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Perché così tante persone mancano di motivazione a fare qualcosa che le renda migliori?

Perché è diventato normale nel nostro mondo oggi che così tante persone non abbiano la forza di alzarsi al mattino, senza motivazione per inseguire obiettivi, senza gioia di vivere e senza ottimismo per un buon futuro? Quando è caduto un peso così grande sul mondo? Possiamo trovare un modo per ritrovare un senso di vitalità? L’approccio integrale all’educazione offre un’analisi approfondita e una direzione verso una soluzione.

All’inizio del secolo scorso, si aprì all’umanità un nuovo mondo di tecnologia, affari e competizione. Sapevamo che potevamo trarre grande profitto investendo noi stessi in qualcosa. C’era una spinta a riuscire, crescere e raggiungere status e onore. Il sogno americano divenne un contagio che si diffuse in tutta l’umanità. Oggi tutte le possibilità sono aperte, ma il desiderio dentro di sé è svanito. Sempre più persone sentono il vuoto del successo materiale, comprendendo che, dopo tutti i loro sforzi, incontreranno comunque lo stesso vuoto. Allora perché provarci? Per necessità, le persone vanno a lavorare, ma un’ estrema stanchezza interiore fa collassare la sensazione di vivere. Di conseguenza, sempre più vite di persone si basano su pillole, droghe e alcol, cercando di iniettare un po’ di colore in un’epoca grigia.

Inoltre, negli ultimi decenni il mondo è diventato sempre più interconnesso, eppure allo stesso tempo ciascuno di noi si è ritirato nella propria bolla. Abbiamo costruito un mondo artificiale in cui viviamo dietro gli schermi e alziamo la testa solo quando costretti. Non parliamo quasi più faccia a faccia. Viviamo dentro noi stessi, col sentimento immaginario di essere indipendenti, mentre assorbiamo costantemente influenze negative da altri da cui sembriamo essere “indipendenti”.

Il divario si allarga così tra la direzione integrale dell’evoluzione del mondo, che richiede reciprocità, connessione complementare e positiva tra tutti e la direzione egocentrica dello sviluppo umano. Questo divario è la radice di ogni stanchezza e  malattia. Non riusciamo ad allinearci con il mondo interconnesso e interdipendente che ci chiude in una stretta.

Il nostro uso unidimensionale e egoista delle forze della natura ha raggiunto il culmine. Nell’era del più grande ego, usiamo la forza della ricezione, senza bilanciarla con la forza della dazione. Il desiderio di prendere, sfruttare, manipolare, abusare e sentirsi in diritto di farlo imperversa in tutta la società. Tuttavia, quando riceviamo continuamente senza restituire nulla, creiamo un blocco, soffocandoci e ostruendo il nostro stesso canale di vita. L’umanità non è riuscita a raggiungere questo livello di comprensione, quindi l’ orientamento generale è continuare a cercare di ottenere guadagni materiali mentre il vuoto interiore cresce solamente.

In confronto, il nostro corpo non può funzionare allo stesso modo. I suoi sistemi funzionano in equilibrio, secondo il principio del ricevere e dare, contrarre e rilasciare. Che si tratti di respirazione o digestione, tutto funziona come un alternarsi armonioso di positivo e negativo, combinando due forze opposte.

Tuttavia, nelle relazioni umane, vediamo che non c’è sforzo per raggiungere lo stesso tipo di equilibrio e, così facendo, ci contraiamo e ci chiudiamo l’uno all’altro. Sembra che il solo ricevere  il prossimo oggetto luccicante, faccia andare tutto bene. Ma è vero il contrario: possiamo stare bene solo se spostiamo la nostra attenzione sul dare al di fuori di noi e sulla connessione positiva verso gli altri. Questo non è fare moralismo, ma un semplice calcolo secondo cui dare è necessario quanto ricevere e non abbiamo speranza di sopravvivere e di essere felici nel mondo integrale che si  sta rivelando, se non rivediamo di conseguenza le nostre relazioni.

Tutto questo e molto altro è spiegato dall’approccio integrale all’istruzione. Esso offre un metodo completo per sviluppare connessioni umane positive. Il lavoro si svolge in piccoli gruppi, di circa dieci partecipanti per gruppo. Il principio guida è “L’amore coprirà tutte le colpe” (Proverbi 10:12). Questo principio significa che possiamo guarire gli innumerevoli problemi di oggi, inclusa stanchezza e impotenza, costruendo connessioni calorose  tra le persone. La garanzia reciproca e l’amore degli altri aprono tutti i blocchi, facendo circolare la potenza della vita tra noi.

Nel gruppo impariamo a conoscere la natura umana, la natura del mondo e la direzione generale dello sviluppo integrale. Lo studio include discussioni, esercizi esperienziali, giochi di ruolo, sfide condivise, attività culturali, sport e uscite. Al centro del metodo si trova uno strumento chiamato “workshop di connessione”, che è uno schema di discussione con regole speciali che permettono la creazione di una profonda vicinanza tra le persone. In questi laboratori, discutiamo ciò che conta davvero nella vita: imparare ad ascoltare col cuore, integrare le intuizioni altrui e dare e ricevere supporto e incoraggiamento.

Per rendere l’esperienza di un laboratorio di connessione più tangibile, ecco un esercizio di esempio: ogni partecipante a turno guarda gli altri e dice quali dei propri dolori “trasmette” a chi. “A te passo i miei mal di testa, a te la mia insonnia costante, a te la mia depressione generale…” Ogni giocatore deve entrare in questo gioco con la massima serietà, con l’intento di eliminare ogni dolore. Nel turno successivo, i facilitatori sottolineano che il trasferimento del dolore agli altri deve avvenire con cura e delicatezza, non per il desiderio di danneggiarli, ma per odio verso il dolore stesso. Non possiamo sopportarlo dentro di noi e siamo costretti a liberarlo e condividerlo.

Nella fase successiva, i facilitatori sollevano domande per un dibattito: cosa possiamo imparare da questo esercizio sulla natura della connessione umana nel mondo di oggi? Cosa si trasmettono le persone tra loro? Quando qualcuno desidera il male degli altri nel profondo del suo cuore o addirittura li danneggia nella pratica, che tipo di bagaglio inserisce nella rete generale delle relazioni umane? Quanta negatività circola oggi in questa rete e potrebbe essere la radice di tutti i problemi che tutti noi affrontiamo? Inoltre, se vogliamo muoverci verso la trasformazione dell’egoismo umano nel suo opposto altruista, di quali tipo di interazioni abbiamo bisogno? Quali esercizi potrebbero aiutare a sviluppare il desiderio di trasmettere solo il bene l’uno all’altro?

Man mano che il processo di gruppo avanza, iniziamo a scoprire che prendersi cura degli altri ci guarisce. Ogni forza positiva che trasmettiamo agli altri ci ritorna amplificata molte volte dalla rete. Si crea un circolo tra i partecipanti,  che guarisce corpo e anima. Le pressioni iniziano a bilanciarsi e nuovi mondi si aprono davanti a noi.

Basato su “New Life 84 – Understanding Chronic Fatigue” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman

Scritto/curato dagli studenti del cabalista Dr. Michael Laitman.

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Perché così tante persone sembrano vivere in uno stato costante di ansia?

Siamo fatti di un desiderio di ricevere piacere e delizia, un desiderio di godere che esiste in vari gradi. Questo desiderio si sviluppa qualitativamente, diventa più sofisticato e ci spinge a cercare nuove forme di appagamento. Se un tempo volevamo solo cibo, sesso e un tetto sopra la testa, in seguito sono sorti desideri per ricchezza, vita sociale, rispetto, controllo, scienza e conoscenza. All’interno di ciascuno di questi desideri si sono sviluppati sapori unici, molteplici distinzioni e un gusto sempre più raffinato.

