Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Forza femminile e debolezza maschile

Domanda: A cosa è dovuto il fatto che gli uomini hanno paura delle donne forti, sfuggendo alle responsabilità e alle iniziative?

Risposta: Questo lo abbiamo causato noi stessi. Nessuna donna vuole essere forte, nessuna donna vuole essere un’esperta nel guadagnare bene ed allevare i suoi figli per conto proprio. Per natura una donna aspira alla famiglia, vuole dei figli e soprattutto vivere in accordo alla natura. Ma se gli uomini non ricoprono le loro responsabilità obbligatorie, allora non avendo altra soluzione, le donne ai giorni nostri sono forzate ad agire con le proprie forze e davanti a loro mi tolgo il cappello.

Come risultato, vediamo che le donne sono più indipendenti e si adattano meglio al nostro mondo. Inoltre, hanno una resistenza naturale che supera quella degli uomini. Hanno potere e forza di spirito perché in fin dei conti, sono più vicine alla natura.

D’altro canto, un uomo semplicemente galleggia nelle nuvole; è come un bambino grande che trova un lavoro nei computer o nella tecnologia, gioca con i suoi giochetti, come faceva durante la sua infanzia e trova piacere nel farlo. Dopotutto, la società moderna, rispetta quei giochi come il mercato valutario, il lavoro oppure uscire con gli amici dopo il lavoro e così passa la vita e se un uomo ha bisogno di appoggio, ritorna da sua madre.

Sfortunatamente, quanto più avanziamo, questo fenomeno si estende sempre di più e diventa socialmente più accettabile, di fatto arriva ad essere una regola ed una moda.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7 Marzo 2011, sulla donna)

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L’ uguaglianza risiede nella massima dazione

Domanda: Se il mondo fosse guidato dalle donne, sarebbe migliore?

Risposta: Il mondo non può essere guidato dalle donne. Secondo natura la donna deve essere in possesso del padre o del marito. Questo perché, in accordo alla radice spirituale, lei è Malchut e può agire solo in virtù di quello che le da suo marito. Lei non è padrona di niente.

Questo è il ruolo della donna: ispirando l’uomo a fare il suo lavoro spirituale, riceve da lui la Luce. Dobbiamo capire che in questo non c’è disprezzo. Una donna non è al di sotto dell’uomo, ma al contrario, senza il suo desiderio il mondo smetterebbe di avanzare. Non ci sarebbe connessione e noi non raggiungeremmo l’unità con il Creatore. Noi ci uniamo a Lui proprio in virtù del desiderio femminile. È così che ci accorgiamo della forza maschile.

Non dovremmo guardare le differenze o cercare i vantaggi che l’uno ha sull’altra, non dovremmo giudicarlo in maniera egoista. Al contrario, la nostra realizzazione deve essere altruista, ovvero in che modo connettere gli uomini e le donne per poter arrivare alla meta. Dopotutto, la meta non può essere raggiunta senza l’unione perfetta tra di loro.

Quando ognuno da al massimo, allora ambedue sono uguali. Se una donna da tutto di sé ed un uomo da tutto di sé, l’uguaglianza regna tra di loro ed avanzano verso il Creatore. Ma ognuno di loro fa la stessa cosa? Chiaramente no. L’opposto viene da loro e ciò significa che sono uguali.

È un discorso diverso nel nostro mondo, nel quale sia uomini che donne vengono presentati con le stesse richieste. Questo è possibile? Questo problema si sta esprimendo per mezzo di un cataclisma molto potente perché noi, in questa maniera, distruggiamo i principi del nostro essere.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 7.03.2011, sulla donna)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 16.03.2011

Parte 1: Raggiungere la Grandezza del Creatore attraverso l’ambiente
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Parte 2: Il Libro dello Zohar – Yitro pag. 25, “Vedrai il segreto dei segreti”, punto 182, lezione 2
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Parte 3: Talmud Eser Sefirot, Parte 9, pag. 740, punto 8, lezione 9
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Parte 4: I principi dell’educazione globale: N.1 – La natura è una e ci opponiamo a questa, Lezione 1
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Se il gruppo si divide in fazioni

Domanda: Ho preso la decisione di entrare in un gruppo, ma talvolta ci sono dei disaccordi. Cosa dovremmo fare per fermarli?

