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Sentire il Contatto con il Creatore

Domanda: La cosa più importante è sempre la ricerca dell’unità delle intenzioni? L’ascesa si verifica solo quando si entra in contatto con il Creatore?”

Nel percorso del lavoro spirituale, a volte si riesce ad afferrare questo contatto, ma poi scompare, lo si ritrova di nuovo e poi svanisce. Prima o poi questo dovrebbe portare a un’adesione permanente con Lui, o queste disconnessioni continueranno sempre a verificarsi?

Risposta: Le disconnessioni devono avvenire per scuoterti, affinché tu non ti convinca di avere sempre un contatto con il Creatore e in modo che tu possa naturalmente andare oltre la percezione di questo mondo e iniziare a sentire il mondo superiore.

Perciò, il nostro compito è elevarci al di sopra di noi stessi ed accedere alla percezione del Creatore.
L’uomo riceve sempre l’opportunità di avanzare di un grado rispetto a prima. Dobbiamo essere pronti a questo: voglio sentirlo nel cuore e nella mente, in modo da poter sperimentare veramente il contatto con il Creatore.

Domanda: Il timore cresce man mano che ci si avvicina a questo?

Risposta: Di solito sì.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 22/02/25, “Proseguire il Congresso con un Avanzamento”

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Pensare all’intero Kli mondiale

Domanda: Al congresso c’è un’altissima concentrazione di amore e tutti lo sentono. Abbiamo letto che dobbiamo risvegliare i cuori dei nostri amici.
Cos’altro possiamo fare affinché questa concentrazione possa essere percepita ovunque nel nostro Kli mondiale e soprattutto da coloro che non sono potuti venire?

Risposta: Basta pensare a loro, scrivere e contattarli.

Domanda: È venuta qui tutta la nostra decina eccetto un amico, ed è stato come se una parte del mio cuore fosse rimasta lì con lui. Come possiamo raccogliere qui tutte le nostre parti, compreso quell’amico?

Risposta: La cosa più importante è che, se tu e i tuoi amici immaginate di essere in un unico desiderio, volete sentire solo questo. Allora tutto funzionerà.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17/2/25, Preparazione per l’apertura del cuore al Congresso

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Uno schiavo del proprio ambiente

Domanda: Tu affermi che Internet e i cellulari possono fornire a una persona una simulazione di connessione spirituale continua con noi. Non c’è il rischio di essere trascinati in questo gioco al punto che ci consumerà come una droga?

Risposta: È esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Non credo che un gioco del genere diventerà una forte dipendenza perché una persona si troverà costantemente di fronte a delle sfide e dovrà risolverle.

Sarà un gioco consapevole, un vero stato dell’essere. Vedrà tutti i suoi problemi, tutti i suoi disallineamenti interiori, tra sé e il gruppo, tra sé e il Creatore. Per questo motivo, non avrà lo stesso potere di presa sul nostro egoismo come hanno altre cose che creano dipendenza.

D’altra parte, lo spirito di competizione, il desiderio di raggiungere lo scopo, l’invidia che gli altri avanzino mentre io no, l’amor proprio, la vanità, il desiderio di potere: tutte queste qualità apparentemente negative devono in realtà aiutarci. Vedremo perché sono state create.

L’egoismo stesso è un aiuto contro di noi: “Ho creato un aiuto contro di te”, fu detto ad Adamo riguardo a Eva. Questo è esattamente il nostro egoismo. In altre parole, tutte le qualità negative in una persona sono necessarie per tirarla fuori dall’egoismo.

I peggiori tratti egoistici, il potere, la fama, i vari impulsi negativi verso gli altri, il desiderio di dominare e controllare, sono in realtà ciò che mi lega al mio ambiente. E qui, ne divento veramente schiavo.

Se non avessi l’invidia, il desiderio di essere superiore agli altri o il bisogno del loro rispetto, li oltrepasserei con la stessa indifferenza di un gatto che passa davanti a un’orchestra sinfonica. Ma poiché voglio sfruttare appieno l’ambiente circostante, ne divento dipendente.

A questo punto, cominciamo a renderci conto di come l’egoismo sia stato progettato in modo meraviglioso, perché dal nostro stato attuale l’unico modo per connetterci con il nostro ambiente è rappresentato dall’egoismo. E così ti viene data questa opportunità, la tua dipendenza dall’ambiente.

