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Garanzia reciproca per il mondo intero

Pertanto, Il Tana descrive l’Arvut come due persone che si trovavano su una barca, e uno di loro iniziò a fare un buco nella barca. Il suo amico disse, “Perché stai facendo un buco?”. Egli rispose: “Cosa ti importa? Sto facendo un buco sotto di me, non sotto di te”. Allora egli replicò, “Sei uno stolto! Affogheremo entrambi insieme nella barca!”.

In altre parole, come abbiamo detto, dal momento che quei ribelli sono immersi nell’amore per se stessi, con le loro azioni costruiscono un muro di ferro che impedisce, a chi si attiene alla Torah, anche solo di iniziare a osservare pienamente la Torah e le Mitzvot nella misura delle parole “Ama il tuo amico come te stesso”, che è la scala per raggiungere la Dvekut [adesione] a Lui. In effetti, quanto erano giuste le parole del proverbio che diceva,”Sei uno stolto, annegheremo entrambi nella barca!”. (Baal HaSulam, “L’Arvut” [Garanzia reciproca])

Stiamo affogando insieme al nostro mondo. Perciò la nostra generazione deve uscirne al più presto; cioè deve capire come correggersi.

Pertanto, Rabbi Elazar, figlio di Rashbi, autore de “Il Libro dello Zohar”, chiarisce ulteriormente la questione dell’Arvut. Per lui non è sufficiente che tutto Israele, non solo questo gruppo che ha ricevuto il sistema di Abramo, sia responsabile l’uno dell’altro, ma tutto il mondo è incluso nell’Arvut.

Ne consegue che anche tutti i popoli del mondo devono seguire le leggi dell’Arvut (garanzia reciproca). Pertanto, dobbiamo spiegarlo a tutti e includerli in questo.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 18/2/20, “L’Arvut (garanzia reciproca)”

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Perché il Mondo ha bisogno di tante persone?

Aderire al Creatore è un compito che deve essere svolto da ognuno di noi in questo mondo. Ecco perché ci stiamo riunendo. Dopotutto, se esistessimo come un solo uomo, come il nostro prototipo Adamo, non saremmo in grado di ottenere nulla.

Il fatto è che i nostri sentimenti provengono da qualità egoistiche. Ma se ci troviamo in uno stato in cui sentiamo qualcosa al di fuori di noi stessi, allora possiamo iniziare a lavorare su noi stessi.

Pertanto, una sola persona non è abbastanza nel mondo, ma ne occorrono diverse, almeno dieci. Se intendiamo dire che dobbiamo raggiungere la completa unione con il Creatore, allora è possibile solo attraverso dieci stadi, come studiamo dalle quattro fasi della luce diretta.

In altre parole, il desiderio egoistico originariamente creato è stato diviso in molte parti. A seconda di quanto questo desiderio si sviluppa e diventa sempre più opposto al Creatore, siamo divisi in un numero sempre maggiore di particelle, cioè persone, ognuna delle quali porta con sé un elemento egoistico che può essere corretto.

Se solo alcune persone non fossero separate dall’egoismo, questo oggetto collettivo non sarebbe in grado di correggersi. Pertanto, siamo divisi in strutture come i singoli atomi, in modo che da essi si possa creare qualsiasi combinazione.

Questo è simile a vari elementi chimici, che non sono molti, solo poco più di un centinaio, e alla moltitudine di composti che creano tra di loro. Il risultato è la vita nel suo movimento infinito, eterno, perfetto.

Le molecole degli elementi inanimati sono connessioni di atomi. Quando le molecole si combinano, possono produrre qualcosa, generare qualcosa da se stesse e creare le proprie copie.

Da ciò che il Bore ha creato, vediamo che tutto deve scomporsi e cadere al livello più basso e poi assemblarsi in atomi, gli atomi in molecole, e poi in strutture più complesse in cui appaiono la vita, la riproduzione, la divisione e così via.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 23/2/20, “Preparation for the Convention”

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È possibile raggiungere l’essenza del Creatore?

