Come facciamo a progredire dentro un gruppo? Insieme sappiamo che il nostro obiettivo è quello di raggiungere l’amore e la dazione . E la forza della correzione ci raggiunge soltanto attraverso lo studio del sistema corretto. Questa è la saggezza della Kabbalah.
Per questo motivo ci riuniamo e studiare insieme, costruendo la massima intenzione di unità. Lungo il percorso si scopre il vero odio (Sinnah), Monte Sinai , tra noi, ma al tempo stesso si scopre la necessità di conseguire l’amore e la dazione. Dopo tutto, non c’è altra soluzione, questo è l’obiettivo. Ed è così che poco a poco vado avanti.
Una persona si sforza verso l’amore per gli amici, controllando i suoi sforzi e successi, e questo per lui non è diverso dall’ essere vicino al Creatore. Anche se il Creatore è nascosto, queste due correzioni – lavorare con il prossimo e lavorare con il Creatore – sono simili, in effetti, identiche.
Questo perché il “prossimo” è tutto ciò che esiste al di fuori del desiderio di una persona, sia esso il Creatore o un amico. Entrambi sono come uno solo dal momento che sono entrambi estranei per l’uomo. Così, se egli è in grado di affidarsi alla relazione con un amico, ha bisogno di sapere che così facendo si affida alla relazione con il Creatore.
Inoltre, nel gruppo egli riceve l’aiuto degli amici perché ci si aspetta del lavoro da lui e viene motivato a farlo. Questo è il motivo per cui egli può sicuramente riuscire in esso.
Ci uniamo con gli amici il più possibile al fine di correggere la qualità della nostra unione attraverso lo studio. Questo è il metodo. E quando lo facciamo con lo scopo di raggiungere la dazione e l’amore per il Creatore, noi siamo nel l’ordine secondo il principio di “Israele, la Torà, e il Creatore sono uno.” Quando ci uniamo con gli amici attraverso lo studio della Kabbalah, evochiamo la Luce che riforma, la forza interiore in noi, il Creatore. Poi si raggiunge l’unità con Lui attraverso l’unità tra di noi.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabalah 15.02.2011, Scritti di Rabash)
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Le necessità basilari dell’uomo sono la stabilità e la sicurezza, lui vuole un’economia stabile, delle buone condizioni di vita e la salute fisica. Questo è un desiderio normale ed istintivo di sentirsi sicuro, il quale è necessario per il corpo animale. Anche un animale lo possiede ed accumula il cibo per l’inverno.
Tuttavia, siccome il nostro desiderio egoista è ad un grado più elevato rispetto a quello di tutte le altre creature, desideriamo una protezione che ci serva come assicurazione sulla vita; inoltre, pensiamo di vivere per sempre. A parte questo, desideriamo fornire la massima sicurezza ai nostri figli.
Anche quando vediamo che in pratica non funziona, neanche così possiamo rifiutare l’idea. Viviamo in un mondo molto instabile ed insicuro e quindi è sufficientemente chiaro che è impossibile fornire un’assicurazione per il domani a noi ed ai nostri figli, anche se lavoriamo duro per fare molto denaro.
È un problema psicologico ben conosciuto. Direi che è un problema spirituale perché se ammettiamo che c’è una forza superiore che organizza tutta la nostra vita e controlla tutto quello che ci succede, non importa cosa facciamo, allora non potremo fornire nessuna sicurezza a noi stessi.
Basandoci sulla nostra esperienza di vita, pensiamo che quanto più ricca, sana e forte sia una persona, più sicura e felice possa essere in relazione al suo futuro, in confronto a tutti gli altri; però vediamo che anche questo non le da garanzie e può cambiare in un istante.
Pertanto, la saggezza della Kabbalah offre alla persona un’altra soluzione. Se ti connetti alla forza superiore, l’unica forza che governa la creazione, in ogni caso ed in ogni momento, questa sarà la garanzia più affidabile per la tua sicurezza.
