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È sbagliato desiderare che tutti nel mondo siano felici?

Al contrario, questo pensiero semplice e sincero ha il potere di cambiare lo spazio tra le persone.

Perché? Perché quando ci poniamo in una prospettiva positiva nei confronti degli altri, senza aspettarci nulla in cambio, creiamo un nuovo tipo di legame, basato sulla dazione piuttosto che sulla ricezione. Questo cambiamento di pensiero influenza la realtà.

Potrebbe sembrare insignificante, ma è straordinario. E la cosa più incredibile è che assumendo questo atteggiamento, cioè desiderando costantemente il bene degli altri, noi stessi cambiamo. All’inizio potrebbe sembrare meccanico, come se stessimo solo seguendo le procedure, eppure, se perseveriamo, funziona.

Perché? Perché questo moto interiore trasforma gradualmente l’egoismo in altruismo. Da freddi, distaccati e indifferenti, diventiamo gradualmente gentili, calorosi e generosi. Il segreto è non abbandonare questa intenzione. Se immaginiamo costantemente come possiamo cambiare, come possiamo essere diversi in ogni circostanza in una prospettiva di desiderio di bontà e felicità per gli altri, questa visione ci rimodella dall’interno. È proprio per questo che funziona. I nostri desideri determinano la nostra realtà. Se vogliamo veramente cambiare, se alimentiamo questo desiderio e agiamo di conseguenza, la trasformazione è inevitabile.

Basato sul programma dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso il 9 dicembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dovremmo imparare a sentire il dolore degli altri?

Dovremmo imparare a percepire il dolore degli altri, perché in questo modo coltiviamo intorno a noi un campo positivo di connessione reciproca, essenziale per la nostra esistenza.

Tratto dal programma dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso in data 23 settembre 2024.

Scritto/edito dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman

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A cosa dobbiamo pensare nel tempo libero?

Dovremmo pensare al senso della vita. È con questo che dobbiamo riempire il nostro tempo. La ricerca del senso della vita non è qualcosa in cui ci si imbatte per caso, ma richiede un impegno attivo. Senza di esso, alla fine iniziamo a sentirci soffocare. Più ci sviluppiamo, più diventa chiaro che la vita ha un inizio, una parte centrale e una fine. Ma ora che l’aspettativa di vita è raddoppiata, la domanda diventa ancora più pressante: a chi servono tutti questi anni in più senza significato?

La risposta è che dobbiamo scoprire il senso della vita, lo scopo che ci viene dato dalla natura stessa. Il senso della vita esiste al di là della nostra natura egoistica, del desiderio di godere solo per il proprio tornaconto, che è alla base della nostra attuale percezione e comprensione. Per coglierlo, dobbiamo crescere spiritualmente. Dobbiamo aprire gli occhi su una realtà diversa, su un sistema più profondo e più elevato in cui esistiamo, che non è controllato dall’ego umano.

Quando spostiamo le fondamenta del nostro modo di percepire l’universo, tutto cambia. Vedremo dove siamo veramente e il vasto mondo che ci aspetta. È come se avessimo un pulsante che, una volta premuto, trasforma la nostra intera percezione della realtà.

Dove si trova questo pulsante? È nel cuore. Per cambiare il mondo, dobbiamo prima cambiare noi stessi.

Il desiderio di cercare il significato della vita non può essere comprato o acquisito. Ma se abbiamo questo bisogno interiore che ci spinge a cercare al di là di tutti gli appagamenti materialistici del nostro mondo, la strada è aperta. Altrimenti, resteremo dove siamo. Tuttavia, osservando lo stato dell’umanità oggi, vediamo che sempre più persone cercano risposte. Cercano nuove dimensioni, altri mondi, qualcosa che vada oltre i limiti di ciò che conoscono attualmente.

