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Risvegliare la terra congelata

Tutto il nostro lavoro consiste nel rivelare la nostra abilità interiore di percepire la realtà nella quale esistiamo davvero. La realtà è permanente ed eterna e l’unica cosa che ci manca è il senso per riconoscerla, sentirla, immaginarla e rivelarla.

Per riuscirci però, è necessario avere i desideri adeguati, i vasi spirituali (Kelim) che la persona stessa ha preparato dentro si sé. La preparazione avviene in due tappe: il richiamo per la correzione del desiderio, la preghiera MAN, viene per prima, seguita dalla ricezione della Luce dall’alto (MAD), la forza superiore che viene e ci corregge.

Abbiamo bisogno di sentire nella preghiera (MAN) e nella risposta (MAD) tutte le loro azioni, perché costruiscono specificamente gli organi di percezione dentro di noi che ci permetteranno di rivelare la Luce Superiore, il Creatore. A causa di questo è scritto: “È impossibile realizzare qualcosa senza la forza della preghiera”. Questo perché abbiamo bisogno consciamente di attraversare questo processo, preceduto dal nostro desiderio.

Ma la domanda è: “dove conseguire il desiderio adeguato per la rivelazione della Luce Superiore, il Creatore, una qualità opposta, alla quale non siamo assolutamente preparati? Come chiediamo e desideriamo qualcosa del genere?”.

Ci sembra di desiderare già lo sviluppo spirituale e cerchiamo il modo di avanzare, ma nella maggior parte dei casi, scopriamo di trovarci nella più assoluta oscurità e nella nebbia più fitta, come se ci svegliassimo domani e fossimo incapaci di capire quello che ci succede: da dove veniamo? Quale è il nostro scopo? Cosa dobbiamo pensare e desiderare? Apro il libro o ascolto la lezione e non c’è una risposta interiore. Come mi preparerò e mi orienterò correttamente ed a quale costo? Dopotutto, una preghiera deve essere sofferta, deve essere il mio vero desiderio che esce dal profondo del mio cuore.

Qui abbiamo bisogno di capire che tutto il nostro lavoro consiste nel preparare le condizioni per la nascita rapida delle Reshimot (geni informativi). Per farlo, abbiamo bisogno di cercare di creare le condizioni appropriate, come organizzare lo studio, partecipare alla divulgazione, avere una connessione con il gruppo e ricevere l’influenza dell’ambiente. È così perché solo una forte influenza dell’ambiente aiuterà ad accelerare la nascita delle Reshimot dall’occultamento, dalla frammentazione.

Quando ci uniamo ad un ambiente come questo, attraiamo la Luce generale che comincia ad influenzarci come la terra influenza il seme piantato al suo interno e quando questo sente l’influenza della terra, comincia il suo risveglio alla vita.

Il nostro seme è già piantato nella terra e tutte le Reshimot sono necessarie, tutta la loro catena è impiantata in noi. Il nostro obbiettivo è solamente di risvegliare questa terra che ci circonda affinché cominci ad influenzarci. L’unica cosa che si aspetta da noi è che operiamo appropriatamente ed intensamente, traendo vantaggi da tutte le opportunità.

Risulta che la mia preghiera non è rivolta direttamente al Creatore, è come se non ci fosse nessuno a cui pregare, poiché non so chi è Lui. Una preghiera comincia quando ci si mette appropriatamente sotto l’influenza delle condizioni date. Una volta che sono nell’ambiente, io insieme a tutti gli altri ed alla mia aspirazione per lo sviluppo spirituale (la mia Reshimo), mi rivolgo alla forza superiore “il seme” della “terra”, ovvero la mia Reshimo, attraverso l’ambiente.

Questa è la forza che voglio risvegliare e la mia preghiera appropriata è diretta ad essa. Ricordate che la Luce Superiore, l’ambiente ed il Creatore si trovano in uno stato immutabile e di riposo. La persona attiva tutti questi mezzi ed usa il suo desiderio per mettere in moto tutto il sistema, affinché cominci a funzionare con esso. In caso contrario resterà nello stato di congelamento.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.03.2011. Cosa è la preghiera?)

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Come utilizzare la tua Libertà

Qualcuno sta lavorando costantemente con la nostra coscienza nel mondo fisico, tutti i mezzi di comunicazione di massa, i film, la televisione ed i giornali. Riceviamo esempi dalla vita nella scuola, dalla famiglia, dal nostro ambiente, dagli amici e da tutto il mondo. Siamo costantemente sotto queste influenze senza neppure capire quanto dipendiamo da esse e seguiamo questi valori inculcatici.

