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Anticipare l’egoismo

Una domanda che ho ricevuto: Lei ha parlato, in più occasioni, della nostra tendenza a fuggire dalla spiritualità, ancora prima che si avvicini. In altre parole, il nostro egoismo ci allontana dalla spiritualità, rallenta il nostro cammino. Come possiamo evitare di commettere questo errore e, anzi, progredire nonostante l’ego?

La mia risposta: È necessario giocare d’anticipo. Quando ce ne accorgiamo, è troppo tardi. L’ego ci inganna in tutti i modi. È necessario lavorare d’anticipo, costantemente. È come un alpinista attaccato a un alpinista, a sua volta collegato ad un terzo, e così via. Tale interconnessione reciproca è essenziale.

In questo cammino, una persona può perdere il controllo in qualsiasi momento. Senza questo legame con gli altri, si perde tempo a cadere, e altro tempo per risalire; una vita si può perdere in questo. Questa è la ragione per la quale una persona, nella sua vita, non arrivi alla spiritualità e non avanzi attraverso i 125 gradini spirituali.

Tutto è organizzato in modo preciso, logico e appropriato. È una legge di natura. Non esistono moìne da parte del Creatore, Egli non dice “Oh, sei così piccolo, ti amo, farò tutto per te …” No, questo non esiste. Dazione e ricezione sono opposti. Si deve trovare il giusto rapporto fra loro e ad agire con precisione. Questa è una legge.

Non è come nel nostro mondo, dove, in qualche modo, ci adattiamo e creare condizioni artificiali per noi stessi. Non c’è pietà nella natura, secondo la nostra concezione del termine. Per noi, la misericordia significa ottenere quello che speriamo di meritare. Tuttavia, questo non è esatto. Perché dovrebbe essere così? Perché il tuo bel viso, forse …?

Pertanto, se capiremo l’essenza della natura e come ci si deve comportare nei suoi confronti, possiamo riuscire. Giustifichiamo le azioni del Creatore, invece di aspettarci misericordia. Dobbiamo studiare le leggi della natura e portarle avanti, con precisione, in noi stessi. Se faremo questo, non ci sarà alcun problema. Vedremo come perfetto ed eterno è tutto e andiamo alle stesse condizioni.

Domanda (continuazione): Allora, qual è la soluzione? Come possiamo anticipare l’egoismo?

Risposta: Basta essere collegati con gli altri. Ci è stata assegnata questa condizione. Solo la mutua garanzia può aiutarci. È quello che succede con gli alpinisti. Solo insieme possiamo raggiungere l’obiettivo. In altre parole, devo pensare a te e anche me stesso. Ho bisogno di preoccuparmi per ogni tua azione, come faccio io con me.

Domanda (continuazione): Per gli alpinisti, la cosa è evidente: se qualcuno cade, si vede. Ma qui è diverso. Si torna ai piaceri di questo mondo tutto il tempo, e questo ci rende felici.

Risposta: Questo avviene anche nello stesso metodo di garanzia mutua, la comprensione reciproca che si passi attraverso questo stato e ci sia bisogno di prendersi cura l’uno dell’altro. Dobbiamo renderci conto questo.

Dovrebbe importarci di ciò che accade agli altri, perché altrimenti non raggiungeremo l’obiettivo. Poi, sotto l’influenza della Luce Superiore, acquisiremo la sensazione di unione verso il prossimo, e esso diventerà più importante di noi stessi. È come nel nostro mondo, quando ti prendi cura di un bambino non tuo, diviene importante per te e lo ami come tuo figlio. Questa è l’influenza della Luce Superiore.

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Il punto d’accesso alla spiritualità

Ho ricevuto una domanda: Com’è possibile annullare me stesso davanti al mio amico se sono capace soltanto di vedere la sua corporalità?

La mia risposta: Non prestare attenzione alla parte corporale, questo mondo è un’illusione (Olam Amedumeh). Tu devi fare caso solamente al punto nel cuore della persona. Questo è quello a cui tu vuoi unirti. La sua personalità può essere sgradevole, e può essere qualcuno che non ti piace, ma quello appartiene al livello “animato”, ai suoi e i tuoi “asini” (ego).