Risposta: Prima di tutto, dobbiamo essere consapevoli dei problemi che ci sono nel gruppo. Non dobbiamo coprirli o fare finta che non esistano. Per esempio, un gruppo ha trenta o quaranta membri, e tutti tirano dalla loro parte, o creano delle fazioni.

E’ essenziale comprendere che siamo sotto il dominio superiore che crea per noi queste fazioni e questi disaccordi. Perché? Perché noi ci possiamo sollevare al di sopra dei nostri problemi verso Colui che li porta nella nostra vita. E’ Lui che dà il via a tutti i problemi che ci sono tra di noi. Egli ha anche ammesso, “Io ho creato l’inclinazione maligna.”

Ma perché? In modo che venga usata la Torà come spezia, cioè che si cominci a desiderare la Luce che Riforma che si nasconde in essa. Quando domandiamo la Luce, ci innalziamo al di sopra dei problemi verso la Fonte dalla quale deriva tutto il bene e tutto il male.

La domanda continua: Sì, i problemi sono più di così.

Risposta: Abbiamo bisogno di accumulare il necessario potere del desiderio e della Luce che Riforma per salire al primo livello spirituale. Dunque, i problemi cresceranno e non smetteranno di farlo.

Lasciamo fare al Creatore, Egli sa cosa fare. Questa è la ragione per cui Egli dice di aver creato l’inclinazione maligna affinché noi possiamo capire che tutto deriva da un’unica Fonte. E noi dobbiamo mettere questo concetto alla base del nostro lavoro. Non abbiamo altro.

La chiave è aderire a questo concetto. Alcuni amici si possono rivelare dei rivali, mentre altri non si schierano con nessuno. Lasciamo che ci sia della confusione nel gruppo, ma prendiamo tutto come un pacco confezionato dal Creatore. Egli lo ha preparato, ed il mio lavoro è di remare sempre verso l’unione, sia con gli amici che senza di loro, in tutti i possibili stati.

Questo è ciò che noi chiamiamo essere “come un uomo con un solo cuore”. Altrimenti, sulla base di cosa ci uniremo? Il fondamento della nostra unione non è i “ragazzi educati”, ma gli attaccabrighe e i boriosi. Litighiamo e ci odiamo, ma al di là di tutto questo, ci uniamo in un solo insieme. L’amore per il proprio prossimo si innalza esattamente al di sopra di tutto questo, ed è in quel momento che siamo pronti a ricevere la Torà.

Sia che siate d’accordo oppure no, questo principio non può cambiare. Quando ci troviamo nel gruppo, dobbiamo considerare che non ci sono vie d’uscita, che siamo già d’accordo su tutto, sebbene anche solo nelle azioni.

Smettiamo di discutere ed incominciamo a fare finta di amarci a vicenda. Studiamo con la speranza che la Luce che Riforma ci influenzi e stabilisca una connessione tra di noi. Durante la lezione, ognuno pensa: “Vorrei che mi avesse aiutato solo un po’”

Altrimenti, ci prenderemo a vicenda per il collo, essendo incapaci di portare a termine l’esercizio che il Creatore ci ha assegnato. E’ Lui che ci attirati dentro a tutto questo, come se Lui ci avesse messi dentro un gioco del computer, un poligono ridotto alle dimensioni dello schermo. Noi ci siamo dentro. Cosa facciamo adesso?

Questo è il posto dove dobbiamo stabilire le nuove relazioni che desideriamo costruire. Cosa ci manca in questo campo di gioco dove ci odiamo tra di noi, sparpagliati come punti sullo schermo? Cosa fare?

