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Dovremmo imparare a sentire il dolore degli altri?

Dovremmo imparare a percepire il dolore degli altri, perché in questo modo coltiviamo intorno a noi un campo positivo di connessione reciproca, essenziale per la nostra esistenza.

Tratto dal programma dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso in data 23 settembre 2024.

Scritto/edito dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman

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Cosa significa essere spiritualmente morti?

Essere spiritualmente morti significa non avere spirito. Lo spirito si riferisce alla qualità del dare agli altri, non alla qualità del ricevere dagli altri.

La nostra vita terrena si basa sul desiderio di ricevere da tutto ciò che ci circonda, in ogni forma, sui livelli minerale, vegetale, animale e umano.

La vita spirituale, invece, è quando non prendiamo dall’esterno, ma diamo dall’interno, quando cerchiamo di condividere, aiutare e irradiare verso l’esterno.

Se scambiamo una vita con l’altra, scopriremo cosa significa essere spiritualmente vivi.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Di cosa hanno più bisogno le persone?

Le persone hanno bisogno di felicità. In fondo, tutti cerchiamo di sentirci felici. Ma la vera felicità non si trova nei piaceri fugaci. Arriva quando capiamo perché esistiamo, per quale scopo e come le nostre vite e il mondo che ci circonda si evolvono costantemente. Quando vediamo il nostro ruolo in questo processo, quando ci rendiamo conto di come possiamo migliorare noi stessi e contribuire al mondo, sperimentiamo un senso di felicità profonda e duratura.

La felicità, inoltre, non è una ricerca solitaria. Nasce dallo scambio di influenze positive tra le persone, cioè quando noi facciamo del bene agli altri e quando gli altri fanno del bene a noi. Questo flusso reciproco di dare e ricevere, diretto in modo reciprocamente vantaggioso, crea un meraviglioso senso di appagamento.

La natura fornisce un esempio chiave di come funziona la felicità: un neonato tra le braccia della madre. Il bambino prova un perfetto senso di sicurezza, calore e amore. Per sentirci veramente felici, dovremmo provare una sensazione simile a quella che prova il neonato tra le braccia della madre per quanto riguarda la società umana, l’umanità e la vita stessa. Non dovremmo sentirci oppressi da preoccupazioni e paure, quanto piuttosto sostenuti da una società che ci nutre ed eleva.

In questo stato, la vita e la morte diventano irrilevanti, perché tutto ciò che conta è l’esperienza della felicità reciproca. Io porto gioia a mia “madre” , la società che si prende cura di me, e, in cambio, mia “madre” si rallegra di me. La felicità dipende quindi dallo sviluppo di una vita di dazione reciproca, in cui ognuno di noi sostiene, incoraggia, cura ed eleva l’altro e, così facendo, si eleva al di sopra di ogni limite.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” trasmessa da KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in data 1 gennaio 2020.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Una connessione globale: connettersi a Lishma al congresso mondiale di Kabbalah 2025

Al termine del nostro Congresso Mondiale di Kabbalah 2025 sul tema “Connettersi a Lishma”, è stato incredibilmente stimolante vedere centinaia di persone da tutto il mondo viaggiare fino in Israele per unirsi a migliaia di altre persone presenti al congresso, oltre a migliaia di altri incontri  di gruppo e connessioni virtuali in tutto il mondo, mentre ci immergevamo profondamente in ciò che significa raggiungere Lishma, il centro interiore di tutta la realtà. In questo profondo processo spirituale, abbiamo imparato come solo il Creatore possa aiutarci a raggiungere un tale obiettivo.

Attraverso la connessione con il Creatore, utilizzando le leggi e i mezzi che Egli ha creato e preparato per noi, possiamo raggiungere Lishma. Cos’è Lishma? Lishma significa raggiungere il grado del Creatore e rivelarLo in modo vero, ogni persona individualmente e tutti noi insieme.

