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Migliorare le relazioni di coppia può aiutare a risolvere i grandi problemi dell’umanità?

I problemi che osserviamo oggi nelle relazioni sono molto simili a quelli che troviamo nell’umanità in generale, cioè nell’economia, nella società, nell’istruzione e nella cultura. Tutti i problemi iniziano e finiscono con una forma negativa di connessione umana, sembra di passare da un errore all’altro. Se riuscissimo a svelare il segreto della connessione al di sopra dell’ego nelle coppie, vedremmo miglioramenti anche in altri ambiti.

L’approccio integrale all’educazione considera l’essere umano, la società e la natura come un tutt’uno e fornisce un metodo e una direzione per lo sviluppo. Spiega che l’ego ci espone a conflitti infiniti. Ci siamo evoluti attraverso l’ego e una miriade di conflitti nel corso delle generazioni, ma non ai livelli che vediamo oggi. L’era odierna è caratterizzata da un ego umano esagerato, che rende difficile per le persone tollerare la presenza di qualcuno accanto a loro che le mette sotto pressione e che deve essere preso in considerazione.

Inoltre, in passato, l’opinione della società era chiara e semplice: una persona normale si sposa e mette su famiglia. Tutti sapevano che essere soli era molto difficile. Oggi, quasi tutto può essere ordinato con un clic. Da qui nasce una domanda fondamentale: c’è ancora davvero bisogno di strutture relazionali e familiari?

Facendo un passo indietro per ampliare la nostra visione, possiamo vedere il mondo che ci circonda diventare sempre più interconnesso. La dipendenza reciproca tra tutti sta aumentando. In una tale realtà, siamo sulla stessa barca, se qualcuno fa la mossa sbagliata, allora affondiamo tutti. Potrebbe essere una mossa che scatena una guerra nucleare o un collasso ecologico o molti altri tipi di crisi. Allo stesso tempo, la natura egoistica umana continua a intensificarsi, impedendoci di guardare oltre noi stessi e spingendoci a giocare a giochi di potere in ogni campo dell’attività umana.

Alla fine, saremo costretti ad adattarci alla realtà integrale che  sta prendendo forma. Che ne siamo già consapevoli o che il quadro ci appaia ancora confuso, il mondo di domani potrà essere solo un mondo connesso. Il successo in tale mondo richiederà la capacità di sentire gli altri come se fossero noi stessi, per costruire una connessione autentica e raggiungere una complementarità reciproca con chiunque.

In uno stato del genere, il nucleo familiare diventerà un laboratorio domestico per esplorare la connessione ottimale tra le persone. La coppia sarà unita come una società per lo sviluppo della capacità di connettersi al di sopra dell’ego. Una volta sviluppata questa abilità, essa potrà essere applicata in ogni ambito della vita.

Da questa prospettiva più ampia, l’approccio integrale all’educazione ci insegna come affrontare la nuova relazione di coppia. Lo studio si svolge in un contesto di gruppo e le coppie esplorano insieme la natura umana, la natura del mondo e la tendenza allo sviluppo integrale. Questo processo di sviluppo richiede supporto reciproco e il gruppo funziona come una mini-società che costruisce nuovi valori per sé stessa. Gradualmente, i partecipanti si liberano dall’illusione che una relazione ideale consista solo di felicità e amore. Come per ogni piatto, non possiamo creare un sapore ricco senza aggiungere una varietà di spezie al cibo.

La formula per una connessione completa è definita dal principio: “L’amore copre ogni trasgressione” (Proverbi 10:12). Ci saranno sempre nuove “trasgressioni”, ovvero attriti, incomprensioni, interruzioni di comunicazione e altri fenomeni che causano rotture nella relazione. Il compito della coppia è superare insieme queste “trasgressioni”, attraverso le quali si approfondisce il legame.

Tutto lo sviluppo in natura è costruito dalla combinazione di due estremi, due forze. Anche la coppia rappresenta un “più” e un “meno”,  la connessione complementare tra loro insegna come connettersi in modo ottimale con le persone in tutta la società.

Una coppia che arricchisce e rafforza la propria connessione diventa un’unità fondamentale e integrale, capace di creare connessioni sane in cerchi sempre più ampi. Passo dopo passo, continueranno a costruire connessioni complementari tra tutti gli esseri umani e attraverso di loro percepiremo il flusso di una nuova vita: piaceri, appagamenti ed emozioni di tipo diverso, che chiamiamo anche “mondi superiori”: una percezione più avanzata della realtà verso cui le forze evolutive della natura ci stanno spingendo.

Pertanto, partendo dalla correzione delle relazioni nella coppia e nel nucleo familiare privato, giungeremo infine alla sensazione che noi, tutta l’umanità, siamo un’unica famiglia, completamente connessa.

Basato sull’episodio 39 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa essere veramente “uno” con il proprio partner e come si può arrivare a questo stato?

Le coppie che hanno sofferto abbastanza a causa di relazioni negative possono essere considerate pronte a fare un passo avanti verso una nuova percezione dell’essenza della connessione tra le persone e nella società.

Cos’è questa connessione? Ciò che manca oggi in casa è anche ciò che manca nel mondo interconnesso: la capacità di elevarsi al di sopra dell’egoismo ristretto, ovvero il desiderio di godere a spese degli altri. Questa è la forza interiore che distrugge ogni tipo di relazione.

Come possiamo creare una realtà più evoluta di connessioni complementari? L’approccio integrale all’educazione fornisce principi ed esercizi.

Il primo principio afferma che la connessione si basa sulla concessione reciproca, mentre il secondo principio è che “l’amore copre ogni trasgressione” (Proverbi 10:12).

L’amore può essere paragonato a un animale domestico che una coppia alleva in casa grazie a concessioni reciproche. Per natura, ognuno vede difetti, mancanze e imperfezioni nell’altro ed entrambi hanno una lista di richieste che l’altro dovrebbe soddisfare, ma questo non porta mai a qualcosa di positivo.

Se ci soffermiamo un attimo a ricordare come una madre amorevole vede suo figlio, noteremo che il suo punto di vista è diverso da quello solitamente presente in una relazione di coppia. Per lei, suo figlio è adorabile. Anche se vede delle  imperfezioni, perdona, accetta e capisce che la natura ha creato suo figlio in quel modo. Pertanto, cerca di aiutarlo a crescere. Arriva con occhi pieni di amore e poi tutto appare diverso. Così il bambino si sente sicuro con lei e,  mentre cresce, il loro tenero legame lo nutre come il latte materno.

Quando impareremo a sviluppare un atteggiamento simile verso gli altri, vedremo come tutto comincerà a diventare armonico.

La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico in cui esploriamo il nostro atteggiamento verso noi stessi e verso gli altri, imparando a connetterci. L’amore, nel senso pieno del termine, rappresenta la forma più completa di connessione.