Risulta che nel nostro mondo fisico, porto solo i desideri di un’altra persona; però nel mondo spirituale, resto con un vuoto assoluto, privo di riempimento e non so cosa fare con questo: “Dove devo andare? Cosa sta succedendo?”. Questo è molto difficile.

D’altra parte, però, abbiamo bisogno di capire che nel nostro mondo non facciamo alcuna azione in maniera indipendente e non ci accorgiamo mai dei nostri stessi desideri; non scegliamo mai il modo in cui vestirci, cosa mangiare, cosa pensare, la nostra professione o gli amici della vita. Ricevo tutti i gusti dall’ambiente e dal lavoro, in accordo a questo programma. Quando cambia la moda nel mondo che mi circonda, cambio immediatamente di direzione e comincio a seguirla.

Ci siamo abituati a vivere in questo modo e questa è la ragione per la quale ci sentiamo confusi quando improvvisamente ci viene concessa la libertà. Non sappiamo più cosa farne. Questo è esattamente quello che succede nel nostro sviluppo spirituale. Ci viene data totale libertà e noi cosa ne facciamo e dove otteniamo gli esempi?

Tuttavia, se ti venissero dati degli esempi, non ti svilupperesti come una persona libera, che ha la libertà di scelta. Non troveresti o scopriresti la tua anima. Una persona rimarrebbe perplessa senza sapere come continuare.

Questa è la ragione per la quale i kabbalisti ci consigliano di imparare dalla natura, dall’ambiente. La natura, la sua forza superiore generale è il Creatore. Abbiamo bisogno di imparare da Lui e dobbiamo scoprirlo. Lui deve diventare il nostro ambiente e noi abbiamo bisogno di prendere esempio da Lui.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4 Marzo 2011, Scritti del Rabash)

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L’anima di una persona la istruirà

Nel mondo fisico, la nostra percezione della bellezza cambia costantemente e siamo forzati a seguire l’opinione della maggioranza. Dopotutto, tutti viviamo in una società umana e rispettiamo i suoi valori, ci piaccia o no. Questa è la nostra natura. Alla fine, ogni persona stimerà le cose che maggioranza nel suo ambiente rispetta.

Non ci rendiamo neppure conto di quanto poco ragionevoli siano questi valori. L’avanguardia è sempre cambiata tante volte nell’educazione, nel settore industriale, nella creatività ed anche nel cibo. Viene e va, senza nessun valore reale. Tutto quello che va al di là della nostra esistenza animata, richiesto dal corpo (un semplice rifugio, la famiglia ed il cibo) ha valore ai nostri occhi solo perché la società lo apprezza;

Però, la spiritualità è differente perché nessuno ci spinge lì. Abbiamo bisogno di costruire la nostra società e risvegliarla noi stessi, in maniera tale che tiri dalla parte nostra verso la parte sua e attraverso di essa, fino alla spiritualità. In altre parole, nello sviluppo spirituale, ci viene dato il libero arbitrio e lì nessuno ci forzerà!

Certamente, il Creatore ci stimola, organizza una vita dura per noi in questo mondo e ci priva di soddisfazione; ma d’altra parte, la vita non è più così difficile come in passato e non stiamo morendo di fame. Anche così, sentiamo un vuoto interiore che ci spinge allo sviluppo e quando scopriamo questo vuoto e cominciamo a pensare allo scopo, al significato ed al segreto della vita ma siamo incapaci di rispondere a queste domande, ci accorgiamo che nessuno ce le può spiegare, nessuno tira dalla nostra parte verso la sua.

Ci guardiamo intorno e non possiamo trovare alcun esempio. Riceviamo degli esempi in tutto il resto della vita: la scelta di una professione, lo stile della nostra casa, il tipo di cose da comprare, cosa fare e come chi essere. La società umana ci da esempi per tutto, solo la spiritualità resta senza esempi, come se esistessero in un vuoto ed ogni giorno, incluso in ogni momento, affronteremo la domanda su cosa fare: “Dove andare, dove ottenere un esempio, dei valori spirituali e lo scopo?”.

Questo è un grande problema, ma d’altro canto, è una conseguenza della libertà che ci viene data! Questo perché, quando una persona entra nella spiritualità, costruisce la propria anima. Nessuno le insegna. Ci sono molti consigli e libri ma tutti sono semplicemente spiegazioni sull’argomento e ci appoggiano soltanto un poco.

