Pubblicato nella 'Lavoro interno' Categoria

Non ci sono fermate lungo la via

Domanda: Che cos’è la “fermata sulla via” che simboleggia Hanukkah?

Risposta: Nel mondo spirituale non ci sono le “fermate” che noi conosciamo. Non è che sei libero dal lavoro spirituale e puoi tornare a casa. Il significato di “una fermata” è che ora abbiamo acquisito l’attributo di Bina e di conseguenza dobbiamo fare un cambiamento. Abbiamo sollevato Malchut a Bina e qui arriva Hanukkah.

Ora iniziamo a fare un cambiamento, per abbassare Bina a Malchut, per lavorare con i vasi di ricezione (AHP), quindi lavoriamo con un crescente desiderio di ricevere fino a quando si scende ai suoi livelli più profondi. La salita di Malchut a Bina viene chiamata “la guerra dei Maccabei” (dare con lo scopo di dare) e la discesa di Bina a Malchut è chiamata Purim (ricevere con lo scopo di dare).
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Paura delle altezze

Domanda: Quando si desidera connettersi agli altri, ma si ha paura di perdere se stessi, come è possibile superare questa paura?

Risposta: È proprio quello che succede. Il Baal HaSulam ha scritto che l’uomo è spaventato dal momento che gli sembra di scompare da questo mondo e di lasciare  la sua famiglia e i suoi amici. Questa è la difficoltà nel lavoro del Creatore.

Questa è esattamente la sensazione che dobbiamo sperimentare, e dobbiamo ricevere con gioia il punto di distacco dall’auto-preoccupazione, ed è in particolare da questi punti che costruiamo la nostra identità. L’identità di ogni uomo è composta da quegli stessi punti di distacco. Questo è un esempio fisiologico della devozione totale.
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(Dalla 1° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2012, Gli Scritti di Rabash)

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Il miracolo è la rivoluzione della percezione

Domanda: Che cos’è il miracolo che la festa di Hanukkah festeggia nel lavoro interiore?

Risposta: Nel lavoro interiore accadono diversi miracoli. Il primo è l’esodo dall’Egitto, il secondo miracolo accade durante Hanukkah e il terzo a Purim.

Il miracolo è la rivoluzione nella propria percezione della realtà. Quella in cui mi trovo è immutabile, è il mondo dell’infinito. Questi cambiamenti rivoluzionari che avvengono dentro di me mi fanno avere una nuova percezione, una nuova natura, un cambiamento così drastico che vedo il mondo in una maniera totalmente diversa.

È come quando un neonato esce dalla madre e si ritrova in un mondo vasto e leggero, dovuto alla sua nascita, e questo è un miracolo poiché non è la semplice continuazione della regolare crescita del feto, ma è una rivoluzione totale ed è l’uscita verso un nuovo livello di percezione. Questa trasformazione può avvenire solo in virtù dell’influenza della Luce su di noi.

Quando la Luce finisce di elevare i miei desideri alle prime dieci Sefirot, nasco in un nuovo livello nelle nuove dieci Sefirot, nel nuovo livello.

Ci sono molte rivoluzioni come questa: la prima è quando passo dal periodo di preparazione verso il nuovo mondo, attraverso il Machsom, e inizio a lavorare nel piccolo livello spirituale. Dopo, dopo questo miracolo dell’uscita dall’Egitto, c’è un’ascesa graduale, lo stato del Monte Sinai e la rivelazione della forza superiore, il miracolo di Hanukkah. Tutto questo sembra essere un solo processo, iniziando dal passaggio del Mar Rosso in poi. Una rivoluzione ha luogo nella percezione della realtà dell’uomo, e tutto questo accade in virtù del cambiamento nei suoi desideri sotto l’influenza della Luce.

Un miracolo è quando i miei desideri precedenti attraversano un cambiamento istantaneo, una totale rivoluzione.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2011, Gli scritti di Rabash)

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La psicologia dell’altruismo

Domanda: come possiamo evitare il pericolo del nostro egoismo e cambiare il suo chiarimento in psicologia?