Nell’approccio educativo integrale, esploriamo tali atteggiamenti in un contesto di gruppo, con altre coppie che si sostengono a vicenda. Insieme, apprendono la natura umana, la natura del mondo e la tendenza evolutiva integrativa che conduce alla completa connessione umana.

Uno degli esercizi si intitola “Connessi alla vetta”.

La concessione e il sostegno reciproco portano a una connessione positiva tra i partner, fino al punto in cui non si sente più dove finisce l’“io” e inizia il “tu”, che si fondono l’uno nell’altro in una complementarità totale.

Questo significa che tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per il nostro compagno, sarà importante, prezioso e benefico anche per noi, proprio perché lo è per lui.

Funziona esattamente allo stesso modo anche al contrario: tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per noi, lo sarà anche per il nostro compagno, proprio perché lo è per noi.

Se riusciamo a comprendere anche solo un minimo di questa visione elevata, allora ci impegniamo ad aiutarci a vicenda a non scendere mai da questo stato, nemmeno di un passo.

La logica di base dell’esercizio afferma che dove indirizziamo la nostra intenzione, lì finiremo per arrivare. L’intenzione risveglia forze naturali dentro di noi e intorno a noi, che ci aiutano a progredire verso quell’obiettivo. Dipende dalla costanza, dall’impegno e dall’ immaginare in modo continuo di vivere realmente in quell’immagine.

Questo è ciò che significa essere “connessi alla vetta”, cioè al punto più alto di connessione, che è perfetto, meraviglioso e radioso. Da lì, possiamo entrare in relazione con noi stessi e con la realtà nel suo complesso. Auguro a tutti noi un grande successo nel raggiungere uno stato così perfetto e armonioso.

Basato sull’episodio 38 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Pensi che le strutture familiari tradizionali abbiano ancora rilevanza nelle odierne società occidentali in rapida evoluzione?

Gli animali non hanno consulenti di coppia, né consulenti matrimoniali, né terapisti familiari. Non hanno nemmeno difficoltà a scegliere il compagno adatto. Identificano i partner ottimali attraverso l’olfatto o altri controlli fisici. Solo con noi esiste il caos.

Oggi, l’ego ha raggiunto proporzioni così esagerate che il nucleo familiare sta andando in pezzi, per non parlare dello stato delle relazioni sentimentali. Sempre più persone si chiedono:  “Perché dovrei complicarmi la vita?” Ma in natura non ci sono errori. Se fin dall’inizio sono stati creati due generi, maschile e femminile, allora l’attuale collasso è probabilmente una fase in corso verso un tipo di connessione completamente diverso.

Se condensassimo un’intera saggezza in poche frasi, diremmo che esiste la natura umana, la natura del mondo, le leggi che operano e una tendenza evolutiva nel sistema. Vediamo che il mondo sta diventando sempre più interconnesso e, al contrario, la natura umana è diventata più egoista e ristretta. È come se fossimo tutti sulla stessa barca, ma incapaci di andare d’accordo con nessuno, a casa, al lavoro, per strada, in campagna, con l’umanità in generale e con l’intero ambiente. Le difficoltà si intensificano ogni giorno e, alla fine, tutto convergerà verso un bivio: o impariamo a vivere in connessione e completezza o semplicemente non sopravvivremo.

Da questa prospettiva, l’approccio educativo integrale considera la relazione di coppia come un laboratorio domestico per sviluppare la capacità di connettersi in modo ottimale con gli altri, fino a raggiungere il livello dell’amore. In un contesto di gruppo, le coppie imparano ad aiutarsi a vicenda a superare i limiti della nostra percezione ristretta, a irrompere insieme in una nuova realtà, con emozioni e piaceri di livello molto più elevato. L’apprendimento include l’esplorazione della natura, laboratori che chiariscano diverse questioni, esercizi di connessione speciali e altro ancora. I partecipanti creano un legame stretto e si aiutano a vicenda nel progredire nel processo.

Uno dei temi affrontati da un approccio educativo integrale è perché in natura esistano due generi che devono completarsi a vicenda per continuare la vita. Cosa significa? Dove porta? Non c’è nulla di superfluo in natura e, se qualcosa si è sviluppato in un certo modo, è probabilmente perché l’evoluzione lo richiede. Qual è il problema?

In che modo i diversi generi dovrebbero completarsi a vicenda? Cosa esiste nella natura maschile che non esiste in quella femminile, e viceversa? Cosa succederebbe se non ci completassimo a vicenda? Dove esattamente rimarremmo carenti? In che modo le nostre vite non sarebbero complete?

Se un partner completa l’altro, dà qualcosa che l’altro prima non aveva? Inoltre, cosa succede al partner che si è donato all’altro? Ora gli manca ciò che aveva donato? O forse proprio in quel dare, si è anche completato?

Supponiamo inoltre che una coppia si completi in modo ideale, che ogni spigolo dell’uno colmi la mancanza dell’altro e viceversa. Dove li porta questo?

Perché la complementarità reciproca trasforma due in uno? Cosa ottengono nella complementarità che nessuno ha da solo? Perché è così speciale? E cosa trasmettono questi partner ai loro figli? Come questo influenzerà le loro vite nel tempo?

Domande come queste e altre vengono chiarite nel processo di gruppo e aiutano i partecipanti a sviluppare una nuova visione delle relazioni e dell’unità familiare. Uno degli argomenti trattati è l’apprendimento della natura maschile e femminile. Ecco un esempio di un esercizio utile in questo senso.

Si prende una piccola bambola a forma di donna e la si mette sul tavolo come rappresentazione del genere femminile nel suo insieme. Ora si chiede alle donne di descrivere il suo mondo interiore. Cosa desidera? Di cosa ha paura? Cosa si aspetta? Quali sono le sue speranze e aspirazioni? Cosa la stressa? Cosa la infastidisce? Le donne devono rispondere a queste domande in relazione agli uomini, alla famiglia, alla carriera, e alla vita in generale. Tutto ciò che emerge è prezioso e viene annotato su una pagina. La fase successiva dell’esercizio consiste nel categorizzare, dare priorità e valutare i dati raccolti.

Lo scopo dell’esercizio è aiutare gli uomini a familiarizzare con la natura femminile. Ovviamente, un esercizio simile viene svolto con una bambola a forma di uomo.

A uno stadio più avanzato, un esercizio simile può essere svolto anche a casa. Le bambole aiuteranno la coppia a parlare di sé in terza persona, a esaminare le proprie pulsioni, a chiarire le proprie esigenze reciproche e personali e come possono aiutarsi e completarsi a vicenda.

