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Il segreto di un albero nel campo

Domanda: gli scienziati evoluzionisti vedono l’ordine e la struttura dell’evoluzione, ma non il suo obiettivo e questa è la ragione per la quale hanno degli ostacoli. Per esempio, un bosco di pini piantato artificialmente distrugge la vegetazione naturale e come risultato, avvizzisce a causa delle malattie. È evidente che dobbiamo lasciare che la natura stabilisca il proprio ordine. Come possiamo spiegare questo non solo in termini biologici, ma anche in termini di educazione globale?

Risposta: In altre parole, la domanda è su come correggerci in maniera giusta e naturale affinché la persona, per quanto sia molto contraria a questi pini, non distrugga il suo ambiente. Affinché questo avvenga, deve crescere come “un albero nel campo”, il che significa che si alimenta solo dal suo ambiente. Questo ha la priorità, è il punto principale, l’ambiente è tutto e la persona deve connettersi ad esso, fluire in esso. Questa è la vera legge dello sviluppo.

Dopotutto, l’obbiettivo è che tutta l’umanità si trasformi in un meccanismo unificato. Nel sistema adeguato, la persona non percepisce se stessa come un elemento separato che cresce al di fuori di questo meccanismo, ma è costantemente alla ricerca di possibilità di essere assorbita, di integrarsi sempre di più in esso. Questa forma di sviluppo è davvero impeccabile.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.03.2011, i principi dell’educazione globale)

Una canzone conosciuta suona meglio

Tutti abbiamo bisogno di prepararci per il congresso in modo da arrivare con un animo elevato. Dobbiamo familiarizzare con tutto il materiale di preparazione, guardare tutti i filmati e imparare tutte le canzoni che canteremo li.

In questo senso, non ci dovrebbe essere nessuna novità o sorpresa per te. Più familiarizzerai con il materiale, più forti saranno le impressioni per te. Impariamo dalla struttura dei mondi che la prima unità tra le parti maschile e femminile non genera una nuova vita, ma crea vasi (Kli). La Luce si rivela in questo Kli soltanto iniziando dalla seconda unione.

Prima di tutto, la persona deve preparare i propri desideri (vasi, Kelim) ed è per questo che vale la pena familiarizzare con tutto il materiale. Se tutto è familiare alla persona, lui o lei sarà capace di raggiungere una connessione più forte durante il congresso. Se invece vediamo qualcosa per la prima volta, non saremmo capaci di dominarlo. Noi ancora non abbiamo il desiderio per questo, non c’è un posto per ricevere soddisfazione all’interno; è soltanto il primo incontro.

Ma un’incontro non è abbastanza per noi, vogliamo la partecipazione e riempimento. Questo è possibile se hai familiarita’ con il programma. Non stiamo parlando d’impegni individuali, ma piuttosto che dobbiamo sapere e partecipare in tutto quello che si svolge in scena.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011)

Fermi davanti all’inizio di avvenimenti gloriosi

La tendenza che si manifesta oggi era chiara ai kabbalisti da decine, centinaia e migliaia di anni. Hanno parlato della nostra epoca dopo aver calcolato il suo limite di tempo in maniera precisa, basandosi sulle leggi generali della natura.

Nel corso della storia ci siamo sviluppati sotto l’influenza della forza che ci spingeva. Mentre il nostro ego si incrementava costantemente, siamo passati da un processo ad un altro, da formazione in formazione della società, della vita familiare, dell’educazione, della cultura e così via.

Avanzavamo solo per mezzo della forza negativa e pertanto i kabbalisti sono stati capaci di calcolare quanto ci sarebbe voluto all’umanità per “toccare il fondo”, cioè per raggiungere la necessità di elevarsi ad un nuovo livello e invece di essere sviluppati dall’egoismo, avanzare per mezzo di un’altra forza: la forza dell’unità universale.

Il calcolo segnalò la fine del 20° secolo, l’anno 1995. A partire dal quel momento, dobbiamo rivelare per conto nostro il metodo della correzione dell’uomo che sa in che modo unirsi con gli altri in un tutt’uno assoluto, globale ed integrale.