In questo percorso, dobbiamo subire molti cambiamenti, dall’inclinazione al male all’inclinazione al bene, cioè, dal desiderio egoistico di trarre vantaggi solo  per il nostro tornaconto a un desiderio altruistico di portare beneficio gli altri, da Lo Lishma a Lishma. Per natura, agiamo in base a ciò che ci sembra vantaggioso. Ma se ci orientiamo verso una direzione spirituale, dobbiamo agire perché è buono agli occhi del Creatore. Pertanto, con il nostro obiettivo spirituale bene in vista, dovremmo cercare di assorbire i messaggi dei Kabbalisti in modo che entrino in noi, parlino dentro di noi, ci cambino, e, dopo tali sforzi, diventeremo davvero qualcosa di diverso da ciò che siamo ora: spirituali, capaci di sentire, vedere e percepire il Creatore con tutti i nostri sensi.

Questo era lo scopo del congresso ed è l’obiettivo della nostra connessione. Sono veramente grato a tutti gli amici che condividono questo stesso obiettivo spirituale e che hanno fatto uno sforzo per partecipare al congresso, sia fisicamente in Israele, sia in innumerevoli incontri speciali di gruppo in tutto il mondo. 

Con questo magnifico sostegno degli amici e del Creatore stesso, abbiamo davvero dimostrato di avere tutto ciò di cui abbiamo bisogno per connetterci a Lishma.

Basato sulla Lezione 3 della Convention Mondiale di Kabbalah “Connettersi a Lishma” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman il 21 febbraio 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali sono i benefici della solitudine? Rende le persone più forti?

La solitudine dipende da come la percepiamo e da cosa ne facciamo. Se siamo soli e usiamo questo tempo per evolverci, per riflettere e per capire la vita più a fondo, allora può essere molto benefica. In questa condizione, non siamo vincolati da obblighi esterni. Siamo liberi di strutturare la nostra vita come meglio crediamo e possiamo utilizzare il nostro tempo in modo efficace per la nostra crescita personale.

Tuttavia, non tutti sono portati per questo. Alcune persone cercano naturalmente la vita familiare, i legami e le relazioni strette. Trovano appagamento nell’essere circondati da altri, nelle responsabilità che derivano dalla famiglia e nell’educazione dei figli. Altri, al contrario, si sentono perfettamente a loro agio da soli e non sentono il bisogno di un costante impegno sociale.

Dobbiamo capire che la nostra natura egoistica, il desiderio di trarre vantaggio solo per se stessi, sta crescendo rapidamente e, con essa, la nostra capacità di tollerare e di entrare in contatto con gli altri sta diminuendo. Questo è il motivo per cui sempre più persone scelgono di vivere da sole e perché anche molte persone che hanno una relazione si sentono estranee l’una all’altra.

Ma piuttosto che giudicare questa tendenza come buona o cattiva, dovremmo riconoscerla come parte dell’evoluzione naturale dell’umanità. Se vogliamo migliorare le nostre relazioni, non solo nel matrimonio, ma in tutte le interazioni umane, l’attenzione non deve essere rivolta a costringere le persone in strutture tradizionali, ma a elevare un’atmosfera di connessione umana positiva in tutta la società. Ciò significa superare il nostro egoismo e imparare a relazionarci in un modo che non sia basato sul guadagno personale, ma sulla comprensione e sulla considerazione reciproca.

Il mondo di oggi è sempre più strutturato per un’interazione minima: tutto è disponibile online, dalla consegna di cibo al lavoro a distanza. Questo è un altro segno di come la natura umana stia cambiando. Ma la vera domanda è: qual è lo scopo della connessione tra le persone?

Nella saggezza della Kabbalah, impariamo che il legame tra le persone è un mezzo per elevarsi al di sopra dell’egoismo e rivelare una realtà superiore. Ciò che conta è se stiamo usando le nostre relazioni, qualunque forma esse assumano, per raggiungere uno stato di esistenza superiore.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 21 giugno 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cos’è il sesto senso e come si sviluppa?

In questo momento percepiamo la realtà attraverso il nostro ego, che filtra tutto in base ai nostri desideri e interessi personali. Questa percezione egocentrica modella la nostra visione del mondo, rendendola un’esperienza orientata verso l’ interno.