Le forze evolutive ci spingono a sviluppare la capacità di percepire l’altro come noi stessi. La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico per realizzare questo aggiornamento. Da lì deriverà la sua importanza futura. La connessione integrale con gli altri aprirà una nuova profondità nella percezione della natura, una dimensione superiore e un diverso livello di esistenza. Sviluppare le nostre connessioni in questo modo ci porta a scoprire la perfezione e l’unità della natura e il nostro equilibrio con essa. Sono fenomeni meravigliosi, completamente al di là della nostra comprensione attuale.

In conclusione, il mondo di domani non può che essere un mondo connesso. L’unica domanda è: quanto velocemente comprenderemo il nostro bisogno di connetterci positivamente e inizieremo a prepararci.

Basato sull’episodio 37 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come può una persona con un ego smisurato mantenere una relazione amorosa sana?

Lo sviluppo dell’essere umano, della famiglia e del mondo attraverso le generazioni porta alla consapevolezza che dobbiamo cambiare. Noi stessi. Cambiare la natura delle nostre relazioni, le definizioni più basilari. Non ha senso aspettare che il domani sia migliore senza un profondo cambiamento in ogni singola persona. Se non lo facciamo, all’orizzonte ci attendono crisi e grande sofferenza.

Perché? Perché l’ego umano, ristretto e individualista, si sta intensificando continuamente e sta distruggendo le relazioni a tutti i livelli. Allo stesso tempo, il mondo sta diventando sempre più interconnesso. Tutti influenzano tutti, tutti dipendono da tutti e questo processo continua a crescere.

Abbiamo quindi di fronte due tendenze evolutive opposte: l’uomo si chiude sempre più nei propri interessi, mentre il mondo diventa sempre più connesso. Siamo incollati gli uni agli altri, che lo vogliamo o no, e questo ci costringe a evolverci verso la fase successiva. In questo nuovo stadio, l’essere umano svilupperà la capacità di relazionarsi agli altri come a se stesso. Alla fine, non ci sarà altra soluzione e l’unica domanda è quanto velocemente comprenderemo che il mondo di domani può essere un mondo di connessione. L’approccio integrale all’educazione descrive tutto questo, offrendo anche un metodo pratico di sviluppo.

Partendo da questa prospettiva ampia, ora ci concentreremo sulla relazione di coppia. Questo tipo di relazione può diventare una sorta di laboratorio domestico in cui una persona può osservare e sperimentare il cambiamento di cui parliamo. Inoltre, se questo avviene in un contesto di apprendimento di gruppo con altre coppie e sotto la guida di esperti, allora le condizioni diventano molto più favorevoli.

Un principio chiave su cui si basa questo apprendimento è: “L’amore copre tutte le colpe” (Proverbi 10:12). Questo principio significa che, anche se ci sembra di essere stati trattati ingiustamente, ci sforziamo comunque di trattare gli altri con amore. Così facendo, diamo un esempio positivo che influenza l’ambiente e insieme ci avviciniamo a un cambiamento di percezione.

Ecco una descrizione di una situazione vista dal punto di vista della donna, per illustrare il concetto. Naturalmente, si potrebbe descrivere anche una situazione opposta dal punto di vista dell’uomo, ma il principio resta lo stesso. Le donne spesso sentono che il loro partner non le apprezza. Cosa si può fare con questa sensazione?

È consigliabile cercare di elevarsi al di sopra di essa. È un lavoro interiore in cui ci si sforza di sviluppare una percezione come se si stesse ricevendo amore completo dal partner. Inoltre, è importante condividere i propri pensieri e sentimenti con il partner, dicendo qualcosa come:

“Sento di non ricevere abbastanza attenzione da te. Mi manca il modo in cui mi corteggiavi, il tuo interesse per me. Mi manca il periodo in cui eravamo una nuova coppia, felici della nostra connessione e passavamo tanto tempo insieme. Ora, ognuno di noi sembra chiuso nel proprio angolo. È vero, ho molte richieste da farti, ma ciò che conta di più per me è che iniziamo a trattarci con amore. Cioè, che ciascuno di noi abbia aspettative verso se stesso e che ciò che ci sembra un difetto nell’altro, cominciamo a vederlo come un difetto nel nostro atteggiamento.”

Prova un esercizio psicologico in cui cerchi di vedere l’altro come perfetto mentre tu non lo sei e sopra ogni difetto ti sforzi comunque di trattarlo come se fosse la persona più perfetta. E, nonostante tutto ciò che accade in realtà, continui a trattarlo con amore. Chiedigli di fare lo stesso. Se l’esperimento viene condotto in modo reciproco, la vostra relazione migliorerà gradualmente.

Il principio qui afferma che, in una relazione sana, ciascuna parte dovrebbe ricevere dall’altra un esempio dello sforzo che fa per elevarsi oltre la propria percezione egoistica. Più l’altro ci mostra questo sforzo, più lo apprezzeremo e rispetteremo. L’esempio ci darà forza per agire allo stesso modo, diventando così alleati nella battaglia contro la nostra natura egoistica.

Questo lavoro non è affatto facile ed è per questo che le coppie hanno bisogno del supporto di altre coppie che stanno vivendo lo stesso percorso. Insieme, dovrebbero formare un piccolo gruppo di circa cinque coppie. Nel gruppo, dovrebbero imparare i principi dell’approccio educativo integrale, metterli in pratica, condividere le proprie esperienze e sostenersi a vicenda. La loro connessione continua anche tra un incontro e l’altro, nella vita quotidiana. L’obiettivo è costruire una mini-società che trasmetta a ogni coppia che migliorare le proprie relazioni è l’esperienza più importante e gratificante che possa accadere a una persona. In senso più ampio, da un piccolo gruppo e poi un altro e un altro ancora, si costruirà gradualmente una nuova umanità.

Cosa otteniamo da tutto questo? Otteniamo l’accesso a una realtà superiore.

Fino a oggi, abbiamo visto il mondo attraverso il filtro dell’ego, che opera secondo il codice “cosa può essere buono per me, cosa può essere cattivo.” Ora, man mano che sviluppiamo il desiderio di connetterci agli altri con amore, di fare del bene al mondo come a noi stessi, iniziamo a percepire fenomeni che prima non notavamo. La realtà viene assorbita da noi in modo limpido, oggettivo, indipendente da noi. È una dimensione completamente nuova di percezione, al di là dei limiti del corpo e dei sensi, oltre il tempo, lo spazio e il movimento.

Si scopre che tutte le crisi che oggi viviamo nelle relazioni, nella famiglia, nella società, nell’economia e nell’ecologia sono in realtà un invito a progredire verso nuove relazioni e un nuovo livello di percezione, che sia integrale, connesso e completo. Auguro a tutti noi grande successo in questa impresa.

Basato sull’episodio 32 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può utilizzare consapevolmente una relazione per la crescita spirituale?

Quale sarà il codice del successo in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente? Per risolvere l’enigma, dobbiamo diagnosticare correttamente il problema. Si scopre che c’è un fattore alla radice di tutti i fallimenti e le crisi nelle relazioni, sia nella società in generale che nella vita personale.