Risposta: non c’è niente di male nella psicologia! Infatti, la Kabbalah è una psicologia spirituale interiore. La psicologia di questo mondo è egoistica per natura, essa investiga l’egoismo umano.

Ma c’è un altro tipo di psicologia che si concentra sullo studio di quelli che si sforzano di sviluppare le proprietà della dazione in loro, quelli che imparano a lavorare nella dazione e vedono la realtà attraverso questa qualità piuttosto che attraverso la proprietà della ricezione. Questo tipo di psicologia è chiamato saggezza della Kabbalah. Questa è la sola differenza tra questi due tipi di psicologia.

La psicologia di questo mondo studia le leggi comportamentali del desiderio di essere riempiti per il proprio beneficio. La saggezza della Kabbalah esplora le leggi comportamentali del desiderio di essere riempiti per il bene della dazione.

La psicologia spirituale ci porta allo studio di noi stessi. Gli strumenti che ci permettono di ricevere l’amore per il Creatore sono i seguenti: il nostro desiderio di essere felici, il nostro intelletto ed il cuore, il gruppo, lo scopo della creazione, la nostra connessione con il gruppo e la garanzia mutua tra noi. In accordo allo scopo che è stato sistemato per noi, studiamo la Kabbalah piuttosto che la psicologia comune.

Può sembrare essere psicologia, ma in verità, è una revisione di noi stessi. Il materiale che studiamo sono i nostri sensi e il desiderio di provare piacere. Questo è un soggetto della psicologia, dato che il suo scopo è di insegnarci a sentirci meglio.

Le altre scienze, come la fisica e la chimica seguono altri e più astratti scopi. In realtà, li sviluppiamo solo per cominciare a sentirci meglio. Noi siamo incapaci di fare il minimo movimento in questo mondo che persegua uno scopo alternativo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Una vita felice per i nostri figli

É scritto: “Scegli la vita!” È chiaro che non stiamo parlando della vita animale, giacché l’uomo ha già delle domande che sono superiori alla nostra esistenza normale, delle domande sulla vera vita, ricevere la Luce nei desideri corretti e diventare simile al Creatore. Questo è chiamato vita umana, poiché la precedente esistenza era immaginaria, come una preparazione al livello umano.

Tuttavia una vita senza ottenere la dazione e la vera esistenza è più dura della morte, e non perché sia difficile fisicamente. L’umanità sta arrivando ad uno stato in cui la metà si trova in uno stato di depressione e l’altra metà nella paura. Di conseguenza la vita sta diventando insopportabile, non solamente per i cataclismi e i disastri naturali, ma per l’intollerabile sofferenza interiore.

Possiamo avere tanti benefici nella vita materiale, e tuttavia sentirci terribilmente male perché manca di significato. Sta diventando peggio della morta la vita priva della correzione interiore e  con l’incapacità di dare una risposta alla domanda sul significato della propria vita.

Dopotutto nell’uomo sorge una domanda, così come i nuovi desideri dal livello umano, e poi sorge un grande problema poiché ogni domanda che arriva dal livello superiore cancella tutto quello che si ha. L’uomo non capisce il motivo del bisogno di tutti questi riempimenti se non riesce a trovare il significato nei livelli superiori. Le persone non stanno ricorrendo al suicidio nelle nazioni dove c’è mancanza di alimenti, mentre questo accade neo paesi dove c’è un maggiore benessere, come ad esempio i paesi scandinavi.

Una vita senza la correzione dei desideri è molto difficile per l’uomo che si fa questa domanda. Inizia a soffrire non soltanto perché non riceve piacere da niente, ma anche per il fatto di arrecare sofferenza agli altri. Critica se stesso per il suo passato presente e futuro. Si considera colpevole verso i suoi figli, per le persone vicine e per gli sconosciuti, verso tutti perché sente di essere il portatore della sfortuna degli altri.