Domanda: Siamo una creazione, ma in ognuno di noi c’è un punto nel cuore, una particella della natura del Creatore.
È possibile raggiungere l’essenza del Creatore, la natura del Creatore, e in un certo senso diventare il Creatore?

Risposta: Non si può avere il desiderio di raggiungere l’essenza del Creatore. Si può solo avere il desiderio di essere simili a Lui. Non possiamo saltare al di sopra della nostra natura.

Alcuni gradi ci sono stati rivelati come gradi di conseguimento più elevati rispetto alle semplici qualità della dazione. Ma non siamo ancora arrivati a questo punto.

Dobbiamo pensare a come diventare simili al Creatore. È grazie a questa somiglianza che potremo comprenderLo.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 23/2/20, “Preparazione per il Congresso”

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La legge del sistema integrale

Con questa responsabilità collettiva, che dobbiamo raggiungere e accettare, ogni membro della nazione fu liberato da tutte le preoccupazioni per le necessità del proprio corpo e poté osservare la Mitzvah, “Ama il tuo amico come te stesso” nella misura più completa e dare tutto ciò che aveva a qualsiasi persona bisognosa poiché non si preoccupava più dell’esistenza del proprio corpo, perché sapeva per certo di essere circondato da seicentomila [un numero cabalistico] amanti fedeli pronti a provvedere a lui (Baal HaSulam, “L’Arvut (Garanzia reciproca)”.

Nello stato di garanzia reciproca siamo come cellule di un organismo sano che lavorano interamente per il corpo comune. Nessuno lavora per se stesso. Questa è la legge dell’interconnessione integrale delle parti.

Ogni sistema analogico integrale è progettato in modo che ciascuno dei suoi elementi lavori esclusivamente per mantenere l’intero sistema in ordine e faccia tutto ciò che rientra nelle sue capacità. Di conseguenza, il sistema è in assoluta interconnessione, garanzia reciproca e in uno stato assolutamente stabile. Non importa cosa accada, ogni elemento si prende cura di mantenere l’intero sistema e assicura che rimanga in costante equilibrio.

Questo equilibrio è dinamico, ma non viene mai interrotto perché ogni elemento include i sentimenti di tutti gli altri e si preoccupa solo della loro esistenza collettiva. Nessuno pensa a se stesso, quindi l’intero sistema funziona correttamente. Tutta la natura è organizzata e opera secondo questo principio, tranne noi umani.
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Dalla lezione di Kabbalah del 18/02/20, “L’Arvut [Garanzia reciproca]”

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Diretti alla verità

Domanda: Che cos’è la verità?

Risposta: C’è solo una verità: il Bore. Tutto il resto è falso, naturalmente in modo relativo, in base a ciò che è più vicino al Creatore o più lontano da Lui. Ma in linea di principio, tutto è falso.

Domanda: Ma noi riceviamo comunque dal Bore. Non lo percepiamo direttamente, ma lo riveliamo in qualche forma di rivestimento. Che cos’è la verità se non è rivestita dal desiderio di ricevere?

Risposta: La misura in cui il Creatore è rivestito in ciò che percepiamo è il criterio con cui dobbiamo valutare queste cose. La verità si rivela nella somiglianza del Kli con la luce che lo riempie. Se c’è una piccola differenza tra loro, il Kli ci apparirà spiritualmente più potente. E viceversa.

Domanda: Un cabalista è in grado di discernere la differenza? Per esempio, sente la falsità nei Kelim materiali e poi ri passa a sentire la verità nei Kelim spirituali? Come si può fare il passaggio?

Risposta: Iniziate a dirigervi verso la verità attraverso le possibilità spirituali, non quelle materiali. Sforzatevi di vedere nella manifestazione delle persone la loro essenza umana superiore, quanto possano elevarsi al di sopra del mondo materiale e valutare azioni, oggetti e forze il più lontano possibile dall’egoismo.

Dovete passare alla sensazione della verità, cioè sintonizzarvi solo sulla verità, pregare per essa e recepire solo la verità.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 6/26/24, Scritti di Rabash “Che cos’è la verità?”

