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Perché abbiamo bisogno del Denaro?

Domanda: Come è relazionato il denaro alla spiritualità e come ci aiuterà ad avanzare?

Risposta: Il denaro (Kesef) è una copertura (Kisui) al di sopra del mio egoismo. È una forza che mi permette di coprire il mio egoismo, di riempirlo oppure di usarlo per riempire gli altri. Il denaro mi da l’opportunità di lavorare con il mio egoismo, sia per il suo beneficio che contro di esso.

Pertanto, il denaro del mondo intero, deve essere utilizzato solo per il bene della connessione tra la gente. Una persona deve tenere per se stessa solo il necessario per i bisogni della vita e dare tutto il resto per la correzione del mondo.

Nella generazione futura, nel mondo corretto, il denaro sparirà. Io riceverò tutto quello di cui ho bisogno dalla società, quindi perché avrei bisogno di soldi? Se il mondo intero sarà corretto e le necessità di ogni persona saranno ricoperte e inoltre, se nessuno avrà bisogno di un riempimento eccesivo, allora a cosa serviranno i soldi? Non ce ne sarà nessun bisogno.

Sarà necessario regolare in qualche modo i processi di scambio e di trasferimento da un impresa ad un’altra e tra le fabbriche, per provvedere a tutto il mondo e raggiungere la correzione, la forma perfetta, ma questo non succederà per molto tempo attraverso nessuna carta moneta. Dovremo valutare in qualche modo la connessione tra di noi; di fatto, la valutiamo in base al “denaro”, però non sarà la stessa quantità di denaro che c’è in circolazione oggi, ma il grado della dazione di una persona verso l’altra.

Se cambiamo verso la dazione, allora abbiamo anche bisogno di soldi. Tuttavia, questi acquisiscono la forma di uno schermo che è valutato in base all’unità alla quale questo conduce.

“Quanto hai pagato?”. La risposta è: la misura dell’unità che ne è scaturita! Mentre oggi, il prezzo che pago è determinato da quanto riceverò per me, separandomi dagli interessi degli altri e creando una separazione tra di noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.03.2011, Lezione sul denaro)

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Dai limiti estremi della creazione al suo Centro

I Kabbalisti, che esplorano la realtà superiore, ci spiegano che abbiamo iniziato tutta la nostra evoluzione nel mondo dell’Infinito, Ein Sof, dove eravamo tutti uniti insieme come un solo uomo con un solo cuore, dentro un solo punto – ed il nostro legame era dunque molto forte. Questo legame era inizialmente alimentato dalla forza della Luce Superiore che ci controllava e ci appagava.

Ma in seguito, abbiamo iniziato a discendere da questo mondo dell’Infinito poiché la nostra connessione ha incominciato ad indebolirsi. Si è venuta così a formare una distanza tra di noi, che ha continuato a crescere (i mondi di Adam Kadmon, Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya nel disegno qui sotto), finché non siamo caduti al livello della nostra attuale esistenza, il livello più basso del mondo di Assiya.

Questa discesa indica che, sotto influsso dall’Alto, piano piano abbiamo perso la Luce che colmava lo spazio tra di noi. La Luce ha continuato a diminuire di proposito, di sua volontà, e alla fine, si è creata una distanza tra di noi. Mentre eravamo nel mondo dell’Infinito eravamo tutti legati insieme, ma quando abbiamo raggiunto il mondo di Assiya ci siamo sentiti distanziare grandemente gli uni dagli altri. Ora noi ci viviamo come due realtà separate: la mia e la vostra. Il nostro ego, che ci domina, è responsabile della spaccatura che ci divide. Questo è il comune modo di sentire di ogni uomo.

Adesso nel mondo ci sono sette miliardi di individui-alieni egoisti. Ma è vero che nel mondo dell’infinito noi esistiamo come un solo uomo! Ed in base alla nostra sensazione, anche la realtà è cambiata poiché la viviamo come una sensazione nel nostro desiderio, nelle nostre qualità.