Per sviluppare un sesto senso, un modo completamente nuovo di percepire, dobbiamo coltivare un senso opposto, diretto verso l’esterno piuttosto che verso l’interno. Questo richiede lo sviluppo di connessioni positive con gli altri, lavorando insieme per costruire un contenitore comune di percezione che emerga dal nostro desiderio collettivo di elevarci al di sopra degli interessi egoistici e di unirci, in modo simile alla forma unificata, interconnessa e interdipendente della natura stessa.

Attraverso il nostro desiderio di unità, costruiamo un nuovo senso altruistico, il sesto senso, una percezione reciproca che appartiene a tutti noi. È attraverso questo senso comune che iniziamo a percepire la realtà al di là di noi stessi. La nuova immagine che vediamo attraverso questa consapevolezza espansa è ciò che chiamiamo “il mondo superiore”, una percezione della realtà non limitata dall’ego, ma illuminata dalla forza unificante positiva che risiede nella natura.

Questo cambiamento si ottiene attraverso le nostre mozioni di unirsi al di sopra dei nostri desideri egoistici per sentire la realtà completa, interconnessa e interdipendente in cui esistiamo. Non appena raggiungeremo questo nuovo senso, la nostra percezione si sposterà, permettendoci di sperimentare l’esistenza in un modo completamente nuovo, molto più ampio, completo ed eterno.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “The Meeting of Worlds” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda il 20 giugno 2014.

Scritto/editato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali sono gli effetti dell’interazione umana con l’ambiente sulla natura e sull’uomo stesso e quali potrebbero essere in futuro?

Le relazioni umane definiscono ogni livello della natura: inanimato, vegetale, animale e umano. Questo è più evidente nei paesi altamente sviluppati, poiché le loro azioni influenzano le relazioni in tutto il mondo, anche nelle nazioni meno sviluppate. Se prima stabilissimo armonia armonia nelle nostre relazioni reciproche, porteremmo naturalmente equilibrio a tutti gli altri sistemi della natura. Tuttavia, se non riuscissimo a armonizzare le nostre relazioni, la natura andrebbe fuori controllo. Questo squilibrio porterebbe a mutazioni e problemi imprevedibili, tra cui animali che diventano sempre più selvaggi e pericolosi.

Se le relazioni umane regredissero a livelli più bestiali e primitivi, la natura rispecchierebbe tale degrado. Gli animali diventerebbero così selvaggi che non potremmo nemmeno immaginare il loro comportamento. In casi estremi, si potrebbe assistere alla ricomparsa di creature come i dinosauri, se le nostre relazioni si degradassero al livello che esisteva in quei tempi antichi. Tali trasformazioni non richiederebbero particolari spostamenti geologici: la natura riflette semplicemente lo stato dell’umanità.

La ferocia dell’umanità potrebbe diventare così estrema che la natura stessa potrebbe iniziare a odiarci a causa del nostro odio reciproco. La saggezza della Kabbalah insegna che solo migliorando i legami e le relazioni umane possiamo riportare l’equilibrio nel mondo naturale. Le nostre azioni si ripercuotono all’esterno, plasmando tutti i livelli dell’esistenza.

Questa dinamica spiega che possiamo regredire in situazioni che si sono verificate nel passato attraverso il nostro degrado verso relazioni sempre più primitive tra di noi. Allo stesso modo, possiamo avere un impatto positivo sul futuro se ci sviluppiamo nella direzione di stabilire connessioni umane positive.

La natura non ci permetterà di continuare a progredire nel modo in cui lo facciamo oggi. Il nostro futuro positivo richiede che trasformiamo noi stessi e le nostre connessioni per allinearci al sistema integrale della natura. Raggiungendo l’armonia nelle nostre relazioni reciproche, possiamo compiere il progresso e l’ulteriore sviluppo di cui abbiamo bisogno come esseri umani.