In ultima istanza, tutto dipende dalla persona stessa, poiché ha bisogno di costruire il suo ambiente che le fornirà dei valori spirituali ed una direzione e questo sarà consistente quanto l’ambiente del nostro mondo con tutti i suoi esempi. Senza di questo, la persona naturalmente non saprebbe come avanzare.

Questa è la principale differenza tra l’avanzamento fisico e quello spirituale.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.03.2011 sugli Scritti del Rabash)

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La forza unica dei Congressi di Kabbalah

Domanda: I Congressi di Kabbalah servono come risultato finale del nostro lavoro pratico? Cosa può dire del prossimo congresso in Nord America?

Risposta: la mia attitudine verso questo congresso è molto positiva e penso che ci dia un’opportunità di grande avanzamento. Vedo che con ogni congresso, divento sempre più bravo quando do spiegazioni semplici che sono più facili da digerire per le persone. Loro cominciano a capirmi meglio e noi siamo più vicini gli uni agli altri.

Ogni congresso è un salto verso l’alto. Partecipare ad un congresso di Kabbalah vale di più di un mese di studio. Questo da alle persone delle impressioni tanto interne quanto esterne e molti risultati positivi. Una volta l’anno, noi organizziamo un congresso in Nord America, in modo da non lasciarvi sfuggire questa opportunità.

Se hai l’opportunità, ma ti sembra di non avere sufficiente tempo o denaro, questo è un ostacolo che ti viene anteposto intenzionalmente. Devi esaminarti onestamente, essendo cosciente di essere davanti ad una decisione profonda. Una persona che ha l’opportunità una volta l’anno e non viene, perderà una grande occasione, poiché perde in questo modo il legame con il cammino.

Sicuramente, una persona avrà delle ragioni che le impediranno di venire, come ad esempio essere in carcere. Tuttavia, se uno può, ma ci sono delle difficoltà per venire, questa non è una scusa. È una prova dall’Alto e lui deve saltare l’ostacolo che gli è stato posto lungo il cammino.

Molti gruppi e individui si riuniranno. Questo è un tipo di potere molto diverso e noi ci connetteremo con il mondo da lì. Farò del mio meglio per passare una carica interiore alla gente che sarà di fronte a me in quel momento. La gente continuerà a sentirla dopo, dopo l’evento, e sarà diverso per quelli che sono venuti rispetto a quelli che non sono venuti.

Non importa tanto come uno studia ogni giorno, se in un gruppo virtuale oppure fisico; dipende dalla persona e dalle relazioni nel gruppo. Tuttavia, né un gruppo fisico, né un gruppo virtuale, possono rimpiazzare le riunioni collettive come i congressi, nei quali migliaia di persone si incontrano e si uniscono.

Ci sono quelli che hanno lasciato il gruppo per diverse ragioni, ma un congresso è qualcosa di differente e tutti dovrebbero andarci senza fare nessun calcolo in riferimento alle attitudini nel gruppo o a quello che si ha. Si viene per potersi unire con il Kli (vaso) mondiale ed ascendere ad un nuovo rango spirituale.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.03.2011, Scritti del Rabash)

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La Donna è quella in cui avvengono i cambiamenti

Per influenzare gli uomini in maniera integra e poderosa, le donne si devono unire, ma devono farlo capendo i principi del nostro lavoro e sapere cosa chiedere esattamente agli uomini. Per riuscirci, devono sapere quale è la Luce che gli uomini hanno bisogno di attrarre e cosa deve generare.

Una donna, nella spiritualità, è una forza ancora più grande dell’uomo. L’uomo è soltanto una forza, uno schermo, mentre la donna è il luogo nel quale avviene ogni tipo di cambiamento. Lei genera un nuovo gradino e lo nutre. Il concepimento, l’alimentazione e la maturità, fino all’età adulta, tutto questo risiede all’interno della parte femminile dell’anima collettiva ed individuale.

Per quanto riguarda l’uomo, da soltanto la Luce. Si dice che “lui fornisce il bianco” e con questo, conclude il suo ruolo. Dopo, abita dentro la madre e per mezzo di questa, fornisce le forze per sviluppare le anime.

Per quanto riguarda i figli, tutto nasce dalla madre, la parte femminile. Tutta la crescita spirituale passa attraverso la donna, poiché è la parte femminile che genera le anime. La stessa cosa si dice nella Torà; per esempio “Abramo” e “Sara” sono due parti dell’anima che generano una nuova anima ed il loro stato più avanzato è “Isacco”. Chi gli ha dato la luce? Ovviamente Sara.