Ma noi dobbiamo capire che abbiamo a che fare con due grosse discrepanze: la realtà che percepiamo e la realtà in cui ci troviamo nella quale, di fatto, esistiamo. Noi ci sentiamo alieni tra di noi, lontani dalla perfezione, dall’eternità, dall’appagamento senza fine, da qualche parte ai limiti estremi dell’intera creazione, in questo mondo transitorio. E tuttavia, la connessione tra di noi rimane, ed è molto forte. Siamo ancora legati dal reciproco sostegno, come un solo uomo con un solo cuore.

Il fatto è che noi non desideriamo seguire queste condizioni, e questo è il solo problema. Ma la natura fa in modo che noi siamo connessi comunque. E’ solo che questa connessione ci viene rivelata non al livello della legge del mondo dell’Infinito, ma nella misura in cui ci siamo distanziati da esso.

In altre parole, al momento non ci si aspetta che osserviamo tutte le condizioni del sostegno che governano il mondo dell’Infinito, nel quale eravamo completamente connessi con tutti i nostri desideri, come un solo insieme e c’era una sola anima al centro della creazione. Abbiamo solo bisogno di capire che rimaniamo legati insieme, voi ed io, e che c’è una connessione tra di noi.

Questi legami esistono tra tutte le anime che in passato si trovavano insieme, ma che oggi si sono distanziate. Tutti noi abbiamo però bisogno di ritornare al centro dal quale arriviamo.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 sul Sostegno reciproco)

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Conoscenza e fantasia

Domanda: Quando un uomo è convinto di potere percepire il Creatore, c’è un modo di verificare se si tratta di una sensazione reale o di una fantasia religiosa?

Risposta: Nessuno dovrebbe mai provare a convincere un uomo che quello che prova non è reale. Infatti, non possiamo sostituire la nostra testa con la sua.

Diciamo che tu conosci veramente qualcosa, e un altro uomo no, ma quest’ultimo immagina comunque qualcosa in un modo non corretto. Se gli facessi della pressione e provassi a convincerlo che tu hai ragione, allora, invece dell’immagine che egli immaginava in precedenza, riceverebbe da te una nuova immagine. Ad ogni modo, sarebbe ancora una immagine della fantasia, anche se tu la potresti considerare un fatto ovvio e vero ( sebbene anche questo potrebbe essere discutibile). Una volta che questa immagine gli arrivasse, diventerebbe semplicemente una nuova fantasia.

Questa è la ragione per cui la Kabbalah non permette tutto questo. Un uomo non dovrebbe impegnarsi ad imporre agli altri uomini le proprie convinzioni, soprattutto perché la nostra verità cambia di continuo. Quando ci eleviamo da un livello ad un altro, tutta la nostra precedente conoscenza fondamentalmente cambia.

Noi viviamo di continuo degli stati opposti mentre passiamo da una parte all’altra fino a quando non attraversiamo Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità). E’ scritto: “Non fidarti di te stesso fino al giorno in cui morirai (cioè il giorno della morte del tuo egoismo)”.

Questa è la ragione per cui non dovremmo far cambiare idea a nessuno. Dobbiamo solamente spiegare agli uomini come, in questa precisa situazione, siamo tutti quanti vulnerabili ed incoraggiarli ad esaminare sinceramente le cose, ad avere un approccio sensato. Questo è ciò che si considera un atteggiamento diretto: noi abbiamo cinque sensi, quindi facciamo affidamento solamente su di questi.

Ad ogni modo, è scritto che è possibile acquisire anche altri sensi. Una volta che li avremo sviluppati sulla base di un approccio scientifico, ragionevole e logico, senza ascoltare nessuno, e scopriremo un’altra realtà, allora incominceremo ad esaminarla. Incominceremo allora a comprenderla ed acquisiremo una nuova conoscenza che si baserà ancora sullo stesso principio: “Un giudice posa gli occhi solamente su ciò che può vedere”, sulla base cioè di una reale sensazione.
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(Dalla 4 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2011 “La saggeza della Kabbalah e la filosofia”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 22.03.2011

Parte 1: Argomento della Lezione: “Preparazione al Congresso in New Jersey”, Lezione 2
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Parte 2: Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Yitro”, “Sulle ali delle aquile”, Punto 314, Lezione 6
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Parte 3: Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Punto 17, Lez. 12
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Parte 4: Argomento della Lezione: “I Principi dell’ Educazione Globale”, Lezione 5
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Il denaro è una coperta per il desiderio

Un breve sguardo alla storia del denaro: il denaro è un’invenzione antica, sappiamo di monete che già circolavano 650 anni A.C. In principio, le monete furono valutate in base al peso ed al costo del metallo stesso, però le monete di metallo furono rimpiazzate gradualmente dai biglietti di carta. All’inizio del 17° secolo, l’Europa stava già stampando la carta moneta.

