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Cosa significa essere spiritualmente morti?

Essere spiritualmente morti significa non avere spirito. Lo spirito si riferisce alla qualità del dare agli altri, non alla qualità del ricevere dagli altri.

La nostra vita terrena si basa sul desiderio di ricevere da tutto ciò che ci circonda, in ogni forma, sui livelli minerale, vegetale, animale e umano.

La vita spirituale, invece, è quando non prendiamo dall’esterno, ma diamo dall’interno, quando cerchiamo di condividere, aiutare e irradiare verso l’esterno.

Se scambiamo una vita con l’altra, scopriremo cosa significa essere spiritualmente vivi.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Tutto il mondo lavora per il Creatore

Ogni persona nel nostro mondo esegue il programma del Creatore. Non c’è nessuno che ne sia libero. Tutti lavoriamo per Lui.
L’unica differenza sta nel fatto che ciò avvenga in modo consapevole oppure no. Se desideri seguire questo programma, giustificarlo, comprenderlo e cercare di realizzarlo, oppure se ne sei disconnesso ed esisti in modo automatico, lo stai comunque eseguendo, anche senza rendertene conto.

Ma la differenza tra questi stati è che, quando capisci il programma, riveli il suo Creatore, diventi simile a Lui nella grandezza, nella comprensione, nella percezione, nel Suo stesso stato!
Inizi a fluire nello stesso flusso di immensa conoscenza, sentimenti e decisioni. Sei vivo! Invece di esistere semplicemente come un piccolo gattino, esisti come Dio!
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Da KabTV, “Ho ricevuto una chiamata. Non c’è nulla di assoluto” – 26/06/10

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Di cosa hanno più bisogno le persone?

Le persone hanno bisogno di felicità. In fondo, tutti cerchiamo di sentirci felici. Ma la vera felicità non si trova nei piaceri fugaci. Arriva quando capiamo perché esistiamo, per quale scopo e come le nostre vite e il mondo che ci circonda si evolvono costantemente. Quando vediamo il nostro ruolo in questo processo, quando ci rendiamo conto di come possiamo migliorare noi stessi e contribuire al mondo, sperimentiamo un senso di felicità profonda e duratura.

La felicità, inoltre, non è una ricerca solitaria. Nasce dallo scambio di influenze positive tra le persone, cioè quando noi facciamo del bene agli altri e quando gli altri fanno del bene a noi. Questo flusso reciproco di dare e ricevere, diretto in modo reciprocamente vantaggioso, crea un meraviglioso senso di appagamento.

La natura fornisce un esempio chiave di come funziona la felicità: un neonato tra le braccia della madre. Il bambino prova un perfetto senso di sicurezza, calore e amore. Per sentirci veramente felici, dovremmo provare una sensazione simile a quella che prova il neonato tra le braccia della madre per quanto riguarda la società umana, l’umanità e la vita stessa. Non dovremmo sentirci oppressi da preoccupazioni e paure, quanto piuttosto sostenuti da una società che ci nutre ed eleva.

In questo stato, la vita e la morte diventano irrilevanti, perché tutto ciò che conta è l’esperienza della felicità reciproca. Io porto gioia a mia “madre” , la società che si prende cura di me, e, in cambio, mia “madre” si rallegra di me. La felicità dipende quindi dallo sviluppo di una vita di dazione reciproca, in cui ognuno di noi sostiene, incoraggia, cura ed eleva l’altro e, così facendo, si eleva al di sopra di ogni limite.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” trasmessa da KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in data 1 gennaio 2020.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è un esempio di miracolo?

Un esempio di miracolo si verifica quando persone naturalmente distanti tra loro, che si rifiutano, si oppongono e persino si odiano, si elevano al di sopra delle loro differenze. Nonostante i loro sentimenti e il modo in cui potrebbero trattarsi, scelgono di connettersi. Come è scritto, “l’amore copre tutti i crimini”. Non è un processo facile. È una lotta contro la nostra natura egoistica, il desiderio di trarre vantaggio solo per il proprio tornaconto. Ma quando facciamo questo sforzo, attiriamo la forza positiva della connessione che risiede nella natura per aiutarci in questa ascesa.

