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Una motivazione per nascere al più presto

Domanda: Baal HaSulam scrive che prima di iniziare a studiare Kabbalah è necessario capire che cosa sia. Come possiamo capire il suo linguaggio, che è cosi difficile?

Risposta: Per capire cosa sia la Kabbalah significa acquisire uno schermo per mezzo del quale innalzarsi al di sopra del proprio egoismo e vedere le azioni spirituali. Allora, sarai capace di comprendere un maestro Kabbalista e imparare da lui cosa fare a continuazione. Tu comprenderai e sarai capace di verificare tutto quello che lui ti dice in pratica, qui e adesso, come viene fatto dagli studenti in tutto il mondo.

Ma prima che tu nasca spiritualmente, come faccio a spiegartelo? Sarebbe come se io parlassi di questo mondo a un bambino che ancora non sia nato e si trovi nel grembo materno. I Kabbalisti ci parlano di un altro mondo. Non viviamo in questo mondo, all’ interno della sua sfera, come in una bolla, mentre ci viene detto quello che si trova al suo esterno.

Perciò, i testi Kabbalistici agiscono su di noi come un “rimedio miracoloso” (Segulà). Gli articoli sono scritti per i principianti, ma Lo studio delle dieci Sefirot è scritto per quelli che sono nati spiritualmente, che sono già “neonati spirituali” ai quali si può parlare del mondo spirituale. Grazie a questo loro avanzeranno e potranno esplorare il nuovo mondo nel quale sono nati.

Come per quelli che si trovano nel ventre materno, è solamente uno stimolo, un motivo per nascere al più presto.
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La Kabbalah: la rivelazione dell’ intera realtà dentro di noi

Domanda: Che cos’ è la saggezza della Kabbalah?

Risposta: Un certa influenza discende su di noi dalla radice superiore (il pensiero della creazione) dall’ Alto verso il basso attraverso tutti i mondi e alla fine raggiunge il punto finale, questo mondo. Include le parti esteriori e quelle interiori: i cinque mondi superiori e gli esseri creati.

L’ intero universo è composto da mondi e anime che esistono dentro i mondi. La saggezza della Kabbalah esamina ogni cosa tranne la radice precisa: il modo in cui si diffonde dall’Alto verso il basso poi ritorna dal basso in alto, il che succede relativamente alla persona che realizza questi conseguimenti.

Dentro a questo sistema c’è qualcuno a cui si riferisce come ad un “uomo” (finora, non sappiamo chi egli sia). Tutto ciò che viene rivelato rispetto a lui è chiamato la saggezza della Kabbalah.

In questo momento, io esisto nella realtà di questo mondo, e percepisco ogni cosa attraverso i cinque sensi: vista, udito, gusto, olfatto e tatto. I cinque sensi mi aiutano a rivelare e percepire tutto quello che succede al di fuori di me, ma io non so effettivamente cosa sta succedendo lì fuori.

I fisici dicono che noi siamo sotto l’ influenza di onde e che non esistono altro che queste onde. I chimici dicono che queste sono reazioni tra certe sostanze e molecole. Ad ogni modo, ciò che conta è che io percepisco certe influenze e a queste influenze reagisco. Questa è la mia percezione interiore, mentre altri potrebbero reagire in un modo diverso.

Noi siamo tutti uomini, e funzioniamo tutti nello stesso modo. Per questa ragione, siamo portati a percepire le stesse cose. Un altro essere percepirebbe una diversa realtà. Ogni essere percepisce il mondo in base alle sue proprietà, al suo carattere, e alle sue informazioni genetiche. Gli uomini, gli animali, gli insetti, le piante, e perfino le rocce si percepiscono e percepiscono l’ambiente circostante in modi diversi..

Tuttavia, la Kabbalah parla solamente del modo in cui gli esseri umani percepiscono il mondo. Sebbene ci siano delle differenze anche qui, noi continuiamo ad avere delle percezioni comuni. Noi continuiamo piuttosto a comprenderci allo stesso modo. Le nostre impressioni coincidono così tanto con i livelli inanimato, vegetativo ed animato che ci sentiamo completamente una cosa sola con tutti questi livelli.

Le difficoltà nella percezione incominciano solo al livello umano dove la psicologia, le caratteristiche individuali, le percezioni, e le sensazioni incominciano. Se esaminiamo solamente l’influenza sui cinque sensi che non sono stati ancora deformati dai fattori della percezione psicologica, allora ci riferiamo ad ogni cosa che percepiamo in essi come ad una percezione di questo mondo, fino a qui senza che i nostri nervi e i nostri pensieri si siano stratificati su di essa.