Fino ai giorni nostri, il denaro è restato al centro dell’attenzione di tutti ed è causa di numerosi argomenti mentre viaggia di mano in mano e serve come mezzo di connessione tra le persone. Quale è la causa dell’uso avanzato del denaro?

Esistono solo la Luce e il desiderio (Kli), che dobbiamo unire. Questa connessione appare a causa del fatto che ognuno nasconde il suo ego sotto uno schermo che si chiama “copertura” (Kisufa). “Denaro” (Kesef) deriva da questa parola. Se ho una coperta sui miei desideri e pertanto, sono capace di utilizzarli correttamente, questo significa che possiedo uno schermo, una coperta, “il denaro”.

Come risultato di quest’azione nel nostro mondo, come riflesso della radice spirituale nei rami materiali, c’è una regola nel nostro mondo che qualsiasi ricezione deve essere preceduta da uno sforzo. Questo lavoro è ciò che crea la coperta sul desiderio. Il grado della mia disponibilità a lavorare per il beneficio di un desiderio determina il grado del suo riempimento finale.

Nei tempi antichi, la gente lavorava esclusivamente per mangiare, allo stesso modo degli animali che sono alla ricerca di cibo per tutto il giorno e vivono per le necessità del corpo animale: alimentazione e procreazione. Il denaro è l’oggetto più naturale e anche se non ce n’è, e la persona si confronta con se stessa, con la natura o con il Creatore, anche così paga con il suo sforzo per soddisfare i suoi desideri. Dopotutto, durante questo lavoro, i nuovi desideri nascono in lei per riempire quelli con il quale ha bisogno di lavorare, con il fine di costruire uno schermo, una coperta su di essi.

Pertanto, la necessità di avere soldi, lo schermo, appare nel momento in cui nasce il desiderio. Nel corso di tutta la storia la gente ha fatto costantemente degli scambi: “Tu mi dai questo ed io ti do quello”, pagando se non con i soldi, per lo meno con un sorriso, la gratitudine e con un buon comportamento. Non c’è nessuna possibilità di prendere qualcosa a qualcuno senza pagare. O paghiamo volontariamente o per forza, seguendo le regole accettate dalla società. Altrimenti, il sistema superiore, alla fine sistemerà senza dubbio il debito e riporterà l’equilibrio al commerciante.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 1.03.2011, Lezione sul denaro)

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Dove è il “Gruppo di Abramo” oggi?

La nazione d’Israele è una definizione collettiva di persone i cui antenati abitavano nell’antica Babilonia e ricevettero un risveglio verso il “lavoro del Creatore”, arrivare all’adesione con Lui. Abramo scelse queste persone e le organizzò in un gruppo. Ci stiamo riunendo con lo stesso gruppo che consiste di persone che esistono nel nostro mondo, così come di anime che non hanno corpi materiali.

In sostanza, è lo stesso gruppo, le stesse anime, che si connettono tra di loro per rivelare il mondo spirituale, il Creatore, per riuscire ad essere simile a Lui e renderlo felice. Tutte queste anime riunite, sono chiamate il gruppo di Abramo.

Parte di queste anime sono cadute dal mondo spirituale e si sono completamente perse, nessuno sa dove siano. Si dice che 22 milioni di persone siano state scoperte in Pakistan, certamente un tempo, sono appartenute al popolo d’Israele. È impossibile saperlo adesso e non è così importante. Non stiamo pensando in termini di “quante teste”, ma in relazione alle anime, ai desideri.

Riguardo al desiderio, quelli che aspirano a raggiungere il mondo spirituale oggigiorno, così come tutti quelli che lo hanno raggiunto in tutte le generazioni, insieme, sono considerati come parte del gruppo di Abramo. Inoltre, quelli che una volta erano nel grado spirituale e dopo ne caddero, abbandonando il “lavoro del Creatore”, sono adesso in uno stato “latente”, sperando di recuperare quello che hanno perso. Anche loro appartengono a questo gruppo.