Ci è stata data intenzionalmente questa sensazione di insicurezza, impotenza, paura ed ogni sorta di dubbio, affinché possiamo trovare in essa la risposta corretta. Cioè, ci sentiamo insicuri per accorgerci di cosa possa darci una sicurezza affidabile per ogni occasione della vita.
Puoi pensare che il Creatore sia molto distante, che esista in qualche altro mondo e che non ti senti connesso a Lui (anche quando puoi riuscire a conoscerlo); però qui, nel nostro mondo, il miglior tipo di sicurezza è di organizzarti un ambiente che ti appoggi e ti assista sempre, un ambiente che si prenda la responsabilità di aver cura di ognuno, tanto come avrebbe cura di tutti gli altri.
Se l’uomo vivesse in queste condizioni di assistenza reciproca, avrebbe anche la sicurezza in tutto.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.03.2011, Lezione sul denaro)
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Praticamente tutti i materiali della scienza della Kabbalah sono dedicati alle donne. Questo si deve al fatto che impariamo a correggere il nostro desiderio di ricevere, chiamato “donna”, con l’aiuto del Creatore, la forza “maschile”.
Ci sono due forze nella realtà: il Creatore e la creazione, la forza maschile che da e la forza femminile che riceve. Detto in altro modo, questi due desideri, quello di dare e quello di ricevere, si uniscono in noi, formando due metà: quella maschile e quella femminile.
Un uomo (Guever – גבר) rappresenta la capacità di superare (Hitgabrut – התגברות) uno schermo. Dividiamo il Kli in maschile, il lato della dazione (il superamento, gli schermi, le intenzioni) e la ricezione, la parte debole che è incapace di dare, che è descritta nel verso “la sua forza fu diminuita nella qualità femminile”.
Nelle nostre vite la proiezione della spiritualità crea anche una divisione tra la parte maschile e femminile. Nella spiritualità, queste due parti dei vasi si uniscono tra di loro e nella loro unità, il desiderio (Aviut) è la parte femminile, mentre lo schermo e la Luce Riflessa, sono la parte maschile. La loro unità da vita al Kli e come risultato nasce un nuovo Partzuf, la ricezione della Luce per il bene della dazione o in altre parole, la nascita dei figli e la comprensione (Avanot – הבנות). Ecco perché in seguito ai figli ci sono sempre le figlie (Banot – בנות).
Per la divisione dei ruoli nel mondo, vediamo chiaramente a cosa è destinato l’uomo ed a cosa è destinata la donna. La donna è la “casa”, il suo scopo è mantenerla, per dar vita ai figli ed avere cura della casa della famiglia. Lo scopo dell’uomo, invece, è uscire di casa con il fine di portare i guadagni. Questa è una copia esatta della spiritualità, dove il desiderio di ricevere è una qualità femminile, mentre lo schermo al di sopra di esso, è la qualità maschile. Quando loro agiscono di comune accordo, raggiungendo l’unità con la Luce Superiore, con il Creatore, come risultato emergono nuovi Partzufim che ricevono per il bene della dazione, ovvero i “figli”.
È scritto: “Sposo e sposa e la Shechinà che è tra di loro”. Questo parla del mondo spirituale, nel quale la Shechinà, cioè la Luce Superiore, si stabilisce proprio tra il desiderio di ricevere e la forza dello schermo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6 Marzo 2011, sulla donna)
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Noi ci eleviamo al mondo dell’Infinito dal nostro mondo. Questo cammino si divide in due stati: il primo si chiama “timore” ed il secondo “amore”.
Durante il primo stato, correggiamo il nostro desiderio egoista nei gradi zero, primo e secondo di Aviut e durante il secondo stato, lo correggiamo nel terzo e quarto grado di Aviut. La parte inferiore è Galgalta Ve Einaim (GE), la parte superiore è l’AHaP (AHP), ed insieme sono il vaso di un’anima.
