Pubblicato nella 'Baal HaSulam' Categoria

Che cosa accadde realmente sul Monte Sinai?

Il racconto del Monte Sinai solleva una domanda fondamentale: che tipo di interazione esisteva in quel tempo tra le persone e che cosa possiamo imparare da essa riguardo a ciò che sta accadendo oggi in Israele e nel mondo? Esso indica il prossimo stadio dell’evoluzione umana e un futuro che si sta rapidamente avvicinando.

La nostra storia inizia nell’antica Babilonia. Abramo, figlio di Terach, un instancabile ricercatore babilonese, scoprì che la natura è una rete integrale governata da un’unica forza. Per essere in armonia con l’unità della natura, anche l’umanità deve diventare unita. Per questo Abramo insegnava la benevolenza e l’amore per il prossimo. «Dobbiamo vivere come un’unica famiglia», diceva a tutti. Migliaia e decine di migliaia di persone aderirono alla sua idea, come descrive Maimonide nel Libro della Conoscenza, e da quel gruppo si sviluppò in seguito il popolo d’Israele.

Questo gruppo attraversò una successione di stati e, in ciascuno di essi, si trovò di fronte allo stesso compito: preservare l’unità e costruire una società che funzionasse come una famiglia. Ogni evento che colpiva il gruppo veniva considerato un’opportunità per rafforzare la connessione reciproca. Ogni esplosione di egoismo che minacciava di separare le persone era vista come un aiuto contro se stessa, una leva per accrescere l’unità. Così il gruppo avanzava da uno stato all’altro, diventando sempre più forte e coeso nel suo cammino verso una connessione integrale completa. In sostanza, questa è tutta la Torah in poche parole; tutto il resto non è che un approfondimento di questo principio.

Abramo, Isacco e Giacobbe rappresentano le «tre linee» presenti in questo processo di connessione: Abramo rappresenta la linea destra, Isacco la linea sinistra e Giacobbe la linea di mezzo. In termini semplici, il processo può essere descritto così: prima cerco di relazionarmi positivamente con un’altra persona (linea destra); poi scopro di non esserne capace, perché sono dominato dall’egoismo (linea sinistra); infine, al di sopra dell’egoismo che si è rivelato, chiedo la forza per superarlo e connettermi comunque attraverso l’amore (linea di mezzo).

Durante l’esilio in Egitto, il Faraone governava il popolo d’Israele. Dal punto di vista spirituale, ciò significa che l’intensificazione dell’egoismo ristretto, il desiderio di godere unicamente a proprio vantaggio e a spese degli altri, danneggiò il legame tra le persone. Alla fine, quando compresero come la forza della separazione li avesse resi schiavi e minacciasse di distruggerli, fu data loro l’opportunità di liberarsene, cioè di uscire dall’Egitto.

L’egoismo che si manifestò in Egitto, sotto forma di sentimenti di rifiuto, distanza, critica e disprezzo, costituì la preparazione all’evento del Monte Sinai. È significativo anche che la parola ebraica per «monte» (Har) sia collegata ai pensieri e alle riflessioni (Hirhurim), mentre la parola «Sinai» è collegata all’odio (Sinah).

Al Sinai fu posta loro una condizione: sarebbero stati capaci di elevarsi al di sopra del proprio egoismo? Avrebbero potuto connettersi positivamente nonostante tutto e diventare come una cosa sola? Sarebbero riusciti a raggiungere uno stato in cui le differenze tra loro sembrassero scomparire, come gocce d’acqua che, riunendosi in un bicchiere, formano un unico liquido omogeneo? Erano pronti a diventare garanti gli uni degli altri? A prendersi cura soltanto degli altri? A costruire una società in cui tutti fossero amici, uguali, fratelli e compagni amati? Se sì, sarebbero stati degni di ricevere la Torah, che rappresenta una luce superiore, una forza speciale capace di rendere possibile una simile connessione.

Il primo principio della connessione integrale è: «Non fare al tuo amico ciò che tu odi». Bisogna astenersi dal nuocere all’altro, perfino nel pensiero. La prova consiste in questo: ciò che non vorresti che gli altri pensassero di te o facessero a te, non pensarlo né farlo a loro. È come provare un vestito per vedere se ti sta bene.

Il secondo principio è ancora più elevato: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Dobbiamo imparare a sentire il cuore degli altri, includerci nei loro desideri e metterci al loro servizio. In altre parole, dovremmo desiderare di esistere soltanto per il bene degli altri.