Quando ti concentri nei traguardi spirituali e nel suo punto nel cuore, vedi un desiderio puro che brucia dentro di lui senza nessun collegamento con le proprietà corporali. Il corpo non ha nessun significato. Alla fine viene soltanto trascinato verso il cimitero, essendo totalmente inutile.

Ma il punto nel cuore è Il Creatore in ognuno di noi. Il Creatore esiste dentro di tutte quante le persone. Comunque, Lui si manifesta apertamente tra gli amici di un Gruppo Kabbalistico dato che è stato Lui che ha riunito questi punti nel cuore per farli unire ed andare verso di Lui. Per cui, devi essere grato di avere ricevuto questo medio.

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Dal punto nel cuore fino a Malchut dell’infinito

Non c’è Luce senza un vaso e non c’è riempimento senza un desiderio. La Luce Superiore si trova in uno stato di riposo assoluto; riempie e circonda completamente la creazione. Tutto dipende unicamente dal nostro desiderio, dai nostri vasi di percezione. Se desideriamo questo particolare riempimento, lo percepiremo. Tuttavia, se il nostro desiderio non corrisponde esattamente alla frequenza o alla qualità del riempimento (cioè, non c’è equivalenza delle proprietà tra il desiderio e ciò che lo riempie), allora non ci sentiamo soddisfatti. Diversi esempi del mondo corporeo danno prova di ciò.

Dobbiamo portare il nostro desiderio verso la Luce Superiore affinché sia riempito. Per fare questo correttamente, il desiderio deve corrispondere alla Luce, cioè, essere nella dazione. Come acquisiremo questa forza della dazione? I kabbalisti dicono che in ogni persona esiste il potere di dare, però è molto piccolo e resta tale nella persona che si mantiene sola.

Questo potere di dare crescerà solo se una persona si unisce agli altri. Se desidera ottenere la dazione ed è disposta a fare ciò che è necessario con il fine di ricevere, dal gruppo e dagli amici, il suo desiderio di dare; allora acquisisce da loro molti di quegli stessi desideri. Può farlo nella misura in cui annulla se stessa ed esalti gli amici al di sopra di sé. In questa maniera, sarà pronta a ricevere da loro un desiderio più grande di dare, tanto in qualità che in quantità. Se una persona ha il desiderio di dare, allora la Luce, durante la lettura dello Zohar, lavorerà con lei; questa Luce comincerà ad organizzare il suo desiderio ed a riempirlo.

Per tanto, la preparazione alla lettura dello Zohar dovrebbe aver luogo nel gruppo, nella reciproca “incorporazione” degli uni negli altri, con il fine di formare un forte desiderio. In questo caso, avremo successo. Possiamo accelerare il tempo ed accorciarlo, senza necessità di sommergerci in una sofferenza corporea prolungata. Possiamo trasformare le sofferenze terreni in tormenti d’amore, il che significa soffrire per il fatto di non avere le qualità della dazione, per non avere il desiderio di dare che dobbiamo acquisire. Possiamo lavorare con il gruppo e gli amici e facendolo, acquisire questa volontà.

Come vediamo, tutto è nelle nostre mani. Di fatto, possiamo mettere il cronometro sullo zero. Il Creatore ha creato solo il punto “dell’esistenza dall’assenza”. Ci ha dato il resto affinché aumentassimo il nostro desiderio dalla misura del punto nel cuore fino a quella dell’estensione di Malchut dell’Infinito. Ciò è possibile solo se ci uniamo. Per tanto, abbiamo solo un’opportunità di raggiungere il desiderio per la Luce: sforzarci nell’essere giusti all’interno dei nostri piccoli desideri di dare.

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Un dramma kabbalistico

Domanda: Perché è così difficile realizzare la condizione di “comprati un amico”? Non dovrebbe risultare gradevole per il nostro egoismo?

Risposta: Tu “compri” i tuoi amici nello sminuirti innanzi a loro e facendo ciò che loro desiderano. Questo si chiama “pagare”; però, invece di entrare orgogliosamente nel negozio con una montagna di soldi, e scegliere chi vuoi comprare, compri il tuo amico facendo ciò di qui lui ha bisogno; tu lo servi. Non lo compri “dall’alto”, ma lo compri “dal basso”: sei disposto a fare tutto per lui, come se egli ne avesse bisogno.