Man mano che il desiderio di ricevere si sviluppa, si manifesta in due modi principali: piacere e sofferenza. O sentiamo una certa mancanza di piacere, che può arrivare fino a fenomeni terribili che causano grande sofferenza, oppure percepiamo un appagamento relativo fino alla piena soddisfazione. Viviamo tra questa sensazione di mancanza e quella di soddisfazione.

Il desiderio di godere è la nostra sostanza o materia di base. Ossia, ospitiamo dentro di noi un costante senso di mancanza o bisogno che desidera attrarre dentro di sé i piaceri in ogni momento. Questo desiderio è influenzato da tratti innati, dall’educazione che riceviamo, dall’impatto dell’ambiente e dai valori trasmessi dalle nostre famiglie, dalla società, dai media che consumiamo, dall’umore e da molti altri fattori mutevoli.

Ogni nostro movimento, conscio o inconscio, è volto a portare appagamento al nostro desiderio di ricevere. Giorno e notte siamo impegnati a calcolare come ottenere il massimo piacere con il minimo sforzo. Questa è la legge della realizzazione ottimale. Pertanto, l’ansia per la soddisfazione che cerchiamo è uno stato interiore costante. È interessante notare che spesso non siamo consapevoli della portata dell’ansia che ospitiamo costantemente dentro di noi perché ci siamo semplicemente abituati.

Inoltre, possediamo meccanismi che ci aiutano a non desiderare fenomeni troppo grandi per noi, in modo da non rimanere delusi e soffrire. Verifichiamo costantemente ciò che è alla nostra portata e a cui vale la pena puntare e ciò che è troppo per noi e non merita preoccupazione. Tali meccanismi definiscono essenzialmente i confini della nostra ansia.

Pertanto, ansie e preoccupazioni costituiscono uno sfondo costante della nostra vita, non solo di noi esseri umani, ma di ogni creatura in natura. Ognuno e ogni cosa è fatto di un desiderio di autorealizzazione e agisce per provvedere a se stesso. La domanda importante che sorge da questa situazione è: come possiamo raggiungere uno stato di equilibrio, in cui le nostre preoccupazioni e ansie siano a un livello che conduca a un’autorealizzazione ottimale? Il punto di equilibrio è anche il punto di salute. Pertanto, dobbiamo chiarire da cosa dipende l’equilibrio.

Noi esseri umani siamo esseri sociali e l’ambiente ci influenza profondamente. Se riuscissimo a organizzare l’ambiente in modo tale che non diffonda la paura nelle nostre vite, potremmo placare le nostre ansie e preoccupazioni.

Per illustrare questo concetto, dovremmo immaginare una realtà in cui i media che consumiamo non ci bombardano deliberatamente con contenuti minacciosi per catturare attenzione e ascolti. Come vivremmo allora la vita? I canali mediatici odierni con cui interagiamo comunemente sono una delle principali fonti di stress, squilibrio, malattia e dolore, sia mentale che fisico.

Dovremmo anche considerare che, di generazione in generazione, l’atmosfera sociale sta diventando sempre più egoistica. La competizione oggi inizia già all’asilo e diventa rapidamente distruttiva e aggressiva. Bambini e adolescenti spesso portano con sé impressioni negative profonde e durature derivanti da queste esperienze. Anche se non le esprimono esteriormente, i giovani accumulano ansie e paure significative.

L’approccio integrale all’educazione offre una risposta diretta all’ansia, insieme a un processo di guarigione per la società nel suo complesso. La risposta diretta si basa sul lavoro in un piccolo gruppo di circa dieci persone. Sotto la guida di esperti integrali, si costruisce un gruppo che funge da muro protettivo contro le influenze negative della vita. Questo metodo insegna a sviluppare una profonda connessione umana reciproca, legata da fili di calore, supporto e incoraggiamento.

Tra l’altro, l’umorismo aiuta anche ad alleviare la tensione. Quando c’è una scintilla intelligente che collega sorprendentemente due opposti, ci fa ridere e ci libera. Questo perché tocca esattamente la frequenza che ci stressa nella vita, quando noi stessi non riusciamo a districare i nostri nodi. Ecco perché il buon umore può guarire e ridare colore ai nostri volti.

Per quanto riguarda la guarigione su scala globale, vediamo che l’evoluzione dell’umanità ha incluso innumerevoli sforzi per indirizzare lo sviluppo dell’ego verso un percorso buono e benefico per la società, ma invece lo abbiamo indirizzato verso il male. Questo ci pone in una posizione pericolosa, perché il mondo sta diventando sempre più interconnesso, mentre anche l’egoismo ristretto si intensifica. Questa è la radice di tutti i nostri problemi, nelle nostre relazioni sulla scena internazionale, attraverso la divisione che dilaga in tutta la società, fino alla disgregazione del nucleo familiare.

Pertanto, abbiamo una sola speranza: intraprendere una rivoluzione educativa e culturale universale. Insieme dobbiamo liberarci dall’influenza egoistica negativa e iniziare a elevare i valori integrali di connessione, reciprocità, sostegno e considerazione. Proprio come la natura collega le sue innumerevoli parti per formare la rete della vita, così anche noi dobbiamo sviluppare la capacità di connetterci come organi diversi che si completano a vicenda.

Il mondo futuro non potrà che essere un mondo connesso. Allinearsi ad esso significa connettere i nostri cuori. Continueremo a competere in un mondo del genere? Certo, ma sarà una competizione orientata positivamente, ad esempio una competizione su chi contribuisce di più alla società e chi solleva di più l’umore degli altri. Più questo spirito positivo pervade le nostre vite, più inviteremo una nuova forza vitalizzante che ci solleverà alla scoperta di un mondo completamente nuovo, armonioso e pacifico.

Basato su “New Life 86 – Paura e ansia, parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Una cattiva relazione può causare malattie mentali?

Pressioni, dolori, medici. Forse gli esami non mostrano nulla di insolito, ma l’angoscia continua. Terapisti, psicologi, farmaci. A volte c’è un po’ di sollievo, ma non una soluzione. Il lavoro è duro, la famiglia è dura, la vita è dura ovunque. Perché questa epidemia ci ha travolti oggi? L’approccio integrale all’istruzione offre una diagnosi unica e anche un metodo per superare tutto.

La fonte di tutti i problemi, di ogni sofferenza, di ogni malattia è lo squilibrio interiore. Se un tempo fenomeni come la depressione erano prerogativa di aristocratici annoiati, oggi la depressione si può trovare anche in villaggi remoti in Africa o sulle Ande. Persino gli animali domestici cadono in depressione, vivendo di pillole.

Ciò deriva dal fatto che esistiamo tutti in un’unica rete e ci influenziamo a vicenda in molti modi. Non solo i virus si diffondono tra noi, ma anche stati d’animo, pensieri e pressioni. Di conseguenza, causiamo squilibri reciproci.

Comprendere la natura globale del problema rende chiaro che tutta l’umanità ha bisogno di cure. Quando tutti impareranno a connettersi gli uni agli altri in modo amichevole, a porre fine all’odio, allo sfruttamento e ad altri modelli di comportamento egoistici, allora raggiungeremo equilibrio generale, calma, salute fisica e mentale. Questo irradierà potere equilibrante anche agli altri livelli della natura, inanimata, vegetale e animata, che oggi soffrono perché siamo in disequilibrio gli uni con gli altri.

Nel frattempo, la nostra vita quotidiana è permeata da un’atmosfera tesa, competitiva e minacciosa che ci genera ansia e stress. I media ci inondano di esempi di comportamenti negativi. Pertanto, assistiamo a fenomeni estremi in molti ambiti, dai problemi familiari alle epidemie di violenza nelle strade, fino a varie malattie.