Certamente, oggi siamo all’inizio di questo cammino, il quale continuerà. Tuttavia, noi, le persone che abbiamo ricevuto un regalo dall’Alto, “il punto nel cuore”, l’aspirazione verso l’alto, dobbiamo rivolgerci a tutto il mondo con una spiegazione su quello che sta succedendo. Per mezzo di questo realizziamo il nostro destino, garantiamo l’impulso che abbiamo ricevuto e conduciamo l’umanità all’ascesa verso un nuovo stato, verso un nuovo grado.

Questo è un grado molto speciale. Il corpo, le parti che sono separate ed addirittura opposte tra loro, si sente malato; però se queste parti cominciano ad unirsi in armonia ed interconnessione, allora invece di sentire la malattia, il corpo sentirà la vita in un ordine superiore. In questo modo noi, con il nostro corpo animale, ci sentiamo nel grado umano. Il corpo è un animale, ma c’è qualcosa nell’essere umano che lo riporta ad un grado più elevato.

Adesso, per mezzo dell’unione reciproca in armonia, acquisiamo la sensazione di una vita più elevata della nostra vita attuale, è la nostra vita spirituale.

Senza dubbio, dobbiamo lavorare su questo nel gruppo. Questa è la responsabilità principale che è stata posta su di noi. Inoltre, è un nostro dovere portare tutto il mondo a questo, mitigare l’enorme sofferenza che possiamo evocare avanzando per mezzo della forza negativa, essendo spinti da un “bastone”. Di fatto, vediamo già le crescenti disgrazie inaspettate e pericolose dell’umanità.
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(Dalla 1° lezione del Congresso WE! Del 1 Aprile 2011)

La disputa irreconciliabile tra il Creatore ed il Faraone dentro di me

Domanda: Come possiamo ascendere al di sopra di tutte le dispute all’interno del gruppo prima del Congresso?

Risposta: Nella preparazione al Congresso dovete vedere come tutti questi conflitti vi sono stati dati come “un aiuto contro di Lui”, come il Faraone si incorpora e domanda: “Chi è il Creatore affinché ascolti la sua voce?”.

Il Creatore ti dice di unirti agli amici, mentre il Faraone ti dice di separartene. Il Creatore dice “Cedi!”, mentre il Faraone ti dice “No, devi governare su di loro con pugno di ferro!”. Il Creatore dice “Lavora con allegria”, mentre il Faraone dice “No, lavorerai abbattuto e schiavizzato da me!”.

Queste due forze discutono all’interno di una persona quando arriva alle “dieci piaghe d’Egitto”, mentre discerne quale di esse è nel giusto. Devo capire che io determino quale di esse accetterà la mano superiore e governerà, il Creatore o il Faraone! Tutto dipende da me.

Questo è il punto decisivo ed io sono nel mezzo di queste due parti della realtà: quella positiva e quella apparentemente negativa, le quali sono state preparate per me in questa maniera con il fine di darmi la libertà di scelta. Devo decidere di volere che la forza della dazione, dell’amore, si liberi dall’egoismo ed ascenda al di sopra di questo per assumere il potere.

Sono disposto ad accettare i colpi che ricadono sul Faraone e l’Egitto egoista e sono felice per questi. Lascio che il colpo cada su di me perché sta colpendo il mio egoismo, aiutandomi a liberarmene per ascendere al di sopra di esso e non esserne più all’interno. Dopo questi colpi, uscirò già dall’Egitto e non sarò mai più schiavizzato da esso!

Anche così, una persona non deve lavorare su se stessa, ma in relazione all’ambiente, con il gruppo. Non deve correggere un certo tipo di qualità dentro di sé, ma la sua attitudine verso gli altri. La cosa più importante qui è di non confondersi e non cambiare direzione rispetto ai suoi sforzi.
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Fare il gioco della dazione

Il nostro stato d’animo definisce la connessione con la spiritualità, con il Creatore, con la Luce, il riempimento che avevamo nel mondo dell’Infinito; però, quando aspiriamo ad un buono stato, pensiamo naturalmente al riempimento e dimentichiamo che questo presuppone la correzione, l’intenzione “allo scopo di dare”.