Dobbiamo funzionare come detta la Natura. Una volta che ci saremo allineati alla natura materiale, ci sposteremo verso la spiritualità, grazie alla quale otterremo ciò che ci siamo prefissati senza causare danni.

Viceversa, quanto più danno causeremo consentendolo al nostro egoismo, più reclameremo “l’uguaglianza” che in realtà distrugge le famiglie e la società, ed avremo meno opportunità. Alcuni politici trarranno beneficio da questo, ma non noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.03.2011 sulle Donne)

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La tua scelta: 3-5 o 35 anni

Domanda: Si dice che ci vogliano dai tre ai cinque anni per uscire verso il mondo spirituale. Come posso mantenermi in questo cammino se ci vuole più tempo?

Risposta: Puoi mantenerti nel cammino solo attraverso un gruppo kabbalistico. Senza, non hai l’ opportunità di avanzare e restare in questo cammino non solo per anni, ma anche per il giorno seguente.

Se puoi mantenere il desiderio e continuare a studiare senza ricevere l’ appoggio del gruppo, sei nel cammino scorretto e stai ingannando te stesso. Stai studiando probabilmente per ottenere conoscenza o per raggiungere qualche altra meta egoistica, però non ti stai muovendo nella direzione corretta.

Pensa cosa stai contando: gli anni del calendario o lo sforzo che hai esercitato? Probabilmente hai fatto lo sforzo corretto un paio di settimane invece di 35 anni. Quante centinaia di anni dovrai vivere in questo mondo per accumulare lo sforzo che valga dai 3 ai 5 anni?

Tu puoi davvero terminare questo lavoro in 3 o 5 anni e rivelare il mondo spirituale a condizione che lavori con il gruppo, con l’ambiente. Coltiva il tuo desiderio e ricevi piacere nell’ atmosfera corretta, nel campo corretto. Al contrario, non ti svilupperai, ti siederai e studierai senza l’ appoggio dell’ ambiente contando le ore sull’ orologio; ma questo è l’orologio sbagliato, questo non conta il tuo lavoro con l’ambiente e pertanto non ha valore.

Devi passare questi anni sotto l’ influenza dell’ ambiente e non è necessario aspettare degli anni per questo, non è una questione di tempo; però, se non sei sotto questa influenza, allora non hai cominciato ancora ad avanzare. Quindi, quale risultato ti aspetti in 5 anni?

In realtà è semplice verificare se stai ricevendo la forza dell’ ambiente. Senza di essa, non avrai la forza dell’ insieme e sarà come se fossi morto. Solo quando riceverai la forza del gruppo avrai la capacità di elevarti, di venire a studiare, di leggere i testi kabbalistici e pensare. È come un sistema elettrico: se questo riceve un po’ di elettricità, comincia a lavorare, mentre senza di essa, si ferma. Questa elettricità può venire solo dall’ ambiente.

Il Kli (vaso) spirituale viene chiamato la connessione con l’ ambiente che è proprio il luogo nel quale io rivelo il mondo spirituale. Se manca questa connessione, non c’è posto per scoprire la spiritualità.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 6.02.2011, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Uniamoci e diventiamo un cuore spirituale

Domanda: Mentalmente, tutti credono di essere pronti e disposti ad unirsi agli altri, ma quando arriva il momento di rendere reale questo desiderio, falliamo.

Risposta: Fallite in una sola cosa: ognuno di voi, separatamente, è pronto ad unirsi, ma uniti non lo siete. L’ esilio in Egitto è diverso dagli altri. Perché entrarono in Egitto attraverso Giuseppe? Fu Giuseppe (dalla parola ebraica “Osef”, “riunisce”) perché lui è la somma di tutte le forze e dei fondamenti.

Il male è impossibile da evidenziare, anche se tutti sono disposti a farlo. Per riuscire in questo, si deve realizzare una condizione: bisogna avere il desiderio di unirsi. I fratelli di Giuseppe erano giusti ed ognuno di loro desiderava servire il Creatore, ma non erano disposti ad unirsi. Non erano d’ accordo ad unirsi con Giuseppe che è il terreno per questo.