In una situazione del genere, vale la pena aggiungere al sistema medico esistente specialisti del metodo integrale che si occupino dell’equilibrio delle relazioni umane. Proprio come i fondi sanitari oggi includono professionisti della medicina complementare, che una volta non era accettata dalla medicina tradizionale, ora dobbiamo avanzare alla fase successiva della guarigione.

È importante comprendere che quando il sistema umano che ci circonda è squilibrato, questo squilibrio influenza il nostro stato psico-emotivo. Causa la comparsa di malattie psicosomatiche che danneggiano tutti i sistemi corporei: nervoso, digerente, cardiovascolare, muscolare, cutaneo e altro ancora.

Tutto inizia con la “testa”, che è responsabile di tutti i nostri atteggiamenti verso il mondo. Pertanto, è da lì che deve iniziare il trattamento radicale. Se trattiamo questo, il sistema più elevato, tutti gli altri sistemi si equilibreranno di conseguenza. Nel termine “testa” includiamo pensieri, desideri, passioni, stati d’animo, l’intero complesso delle nostre relazioni, il livello di sviluppo umano e l’apertura verso gli altri. La nostra salute dipende in larga misura da tutto questo.

L’approccio integrale all’educazione si basa sul lavoro in piccoli gruppi di circa dieci persone. Si studia la natura umana, la natura del mondo e la direzione dello sviluppo verso una connessione integrale tra tutti.

Sviluppiamo la capacità di vedere come la vita ci lega a un unico sistema e, allo stesso tempo, come l’ego di ogni persona la rinchiuda nel suo ristretto interesse personale. La contraddizione tra queste due direzioni genera influenze negative e, man mano che il codice di comportamento egoistico si rafforza, non ha senso sognare un futuro roseo. L’unica speranza è costruire un’influenza alternativa di valori integrali.

Durante gli incontri, condividiamo punti di vista e impressioni personali e ci aiutiamo a vicenda a comprendere i concetti. Il formato del dialogo è unico, chiamato “laboratorio di connessione”, con regole che permettono la creazione di un legame profondo tra i partecipanti. Attraverso esercizi e stimolazioni, mettiamo in pratica i principi fondamentali studiati.

Inoltre, usciamo per gite, sport e attività culturali, a volte organizziamo picnic con le famiglie. L’obiettivo è imparare a connettersi positivamente, a creare reciprocità e complementarietà. Questo costruisce per noi una mini-società integrale che allevia le pressioni che ogni persona assorbe quotidianamente dall’ambiente. Oltre agli incontri di persona, possiamo anche decidere di tenere una breve riunione virtuale ogni sera, diciamo di quindici minuti. Se qualcuno condivide qualcosa che lo turba, gli altri possono sostenerlo, incoraggiarlo, accoglierlo, rassicurarlo e offrire nuove prospettive che aiutino a trovare un atteggiamento equilibrato nei confronti del problema.

Ma ciò che più distingue il metodo integrale è la connessione reciproca con il meccanismo generale della natura. Quando avviene all’interno del gruppo, iniziamo a sentire noi stessi avvicinarci sempre di più tra noi e alla natura. Ci ritroviamo in un’unica forza che ci avvolge calorosamente. Questa è la forza della vita. Connettendoci agli altri per amore, diventiamo simili a quella forza, uniti, e quindi la sentiamo fluire attraverso i canali tra i cuori aperti. Da questo flusso nascono equilibrio, salute e calma. Una nuova vita.

Basato su “New Life 82 – Un workshop per alleviare la pressione” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali attività possono intraprendere le famiglie per rafforzare i propri legami e avere un’influenza positiva sulla società?

I problemi che esistono oggi nella famiglia e nella società in generale indicano tutti la stessa questione. Dobbiamo imparare a connetterci positivamente gli uni con gli altri, altrimenti dovremo sopportare fenomeni sempre più negativi nelle nostre vite. In un modo o nell’altro, raggiungeremo un mondo migliore di quello attuale, ma lungo il cammino dovremo sviluppare una nuova percezione. La formazione pratica per farlo può iniziare all’interno dello spazio familiare, come una sorta di laboratorio.

Da una prospettiva più ampia, l’essere umano, la società e la natura sono un tutt’uno. In questo sistema integrale, esiste una legge universale che crea equilibrio tra tutte le parti in esso contenute. Nei livelli inanimato, vegetale e animato della natura, questa legge determina lo sviluppo del meraviglioso tessuto della vita. Tuttavia, nella società umana, non ne siamo consapevoli. Puntiamo su ciò che ci piace. Comunque sia, oggi il mondo diventa sempre più interconnesso e interdipendente. Questa realtà più connessa richiede che ci adattiamo al codice integrale della natura.

Questo è ciò che insegna l’approccio integrale all’educazione e offre anche un metodo per costruire una connessione umana armoniosa e integrale. Più sviluppiamo la capacità di relazionarci gli uni con gli altri con considerazione, reciprocità e complementarietà, più i nostri problemi svaniranno dalla nostra vita. Questo è vero a ogni livello: dal matrimonio e dalla famiglia, alle relazioni nella società e nello Stato, all’economia globale, alla salute e all’ecologia.

La nostra mancanza di connessione è la fonte dei nostri problemi. Costruire connessioni è quindi l’unica cura radicale. In famiglia, è più facile costruire connessioni perché siamo naturalmente legati gli uni agli altri, emotivamente dipendenti e vincolati da vari impegni. Abbiamo già una base di connessione e il nostro lavoro è migliorarla sempre di più.

Uno degli strumenti principali dell’approccio integrale all’educazione è il laboratorio di connessione. Si tratta di una struttura di conversazione con regole specifiche, che consente la creazione di una connessione profonda tra i partecipanti. Una delle regole del laboratorio di connessione è che tutti i partecipanti sono ugualmente importanti. Ci ascoltiamo e ci rispettiamo a vicenda, e non neghiamo o critichiamo chi è seduto con noi. Ognuno di noi contribuisce al brodo comune che cuciniamo. Dobbiamo imparare a farlo ed è possibile ottenere ottimi risultati con questa struttura di comunicazione.

In un laboratorio sui legami familiari, possiamo discutere domande come: In che modo dipendiamo gli uni dagli altri? Quali sono i nostri obblighi reciproci? Ci sentiamo uniti? Come vorremmo vedere il legame familiare? Condividiamo equamente le attività domestiche? Come dividiamo in modo ottimale le spese del bilancio familiare?

Tali chiarimenti ci renderanno più maturi, comprendendo la nostra forma di esistenza odierna e il legame più profondo verso cui vale la pena progredire.

Una famiglia unita considera ogni aspetto come un invito alla crescita. Se sorge un problema in famiglia o in uno dei suoi membri, questo indica un luogo, un bisogno e un’opportunità per rafforzare il legame familiare.

Per quanto riguarda le altre attività che le famiglie possono svolgere per rafforzare il loro legame, una fondamentale è preparare il cibo insieme. Tutti vanno in cucina e insieme preparano il pasto. I genitori possono dire qualcosa del tipo: “Sì, abbiamo fatto la spesa e l’abbiamo portata a casa, ma non possiamo cucinare da soli. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”. Un’altra possibilità è che i genitori escano di casa per una breve passeggiata e chiedano ai bambini di preparare il pasto insieme. Allo stesso modo, questa attività può essere applicata anche alle pulizie e all’organizzazione della casa.

L’obiettivo di tali attività è quello di sviluppare in ogni membro della famiglia il senso di appartenenza, di essere parte integrante della famiglia, di avere un cuore comune e di agire secondo la volontà e il pensiero comuni della famiglia. Tali attività devono essere condotte con spirito di benevolenza. Anche l’umorismo può contribuire a creare un’atmosfera positiva. La famiglia, nella sua essenza, è ciò che abbiamo in comune. Il potere che si crea tra tutti, equamente, al centro del legame, si chiama “famiglia”.

