la nostra percezione egoistica nasconde molti aspetti della realtà, perché la filtriamo attraverso ciò che è “utile per me”. La realtà è molto più ampia, ma a causa dell’ego ne percepiamo solo una parte stretta e limitata. Se impariamo a uscire da noi stessi e a sviluppare la capacità di agire per il bene degli altri, allora otteniamo una nuova immagine del mondo. Si aprono infinite nuove possibilità e un’abbondanza di opportunità per espandere il nostro stesso “io”.

Un esercizio pratico di coppia che deriva da questo principio è mettersi d’accordo col partner che da questo momento in poi non si vedranno difetti l’uno nell’altro. Non c’è nulla di negativo nel partner. Siete entrambi perfetti e cercate soltanto di fare il massimo bene possibile l’uno per l’altro. Volete sentirvi connessi interiormente fino a diventare una cosa sola.

“Ho visto un mondo capovolto”, dissero i saggi. Se anche noi riusciremo a connetterci l’uno all’altro con amore, potremo meritarci di scoprire proprio quel grandissimo successo.

Basato sull’episodio 33 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché siamo costretti a orari così lunghi nella maggior parte dei lavori?

Perché abbiamo pensato che questo ci avrebbe portato a una vita migliore, che ci avrebbe fatto progredire, prosperare e raggiungere il benessere e la felicità. Perciò, è diventato normale misurare il successo nella vita in base al numero di ore lavorate. Se qualcuno sente che lavoro più ore degli altri, potrebbe pensare che ho uno stipendio particolarmente alto o che occupo una posizione speciale e di grande rispetto.

Inoltre, generalmente non vogliamo liberarci da questo stile di vita. Siamo arrivati a uno stato in cui il lavoro è diventato la nostra vita. Oggi, uno dei primi spunti di interesse quando conosciamo una persona è: “Che lavoro fa? Dove lavora?” Tutti parlano di lavoro.

In passato si parlava di più di certi hobby come lo sport, ma oggi se ne parla meno. Il lavoro ha preso il centro della scena. È anche abbastanza chiaro che se passiamo dieci ore al giorno sul posto di lavoro, cos’altro abbiamo di cui parlare? Abbiamo fatto ruotare la nostra vita attorno alla nostra professione.

Il fatto che diamo così tanta importanza al lavoro è una distorsione che deriva dai nostri desideri egoistici esagerati. È qualcosa di innaturale. Non siamo nati per lavorare in questo modo e la maggior parte del lavoro che svolgiamo è inutile.

Se non siamo nati per lavorare così tanto, allora per cosa siamo nati? Per sapere perché siamo qui, cosa è successo prima della nostra nascita, cosa accadrà dopo la nostra morte, cosa succede al mondo, ai nostri stati mentali ed emotivi interiori e come possiamo partecipare in modo ottimale alle forze della natura, allo sviluppo dell’essere umano interiore che è in noi.

Inoltre, siamo stati messi qui per sviluppare le nostre connessioni con gli altri. Se non fossimo in una costante competizione individualista-materialista, ci sarebbe più facile avvicinarci. In questo modo, ci prenderemmo anche più cura dei nostri figli e instilleremmo in loro un atteggiamento diverso l’uno verso l’altro fin dall’infanzia.

Basato sull’episodio 1.251 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché siamo così stressati come società quando la vita moderna dovrebbe semplificarci le cose?

La causa dello stress nelle nostre vite è l’egoismo, il desiderio di godere a spese degli altri e il nostro paradigma egoistico che ci spinge a impegnarci in una competizione individualistico-materialistica gli uni contro gli altri.

È vero che abbiamo una natura competitiva e che la competizione esiste per svilupparci, ma la differenza tra la competizione che porta a problemi crescenti come stress, odio e pressione e la competizione che ci sviluppa in una direzione positiva è l’obiettivo per cui competiamo.

Non abbiamo bisogno di una competizione basata su obiettivi egoistici, che incoraggia l’espansione di un individualismo e di un materialismo crescenti. Questo è il tipo di competizione che porta con sé più stress, odio e pressione nelle nostre vite.

Come potremmo allora definire l’obiettivo che porta al progresso sociale?

È qui che vogliamo approfondire e comprendere che la “guerra delle menti” genera saggezza. Le fonti kabbalistiche lo descrivono come “l’invidia degli autori genera saggezza”. Invece di inseguire obiettivi egoistici transitori per ottenere più denaro, rispetto e potere, saremmo più saggi se imparassimo come la natura ci governa e come possiamo entrare in interazione con essa per raggiungere la comprensione del significato della vita. Così facendo, ci impegneremmo esclusivamente in azioni benefiche per tutti e non arrecheremmo alcun danno a nessuno.

Raggiungeremmo così una vita in cui ci potremmo sentire simili agli aristocratici di circa mille anni fa, in cui non avremmo bisogno di nulla da nessuno, non sfrutteremmo nessuno e vivremmo tutti in modo confortevole.

Tratto dall’episodio 1.251 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Stiamo ancora evolvendo? In cosa ci evolveremo?