Risulta che “Israele” (Iashar-Kel o “diretto al Creatore”) è un gruppo abbastanza numeroso, visto che molte persone sono “passate attraverso” di esso nelle generazioni trascorse. Questo gruppo ha bisogno di rinforzarsi costantemente. Stiamo tutti lavorando per raggiungere la spiritualità mentre siamo ancora in questo mondo e si uniscono a noi tutte le anime del mondo superiore, di un’altra dimensione, che ci stanno assistendo, lavorando insieme a noi in un sistema unificato per passare la Luce all’anima comune di Adam HaRishon.

Facendolo, stiamo risvegliando tutte le anime che sono cadute dal mondo spirituale durante la distruzione del Primo e del Secondo Tempio; le stiamo aiutando a ritornare. Dopotutto si sono compromesse in altri desideri ed anime, quello che è chiamato “essere in esilio”. In aggiunta, stiamo risvegliando delle anime che non sono mai state risvegliate.

Non stiamo lavorando da soli, ma insieme alle anime dei patriarchi, di Abramo e del gruppo dell’antica Babilonia! È un sistema immenso.

Però anche se il sistema connette a se stesso tutte le anime, tutte le persone del mondo, e se tutte le anime nel mondo spirituale passano la Luce per correggere i desideri, tutto questo sarà solo una sottile linea nel mondo dell’Infinito. Nefesh de Nefesh. Così enorme è Malchut del mondo dell’Infinito.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.02.2011, “Introduzione al libro, Panim Meirot uMasbirot”)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 21.03.2011

Argomento della Lezione: “Preparazione al Congresso in New Jersey”
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Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Yitro”, “Sulle ali delle aquile”, Punto 282, Lezione 5
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Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Punto 13, Lez. 11
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Argomento della Lezione: “I Principi dell’ Educazione Globale” Lezione 4
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Alla ricerca di alleati saggi

Domanda: Oggi, ci sono numerose organizzazioni negli Stati Uniti che stanno cercando di trovare delle soluzioni alla crisi e ai problemi ecologici. Esse sostengono che, nell’immediato futuro, l’America dovrà affrontare una iper-inflazione che potrà portare il paese alla disintegrazione sociale e alla guerra civile. Per questa ragione consigliano di realizzare dei cambiamenti nelle infrastrutture sociali. Ci sono delle possibilità per realizzare delle forme di cooperazione, e cosa può offrire la Kabbalah a queste organizzazioni?

Risposta: La base più ampia possibile per iniziare una cooperazione consiste nel fatto che il mondo sta affrontando l’escalation di una crisi che non è casuale, ma si tratta invece di un processo naturale governato dalla Natura. Questa crisi comprende molte aree.

Dunque, si offre come un effettivo terreno di cooperazione, poiché questa situazione si presenta come una prova tangibile dei livelli inanimato, vegetativo, ed animato, includendo anche gli esseri umani a livello sociale ed individuale.

Oggi giorno, questa tendenza è evidente a tutti ed è normale. Una persona che ha una visione da una posizione più o meno differente capisce che non dipende veramente da un uomo soltanto. Se consideriamo la situazione da una posizione più elevata, una domanda si presenta: Cosa dovremmo fare per gestirla? Si tratta di un programma della Natura che ha un desiderio, un piano, e uno scopo finale?

A questi livelli, noi possiamo, infatti, cercare degli alleati con i quali poter discutere di queste cose, ma deve trattarsi di veri partners che abbiano un approccio realistico e scientifico che escluda la religione, la filosofia, e proclami infondati. Analizzando questi fattori evidenti a tutti, dobbiamo esaminare in che modo raggiungere il punto in cui tutti ammetteremo il bisogno di riformare la società umana, raggiungendo un accordo. La maggioranza riconosce che il mondo è in crisi, che gli ecosistemi sono minacciati, e che la crisi finanziaria non è ancora finita, ma la domanda è: cosa faremo poi?