A prima vista, queste condizioni e questi principi sembrano irrealistici e contrari alla natura umana. Soprattutto oggi, in un’epoca di egoismo sempre più accentuato, è difficile immaginare come qualcuno possa realizzarli. Eppure è proprio questa la direzione verso cui le forze evolutive della natura stanno guidando l’umanità. Non è un caso che il mondo diventi sempre più interconnesso e interdipendente. È il modo in cui la natura ci mostra che, dal punto di vista del sistema, siamo tutti parti di un unico corpo e che una connessione completa fra tutti gli esseri umani è una necessità inevitabile.

Tornando al Monte Sinai, la legge dello sviluppo della natura opera gradualmente. Innanzitutto era necessario che esistesse un piccolo gruppo capace di realizzare al proprio interno una connessione integrale, affinché questo modello potesse poi estendersi a tutta l’umanità. Come afferma la Bibbia: «Voi sarete per Me un regno di sacerdoti e una nazione santa». Questa comunità iniziò a formarsi ai tempi di Abramo e continuò a crescere nel corso della storia. Chiunque fosse attratto dall’ideale spirituale poteva unirsi al popolo, indipendentemente dalle proprie origini. Esempi significativi sono Rut la Moabita, dalla quale discese il re Davide; Rabbi Akiva, figlio di convertiti; Onkelos, anch’egli convertito; e molti altri ancora.

«Israele si accampò là di fronte al monte», dice il versetto che descrive il Monte Sinai. I saggi spiegano che il verbo è scritto al singolare perché il popolo si sentiva «come un solo uomo con un solo cuore». Di conseguenza, il popolo dichiarò: «Faremo e ascolteremo».

In parole semplici, il desiderio comune di liberarsi dall’egoismo ristretto raggiunse un’intensità tale da produrre un’elevazione collettiva. Le persone smisero di percepire soltanto se stesse e iniziarono a sentire tutti come un unico insieme connesso. Una simile connessione assomigliava, almeno in parte, alla forza generale della natura, chiamata anche Dio, il Creatore o la Forza Unica, e per questo tale forza si rivelò tra loro come una qualità di reciproca dazione e di bontà che li colmò per un certo periodo.

La Torah che fu data contiene un metodo nascosto per la completa correzione della natura egoistica dell’essere umano, un metodo studiato nella saggezza della Kabbalah. In termini generali, la natura umana comprende 613 desideri, tutti governati da un’intenzione egoistica, cioè dal desiderio di usare gli altri per il proprio vantaggio. Questi desideri devono essere rivelati e corretti, vale a dire che l’intenzione con cui vengono utilizzati deve trasformarsi in un’intenzione orientata al bene degli altri. Ciascuna di queste trasformazioni è chiamata adempimento di una Mitzvah (comandamento); per questo esistono 613 Mitzvot (comandamenti), ovvero 613 correzioni dell’intenzione.

«La nazione d’Israele fu costruita come una sorta di canale attraverso il quale le scintille della correzione si sarebbero diffuse all’intero genere umano… fino a quando tutti si saranno sviluppati al punto da comprendere la dolcezza e la serenità racchiuse nel principio dell’amore per il prossimo.»

Dal Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), L’Arvut (La Garanzia Reciproca).

Da duemila anni l’odio infondato ci ha condotti alla rovina, ma oggi la realtà ci costringe a ritrovare consapevolezza: chi siamo? In quale mondo viviamo? Qual è il nostro scopo più elevato? Israele e il mondo si stanno disgregando sotto il peso dei conflitti alimentati dall’egoismo e l’odio nei nostri confronti continua ad aumentare. Questo continuerà finché non torneremo a seguire la via di Abramo e a diventare la forza pionieristica nella correzione della natura umana.

Abbiamo l’opportunità di offrire un esempio positivo e di guidare l’umanità verso una connessione integrale, armoniosa e pacifica, fondata sull’unità e sull’amore. È una connessione che allargherà i confini della nostra percezione limitata e ci introdurrà in una dimensione spirituale al di là del tempo, dello spazio e del movimento. È uno stato di armonia con tutta la natura, di adesione alla perfezione e all’eternità insite nella creazione.

Auguro a tutti noi il massimo successo in questa impresa decisiva.

Basato su “New Life 158 – I Dieci Comandamenti, Parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE  “LA KABBALAH RIVELATA”

È possibile per i Kabbalisti predire eventi futuri?