Gli viene data una visione della sua intera vita, e vede quanto sia stato cattivo con ogni persona che ha incontrato e come abbia usato gli altri. In queste circostanze è difficile rimanere senza una comprensione del traguardo, che è l’opposto: bene e fa bene. Non ha speranza nel futuro, per i giorni a venire, che saranno sempre peggiori. L’uomo sente di dover continuare la propria vita in questa maniera, senza senso, senza ricevere alcun tipo di riempimento nel presente o nel futuro, senza Luce interiore e circostante.

Comunque, chi vive per la correzione e attrae Luce interiore e circostante, non solo diventa meritevole di ricevere piacere dalla vita in sé (quando la Luce è vestita nei desideri), ma è anche contento di “portare i figli a questo mondo” (i nuovi stati), cioè che avanza ulteriormente. Sviluppa i propri desideri e vede di avere bisogno del mondo intero poiché rappresenta i propri desideri, che unisce a sé e riempie. Ne risulta che tutti sono figli suoi.
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(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2011, Lo studio delle dieci Sefirot)

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La luce aprirà la mela

Domanda: In quale modo il Creatore può aiutarci a sconfiggere i “Greci” dentro di noi? Dopo tutto “l’Israele” dentro di me (l’uomo che anela al Creatore) sembra così impotente di fronte a loro.

Risposta: In verità si è detto che un bambino intelligente e un vecchio re sciocco combattono l’uno con l’altro. La nostra natura è l’inclinazione al male, la centrale corazza egoista in cui è nascosto un punto minuscolo, che non ha alcun modo di romperla. Ecco perché ci dobbiamo risvegliare da soli!

Tu sei come un piccolo verme seduto in un ravanello amaro o una mela. Come puoi uscirne? È impossibile. Sei circondato da tutti i lati e non c’è alcuna via di uscita. Non puoi fare nulla contro forze del genere.

Ma se ci sono più amici come te all’interno, e ciascuno ha un punto nel cuore, quando raccogli tutti questi punti, leggendo e connettendovi a Il Libro dello Zohar e volendo capire cosa sta succedendo e che cosa il Creatore vuole da noi. In questo modo ci si collega al sistema superiore e si attira la Luce superiore che riforma.

Allora avrai una possibilità, ma solo grazie alla Luce, che è il Creatore che ti si è rivelato.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.12.2011, Gli Scritti di Rabash)

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La caduta dell’impero consumista

Malchut è il desiderio di godere, e non capisce altro che questo. Ma se, grazie alla Luce che scende costantemente dall’Alto, si sviluppasse al punto di desiderare di sentire che cosa si trova al di sopra di lei, allora inizierebbe a cercare le prime nove Sefirot.

All’inizio si dirigere verso le Sefirot superiori solamente per ricevere da loro per se stessa, perché pensa che abbiano qualcosa che la possa appagare. E’ simile ad un uomo del nostro mondo che vuole ingoiare il mondo intero, tutte le possibilità, la conoscenza scientifica e culturale e pensa che in questo modo sarà in grado di appagarsi, avere la conoscenza ed il potere.

Entrando in contatto con le prime nove Sefirot, anche egoisticamente, Malchut riceve da  loro l’illuminazione che inizia a “sciuparla”. Da una parte comincia a comprendere che le Sefirot più elevate non hanno nulla che possa comprendere, ottenere, e di cui colmarsi. Questa è la conclusione a cui è arrivata l’umanità nel corso della storia.

Dall’altra parte, la Luce ricevuta le risveglia il senso della sua insignificanza: la sensazione che ci sia qualcosa al di sopra di lei, da cui ne è controllata, e di cui non assumerà mai il potere. In questo modo un uomo inizia a collegarsi di più con l’ambiente, in quanto vede di esserne dipendente, e dunque giunge alla correzione.

Ma tutta la correzione avviene con lo stare all’interno dell’ambiente, non avviene dentro l’uomo. Ogni uomo ha solamente un unico punto, ed arriva a percepire se stesso solamente includendosi nel desiderio collettivo che esiste fuori di lui.