Infatti, se abbiamo intenzione di non fare niente, non c’è motivo di parlarne. In questo i burocrati che si occupano di faccende hanno ragione. E’ vero che moriremo domani, ma oggi, possiamo ancora goderci la vita. Alcuni si rimbecilliscono con le droghe, altri fanno in modo di non pensarci del tutto, mente altri giocano d’azzardo in borsa come se stessero giocando a “Monopoli”. Noi non stiamo parlano di queste persone, ma parliamo degli uomini che stanno cercando il modo di risolvere la crisi.

Infatti, dovremmo discutere il fatto che il mondo è diventato globale e interconnesso.

Globale significa che la crisi sta fermando il mondo intero, e nessuna sua parte può essere lasciata fuori. E’interconnesso perché tutti noi siamo legati da ogni genere di relazione, interna ed esterna, come i pensieri, le tecnologie, le industrie, le banche, e fino anche al punto in cui non sappiamo o non comprendiamo cos’è che ci lega.

Sia che ci piaccia oppure no, siamo tutti nella stessa barca. Ora, dobbiamo decidere cosa fare. A questo punto, la Kabbalah può offrire le sue soluzioni dando ad ogni uomo delle spiegazioni chiare, semplici, e logiche a proposito del valore della connessione interiore, di come si costruisce, ecc.

Se i Kabbalisti entreranno a far parte dell’interno movimento esteriore che guida all’unione, allora, sarà sufficiente legare la nostra intenzione corretta, costruita in base alla nostra natura, a questa grande società umana che, fino ad ora, partecipa solo fisicamente all’evoluzione, ma senza intenzione. Baal HaSulam, scrive nell’articolo “L’ultima generazione” che ci saranno uomini che giungeranno e diranno: “Siamo pronti ad unirci a voi e a fare la nostra parte. Diteci soltanto quello che dobbiamo fare.”

Se piano piano faremo in modo di creare il corretto atteggiamento in ogni parte della società, al giusto livello, questa situazione ci darà l’opportunità di avvicinarci alla soluzione. Io penso che questa sia esattamente la forma che dobbiamo impiegare nel nostro lavoro mentre sviluppiamo dei metodi educativi per i nostri figli. E tutto dipende dal fatto che l’umanità deve ancora affrontare problemi molto seri.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29.12.2009 “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”)

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Una spinta per nascere prima

Domanda: Baal HaSulam scrive che, prima di iniziare a studiare la Kabbalah, è necessario comprendere di che cosa si tratta. Come possono gli uomini comprendere il suo linguaggio se è così complicato?

Risposta: Comprendere che cos’è la saggezza della Kabbalah significa acquisire uno schermo per elevarsi al di sopra del proprio egoismo e vedere così le azioni spirituali. Allora, saremo in grado di comprendere un insegnante di Kabbalah ed imparare da lui cosa dobbiamo fare dopo. Comprenderemo e saremo capaci di verificare tutto quello che ci dirà in senso pratico, seduta stante, come avviene per i comuni studenti del mondo materiale.

Ma fino a quando non saremo nati nella spiritualità, come ci possono venire spiegate le cose? E come se si parlasse di questo mondo ad un bambino che non è ancora nato e che si trova nel ventre della mamma. Infatti i Kabbalisti ci parlano da un altro mondo. Noi ci troviamo in questo mondo, dentro la sua sfera, come in una bolla, e intanto ci viene detto cosa sta succedendo al di fuori di essa.

Perciò, i testi Kabbalistici funzionano per noi solamente come un “rimedio miracoloso”(Segula).Gli articoli sono scritti per i principianti, mentre il testo intitolato “Lo Studio delle Dieci Sefirot” è scritto per coloro che sono nati nella spiritualità, che sono già dei “bambini spirituali” ai quali può essere raccontato del mondo superiore. Grazie a ciò, essi progrediranno ed incominceranno ad esplorare il nuovo mondo nel quale sono nati.

Mentre per coloro che si trovano ancora dentro il ventre della mamma, si tratta solamente di uno stimolo, una spinta a nascere il prima possibile.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana della Kabbalah del 14.02. 2011 “L’essenza della saggezza della Kabbalah”)

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Le lezioni dei disastri naturali

Se osserviamo i disastri naturali, non vediamo la loro vera ragione. Comprendiamo i fattori geologici ed ecologici ed i fenomeni del mondo inanimato. Ma chi governa il mondo inanimato? Sono “Le leggi della natura”, diciamo noi. Ma questa non è la risposta.