Nelle stesse tenebre che un tempo riempivano la nostra vita e le nostre relazioni, iniziamo a percepire una nuova luminosità. Questo è il miracolo: la stessa realtà, che un tempo sembrava tetra e senza speranza, inizia a brillare di luce.

Dov’è il nostro miracolo personale in questo quadro? È proprio in questa trasformazione, nel momento in cui sentiamo che la nostra vita comincia a illuminarsi, quando il peso della negatività viene tolto.

Il miracolo avviene anche quando trattiamo gli altri con gentilezza, al di sopra della nostra natura egoistica. Quando agiamo in modo da assomigliare alla forza positiva di connessione che risiede in natura, cioè quando miriamo ad amare, a prenderci cura e a connetterci al meglio con gli altri, attiriamo su di noi la forza positiva di connessione della natura. Più ci allineiamo con essa, più sperimentiamo la sua influenza armoniosa.

E se il miracolo che cerchiamo fosse quello di migliorare la nostra vita, ad esempio sul lavoro o in famiglia? Vedremo come tutto comincia a funzionare, non perché lo controlliamo direttamente, ma perché cambiando il nostro stato interiore, muovendoci in direzione di una connessione positiva con gli altri, invitiamo la forza positiva di connessione della natura nella nostra vita.

Cosa dobbiamo fare, dunque, per sperimentare i miracoli nella nostra vita personale? Non possiamo ottenere miracoli in modo isolato, ad esempio all’interno di una singola famiglia, aspettandoci risultati immediati. Ma se decidiamo collettivamente di averne abbastanza delle divisioni sociali e dell’odio e ci proponiamo di trattarci bene, percepiremo immediatamente un cambiamento. Il mondo stesso inizierà a cambiare.

È la natura stessa a realizzare questi miracoli. In questo momento, la percepiamo come oscurità perché siamo opposti ad essa. Nella natura, prima e al di là di tutte le forze fisiche che percepiamo, c’è una forza d’amore, di dazione e di connessione. Questa forza ci porta un senso comune di felicità e di abbondanza quando siamo in equilibrio con essa. Questa qualità manca alla nostra natura umana egoistica. Ma se ci eleviamo al di sopra del nostro istintivo rifiuto dell’altro e ci muoviamo per connetterci, per agire con senso di responsabilità, bontà e considerazione, allora sentiremo gradualmente la forza positiva della natura entrare nelle nostre vite. Ci porterà felicità, fiducia e abbondanza. Ecco cos’è un miracolo: la nostra trasformazione per raggiungere il giusto “click” tra di noi e la rivelazione della forza positiva della connessione che risiede nella natura, riempiendo lo spazio tra di noi.

Basato sul video “What Is a Miracle? Kabbalist Responds” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Trovare il contatto con il gruppo

Una persona è come un seme: finché non sente il contatto con la terra, rimane senza vita. Baal HaSulam fa questo esempio nei suoi scritti. Non appena si pianta un seme nel terreno e questo trova il contatto con esso, ossia con l’ambiente, con il gruppo, tutto ha inizio. Inizia a crescere.

Si risvegliano forze interiori che il seme stesso prima non conosceva. Non aveva mai pensato di poter crescere e diventare un genitore. Dopo tutto, è solo una conseguenza di uno stadio precedente: qualcuno lo ha creato, qualcuno lo ha fatto nascere, qualcuno lo ha coltivato.

Diciamo che un chicco di grano cade da uno stelo di grano nel terreno e inizia a germogliare: significa che inizia un percorso completamente nuovo, un nuovo ciclo di vita. Quando inizia questo ciclo? Quando avviene il contatto con l’ambiente circostante, quello adatto al tuo sviluppo, alla Reshimo che è in te.

Il contatto con l’ambiente attiva la tua Reshimo, che a sua volta scatena su di te influenze secondarie: aria, calore, luce solare e così via.

Ma per stabilire un contatto con l’ambiente, devi, ad esempio, entrare nel terreno per renderti conto di essere al suo interno. Non puoi introdurti in esso, qualcosa ti colloca lì, ma devi trovare il contatto con esso, ossia la connessione con il gruppo. E poi tutto andrà avanti.