Il nostro futuro felice dipende dalla nostra capacità di sviluppare connessioni positive al di sopra della marea crescente della nostra natura egoistica che resiste a tale connessione. Attraverso questo obiettivo, possiamo garantire che l’umanità si evolva in linea con l’interconnessione, l’interdipendenza e l’integrità della natura, portando così l’umanità a uno stato armonioso e pacifico, in equilibrio con la natura.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 7 settembre 2018.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Quali sono le migliori soluzioni per lo stress e l’esaurimento sul posto di lavoro?

Una soluzione allo stress e all’esaurimento sul posto di lavoro è la compassione. Cioè, se ti senti stressato, in difficoltà o esausto, aiuta qualcun altro. Mostra compassione, e ti sentirai meglio. L’atto di mostrare compassione non solo non incontra resistenza, ma guarisce te prima di tutto.

Ma come possiamo trattare gli altri con compassione se ci sentiamo stressati e esauriti? Per trattare gli altri con compassione, dobbiamo prima sviluppare la compassione verso noi stessi. Senza la compassione per noi stessi, non c’è motivazione per agire con gentilezza verso gli altri. Abbiamo bisogno di una base e di un motivo per sviluppare un atteggiamento positivo verso gli altri, che inizia con la comprensione del fatto che la compassione è essenziale per il nostro benessere.

La compassione diventa quindi una forma di autoconservazione. Quando siamo stressati, il nostro corpo attiva la risposta “combatti o fuggi”, che mette a dura prova i nostri sistemi. Quando invece mostriamo compassione, il nostro corpo si rilassa e opera in modo completamente diverso, con calma ed equilibrio.

Oltre alla compassione, l’empatia è importante per alleviare lo stress e l’esaurimento. L’empatia, in questo caso, significa entrare in contatto con gli altri e comprendere la loro situazione.

Ma ancora una volta, come possiamo sviluppare un atteggiamento empatico nei confronti degli altri quando siamo in lotta all’interno dei nostri confini? Il problema è che non abbiamo mai imparato a dare in modo soddisfacente quando stavamo crescendo. Non abbiamo quindi mai imparato a sviluppare la compassione e l’empatia, qualità che implicano l’estensione da noi stessi verso gli altri. Abbiamo imparato a lavorare in modo tecnico per ottenere un lavoro, per guadagnare denaro e per completare con competenza i compiti e prendere ciò di cui abbiamo bisogno. Così facendo, abbiamo sviluppato una disconnessione tra il lavoro che svolgiamo e il nostro desiderio interiore di realizzazione, trasformando il lavoro in una fonte di esaurimento piuttosto che di soddisfazione.

Per contrastare questo fenomeno, dobbiamo imparare un nuovo approccio: lavorare con la mentalità che dare può essere appagante. Se sentiamo di dare attraverso il nostro lavoro e allo stesso tempo di riempire noi stessi, sperimenteremo gioia e soddisfazione durante la giornata. Tuttavia, sviluppare questa mentalità richiede un cambiamento della nostra natura. Indipendentemente dal lavoro o dal ruolo, dobbiamo imparare a trovare appagamento nel dare.

Dare, nella sua forma più pura, significa lavorare per il bene degli altri con la stessa dedizione con cui lavoriamo per noi stessi e per i nostri cari. Ad esempio, quando lavoriamo per i nostri figli, non ci sentiamo esauriti perché il nostro dare è guidato dall’amore. La grande sfida che dobbiamo affrontare nella nostra vita è quella di estendere agli estranei questo sentimento di dedizione amorevole. Per farlo è necessaria un’educazione che arricchisca la connessione, cioè un apprendimento che ci aiuti a capire che viviamo in un sistema interconnesso e interdipendente, una rete integrale, in cui soddisfacendo gli altri, ci sentiamo soddisfatti a nostra volta.

Quando sveliamo la nostra interconnessione e interdipendenza in modo positivo, iniziamo a sentire un nuovo desiderio di dare, amare e connetterci positivamente con gli altri. Allora la distinzione tra dare e ricevere scompare e si dissolve anche la differenza tra estranei e persone care. Ci rendiamo conto che siamo tutti parte di un insieme unificato e che nel dare sperimentiamo la massima soddisfazione.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmessa il giorno 1 gennaio 2019.