I Kabbalisti non si dedicano alla profezia. Non possono e non vogliono dire cosa accadrà in futuro. Ciò che possono fare è spiegare le tendenze generali dello sviluppo umano, ovvero come la natura egoistica umana ci guidi quando non facciamo nulla per correggerla o, in altre parole, come il desiderio in evoluzione di godere per il proprio tornaconto a spese degli altri porti a una sofferenza crescente fino a quando non invertiamo i nostri atteggiamenti nella direzione del beneficio verso gli altri e la natura.

Una volta corretta la nostra natura, tutto cambia. Da cosa dipende questa correzione? Dipende dall’esercizio del nostro libero arbitrio, cioè dalla scelta dell’ambiente sociale che creiamo per influenzare il nostro desiderio di elevarci al di sopra dell’egoismo. Pertanto, nessun Kabbalista può prevedere i tempi o la forma esatti degli eventi futuri.

Ecco perché il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam), pur scrivendo e diffondendo la Kabbalah con grande speranza, alla fine concluse che la sua generazione non era ancora pronta. Avvertì persino la possibilità di una terza e quarta guerra mondiale come conseguenza della naturale tendenza dell’egoismo umano non corretto.

Un Kabbalista vede la tendenza, la traiettoria e la direzione dell’evoluzione. Ma non può dire quando o come l’umanità entrerà in questo processo, perché dipende dalla nostra libera scelta. La libertà di volontà deve rimanere intatta.

Ecco perché un Kabbalista evita la speculazione. Non può trasformare il futuro in un copione fisso, perché il futuro non è fisso. Se ci impegniamo nel nostro processo di correzione, arriveremo a vedere il futuro come buono, armonioso, pacifico e persino perfetto. Al contrario, se non riusciamo a correggerci, vedremo un futuro oscuro e tetro, con molta più sofferenza di oggi.

Non esiste un futuro in sé e per sé. Creiamo il nostro futuro, buono o cattivo, in base all’entità della nostra correzione. Auguro quindi a tutti noi di cercare di migliorare il nostro atteggiamento reciproco. È davvero possibile apportare un considerevole cambiamento positivo in questo senso.

Basato sulla lezione di Kabbalah in russo tenuta dal Kabbalista Dr. Michael Laitman il 18 marzo 2018.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Grandi Kabbalisti della nostra generazione

Domanda: Cosa ha fatto di speciale Baal HaSulam oltre ad adattare la Kabbalah per la nostra generazione?

Risposta: Baal HaSulam è stato un grande Kabbalista della prima metà del XX secolo. Ha riassunto tutta la Kabbalah lurianica (la Kabbalah dell’ARI), l’ha organizzata in un sistema e l’ha presentata nel libro “Lo Studio delle Dieci Sefirot”. Inoltre, ha scritto numerosi articoli, diverse Introduzioni al Libro dello Zohar e ha trasformato la Kabbalah in una vera e propria scienza.

Nei suoi scritti, Baal HaSulam è stato il primo a rivolgersi alla gente comune. Prima di lui, i Kabbalisti scrivevano solo per coloro che avevano già raggiunto il mondo superiore.

È stato il primo a diffondere la Kabbalah al pubblico, perché dai suoi tempi in poi il mondo è entrato in un periodo di ascesa spirituale, anche se non ancora rivelata. È un processo di accumulazione e di graduale costruzione.

Inoltre, Baal HaSulam iniziò a diffondere la Kabbalah non solo agli Ebrei, ma al mondo intero, ovunque fosse possibile. Scrisse apertamente a riguardo: “Sono felice di essere nato in una generazione in cui è permesso rivelare la saggezza della verità e mi è stato concesso il permesso di rivelare la Kabbalah al mondo”.

Il figlio maggiore di Baal HaSulam, RABASH, è stato il grande Kabbalista della seconda metà del XX secolo e il nostro maestro.
Per tale motivo la nostra organizzazione si chiama Bnei Baruch (Figli di Baruch); questo è in suo onore. Da lui abbiamo ricevuto il metodo kabbalistico che studiamo oggi.

Ha scritto tre volumi di articoli che spiegano l’intero percorso spirituale di una persona su come raggiungere i mondi superiori. Inoltre, molte delle sue registrazioni d’archivio sono state conservate ma non ancora pubblicate, ci stiamo lavorando.