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Da  KabTV’s “I Got A Call. Virtual Community, Part 2” 5/16/10

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Qual è la prova scientifica a favore o contro l’idea che Dio abbia scritto il Suo nome nel nostro DNA?

Il dottor Yeshayahu Rubinstein, uno scienziato israeliano, ha fatto una scoperta interessante sul DNA. Ha trovato che i legami di zolfo tra le coppie di basi del materiale genetico seguono uno schema ripetuto: 10, 5, 6, 5, che corrispondono al valore numerico delle lettere ebraiche Yod-Hey-Vav-Hey, il nome del Creatore. Da ciò, afferma che Dio ha inserito la Sua firma nel nostro DNA.

In effetti, la relazione tra tutti gli aspetti del nostro DNA si manifesta in una matrice che possiamo chiamare “Il Nome del Creatore”. Il dottor Rubinstein ha scoperto una struttura fondamentale incorporata nella natura, che si allinea con lo schema di Yod-Hey-Vav-Hey. Ma questa relazione va oltre il DNA: esiste in tutto. A volte possiamo percepirla, studiarla e documentarla, altre volte no, ma è sempre presente perché è una proprietà fondamentale della natura.

Il DNA è il registro delle informazioni umane che si trovano nelle nostre cellule. Tutto ciò che siamo è costruito da strutture proteiche, che nella Kabbalah corrispondono a quello che chiamiamo “le tre linee”. Esse formano una doppia elica, collegata da ponti, proprio come nei concetti kabbalistici  di equilibrio e interconnessione.

Questa comprensione esiste nella saggezza della Kabbalah da 5.000 a 6.000 anni, se non di più. Ma la domanda è: chi lo sapeva prima e in che modo?

Come possiamo, nel nostro sviluppo fisico, mentale, emotivo e spirituale, non rompere questa spirale ma al contrario rafforzarla? La chiave è la connessione con il Creatore, cioè con la forza dell’amore, della dazione e della connessione che ha creato tutto. Facendo così, ripristiniamo le connessioni rotte dentro di noi. Dobbiamo raggiungere un livello in cui possiamo ricevere dal Creatore quella forza originaria che corregge il nostro DNA, ripristinando l’equilibrio nella natura. Nella Kabbalah questo è chiamato il raggiungimento della “linea di mezzo”.

Capire che il codice del Creatore è scritto nella nostra stessa struttura è davvero utile. Tutto in noi è costituito da questi codici: le nostre cellule, gli organi e l’intero essere. L’impronta del Creatore è dentro di noi e costituisce la registrazione di come siamo stati creati da una forza superiore, un programma più alto.

Tuttavia, quando non riusciamo ad assomigliare al Creatore in un certo modo, il ponte all’interno del DNA si rompe. Questa disconnessione causa problemi, malattie e persino la morte.

Qual è la funzione del Creatore nel DNA umano? Il ruolo del Creatore è quello di garantire l’equilibrio. I due sistemi proteici paralleli del DNA, collegati da ponti, sono come i gradini di una scala. Anche se questa è una descrizione semplificata, il principio di fondo rimane che tutti gli elementi della natura devono entrare in un equilibrio armonioso, ricomponendosi in un’interazione assolutamente altruistica. Quando si raggiunge tale equilibrio, il segnale corretto viene trasmesso tra i due filamenti, garantendo il funzionamento ottimale e la vita.

Come possiamo allora somigliare al Creatore? La risposta è che dobbiamo voler somigliare al Creatore. Il nostro desiderio rimodella la nostra struttura interna. Quando scegliamo attivamente di migliorare noi stessi, cioè di sviluppare un atteggiamento di amore, dazione e connessione positiva con gli altri, simile a come il Creatore si relaziona con noi, il nostro DNA si adatta, la nostra spirale si avvolge in quella direzione, e interagiamo quindi armoniosamente con gli altri.

Come possiamo allora verificare le nostre azioni rispetto a questo sistema? Semplicemente essendo gentili. Cosa significa “essere gentili”? La gentilezza significa mettere gli altri sopra di noi e vivere la nostra vita per portare loro bontà. Quando operiamo di conseguenza, il nostro sistema raggiunge il funzionamento ottimale. L’intero sistema è progettato per operare in modalità di amore, dazione e connessione.