I giochi di ruolo possono anche generare vicinanza. Ad esempio, ogni membro della famiglia cerca di immedesimarsi nel personaggio di un altro, come se si stesse vestendo nei suoi panni, e da lì descrive in prima persona ciò che sente, pensa e sperimenta. Questi esercizi aiutano a costruire un terreno comune, a comprendersi meglio e a percepire come gli altri ci vedono. Ancora una volta, è necessario escludere la malizia da queste attività, concentrandosi su come aumentare un legame positivo, la vicinanza e il calore all’interno della famiglia.

Di solito c’è competizione tra bambini, quindi possiamo anche riderci un po’ sopra. Cioè, ogni bambino vuole naturalmente fare un po’ del male al proprio fratello, in modo da ottenere di più. Ad esempio, si può fare un giro in cui ognuno deve dire agli altri con un sorriso: “Cosa faresti a tuo fratello o tua sorella in questo momento, se solo fosse possibile?”. I bambini dovrebbero essere incoraggiati ad aprirsi sempre di più. L’obiettivo è che acquisiscano maggiore consapevolezza degli impulsi egoistici che si risvegliano in loro, cioè degli impulsi che li spingono a volersi sentire superiori a spese degli altri, e che riescano a dividersi in due parti: “Questo sono io, questo è una specie di serpente dentro di me, che mi incita costantemente contro tutti”. Tale osservazione forma un essere umano fin da bambino.

Successivamente, possiamo fare un giro in cui descriviamo tutti gli aspetti positivi che vediamo in ogni membro della famiglia. Qui, è possibile esagerare un po’: descrivere quanto siano intelligenti, speciali, con un cuore d’oro, generosi, sempre pronti ad aiutare tutti. Anche se ai nostri occhi sono tutt’altro che perfetti, esaltandoli, anche artificialmente, contribuiremmo a risvegliare in loro quelle qualità positive. Inoltre, ci sono due vantaggi nel farlo: in primo luogo, chi parla dell’altro in modo positivo inizia a pensare davvero bene di lui e, in secondo luogo, la persona di cui si parla, che lo voglia o no, assorbe quei complimenti e ne trae beneficio.

La gelosia è comune anche tra fratelli. “Perché hai comprato quello per loro e non per me?”. Anche questo può essere trasformato in un laboratorio di connessione. Possiamo sederci insieme e ogni membro della famiglia può dire a tutti nel cerchio quanto invidia un altro che ha ricevuto qualcosa che lui non ha ricevuto. “Sono molto geloso di mio fratello che ha ricevuto una maglietta in regalo dalla mamma”. Nella fase successiva, si può fare un gioco di ruolo, in cui chi è geloso assume il ruolo di chi fa il regalo e lo dà lui stesso al fratello. Dicendo qualcosa del tipo: “Caro fratello, guarda cosa ti ho comprato. Ho pensato a te, ho cercato quello che ti stava bene, eccolo qui, prendilo. Spero che ti piaccia. Con amore”. Un’altra idea per affrontare la gelosia: quando si compra un regalo per un bambino, chiedere a un altro di farglielo per conto della famiglia.

Ci sono molte altre idee, esercizi e attività che potrebbero essere messe in pratica per rafforzare il legame familiare, come mezzo per la famiglia di influenzare positivamente la società con ciò di cui le persone hanno più bisogno oggi: la felicità che deriva da una buona connessione reciproca e dalla forza positiva della connessione che si crea vivendo nella natura. Soprattutto, dovremmo ricordare e sottolineare che stiamo svolgendo queste attività per approfondire la connessione tra di noi ed è anche importante verificare se una determinata azione che scegliamo di fare ci connette davvero o meno, e perfezionarci continuamente.

Un’ultima attività che consiglierei a una famiglia per rafforzare il legame: la sera, prima di andare a letto, cantate insieme una canzone che piaccia a tutti. La sensazione dovrebbe essere calda, avvolgente e gioiosa. Che stiamo andando a dormire insieme, uniti nel cuore, legati nell’anima e che siamo una famiglia profondamente unita.

I bambini che crescono in un’atmosfera simile saranno pronti per il mondo integrale che si rivela a noi sempre di più giorno dopo giorno. Sapranno costruire connessioni armoniose ovunque si trovino e la vita sorriderà loro. Auguro a tutti buona fortuna, successo, felicità, amore e tanta forza per provare queste attività e anche per crearne molte altre.

Basato su “New Life 76 – Connessione in famiglia” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Perché il mondo sembra così instabile in questo momento?

Una caratteristica fondamentale della nostra epoca è la mancanza di orientamento, l’incertezza e la perdita di controllo. Persino i più ricchi tra noi non sanno cosa ci riserva il futuro. Il collasso potrebbe iniziare in un lampo. In una realtà così instabile, abbiamo bisogno di una nuova percezione per sopravvivere e vivere in sicurezza.

Che lo vogliamo o no, il nostro mondo sta cambiando. Senza che ce lo chiediamo, sta diventando completamente diverso da quello che è stato fino ad oggi. C’è sempre stata una chiara piramide di potere in cui denaro, eserciti e controllo delle risorse naturali erano aspetti determinanti per chi deteneva il potere. Oggi, invece, viviamo in un’epoca di crescente interdipendenza e interconnessione a livello globale, che confonde ogni formula che apparentemente funzionava per noi in passato. A tutto questo si aggiungono il cambiamento climatico e le crisi ecologiche, che minacciano anch’essi di stravolgere tutto.

Il mondo sta diventando una grande rete, e ogni singolo movimento influenza l’intera umanità. È impossibile isolarci, pensando che questo ci proteggerà dalla forte interconnessione che ci avvolge. La vita ci ha rinchiusi come pesci in una rete, e la rete sta iniziando a emergere dall’acqua in modo sempre più evidente.

La gente comune potrebbe ignorare questa tendenza, ma chi si trova al vertice della piramide deve analizzarla e iniziare ad apportare modifiche ora.

Di seguito sono riportati alcuni principi e indicazioni per l’azione.

In generale, ci troviamo nel mezzo di una nuova fase dell’evoluzione umana. Stiamo passando da uno stato di esistenza lineare ed egoistica, in cui ognuno di noi mira a svilupparsi a spese degli altri al meglio delle proprie capacità, a uno stato di esistenza circolare e integrale, come le cellule di un organismo. Il codice dell’esistenza integrale si basa su connessione, reciprocità e complementarietà. Tutte le parti insieme formano un sistema equilibrato e sano.

In un meccanismo integrale, non può essere che qualcuno danneggi gli altri e ne tragga beneficio, perché siamo tutti sullo stesso piatto. Questo principio ci diventerà sempre più chiaro, non solo all’interno dei confini di una società o di uno Stato, ma a livello dell’umanità nel suo complesso. Quando consideriamo l’essenza delle cose, comprendiamo che adattarsi alla realtà che si rivela davanti ai nostri occhi significa sostituire completamente la nostra mentalità, tutti fondamenti della percezione dell’individuo e della società.

Il mondo di domani non potrà che essere un mondo connesso, e per gestirlo al meglio avremo bisogno di una rivoluzione socio-educativa e culturale generale. Il suo scopo sarà quello di costruire in noi la percezione di un cerchio, di un sistema integrale, e di conseguenza anche una mente integrale e una visione circolare. Questa nuova percezione dovrebbe renderci capaci di percepire ogni cosa come parti di un’unica immagine e di prenderci cura dell’armonia e del flusso di quel sistema interconnesso.