Nelle coppie che vivono conflitti esplosivi, nelle divisioni nazionali, nei conflitti internazionali, vediamo giochi di ego, lotte di potere, onore e dominazione. Ognuno pensa solo a se stesso. Non riesce a vedere nient’altro. Non è che in passato tutto fosse perfetto, ma oggi l’ego sembra toccare il cielo. E non smette di crescere: non si ferma, continua a generare nuovi drammi.

La vita ci sta avvicinando sempre di più con ogni tipo di connessione, ma interiormente accade il contrario. Stiamo diventando sempre più distanti, incapaci di tollerare la presenza degli altri, chiusi, irritabili e collerici.

Ci manca la capacità di mantenere relazioni ben funzionanti con le persone che ci circondano e questo si manifesta negativamente in ogni ambito della vita. Per esempio, da una parte del mondo c’è l’obesità, dall’altra ci sono persone che muoiono di fame. Non riusciamo a vivere in uguaglianza, pace e serenità e, se la tendenza allo sviluppo egocentrico continua, ci aspettano disastri globali: guerra nucleare, collasso ecologico, rivolte nelle strade. Nella nostra vita privata, vediamo già come l’unità familiare stia andando in frantumi.

Alla fine, capiremo che dobbiamo elevarci al di sopra dell’ego per poter sopravvivere. Questo ci porterà a investire tutta la nostra energia nello sviluppo della capacità di relazionarci agli altri come a noi stessi, percependo ognuno come parte di noi. Più avverrà questo miglioramento, più l’umanità progredirà verso una nuova fase evolutiva armoniosa, pacifica e connessa positivamente.

Dove possiamo iniziare concretamente questo sviluppo? La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico, sempre disponibile. L’approccio integrale all’educazione ci insegna come possiamo agire per sviluppare connessioni positive, e ci permette di applicare tali principi nel contesto della relazione di coppia, così come nella connessione con altre coppie in un contesto di gruppo. L’apprendimento nell’approccio integrale riguarda la natura umana, la natura del mondo e la tendenza allo sviluppo verso la connessione integrale tra tutti. Il gruppo costituisce un ambiente sociale per chiarire esperienze, condividere intuizioni e impressioni sugli esercizi di coppia, nonché offrire supporto e incoraggiamento da un incontro all’altro.

Partecipando a questo processo, creiamo per noi stessi un nuovo sistema di valori, che dà priorità all’elevazione al di sopra dell’ego personale a favore della connessione amorevole con gli altri e dell’espansione dei confini della percezione. Ogni coppia cerca di fornire buoni esempi di concessione reciproca e amore reciproco. Nel processo si possono identificare tre fasi principali.

Primo, ciascun partner cerca di essere uno psicologo di se stesso, identificando ciò che parla dentro di lui. Ogni critica verso il partner, i difetti che si vedono in lui, ciò che fa di sbagliato e quanto debba ancora cambiare: ognuno deve cercare di elevarsi al di sopra di tutto questo.

Secondo, ciascun partner dovrebbe voler sentire e comprendere l’altro: i suoi desideri, pensieri, passioni, aspirazioni e obiettivi. Includere il suo mondo interiore, costruire un’immagine di lui dentro di sé, porsi al suo servizio e cercare di realizzarlo.

Terzo, ciascun partner dovrebbe riconoscere quanto sia difficile mantenere tale approccio e che abbiamo bisogno dell’aiuto di altre coppie che stanno affrontando un processo simile. Nasce così lo stimolo a creare un ambiente di supporto.

Un principio importante dell’approccio integrale all’educazione è che chi trova difetti negli altri lo fa a causa di un difetto proprio. Questo principio significa che se avessimo più amore per gli altri, probabilmente non vedremmo difetti in loro. Inoltre, se vediamo qualcosa di sbagliato, è un invito ad aumentare l’amore da parte nostra. È come una madre che ama tanto i suoi bambini piccoli da trovarli sempre adorabili. Quando c’è amore, ci sono pochissime pretese. Siamo disposti a fare qualsiasi cosa per le persone che amiamo, e apprezziamo ogni piccola cosa che fanno per noi. Ciò che conta è l’atteggiamento, non il materiale. E con qualcuno che amiamo, siamo disposti a vivere anche in una stanza sola. Ecco perché è scritto: “L’amore copre ogni colpa” (Proverbi 10:12). Non esiste difetto o mancanza che non possa essere colmata dall’amore.

Da una prospettiva più ampia, quando le coppie lavorano per uscire da se stesse e sentire l’altro, sviluppano in sostanza la capacità di percepire una realtà più ampia.

Naturalmente, il nostro egoismo è come un paio di occhiali attraverso cui vediamo e analizziamo tutto. Ci dà lenti che ci fanno chiedere continuamente: “Cosa posso ottenere per me? Cosa posso ricavare dagli altri?” Di fatto, la nostra percezione egoistica nasconde molti aspetti della realtà, perché la filtriamo attraverso ciò che è “utile per me”. La realtà è molto più ampia, ma a causa dell’ego ne percepiamo solo una parte stretta e limitata. Se impariamo a uscire da noi stessi e a sviluppare la capacità di agire per il bene degli altri, allora otteniamo una nuova immagine del mondo. Si aprono infinite nuove possibilità e un’abbondanza di opportunità per espandere il nostro stesso “io”.

Un esercizio pratico di coppia che deriva da questo principio è mettersi d’accordo col partner che da questo momento in poi non si vedranno difetti l’uno nell’altro. Non c’è nulla di negativo nel partner. Siete entrambi perfetti e cercate soltanto di fare il massimo bene possibile l’uno per l’altro. Volete sentirvi connessi interiormente fino a diventare una cosa sola.

“Ho visto un mondo capovolto”, dissero i saggi. Se anche noi riusciremo a connetterci l’uno all’altro con amore, potremo meritarci di scoprire proprio quel grandissimo successo.

Basato sull’episodio 33 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che ruolo gioca l’ego nei conflitti relazionali? Come lo superano le coppie?

L’ego ci sta soffocando. Distrugge le relazioni e causa difficoltà al lavoro, per strada e letteralmente ovunque nella nostra vita. C’è qualcosa che possiamo fare al riguardo?

In ogni conflitto, ogni persona vede le cose dal proprio punto di vista. Cosa è realmente corretto?  Tutto è negli occhi di chi guarda. In generale, non vediamo il mondo, ma noi stessi. Le nostre qualità interiori si proiettano davanti a noi e ci dipingono un quadro. 

Se non ci piace ciò che vediamo, allora è fantastico! È un invito a correggere la nostra prospettiva, cioè a dipingere una realtà più bella. Dove? Innanzitutto dentro di noi, e poi apparirà anche un risultato esterno. Questo è ciò che insegna l’approccio integrale all’educazione, e fornisce anche un metodo per lavorare su tale cambiamento.

