Pubblicato nella 'Lavoro spirituale nel gruppo' Categoria

Tutti siamo responsabili per gli altri

Baal HaSulam scrive nell’articolo La garanzia spirituale (Arvut) che tutti coloro che si dirigono al Creatore sono un unico popolo, responsabili gli uni degli altri. Questa è la garanzia mutua.

La Torà (la Luce della Correzione) è stata data a questo popolo solo dopo aver chiesto ad ognuno se era disposto ad assumere il compimento del comandamento di amare il prossimo come se stesso, come è scritto: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”, cioè di prenderci cura degli altri non meno di come la Natura ci obbliga a prenderci cura di noi stessi.

Questa è la condizione per la quale possiamo attrarre la Luce della Correzione. Solo se riveleremo il nostro desiderio di unirci, allora arriverà la Luce e correggerà il nostro vaso spirituale.

La Garanzia mutua si ha quando ci troviamo come in un unico corpo, un organismo unico e dipendiamo gli uni dagli altri, elevandoci al di sopra del nostro desiderio.

Per questo, ognuno deve avere uno schermo anti egoista ed essere nel mondo spirituale nel grado della dazione (Chafetz Chesed) e relazionarsi alla sua vita materiale come qualcosa di necessario per l’ascesa spirituale.

Quando uno riempie l’altro, capisce che deve unirsi a lui, perché tutta la sua vita è predestinata a questo, come le cellule di uno stesso corpo.

Ogni cellula ed organo del corpo vive per compiere la sua funzione in relazione all’organismo comune.

Il senso della sua vita sono l’amore e la dazione. Quando sentiamo questa connessione tra noi, questa viene denominata una vita spirituale.

Se vogliamo unirci in questa maniera, allora riceveremo la forza per farlo!

Per prima cosa preparate la zuppa


Domanda: Durante tutta la lettura del libro dello Zohar la mia mente immagina immagini esterne.

Come posso ricordare che tutto questo avviene dentro di me e che si tratta di connessioni tra noi?

Risposta: In verità ciò non importa. “Ciò che non fa la mente, lo farà il tempo”, il tempo dello studio e l’avvicinamento agli amici.

Se la persona non può pensare (con la testa) allo scopo durante lo studio, che ascolti il suo cuore.

La cosa importante è di mantenere sempre il pensiero su cosa desideri dallo studio. Senza questo, la Torà non funziona.

La Torà agisce secondo l’intenzione dell’uomo, come è stato detto “Ho creato l’inclinazione al male e ho creato la Torà come una spezia per essa”.

Hai l’inclinazione al male? Portala ed allora riceverai la Torà come la spezia per essa (il mezzo per la sua correzione).

Se non hai l’inclinazione al male, in cosa ti può aiutare la Torà? I cabalisti ci danno alcuni esempi molto semplici.

Hai la zuppa? Vuoi aggiungervi il pepe, il sale ed altre spezie? Per favore! Se non hai la zuppa, in cosa ti possono aiutare il sale ed il pepe? Da soli sono orribili.

Nel nostro caso, dobbiamo prima preparare “la zuppa”. Senza di essa non ha senso esigere le spezie. Non possiamo neanche esigerle!

Nel processo della preparazione della zuppa (del gruppo), appare la necessità delle spezie affinché la Luce ci unisca. La Torà è necessaria solo per coloro che hanno scoperto la loro inclinazione al male.

Per questo dobbiamo arrivare alla nostra lettura del libro dello Zohar ed a tutti i nostri studi, soprattutto con la corretta intenzione, sapendo che è ciò che desideriamo, ovvero, preparando la nostra natura maligna.

Hai qualcosa da correggere, hai il male dentro di te: riceverai la sua correzione. Se non hai scoperto il tuo male, prima di tutto devi cercarlo.

Se ti senti un giusto, la Torà non è per te. Essa è per i peccatori, per correggerli.

Per questo il più grande scopre in sé un egoismo più grande, un male più grande ed ha qualcosa per correggerlo.

Per questo non è importante quanto capisca la persona durante lo studio. “La Torà non è studiata dagli intelligenti”. La cosa importante è che senta di avere qualcosa da correggere nella sua relazione con gli amici;

perché dobbiamo unirci in un unico desiderio, l’anima di Adamo. Dobbiamo diventare fratelli.

Non importa se adesso ci odiamo, non ci amiamo e ci ignoriamo a vicenda, ma comprendiamo che lo scopo è l’unione.

Per questo, speriamo che arrivi la Luce e che ci riporti alla fonte. In questo modo ci trasformeremo in un solo desiderio e tra noi si rivelerà il Creatore.

Non c’è niente di più prezioso di un cuore rotto

Domanda: Ogni tanto ascolto le sue discussioni sullo stato del gruppo e di ognuno in particolare e mi sorprendo fino a che punto non sono ancora corretti ed in basso, fino a che punto il gruppo ancora non è un gruppo, senza amicizia e garanzia reciproca. Allora, dove è il progresso?