Però, a parte tutto, perché succedono queste cose? Gli esperti ci parlano dei processi ciclici della natura come se questo spiegasse veramente qualcosa. In verità, ci allontaniamo dalla risposta quando ci vogliano proteggere con delle argomentazioni che diano sollievo.

Così facendo però gli uomini non si mettono tranquilli perché i problemi persistono e possono ripresentarsi in ogni preciso momento. Inoltre, anche se non succedesse, il problema rimarrebbe irrisolto e sarebbe sempre presente la minaccia di un suo ritorno attraverso una differente forma di disastro.

Non è questione di cosa esploderà o cosa verrà devastato o dove succederà. Il mondo intero è continuamente scosso, e l’ampiezza dei disastri cresce di giorno in giorno. Noi vediamo con i nostri occhi la velocità e l’intensità di questi colpi che sono sempre di più e si manifestano violentemente e all’improvviso.

Dovremmo capire che c’è una ragione a tutto questo: il nostro squilibrio rispetto alla natura. Noi viviamo in un sistema che è globale, olistico e completo. Qui tutto è unito, e dunque non abbiamo nessun’altra via d’uscita: dobbiamo considerare noi stessi come assolutamente interconnessi. La legge del sistema globale e completo è che ogni uomo influenza ogni altro uomo.

Questa dovrebbe essere la base sulla quale costruire le regole di condotta sulla Terra. Noi non possiamo cambiare la natura umana, ma il mio invito è di fare tutto ciò che è in nostro potere per riuscirci. Abbiamo bisogno di costruire le leggi della cooperazione, del sostegno, e degli appoggi reciproci tra i paesi, le nazioni, e le varie organizzazioni. Senza queste leggi, il sistema perirà.

Il primo passo verso il rispetto di queste leggi è stato espresso da Hillel il Saggio: “Ciò che tu disprezzi, non farlo al tuo prossimo”. Prima di tutto, attenzione a non fare del male agli altri. Godiamo di quello che abbiamo, e non usurpiamo la proprietà, la libertà, o la vita degli altri. Non guardiamo gli altri, ma siamo felici di quello che abbiamo. Questa è la prima condizione. Questa non è ancora l’unione, ma in questo modo smettiamo di far soffrire o far del male agli altri. Anche se non abbiamo ancora dato il via al sistema per raggiungere il bene, abbiamo però smesso di usarlo per ragioni negative.

E’ vero infatti che oggi un uomo non è capace di comportarsi così. E dunque ci dobbiamo impegnare nell’educazione generale di tutta l’umanità. Ogni uomo dovrebbe sentire di stare vivendo in un mondo globale e completo e riuscire a capire che cosa significa. E significa che io non possono semplicemente fare affidamento sul fatto di ricevere un vantaggio personale a spese di qualcun altro. E irreale, inattuabile

Dobbiamo obbligare ogni paese, ogni nazione a rinunciare alle misure coercitive, fino all’eliminazione di ogni limite e di ogni controllo sullo sfruttamento reciproco. Questo è il programma minimo: non c’è alcun bisogno di favoritismi, ma ogni uomo dovrebbe almeno capire che se fa del male ad un altro uomo, il male gli ritorna come un boomerang, e alla fine si danneggia da solo.

Queste norme devono essere introdotte nelle legislazioni, insieme all’informazione e all’educazione. Baal HaSulam scrive di questo ne Gli scritti dell’Ultima Generazione. Questo modo di agire dovrebbe essere sull’agenda del governo del mondo, e non su quella dell’ONU che non ha un vero potere.

In questo momento abbiamo bisogno di un preciso governo globale che abbia un vero potere. Se qualcuno non prende parte a questo lavoro, verranno applicate delle sanzioni: “Non volete mettere in pratica le leggi della cooperazione? Allora sarete scollegati dal sistema. Vedremo come vi sentirete in un mondo globale con i fili tagliati.” In verità, non un solo paese o nazione sarà in grado di esistere in condizioni di isolamento dagli altri.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.03.2011 su Un Mondo Integrale)

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