In altre parole, ti inchini davanti a lui e chiedi: cosa posso fare per te, affinché tu mi consideri come tuo amico? Sono disposto a fare tutto, solo restituiscimi il mio desiderio spirituale, la mia “anima”.

Non puoi esigere da lui con la forza che ti restituisca la tua anima, visto che è in suo possesso; se tu vuoi ricevere la tua anima, devi avvicinarti a lui da diverse angolazioni, cercando di trovare il modo, in cui lui liberi la tua anima. Il tuo successo dipende solo dalla sua attitudine positiva verso di te; e se lui non vuole avere questa buona attitudine, allora sei perso.

Qualche volta hai avuto cura di qualcuno cercando di ottenere la sua buona disposizione? Immagina che di fronte a te ci sia un giudice che sta sul punto di pronunciare la sentenza ed è contro di te ed è molto furioso. Come cercheresti di cambiare la sua ira in clemenza?

“L’individuo ed il gruppo” è tutto un dramma kabbalistico.

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Il Superiore non si sbaglia

In tutto il nostro cammino spirituale dobbiamo avanzare con la fede al di sopra della ragione, perché ottenendo la percezione della spiritualità, entriamo nell’ambito del Creatore, desideriamo attrarre le Sue forze. Proprio questo si chiama “fede al di sopra della ragione”, quando vado non con gli occhi chiusi ma con la forza della dazione, non con il mio cuore e la mia percezione ma con il gradino superiore;

però vado in maniera tale da accettare la ragione e la percezione del superiore, elevandole al di sopra delle mie, come contrappeso alle mie, ovvero ottengo le nuove qualità, più alte e più logiche. Solo che a me non sembrano logiche. Lo stesso ci succede adesso. Ci scontriamo sempre con lo stesso problema: devo trattare i miei amici e tutto il mondo secondo il principio di “ama il tuo prossimo come te stesso”. Devo amarli, unirmi a loro, fare qualcosa con me stesso? Come è possibile? Questo non mi piace, non sono capace di farlo. Qui bisogna accettare questa condizione, questa legge della fede superiore alla ragione; decidere che lo farò, perché ho la possibilità di compiere questa condizione anche senza il desiderio, come è stato detto: “Faremo e ascolteremo”.

Per questo, come è detto nella Torà, fiorì il bastone di Mosè. Tutto questo succede con la benedizione dall’alto, quando accetti la ragione del gradino superiore, che significa che vado dietro al Creatore, perché il Creatore è un gradino più alto e non qualcosa di lontano.

Così il figlio minore impara dal maggiore. Sta captando a bocca aperta tutte le sue parole, tutti i suoi movimenti, tutti gli esempi. Qualunque cosa gli insegni, lui la assimila. Si sviluppa grazie a questo. Dobbiamo utilizzare la stessa cosa come una grande forza contro la nostra natura, obbligarci ad imparare il gradino superiore.

Ciò si chiama fede al di sopra della ragione. La stessa forza che ottengo dal gradino superiore, la ragione, moltitudini di conoscenze ed informazioni. Ciò si chiama solo fede al di sopra della ragione, perché nello stato attuale devo andare contro la ragione; ma è chiaro che è così, perché nel gradino superiore esiste un desiderio più grande di ricevere piacere e questo è più grande nell’intenzione della dazione.

Senza dubbio, il gradino più elevato è contrario a me. Questo gradino non mi sembra mai logico. Il superiore sembra sempre strano all’inferiore, confuso, che agisce scorrettamente, perché il gradino superiore è contrario a me, incomprensibile e sono sicuro che il superiore non ha ragione. Solo grazie all’esperienza vediamo che il superiore non si sbaglia. Anche se il suo comportamento ci sembra strano ed illogico, semplicemente non capiamo i suoi calcoli; però durante tutto il cammino lui non si sbaglia.