I media, che attualmente operano secondo il principio del “dividi et impera”, pieni di pettegolezzi e calunnie, e che ci propinano continuamente cattivi esempi di comportamenti violenti, possono diventare uno strumento essenziale per sviluppare una nuova percezione di connessione. Attraverso i media, può diventare possibile offrire a ogni persona un’educazione integrale, una sorta di università aperta, combinata con esempi di connessione al di sopra delle differenze ed esercizi di reciproca complementarietà e connessione positiva.

Per quanto riguarda i proprietari di organizzazioni e aziende nell’economia, saranno loro i più rapidi a comprendere la suddetta traiettoria evolutiva e potranno agire di conseguenza all’interno dei loro circoli di controllo.

Vale la pena considerare che la situazione ecologica non ci permetterà di inquinare continuamente il pianeta con attività industriali inutili e che sarà necessario ridurre tutti i consumi non essenziali. Pertanto, è necessario individuare quali dei nostri prodotti e servizi rientrano nella categoria non essenziale e prendere una decisione strategica per eliminarli. Se non lo faremo consapevolmente, la natura stessa ci farà questo in modi inaspettati, e diventerà molto più difficile per noi affrontare questi cambiamenti quando ci colpiranno inaspettatamente.

In questo processo è importante tenere a mente un principio guida: siamo tutti connessi gli uni agli altri e quindi desideriamo relazionarci con considerazione, cura e supporto. Come in una famiglia, è importante per noi portare tutti i dipendenti delle nostre organizzazioni a questo sentire, perché è lì che ci conduce l’evoluzione. Pertanto, vale la pena dedicare momenti esclusivi allo sviluppo della percezione integrale all’interno dell’organizzazione. Esiste un intero metodo di connessione che è possibile attuare per raggiungere tale adattamento, dovremo studiarlo e praticarlo.

Se decidiamo di chiudere determinati prodotti o servizi, cercheremo di trovare altre occupazioni per i dipendenti che lavoravano in quelle aree all’interno della nostra organizzazione. Potrebbero esserci diverse idee in questa direzione, di tipo familiare. Una, ad esempio, è la combinazione della necessità di dedicare tempo allo sviluppo della percezione integrale con l’esigenza di trovare un impiego e un sostentamento per tutti. Possiamo decidere insieme, essendo questa una preoccupazione generale, di modificare la struttura del lavoro nella nostra organizzazione come segue: lavorare per due terzi della giornata, distribuire i compiti tra tutti e dedicare un terzo della giornata all’apprendimento e allo sviluppo della percezione integrale. Inoltre, se necessario, ridurremo gli stipendi all’interno dell’organizzazione di una certa percentuale.

Allo stesso modo, organizzazioni e aziende dovrebbero anche aspirare ad abbassare il più possibile i prezzi al consumatore. Naturalmente, ciò non dovrebbe essere fatto in modi che danneggino l’organizzazione, ma principalmente accorciando la lunga catena che intercorre tra l’organizzazione e il consumatore finale. Non è necessario che così tante persone lungo la catena di produzione aumentino i profitti, aumentando considerevolmente il prezzo finale.

Sviluppare una percezione integrata all’interno dell’organizzazione porterà a un senso di connessione profonda e positiva, reciprocità e complementarietà. Vedremo come malfunzionamenti e litigi diminuiranno e come l’atmosfera tra le persone diventerà più calorosa. Cooperazione, efficienza, creatività, innovazione e fluidità aumenteranno.

Parteciperemo così tutti insieme alla creazione di un’unità che ci allineerà all’unità del grande sistema della natura. Gradualmente, sentiremo di ricevere una benedizione in ogni cosa, mentre una forza integrale, unificante e vitale si rivelerà tra noi come una sorgente, portando nuova energia, intelligenza e sensibilità.

Proveremo soddisfazione nelle nostre azioni, sicurezza e gioia, e sentiremo di aver colto l’onda giusta, la formula stessa della natura per la crescita e la prosperità: la connessione tra i cuori.

Basato su “New Life 70 – Denaro e Controllo, Parte 2” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché il sistema educativo moderno non è riuscito a trasformarci in esseri umani migliori?

Molti insegnanti che conosco oggi affermano che questa generazione di bambini nutre un certo rancore nei confronti degli adulti. Lo capisco. È naturale che i bambini si lamentino degli adulti. Vengono al mondo con la sensazione che gli altri siano in debito con loro, in un certo senso hanno ragione. I bambini si aspettano naturalmente attenzioni, cure e una guida speciali. Credono di meritarsele e, in effetti, è così.

Ma cosa diamo loro in realtà?

In apparenza, forniamo istruzione. Li mandiamo a scuola. La scuola, tuttavia, non educa esseri umani. Forma professionisti in una miriade di campi, ad esempio fisici, matematici e ingegneri. Ma non forma l’essere umano. Non diamo loro una vera educazione. Non plasmiamo il loro mondo interiore, i loro valori o la loro umanità.

E allora cosa succede? Vanno a scuola giorno dopo giorno, anno dopo anno, e ne escono come animali. Sembra duro, ma è la verità. Non instilliamo in loro il significato di essere umani in relazione agli altri e alla vita stessa. Quindi, se ti chiedi chi è il colpevole, la risposta è che siamo noi.

I genitori sono costantemente occupati, presi dal lavoro, distratti e sopraffatti. Così sono i coetanei, i loro schermi e smartphone a crescere i bambini. Assorbono tutto ciò che vedono e sentono senza filtri o comprensione. Il risultato è una generazione distaccata dai valori, dai veri rapporti umani e da una sana visione del futuro.

Fino a quando l’umanità non si sveglierà e non prenderà sul serio la questione, ossia non prenderà il controllo consapevole e rigoroso della qualità delle informazioni  ed emozioni, che i nostri figli consumano, unito a un’educazione basata sui valori e sul rafforzamento delle relazioni, la situazione potrà solo peggiorare. Dobbiamo offrire ai bambini un’educazione che insegni loro a vivere, non solo a fare calcoli o imparare a memoria delle nozioni.

Abbiamo cresciuto una generazione che si comporta in modo distruttivo, ed è colpa nostra. Quindi, se oggi dovessi parlare ai bambini come insegnante, non li rimprovererei con i fatti. Mi siederei con loro e direi: “Scopriamolo insieme. Cerchiamo di capire chi siamo, cosa vogliamo dalla vita, come possiamo relazionarci gli uni con gli altri e in che tipo di mondo vogliamo vivere”.

“Noi adulti non esisteremo per sempre. Ma voi, la prossima generazione, ci sarete. E darete forma al mondo che verrà. Quindi, che tipo di persone dovete diventare per garantire che quel mondo sia gentile, buono e sicuro?”. Questa è il dialogo che dobbiamo tenere vivo, sempre.

Inoltre, non dovremmo provare pietà per le giovani generazioni. Devono, tuttavia, iniziare a percepire dove questo mondo sta andando se lasciato così com’è: diventerà più freddo, più crudele e artificiale, inadatto agli esseri umani.

Riescono a capirlo? Confido di sì. Possono cambiare? Assolutamente sì. Tuttavia, è un processo e non si risolverà in una sola conversazione. Potrebbero volerci diversi anni, il che va bene. Ciò che conta è persistere, andare avanti senza sosta.

Perché, alla fine, il nostro compito più grande non è crescere professionisti di successo, ma formare una generazione di esseri umani felici e sicuri di sé.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 21 maggio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come possiamo affrontare le cause profonde di povertà e disuguaglianza e creare società più eque?