Un uomo capisce che il suo “IO” non è nel suo punto, che all’inizio voleva innalzare e soddisfare. Nella misura in cui si dona al mondo, riesce a trovare il suo vero vaso spirituale ed il suo vero appagamento. Qui rimane, dentro agli altri, e così diventa indipendente dal suo punto di partenza, e allo stesso tempo diventa eterno perché questo punto viene cancellato. Di conseguenza raggiunge l’infinito.

La reciproca inclusione di Malchut nelle prime nove Sefirot avviene a tutti i livelli, e al livello del mondo terreno si manifesta attraverso la nostra evoluzione. Oggi ci troviamo ad attraversare una transizione speciale: l’umanità inizia a spostarsi dalla sensazione dell’inclusione delle prime nove Sefirot in Malchut al suo livello, all’inclusione di Malchut nelle prime nove Sefirot.

Questa è la ragione per cui iniziamo a capire che è impossibile esistere senza l’inclusione negli altri. Non saremo più capaci di vivere in una società consumistica ed avremo bisogno di costruire delle relazioni nuove e diverse.

Gli stessi processi che avvengono nel mondo dell’Infinito ad ogni specifica fase, avvengono anche qui nel nostro mondo, solamente in un altro modo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, TES)

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Una disintegrazione per il bene dell’unità

Baal HaSulam, “La Libertà”: Prendete, per esempio, una spiga di grano che è marcita nel campo ed è arrivata ad uno stato di semina di molte spighe di grano. Quindi, quello stato marcio è considerato la “fonte”, il che significa che l’essenza del grano si è spogliata della sua precedente forma, la forma del grano ed ha preso un nuovo discernimento, quello del grano marcio che è il seme chiamato “fonte”, che non ha forma per niente.

Perché la spiga di grano del grado precedente non è considerata essere la “fonte”? Perché possiede ancora una forma per conto suo e non è la radice del prossimo stato. Il seme del grano deve disintegrarsi, diventare “potere”, il potenziale dello stato futuro e poi potrà germinare come un nuovo germoglio. Quindi, nel mezzo, è necessario lo stato della disintegrazione.

Domanda: Qual è lo scopo di questa disintegrazione?

Risposta: Quello di perdere la forma precedente per assumere quella successiva. Non può avvenire in altro modo, così Keter diventa Malchut, che nasce ripetutamente in una nuova Keter.

Domanda: A cosa dovrebbe aspirare l’uomo nel suo lavoro: a perdere la forma attuale o ad acquisirne una nuova?

Risposta: Ad accelerare l’avanzamento, cioè ad incrementare la frequenza del cambiamento degli stati. Tutto il tempo dovrei sforzarmi per una nuova forma. Lascio che la fase di disintegrazione avvenga a modo suo, non me ne importa, capisco che è necessaria.

È la stessa cosa quando abbiamo bisogno di dormire, come se scomparissimo nella non esistenza. Non è un peccato perdere queste ore di vita? Tuttavia, sappiamo che senza dormire, il disordine del giorno precedente nella nostra testa non sarà organizzato in mensole e mutande. Tutte le mie esperienze hanno bisogno di passare attraverso l’elaborazione, l’indicizzazione e l’immagazzinamento, e solo allora sarò pronto per un nuovo lavoro ed una nuova percezione.

Domanda: Come acceleri allora la velocità?

Risposta: Attraverso l’aiuto dell’ambiente che forma in me il desiderio corretto.

Domanda: L’uomo ha sempre bisogno di sforzarsi verso lo stato successivo?

Risposta: L’uomo ha sempre bisogno di sforzarsi verso l’unità di Israele, della Torah e del Creatore. Questo è il prossimo stato; sempre la stessa unità, solo ad un grado più elevato, più potente, più “succoso”, di migliore qualità: io, il gruppo e la forza comune della dazione, il Creatore in noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, “La Libertà”)

Lungo la traiettoria della Luce

Tutto ciò che desideriamo conseguire oltre la nostra natura, che tentiamo di comprendere, percepire e che ci viene impresso dalla spiritualità, riusciamo a farlo solo con l’aiuto della Luce. Inoltre tutti i cambiamenti nel nostro mondo corporale, nei nostri stati, avvengono solamente attraverso la Luce, che ogni volta brilla sempre più intensamente, e continua a farlo proprio perché continuiamo a crescere nel nostro desiderio egoistico.