Impariamo a cambiare

La gente aspira sempre alla comprensione, ma non capisce che questa si ottiene solo al di sopra della ragione, cioè nel vaso spirituale della fede al di sopra della ragione. Solamente lì sarà rivelata la vera conoscenza. Attualmente stiamo studiando gli articoli del Rabash sul gruppo e stiamo cercando di costruire la nostra comunità in Internet, in accordo ai principi che vengono descritti in questi articoli; vogliamo che le persone si occupino personalmente di questo, tanto quanto è loro possibile farlo. Non importa in che misura possano capire gli articoli, ciò che conta è che lavorino su di essi durante tutto il giorno.

Una persona può forse confondersi, non capire niente, maledire tutto questo e volerlo allo stesso tempo. Per questo, è molto importante per ognuno, occuparsene costantemente. In questa maniera, attraiamo la Luce che Riforma; questa cambierà i nostri desideri e di conseguenza capiremo.

Tuttavia, la comprensione non è l’obbiettivo in sé. L’obbiettivo è compiere azioni corrette che ci portino più vicini alla dazione. Non studiamo con il fine di ricevere conoscenza, lo facciamo con il fine di cambiare. Al contrario, sarebbe troppo facile (come desidera il nostro egoismo, cioè di poter acciuffare il mondo superiore, spirituale anche per se stesso).

Tutta la Torah (la Kabbalah) ci viene data per un solo scopo: correggere la nostra natura egoista, cioè, la Torah lavora nella direzione opposta, contro il nostro ego. Non entri nella spiritualità per conto tuo, ma la Forza Spirituale della correzione entra in te. Tu devi desiderare ed anticiparti verso questa forza di correzione. Questo è chiamato il tuo Mashiah (Messia).

Evidentemente abbiamo bisogno di lavorare su questi articoli sul gruppo: fare un piano, scrivere un breve riassunto, realizzare alcune definizioni, leggi e principi su di loro ed usarli per costruire il nostro statuto. Tuttavia, la cosa più importante è di essere occupato in questo tutto il tempo. I risultati verranno come conseguenza di questo lavoro e non attraverso la loro comprensione. Tutto dipenderà da fino a che punto vogliamo che ciò avvenga. Questa è conosciuta come preghiera (MAN).

Per tanto, lavorare con gli articoli è essenziale. Tuttavia, non deve essere un lavoro per acquisire conoscenza, ma anzi per mettere in pratica questi articoli.

L’immagine olografica dell’anima

Il Creatore esige che le nostre anime si uniscano. La distanza tra noi ed il sentirci come estranei, costituiscono una corruzione totale. La correzione, d’altra parte, risiede nel percepire noi stessi come le parti di un corpo unico. Tuttavia, non è sufficiente percepirci come parti di un organismo che lavora unito.

Devo incorporarmi in tutti e loro devono incorporarsi in tutti gli altri e così all’infinito! È come un’immagine olografica, nella quale ogni elemento contiene tutte le altre in sé.

Non possiamo ancora immaginarla a livello sensoriale, perché siamo opposti a questa immagine. Dentro di noi, la frammentazione dei vasi ha dato come risultato la sensazione di essere separati l’uno dall’altro. Non possiamo neppure capire come sarebbe possibile incorporarci agli altri, che non esista un “io” che si unisce agli altri e diventi un tutt’uno.

Quando i nostri punti nel cuore si uniscono, questa realtà illusoria di corpi fisici svanisce; restano solo i nostri desideri. Quanto più appropriatamente ognuno di noi cerca di immaginare la nostra unione, tanto più vicini saremo alla vera immagine della realtà che è l’unica ad esistere. Dobbiamo solo avvicinarci e rivelarla. In questo modo saniamo gradualmente tutte queste illusioni materiali che ci avvolgono.

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Come funziona il meccanismo della correzione

Domanda: Come posso passare il mio punto nel cuore attraverso il gruppo, il quale funziona come un amplificatore spirituale?

Risposta: Usiamo mezzi esterni: i libri, il gruppo,il maestro, il nostro sistema di educazione e le connessioni che abbiamo in tutto il mondo. I kabbalisti determinarono queste condizioni per noi.

Se utilizziamo questi mezzi, costruendo per noi delle tracce esterne, ed includiamo il nostro desiderio verso la spiritualità in questo sistema, allora il desiderio comincia a crescere.