Un tempo le persone dovevano cacciare per avere qualcosa da mangiare, coltivare frutta e verdura, costruire case, cucire vestiti e altro ancora. Ognuno faceva tutto. In seguito, abbiamo sviluppato la consapevolezza che era meglio commerciare. Ognuno di noi si specializzava in determinati campi e completava le carenze degli altri. Oggi, l’ego ha raggiunto proporzioni colossali e le persone vogliono ingoiare tutto per sé, sfruttare tutti per il proprio comodo con qualsiasi mezzo. Cosa succederà domani? Possiamo analizzare le tendenze e trattare preventivamente i colpi?

Abbiamo visto come la crisi economica del 2008 abbia portato le persone a scendere in piazza in tutto il mondo. Chiedevano giustizia, uguaglianza e, in definitiva, equilibrio sociale. Non è una novità, ovviamente. Nel nostro subconscio, abbiamo sempre saputo che equilibrio e reciprocità sono positivi, ma il nostro egoismo ristretto ci ha spinto a prendere all’infinito per noi stessi, ovvero a trattare i nostri rapporti con gli altri come opportunità di controllo, a costruire il nostro successo sulla rovina altrui e, a volte, persino a trarre piacere dalla sofferenza altrui. Che sia piacevole o meno affrontarlo, la natura umana ci spinge a confrontarci gli uni con gli altri e ad augurare il fallimento a tutti per sentire il nostro valore.

Da un lato, l’ego è un motore di crescita. Senza di esso, non avremmo abbandonato le caverne, non avremmo sviluppato la vita sociale, la scienza e la cultura. Grazie all’ego, abbiamo la competizione, che affina i nostri successi e le nostre capacità. Dall’altro lato, c’è un punto di svolta, superato il quale il potere dell’ego diventa incredibilmente distruttivo.

Chiarire questo confine tra ego utile ed ego nocivo è il compito principale della nostra generazione. Quanto più accuratamente faremo distinzioni, tanto più risparmieremo sofferenze, crisi, guerre e disastri.

La natura che ci circonda si sviluppa come un sistema integrale. Ogni elemento ha i suoi impulsi apparentemente egoistici, ma la natura li organizza tutti in un unico arazzo basato sulla connessione tra opposti, complementarietà e reciprocità. Anche il nostro corpo funziona in questo modo. Se una particolare cellula del corpo perde il senso del sistema e inizia a consumare incessantemente dall’ambiente circostante, si tratta di cancro, la malattia che più di ogni altra simboleggia la radice di tutti i problemi della società moderna.

Come dovrebbe essere l’equilibrio sociale? Cosa significa mantenere un equilibrio tra ricevere e dare a livello umano? Sono domande importanti.

Il XX secolo ha presentato due estremi, due approcci socioeconomici opposti, entrambi rivelatisi sbilanciati: l’approccio russo, che reprimeva con la forza l’ego privato e che è finito per crollare e  l’approccio americano, che ha lasciato che l’ego si scatenasse senza limiti e che sta crollando sotto i nostri occhi, anno dopo anno.

L’approccio integrale, le cui idee sono qui presentate, parla di equilibrio tra l’ego privato e il bene della collettività. Offre un metodo per progredire verso il successivo stadio evolutivo di maggiore interdipendenza e interconnessione e sottolinea che possiamo soddisfare la richiesta di uguaglianza e giustizia sociale, a condizione che l’individuo e la collettività abbiano pari importanza. In una tale realtà, l’equilibrio tra tutti sarà definito come un obiettivo generale, come il risultato a cui tendere in ogni ambito: economico, sociale e personale.

Si tratta, in effetti, di una straordinaria rivoluzione percettiva. Richiederà un cambiamento nella natura umana e nella percezione del legame tra individuo e società. Un simile salto di qualità è possibile solo se decidiamo insieme di intraprendere un profondo processo educativo e culturale che coinvolga l’intera società umana, con l’obiettivo di costruire la coscienza e la consapevolezza che il bene dell’individuo e il bene della collettività siano realmente una cosa sola.

Finora non siamo riusciti ad avvicinarci a un simile equilibrio perché non c’era una chiara consapevolezza che l’intensificazione dell’ego ci sta distruggendo. Oggi, tutte le relazioni che abbiamo costruito nel corso della storia stanno crollando una dopo l’altra. I legami tra persone, settori e nazioni stanno diventando terribili e spaventosi. Viviamo all’interno di una grande bolla dell’ego, che da un momento all’altro può esplodere, devastandoci tutti.

Questo problema è particolarmente sentito qui, dove vivo, in Israele. Fuori siamo circondati da nemici. Dentro siamo divisi e in conflitto. Ognuno di noi cerca di fare del proprio meglio, senza alcuna considerazione per gli altri. Un approccio così egoistico è completamente contrario alle radici della nostra nazione.

In origine, siamo diventati una nazione basata sull’idea che “tutti gli Israeliti sono amici”, ovvero che siamo garanti gli uni degli altri e che la nostra unità dovrebbe coprire tutte le nostre differenze. Per i nostri antenati, “Ama il prossimo tuo come te stesso” era la regola delle regole, il codice per una connessione ottimale tra le persone. Poi, abbiamo sperimentato un balzo dell’ego umano e la nazione si è frantumata in frammenti. Dopo duemila anni di peregrinazioni tra le nazioni, oggi dobbiamo iniziare a plasmare la nostra nazione in modo integrale, ovvero in un modo che dimostri il codice della nuova vita. Questo risolverà i problemi tra noi e porterà anche simpatia e sostegno da tutte le nazioni, compresi i nostri più grandi nemici.

Più investiremo in questo, più scopriremo nella società una forza interiore di unione, connessione, mutua garanzia e reciprocità. Sarà una forza immensa, mai provata prima. La salute di un corpo deriva dal fatto che le sue cellule e i suoi organi sono integralmente connessi, sincronizzati ed equilibrati. Allora, invece di sentirci stanchi, svuotati e malati, ci sentiremo come giovani pieni di forza, desideri e capacità. Tutto ci sarà aperto, e avremo la possibilità di andare di forza in forza. Inoltre, l’equilibrio che riusciremo a generare tra di noi porterà anche a un equilibrio complessivo nel sistema più ampio della natura, lo stesso sistema in cui oggi introduciamo molteplici squilibri.

Concludo questa riflessione con parole scritte negli anni ’40, nella speranza che finalmente iniziamo a farle nostre:

“Che ogni individuo comprenda che il proprio beneficio e quello del collettivo sono uno e lo stesso, e così il mondo giungerà alla sua completa correzione.”
Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), Pace nel Mondo.

Basato sull’episodio 52 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La società dovrebbe basarsi sulla competizione o sulla cooperazione?

Oggi più che mai ci troviamo a un bivio. Le pressioni sociali, economiche e personali convergono e richiedono un nuovo approccio alla vita. I vecchi sistemi stanno crollando. Non possiamo più contare sui governi o sulle istituzioni finanziarie per risolvere le nostre crisi. Il vero cambiamento deve venire da noi, cioè dal modo in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri. Per questo propongo di iniziare a costruire una nuova rete sociale, una rete reale e viva di responsabilità reciproca.

Non siamo individui isolati. L’umanità è un unico sistema interconnesso, come un corpo umano. Proprio come ogni cellula e ogni organo funzionano per la salute dell’intero organismo, anche noi dobbiamo agire per il benessere della società. Quando tutti i sistemi del corpo operano in armonia, ci sentiamo in salute. Quando un sistema si guasta, tutto il corpo ne soffre.

Allo stesso modo, la nostra società deve operare in equilibrio. Ciò richiede un cambiamento nei nostri valori, passando dal profitto individuale al benessere collettivo. È un cambiamento che non possiamo ottenere con la coercizione, ma sviluppando la nostra consapevolezza, la nostra comprensione e la nostra partecipazione volontaria a questa trasformazione.