A prima vista sembra un sistema complesso. Ma il suo principio è in realtà abbastanza semplice. La complessità nasce dal fatto che cerchiamo di tradurre le qualità spirituali di amore, dazione e connessione in processi biologici e chimici all’interno della materia vivente. La trasformazione dalla spiritualità al regno materiale la rende intricata. Sono necessarie innumerevoli interazioni e impronte a vari livelli affinché si manifestino nel mondo fisico come interazioni proteiche corrette.

È semplicemente inimmaginabile. Ci sono troppi dettagli da prendere in considerazione. Quando ho riflettuto per la prima volta su questa domanda, mi sono reso conto che, al nostro livello deterministico, non possiamo comprendere, costruire o controllare completamente questi processi. Possiamo, però, regolarci interiormente. Concentrandoci sulla bontà, sull’amore, sulla connessione e sul sostegno reciproco, creiamo le condizioni giuste. Quando le nostre aspirazioni si allineano a questi principi, le interazioni corrette emergono naturalmente dentro di noi. È così che il nostro desiderio interiore si armonizza con i nostri sistemi biologici e spirituali.

Ma ciò non significa che dobbiamo solo desiderare che qualcosa cambi. Dobbiamo, tuttavia, lavorare attivamente su noi stessi, cioè sui nostri pensieri, desideri e interazioni con gli altri. Facendo così, guariamo e miglioriamo la nostra struttura interiore, compreso il nostro DNA.

Il DNA viene spesso definito il materiale di costruzione della vita, in quanto contiene il codice genetico dell’ereditarietà. La domanda che sorge spontanea è: se alla fine dovremo allinearci all’altruismo, perché la nostra natura è egoista? La risposta è che siamo stati creati intenzionalmente come esseri egocentrici, avidi e dannosi, in modo da poterci correggere attivamente.

Abbiamo la possibilità di correggerci, ma dobbiamo muoverci in questa direzione. Per farlo è necessario un insegnante, un gruppo di sostegno e il desiderio iniziale di effettuare questo cambiamento. Abbiamo poi il potere di correggere la nostra struttura fisica, compreso il nostro DNA.

Ad ogni modo, invece di cambiare il nostro DNA, lo correggiamo. Se funzioniamo correttamente a livello umano, interagendo in modo armonioso con chi ci circonda, allora i nostri sistemi interni, compreso il DNA, si regolano di conseguenza. L’equilibrio psicologico, mentale e spirituale influenza l’equilibrio fisico, portando tutto in armonia.

Agire correttamente per lo sviluppo del sistema significa trattare tutti con gentilezza. Al livello più alto, questo porta a raggiungere il Creatore. In questo stato, diventiamo uguali al Creatore nella nostra natura e nelle nostre azioni. Questa capacità non è visibile all’esterno, ma internamente la nostra intera struttura si corregge. Questo è lo stato che desidero per tutte le persone.

Sapendo che il codice dell’altruismo è incorporato dentro di noi, abbiamo il potere di sbloccarlo. Dobbiamo quindi trovare la chiave della nostra struttura interiore e sintonizzarci con essa. Questo è il viaggio che siamo tutti destinati a fare e alla fine ogni persona lo farà.

Basato sulla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il giorno 8 maggio 2024.

Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come Liberarsi della Depressione sul Lavoro

Domanda: La Svezia è nota per la sua attenzione all’equilibrio tra lavoro e vita privata, con ferie generose, congedo parentale e orari di lavoro flessibili, elementi che generalmente contribuiscono a tassi di    esaurimento da stress lavorativo inferiori rispetto ad altri Paesi. Nonostante ciò, alcuni studi indicano che esso è ancora un problema crescente in Svezia, e alcune ricerche suggeriscono che i lavoratori più giovani ne risentano maggiormente. Sembra che il problema sia che le persone non riescono a gestire correttamente il proprio tempo.

Domanda: Come si può riempire il tempo libero? Si crea un vuoto. Come può una persona riempirlo in modo da non soffrirne?

Risposta: Con il senso della vita. È di questo che bisogna riempirlo!