Quando conseguiremo tutti i cinque mondi spirituali in questo modo, conseguiremo ciò che si chiama la saggezza della Kabbalah: l’ intera discesa dall’ Alto verso il basso, dal principio alla fine e indietro dalla fine al principio, tutti gli oggetti e i sistemi, le cause e le conseguenze, ogni cosa fino proprio all’ultimo dettaglio. Dunque, la Kabbalah spiega chi è l’uomo, il suo scopo, le ragioni della necessità di discendere dall’ Alto verso il basso, e cosa ci aspetta alla fine dell’ ascesa.

Questa saggezza comprende tutto. Comprende la fisica, la chimica e la vita dell’ uomo in questo mondo. Tutto è compreso in essa. La Kabbakah è la rivelazione dell’ intera realtà dentro l’ uomo che la consegue.

L’ uomo sale attraverso i mondi spirituali e consegue la realtà in una delle sue fasi: il primo, il secondo, il terzo livello, e così avanti. Quando l’ uomo sale al livello successivo, risulta chiaro che tutti i precedenti livelli sono compresi in questo nuovo livello.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.01.2011 “L’ essenza della saggezza della Kabbalah”)

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La nostra radice

Domanda: Ci sono radici originate dalla frammentazione?

Risposta: Certamente. In seguito alla frammentazione nacquero elementi aggiuntivi relazionati alla rivelazione del sistema egoista, che si espande anche dall’ alto verso il basso. Tutti abbiamo la nostra origine nella frammentazione. Così, non raggiungiamo mai lo stato precedente ad essa, la nostra radice.

Domanda: Qual è la trasformazione che avviene nelle radici dopo la frammentazione?

Risposta: In seguito alla frammentazione viene rivelato il vero desiderio, essendo stato occultato dalla creazione in anticipo. Quando il desiderio si rivelò, si manifestò nella sua vera forma, in esso non c’ è lo schermo e noi dobbiamo ottenerlo. Prima della frammentazione, lo schermo discese a Malchut dalla prima delle nove Sefirot. Durante la frammentazione la stessa Malchut si manifestò, ma senza la copertura delle prime nove Sefirot. Adesso, insieme alle nove prime Sefirot, dobbiamo trovare la giusta copertura per Malchut. In questo risiede tutto ciò che è relazionato alla correzione.

Domanda: Perché la frammentazione ha moltiplicato il numero degli elementi?

Risposta: Le prime nove Sefirot si mescolano con Malchut in maniera tale da darci l’ opportunità di vedere come le bilanciamo. Senza il bilanciamento degli elementi sarebbe impossibile farlo, perché è necessario connettere ogni particella con quella che le corrisponde. Per farlo, è necessario controllare con quale intenzione, quale desiderio ed in che ordine devo costruire il mondo corretto con l’ aiuto di vari dettagli che sono a mia disposizione nella forma di un gioco lego.

Questa è la ragione per la quale devo controllare la combinazione di ogni dettaglio con ciascuno degli altri, il che è possibile solo come risultato della frammentazione e dell’ interconnessione.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.02.2011, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Cerca sempre il futuro

Domanda: Qualsiasi ricerca scientifica include 3 tappe: 1) un’ ipotesi che deve essere provata, 2) i materiali con i quali sperimentare e 3) il procedimento in sé, il processo grazie al quale si prova l’ipotesi. Come può questo essere applicato nella Kabbalah?

Risposta: E’ anche un esperimento scientifico. Inizia con una domanda sullo scopo della vita. I kabbalisti ti danno un suggerimento: “Assapora e vedi per conto tuo quanto è buono il Creatore”. Realizza questa azione ed otterrai il risultato.

Noi esistiamo in un sistema molto semplice. Affianco a me c’è il mio grado spirituale più grande, considerato come “il gruppo”. Ho bisogno di incorporarmi in esso e se mi connetto al gruppo, comincio a sentire la Luce dentro di me. Non c’è niente di irreale o fittizio in questo.

Per ascendere al grado del gruppo, devo realizzare il mio gene informativo, una Reshimò 0/1 (Shoresh de Aviut e Alef de Hitlabshut). Io stesso sono questa Reshimò “0/1” che desidera inserirsi nel gruppo, nel cui caso la Luce mi influenza dal mio stato più avanzato e corretto, elevandomi verso di esso.