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Non abbiamo altra via d’uscita

Questo significa che ognuno in Israele si sarebbe impegnato nel prendersi cura e nel lavorare per ognuno dei membri della nazione, per soddisfare tutte le loro necessità, non meno della misura impressa in lui per prendersi cura delle proprie necessità. (Baal HaSulam, “Arvut [Garanzia reciproca]”).

Dobbiamo sempre confrontare la cura per noi stessi con la cura per gli altri: quanto differisce l’impegno per se stessi dall’impegno per gli altri, qual è la differenza tra loro, e possiamo in qualche modo equiparare il desiderio di prenderci cura degli altri con la cura per noi stessi. Questo è un compito specifico e per nulla complicato. Definirlo è molto semplice, ma realizzarlo è quasi impossibile.

La garanzia reciproca (Arvut), descritta da Baal HaSulam è come una fantasia. Comprendiamo che è praticamente irraggiungibile ed è oltre le capacità umane. Non riesco a pensare agli altri, nemmeno a quelli che mi sono vicini, nel modo in cui lo faccio per me stesso. È impossibile. Il compito che ci è stato assegnato, infatti, non è realizzabile. Allora, di cosa stiamo discutendo qui?

Dopo che l’intera nazione, all’unanimità, accettò e disse: “Faremo e ascolteremo”, ogni membro di Israele divenne garante affinché non venisse a mancare nulla a nessuno tra i membri della nazione. Solo allora sono diventati degni di ricevere la Torah, e non prima.

È sufficiente comprendere che non abbiamo altra via d’uscita. E non abbiamo bisogno di un’altra via d’uscita perché, in realtà, questo è l’obiettivo più alto che possa esserci nel nostro umile e insignificante mondo. Pertanto, se accettiamo di vivere nella garanzia reciproca, inizieremo ad attirare su di noi speciali forze superiori che ci porteranno a questo stato.

Tuttavia, nessuno dice che dobbiamo diventare altruisti e gentili, amare tutti e connetterci con tutti. Questo non è serio. Si dice che dobbiamo realizzare la nostra natura attuale e lo stato che dobbiamo raggiungere, verso il quale la natura ci spinge.

Guarda cosa sta succedendo nel mondo. La natura ci spinge verso la completa unificazione. Forse non lo capiamo, ma in linea di principio questo è ciò che ci aspetta. Se vogliamo vivere sulla nostra piccola Terra, dobbiamo diventare un tutt’uno. Altrimenti non possiamo sopravvivere.

Comprendendo questo, diventeremo adatti a ricevere la Torah e a ricevere la luce superiore che cambierà la nostra natura e ci guiderà verso l’unificazione collettiva.

Il mondo sperimenta ogni giorno sempre più divisione, frammentazione e distanziamento e, di conseguenza, sempre più confusione su dove esso esiste, sul perché e sul come. L’umanità sente l’egoismo che sembra giocare con essa dall’interno, e agisce di conseguenza.
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Dalla lezione di Kabbalah del 18/02/20, “L’Arvut [Garanzia reciproca]”

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Raggiungere l’Anima Comune

Esiste di fatto una sola anima nel mondo…La stessa anima esiste in tutti i figli di Israele ed è completa in ognuno di essi, come in Adam HaRishon, poiché ciò che è spirituale è indivisibile e non può essere tagliato, il che è piuttosto una caratteristica delle cose fisiche.

Tuttavia, dire che ci sono 600.000 anime e scintille di anime appare come se l’anima fosse divisa dalla forza del corpo di ogni persona.  (Baal HaSulam, Articolo “600.000 Anime”).

Ogni persona ha un’anima e questa stessa anima è presente in ognuno. Non possiamo davvero immaginare questo. È come la teoria della relatività: non tutti riescono ad afferrare ciò che essa descrive e il mondo spirituale è ancora più difficile da comprendere.

Ci sono diversi principi che accettiamo per fede perché i Kabbalisti ne parlano in base alla loro esperienza. Finché non attraversiamo il Machsom, la barriera che separa la nostra percezione di questo mondo dalla percezione del mondo spirituale, non possiamo comprenderli appieno.

