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Il segno di buon avanzamento

Domanda: Tre anni fa ho iniziato a studiare la saggezza della Kabbalah e pensavo di aver capito tutto. Sia “L’introduzione alla saggezza della Kabbalah” (Pticha) che il TES (Talmud Eser Sefirot) mi erano davvero comprensibili e chiari.

Ora, dopo tre anni, comincio a sentire che non solo non capisco ciò che prima mi era chiaro, ma anche Pticha, TES e il lavoro di gruppo mi evocano del disgusto. È normale questo?

Risposta: Questo è un segno di buon avanzamento. Devi passare questo periodo con forza e tenacia, e poi comincerai a capire tutto con la mente e con le emozioni.

Domanda: Quindi alla fine questi disturbi sono degli aiuti?

Risposta: Sì, ma questo fastidio può continuare per un periodo anche lungo, forse per anni. La cosa principale è non lasciare e vedrai che sarai premiato.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/06/2019

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Perché tutto il male del mondo non può essere distrutto?

Domanda: Perché il Creatore protegge con cura e previene la distruzione del male nel mondo?

Risposta: Ma chi dovrebbe essere corretto? Entrambi, il male e il bene, dovrebbero essere corretti allo stesso tempo, perché essi sono tutta la causa del male.

Domanda: Stai dicendo che anche il bene è motivo di correzione?

Risposta: Certamente! Entrambi bene e male sono ugualmente responsabili per la manifestazione di qualsiasi fenomeno negativo. Se rimuoviamo questo fenomeno negativo, poi, lo stesso bene e lo stesso male rimangono con i loro vizi interni e la prossima volta sarà rivelato un male ancora più grande.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 07/07/2019

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Per costruire una struttura dell’anima

Nota: Quando Baal HaSulam trovò il libro dell’Ari “L’Albero della vita” ne fu molto felice e pieno di speranza: “Finalmente l’ho trovato”! Tuttavia, come raccontò suo figlio Rabash, il tuo insegnante, egli non poteva sapere che sarebbe stato in grado di capire ciò che aveva scoperto e avrebbe cominciato a comprenderlo soltanto 20 anni dopo.

Non è facile per un individuo ascoltare che tutto questo potrà cominciare a penetrare in lui dopo 15-20 anni.

Mio commento: No, questo non è affatto un problema. È una naturale e necessaria condizione della realizzazione del mondo superiore perché tu devi costruire gli elementi per sentirlo in te stesso, la sua consapevolezza e discernimento.

Non è facile perché è nato in noi e si accumula in piccoli pezzi. Questo è il modo in cui lavora il nostro apparato sensoriale e intellettuale, cioè, il cuore che sente e la mente, che evoca definizioni e concetti. Tuttavia, non possiamo comprendere questa combinazione dei due sistemi, sensoriale e del pensiero. Il nostro mondo non ha questo.

Nella musica, nell’arte, in ogni cosa, nel nostro mondo, non vi è una chiara connessione tra una sensazione di comprensione ed una di sentimenti.

La connessione tra di loro avviene appunto nella Kabbalah. Ecco perché richiede molto tempo.

Ma non importa. È importante che tu costruisca questa corretta coniugazione in te stesso tra sensazione e comprensione, in modo da influenzare dalla sensazione la comprensione e dalla comprensione la sensazione. Questa è la struttura dell’anima e tu hai bisogno di costruirla in te stesso.

Gradualmente essa è creata in voi, ci mette solo un po’ di tempo. Ma perché avviene questo? Voi siete tutti molto giovani e, anche se ci sono anche persone anziane tra voi, vi assicuro che avranno bisogno di tempo per raggiungere il livello del mondo superiore, l’eternità e la perfezione in questa vita.

A nessuno è data la saggezza della Kabbalah per sfiorarla semplicemente e fermarsi lì. Se una persona arriva alla Kabbalah, se ne ha anche solo sentito parlare, significa che nella sua vita essa può realizzare questa opportunità. Ogni cosa dipende dai suoi sforzi.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

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Imparare a vivere nel futuro

Domanda: Come possiamo imparare a vivere nel futuro?