Timore significa che c’è una preoccupazione principale alle spalle di migliaia di preoccupazioni: sarò capace di non ricevere? Come invitato, mi preoccupo di come amministrare il non voler ricevere il trattamento dell’anfitrione. Lui cerca di convincermi ma io mi nego una volta ed un’altra ancora. In altre parole, una volta e poi un’altra, acquisisco lo schermo per un crescente Aviut del desiderio, fino ad elevarmi al di sopra del mio Aviut completo (che è chiamato Monte Sinai) ed acquisisco la qualità del timore. Adesso, mi elevo al di sopra di tutti i desideri di ricevere e mi tutelo dalla ricezione del piacere egoista.
Quindi, comincio ad essere incluso reciprocamente agli altri: “Cosa vuole lui?”. Vedo quello che vuole, così come il grado della mia capacità di fare qualcosa per lui. Acquisisco i suoi desideri, i suoi Kelim e li fornisco ai miei Kelim. Adesso, agisco al contrario: cambio il mio Kli per ricevere a favore del mio prossimo.
Una madre si occupa dei suoi figli allo stesso modo, infatti fa tutto il possibile per riempirli. È così che si manifesta il suo amore. Pertanto, l’amore ha cura che io non prenda niente dagli altri, che non li derubi mai e non li danneggi . Questo si riferisce alla tappa precedente, al timore, la prima tappa della correzione dei Kelim.
Hillel il saggio, riguardo a questo, disse quanto segue ad un “estraneo”, cioè a un desiderio egoista: “Vuoi avvicinarti alla dazione? Avanti! Fai agli altri quello che vuoi facciano a te. Elevati al di sopra dei tuoi Kelim di ricezione ed allora non danneggerai nessuno”.
Poi arriva il turno dell’amore, al quale si riferì Rabbi Akiva come la regola generale della Torà: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Ciò significa che prendi i desideri degli altri e ti unisci ad essi per riempirli.
In questo modo, l’amore, nel suo vero senso spirituale, non può essere raggiunto senza una preparazione considerevole.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.03.2011, sull’amore)
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Non bisogna pensare alla correzione dei desideri egoistici separandoli o confrontandoli con quelli altruistici. Si dice alla fine della “Introduzione al Libro dello Zohar ” che “ le nazioni del mondo” ricevono attraverso di noi la correzione da “Israele”. In altre parole, l’AHP riceve la sua correzione da Galgalta ve Eynaim .
Pertanto, se aspiriamo a correggere la connessione tra di noi, il resto ne farà parte. Il mondo intero si unirà a noi. Noi non dobbiamo preoccuparci di questo.
Abbiamo solo bisogno di sostegno da parte delle “nazioni.” Abbiamo bisogno del contributo di coloro che fanno già parte del mondo di “Israele”, mentre tutti gli altri verranno corretti attraverso il nostro lavoro e quindi anche loro riceveranno il risveglio. Il potere della correzione fluirà da noi a loro simile alla luce che viene da Galgalta ve Eynaim e poi corregge e riempie l’AHP .
Si dice nella Torà , “Questa è la vostra saggezza e la vostra mente davanti agli occhi delle nazioni.” In altre parole, “Israele” deve effettuare le correzioni e, di conseguenza, i “popoli del mondo” attraverso noi diventeranno nello stesso modo corretti.
Quando leggiamo le fonti autentiche, è importante non confondere queste cose con tutto ciò che ci circonda. In un primo momento dobbiamo rivelare e studiare queste cose dentro di noi. Solo dopo sarà possibile trarre alcune conclusioni circa il mondo esterno ed immaginario.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 15.02.11, Scritti di Rabash)
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Domanda: Se l’immaginazione interferisce con l’approccio scientifico e porta alla religione e alla filosofia, allora come può esserci d’aiuto l’immaginazione nella ricerca scientifica?