Tutti questi miei stati sono già presenti fino all’ ultimo ed io mi sforzo verso il mio futuro. In questo futuro, sono unito con tutti quelli che sono nel gruppo in un solo cuore, per la garanzia mutua. Se voglio raggiungere questo stato, la Luce mi impressiona da lì, dato che sono già presente lì. La Luce altera le mie proprietà e mi tira dentro, come con una corda, per la qual cosa mi connetto esattamente nel mio luogo, nel quale la Luce proviene da me.

Quando partecipo al gruppo nel mio grado superiore, vedo improvvisamente che il gruppo è lì con me. Questo sono tutto io, ma sono quello nuovo “il secondo io”. In quanto al gruppo, è in alto, nel grado successivo, ed è lì che esiste il mio prossimo stato.

In altre parole, mi viene mostrata una differenza ancora maggiore, una forza più grande del desiderio, un odio più grande tra noi ed io devo lavorare allo stesso modo un’altra volta, per inserirmi completamente nel gruppo. Tutte le dieci Sefirot dell’inferiore devono entrare nella Machut del Partzuf superiore, perché non c’è niente oltre le dieci Sefirot.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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La tua scelta: 3-5 o 35 anni

Domanda: Si dice che ci vogliano dai tre ai cinque anni per uscire verso il mondo spirituale. Come posso mantenermi in questo cammino se ci vuole più tempo?

Risposta: Puoi mantenerti nel cammino solo attraverso un gruppo kabbalistico. Senza, non hai l’ opportunità di avanzare e restare in questo cammino non solo per anni, ma anche per il giorno seguente.

Se puoi mantenere il desiderio e continuare a studiare senza ricevere l’ appoggio del gruppo, sei nel cammino scorretto e stai ingannando te stesso. Stai studiando probabilmente per ottenere conoscenza o per raggiungere qualche altra meta egoistica, però non ti stai muovendo nella direzione corretta.

Pensa cosa stai contando: gli anni del calendario o lo sforzo che hai esercitato? Probabilmente hai fatto lo sforzo corretto un paio di settimane invece di 35 anni. Quante centinaia di anni dovrai vivere in questo mondo per accumulare lo sforzo che valga dai 3 ai 5 anni?

Tu puoi davvero terminare questo lavoro in 3 o 5 anni e rivelare il mondo spirituale a condizione che lavori con il gruppo, con l’ambiente. Coltiva il tuo desiderio e ricevi piacere nell’ atmosfera corretta, nel campo corretto. Al contrario, non ti svilupperai, ti siederai e studierai senza l’ appoggio dell’ ambiente contando le ore sull’ orologio; ma questo è l’orologio sbagliato, questo non conta il tuo lavoro con l’ambiente e pertanto non ha valore.

Devi passare questi anni sotto l’ influenza dell’ ambiente e non è necessario aspettare degli anni per questo, non è una questione di tempo; però, se non sei sotto questa influenza, allora non hai cominciato ancora ad avanzare. Quindi, quale risultato ti aspetti in 5 anni?

In realtà è semplice verificare se stai ricevendo la forza dell’ ambiente. Senza di essa, non avrai la forza dell’ insieme e sarà come se fossi morto. Solo quando riceverai la forza del gruppo avrai la capacità di elevarti, di venire a studiare, di leggere i testi kabbalistici e pensare. È come un sistema elettrico: se questo riceve un po’ di elettricità, comincia a lavorare, mentre senza di essa, si ferma. Questa elettricità può venire solo dall’ ambiente.

Il Kli (vaso) spirituale viene chiamato la connessione con l’ ambiente che è proprio il luogo nel quale io rivelo il mondo spirituale. Se manca questa connessione, non c’è posto per scoprire la spiritualità.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Non lasciar seccare la fonte

Scritti del Rabash, “cos’è colui che non ha figli nel lavoro”: un albero che non da frutti è come un uomo senza figli che non da nascita a nessuno. La persona e la Torà si chiamano sterili se non hanno figli.

Domanda: Come possiamo perfezionare l’ intenzione comune che è diretta verso l’ aiuto dall’ alto?

Risposta: L’ aiuto viene solo in risposta ad un desiderio di unione. È per questo che studiamo insieme, per attirare la Luce della correzione. Tutti insieme dobbiamo discernere il desiderio di unirci (la preghiera comune) perché al contrario, nessuno di noi avrà la richiesta corretta o la forza per continuare nel cammino.