Cosa guadagniamo da un simile processo? Guadagniamo molto perché, sebbene i nostri impulsi iniziali siano quelli di piegare il mondo a nostro favore, in realtà non funziona per nessuno. Con un approccio così aggressivo, non si ottiene alcun risultato.

Un buon rapporto con un’altra persona, una connessione meravigliosa che duri nel tempo, richiede che ognuno di noi si elevi al di sopra di se stesso. Anche se non saremo in grado di mantenere una connessione così forte per sempre, ognuno cercherà in qualche modo di perdonare l’altro. Partendo dalla consapevolezza che a volte ci eleviamo, a volte cadiamo, di fondamentale importanza è l’impegno a fare uno sforzo per superare gli impulsi egoistici.

Farlo non è così facile come potrebbe sembrare, perché richiede di essere in una guerra costante contro la nostra natura interiore. Ecco perché abbiamo bisogno di un mantenimento continuo, di un nutrimento quotidiano con valori, idee, esempi e supporto che arricchiscano la connessione da parte di persone che condividono lo stesso processo.

D’altra parte, possiamo dire che fin dall’infanzia abbiamo spesso sentito prediche morali come “comportati bene” e “non rubare”, e simili, ma siamo stati immersi in una cultura che ci fornisce continuamente esempi opposti. E ciò che vediamo in realtà è ciò che ci plasma, non le belle parole.

Per questo motivo, l’approccio integrale all’educazione si basa sulla costruzione di un gruppo che funge da ambiente con condizioni simili a quelle di un laboratorio. I partecipanti imparano insieme a conoscere la natura umana e la tendenza generale dello sviluppo mondiale verso una connessione integrale tra tutti. Ciò che apprendono si trasforma in esercizi pratici e gradualmente si sviluppa la capacità di connettersi positivamente con gli altri, al di là dell’ego individuale, in una connessione complementare, fino a raggiungere il livello dell’amore, che è la connessione perfetta tra le persone.

Per migliorare le relazioni sentimentali in questo processo, è possibile creare un gruppo integrato composto da tre o quattro coppie. Ecco alcuni principi operativi.

Ogni coppia ha i suoi problemi, ovviamente. Gli esperti che guidano il gruppo possono chiedere ai partecipanti di sollevare un problema che hanno incontrato e discuterne insieme. Quali impulsi agiscono in quel momento, cosa sta succedendo da entrambe le parti e così via. Quindi, la coppia che ha sollevato il problema cercherà di mettere in scena, come a teatro, una risposta diversa alla stessa situazione, in un modo nuovo, più corretto, più vicino a uno stato in cui si eleva al di sopra del proprio ristretto egoismo. Gli altri osserveranno e in seguito ognuno parlerà di ciò che coloro che hanno recitato hanno provato, a cosa hanno dovuto rinunciare, come si sono sentiti a ridurre un po’ l’ego di fronte all’altro, quale impressione hanno avuto le coppie che osservavano e cosa si può fare affinché la rappresentazione in cui mettono in scena relazioni più corrette si concretizzi nelle loro vite. Pertanto, attraverso esempi di casi e risposte e uno sforzo comune per trovare forme di connessione migliori, tutti i partecipanti faranno progressi.

L’amore, dicono i saggi, è come un animale domestico cresciuto in casa grazie a concessioni. Pertanto, non importa quale sia l’oggetto della discussione tra le parti, la cosa più importante è vedere lo sforzo nelle reciproche concessioni.

In una relazione sentimentale corretta, entrambi i partner si pongono come piccoli agli occhi dell’altro, in modo da poterne assorbire il desiderio. Allo stesso tempo, si pongono anche come grandi agli occhi dell’altro, offrendo esempi positivi e guidandolo concretamente. I partner compiono tali azioni anche per conto loro ed entrambi diventano pari nella comune aspirazione a connettersi nell’amore.

Le coppie si formano così a condizione che ciascuno faccia spazio dentro di sé al desiderio dell’altro e si metta al suo servizio. In questo modo, i partner si includono sempre più l’uno nell’altro, fino a diventare un tutt’uno.

Ciò che rende l’approccio integrale all’educazione diverso da qualsiasi altra dinamica di gruppo è che apprendiamo che lo scopo della nostra esistenza è quello di elevarci al di sopra dell’ego e adattare le nostre connessioni all’integralità, all’interconnessione, all’interdipendenza e all’unità della natura. Inoltre, la formazione di un desiderio comune di connettersi con gli altri nell’amore risveglia la forza unificante della natura che agisce sui partecipanti al gruppo. Questo è il vero gioco della vita, in cui ognuno di noi impara dagli altri a giocare non contro l’altro, ma insieme a loro, contro l’ego individuale. È così che i partecipanti si elevano al livello successivo di connessione, quello verso cui tutta l’umanità si sta gradualmente evolvendo.

Basato sull’episodio 30 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è la formula più semplice per il successo?

La formula più semplice per il successo è che, in ogni momento di incontro che abbiamo tra di noi come esseri umani, vogliamo che le nostre azioni portino il massimo beneficio a tutti. In tal modo, possiamo comportarci in modo facile e ottimale.

Per riuscirci, dobbiamo svolgere esercizi in cui il beneficio degli altri diventa la nostra motivazione, cioè in cui sentiamo il beneficio altrui come se fosse il nostro.

Pertanto, dobbiamo imparare a integrarci con gli altri, a “rivestirli”, a entrare dentro di loro,  così potremo risolvere i loro problemi.

Perché funziona in questo modo? Perché è conforme alla legge della natura, che è una legge d’amore, di dazione e di connessione positiva. Possiamo vedere un esempio di questo tipo di relazione tra una madre e il suo bambino.

Questo non funziona secondo i nostri desideri egoistici, che aspirano al proprio tornaconto a spese degli altri, e nemmeno secondo l’ego altrui. Questa è un’altra questione, che forse dobbiamo approfondire. Invece, funziona secondo il mondo integrale, in cui dobbiamo adattarci alla natura, che è integrale nella sua forma. È allora certo che non falliremo, perché in ultima analisi siamo guidati dalla natura.

Perché un simile modus operandi è utile per noi a livello personale? Perché possiamo così incorporarci in questa integralità e percepire la forza generale della natura che opera al suo interno. È allora certo che sentiremo la perfezione e l’eternità della natura, lo stato più elevato che possiamo raggiungere.

Basato sull’episodio 1.255 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come procederesti per creare e mantenere una solida cultura aziendale?

In primo luogo, dobbiamo comprendere e constatare che la legge della natura è una legge di integrazione, interconnessione e interdipendenza. Al di là della percezione egoistica umana, che avverte innanzitutto i propri bisogni egoistici, la natura opera secondo una legge di altruismo, collegando le sue parti con fili di dazione e ci porta a evolvere verso uno stato in cui tali connessioni esisteranno consapevolmente tra noi a livello umano.