Dobbiamo rivelare la Luce che Riforma. Impariamo a chiedere che avvenga. E’ più facile a dirsi che a farsi. Il problema è che dobbiamo aspettare fino a quando il nuovo livello non si svela in tutta la sua potenza, il che richiede del tempo. Infatti, il primo livello spirituale è notevolmente alto; non si può solamente saltare per arrivarci. Paragonati al primo, gli altri livelli sono già più facili.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 11.02.2011 , gli scritti del Rabash).

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Come utilizzare la tua Libertà

Qualcuno sta lavorando costantemente con la nostra coscienza nel mondo fisico, tutti i mezzi di comunicazione di massa, i film, la televisione ed i giornali. Riceviamo esempi dalla vita nella scuola, dalla famiglia, dal nostro ambiente, dagli amici e da tutto il mondo. Siamo costantemente sotto queste influenze senza neppure capire quanto dipendiamo da esse e seguiamo questi valori inculcatici.

Risulta che nel nostro mondo fisico, porto solo i desideri di un’altra persona; però nel mondo spirituale, resto con un vuoto assoluto, privo di riempimento e non so cosa fare con questo: “Dove devo andare? Cosa sta succedendo?”. Questo è molto difficile.

D’altra parte, però, abbiamo bisogno di capire che nel nostro mondo non facciamo alcuna azione in maniera indipendente e non ci accorgiamo mai dei nostri stessi desideri; non scegliamo mai il modo in cui vestirci, cosa mangiare, cosa pensare, la nostra professione o gli amici della vita. Ricevo tutti i gusti dall’ambiente e dal lavoro, in accordo a questo programma. Quando cambia la moda nel mondo che mi circonda, cambio immediatamente di direzione e comincio a seguirla.

Ci siamo abituati a vivere in questo modo e questa è la ragione per la quale ci sentiamo confusi quando improvvisamente ci viene concessa la libertà. Non sappiamo più cosa farne. Questo è esattamente quello che succede nel nostro sviluppo spirituale. Ci viene data totale libertà e noi cosa ne facciamo e dove otteniamo gli esempi?

Tuttavia, se ti venissero dati degli esempi, non ti svilupperesti come una persona libera, che ha la libertà di scelta. Non troveresti o scopriresti la tua anima. Una persona rimarrebbe perplessa senza sapere come continuare.

Questa è la ragione per la quale i kabbalisti ci consigliano di imparare dalla natura, dall’ambiente. La natura, la sua forza superiore generale è il Creatore. Abbiamo bisogno di imparare da Lui e dobbiamo scoprirlo. Lui deve diventare il nostro ambiente e noi abbiamo bisogno di prendere esempio da Lui.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4 Marzo 2011, Scritti del Rabash)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.03.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 195
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Il Libro dello Zohar, “Ekev (Perché)”, “Dieci cose da fare in un pasto”, Punto 53, Lezione 5
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Il Libro dello Zohar, “Yitro”, “Vedrai il Segreto dei Segreti”, Punto 176
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Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Punto 8, Lez. 8
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Argomento della Lezione: “Globalizzazione”, “Viviamo in un modo globale”, Lezione 2
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Il 2011 è il tempo dell’ ascesa

Nel processo di una discesa graduale dal mondo dell’Infinito, i vasi (Kelim) ricevono le Luci. Nel cammino verso il basso, ci sono i mondi di Adam Kadmon, Atzilut, Beria, Yetzira e Assiya. La loro scala è una ricezione della Luce per il bene del Creatore che diminuisce gradualmente.

Nel mondo di Adam Kadmon c’è una grande Luce di Yechida; nel mondo di Atzilut la Luce di Chaya; nel mondo di Beria la Luce di Neshama; nel mondo di Yetzirà la Luce di Ruach; nel mondo di Assiya la Luce di Nefesh.