La forza che ci spinge avanti nell’evoluzione sviluppa in noi il desiderio di ricevere: desiderare di più, acquisire, comprendere e conoscere. È così che ci evolviamo di generazione in generazione, anno dopo anno, ovvero attraverso la forza della ricezione. Acquisiamo conoscenze sul nostro mondo, ci integriamo in esso e cerchiamo di controllare ciò che vi accade.

I problemi iniziano quando manca un equilibrio tra l’individuo e l’ambiente. Quando prendiamo costantemente per noi stessi, senza considerazione o limiti, danneggiamo gli altri e la società. Questo crea un mondo squilibrato che manca della forza della dazione, ovvero della forza del dare, del partecipare, e infine dell’amore.

Questa consapevolezza ha cominciato a diffondersi negli anni ’60. Le persone iniziarono a riconoscere i limiti dello sviluppo egoistico. Compresero che non si può continuare a progredire solo con il desiderio di ricevere, dove ognuno vede solo se stesso e ignora ciò che lo circonda. Anche quando diamo, spesso è con l’aspettativa di ottenere qualcosa in cambio.

Contemporaneamente, si è risvegliato il desiderio di sentire la natura in modo più profondo, di penetrare l’essenza dell’esistenza. Le persone hanno iniziato a rendersi conto che per sentire la natura a un livello più profondo sono necessarie qualità che in noi non sono innate.

A quanto pare, ci manca la forza del dare, una forza come quella di Madre Natura, cioè una forza generosa da cui nasce ogni evoluzione. Proprio come agiamo verso i nostri figli, così la natura agisce verso di noi. E come rispondiamo? Riceviamo tutto dalla natura e ne godiamo, ma siamo simili a lei? Assolutamente no. Siamo completamente opposti.

Quando pensiamo a noi stessi, al significato della vita, al processo che stiamo attraversando, sorge spontanea la domanda: esiste uno scopo che dovremmo raggiungere? Sembra che ogni evoluzione in natura abbia uno scopo, quindi che dire di noi, dell’umanità nel suo insieme? Possiamo indagare su questo interrogativo? Se troviamo una risposta, possiamo già iniziare ad allinearci di conseguenza e procedere verso una vita veramente buona.

Ci sono due forze fondamentali in natura: la forza del dare e la forza del ricevere. Nei nostri corpi, nell’intero universo, tutto è forza.

Dall’inizio della creazione, queste due forze si sono sviluppate insieme, hanno interagito in varie combinazioni e creato forme esterne di materia. Le interazioni tra particelle negative e positive, elettroni e protoni, hanno formato atomi, molecole, e poi vari composti nel livello inanimato della natura.

Attraverso una complementarità reciproca, queste forze hanno continuato a evolversi, formando cellule viventi. Nel mondo vegetale  il movimento è divenuto già evidente, cioè l’assorbimento e l’emissione di energia e materia. Più tardi, la combinazione delle forze si è fatta più complessa, dando vita al regno animale, dove gli esseri si muovono autonomamente, cercano cibo e lottano per sopravvivere e riprodursi. Inoltre, ogni essere si adatta ai cambiamenti nell’ambiente.

La natura del dare, che è la forza che sostiene, fornisce e nutre, è più nascosta e interiore. La natura del ricevere è più evidente. Nei regni inanimato, vegetale e animale, l’evoluzione si è svolta secondo un programma interno,  lo stesso è accaduto nell’umanità per centinaia di migliaia di anni. Oggi, però, sentiamo di aver raggiunto un limite. Abbiamo esaurito il nostro sviluppo tramite la forza della ricezione e per progredire abbiamo bisogno di aggiungere la forza del dare, del connettersi e dell’amare.

Come possiamo farlo? Chi ce lo insegnerà?

Finora siamo stati abituati a usare solo la forza della ricezione, che è una forza di separazione. Più eravamo diversi, superiori e dominanti rispetto agli altri, più eravamo considerati di successo. Ora dobbiamo evolverci e imparare a lavorare con la seconda forza della natura: la forza della dazione. Dobbiamo integrarla con la forza della ricezione per elevarci insieme a un nuovo livello di sviluppo.

Un chiaro esempio di queste due forze opposte si vede nei rapporti con la società, tra individuo e collettività. Se costruiamo una società che rifletta i valori della dazione, della connessione e del dare e poi studiamo i nostri rapporti reciproci, potremo raccogliere dati  sulla forza della dazione che dobbiamo acquisire e apprenderla, in contrasto con la forza della ricezione.

Gradualmente, impareremo a usare caratteristiche come invidia, brama e onore in modo speciale per promuovere la dazione. Questo dipende da un cambiamento dei valori sociali in tale direzione. Siamo creature sociali e vogliamo sempre apparire favorevolmente agli occhi di ciò che la società rispetta. Man mano che ci svilupperemo in questa direzione, vedremo come la forza della dazione diventerà la forza dominante che determinerà tutte le nostre azioni, relazioni, pensieri e intenzioni tra di noi.