Dovremmo quindi capire che, se abbiamo dipendenti, è necessario fornire loro una formazione affinché comprendano come agire come un sistema unico. In effetti, ci sono fasi in questo processo di integrazione, ma è ciò che alla fine si deve attuare. Chiunque sappia mettere in pratica e adattarsi alla legge integrale avrà successo in qualsiasi attività che intraprenderà, perché tutti si stanno evolvendo in una direzione di sempre maggiore integrazione, interconnessione e interdipendenza.

Pertanto, sarebbe saggio usare il luogo di lavoro, che è diventato un ambiente in cui molte persone trascorrono gran parte della loro vita, per costruire relazioni che esercitino una forma positiva di connessione. Ciò implica prendersi cura, supportare e incoraggiare i dipendenti a lavorare insieme in un unico sistema;  il successo dell’organizzazione dipende dalla misura in cui i dipendenti progrediscono verso uno stato di reciproca dipendenza, considerazione e dazione.

Come è ovvio, già molti dipartimenti aziendali di Risorse Umane  sono responsabili dello sviluppo di legami di squadra, dell’organizzazione di  fine settimana insieme e dell’offerta ai dipendenti di vari corsi di formazione. Tuttavia, lo fanno all’interno di un contesto competitivo generale. In altre parole, i proprietari di aziende mirano a sviluppare legami positivi tra i loro dipendenti perché vedono come questo aiuti la loro azienda ad avanzare rispetto alla concorrenza, il che significa che costruiscono la loro attività in ultima analisi sull’idea di dover competere con gli altri per guadagnare di più, generare maggiori profitti e raggiungere i vertici. La natura, tuttavia, ci sta portando fino al punto in cui queste forme egoistiche di competizione ci condurranno alla disperazione e dovremo sviluppare un nuovo atteggiamento verso la realtà, in cui desideriamo stare insieme per aiutarci a vicenda, per aprirci. Questo approccio porterà in futuro a un concetto di successo molto più ampio.

 

Basato sull’episodio 1.254 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il significato di una vita equilibrata? Come possiamo creare equilibrio nella nostra vita caotica?

Quante persone conoscete che si guardano intorno e sono soddisfatte di ciò che vedono? Ancor di più, quante persone conoscete che sono soddisfatte di sé stesse e si sentono a loro agio? Ammettiamolo, la maggior parte di noi prova un certo grado di insoddisfazione. Non comprendiamo il vantaggio dei difetti che vediamo intorno a noi e dentro di noi, il che solleva la domanda: perché siamo stati creati imperfetti? Perché esistono fenomeni negativi nelle nostre vite?

Tutto lo sviluppo in natura avviene gradualmente, come un frutto che diventa grande, bello e dolce solo quando è maturo. Forse anche noi stiamo avanzando passo dopo passo verso la perfezione. Tuttavia, ci è difficile giustificare le situazioni dolorose, tristi e spiacevoli che viviamo nella vita.

Oggi ci troviamo in un vicolo cieco, come viandanti nel deserto. Questa non è chiaramente la condizione in cui vorremmo essere. Basta guardare la società che abbiamo costruito, come l’umanità appare saggia, potente e ricca. Non era questo il nostro sogno. Ma c’è un lato positivo: stiamo iniziando a riconoscere che l’egoismo umano è la radice di ogni male, un passo cruciale nel nostro sviluppo. Persino i medici affermano che la parte più difficile è diagnosticare la malattia abbastanza presto, perché solo allora può iniziare la guarigione.

Da una prospettiva più ampia, sembra che commettiamo sempre gli stessi errori nella vita. Su scala globale, questo si manifesta in eventi drammatici come lotte di potere, guerre e grandi crisi. Ma questi errori sono destinati a portarci a una percezione più profonda, poiché ciò che ci distingue dagli animali è l’intelletto.

Saggezza mal utilizzata

Di generazione in generazione, diventiamo più saggi e più consapevoli. Ma sembra che non riusciamo a usare la nostra conoscenza correttamente, in modi che ci siano veramente utili. La storia antica ci insegna che la scienza può essere usata sia per il bene che per il male.

Filosofi come Platone e Aristotele, i padri della scienza moderna, ammonivano i loro studenti a non trasmettere la conoscenza indiscriminatamente. Raccomandavano di condividerla solo con individui etici che l’avrebbero usata per il miglioramento dell’umanità e per coltivare relazioni umane positive. Temevano che, se la saggezza e la scienza fossero state trasmesse senza cautela, le persone avrebbero potuto abusarne per egoismo, sviluppando armi mortali e distruggendo l’ambiente.

Lo vediamo chiaramente oggi. Nonostante i benefici che la scienza ha portato, ci ritroviamo a fare un uso improprio delle tecnologie avanzate. Einstein una volta disse: “Non so quali armi verranno usate nella Terza Guerra Mondiale, ma so cosa verrà usato nella Quarta Guerra Mondiale: le pietre!”

Il problema non si limita alla sicurezza. Basti pensare ai contenuti diffusi dalle piattaforme multimediali avanzate. Noi e i nostri figli siamo costantemente esposti a messaggi intrisi di sciovinismo, manipolazione sessuale, glorificazione di sé a spese degli altri e umiliazione. Persino gli adolescenti di oggi riconoscono che questi contenuti incoraggiano comportamenti negativi. Chiaramente, la nostra realtà attuale è ben al di sotto del nostro potenziale.

Nonostante gli avvertimenti iniziali di Platone e Aristotele, le porte della scienza sono state infine spalancate per profitto, fama e controllo. La scienza è diventata uno strumento per rafforzare l’egoismo umano. È nata un’enorme industria bellica per dominare gli altri; sono stati sviluppati trattamenti medici, alcuni inutili o dannosi; sono stati creati innumerevoli prodotti non necessari, solo per arricchire i produttori a spese dei consumatori.

Una svolta nell’evoluzione

Probabilmente abbiamo commesso errori lungo tutto il corso della nostra evoluzione, che ci hanno condotto allo stato attuale. Ma riconoscere questi errori è il primo passo verso il cambiamento. Qui entra in gioco il nostro intelletto: dobbiamo identificare gli errori e correggerli subito per poter progredire.

La chiave è come usiamo il nostro ego, le nostre capacità umane, specialmente la scienza e la tecnologia. Se le usiamo correttamente, ponendoci ogni volta la domanda “è giusto o sbagliato?”, questi interrogativi possono guidarci dal male al bene. Si può paragonare questo processo a un meccanismo di contrazione-espansione, come il respiro o il battito cardiaco, o come il movimento delle ruote di una bicicletta che avanzano girando anche all’indietro. Ogni progresso avviene grazie all’armonia tra forze opposte.