Scritto/edito da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman

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Perché c’è tanta paura nel mondo tra gli esseri umani?

In effetti, oggi il mondo è attanagliato da un’epidemia di paura. Le persone stanno perdendo la fiducia reciproca e sempre meno si impegnano per raggiungere obiettivi comuni. A differenza del passato, quando l’avidità e l’ambizione ci spingevano a raggiungere gli obiettivi, oggi la paura è diventata una delle caratteristiche predominanti. Molti hanno l’impressione che ci stiamo dirigendo verso un vicolo cieco, ma io vedo questo sviluppo sotto una luce positiva. Non è affatto un vicolo cieco. Quando ci si avvicina a quello che sembra un vicolo cieco, improvvisamente si scopre che al suo interno c’è una porta che conduce al mondo successivo.

In passato, le persone potevano trovare conforto nella fede. Credevano in vari dei o poteri superiori e questa fede dava loro un senso di sicurezza e un modo per affrontare le proprie paure e ansie. Oggi, però, questo tipo di fede sta scomparendo. Sempre più persone hanno perso il legame con qualcosa di più elevato e quindi si ritrovano ad affrontare da sole le proprie paure e incertezze. Non riescono a collegare la loro sofferenza o le loro emozioni inquietanti al governo di una forza superiore, e questo li fa sentire sopraffatti. La paura consuma così un numero sempre maggiore di persone, paralizzando i loro pensieri e le loro azioni. È come se volessero chiudere gli occhi, rifugiarsi sotto una coperta come un bambino spaventato e fingere che il mondo esterno non esista.

La via d’uscita da questo stato è l’educazione, non il tipo di soluzioni meccaniche o di distrazioni artificiali che offrono i tecnici di oggi, ma un’educazione che arricchisca la connessione e che ci riveli il sistema della natura e il suo scopo: come funziona, perché esiste, dove siamo in squilibrio con esso e come possiamo raggiungere l’equilibrio con esso, portandoci così a un’esistenza armoniosa e pacifica. Questa educazione dovrebbe rivelarci che la paura e le crisi che affrontiamo non sono punizioni, ma opportunità. Sono destinate a risvegliare domande più profonde sul significato della vita e a guidarci verso la scoperta della realtà superiore che governa tutto.

Imparando a connetterci con gli altri, superando le paure personali e coltivando il sostegno reciproco, l’incoraggiamento e l’amore in tutta la società, possiamo trasformare quello che sembra un vicolo cieco in un nuovo inizio. La paura non è l’ultima parola, ma è una porta verso la crescita e un livello superiore di esistenza. Attraverso questo processo, possiamo scoprire la nostra vera libertà e un senso di sicurezza duraturo.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché non ti fidi di qualcuno?

La fiducia è presente quando mettiamo in atto il sistema di connessione tra di noi, che esiste e si rivela a noi. Nella misura in cui scopriamo questo sistema, siamo in connessione reciproca con gli altri. Questo è uno stato in cui possiamo fidarci di qualcuno.

Se non proviamo fiducia nei confronti di qualcuno, è una sensazione che deriva dal non aver raggiunto le condizioni per cui la fiducia può esistere. Pertanto, sarebbe saggio fare in modo che tutti sentano un legame reciproco, un’unica dipendenza come un’unica rete, e quindi, inevitabilmente, ci tratteremo l’un l’altro in modi positivi, premurosi, solidali e incoraggianti che costituiranno la base per far sbocciare la fiducia.

Dobbiamo acquisire sempre più consapevolezza della nostra interdipendenza e interconnessione. Quanto più sentiamo di dipendere l’uno dall’altro, tanto più sentiremo che tutto ciò che facciamo  agli altri si riversa su di noi. È un concetto che sarebbe saggio imparare e insegnare di più, cercando una miriade di spiegazioni ed esempi per aprire gli occhi alle persone sull’immensa portata della nostra interconnessione e interdipendenza.

Basato sulla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il kabbalista Dr. Michael Laitman trasmessa il 28 maggio 2023.

Scritto/redatto dagli studenti del kabbalista Dr. Michael Laitman.

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