Cosa ne guadagneremo? Innanzitutto, otterremo una società più sicura, sana ed efficiente, in cui tutti si prenderanno cura di tutti, come in una famiglia sana e funzionale. Questo tipo di relazione cambierà radicalmente le nostre vite e migliorerà ogni ambito del mondo di oggi, ormai compromesso.

Tuttavia, al di là di questo, e questo è il punto cruciale, più acquisiamo la forza della dazione, più iniziamo a sentire e comprendere la natura come nostra madre. Proprio come un neonato che diventa bambino, adolescente e poi adulto, così anche noi, diventando donatori come la natura, iniziamo a percepire le sue forze interiori, le forze che stanno dietro la materia.

Cos’è la materia che vediamo? Se la scomponiamo, troviamo atomi, poi particelle e infine forze. In definitiva, esiste una forza, che è ciò che i fisici osservano negli acceleratori di particelle e in altri strumenti.

Qui acquisiamo le forze fondamentali, la forza della dazione e la forza della ricezione, che sono alla base di tutta la materia. Entriamo nella materia, nella creazione e vediamo come la combinazione di queste due forze costruisce, compone e connette ogni cosa con meravigliosa saggezza. Comprendiamo quindi ancora più profondamente, al di là di queste forze e delle loro azioni, il programma operativo che le sottende.

Acquisire ed equilibrare queste due forze dentro di noi porta alla conoscenza della natura, di Madre Natura, la forza generale che opera, genera la vita e la guida verso uno scopo che potremmo arrivare a scoprire.

Questo ci aiuta a comprendere la vita che stiamo vivendo ora. Iniziamo a vedere ogni cosa in modo trasparente, a penetrare ogni cosa che ci accade, intorno a noi e dentro di noi, vedendo tutto come una combinazione di forze.

Questa non è una conoscenza esteriore come quella che abbiamo acquisito finora attraverso la sola ricezione, ma la combinazione di entrambe le forze e delle nuove qualità che ne ricaviamo ci fornisce strumenti interiori. Non sono strumenti esterni come quelli di fisici, chimici e altri scienziati, ma dentro di noi sentiamo la natura e noi stessi come parti integranti di essa. Iniziamo a vedere, vivere ed essere inclusi in questo grande processo.

Cominciamo anche a percepire noi stessi non a livello di corpi solidi, fatti di carne e ossa, o nei loro aspetti vegetativi e inanimati, ma attraverso le forze che agiscono dentro di noi e il modo in cui esse interagiscono con la natura generale e globale.

Quando scopriamo il sistema interiore, le nostre forze personali, le forze dell’ambiente e le forze della natura nel suo complesso, ci percepiamo come parti integranti di questo intero sistema, connessi ad esso. È così che arriviamo a conoscere profondamente la natura e a percepirne l’eternità e la perfezione.

Questo è, infatti, lo scopo della nostra evoluzione in questa nuova era in cui siamo entrati e negli anni a venire. Dobbiamo semplicemente comprendere che c’è una grande differenza tra questa nuova vita e ciò che è accaduto fino ad ora. Nel corso della storia, siamo progrediti istintivamente, guidati da un’unica forza: il desiderio di ricevere. Ci ha spinto a cercare ovunque come ottenere di più. Ora, abbiamo bisogno di sviluppare sempre più un approccio di considerazione, connessione, complementarietà e integrazione dentro di noi.

Man mano che sviluppiamo la forza della dazione, cresce anche la forza della ricezione, ma in un modo nuovo, cioè in contrasto con la forza del dare. Quindi, queste due forze si completano a vicenda a un livello superiore, dando origine a un’opera creativa. Un ulteriore sviluppo umano avviene quindi attraverso la comprensione, il sentire, il conseguimento, la chiarificazione, la critica e le correzioni che apportiamo nella combinazione e nell’equilibrio tra le due forze. Continuiamo così a evolverci dalla completezza a una completezza ancora maggiore e oltre.

Come risultato di questo intero processo, si sviluppa una nuova consapevolezza di chi siamo e in quale sistema esistiamo veramente. Quando penetriamo nella natura organizzando queste due forze interiori di ricezione e dazione, iniziamo a percepire dimensioni oggi inaccessibili.

Entriamo in un sistema di forze che trascende il tempo, il movimento e lo spazio, raggiungendo traguardi spirituali e appagamento interiore nelle nostre emozioni e nel nostro intelletto, senza alcuna connessione con il nostro corpo fisico. Perché? Perché tutto si espande solo attraverso il conseguimento, attraverso la nuova consapevolezza che acquisiamo. Il nostro corpo si rivela allora come un semplice aspetto delle forze istintive e iniziali che ci sono state donate esclusivamente per consentirci di evolvere verso una dimensione di esperienza superiore.

Viviamo quindi in un’epoca speciale, in uno stato unico, e ci stiamo avvicinando alla fase della nostra nascita come esseri umani che assomigliano al vasto sistema della natura. Davanti a noi si apre uno straordinario sviluppo nella comprensione e nel conseguimento, verso vite sempre migliori, oltre i nostri attuali confini, verso un’esperienza di vita senza limiti.

Basato sull’episodio 12 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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