È proprio qui che la saggezza della Kabbalah diventa rilevante. Ci dice: “Ecco i tuoi strumenti, ecco la tua tela bianca. Vai avanti e dipingi!”. Ci fornisce un metodo per esplorare e scoprire il significato della nostra esistenza. Ed è proprio questo che dovremmo fare nel nostro tempo libero.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso in data 9 dicembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa pensi sia più difficile da affrontare: i problemi di salute fisica o quelli di salute mentale?

Il nostro corpo è naturalmente predisposto a sopportare la sofferenza fisica. Può sopportare il dolore, la tortura, persino condizioni estreme come l’isolamento, e comunque riprendersi. Ma la sofferenza mentale, lo stress, la disperazione, la mancanza di uno scopo, possono spezzare completamente una persona. Il motivo è che il nostro corpo è costruito per affrontare le difficoltà fisiche, ma non è attrezzato per sopportare la sofferenza esistenziale.

Perché? Perché la sofferenza mentale tocca qualcosa che va oltre il corpo. Interrompe una funzione superiore dentro di noi, qualcosa che sta al di sopra della nostra vita fisica naturale. Possiamo vivere con un corpo perfettamente sano, ma se la mente o il senso interiore dello scopo crollano, la vita stessa può sembrare insopportabile. È per questo che nel corso della storia le persone hanno sopportato difficoltà fisiche inimmaginabili, guerre, prigioni, lavori forzati e sono sopravvissute. Ma nel momento in cui perdono il loro senso interiore, tutto crolla.

La chiave per resistere alle difficoltà mentali è avere un obiettivo, qualcosa di più alto della sofferenza stessa. Se una persona riesce a mantenere uno scopo al di là dei propri limiti, può sopportare qualsiasi cosa.

Quando si comprende questa forza superiore, cioè quando ci si connette al significato della vita al di là del livello fisico dell’esistenza, si dà al corpo il potere di continuare. Il problema del mondo di oggi è che le persone non vedono più una meta chiara davanti a sé. Sono scollegate dal significato e dallo scopo della vita. Ma anche obiettivi semplici, come prendersi cura degli animali, curare il giardino o svolgere le attività quotidiane, possono sostenere molte persone.

Guardate i centenari che vivono in villaggi remoti, in montagna, lontani dagli ospedali o dall’assistenza sanitaria moderna. Si svegliano ogni mattina con qualcosa da fare. Danno da mangiare alle loro pecore, lavorano la loro terra e si impegnano con la natura. Questo semplice legame con la vita stessa li fa andare avanti. Non si soffermano sulla sofferenza perché hanno qualcosa di più grande a cui aggrapparsi.

Alla fine, non è il corpo a determinare la durata della nostra vita, ma il nostro legame con lo scopo. Se ci svegliamo sapendo che c’è qualcosa che dobbiamo fare, resistiamo. Se perdiamo di vista questo scopo, allora nemmeno la salute perfetta può sostenerci.

Tratto dalla trasmissione dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda il 23 settembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché dobbiamo soffrire nella vita?

La sofferenza ci viene data affinché possiamo esaminare bene le nostre vite, verificare se siamo noi stessi la fonte del nostro dolore e capire come elevarci al di sopra di esso. La sofferenza in sé non è l’obiettivo, ma un mezzo per elevarci, per aiutarci a vederne la causa da una prospettiva più elevata e, infine, per liberarci da essa.

Quando lo facciamo, cominciamo a capire che c’è una filosofia dietro a tutta la sofferenza. Esiste perché la rifiutiamo, perché ci rifiutiamo di accettarla come qualcosa di destinato a noi. Ma nel momento in cui la accettiamo, acquisiamo la capacità di elevarci al di sopra di essa.

Non si tratta semplicemente di sopportare la sofferenza. Si tratta di capire che essa è al servizio di un obiettivo più grande. La natura organizza tutto nella nostra vita, compresa la sofferenza, per guidarci verso una maggiore consapevolezza del suo governo su di noi. La natura vuole che ci rendiamo conto che nulla accade senza una ragione e che ogni difficoltà è un invito a connetterci con le sue leggi d’amore, di dazione e di connessione, ad allinearci con il percorso che essa ha stabilito per noi.