Pertanto, abbiamo bisogno di una rete sociale come piattaforma per un cambiamento concreto. Iniziamo riconoscendo i crescenti problemi e le crisi odierne come strumenti di crescita. Se comprendiamo che il crollo del nostro vecchio mondo ci sta in realtà spingendo a connetterci più profondamente, allora possiamo accogliere qualsiasi manifestazione negativa nel mondo come una fase necessaria della nostra evoluzione.

Dovremmo cominciare a livello locale, in contesti esistenti come scuole, luoghi di lavoro e centri comunitari. In questi luoghi, dovremmo riunire le persone in laboratori e tavole rotonde. Attraverso esperienze personali vissute in questi incontri, le persone inizieranno a percepire i benefici della connessione: sollievo dall’ansia, senso di sostegno e appagamento emotivo.

A questo punto dovremmo istituire sistemi di supporto pratici come gruppi di acquisto cooperativi, servizi di assistenza all’infanzia condivisi e programmi educativi comunitari. Questi sistemi di supporto diventano espressione dell’idea che più condividiamo, più ne guadagniamo tutti.

In tutto questo processo, dobbiamo capire che la trasformazione autentica nasce dall’educazione. “Educazione” qui non significa solo scuola e insegnamento, ma organizzare tutto ciò che, nell’ambiente sociale, ci influenza in ogni momento. Ogni membro di questa rete sociale deve ricevere un’introduzione breve e coinvolgente ai suoi principi. Io la chiamo “educazione integrale”. È un processo educativo di trasformazione esperienziale, in cui si impara attraverso la partecipazione emotiva: giochi di gruppo, discussioni, video e attività reciproche.

Un principio chiave che deve permeare questo sistema è che dando agli altri, in realtà riceviamo. Così possiamo mostrare come anche il nostro ego possa trovare appagamento attraverso il contributo alla società. È un cambiamento graduale, che va sostenuto da un ambiente forte che ne incoraggi i valori.

Ogni membro di questa società contribuisce in tre modi: una quota simbolica, proporzionata alle proprie possibilità, alcune ore settimanali di servizio alla comunità in base alle proprie competenze personali, partecipazione settimanale a incontri socio-educativi. Anche i programmi per bambini saranno pensati per rafforzare la cooperazione e l’unità tra loro.

Un processo di questo tipo può iniziare in qualsiasi comunità, a seconda delle necessità. Alcune comunità potrebbero aver bisogno di cibo a prezzi accessibili, mentre altre potrebbero aver bisogno di supporto emotivo, di supporto educativo o di appartenenza sociale. Dovremmo mappare questi bisogni, offrire soluzioni pratiche e poi collegarli al valore dell’unità.

I governi locali, i centri comunitari e persino le agenzie nazionali possono, e dovrebbero, essere partner. Esistono già per servire le persone, se una rete del genere esistesse, li aiuterebbe a svolgere questo ruolo in modo più significativo ed efficace.

Uno dei principi fondamentali di questa rete sociale è l’equilibrio tra dare e ricevere, e tra crescita spirituale e stabilità materiale. Quando ci sentiamo visti, ascoltati e sostenuti, diventiamo disponibili a partecipare. Inoltre, quando partecipiamo a un sistema simile, subiamo un cambiamento interiore.

Questa rete non è un’utopia. Scopriremo che più il mondo si svilupperà, con una crescita demografica sempre più esponenziale e connessioni sempre più superficiali ed esterne tra l’umanità, mentre rimaniamo chiusi nei nostri gusci egoistici, più ne sentiremo il bisogno. Le pressioni dei nostri tempi richiedono che una rete di questo tipo prosperi. Attraverso la responsabilità reciproca, scopriremo felicità, fiducia, sicurezza e le nostre vite si riempiranno di significato. Smetteremo quindi di vedere gli altri come minacce e inizieremo a vederli come parti di noi stessi.

Questo è il prossimo passo dell’umanità. È un passaggio dall’attuale “sopravvivenza del più adatto” alla “sopravvivenza del più connesso”. Spero che riusciremo a costruire insieme una società umana armoniosa e pacifica.

Basato sull’episodio 54 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché le persone si sentono più isolate nonostante siano più connesse che mai?

Qual è la traiettoria generale dell’evoluzione? Dove ci sta portando? In un’epoca fragile, in cui un colpo in una parte del mondo può rapidamente propagarsi come un incendio in tutto il pianeta, come possiamo adattarci al meglio al mondo di oggi senza dover aspettare un grande crollo?

Se esaminiamo ciò che abbiamo attraversato nel corso delle generazioni, vediamo che l’umanità sta diventando un corpo unico. Il mondo sta diventando sempre più connesso e ciò che accade in un unico luogo influenza tutti. La dipendenza reciproca sta aumentando rapidamente e ogni ondata che arriva travolge tutti. Ogni ondata porta con sé un po’ di ciò che è accaduto in precedenza, come se ci purificasse da tutto ciò che è superfluo, strato dopo strato. Da parte nostra, lo sentiamo come una perdita definitiva, ma potrebbe non essere la stessa immagine se potessimo vederla dalla prospettiva della natura stessa e di come ci fa evolvere. Potrebbe essere che queste siano le contrazioni della nascita di una nuova realtà, l’inizio della fase successiva della nostra evoluzione come umanità.

La specie umana è parte della natura, e nel sistema della natura vige una rigorosa legalità. Nulla è casuale, tutto è causa ed effetto. I livelli inanimato, vegetale e animato sono gestiti istintivamente dalla natura e, insieme, creano un sistema integrale chiuso. Ognuno prende ciò di cui ha bisogno per esistere e fornisce qualcosa di unico al meraviglioso tessuto della vita. La connessione tra opposti, la complementarietà e l’armonia sono il modo in cui si forma la melodia della creazione. Questo è il segreto della vita e della creatività.

Ciò che distingue gli esseri umani dalle altre creature è il fatto che la natura ci ha lasciato spazio per uno sviluppo consapevole, per l’analisi e la scelta. Di conseguenza, abbiamo costruito una grande civiltà per noi stessi, con cultura, istruzione, arte, scienza, tecnologia, commercio ed economia. Se fosse possibile fare un salto indietro nel tempo e descrivere a qualcuno vissuto mille o duemila anni fa le condizioni in cui viviamo oggi, sarebbe interessante vedere la reazione.

A prima vista, abbiamo tutte le possibilità di costruire il paradiso in terra. Tuttavia, per qualche ragione, le nostre vite vanno esattamente nella direzione opposta. È come se ci fosse una forza maligna che rovina tutto ciò che facciamo come umanità. Ad esempio, molte nuove tecnologie che inventiamo vengono utilizzate in modo negativo, per aumentare il controllo, lo sfruttamento e l’inganno sulle persone. È come se ci fosse una maledizione su noi umani, per cui tutto ciò che tocchiamo si trasforma in qualcosa di orribile.

Le relazioni internazionali sono pessime, i rapporti tra i gruppi che fanno parte della società sono pessimi e il divario economico aumenta costantemente. Anche nelle relazioni personali ci troviamo ad affrontare sempre più difficoltà. Il nucleo familiare sta crollando, la comunicazione con i figli è carente e le relazioni sentimentali sembrano durare molto meno. Stiamo perdendo sempre più pazienza, tolleranza e la capacità di vedere chiunque oltre a noi stessi. Viviamo nell’era del grande ego, che sta prendendo il sopravvento su di noi e sul mondo.

Ne consegue che il mondo sta diventando sempre più interconnesso e interdipendente, ma l’intensificazione dell’ego non ci permette di andare d’accordo con nessuno. Queste due direzioni di sviluppo sono naturalmente opposte: la natura del mondo connesso e la natura dell’ego potenziato. Questa è la radice di ogni problema.

