Quali sono le migliori soluzioni per lo stress e l’esaurimento sul posto di lavoro?

Una soluzione allo stress e all’esaurimento sul posto di lavoro è la compassione. Cioè, se ti senti stressato, in difficoltà o esausto, aiuta qualcun altro. Mostra compassione, e ti sentirai meglio. L’atto di mostrare compassione non solo non incontra resistenza, ma guarisce te prima di tutto.

Ma come possiamo trattare gli altri con compassione se ci sentiamo stressati e esauriti? Per trattare gli altri con compassione, dobbiamo prima sviluppare la compassione verso noi stessi. Senza la compassione per noi stessi, non c’è motivazione per agire con gentilezza verso gli altri. Abbiamo bisogno di una base e di un motivo per sviluppare un atteggiamento positivo verso gli altri, che inizia con la comprensione del fatto che la compassione è essenziale per il nostro benessere.

La compassione diventa quindi una forma di autoconservazione. Quando siamo stressati, il nostro corpo attiva la risposta “combatti o fuggi”, che mette a dura prova i nostri sistemi. Quando invece mostriamo compassione, il nostro corpo si rilassa e opera in modo completamente diverso, con calma ed equilibrio.

Oltre alla compassione, l’empatia è importante per alleviare lo stress e l’esaurimento. L’empatia, in questo caso, significa entrare in contatto con gli altri e comprendere la loro situazione.

Ma ancora una volta, come possiamo sviluppare un atteggiamento empatico nei confronti degli altri quando siamo in lotta all’interno dei nostri confini? Il problema è che non abbiamo mai imparato a dare in modo soddisfacente quando stavamo crescendo. Non abbiamo quindi mai imparato a sviluppare la compassione e l’empatia, qualità che implicano l’estensione da noi stessi verso gli altri. Abbiamo imparato a lavorare in modo tecnico per ottenere un lavoro, per guadagnare denaro e per completare con competenza i compiti e prendere ciò di cui abbiamo bisogno. Così facendo, abbiamo sviluppato una disconnessione tra il lavoro che svolgiamo e il nostro desiderio interiore di realizzazione, trasformando il lavoro in una fonte di esaurimento piuttosto che di soddisfazione.

Per contrastare questo fenomeno, dobbiamo imparare un nuovo approccio: lavorare con la mentalità che dare può essere appagante. Se sentiamo di dare attraverso il nostro lavoro e allo stesso tempo di riempire noi stessi, sperimenteremo gioia e soddisfazione durante la giornata. Tuttavia, sviluppare questa mentalità richiede un cambiamento della nostra natura. Indipendentemente dal lavoro o dal ruolo, dobbiamo imparare a trovare appagamento nel dare.

Dare, nella sua forma più pura, significa lavorare per il bene degli altri con la stessa dedizione con cui lavoriamo per noi stessi e per i nostri cari. Ad esempio, quando lavoriamo per i nostri figli, non ci sentiamo esauriti perché il nostro dare è guidato dall’amore. La grande sfida che dobbiamo affrontare nella nostra vita è quella di estendere agli estranei questo sentimento di dedizione amorevole. Per farlo è necessaria un’educazione che arricchisca la connessione, cioè un apprendimento che ci aiuti a capire che viviamo in un sistema interconnesso e interdipendente, una rete integrale, in cui soddisfacendo gli altri, ci sentiamo soddisfatti a nostra volta.

Quando sveliamo la nostra interconnessione e interdipendenza in modo positivo, iniziamo a sentire un nuovo desiderio di dare, amare e connetterci positivamente con gli altri. Allora la distinzione tra dare e ricevere scompare e si dissolve anche la differenza tra estranei e persone care. Ci rendiamo conto che siamo tutti parte di un insieme unificato e che nel dare sperimentiamo la massima soddisfazione.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmessa il giorno 1 gennaio 2019.

Scritto/edito da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman

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