Questa comprensione deve essere sia nel cuore che nella mente. Quando ci allineiamo a questo percorso, non opponiamo più resistenza, ma siamo d’accordo, lo accettiamo e lo seguiamo fino a un risultato armonioso e pacifico. E così facendo, scopriamo che la sofferenza in sé non è mai stata il problema, ma che il problema era la nostra opposizione ad essa. Quando ci eleviamo al di sopra della nostra resistenza alla sofferenza, vediamo che essa è da sempre stata concepita per elevarci.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso in data 23 settembre 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In base alla prima legge della termodinamica, l’energia non si distrugge mai. Questo potrebbe significare che la morte non esiste?

La morte non esiste, ma non ha nulla a che vedere con la prima legge della termodinamica. La vita stessa non è una questione di trasferimento di energia. Ciò che chiamiamo vita, la nostra esistenza, le nostre esperienze, i nostri pensieri e i nostri sentimenti, non deriva dall’energia fisica. Esiste all’interno della nostra percezione, che è interamente modellata dalla nostra programmazione interiore.

Il nostro mondo, tutto ciò che vediamo e sperimentiamo, non è altro che un’immagine costruita dentro di noi. Sembra reale, proprio come un sogno sembra reale mentre dormiamo. Ma quando ci svegliamo, ci rendiamo conto che il sogno non c’è mai stato davvero. Era solo nella nostra mente. Lo stesso vale per la nostra cosiddetta realtà. La nascita, la vita e la morte fanno parte di questo stato onirico in cui attualmente ci troviamo.

Che cos’è dunque una persona? Anche la persona è un’illusione. La nostra coscienza elabora le informazioni in modo da far apparire questo mondo solido e tangibile, ma si tratta semplicemente di una proiezione. Ci muoviamo nella vita come se fosse assoluta, ma è solo uno stato temporaneo, dal quale non ci siamo ancora risvegliati.

È per questo che le persone indagano sul mistero della morte. In realtà non stanno cercando ciò che accade dopo che il corpo ha smesso di funzionare. Nel profondo, cercano la vita vera, qualcosa che vada oltre questa esistenza transitoria. Ma non sanno ancora come trovarlo. Invece, continuano a cercare all’interno della stessa illusione, inseguendo nuove esperienze che alla fine non le portano da nessuna parte.

La vera vita inizia quando ci svegliamo, quando ci eleviamo al di sopra dei limiti della nostra percezione egoistica e ci colleghiamo a qualcosa di più elevato. Svegliarsi significa passare da una vita in cui si riceve per se stessi a una vita di dazione, in cui si dà e ci si connette al di là dell’io. Questo è il percorso che la Kabbalah ci rivela. È un metodo per scoprire il segreto della vita, per liberarsi dall’illusione e per vivere veramente.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Per la gloria del Creatore

Questo è un gruppo di persone che si sono riunite in un certo posto, sotto la guida di una persona, per stare insieme. Con coraggio sovrumano affrontano tutti coloro che si levano contro di loro. In effetti, sono uomini coraggiosi con uno spirito forte e sono determinati a non arretrare di un centimetro. Sono guerrieri di prima classe, che combattono la guerra contro l’inclinazione fino all’ultima goccia di sangue e il loro unico desiderio è vincere la battaglia per la gloria del Suo nome (Rabash, Lettera 8).

Domanda: Di chi scrive Rabash in questa lettera? Di persone che si riunivano per la prima volta? O di un gruppo che aveva lavorato insieme per molto tempo e i cui membri erano finalmente diventati audaci e determinati?

Risposta: Rabash scriveva solo per i suoi studenti. È così che pure noi dovremmo percepire ciò che scrive. Dobbiamo sforzarci di stare insieme come un solo uomo con un solo cuore. Inoltre, ogni persona dovrebbe guardarsi intorno e vedere se qualcuno ha bisogno del suo aiuto. Questa è la cosa più importante.