In altre parole, prima di tutto abbiamo bisogno di acquisire l’intenzione di dare, il riempimento verrà. Di conseguenza, ci viene data una sensazione di vuoto, di mancanza di riempimento, affinché ci focalizziamo su di essa, ma nell’intenzione, cioè nel riempire gli altri invece di noi stessi.

È necessario costruire dentro di noi un’attitudine “neutra”, libera dal piacere egoista, nella quale possiamo usare il riempimento per il bene degli altri e non per noi stessi. Immaginate solo come sarebbe se ci avessero dato la capacità di riempirci con la Luce Superiore in maniera egoistica! Sogneremmo sempre questo invece di pensare a come riempire gli altri!

Pertanto, la Luce Superiore si occulta. In questo modo ci da l’opportunità di pensare al riempimento superiore in maniera disinteressata, libera dal nostro egoismo che non distingue il piacere nascosto. Anche se non sono proprio felice ed anche se gli amici sembrano non esserlo particolarmente, questa è l’unica opportunità di calmare il mio egoismo e la sete di piaceri, addormentandolo ed usando questo vuoto per costruire la mia relazione con gli altri.

Questo è un aiuto eccezionalmente valido e dobbiamo esserne grati! In altro modo, probabilmente, rimarremmo nella schiavitù del nostro egoismo e non avremmo nessuna opportunità di separarcene. Qui mi viene data l’opportunità di cercare per conto mio ed artificialmente, cioè non in relazione al mio desiderio, ma cominciando virtualmente, da zero, a pubblicizzare l’allegria, l’importanza dello scopo spirituale, dell’ambiente, di tutto quello di cui manco!

Risveglio per conto mio quest’allegria e l’importanza dello scopo, le costruisco artificialmente e le porto al mio ambiente. Agisco come un bambino che gioca con un giocattolo e lo introduce nella sua vita. Spingo una macchina giocattolo, produco dei suoni e sembra come se la macchina fosse di fatto guidata ed il motore stesse funzionando.

È così che attiviamo il sistema superiore con il nostro desiderio. Questo, l’unica cosa che dobbiamo raggiungere, è la nostra preghiera (MAN). Esprimiamo il nostro desiderio con il fine di accorgerci di esso, senza nessun tipo di preparazione da parte del nostro ego, senza alcuna sensazione preliminare, ma puramente in maniera artificiale. È così che cominciamo a costruire una nuova forma da zero.

Non dovremmo vergognarci del fatto che questo è apparentemente artificiale. Senza dubbio, questa non è una forma autentica nel senso che non deriva dal nostro desiderio precedente. Al contrario, dovremmo essere orgogliosi del fatto che non è il nostro vero desiderio naturale (egoista) e che facciamo un gioco di dazione!
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Un bambino che cerca i suoi genitori spirituali

Il risultato finale del nostro lavoro è stabilire una connessione con l’ambiente che diventi sempre più estesa e forte, questo fortifica la nostra unione. Al principio sono come una goccia di seme che aderisce alle pareti del ventre. Dopo mi sviluppo annullando il mio desiderio egoista a livello embrionale, di allattamento, di età adulta della prima fase, quella di un embrione. Questo viene chiamato sviluppo delle tre sezioni del ventre spirituale, nel quale mi elevo da una sezione all’altra.

Dopo, attraverso la nascita spirituale, il che significa che stabilisco un nuovo tipo di connessione con l’ambiente e comincio ad interagire con il gruppo consciamente. Comincio a controllare ed analizzare la nostra relazione e cerco di renderla più efficace nella misura in cui sono capace di rivelare il mio ambiente.

Di fatto, l’ambiente è sempre ad un livello più elevato di me. In funzione del livello del mio sviluppo, per me può essere o il ventre della madre, o la Madre (Ima), o la Madre e il Padre (Aba ve Ima), o Arich Anpin. È così che scopro tutto il sistema spirituale descritto nello studio delle Dieci Sefirot, che si rivela nella mia forte connessione con il gruppo che va aumentando.