Dentro di me continuano a svilupparsi dei nuovi desideri, e questo avviene per tutta la durata della mia vita, così come da una generazione all’altra e, sebbene la Luce sia costante, ogni volta brilla in un desiderio più grande. Di conseguenza dentro di me percepisco dei cambiamenti più grandi.

Anche nel nostro mondo ci sviluppiamo in questo modo, anche se qui non percepiamo la Luce. Come dicono i Kabbalisti, lo stesso succede nella spiritualità. Quando conseguiamo la rivelazione, non facciamo che rivelare lo stesso processo di sviluppo che stiamo attraversando adesso. La Luce brilla ininterrottamente, come è scritto: “Io non ho cambiato il mio HaVaYaH,” “La Luce superiore esiste nell’assoluta stabilità”, mentre i nostri Reshimot (le informazioni genetiche dell’anima) sono in continuo cambiamento dentro di noi e si sbrogliano come una catena. Ogni volta si presentano dei Reshimot sempre più grandi, rifacendo all’indietro la stessa strada attraverso la quale si sono presentati dall’alto verso il basso.

Ma se questo è il modo in cui stanno le cose, dov’è la mia partecipazione? Continuerò a reincarnarmi allo stesso modo in cui mi sono sviluppato fino ad ora, nel corso di migliaia di anni? No. I Kabbalisti dicono che questa fase è finita. Se abbiamo ricevuto il desiderio per uno sviluppo interiore, dobbiamo usarlo in un modo diverso. Come? Accelerando il nostro sviluppo, prendendone parte personalmente. Cominciamo a capire e a comprendere cosa sta succedendo, controlliamo il nostro sviluppo, il quale non potrà più verificarsi senza di noi.

Fino ad ora ci siamo sviluppati attraverso i Reshimot che si sono sostituiti uno all’altro, sbrogliandosi come una catena. In questo modo abbiamo completato il nostro sviluppo sulla base dei livelli inanimato, vegetale ed animato. Tutte queste fasi si sono compiute nella natura comune a tutti: nell’intero universo, sulla faccia del pianeta Terra e in tutta l’umanità, che ha già attraversato i livelli di sviluppo inanimato, vegetale ed animato.

Ma adesso è arrivato il momento di realizzare il livello umano, e non si può più continuare in questo modo. La differenza tra il livello umano e quello animato sta nella consapevolezza della vita: “Per che cosa sto vivendo? Cosa mi sta succedendo?” Il che è possibile solamente quando l’uomo compie in ogni momento il suo dovere, facendo uno sforzo. Attraverso il suo sforzo giunge ad un conseguimento qualitativo della realtà in cui esiste: per cosa sta vivendo, perché e per quale scopo.

Quando tutte queste risposte o conseguimenti vengono rivelati all’uomo, si realizza quello che si chiama “Il mondo spirituale” o “Il mondo superiore”, ed allora percepiamo dove ci troviamo veramente, che genere di sistema ci viene rivelato davanti agli occhi, e in che modo questo sistema ci controlla, e così ci rendiamo conto di essere già impegnati nella nostra vita e nella nostra esistenza su diversi livelli: nel mondo superiore.

La Luce si trova in una condizione di assoluta stabilità,  ogni volta i Reshimot vengono rivelati sempre di più, ma se non comprendo nel modo giusto la connessione tra i Reshimot e la Luce, allora soffro per la mancanza di corrispondenza delle caratteristiche.

In questo modo sono obbligato a cercare una soluzione, esattamente quello che sta succedendo in questo momento a tutta l’umanità, e la soluzione sta nel trovare una formula per diventare come la Luce. Diventare come la Luce significa conseguire le caratteristiche della dazione. In che modo possiamo volerlo? Con l’aiuto del gruppo, e realizziamo questo desiderio attraverso la Luce.