Risposta: Grazie per la domanda. È possibile che grazie ad essa lei capisca il suo stato. Quando più in alto ascende l’uomo, tanto più vede se stesso ed il gruppo più deboli ed in basso;

perché brilla su di loro la Luce Superiore, Ohr Makif e guardano se stessi rispetto ai gradini sempre più elevati.

Quando parlano di loro, ad un osservatore esterno sembra che egli si trovi nel loro stesso livello, o anche più in alto, perché non sente in sé questi problemi. Misura se stesso in base al livello in cui si trova!!!

Per questa ragione è stato detto che “lungo il cammino diretto del Creatore possono camminare solo i giusti”, perché giustificano il Creatore, dopo aver scoperto tutto il male in essi. È il Creatore a rivelare loro questi stati. Dopotutto, “Non c’è niente a parte Lui”.

Per esempio, guardi come il popolo di Israele pecca ad ogni passo della Torà nel suo cammino spirituale! Vedere inoltre “Il rovo ardente in Kotzka” ecc …

Però agli estranei sembra di essere più piccoli di loro che si dedicano completamente al loro sviluppo spirituale. È perché non hanno in sé le tre linee per andare al di sopra di se stessi a prescindere dalla ragione.

Come è detto: “L’opinione della Torà è contraria a quella della gente comune”. La sua comprensione scorretta (terrena, egoista) dei nostri stati li allontana da noi, ed è la cosa migliore per ambedue le parti.

L’incontro con il Creatore sul ponte dell’amore

Domanda: Come posso dare ad altre persone se devo sentire i loro desideri come miei? Significa che sto dando a me stesso?

Risposta: No, in ogni modo li sentirò “come” miei, però la differenza tra loro e me rimarrà. Resterà l’odio e al di sopra di questo, edificherò il ponte dell’amore!

Dentro c’è un desiderio verso di me e contro di loro. Al di sopra di questo desiderio c’è uno schermo (la Luce Riflessa), cioè, c’è il desiderio di riempire loro invece di me; e quando riempio questi desideri, lo farò con l’intenzione di dare.

La sensazione di me stesso e di loro davanti a me ed anche i loro desideri come i miei, tutto questo diventa il Partzuf spirituale della mia anima. Tutti i desideri che erano al di fuori di me, adesso entrano nel “corpo” della mia anima, perché li riempio per la dazione.

Solo questi sono quelli posso riempire. Io vi partecipo come colui che riempie, come la testa, “Rosh de Partzuf”! Tutto il mio corpo sono i desideri altrui.

Se disegno il Partzuf spirituale, vediamo che la sua testa è l’io originale ed il corpo è costituito dai desideri di altre persone; ma in ogni modo, chi posso riempire per dare? Me stesso?

Attraggo la Luce per dare agli altri attraverso me stesso. Cioè, sono la testa che decide di farlo; e quando li riempio, divento il Creatore rispetto agli altri.
Per questo, sento come il Creatore si rivela all’interno di questo corpo dell’anima, cioè, nei loro desideri che sono diventati i miei! Questo Creatore sono io! Ciò significa che io mi unisco al Creatore.

Perché questi desideri appartengono ad altre persone, però io le riempio. Il risultato è che divento simile al Creatore!

In questo stesso modo è organizzato il Partzuf spirituale: nella testa si trovano i suoi pensieri, i suoi desideri, le sue decisioni su come bisogna agire, però nel corpo ci sono i desideri delle altre persone, i quali sono diventati per lui come suoi (amerai il tuo prossimo come te stesso). Per questo, lui sente il suo mondo nuovo e l’unione con il Creatore in questo corpo.

Da cosa dipende il mio futuro

L’ambiente e il maestro sono gli unici fattori che determinano il futuro dell’uomo.

In ogni momento deve vedere il suo stato, come se ricevesse dall’alto tutto il necessario e l’unica cosa che gli resta da fare è di unirsi con l’ambiente corretto.

Questo è sempre presente, dobbiamo solo saperlo scegliere. In ciò consiste il nostro unico libero arbitrio, perché il resto è il risultato di questa scelta.

Per questo non devo preoccuparmi di niente, eccetto da dove ricevo la mia alimentazione, con chi sono in contatto, chi mi influenza! Cioè, pensare sempre non a me stesso, ma con quale ambiente sono connesso.

Se una persona vuole dirigere il suo sviluppo, la sua vita ed il suo destino, allora deve pensare solo con chi è in contatto.

Però, per un essere umano, non è caratteristico pensare a questo! Pensiamo costantemente a noi stessi. Chi sono e cosa mi succederà? Qual è il senso della mia vita?

Mi pongo queste domande internamente e sono corrette! Ma come penso di risolverle? Con cosa unisco la loro soluzione?

I cabalisti spiegano che la soluzione dipende solo dall’ambiente; e per questo, devo dirigere immediatamente il mio sguardo alle forze esterne che influiscono su di me, perché la loro influenza determina tutto il mio futuro.