Dopo rivelerò che non ci sono soltanto i miei attuali amici; anche le anime dei grandi kabbalisti di tutte le generazioni partecipano allo stesso gruppo, quelle che già si sono corrette e si uniscono allo stesso sistema, avvolgendoci tutti.

Se io precedentemente giudicavo tutto “in accordo ai miei difetti”, adesso, nella misura in cui avanzo, valorizzo questo gruppo ancora di più. In ogni livello attraverso tutti gli stati: quello embrionale, l’allattamento e l’età adulta, ovvero sviluppo prima la mia parte superiore, GE, accorgendomi della mia Reshimò (gene spirituale) e dopo l’AHaP, fin quando completo la mia correzione.
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Aiutami a risvegliarmi da questo sogno

Nello stato finale dobbiamo ritornare al luogo dal quale veniamo, al principio, dove eravamo insieme uniti, come un solo uomo con un solo cuore. Il Creatore ha creato solo una creatura, un desiderio.

Quando questo desiderio si divise in parti, la separazione avvenne solo in relazione a noi, è così che lo abbiamo sentito; però, ritornando allo stato di unità, sentiamo come se fossimo stati in un sogno. Abbiamo percepito questa separazione, tutto il mondo, tutta la realtà, eccetto il mondo dell’infinito, come un sogno.

Discendendo dal mondo dell’Infinito fino a questo mondo, attraverso i cinque mondi o occultamenti (“mondo” o “Olam” viene dalla parola “Alamà” o “occultamento”), abbiamo perso gradualmente la sensazione della realtà, come quando una persona si addentra gradualmente in un sogno, fin quando si addormenta completamente. Adesso, nella stessa maniera graduale, dobbiamo risvegliarci da questo sogno.

Tuttavia, l’unico stato perfetto esiste anche adesso e noi viviamo in esso. Abbiamo solo bisogno di chiarire che la nostra separazione è solo un sogno ed abbiamo bisogno di liberarcene. Ci sembra solo che cercando di dare allegria e ispirazione a tutti, ci preoccupiamo degli altri; in verità, questa è un’opportunità di lavorare su me stesso. Però è molto difficile che una persona si svegli da sé , ed inoltre , in quel caso sarebbe guidata da uno scopo egoistico di questo mondo e niente di più .

Per questo essenzialmente, donare agli amici, elevando il loro animo, mi riporta a quello stesso stato di unità. Io mi preoccupo della mia anima, aspirando ad unirla al resto delle parti, a tutte le altre anime. Questa è in particolare la missione di ogni persona, che riempiendosi realizza la sua anima.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011, preparazione per il Congresso WE!)

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Gli amici del mio punto nel cuore

Domanda: Una parte di me desidera davvero andare al Congresso, ma un’altra parte di me si oppone con tanta forza che non voglio vedere nessuno. Che devo fare?

Risposta: Devi fare la tua libera scelta. Devi capire che le tue due parti, come tutti i pensieri e i desideri che si risvegliano in noi in ogni momento, ci arrivano dal Creatore. Queste sono le condizioni stabilite per noi, non è l’io reale.

Quello che prende la decisione non è il mio corpo che si ammala e non vuole andare al Congresso e non è neanche il mio stato d’animo. Agiamo come un meccanismo nel quale tutti i segnali elettrici interni sono controllati dalla forza superiore in accordo al programma che ci conduce ad un determinato stato.

La vita, la morte e tutti gli stati tra di esse, sono determinati dall’alto e non c’è niente di accidentale in questo. Pertanto, in tutti gli stati, devo separarmi e guardare questo “meccanismo”, cioè il mio corpo, il suo stato d’animo e tutto in esso, da un lato. Lo scopo di questo è vedere che si tratta dell’opera del Creatore, capire quello che Lui vuole darmi in questo momento e verso quale stato Lui vuole portare il mio “asino” (“Chamor”, “asino” significa “Chomer”, “materia”). Allora capirò come lavorare con esso e non mi identificherò più con questo “asino”.