Per andare avanti, non dobbiamo distruggere ciò che già esiste nel mondo. Dobbiamo semplicemente applicare un’analisi intellettuale a tutto ciò che è stato fatto finora e imparare a correggere la società. Il male rivelato nella nostra vita può così diventare una solida base per il progresso. In questo modo, possiamo costruire una società umana equilibrata e armoniosa, giusta e solidale, dove ognuno riceve supporto dalla collettività e contribuisce con la propria parte unica al tutto.

Comprendere il desiderio umano

Il desiderio ci spinge in avanti. Per comprendere meglio il nostro cammino, dobbiamo esaminare la struttura del desiderio. Ne esistono tre tipi principali:

1.Desideri fisici: includono i bisogni basilari come salute, igiene, comfort, riposo e nutrizione. Come gli animali, cerchiamo istintivamente di mantenere il corpo in buone condizioni.

2.Desideri umani: sono i desideri per ricchezza, onore, potere, fama e riconoscimento. Anche se può essere scomodo ammetterlo, cresciamo oltre il livello animale proprio grazie a impulsi egoistici come invidia, lussuria e orgoglio. Questi ci spingono a elevarci sugli altri e talvolta a sfruttarli.

Potreste chiedervi: “Ma gli animali combattono anche per il predominio e si mangiano a vicenda”.  Vero, ma tra gli animali questo è istintivo, non intenzionale. Quando gli animali cacciano, non mirano a danneggiare o dominare gli altri. Agiscono invece esclusivamente per sopravvivere.  Ad esempio, un leone che caccia una gazzella sta solo seguendo le leggi della natura.

L’essere umano, invece, è spinto costantemente da impulsi egoistici. Ci confrontiamo continuamente con gli altri: il prato del vicino, l’auto, i figli, lo stipendio. La soddisfazione nella vita viene spesso misurata rispetto agli altri. Alcuni studi mostrano che le persone preferiscono guadagnare meno, purché guadagnino più del vicino.

3.Desiderio di conoscenza e saggezza: è un desiderio unicamente umano, che ci spinge a comprendere il senso della vita, il funzionamento della natura e le connessioni tra le cose. Ogni scoperta rivela un nuovo livello delle leggi della natura. La scienza non crea leggi, ma scopre quelle già esistenti.

La direzione dello sviluppo

Per guidare saggiamente l’umanità fuori da questa crisi, servono persone che comprendano che la natura ha una direzione nel suo sviluppo.

L’equilibrio è l’obiettivo della natura. Tutto il movimento, come spiegano fisica e chimica, tende all’equilibrio: pressioni che si compensano, l’acqua che scende a valle, la diffusione di caldo e freddo, perfino tempeste ed eruzioni sono forme di bilanciamento.

L’umanità fa parte di questo sistema. Ma a differenza degli elementi inanimati o biologici, l’uomo deve raggiungere l’equilibrio consapevolmente, superando la propria natura egoistica. Per questo ci è stato dato l’intelletto.

Esistono tre livelli di equilibrio:

1. Equilibrio fisico:  vivere una vita sana con consumi moderati. Non ascetismo, ma consapevolezza del nostro livello di consumo ottimale. Gli antichi medici dicevano che è meglio consumare una piccola quantità di cibo “cattivo” piuttosto che un eccesso di cibo “buono”, poiché il consumo eccessivo causa danni.

2. Equilibrio sociale:  creare una società basata su uguaglianza, considerazione e responsabilità reciproca richiede un processo socio-educativo concreto che coinvolga tutti. Senza un’educazione diffusa, continueremo a sprofondare in egoistiche lotte di potere.

3. Equilibrio cognitivo:  comprendere le leggi della natura e allinearci ad esse significa che se bilanciamo le relazioni tra noi, ci allineeremo anche alla legge generale dello sviluppo della natura e probabilmente sentiremo meno pressione dalla vita.

Quando ci sforziamo di raggiungere l’equilibrio su tutti e tre i livelli, fisico, sociale e cognitivo, assomigliamo a un frutto perfettamente maturo.

Il ruolo dell’educazione integrale

Raggiungere questo stato significa fare dell’educazione integrale una priorità centrale, pubblica e personale. La capacità di sentire tutti gli esseri umani come un’unica famiglia e di agire di conseguenza richiede un grande sforzo sociale, ma nessuno è più importante.

Attraverso nuove conoscenze ed esperienze sociali, possiamo evolverci e raggiungere il mondo illuminato che oggi è a portata di mano.

L’educazione integrale inizia in piccoli gruppi e si espande verso l’esterno. Attraverso un’influenza sociale positiva, possiamo evolverci dalla considerazione alla responsabilità e dalla responsabilità alla garanzia reciproca. Più allarghiamo il nostro cerchio di cura con calore e benevolenza, più saggezza e profondità emotiva acquisiamo. Questo sviluppo ci aiuta a sentirci parti integranti della natura, migliorando la nostra percezione complessiva della realtà.

Un ambiente che nutre è fondamentale per la crescita umana, proprio come i nostri genitori ci hanno sostenuto con amore da piccoli. Anche da adulti abbiamo bisogno di amore e sostegno. Perché non costruire un mondo in cui ogni asilo, scuola, università e posto di lavoro offra lo stesso ambiente accogliente?

Costruendo relazioni di mutuo sostegno, creiamo un ambiente degno dello sviluppo umano.

Verso un futuro luminoso

Stiamo vivendo un processo significativo e meraviglioso di crescita e sviluppo. La nostra speranza è che insieme possiamo progredire verso una nuova vita, gioiosa, bella e molto migliore di qualsiasi vita abbiamo conosciuto finora.

Basato sull’episodio 10 di “New Life” dell’8 gennaio 2012 con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come potrebbe essere strutturata una società fondata sull’amore?

La principale differenza tra esseri umani e animali è che gli esseri umani sono in costante cambiamento. In noi si risvegliano continuamente nuovi desideri, l’ego si sviluppa e ci conduce in varie direzioni. Cosa vorremo nel prossimo momento, tra un anno, tra dieci anni? È persino divertente provare a indovinare. Tuttavia, esiste una tendenza generale di sviluppo che vale la pena studiare e comprendere. Questo ci aiuterà a prepararci ai cambiamenti futuri e a ottenere il massimo successo nella vita.

Innanzitutto, dovremmo osservare la struttura dei nostri desideri. In senso ampio, possiamo distinguere tra due tipi di desideri. I primi sono desideri fisici, che anche gli animali possiedono: desideri per il cibo, il sesso, la famiglia, e così via. I secondi sono desideri umani, come il desiderio di ricchezza, onore, controllo e conoscenza.