Risposta: Noi non viviamo mai nel presente. Anche se io dico che voglio qualcosa adesso, intendo che voglio qualcosa che verrà realizzata nel futuro. Noi esistiamo sempre come se ci trovassimo nel futuro.
Come possiamo imparare a vivere nel futuro? Dovremmo prima di tutto crearlo.

Il futuro spirituale viene creato da una maggiore connessione fra noi. Più è forte tale connessione più velocemente raggiungeremo gli stati superiori. Dobbiamo sempre tenerlo a mente.

Se noi ci rapportiamo principalmente a questo concetto e minimizziamo l’attenzione sui problemi di tutti i giorni, ci accorgeremo che dallo stato spirituale al quale ambiamo arrivare, riusciremo ad ottenere anche le cose materiali poiché la Luce superiore risplenderà su di noi anche nella materialità.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 28/04/2019

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Determinare il futuro

Domanda: Lei dice spesso che noi viviamo sempre nel futuro. Ma, d’altra parte, afferma anche che il futuro non esiste. Potrebbe spiegarsi meglio, per favore?

Risposta: Il fatto è che agisco sempre come precedendo me stesso e vado mezzo passo avanti, altrimenti non posso esistere nel mio stato attuale. Possiamo dire che vivo come se fossi nel futuro. Ma non c’è davvero futuro perché sono io che lo determino. Da un lato lo aspetto, ma dall’altro lo predetermino.

La scienza della Kabbalah dice molto semplicemente: se pensi che il futuro stesso venga da te, allora tu esisti nel livello animato. Tu sei sotto il controllo dei livelli inanimato, vegetale e animato della natura.
Se vuoi determinare tu stesso il futuro, per favore, definiscilo da te, ma per questo devi raggiungere il livello appropriato di controllo, dove comprendi che il futuro dipende solo dal grado di unione fra le persone.

Più fortemente saremo uniti, migliore sarà il futuro, accelereremo il tempo e gli eventi diverranno più coordinati. Al contrario, maggiore sarà la divisione fra le persone, peggiore sarà il futuro e, naturalmente, tutto il resto.

Quindi, con le nostre interazioni verso la nostra unione o separazione, stiamo determinando il nostro stesso futuro.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 28/04/2019

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Paradiso e Inferno sono stati interiori

Domanda: Durante il suo sviluppo l’anima subisce varie trasformazioni. Dal punto di vista religioso, Paradiso e Inferno rappresentano un certo livello di sviluppo dell’anima. Vorrei capire invece che cosa significano dal punto di vista kabbalistico.

Risposta: Non sono quello che le religioni dicono.
Paradiso è lo stato di gioia che provo quando mi trovo in uno stato di dazione per gli altri. Inferno è lo stato in cui io, letteralmente, brucio di vergogna.
L’Inferno è un sentimento di vergogna. Il Paradiso è la soddisfazione data dall’amore. Ma tutto questo è a livello spirituale. Non c’è niente altro.
Domanda: Qual è la causa della vergogna?

Risposta: La vergogna si manifesta quando tu realizzi quanto sei opposto al Creatore.

Nella Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, studiamo che la prima restrizione (Tzimtzum Aleph) si è verificata perché il Kli (vaso) aveva scoperto la sua opposizione al Creatore, e provando vergogna, fece la restrizione su se stesso.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/06/2019

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Il Creatore non è una persona

Domanda: Anche se lei ha già detto che il Creatore come personalità non esiste, lei stesso continua a parlare di Lui come se fosse una persona fisica che pensa, desidera, sperimenta, gioisce, ecc.

Come possiamo capire le sue affermazioni? Esiste una specie di personalità? Oppure il Creatore è un qualche tipo di forza? Le forze non hanno componenti emozionali, allora queste non possono essere usate per descrivere nessuna delle sue manifestazioni.

Risposta: Avevo una vecchia auto che mi dava molti problemi. Cercai invano di aggiustarla io stesso e la portai più di una volta ad un’officina meccanica. Ogni volta il meccanico che riparava l’auto ed io litigavamo con parole poco amabili, trattandola come un essere vivente.