La persona ha un desiderio di base: sentirsi bene. A volte, oltre a questo, nasce in qualcuno la domanda sul senso della vita, che è un desiderio di acquisire la Luce. È allora che inizia lo studio della scienza della Kabbalah. Prima di avere questo desiderio aggiuntivo, si è sviluppato come un animale, in funzione degli ordini del suo desiderio materiale. Prendiamo in considerazione una persona solo dal momento in cui aspira a qualcosa di più elevato.

La persona come utilizza tutte le inclinazioni che le vengono date? Dopotutto, lo sviluppo è possibile solo in virtù di un desiderio del Kli comune che le è stato aggiunto. Tuttavia, la persona deve includersi in esso, come un albero che riceve tutte le forze dall’ ambiente circostante, come la terra, l’ aria, il sole e così via. Se una persona sa come accettare tutto per il bene della sua crescita spirituale, allora assorbirà questa necessità dall’ ambiente e con esso chiederà la Luce che Riforma durante lo studio.

Questa Luce costruisce il processo interno di una persona, per il quale crescono le qualità interiori, gli obiettivi ed i concetti. È così che avanza una persona. Pensa continuamente a come ricevere un’ ascesa dall’ ambiente; a tal fine, deve abbassare la testa davanti agli amici ed innalzarli ai suoi occhi, come i migliori della generazione. Durante la lezione non può dimenticare perché studia. Alla fine, la persona, riceve dal gruppo solo un risveglio addizionale, ma poi la Luce deve venire e dirigerla correttamente.

Così, con l’ aiuto di tutti questi fattori, la persona provvede a se stessa con le forze della crescita. Deve verificare se queste forze danno dei frutti. Da un lato, avanza sulla linea di sinistra, rivelando continuamente l’ inclinazione al male che il Creatore ha creato e in alternativa a ciò, rivela la Torà come una spezia. Capisce cosa fare con l’ inclinazione al male ed il modo di riconoscere la Torà con il suo aiuto, che è la Luce, l’ attributo della dazione.

Pertanto, mentre la persona realizza i consigli dei kabbalisti, raggiunge una certa sensazione. Anche se non è un rivestimento reale delle Luci nei vasi, ciò nonostante, nascono in lei nuovi dettagli di percezione particolare della Luce che si vestono nei Kelim. Certamente, per ora, questo non viene considerato come riempimento, ma come Luce Circondante, Luce che Riforma. La persona si trova ancora nel camino verso la Fonte, non ha ancora raggiunto la bontà, neanche nel più piccolo grado. Tuttavia, si sta muovendo in avanti.

Pertanto, la cosa più importante è temere di non avere figli, di restare senza un forte desiderio; si fermerà ed appassirà davanti ad una fonte secca. Se hai un desiderio, è necessario riconoscere in esso l’ inclinazione al male, la quale non ha forma ed è opposta all’ avanzamento spirituale. Allora, bisogna aggiungere a questo la Torà come una spezia, la Luce che Riforma. Se la Torà porta i frutti, allora non è più sterile.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’8.02-2011, Scritti del Rabash).

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Il triangolo dell’ amore spirituale

Domanda: Cosa significa impegnarmi, introdurmi nel gruppo?

Risposta: Da una parte, io e gli amici ci sentiamo uguali in riferimento al Creatore, visto che abbiamo lo stesso desiderio di raggiungerlo; però noi siamo separati dall’odio. In questo caso, così come ognuno tratta gli altri, allo stesso modo tratterà il gruppo. Per potersi impegnare nel gruppo, bisogna trasformare l’ odio in amore.

Il gruppo è definito da due parametri;

1. È composto dagli amici che come me desiderano conoscere il Creatore.
2. Li odio.

Se ci sono queste due condizioni, allora davanti a me c’ è il cammino verso la spiritualità.

Dopotutto come può esistere questo triangolo? Loro cercano la spiritualità, ma io li odio e stando così le cose, come può essere possibile che anche io desideri il Creatore? E se io mi sforzo per Lui, come posso odiarli?
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Più grande è l’ ego, più grande è la correzione

Domanda: Cosa possiamo imparare dagli attuali stati interiori? Come dobbiamo avvicinarci correttamente ad essi?

Risposta: L’ approccio corretto è di non centrarsi su nessuno di essi. La chiave è continuare a crescere andando avanti. Una persona non può valutare uno stato interiore nel quale si trova. Fin quando non arriveremo alla fine della correzione, non sapremo assolutamente se abbiamo conseguito qualcosa.