In essenza questo non è qualcosa di esterno, ma l’unico sistema delle anime, una parte integrale del mio corpo spirituale, nel quale c’è stata la frammentazione e che devo correggere.

Solo lì posso cambiare qualcosa, con gli altri desideri non posso far niente.

È come se mi seppellissi in un archivio e leggessi un protocollo degli avvenimenti predeterminati da molto tempo. Posso influenzare in qualche modo solo il mio ambiente, ed è un peccato sprecare la mia attenzione su altre cose.

Siamo responsabili di tutto il mondo!

Domanda: Rispetto all’articolo Prefazione al libro dello Zohar di Baal HaSulam, cosa significa in pratica “valorizzare la sua parte interiore rispetto a quella esteriore”?

Risposta: Valorizzare la mia parte interiore significa rispettare la mia missione, l’obbligo di raggiungere la dazione reciproca ed unirsi “come un solo uomo con un solo cuore”. Unirsi nell’amore fraterno per scoprire il Creatore, cioè, la forza comune della dazione e dell’amore che governa in natura.

Questa deve essere la cosa più importante per l’uomo. Esiste la forza superiore della dazione. Questa forza riempie tutto, ma non la percepiamo perché la annulliamo con il nostro egoismo. La nostra intenzione corretta risiede nel fatto che la scopriamo in tutto il suo potere.

Sto facendo un calcolo: è l’unica cosa che mi importa in questa vita, per questo sono nato e vivo. Ho bisogno di riuscirci mentre vivo in questo mondo. Da questo mio lavoro dipende tutta l’umanità, perché siamo uniti tutti in una sola rete.

Baal HaSulam scrive che “l’uomo del popolo di Israele” – coloro nei quali esiste il punto nel cuore (Isra-El significa “il desiderio dell’unione con il Creatore”)-determina la direzione e lo stato di tutto il mondo, in funzione della sua direzione.

Quest’uomo non può dire: “Adesso non voglio niente, sono in una caduta, lasciatemi stare con il vostro lavoro spirituale, vado a riposare!”

Dov’è la tua responsabilità e la comprensione che dietro di te ci sono milioni e milioni di persone che dipendono da te?

Adesso tu decidi il loro destino rispetto a come avanzeranno verso la correzione: sotto i colpi o consciamente, attraverso il cammino del bene. Se dipendono da te, sono nel diritto di chiederti, con tutta severità, qual è la tua scelta: portarli dietro di te nel lato buono e nel lato cattivo?

Non hai scelta. In questo modo è costruita la rete mondiale e questo posto ti è stato dato al suo interno. Per questo tu, devi trovarti sempre nel timore superiore, ricordando che determini ciò che succederà in tutto il mondo.

Dopo scoprirai che risulta che tutte le persone sono tuoi figli, i più vicini a te; ma anche adesso, con la fede al di sopra della ragione, devi pensare così. Tutto ciò che fai, non lo fai a te, ma a tutto il mondo!

Il grado della nostra valorizzazione della spiritualità determina inequivocabilmente il destino di tutti gli altri. Tutto ciò che è importante per noi, sarà importante per tutti.

Così è organizzato tutto questo sistema, nel quale siamo connessi attraverso rigide unioni. Colui che non ha il punto nel cuore non può cambiare niente. Solo tu, chiamato “Isra-El” o “Li-rosh” (Io sono la testa), puoi farlo.

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Superare la gravità terrestre

Le lezioni sulla scienza della Kabbalah sono diverse da qualsiasi altro tipo di lezioni, poiché la Kabbalah ci insegna a percepire la realtà che non sentiamo naturalmente dalla nascita. Bisogna prepararsi per queste nuove sensazioni mediante i seguenti passi:

1.Prima della lezione dobbiamo disconnetterci da tutti i problemi e le preoccupazioni, come se mai prima fossimo esistiti in questo mondo e come se il mondo stesso non esistesse. Se vogliamo sentire una nuova realtà, non ci deve preoccupare niente a parte noi stessi, per cui dobbiamo fingere che il nostro mondo non esista.

2.Dobbiamo cercare di cominciare a sentire qualcosa di grande, di nuovo, di eterno, elevato e globalmente decisivo. Per tanto dobbiamo essere preparati ad accettare questa nuova elevazione e grandezza.

3.La percezione dei mondi spirituali si ha nell’unità delle anime. Dobbiamo essere coscienti che soltanto tramite gli sforzi interiori congiunti per unire le nostre aspirazioni in un’ intenzione comune, potremo generare in tutti ed ognuno di noi, il vero desiderio di percepire il regno spirituale: l’attributo della dazione e dell’amore.

4.Come risultato dei nostri sforzi congiunti per raggiungere l’attributo della dazione e dell’amore, scopriremo che abbiamo bisogno dell’aiuto esterno, il che creerà una preghiera interiore al Creatore, chiedendogli che ci aiuti e faccia nascere dentro di noi questo attributo.

5.Questa preghiera può emergere e condizionarci nel tempo dello studio in gruppo delle fonti cabalistiche originali.

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