Quando ci rivolgiamo a qualcosa, spesso imponiamo su un oggetto, su una forza, su un fenomeno, le nostre proprietà, le nostre sensazioni, le quali, certamente, non esistono davvero in quell’oggetto. La stessa cosa avviene con il Creatore.

Nel grado in cui posso creare la proprietà della dazione, dell’amore e della connessione in me, chiamo questa proprietà “il Creatore”, e non si tratta di nient’altro che di questo; ma in realtà, al di fuori di questa proprietà che ho creato, il Creatore non esiste.

Qui abbiamo bisogno di posizionarci correttamente e capire che è per questo che il Creatore è chiamato Boré: Bo-Ré, Bo (vieni), Re (vedi). Devi venire e vedere, cioè arrivare allo stesso stato con il fine di scoprire questa proprietà. Chiamiamo questa proprietà anche Elohim. Essa consiste di due parti dell’anima. Una parte è chiamata AHaP, l’altra Galgalta ve Eynaim.

Se stiamo parlando dell’anima, cosa ha a che vedere il Creatore con questo? Si riferisce anche ad una persona? Non parliamo neppure di quello che esiste al di fuori di una persona.

Stiamo parlando della realizzazione all’interno della persona, quando arriva alla qualità della dazione, la proprietà dell’amore.

Questa proprietà è al di sopra dell’egoismo, non è facile da costruire e sviluppare in sé. Quando la acquisiamo, la chiamiamo Creatore. Allora possiamo parlare di percezione del Creatore.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

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L’illusione del nostro mondo

Domanda: Lei hai definito il nostro mondo illusorio. Perché dobbiamo correggerlo se è così?

Risposta: Hai ragione, noi non lo correggiamo. Correggiamo noi stessi e il nostro egoismo perché la nostra percezione del mondo è il riflesso del nostro egoismo.

Il mondo è ciò che il nostro ego disegna per noi. Non appena cominceremo a percorrere la strada che attraverso il mondo va verso il Creatore, sentiremo sempre più il mondo superiore.

Cominceremo a vedere le forze del mondo superiore che agiscono nel quadro del nostro mondo e pian piano il nostro mondo scomparirà dalla nostra percezione. La sua immagine rimarrà, ma le forze che agiscono dietro di esso si manifesteranno sempre più. Così la nostra coscienza e il nostro atteggiamento verso il mondo inizieranno a cambiare.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 24/03/2019

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Cosa significa rispettare i comandamenti?

Domanda: Cosa significa rispettare i comandamenti?

Risposta: Rispettare i comandamenti significa realizzare le condizioni della nostra interconnessione, cioè la connessione fra noi.

Essere connessi tra di noi nell’unico sistema di Adamo è un comandamento.

Sebbene questo sistema sia costituito da desideri egoistici, costruendo connessioni altruistiche tra le sue parti, esso diventa simile al Creatore, la qualità della dazione. Questa qualità si rivela proprio nel sistema, nella misura in cui diventa dazione, prima di tutto sul livello zero dell’egoismo, poi sul primo, sul secondo, sul terzo, sul quarto e sul quinto livello. Quindi il Creatore appare sotto la luce di Nefesh, Ruach, Neshama, Haya e Yechida.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 25/11/2018

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Ogni nuovo stato è migliore del precedente

Domanda: Quando leggo le lettere di Baal HaSulam e provo la sensazione di avanzare insieme all’autore attraverso gli stati che egli descrive, come posso fare in modo di non lasciare questo movimento interiore con lui? Come posso essere sempre con l’autore?

Risposta: Ci vogliono davvero molti sforzi per riuscire in questo, ma anche se non riesci al primo tentativo, non preoccuparti, ci ritornerai comunque. Cosa ancora più importante, non cercare di rimanere in un particolare stato spirituale. I veri kabbalisti hanno persino chiesto di dimenticare tutto e ricominciare da capo. Immagina quanto avevano compreso che i nuovi stati sono migliori dei precedenti. Non devi mai avere paura di niente! Abbandonati a questa corrente e lascia che ti faccia avanzare nel cammino spirituale.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 20/03/2019

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