Quando però si videro obbligati ad entrare in Egitto con l’ aiuto di Giuseppe, cominciarono a vedere quanto odiavano e quanto si indebolivano con l’ idea dell’ unità. L’ esilio stesso fu la rivelazione dell’ odio verso l’ unione. Solo quando questo odio raggiunge la sua piena forza ed una persona comincia a sentire il suo governo su se stessa (il che significa che da un lato è subordinata al Faraone, ma dall’ altro soffre profondamente a causa di questo ed è incapace di ottenere qualsiasi cosa), si produce l’ avanzamento.

Tutto questo, però, ha luogo grazie allo sforzo di unirsi, dopo essersi elevati al di sopra del proprio desiderio di non farlo. In questo modo, superarono l’esilio. In quanto a noi, stiamo gironzolando sulla frontiera dell’ Egitto. L’ aspirazione di essere uno, si manifesta in un comune interesse interiore, quando tutto il mondo pensa e si preoccupa della nostra unione interiore.

Come risultato, sentiamo che c’ è qualcosa tra di noi che ci connette e che tutti diventeremo un solo cuore. In questo punto, siamo un cuore spirituale, un desiderio spirituale, nel quale siamo connessi al Creatore ed abbiamo bisogno della Luce che si unirà a noi affinché dal nostro desiderio comune realizziamo gli atti di dazione al Creatore.
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(Dal discorso sul lavoro spirituale del 17.12.2010)

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Come chiedere

Domanda: Come so che la mia richiesta al Creatore viene dal posto corretto? Sono realmente lì dove è permesso chiedere?

Risposta: La mia richiesta è valida se sento che è contraria al mio desiderio, se posso elevarmi al di sopra di esso e chiedere dal profondo del mio cuore, e se posso beneficiare dell’ azione che è contraria al mio desiderio iniziale.

L’ accoppiamento di colpo (Zivùg di Hakaà) avviene nello stato in cui, internamente sento che voglio compiacermi, però al di sopra di questo, sento che la mia azione si oppone a questo desiderio. Beneficio della mia abilità di resistergli. Dopo, questo piacere, non è per me, è come se mi rifiutassi di rubare. Ciò che importa qui è fino a che grado mi associo con gli amici e attraverso di loro, con il Creatore.

Se sono disposto ad organizzare un’azione interna, allora sono vicino all’ atto della dazione e questo è ciò che mi da soddisfazione, la quale non è certamente diretta a me.
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(Dalla 1°parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.02.2011, Scritti del Rabash)

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Prova di lealtà

L’ articolo del Rabash, Shlavey HaSulam (I gradini della scala) “la preghiera di molti”: E’ scritto nel sacro Zohar (Beshalach (Quando il Faraone lascia) e nel commentario di Sulam, paragrafo 11), “E lei disse ‘Io abito in mezzo alla mia gente.’ Egli domanda, ‘Cosa significa?’ Egli replica, ‘Quando Din è presente nel mondo, l’ uomo non dovrebbe separarsi dalla collettività e restare solo perché quando Din è presente nel mondo, coloro che sono riconosciuti essere soli vengono presi per primi, anche se sono dei giusti.

Noi entriamo in contatto con la forza superiore attraverso lo Zohar. Ci è stato detto come metterci in sintonia con noi stessi per comprendere questa forza, che ci porta alla sua percezione, alla sua rivelazione. “Din” è una delle sue manifestazioni sotto forma di giustizia. La trasgressione di un uomo o di tutti gli uomini richiama una corrispondente azione reciproca. In nessun caso l’ uomo dovrebbe separarsi dalla società che ha intorno.

Come avviene tutto questo? Delle sensazioni e delle azioni diverse vengono evocate in noi. Questo mi dà l’opportunità di restare nella società, comunque e nonostante queste difficoltà e sensazioni, anche se, separandomi da questa società, mi sentirei immediatamente bene ed eviterei di avere dei problemi. Tutti vengono puniti, ma io posso farmi da parte. Mi dicono anche: “Puoi farti da parte, questo non ti riguarda.”

E ancora, anche se i giusti non hanno peccato insieme agli altri, essi sono giudicati per primi quando si separano dagli altri. In altre parole, l’ uomo viene testato in questo modo per vedere se vuole entrare nell’egoismo di questo mondo e restare nel suo comodo stato “borghese”, o se invece è disposto a restare insieme agli altri in un unico gruppo, anche se questo non lo fa stare bene, per il bene di conseguire il mondo superiore.

Dunque, l’ uomo non dovrebbe mai allontanarsi dagli altri uomini perché la misericordia del Creatore si trova sempre tra tutti gli uomini insieme. Questa è la ragione per cui è detto, ‘Io abito in mezzo alla mia gente, e non desidero dividermi da loro.’