Alla fine, tutte le Luci in tutti i vasi finiscono e ci troviamo sul fondo, nello stato di “questo mondo”. In questo, non ci sono né la Luce né i vasi, ma solo una forza vitale, un desiderio materiale. Nel corso di tutta la discesa, lo schermo continua a ridursi dal 100% fino a zero. Come risultato, non abbiamo la forza di resistenza o un pensiero di dazione, niente. Ci troviamo nel mondo materiale, cioè nel desiderio egoista.

Da questo punto, dobbiamo evolvere verso una condizione nella quale desideriamo ritornare al mondo dell’Infinito, partendo da zero, dal basso verso l’alto, fino a scalare i cinque mondi dai quali discendiamo. Facendolo, in sostanza realizziamo lo scopo della creazione.

Così, essendo caduti in questo mondo, siamo esistiti in esso per tutto il corso della storia, fino ad arrivare all’anno 2011, l’inizio dell’ascesa. Da qui in avanti, tutte le anime cominciano ad elevarsi. Il cammino dall’Alto verso il basso e dal basso verso l’Alto si estende per 125 gradi, poiché ognuno dei cinque mondi consiste di cinque Partzufim ed ognuno di essi contiene cinque Sefirot.

Fondamentalmente, nell’universo tutto è stabilito e valutato in anticipo, tutto ha uno scopo. Abbiamo bisogno solo di rivelare il nostro prossimo stato di esistenza, una volta e poi un’altra ed entrare in questo attentamente, ognuno alla sua maniera individualmente. Tutto è predisposto e nel mondo dell’Infinito (Ein Sof) arriveremo allo stato dell’essere finale e perfetto.

Prima che discendessimo da lì, esistevamo nello stato 1 e dopo, attraverso il confuso e frammentato stato 2, ritorniamo allo stato 3, l’Infinito. Dunque, cosa “otteniamo”? Otteniamo l’autonomia. Dopotutto, siamo noi quelli che camminano lungo questa via verso l’Infinito, quelli che agiscono e che realizzano la creazione e le azioni del Creatore. Ottenendo la coscienza di chi Lui è, diventiamo come Lui e capiamo come agire senza di Lui. Impariamo, come fa un bambino, fino ad arrivare ad un grado in cui siamo capaci di lavorare in tutta la realtà ed in tutta la creazione al posto del Creatore.

Il Creatore è solo una forza, però siamo noi a metterla in movimento, ed è per questo che nel terzo stato, esistono solo il Creatore e l’essere creato, uguali e simili in tutto. Questo è ciò che otteniamo. Questa è la meta che il Creatore ci ha posto davanti, affinché noi, gli esseri creati, potessimo arrivare ad essere uguali a Lui.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4 Marzo 2011, Spiegazione dell’articolo “Prefazione della saggezza della Kabbalah”)

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Questa intollerabile vita in comune

Domanda: Lei dice che una coppia di sposi deve “fingere” di essere una famiglia corretta; però, che possono fare se il male si rivela tra di loro in ogni momento, se litigano continuamente, non si rispettano e non si capiscono?

Risposta: Disgraziatamente nessuno di noi ha ricevuto una formazione adeguata e non siamo preparati alla vita familiare. Dobbiamo educare l’uomo e la donna in modo tale che imparino a stabilire l’interconnessione adeguata tra di loro ed i loro figli.

Questo è il problema dello sviluppo egoista: ogni persona crede di sapere quello che deve fare. Nessuno prepara le persone alla vita; invece di educarle, insegniamo loro a mala pena una professione. È a causa di questo che la crisi moderna è così profonda.

Questa crisi, all’interno della famiglia, è diventata intollerabile. Tutto il mondo si trova immerso in una disperazione totale ed universale, come conseguenza degli sforzi che le famiglie realizzano per vivere insieme; e mentre tutto questo avviene, non ammettiamo che la cellula familiare è il fondamento di tutta la vita. Senza di essa, la vita non potrà continuare.