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Dalla 1a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19/02/25, Preparazione per l’apertura del cuore al Congresso

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Qual è il segreto dell’immortalità?

In primo luogo, l’immortalità non riguarda la conservazione del corpo fisico, perché il corpo fisico in realtà non esiste. Esiste solo nella nostra immaginazione, proprio come tutto ciò che percepiamo in questo mondo. È per questo che il mondo è chiamato “Olam” in ebraico, dalla parola “Ne’elam” (nascosto) e “Alama” (occultamento). La nostra esistenza attuale è solo uno stato d’ombra, una realtà nascosta in cui non ci siamo ancora risvegliati alla vera vita.

Come possiamo quindi superare queste illusioni, scoprire la vita reale e raggiungere l’immortalità? Attraverso la trasformazione, non del corpo, ma della percezione. L’immortalità non consiste nell’aggrapparsi alla forma temporanea del nostro corpo fisico, ma nello spostare il nostro senso di sé dall’interno. È la resurrezione di una nuova consapevolezza.

Iniziamo questo processo quando non vediamo più la vita solo in noi stessi, ma negli altri, quando iniziamo a sentire noi stessi attraverso gli altri. Più ci stacchiamo dalla preoccupazione per noi stessi e ci risvegliamo a una realtà che va oltre il nostro ego, più ci eleviamo al di sopra dell’illusione della vita e della morte. Questo è il segreto dell’immortalità: elevarsi al di sopra dell’io, fondersi con la qualità eterna della dazione e risvegliarsi a una vita senza fine.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il lavoro dei saggi

Domanda: Qual è il ruolo di un saggio in relazione alle creature del nostro mondo?

Risposta: Per saggio intendiamo una persona che raggiunge il livello del Creatore nella sua realizzazione.

Il saggio è tenuto a insegnare alle creature, ad aiutarle a elevarsi e a unirsi tra loro. Questa è la sua missione.

Domanda: Quindi possiamo usare il lavoro che il saggio ha fatto prima di noi?

Risposta: Certo, è questo che studiamo. Tutte le nostre lezioni sono dedicate esclusivamente a questo.

Domanda: Come faccio a verificare se credo o meno nei saggi? E se mi fido di me stesso?

Risposta: Se leggi le fonti primarie e sei completamente d’accordo con ciò che vi è scritto, significa che credi non a te stesso, ma a colui che le ha scritte.

[341201]

Dal Congresso internazionale di Kabbalah  “Unite In Lishma” – 20/2/25, Lezione 2

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Perché esiste la morte?

Non esiste la morte. Quello che percepiamo come morte è semplicemente una transizione tra stati, nient’altro.

Per comprendere questo concetto dobbiamo accedere alla realtà spirituale al di sopra della nostra esistenza corporea in questo mondo. Quando lo facciamo, vediamo anche che non c’è tempo. Allo stesso modo, se non c’è tempo, come può esistere la morte?

La realtà spirituale opera secondo schemi diversi da quelli che vediamo nel nostro mondo. Non esiste un ciclo di vita, morte e vita nella realtà spirituale come la intendiamo noi fisicamente. La vita biologica, il corpo fisico proteico che conosciamo nel nostro mondo, non ha alcun legame con la spiritualità. Può vivere e morire, ma questo non ha nulla a che fare con il processo spirituale. Non abbiamo alcuna percezione della materia spirituale, né essa è legata in alcun modo a quella fisica.

Inoltre, la vita o la morte del corpo non indicano nulla del mondo spirituale. Il mondo spirituale segue leggi completamente diverse, indipendenti da quelle che sperimentiamo qui.

L’accesso alla realtà spirituale mentre siamo vivi qui nel nostro mondo implica l’acquisizione di un nuovo senso che non esiste in noi dalla nascita. Questo è ciò che impariamo nel metodo della Kabbalah: come ottenere e sviluppare questo nuovo senso.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda il 22 settembre 2019. Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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