L’ atteggiamento della forza superiore si manifesta sempre verso gli uomini insieme e mai verso gli individui singolarmente. “In mezzo alla mia gente” significa in mezzo a coloro che vogliono stare insieme.

Dobbiamo prendere in considerazione questo concetto. Quando ci troviamo nel gruppo, ed incominciamo a sentire delle frizioni diverse, delle azioni egoistiche, abbiamo bisogno di comprendere che “si sta giocando con noi” per una ragione. Se, nonostante questi “giochi” (ogni volta ed in ogni momento), fossimo comunque in grado di unirci insieme, ci innalzeremmo verso l’ alto.

Ma se lasciassimo perdere e ci allontanassimo dai problemi, rifiutandoci di risolverli invece di innalzarci al di sopra di essi attraverso l’ unione, in modo naturale ci ritroveremmo ancora una volta sommersi dalla nostra vita quotidiana e smetteremmo di comprendere ciò che la Kabbalah ci dice.
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(Dalla seconda Lezione di Mosca del 6.01.2011, “la preghiera dei molti”)

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Lavora con la resistenza

Domanda: Lei ha detto che non dobbiamo sopprimere l’ ego, ma anzi aumentare il segno positivo. Cosa vuol dire con questo?

Risposta: Ciò si riferisce ad una persona che va lungo il cammino della spiritualità ed è parte di un gruppo di kabbalisti. Allora questa, quando cade, come può ingrandirsi in seguito agli effetti negativi?

Quando mi sento male, prendo una pastiglia e quando sono di cattivo umore, vado a ballare; però, facendo queste cose, non sopprimo o diminuisco minimamente il mio ego. Se ti senti male, riconoscilo come un fatto, ma non arrenderti. Non sei tu! È solo un po’ di più del tuo egoismo che ti si mostra. Non prenderla in maniera personale.

La negatività si evolve costantemente in una persona con il fine di sviluppare gli aspetti positivi. Allora, cosa è positivo? Non è l’ annichilimento dell’ egoismo , né il suo equilibrio a livello corporeo. In nessun modo dovrei compensare un segno negativo con un segno positivo terreno. Non importa quanto terribile possa essere la mia sensazione, io voglio compensare il negativo unicamente con un segno positivo spirituale. Al contrario, sarà come i “riformatori” del mondo.

In ogni caso, può essere che riducendolo, io non compensi gli effetti negativi. Dopotutto, mi viene dato volutamente, poiché non c’è niente di accidentale nella vita. Allora, cosa devo fare? Ho bisogno di aumentare le mie relazioni positive con il gruppo, con l’ ambiente adeguato. Perché? Perché tutto il mio futuro dipende dalla nostra inclusione comune in un sistema integrale.

Se l’ egoismo si sta sviluppando in me, allora questa è l’ unica decisione corretta. Il mio segno positivo risiede nel mio cammino verso il gruppo. Se in tutto me stesso emerge l’ egoismo, posso aumentare la mia connessione positiva con l’ ambiente, allora questa è davvero una forza altruista con la quale io equilibrio la forza egoista. Risulta così che compensando il segno negativo, mi elevo ad un livello superiore.

Allora, nasce certamente in me un nuovo segno negativo, e devo radicarmi di nuovo nel gruppo; però in quel momento, il gruppo mi sembra ancora peggiore: “idioti, stupidi di cuore duro”. “Ad ogni modo, non voglio niente di tutto questo, lasciatemi stare tranquillo”.

Così, gradualmente, la persona abbassa la testa, una volta e poi un’ altra e si rivolge all’ ambiente fino ad arrivare ad una connessione completa. La natura ci incita a fare lo stessa cosa affinché siamo uniti come un tutt’ uno. Pertanto, la crisi globale e la completa dipendenza reciproca, ci mostrano in che direzione dobbiamo correggerci.

Pertanto, siamo d’ accordo a non lavorare contro l’ egoismo, ma a lavorare con il fine di utilizzarlo correttamente. Come risultato, trasformiamo il segno negativo in un segno positivo. Al contrario, non ci riusciremo mai.

Il mio “io” è una resistenza, come quella necessaria per produrre la corrente elettrica. Meno ed inoltre creare la tensione che disegna le forme e la mia realtà. Pertanto, dopo essere arrivato ad un certo potenziale tra più e meno, comincio a vedere l’ immagine del mondo superiore nel mio “schermo”.
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(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)