Risposta: L’immaginazione che ci aiuta non è una forma astratta separata dalla materia, ma la forma della parte superiore che prende corpo su di noi. Ogni informazione genetica, la Reshimò, è composta da due parti: l’informazione che riguarda il desiderio “di oggi” (Reshimo de Aviut) e l’informazione che riguarda la Luce “di domani” (Reshimo de Hitlabshut).
Per esempio, prendiamo un paio di Reshimot, Ghimel de Aviut/Dalet de Hitlabshut, “3/4.” Quando io realizzerò la Reshimò “3,” sarò in grado di ricevere la forma della parte superiore dal livello “4” che è in esso, e ci si riferisce a questa situazione come alla fantasia creativa. Io non la ricevo con la sua realizzazione, ma solamente come un esempio.
La Reshimo de Hitlabshut ci suggerisce una nuova forma futura, perché si tratta sempre di un livello superiore al nostro stato attuale. Queste sono “memorie” che sono rimaste in noi dall’espansione dei passi compiuti dall’Alto verso il basso, e adesso noi possiamo salire grazie a loro.
L’uomo funziona come una macchina. Se disponiamo di queste informazioni genetiche, le Reshimot, allora saremo in grado di lavorare grazie ad esse, ma se non le abbiamo, non ce la faremo. Se tutta la memoria di un uomo fosse cancellata, egli non saprebbe come fare a muovere volontariamente un dito. Avete visto i gesti indifesi dei bambini appena nati? Questi bambini non sono capaci di compiere coscientemente nemmeno il più piccolo movimento.
Tutto proviene solamente dalle Reshimot, e quando io sarò in grado di realizzare correttamente il mio desiderio (Reshimò de Aviut) al mio livello, allora sarò in grado di ricevere il livello della parte superiore che prende corpo su di me (Reshimò de Hitlabshut) nella forma di un esempio. La fantasia ci aiuta a lavorare su questa base.
Questa non è una fantasia vacua che non ha alcun punto di contatto con esso, le Reshimot, ma si tratta di una forma reale che si deve manifestare.
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Domanda: Perché è più facile elevarci al di sopra del rifiuto reciproco nei grandi Congressi?
Risposta: 1. Nel congresso una persona non sta nel suo gruppo. Si dissolve in un oceano di persone con le quali non ha avuto un contatto diretto e pertanto non ha rivelato il suo male verso di loro.
2. Nei Congressi non lavoriamo sulla rivelazione del male in noi, ma risvegliamo la bontà. Tuttavia, questa bontà viene al posto del male che ancora non è stato rivelato e affinché acquisiamo forza per il futuro.
Di conseguenza, le persone che non lavorano su di loro nel gruppo, non sentono un impulso di venire al Congresso. Loro non lo vedono come un’opportunità per avanzare. “Cosa farò lì? Salterò? Canterò? Non posso guardarlo in televisione o in Internet? È così comodo per me!”.
In realtà, esiste una grande differenza tra la partecipazione fisica e virtuale al Congresso perché nella partecipazione fisica la persona utilizza energia, denaro e grandi sforzi per prendere parte al Congresso.
Inoltre, prima di entrare nella sensazione del Mondo Superiore, non possiamo annullare l’importanza del contatto materiale. Pertanto, il Congresso è destinato alle persone che desiderano andarci con il riconoscimento del male che hanno accumulato in precedenza, così come a quelle che desiderano ricevere forze per superare in futuro il riconoscimento del male.
La Torà parla molto di come nei tempi antichi le persone si conoscessero per mezzo di un pozzo d’acqua, per comunicare e stabilire le connessioni. È così che dovremmo sentirci al Congresso: come persone che si sono riunite per mezzo di un pozzo vivo nel deserto, e da quel pozzo possano ricevere le forze vitali di Binà (l’acqua è l’attributo della dazione, la qualità di Binà).
(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.03.2011, lo Zohar)
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