Di fatto, sei sottoposto ad un processo di correzione senza sosta; d’ altro canto, più avanzi, più ti senti corrotto. Dopo esserti ripreso ed aver assorbito le proprietà superiori ad un certo grado, con il loro aiuto, puoi vedere quanto sei lontano dagli altri livelli ai quali stai per ascendere.

Il grado finale, Yesod, include tutto. Devi assorbire tutto quello che c’ è ed arrivare alla correzione finale di Yesod. Solo allora riceverai l’ illuminazione dello Shabbat e comincerai a sentire che sei in piedi sulla soglia della correzione finale.

Per tanto, speriamo solo di continuare nel cammino senza focalizzarci sul fatto che ogni volta è sempre più difficile. Le tappe più difficili sono considerate come i “segni del Messia”, poiché è lì che il nostro Aviut (spessore del desiderio) si incrementa.

Per questo, in confronto ai nostri patriarchi, i nostri stati sono più pesanti, ma grazie a questo, siamo disposti, siamo capaci e meritiamo di attrarre maggiore Luce. A prescindere dal fatto che essa si vesta nei patriarchi, siamo comunque noi che la evochiamo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, Scritti del Rabash)

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Quando il cuore soffre

Domanda: Come si può ricevere con allegria una sofferenza che allontani una persona dal gruppo e dalla meta?

Risposta: In realtà questo è un avvicinamento e non un allontanamento. La parola “offerta” in ebraico significa “vicinanza” (קרבן – קרוב). È una parte aggiuntiva del mio desiderio non corretto, della quale non sapevo niente e con la quale non potevo lavorare e che adesso mi è stata rivelata.

Ciò che si rivela come oscurità, come pesantezza nel cuore, è la parte che era dentro di me e mi è stata rivelata. Adesso posso percepire un’aggiunta della Luce su di essa, una nuova comprensione ed una nuova sensazione. Perciò siamo felici per questo.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.02.2011, Scritti del Rabash)

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La Kabbalah ha dato luogo a tutte le scienze

Domanda: Mi piacerebbe chiedere degli scienziati che hanno scoperto la Kabbalah attraverso la scienza esterna.

Risposta: Nel corso di migliaia di anni, molti scienziati come Platone ed Aristotele, arrivarono alla Kabbalah. Non possiamo neppure immaginare fino a che punto tutti gli scienziati antichi fossero connessi tra loro e conoscessero la Kabbalah.

Newton imparò l’ ebraico per studiare la Kabbalah, ha intere opere ed articoli basata su di essa. La Kabbalah non è una scienza antica, obsoleta. In verità, è una scienza ben conosciuta, ad eccezione degli ultimi cento anni, quando invece di far fronte alla vera scienza, gli scienziati si sono impegnati nella tecnologia.

Alcuni scienziati raggiunsero la Kabbalah a causa del fatto che studiarono dagli antichi kabbalisti. Ciò è particolarmente vero per quelli che vissero tra l’800 A.C. e l’ era volgare. Durante questi 700-800 anni, molti scienziati “esteriori” andarono dai kabbalisti per studiare. Fu allora che nacquero la filosofia e tutte le altre scienze.

Gli scienziati del Medioevo arrivarono a questa per conto proprio. Loro non avevano la realizzazione pratica della Kabbalah, ma sentirono quello che era in realtà questa saggezza; non avevano nessuno dal quale imparare perché a quel tempo tutto era nascosto. Dal 16° secolo D.C. in avanti, la Kabbalah cominciò ad essere rivelata ancora una volta.

Sappiamo che il Ramchal, un grande kabbalista del 16° secolo, aprì dei centri di Kabbalah in tutta l’ Europa. Parallelamente a lui, un grande kabbalista, Abraham Abulafia, “solcò” letteralmente tutta l’ Europa con la diffusione della Kabbalah e la insegnò anche al Papa romano. Andarono in tutte le direzioni per accelerare il processo della correzione.

Tuttavia, questi scienziati “esteriori” conseguirono tutto in gran parte attraverso i loro sforzi. A loro giudizio la Kabbalah è una fonte di conoscenza generale, ma non più di questo. Anche se nelle loro opere possiamo vedere l’ ammirazione genuina verso la Kabbalah, non sento che l’ hanno realizzata interiormente. Comunque, ciò che hanno fatto è una grande impresa.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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