Eppure, non si trova da nessuna parte. La mancanza di significato finisce per soffocare una persona!  Si ritrova a guardare l’intera vita davanti a sé, osservandone l’inizio, il percorso e la fine, perché in fondo continuiamo a svilupparci . E ora, invece di 50 o 60 anni, la vita è diventata lunga il doppio. Chi ne ha bisogno?

Domanda: Qual è la soluzione?

Risposta: Rivelare il vero significato della vita che ci è stato dato dalla natura. Questo è al di là del nostro egoismo, al di là della nostra comprensione. Per farlo, bisogna crescere. Dobbiamo aprire gli occhi e vedere una natura completamente diversa, il sistema in cui esistiamo, non quello egoistico.

Cambia le basi con cui comprendi l’universo e vedrai dove ti trovi realmente e che tipo di mondo puoi scoprire per te stesso. Premi il pulsante e cambia l’intero mondo.

Domanda: Dov’è questo pulsante? Dove posso trovarlo?

Risposta: Nel cuore dell’uomo. Naturalmente! Bisogna comprendere che è necessario cambiare sé stessi e così cambiare il mondo.

Commento: In una delle tue trasmissioni, hai detto che il desiderio di cercare il senso più elevato della vita non si può comprare. Cioè, non si può trovare e appropriarsene.

Risposta: Sì, è impossibile. Se una persona ha bisogno di scoprire il mondo superiore, il senso della vita, allora esso esiste; se non ne ha bisogno, allora no. Ma a giudicare dallo stato attuale dell’umanità, vediamo che tutti ci stiamo dirigendo lì.

Oggi, molte persone sono coinvolte in questa ricerca, cercando e sperando di trovare almeno un altro universo. Un altro universo! Voglio uscire da questa realtà attuale, voglio vedere qualcos’altro. Se il mondo si disegna dentro di me, allora voglio disegnarlo in modo diverso.

Ed è a questo punto che emerge la saggezza della Kabbalah e dice: “Prego, ecco i tuoi pennelli, ecco una tela bianca per te: dipingi!” Questo è ciò a cui le persone devono dedicarsi.

Commento: È un quadro molto ottimista. Da un lato, qualche entità distrugge tutte le case di cartone di una persona, come se lo stesse trascinando in un nuovo passaggio. Ma la persona, in mezzo a questa distruzione, non vede questo passaggio. È come se ci fosse una sorta di barriera.

Risposta: Si tratta del nostro consenso interiore a rivelare l’assenza di significato della nostra comprensione e i limiti delle nostre percezioni. Passerà. La vita ci insegna. Io sono un grande ottimista.

Domanda: Puoi descrivere la nuova realtà? Hai detto: “Premi un pulsante nel tuo cuore e rivelerai la nuova realtà.” Come sarà?

Risposta: “Un pulsante nel cuore” significa che hai bisogno di spingerti e iniziare a percepire te stesso e il mondo intorno a te modo diverso. Allora vedrai che, davvero, esisti in un’altra realtà. È davvero un miracolo, ma avviene dentro di te quando cambi te stesso, inverti i tuoi valori e vedi un altro mondo, un mondo opposto.

Dobbiamo comprendere che tutta la nostra natura, il nostro universo e il nostro mondo esistono solo nella nostra immaginazione. E questa immaginazione è attualmente egoistica. Cambiandola in un’immaginazione altruistica, vedremo un mondo diverso. Questo sarà il mondo superiore, il mondo dell’altruismo, il mondo dell’amore.

Domanda: Sarà lo stesso mondo, ma lo vedremo in modo diverso?

Risposta: Anche il nostro mondo non lo vediamo davvero. Lo percepiamo dentro di noi, attraverso le nostre qualità. Se le nostre qualità cambiano, vedremo un nuovo mondo.

Tutto ciò che dobbiamo fare è cambiare noi stessi. L’intero mondo che mi circonda non esiste realmente. È solo nella nostra mente. Solo nella nostra mente! È nel cuore. Solo nel cuore di ognuno.

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Da KabTV’s “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 09/12/19

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Qual è la differenza tra curare la nostra anima e affrontare le malattie fisiche?