Quante più volte al giorno una persona sarà capace di distaccarsi da se stessa in questa maniera e guardarsi da fuori , come a un corpo nel quale stanno per essere risvegliate certi tipi di forze , senza identificarsi con esso , ma piuttosto utilizzandolo come mezzo per raggiungere lo scopo , tanto più rapidamente avrà successo .

. Questo è anche il modo in cui dobbiamo trattare gli amici in tutti gli aspetti. Non guardare le loro facce, né le loro personalità, ma il loro desiderio interiore nella forma pura, che non dipende da niente di esterno. Questo è l’amico del mio punto nel cuore.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 22.03.2011, preparazione per il Congresso WE!)

Il Gruppo è l’Arca di Noè della salvezza

La difficoltà radica nel capire che il gruppo, l’ambiente, non è una sistemazione temporanea che dopo un po’ di tempo non sarà più necessario. Il gruppo non sparirà mai ed è impossibile ottenere il riempimento spirituale con qualsiasi altro mezzo. Da questi estranei, dalla gente della quale una volta ero risentito, dal loro mondo interno, devo costruire la mia anima.

Invece di vedere i loro volti, le personalità ed il loro comportamento, devo vedere solo i loro desideri interni, in modo tale da costruire un “corpo spirituale” partendo da loro, al quale io possa donare e dal quale possa essere ispirato. Se facciamo il nostro lavoro mutuo in questa maniera, costruiremo la garanzia, una sensazione di appoggio, le forze per lo sviluppo e la dazione per tutti.

Allora tu sentirai quanto sei protetto dal male in questo gruppo, come se fossi “nell’Arca di Noè”. Spesso troviamo, lungo il nostro cammino, come dei “santuari”. È come l’utero della madre, nel quale ci sviluppiamo per tappe: quella embrionale, l’allattamento e la maturità (Ibur, Ienikà, Mochin), fin quando nasciamo in un grado spirituale nuovo, nel nuovo mondo.

In questo modo, vediamo il gruppo, fin quando la nostra relazione con esso è così forte che cominciamo a ricevere la Luce attraverso di esso, le proprietà del nostro nuovo sviluppo, come nell’Arca di Noè, nel ventre della madre. Più tardi, nasciamo e cominciamo a sviluppare una connessione con questo ambiente come con la Madre Superiore (Ima IIaà): riceviamo attraverso di essa l’influenza di Aba ve Ima ed anche di più.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.03.2011, sulla preparazione per il Congresso WE!)

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Aspettare il matrimonio con il Creatore

Viviamo un momento nel quale tutto il mondo sta entrando nella fase dello sviluppo spirituale. Il gruppo che stiamo formando è come l’Arca di Noè, la nostra madre comune, dove tutti possiamo integrarci e crescere. È così, il gruppo sarà il ventre materno per tutta l’umanità: è la Shechinà che costruiamo tra di noi.

Lo stesso luogo ci accetterà quando saremo “esiliati” dal ventre materno e nasceremo. Portando nuovi “vestiti” della Luce di Chasadim (Misericordia) e la correzione, ci eleveremo sempre più in alto, fino alla stessa fine della correzione, fino a trasformarci nella sposa pronta ad entrare nel palio nuziale (Chupà) con il Creatore.

Pertanto, il gruppo relativo ad ogni persona ed anche a tutta l’umanità è questo stesso luogo che è sempre un passo in avanti rispetto a noi. Questo è l’oggetto spirituale superiore, in relazione al quale riveliamo costantemente i nostri prossimi livelli superiori, fino al punto in cui siamo capaci di elevarci al di sopra del nostro ego.

L’egoismo continua ad essere una forza che separa e pertanto ci aiuta. Dopotutto, superando l’ego, siamo capaci di stabilire una connessione molto più stretta con il nostro ambiente: come un embrione con il ventre, come un bebè in allattamento o come un adulto che riceve la Luce col fine di dare.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23 Marzo 2011, preparazione per il Congresso WE!)

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