Nei desideri fisici, come quello per il cibo, vediamo che l’eccesso ci danneggia molto e nuoce alla nostra salute. Facciamo molte cose inutili con il nostro corpo che non hanno alcuna giustificazione. È qui che entra in gioco il consumo equilibrato e razionale, a cui dovremmo tendere.

Allo stesso tempo, dobbiamo spostare la nostra attenzione sullo sviluppo del livello umano dentro di noi. Questo si evolve attraverso connessioni positive con gli altri, relazioni reciproche e complementari, e qui abbiamo molto lavoro da fare.

Sebbene fin dall’infanzia ci venga solitamente insegnato a trattare bene gli altri, il mondo diventa ogni giorno più egoista. Le nuove generazioni vedono ovunque esempi contrari: nei media, nella politica, nei social, negli affari, per strada. Questo crea una visione ristretta che porta le persone a costruire il proprio successo sulla rovina altrui. Ricchezza e felicità vengono misurate in termini comparativi, e la vita diventa una grande competizione distruttiva.

Da una prospettiva più ampia, lo sviluppo che abbiamo attraversato nel corso della storia ha portato il mondo a un punto morto. Ognuno di noi ha un’arma mortale in una mano e un ego smisurato nell’altra. L’economia globale minaccia di scoppiare come una bolla. Abbiamo prosciugato la Terra di quasi tutte le sue risorse, inquinato l’ambiente e, ultimamente, stiamo anche riempiendo lo spazio di rifiuti.

Soprattutto, l’uomo moderno è insoddisfatto della vita. Disperazione e depressione dilagano nel mondo. Le relazioni si spezzano. Le scuole sono diventate focolai di interazioni negative. C’è cattivo comportamento, lotta e guerra ovunque.

Alla fine, deve emergere una decisione, in cui sentiamo di dover smettere di vivere in modo egoistico, e che non abbiamo altra scelta se non cambiare la nostra percezione. Dobbiamo elevare la natura umana in modo da sentirci non separati, ma parte integrante di tutti, condividendo una connessione da cuore a cuore con tutti gli esseri umani. Questo è ciò che sarà considerato autocorrezione, rieducazione, superamento del ristretto egoismo e trasformazione da creatura selvaggia in essere umano.

Il metodo dell’educazione integrale ci guiderà in questo processo. Ci insegnerà cosa fare, perché e come. Più lo applichiamo, più vedremo che salva l’umanità dall’autodistruzione, verso cui ci stiamo dirigendo.

Oltre a salvarci da un pericolo incombente, il metodo integrale ci eleverà anche a un nuovo livello di bontà, armonia e pace. La connessione che si formerà tra noi grazie alla sua guida ci porterà al successivo livello evolutivo, dove entreremo in contatto con il funzionamento interiore della natura. Scopriremo una forza nella natura che guida l’intero processo evolutivo, un pensiero supremo, che è la forza più grande alla base della realtà. Inizieremo a percepirne l’eternità e la perfezione, e ne saremo inclusi, pervasi e vivremo attraverso di essa. Pertanto, l’importanza di questo metodo supera ogni altra saggezza o scienza.

Applicare il metodo integrale porterà le persone a dare esempi positivi le une alle altre. Ognuno influenzerà positivamente gli altri, mostrando come trattare bene gli altri, essere premurosi, amare e donare, e in questo modo formeremo una rete di reciproca influenza positiva.

Questa rete avvolgerà tutti nel calore e nell’amore. I bambini cresceranno in un ambiente positivo, in un cerchio di sostegno in continua espansione. Amore in casa, nella famiglia, poi tra gli amici dell’asilo, poi a scuola, all’università, sul posto di lavoro. In ogni luogo, considerazione reciproca, incoraggiamento e sostegno riempiranno le nostre vite.

Così, il sentimento d’amore accompagnerà ogni persona dall’infanzia tra le braccia della madre fino a percepire l’amore della società come una forza suprema, cioè come la legge generale della natura. Questo condurrà a una sensazione di armonia che permea l’intero sistema naturale, alla scoperta dell’amore attraverso cui la forza generale della natura costruisce il processo evolutivo in cui ci troviamo.

Dobbiamo arrivare a comprendere che il nostro lavoro principale è sviluppare amore per gli altri esseri umani. Facendo questo, raggiungiamo la percezione e la sensazione della forza generale dell’amore che esiste nella natura. Tra l’altro, imparando ad amare gli altri, diventeremo naturalmente buoni verso tutti e proteggeremo anche la natura. Allora prenderemo dai livelli inanimato, vegetale e animale solo ciò che è necessario alla nostra esistenza, e non di più, permettendo alla natura di ritrovare l’equilibrio e rigenerarsi.

Correggere il nostro atteggiamento verso gli altri, passando dall’egoismo all’amore, avviene attraverso pensiero, parola e azione. Tutti e tre devono essere orientati alla costruzione di una nuova società equilibrata e integrale.

A livello di pensiero, dobbiamo chiarire interiormente, sotto l’influenza dell’educazione che riceviamo e degli esempi positivi che ci circondano, che l’obiettivo della vita è raggiungere l’amore universale. A livello di parola, dovremmo prima convincerci di questo e poi spiegarlo agli altri. A livello di azione, dovremmo investire tutte le nostre energie nella costruzione della nuova società, finché non ci sarà più abbandono o emarginazione nel mondo.

L’equilibrio tra gli esseri umani porterà all’equilibrio con la forza generale della natura, cioè con la legge generale che spinge tutte le parti della realtà verso un’integrazione completa. In questo modo, creeremo un sistema circolare e completo, e completeremo l’intero processo evolutivo iniziato con l’emergere della vita. In uno stato di piena armonia, non sentiremo più la pressione della natura e vivremo in modo perfetto.

Diversamente dall’evoluzione nei livelli inanimato, vegetale e animale, che ha richiesto miliardi di anni, da ora in poi il ritmo dell’evoluzione è nelle nostre mani. Tutto dipende dalla costruzione di un buon ambiente che ci faccia avanzare e sviluppi in noi una percezione integrale al posto di quella egoistica.

Se l’enfasi nei desideri personali e fisici era rivolta all’evitamento degli eccessi, nei desideri sociali e umani la direzione è opposta. Dovremmo connetterci il più possibile con gli altri, a partire da quelli più vicini a noi e poi con quelli più lontani, in cerchie sempre più ampie, avanzando insieme dalla considerazione alla responsabilità alla garanzia reciproca, fino a raggiungere un amore eterno, collettivo e inclusivo.

Man mano che ciò accadrà, ci incorporeremo gli uni negli altri, assorbendo emozione e intelletto da tutta l’umanità. La nostra capacità di percepire si espanderà, e si aprirà davanti a noi una realtà completamente nuova. Usciremo dai confini del sé per entrare in un senso collettivo della vita e scopriremo l’apice dello sviluppo che la natura ha preparato per l’essere umano.

Basato sull’episodio 11 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 9 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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