Una malattia dell’anima è molto più difficile da affrontare di una malattia fisica perché è la radice di tutte le malattie, ognuna di esse. Se raggiungessimo l’approccio corretto nei confronti del mondo, cioè un atteggiamento di amore assoluto, cura e dazione, che ci ponesse in equilibrio con le leggi della natura, potremmo essere immersi in acqua gelata per un’ora e rimanere completamente illesi.

Per raggiungere questo stato, tuttavia, non basta praticare tecniche orientali. Se un tempo questi metodi aiutavano le persone a connettersi con la natura e a trovare una certa unità tra il loro mondo interiore e l’ambiente, oggi non sono più adatti a chi vive nel mondo moderno, con il suo egoismo smisurato, il gigantesco desiderio di trarre benefici a spese degli altri. Questi approcci erano efficaci in un’epoca in cui l’umanità funzionava a un livello più primitivo, strettamente legato ai livelli inanimato, vegetativo e animato della natura. Ma ci siamo evoluti a un ritmo straordinario, allontanandoci dalla capacità di calmarci in uno stato di equilibrio a questi livelli.

Nel corso del tempo, ci siamo sempre più distaccati, elevandoci al di sopra della natura e costruendo sistemi di esistenza artificiali. Questa separazione è iniziata migliaia di anni fa, ma ha subito una forte accelerazione nel Medioevo e soprattutto negli ultimi trecento, quattrocento anni. Il risultato è stato una serie di problemi psicologici, fisici e sociali.

Da un lato, cerchiamo di compensare questo distacco con la scienza e la tecnologia, tentando di risolvere i problemi in modo meccanico. Ma dall’altro lato, non possiamo più vivere in armonia con la natura come fanno gli animali. Siamo usciti dai confini della natura e non siamo più parte integrante di essa. Cerchiamo invece di dominarla, sopprimerla e controllarla e questo approccio porta sempre più sofferenza.

Se da un lato, per necessità, dobbiamo continuare a curare le malattie fisiche che emergono continuamente, dall’altro dobbiamo imparare a entrare in uno stato di reciproca complementarietà con la natura: la guarigione dell’anima. Questa è la chiave definitiva per entrare in equilibrio con la natura e superare la malattia interiore che affligge l’umanità e che porta a tutte le malattie che percepiamo a livello fisico.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 14 febbraio 2020.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La correzione attraverso l’educazione

Nell’antichità, esistevano città speciali dove venivano mandati i criminali. Potevano rifugiarsi in queste città e vivere lì per circa sette anni. Dopo questi sette anni, erano liberi di spostarsi e nessuno aveva il diritto di avanzare rivendicazioni contro di loro.

Ovvero, da un lato una persona è colpevole di aver commesso un crimine. Dall’altro lato noi comprendiamo che questa è una colpa collettiva di tutti. Ciò che le è accaduto doveva arrivare dall’alto come parte del sistema globale e noi le abbiamo dato l’opportunità di correggersi. Eravamo responsabili per lei!

Una persona si corregge attraverso l’educazione. I criminali non se ne stavano semplicemente seduti in queste città rifugio senza far niente; si impegnavano nello studio e nell’apprendimento. Venivano specificamente addestrati per raggiungere la correzione attraverso varie discussioni, lezioni ed esercizi. Alla fine, la società se ne occupava perché era responsabile del fatto che tali individui emergessero al suo interno.

Domanda: Perché esattamente sette anni?

Risposta: Perché il settimo stadio segna il completamento del periodo di Zeir Anpin e Malchut. Zeir Anpin è costituito da VAK (sei Sefirot) e Malchut è la settima. Quando tutto ciò che proviene da Zeir Anpin fluisce in Malchut, il ciclo è completo.

Inoltre, ci sono trasformazioni che si verificano solo una volta ogni 50 anni (7×7=49) che portano a quello che viene chiamato l’Anno del Giubileo. Il sistema funziona da solo in questo modo. Molti elementi sono legati a questa struttura: come si sviluppa, come ci spinge in avanti e così via. Spingendoci in avanti per sette anni, si rinnova in modo efficace.
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Da “I Got A Call. Negative Properties” di KabTV 14/06/10

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