Questa è la ragione per cui quando leggiamo Lo Zohar, dobbiamo pensare alle azioni della Luce su di noi: ci deve connettere, realizzare i Reshimot, farci salire ad un livello più alto, renderci più connessi tra di noi e rivelare ciò che è nascosto. Durante la lezione dobbiamo chiedere tutto ciò che desideriamo.

Naturalmente ogni uomo dovrebbe esaminare in quale misura i suoi desideri sono convogliati lungo la stessa traiettoria della Luce. In caso contrario potrebbe domandare qualcosa opposta a ciò che la Luce sta per donargli. E allora la sua richiesta, la sua preghiera, lo porterà nello stato opposto: la rivelazione del male invece che del bene.

Quindi riflettiamo insieme sulla nostra connessione affinché la Luce ci influenzi e ci connetta, ed in questo modo conseguiremo la qualità della reciproca dazione, che è già un livello spirituale. Non ha importanza che cosa leggiamo de Lo Zohar. Ciò che conta è quello che tutti noi insieme pensiamo delle azioni della Luce su di noi. Non dobbiamo pensare a noi, ma alle azioni che la Luce compie su di noi.
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(Dalla 2° parte della Lezione quotidiana della Kabbalah dell’01.12.2011, Lo Zohar)

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Quando tutto il mondo chiederà

Domanda: In base alle profezie dei Kabbalisti, quando accadrà che la maggioranza della nazione di Israele inizierà a studiare la Saggezza della Kabbalah?

Risposta: Accadrà quando il mondo intero lo chiederà. Israele non si può risvegliare se il mondo non lo chiede, perché Israele non ha alcun bisogno di risvegliarsi a meno che non lo faccia per mettersi in funzione del mondo intero.

Questa è la ragione per cui noi, coloro che mantengono in vita il metodo e che sono consapevoli di ciò che sta succedendo, dobbiamo divulgare la Saggezza della Kabbalah il più velocemente possibile a tutto il mondo ed in tutti i modi, sia che citiamo la “Kabbalah” oppure no.

Dobbiamo spiegare i nostri stati, la correzione, e cosa possiamo conseguire attraverso le correzioni. Tutto questo risveglierà gli uomini e darà loro la capacità di capire come correggere la crisi e, come conseguenza di tutto questo, come è scritto nel libro dei Profeti: “Le Nazioni porteranno Israele nelle loro mani per costruire il Tempio”.

Senza questa pressione non ci sarà alcun progresso: la nazione di Israele non ne sentirà alcun bisogno. Prima delle dieci piaghe d’Egitto, l’uomo non poteva liberarsi dall’Egitto, ma noi abbiamo l’opportunità di convertire questa pressione da sofferenza ordinaria in sofferenza d’amore, che si ha quando si desidera ardentemente qualcosa che non si possiede.

Ma in ogni caso ci deve essere la pressione. La guerra alla fine dei tempi dovrà avvenire per farci nascere al livello successivo. Ma noi possiamo provocare i dolori del parto e la nascita per mezzo del nostro desiderio di uscire da questo mondo invece che attraverso i veri dolori del parto: guerre e sofferenze in tutto il mondo.

I profeti ci parlano dei colpi che ci aspettano da parte della natura, ma allo stesso tempo, abbiamo la Saggezza della Kabbalah per farci accettare questi colpi come l’aiuto necessario  per nascere.

Nel momento in cui mi connetto allo scopo, i colpi diventano un rimedio e non li sento più come dei colpi. Devo comunque attraversare tutte le forze e tutti gli stati, però se cambierò la mia comprensione e il mio atteggiamento verso questi colpi, li attraverserò con gioia.

Affronterò tutto consapevolmente, vedrò lo scopo e desidererò questi colpi; è come se stessi facendo nascere me stesso.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011 Lo studio delle dieci Sefirot)

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