Ora l’ambiente detterà le sue condizioni: “Ah! Quindi siamo importanti per te? Vuoi il nostro rispetto? Ci invidi?” E ti imporranno delle condizioni con cui potrai in qualche modo realizzare e soddisfare i tuoi bisogni egoistici.

E le loro condizioni sono severe: dona, ama e sacrifica te stesso per noi. E inizi a capire che queste condizioni sono necessarie per realizzare te stesso e andare avanti. Questo è davvero l’aiuto che esiste dentro di te.
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Da “Ho ricevuto una chiamata. Comunità virtuale, parte 3” di KabTV 16/05/10

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Secondo la volontà dell’ambiente

Domanda: Nella Kabbalah, lavorare contro il proprio desiderio è considerato il metodo più efficace. Ma se una persona va costantemente contro i propri desideri, potrebbe non sopportare il processo. O cavalchi l’onda e ti lasci trasportare da essa, oppure vai contro il tuo desiderio. Cosa è più efficace?

Risposta: Se voglio essere sovrappeso, ma l’ambiente che mi circonda mi obbliga a essere magro, cioè mi maltrattano e mi deridono da tutte le parti, alla fine sarò costretto a perdere peso. Dimagrire diventerà desiderabile per me.

L’ambiente può cambiarmi così profondamente che agirò contro i miei desideri secondo la volontà dell’ambiente e ne trarrò persino piacere. L’opinione dell’ambiente circostante supererà la mia opinione personale originaria. È così che siamo fatti.

Ecco perché una persona viene inizialmente inserita in un ambiente di suoi simili. Se essi lo organizzano correttamente in base a se stessi, in modo che li educhi e li guidi chiaramente verso l’obiettivo, allora non ci sarà alcuna difficoltà a progredire verso l’obiettivo, anche limitando, obbligando o forzando se stessi a fare qualcosa. Proveranno perfezione, potere e piacere nell’adempiere alla volontà dell’ambiente.
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Da “Ho ricevuto una chiamata. Come perdere peso?” di KabTV 19/04/10

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Come possiamo essere sicuri che la nostra preghiera sia accettata?

Domanda: I Kabbalisti scrivono che se abbiamo compiuto tutte le azioni per rivolgerci al Creatore, dovremmo avere fiducia che la preghiera sia accettata. Ma come possiamo acquisire questa sicurezza?

Risposta: Dipende dal tipo di luce che scende su una persona dal Creatore. È necessario esigere, chiedere e sentire la necessità di questa luce. E gradualmente questa luce arriva a voi come la sensazione che il Creatore è in costante e buona connessione con voi.

Domanda: Come si può passare da uno stato di gratitudine alla preghiera e alla richiesta?

Risposta: Se vogliamo avvicinarci al Creatore, glielo dobbiamo chiedere proprio in quegli stati in cui ci sforziamo di avvicinarci a Lui.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 24/2/25, “Continuing the Convention with an Ascent”

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Il Creatore ci costringerà a unirci

Domanda: Non ci sono luoghi sicuri sulla Terra. Tra qualche anno l’India finirà sott’acqua. Gli scienziati prevedono un nuovo terremoto in Turchia e i problemi climatici sono in aumento. L’umanità è destinata a morire?

Risposta: No. Anche se lo volesse, non accadrebbe. Il Creatore ci costringerà a unirci ancora di più per influenzare positivamente le nostre prossime ascese.

Domanda: Cosa accadrà a coloro che non studiano la Kabbalah? Si estingueranno come i dinosauri o ascenderanno?

Risposta: O moriranno o si dirigeranno allo scopo della creazione. O l’uno o l’altro.

Domanda: Il nostro compito è quindi quello di influenzare questo fenomeno attraverso la divulgazione?

Risposta: Assolutamente sì.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 24/2/25, “Continuare il Congresso con un’ascesa”

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Per la gloria del Creatore

Questo è un gruppo di persone che si sono riunite in un certo posto, sotto la guida di una persona, per stare insieme. Con coraggio sovrumano affrontano tutti coloro che si levano contro di loro. In effetti, sono uomini coraggiosi con uno spirito forte e sono determinati a non arretrare di un centimetro. Sono guerrieri di prima classe, che combattono la guerra contro l’inclinazione fino all’ultima goccia di sangue e il loro unico desiderio è vincere la battaglia per la gloria del Suo nome (Rabash, Lettera 8).