All’inizio ho solo il mio punto nel cuore. Questo punto lo do ai miei amici, ricevendo da loro tutti i loro punti! Però, di fatto, il sistema di connessione tra noi, tra le nostre anime, già esiste!

Tutto è stato preparato in anticipo durante la discesa dai mondi dall’alto verso il basso. Questa struttura è stata disposta per la nostra ascesa dal nostro mondo al Mondo dell’Infinito.

Ho bisogno solo di capire come incorporarmi in questo sistema: annullare me stesso, vedere gli altri come già corretti e desiderare, attraverso loro, di ricevere la Luce della Correzione.

Allora, riceverò dagli altri i loro desideri per la dazione, che aumenteranno a loro volta il mio desiderio. Dal principio io avevo un piccolo punto nel cuore, però non sapevo dove era diretto;

però io mi sforzavo nel gruppo e volevo entrare in esso, con questo io facevo già un’azione di dazione! Come risposta, ho ricevuto dagli altri una vera forza, un vero desiderio di dare!

All’improvviso vedi che realmente desideri ed apprezzi questo. Allora, ti arriva la seguente paura: “raggiungerò la dazione al Creatore, o finirò col non poterlo fare in questa vita?”

Per ora sono pensieri egoisti, però vertono su come si può ottenere la dazione! Questo si chiama “Lo Lishmà”: (a) cercare di dare e (b) pensare al beneficio.

Risulta che attraverso il gruppo, ricevi una direzione più interna, una direzione verso il Creatore.

Quando aspiri a Lui, allora ti avvicini alla fede, cominci ad attrarre su di te altra Luce Circondante.

Non è che la Luce cambi, tu sei cambiato! Per questo, la Luce ti influenza in un’altra maniera. Adesso la Luce può darti la qualità della dazione.

Quando ottieni la qualità della dazione, allora cominci ad ascendere al di sopra del tuo egoismo …

Questo è quanto volevi ottenere dal principio, però la Luce ha organizzato tutto in maniera tale che adesso puoi farlo non attraverso la forza, ma secondo il tuo desiderio.

All’improvviso, senti in che maniera ti riempie la qualità della fede, cioè la qualità della dazione; perché la fede è la dazione, Binà.

Essa ti libera dal tuo ego! Non è che ti separi dall’egoismo, ma ti da la forza per ascenderne al di sopra.

Questo è già al di sopra del Machsom.

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Scegliere la Buona fortuna nel gruppo

Domanda: Come posso annullarmi davanti all’ambiente se non ho il desiderio di farlo?

Risposta: Devi capire che non c’è scelta; ti trovi davanti ad un muro. C’è un gruppo; annullati davanti ad esso e riceverai da questo l’importanza dello scopo. È come riempire il serbatoio di benzina in una stazione di servizio. Ti ricarichi con il gruppo, e così puoi guidare qualche chilometro in più. Se torni a ricaricare, allora puoi avanzare un po’ di più e così via. Ciò che mi dici è: “Non voglio ricaricare di benzina, ho difficoltà ad arrivare fino al distributore, cosa posso fare? Non hai scelta poiché ci sono strette leggi che lo governano.

Chiedi ai tuoi amici che ti aiutino, come è stato detto “Aiuta il tuo amico”; ma una volta chiarite tutte le condizioni, non c’è nient’altro da chiedere. Devi agire. Non aspettarti di trovare una porta secondaria che porti alla spiritualità, perché non esiste!

Esiste solo un principio: “Siamo sotto l’influenza dell’ambiente che noi scegliamo”. Il Creatore lo ha creato in questa maniera perché siamo parti di un’anima unica e tutti dipendono dagli altri. Questa dipendenza, continua anche dopo la frammentazione dei vasi. Ricevi una cattiva o una buona influenza, ma in ogni caso, la persona dipende totalmente dall’ambiente (società).