Nel mondo spirituale esiste solo un’anima che è in ognuno di noi e in tutti noi insieme. Se l’anima è in ogni persona, ciò non vuol dire che sia una piccola parte dell’anima collettiva e se è in tutti, che sia un’unica anima collettiva. No, è la stessa anima.

Tutto dipende da quanto una persona rivela quest’anima. In altre parole, la misura in cui acquisisce la qualità della dazione, della connessione e dell’amore determina quanto percepisce l’anima collettiva, se in quantità maggiore o minore. Ma essenzialmente, l’anima è sempre una e risplende costantemente su di lui.

Nella nostra percezione della realtà, non possiamo immaginare che l’anima collettiva, essendo una per tutti, possa risiedere nella percezione di ciascuno o essere sentita come una parte.

Il nostro egoismo ci impedisce di vederla pienamente. Per questo motivo nel corpo fisico [cioè nella percezione egoistica] sono stati fatti due discernimenti:

Nel primo discernimento si sente la propria anima come un organo unico e non si comprende che questa è l’intero Israele. [Questa è l’unica cosa creata dal Creatore.]

Nel secondo discernimento, la vera luce dell’anima di Israele non risplende su di lui in tutta la sua potenza illuminante, ma solo parzialmente, nella misura in cui si è purificato ritornando al collettivo.

Il segno della correzione completa del corpo è quando si sente che la propria anima esiste in tutto Israele, in ognuno di essi, per cui uno non sente se stesso come un individuo, perché l’uno dipende dall’altro.

In quel momento, egli è completo, senza difetti e l’anima risplende davvero su di lui nella sua massima potenza, come appariva in Adam HaRishon… . [Cioè, com’era nello stato in cui fu creato dal Creatore.]

 

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 20/02/20, “La Decina”

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Solo l’Unità Salverà il Mondo

Se la totale rovina che sono destinati a portare nel mondo non è ancora evidente, possono aspettare una terza guerra mondiale, o una quarta. Le bombe faranno il loro lavoro (Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione).

Domanda: La situazione odierna nel mondo fa sì che le parole di Baal HaSulam sulla terza e quarta guerra mondiale sembrino particolarmente attuali. Cosa dovrebbero sentire le persone ogni giorno per allontanarsi da questo stato?

Risposta: Nelle parole di Baal HaSulam, le persone dovrebbero vedere precise istruzioni per le azioni richieste che riveleranno loro il segreto della creazione, e poi tutto sarà sistemato. Stiamo lavorando in questa direzione.

Domanda: Baal HaSulam scrive che ognuno dovrebbe prendere solo ciò che è necessario per l’esistenza e indirizzare il resto dei propri sforzi a beneficio del prossimo e del Creatore. Come possono quelli che oggi vogliono usare armi nucleari cambiare improvvisamente e cominciare a prendersi cura del benessere del prossimo?

Risposta: Questo arriverà alla persona dall’alto, “trasformeranno le loro spade in aratri”. Tutto ciò avverrà, ma non nel modo in cui pensiamo. Il Creatore metterà altri pensieri nella testa delle persone e allora inizieranno ad agire in quel modo. Tanto che se dirai a qualcuno, “Ieri pensavi diversamente,” non ti crederanno.

Domanda: Che tipo di comprensione dovrebbe essere trasmessa al pubblico ogni giorno?

Risposta: Dopo esserci consultati, dobbiamo testare le nostre conclusioni su un gruppo e poi portare questa conoscenza al mondo affinché le persone non rifiutino ciò che presentiamo loro.

Dobbiamo dare loro la comprensione che la nostra natura malvagia, egoista, ci allontana l’uno dall’altro ed è la causa di tutta la nostra sofferenza. Questo è il primo punto.

In secondo luogo, non possiamo correggere l’egoismo attraverso decisioni politiche, economiche o di altro tipo, ma solo con l’aiuto della nostra connessione e del desiderio di rivelare questo punto dentro di noi che unisce ognuno con gli altri. In questa forma inizieremo ad avvicinarci l’uno all’altro e in questa misura sentiremo come avvicinarsi ci salva e ci solleva al di sopra di tutta la natura.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 18/06/24, Scritti di Baal HaSulam “Gli scritti dell’ultima generazione”.