Domanda: Di chi scrive Rabash in questa lettera? Di persone che si riunivano per la prima volta? O di un gruppo che aveva lavorato insieme per molto tempo e i cui membri erano finalmente diventati audaci e determinati?

Risposta: Rabash scriveva solo per i suoi studenti. È così che pure noi dovremmo percepire ciò che scrive. Dobbiamo sforzarci di stare insieme come un solo uomo con un solo cuore. Inoltre, ogni persona dovrebbe guardarsi intorno e vedere se qualcuno ha bisogno del suo aiuto. Questa è la cosa più importante.

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Dalla 1a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19/02/25, Preparazione per l’apertura del cuore al Congresso

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Il lavoro dei saggi

Domanda: Qual è il ruolo di un saggio in relazione alle creature del nostro mondo?

Risposta: Per saggio intendiamo una persona che raggiunge il livello del Creatore nella sua realizzazione.

Il saggio è tenuto a insegnare alle creature, ad aiutarle a elevarsi e a unirsi tra loro. Questa è la sua missione.

Domanda: Quindi possiamo usare il lavoro che il saggio ha fatto prima di noi?

Risposta: Certo, è questo che studiamo. Tutte le nostre lezioni sono dedicate esclusivamente a questo.

Domanda: Come faccio a verificare se credo o meno nei saggi? E se mi fido di me stesso?

Risposta: Se leggi le fonti primarie e sei completamente d’accordo con ciò che vi è scritto, significa che credi non a te stesso, ma a colui che le ha scritte.

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Dal Congresso internazionale di Kabbalah  “Unite In Lishma” – 20/2/25, Lezione 2

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Tutto il mondo lavora per il Creatore

Ogni persona nel nostro mondo esegue il programma del Creatore. Non c’è nessuno che ne sia libero. Tutti lavoriamo per Lui.
L’unica differenza sta nel fatto che ciò avvenga in modo consapevole oppure no. Se desideri seguire questo programma, giustificarlo, comprenderlo e cercare di realizzarlo, oppure se ne sei disconnesso ed esisti in modo automatico, lo stai comunque eseguendo, anche senza rendertene conto.

Ma la differenza tra questi stati è che, quando capisci il programma, riveli il suo Creatore, diventi simile a Lui nella grandezza, nella comprensione, nella percezione, nel Suo stesso stato!
Inizi a fluire nello stesso flusso di immensa conoscenza, sentimenti e decisioni. Sei vivo! Invece di esistere semplicemente come un piccolo gattino, esisti come Dio!
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Da KabTV, “Ho ricevuto una chiamata. Non c’è nulla di assoluto” – 26/06/10

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Trovare il contatto con il gruppo

Una persona è come un seme: finché non sente il contatto con la terra, rimane senza vita. Baal HaSulam fa questo esempio nei suoi scritti. Non appena si pianta un seme nel terreno e questo trova il contatto con esso, ossia con l’ambiente, con il gruppo, tutto ha inizio. Inizia a crescere.

Si risvegliano forze interiori che il seme stesso prima non conosceva. Non aveva mai pensato di poter crescere e diventare un genitore. Dopo tutto, è solo una conseguenza di uno stadio precedente: qualcuno lo ha creato, qualcuno lo ha fatto nascere, qualcuno lo ha coltivato.

Diciamo che un chicco di grano cade da uno stelo di grano nel terreno e inizia a germogliare: significa che inizia un percorso completamente nuovo, un nuovo ciclo di vita. Quando inizia questo ciclo? Quando avviene il contatto con l’ambiente circostante, quello adatto al tuo sviluppo, alla Reshimo che è in te.

Il contatto con l’ambiente attiva la tua Reshimo, che a sua volta scatena su di te influenze secondarie: aria, calore, luce solare e così via.

Ma per stabilire un contatto con l’ambiente, devi, ad esempio, entrare nel terreno per renderti conto di essere al suo interno. Non puoi introdurti in esso, qualcosa ti colloca lì, ma devi trovare il contatto con esso, ossia la connessione con il gruppo. E poi tutto andrà avanti.

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Da  KabTV’s “I Got A Call. Virtual Community, Part 2” 5/16/10

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