Ti si presenta l’opportunità di entrare in una società che aspira alla spiritualità; ma adesso sei tu a decidere in che maniera stabilirti in essa. Il Creatore prende la tua mano, la mette sulla buona fortuna e dice “Prendila!”. Adesso tutto dipende da te: se la prendi oppure no. Lui non può più aiutarti in niente poiché, in altro modo, ti priverebbe del tuo libero arbitrio. Se Lui fa il lavoro per te, la tua individualità cesserebbe di esistere;

ma se la persona desidera attaccarsi alla sua antica condotta, cioè comportarsi secondo quello che detta la sua natura, come fa l’animale nella sua interiorità, questa è la sua scelta. Come può diventare “un essere umano?” Deve elevarsi al di sopra “dell’animale” che porta dentro e capire che deve vincere se stesso ed annullarsi davanti al gruppo. Dal primo momento qualunque atto consiste solo nel sentire l’importanza degli altri ed unirsi ad essi. Da solo non potrai riuscirci.

Solo uniti possiamo cambiare o raggiungere quello che è. Se non è in unione, tutto ciò che farai sarà invano. Non ti realizzerai come un essere umano e continuerai ad essere un animale. Un “umano” è qualcuno che è nato grazie al fatto che si è annullato davanti a questo ambiente così particolare. Suona paradossale ma è così.

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Il lavoro interno del Kabbalista, 24.05.2010

L’uomo lo incontrò vagando per il campo e gli chiese: “Cosa cerchi?” Gli rispose: “Cerco i miei fratelli, dimmi, dove sono?”.

L’uomo che si perde nel cammino, che si è perso in questo campo della vita, non può continuare a vivere così. Egli cerca aiuto e persone simili a lui, i suoi fratelli.

Egli sente che deve trovare un altro cammino, non sul piano terreno, vivendo come un animale ma elevandosi al di sopra di questa vita al livello dell’uomo.

Per questo cerca coloro che sono pastori, ovvero coloro che governano i loro animali. Vuole unirsi a loro affinché diventino suoi fratelli e gli insegnino come essere un pastore, come elevarsi ad di sopra del suo animale.

“Il campo” (il desiderio) significa il luogo nel quale devono crescere i “doni della terra”, i risultati della vita. Nel campo pascolano “gli animali”, persone che non hanno uno scopo superiore, quelli che vivono solo qui e adesso;

ma, come posso trovare il cammino e riuscire ad essere “uomo” per ottenere “il pane” (le forze spirituali e la conoscenza) “dal campo” e dare “l’alimento” (la vita superiore) a tutto il mondo?

L’uomo piange a causa dell’animale interiore del quale deve liberarsi e salire al livello spirituale. Per questo gli è necessario un grande appoggio. Questo gli permette di aggrapparsi di più alla spiritualità che alla materialità che lo tira verso il basso.

Per questo io, per mia libera scelta, entro in un gruppo kabbalista, dove governa l’amore per gli amici, che vuol dire che non posso progredire senza di loro.

L’amore si ha quando ognuno sente che il gruppo è più importante di se stesso, è più importante del suo “asino”. Il gruppo è il suo “uomo” e con il suo aiuto può arrivare alla fusione con il Creatore, essere simile a Lui. Tutto ciò a condizione che si dia al gruppo per ricevere da esso le forze e potersi elevare al di sopra del suo asino, al livello dell’uomo.

La Luce che arriva attraverso il gruppo crea in mi quest’uomo. Il gruppo diventa il mio “corpo” e la Luce che lo riempie è la Luce della vita. L’unica maniera per ottenere ciò è l’amore verso i miei amici, quando li amo più di me stesso; perché loro sono la mia anima, le sue parti ed io sono solo un “asino”, il mio materiale. In questa maniera, sostenendoci reciprocamente, possiamo diventare uomini.

Le forze che impediscono la tua unione con gli amici si chiamano “esilio”. Sentiamo questo esilio se vogliamo unirci al gruppo e non possiamo, perché dentro c’è il Faraone ed egli governa il popolo di Israele in me. A causa del fatto che ci sforziamo nell’amore per gli amici, saremo degni di uscire dall’esilio e ricevere la Torà, la stessa forza che ci unirà.

Tutta la storia del popolo di Israele in Egitto e dopo il suo pellegrinaggio nel deserto, è un racconto sulle tappe della correzione dell’uomo. Dalla prima tappa, dal suo iniziale punto spirituale, fino al raggiungimento del desiderio “Israele” (diretto al Creatore), la terra di Israele.