L’uomo dovrà cercare la risposta e questa è: “Marito e moglie e la Shechinà tra di loro”. Dobbiamo capire che lo sviluppo egoista ci ha portato ad un vicolo cieco e non ci sopportiamo più. Solo l’importanza dello scopo può aiutarci e potremo raggiungerlo solo se contiamo sulla famiglia corretta che dia ai figli la formazione corretta. Solamente a questa condizione acquisiremo la somiglianza con la natura o il Creatore. In quel momento lo riveleremo, ci uniremo a Lui e raggiungeremo la vita eterna nel livello spirituale.

Solo la meta spirituale obbligherà la persona a creare la famiglia corretta, ad avere figli e la relazione giusta tra gli sposi.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’8 Marzo 2011 sulla Donna)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.03.2011

Argomento della Lezione: Passaggio scelto: “Arvut come condizione per la ricezione della Torà
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Introduzione al Libro dello Zohar, Art. “Ekev (Perché)”, “Dieci cose da fare in un pasto”, Punto 31, Lezione 4
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Talmud Eser Sefirot, Parte 9, Punto 8, Lez. 7
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Argomento della Lezione: “Globalizzazione”, “Viviamo in un mondo integrale”
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Fissa nel tuo cuore la preoccupazione per i tuoi amici

Domanda: Perché non riesco a comprendere con chiarezza l’importanza dell’ambiente ?

Risposta: Si sente di non comprendere fino in fondo la sua importanza perché non hai voglia di trovare il corrispondente desiderio dentro di te. Capisci le parole, ma il tuo cuore non risponde ancora. A volte persino ci si ammala e si è stanchi di sentirne parlare.

Questo è naturale. Hai solo bisogno di continuare a lavorare sul desiderio comune. Ognuno deve cominciare a pensare quanto questo sia importante e che è esattamente ciò che ci serve. Ci sforziamo artificiosamente di prenderci cura gli uni degli altri: mi preoccupo per gli altri per fare in modo che diriggano i loro pensieri verso il traguardo insieme a me. Sono costantemente preoccupato e poi una paura reale si sviluppa dentro di me: saranno in grado di mantenere i loro pensieri sull’obiettivo?

E poi il cuore del gruppo mi appare davanti, non i loro nomi o i loro volti, ma il desiderio profondo che regna tra gli amici. È il desiderio di tutti l’essere pronti ad unirsi con gli altri in modo che tutti possono mirare alla meta? Questo è ciò che mi riguarda. Se questo è vero, allora avremo attirato un po’ di Luce a questo comune desiderio nel corso di un breve periodo di studio, per poi raggiungeremo l’obiettivo.

Il problema non è la luce che ci influenza. Il problema per tutti noi è collegare i nostri desideri per stare insieme nel cammino verso l’obiettivo. La prima cosa è la preoccupazione che deve soddisfare il cuore di tutti. Questa è la garanzia mutua.

Quando abbiamo un desiderio comune, i “flussi” vanno da un amico ad un altro, e quindi sono sempre al lavoro. Quando ci sforziamo di studiare al fine di realizzare questo desiderio e non siano disturbati da qualsiasi altro obiettivo, evochiamo la luce con questo desiderio comune che è rivolto verso la dazione mutua, il Creatore . Poi saremo pieni di desiderio nella preparazione allo studio e durante lo studio.

Non ci può essere nulla al di là di questo. E ‘scritto: “Abacuc è venuto e ha ridotto tutto a una cosa:. Un uomo giusto vivrà per la sua fede” . Il più grande effetto deriva da un’ azione con la quale si desidera raggiungere la dazione. La dazione è indicata anche come “fede”.

Alla fine, questa è una cosa molto semplice. Nel complesso, la Kabbalah continua ad essere rivelato in un modo sempre più semplice. E anche se il percorso è difficile e ci vogliono anni, abbiamo l’opportunità di accelerare notevolmente il nostro sviluppo.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 15.02.2011, Scritti di Rabash)

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