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La Correzione è cambiare l’intenzione

Domanda: Cosa significa lasciare che il Creatore lavori su di me?

Risposta: Per evitare questo genere di domande, è necessario comprendere il linguaggio della Kabbalah. La forza assoluta, positiva e l’unica esistente nella creazione è chiamata Creatore.

Oltre a questa forza, ci sono piccole forze negative create appositamente dal Bore, in cui noi siamo inclusi. Siamo fatti in questo modo esclusivamente per ottenere lo stato positivo, il Creatore, dal nostro stato negativo.

Il Bore è una forza positiva costante. Non ci sono cambiamenti in Lui. Quando diciamo che il Creatore si avvicina o si allontana da una persona, fa qualcosa o crea qualcosa, nulla di tutto questo è vero. Questa forza non cambia, o altrimenti non sarebbe perfetta.

Oltre ad essa, è stata portata all’esistenza una forza malvagia chiamata Adamo, che è opposta al Bore e deve fare tutto il possibile per diventare uguale a Lui, per assomigliargli. Proprio perché la forza della creazione è malvagia, può percepire il Creatore come opposto a sé.

Essa, però, non può cambiare la sua natura da sola. L’unica cosa che può fare è ricevere la forza opposta, positiva del Bore e in un certo senso rivestirla di sé come sua con la propria intenzione. Così facendo, rimane egoista, ricevente, incapace di cambiare qualcosa dentro di sé. Tuttavia, se riceve l’intenzione di donare dal Creatore, può lavorare nel ricevere per il Suo bene. Questo è ciò che deve accadere in noi. È a questo che dobbiamo aspirare.

Allora diventeremo simili al Bore. Ma la somiglianza non sta nell’azione stessa poiché non possiamo emanare o dare qualcosa da noi stessi. Possiamo solo ricevere, ma possiamo farlo per dare.

In altre parole, se siamo davanti al Creatore e Lui vuole elargirci un dono, dobbiamo aggiungere alla nostra caratteristica di ricevere solo l’intenzione di dare, in modo da ricevere per il Suo bene. Allora diventiamo simili a Lui, equivalenti, perché nella spiritualità non conta l’azione in sé, ma il suo significato.
Ricevere l’intenzione di dare è la nostra correzione.

[330540]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 19/2/20, “Preparazione al Congresso”

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La necessità del sistema di garanzia reciproca

La legge della garanzia reciproca è la legge della vita, la legge dell’esistenza, la legge dello sviluppo. Ad ogni livello in cui la natura vuole creare qualcosa che possa esistere, crea le sue singole parti e le costringe a coesistere secondo la legge della garanzia reciproca, che ha origine dalla natura stessa.

Nel nostro mondo, osserviamo questo a livello inanimato, vegetale e animato. L’uomo è la connessione reciproca delle persone, non ognuno di noi singolarmente, ma di tutte le persone al di sopra del nostro naturale egoismo. Quando, come parti individuali, siamo pronti a connetterci per creare una società corretta, siamo chiamati “Adamo”, che significa “simile al Creatore“.

Pertanto, il sistema di garanzia reciproca è fondamentale nel nostro tempo. Vediamo l’umanità sempre più confusa, incapace di trovare se stessa e praticamente in preda alle sue angosce. Sebbene tutti capiscano che la connessione è necessaria, comprendono anche che è impossibile a causa della nostra natura egoistica.

La saggezza della Kabbalah ci viene in aiuto e ci spiega che non abbiamo altra scelta che unirci, altrimenti le cose non potranno che peggiorare. Da un lato, abbiamo sempre più bisogno gli uni degli altri e non possiamo fuggire da questo pianeta per separarci. Dall’altro lato, dobbiamo connetterci. Il metodo di connessione è insito nella natura stessa e si chiama saggezza della Kabbalah, che ci insegna a ricevere correttamente ogni tipo di appagamento reciproco.
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Dalla lezione di Kabbalah giornaliera 17/2/20, “Preparation for the Convention

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