Per sopravvivere nel mondo di domani, dovremo imparare a funzionare come un unico meccanismo integrale. Alla fine, ci sentiremo tutti uguali e connessi e riceveremo dalla società ciò di cui abbiamo bisogno per esistere e daremo a tutti, a partire dalla nostra unicità. L’unica domanda è cosa affronteremo lungo il cammino. Saranno gli eventi  su scala globale a rendere chiaro che siamo tutti sulla stessa barca o coglieremo preventivamente la tendenza dello sviluppo integrale e cammineremo verso di essa?

Dal quadro generale fin qui delineato, possiamo trarre un piano d’azione per affrontare insieme le difficoltà economiche già evidenti. Invece di essere immersi ciascuno nei propri problemi, da soli, possiamo creare una rete sociale di garanzia reciproca. Può nascere in un edificio, un quartiere, una città, una comunità e, infine, diventare un concetto per un intero paese.

Cosa includerà la rete di mutua garanzia? Le idee possono essere infinite. La base di tutto sono attività che creano una connessione umana positiva, profonda e calorosa;  il metodo educativo integrale prevede una metodologia organizzata per sviluppare tale rete. Quando ci sentiamo connessi, possiamo avviare iniziative di cooperazione, ovviamente senza alcun pagamento. Ad esempio, questo potrebbe includere l’organizzazione della distribuzione gratuita di prodotti di seconda mano, corsi per bambini e adulti, formazione professionale, acquisti di gruppo a prezzi ridotti, attività ricreative e sportive, gite e picnic, eventi culturali e artistici, tra le altre attività.

Più ci avviciniamo gli uni agli altri, più iniziamo a sentire che una forza speciale scorre tra noi. Una forza che ci solleva al di sopra di ogni grigiore, oscurità, pressione e tensione, e che porta salute, forza, vitalità e gioia. È una forza che ci dà la sensazione di trovarci in un ambiente positivo, circondati da persone che desiderano il nostro meglio, in un cerchio di reciproca garanzia e amore.

In un simile contesto sociale, non ci sarà più bisogno di difenderci costantemente, di vivere chiusi nei nostri rifugi. Potremo quindi aprirci e respirare liberamente. Anche se non avremo soldi per viaggiare all’estero ogni due mesi, troveremo un’alternativa ancora più piacevole a livello locale. Inoltre, anche se improvvisamente l’economia dovesse contrarsi, le tasse aumentare e il mercato del lavoro dovesse ridursi drasticamente, qualunque cosa la vita ci dovesse riservare, ci siederemo insieme, ci connetteremo cuore a cuore e troveremo soluzioni comuni per la realtà del momento.

Con un approccio così integrale, che non esclude nessuno, scopriremo che le difficoltà di oggi sono in realtà doglie. Un nuovo mondo interconnesso e interdipendente è alle porte e può essere semplicemente meraviglioso se impariamo ad adattare  i nostri atteggiamenti, le nostre relazioni e le nostre connessioni.

Basato sull’episodio 53 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa succede quando l’ego si intromette in una relazione?

Se vogliamo che le relazioni durino anni e rimangano piene di passione, soddisfazione e significato, dobbiamo rinnovarle costantemente, altrimenti, se diventano una routine, diventano stantie.

La sfida principale per le coppie è cercare costantemente il modo di affascinare, apparire nuovi e coinvolgersi reciprocamente nella relazione. In questo senso, ci sono delle basi che derivano dalla natura e che possono essere d’aiuto.

Parliamo un attimo di ego. Sappiamo tutti che i giochi dell’ego e le lotte di potere possono rovinare qualsiasi cosa positiva. Osserviamo tali fenomeni non solo nelle relazioni, ma anche nella vita sociale. Nell’era dell’ego ipertrofico, proprio quando la realtà diventa sempre più interconnessa e richiede considerazione reciproca, nessuno riesce a guardare oltre se stesso.

L’ego è un aiuto “contro” il nostro stato molto migliore e più armonioso di connessione. È un’inclinazione che può sì distruggere, ma anche costruire e farci crescere. Tutto dipende da come impariamo a gestirlo in modo equilibrato, trasformandolo in una leva. Le coppie che sanno farlo diventano compagni in un processo unico di sviluppo che genera rinnovamento continuo.

Nell’approccio educativo integrale, l’apprendimento avviene in un contesto di gruppo e le coppie si sostengono a vicenda. La relazione diventa una sorta di laboratorio domestico in cui si esplora la natura umana e si sviluppa la capacità di connettersi con l’altro a un livello completamente nuovo. Questa capacità li aiuterà ad avere successo non solo nella relazione di coppia, ma in ogni loro legame sociale.

Nel percorso di connessione, le coppie sono come due cerchi che imparano a entrare l’uno nell’altro. Ognuno cede parte del proprio spazio per far posto all’altro. Allo stesso tempo, il desiderio egoistico di entrambi cresce e cambia costantemente, generando nuove resistenze. Tuttavia, se la coppia non si arrende, vive questo sforzo comune come un gioco a cui giocare insieme.

Come in ogni gioco, anche qui ci sono fasi di sviluppo e livelli di difficoltà crescenti. In ogni fase, inizialmente i due sono attratti l’uno dall’altro e desiderano stare insieme. Poi, si risveglia un nuovo ego e ciascuno viene spinto nel proprio angolo. A questo punto, nonostante la difficoltà, la distanza e la mancanza di attrazione, devono ricostruire con forza la connessione tra loro. Lo sforzo di agire al di sopra del rifiuto e della resistenza reciproca genera tra loro un’alternanza di scontri e passione.

Attraverso l’alternanza tra vicinanza e distanza, la coppia dà origine a cambiamenti di stato nella relazione. I nuovi sentimenti che emergono da questo processo offrono un rinnovamento interiore a tutti i livelli del rapporto, incluso quello sessuale. Dal successo nel riavvicinamento emotivo nasce un’attrazione nuova che porta naturalmente a una nuova intimità fisica.

Uno degli esercizi utili per costruire la connessione di coppia è risvegliare l’immagine positiva dell’altro. Cosa significa? Possiamo decidere insieme che, da questo momento in poi, ci faremo costantemente dei complimenti.

“Che donna meravigliosa ho accanto, davvero un dono che la vita mi ha fatto. Saggia, sensibile, amorevole. Semplicemente perfetta.” Vale la pena dire parole di questo tipo, anche se inizialmente possono sembrare poco autentiche.

“Sei così speciale. Hai qualità uniche, una personalità profonda e saggia, ti apprezzo davvero!”. Dalla sensazione di soddisfazione che riceve da questa descrizione, l’uomo sarà spinto a dimostrare di essere davvero così.

Perché questo esercizio è importante? Perché nessuno può dire con certezza cosa sia immaginazione e cosa realtà. Ognuno ha il proprio ego che gli dipinge una visione soggettiva del mondo. Se entrambi ne siamo consapevoli, e decidiamo insieme di disegnare un’immagine più bella della realtà che percepiamo oggi, allora il gioco di oggi diventerà la realtà di domani.

Le difficoltà arriveranno comunque, e dovremo aiutarci a vicenda a rialzarci. I migliori aiuti sono gli esempi positivi e il principio guida è: “L’amore copre ogni mancanza.” Ogni separazione, distanza o litigio che si presenta è in realtà un invito ad aumentare l’amore.

Il gioco della vita, allora, è un gioco di connessione al di sopra del rifiuto, di contrasto e completamento. Le coppie che lo affrontano insieme si rinnovano costantemente. In uno stato del genere, nessun altro potrà attrarli, perché sentiranno che proprio con quel compagno ricevono il massimo appagamento, entusiasmo e connessione con la sorgente della vita.

Basato sull’episodio 45 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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