[217037]

Dalla Lezione Quotidiana di Kabbalah del 23/07/2017, “Una catena di conoscenza lunga 57 secoli. La storia del metodo Kabbalah”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Chi può dire di essere un kabbalista?
La Kabbalah: il dono della connessione con la forza superiore
L’Ari – Il punto di svolta dall’oscurità alla luce

Un’anima che discende nel nostro mondo una volta ogni dieci generazioni

Perché è stato detto che un’anima come Baal HaSulam discende nel nostro mondo solo una volta ogni dieci generazioni?

Il fatto è che quest’anima è incredibilmente elevata, e il suo conseguimento richiede sforzi tremendi.

Perciò, scende nel mondo solo una volta ogni poche generazioni, quando ci sono molte anime pronte ad innalzarsi da un grado spirituale all’altro. Grazie al loro sforzo collettivo, possono raggiungere le altezze descritte dal Baal HaSulam.

Attraverso tutti i nostri sforzi nello studio della Saggezza della kabbalah e le nostre azioni verso l’unità, desideriamo includerci nella sua anima e, nella misura in cui riusciamo a raggiungere questa inclusione, possiamo toccare, anche solo leggermente, la sua grandezza. Tutto dipende dal nostro desiderio di elevarci al di sopra del nostro stato attuale e di raggiungere una maggiore unità, attraverso la quale possiamo conseguire la spiritualità.

Raggiunto un certo livello, dobbiamo cercare di rivestirci dell’abito spirituale di Baal HaSulam, che è eccezionalmente alto, sperando che il Creatore abbia pietà di noi e ci permetta di comprendere, sentire e, in qualche modo intravedere, questo stato.

Questo non dipende solo da noi, ma dal desiderio del superiore di rivelarsi in noi e, attraverso di noi, influenzare tutta l’umanità. Non dobbiamo dimenticarlo, affinché insieme possiamo sentire questa immensa responsabilità e impegnarci per avvicinare il mondo intero al Bore.

Il nostro gruppo è il risultato del lavoro dei grandi Kabbalisti che sono vissuti prima di noi, che hanno esteso fino a noi la fine del filo che ci connette al Creatore. Dobbiamo afferrare questo filo e usarlo per ascendere.

Attraverso la vicinanza reciproca, la connessione e la mutua inclusione, saremo in grado di sentire qualità più elevate e stati più alti e, così facendo, obbligheremo il Bore a elevarci a Lui. È un traguardo già vicino, speriamo di riuscire a realizzarlo.
[335780]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/10/24, Giorno della memoria di Baal HaSulam, Rav Yehuda Ashlag

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Baal HaSulam e il comandamento: “Ama il tuo prossimo come te stesso”
L’Esperienza impressa nelle anime
L’avvertenza di Baal HaSulam

Baal HaSulam – Il canale per la nostra connessione con il Creatore

Il 6 Ottobre è un giorno speciale – l’anniversario della morte di Baal HaSulam, il nostro insegnante. La sua è l’anima che ci collega al Creatore, egli era l’uomo che ha aperto le porte della saggezza della Kabbalah per l’ultima generazione, quella in cui viviamo. Senza i suoi insegnamenti, non saremmo stati ricompensati con ciò che abbiamo già ricevuto e che possiamo ancora ricevere in futuro. La conoscenza, l’intero approccio e la metodologia, le fasi per la realizzazione – tutto ciò è stato preparato per noi da Baal HaSulam. Naturalmente, tutto ci viene dal Creatore, ma attraverso questa grande anima.

Uno dei motivi per cui la scienza della Kabbalah (ricezione) ha questo nome è che viene trasmessa di generazione in generazione. Ogni studente deve avere un insegnante. Solo individui eccezionali possono, con l’aiuto speciale dall’alto, raggiungere da soli l’adesione con il Creatore. Pertanto, dobbiamo sempre essere in contatto con i saggi che hanno raggiunto la spiritualità, i grandi kabbalisti, e quindi avanzare di generazione in generazione.

Qui, tutto dipende da quanto una persona è in grado di seguire il suo insegnante. Ognuno ha le proprie difficoltà in questo e questo è naturale perché è così che sono organizzati i passaggi dall’alto verso il basso. È difficile per gli inferiori superare il loro egoismo e contattare i superiori. Nel nostro mondo, a livello animale, non esiste un problema del genere perché la natura costringe un bambino a dipendere dagli adulti. Ma a livello umano, quello nel quale è necessario studiare la scienza della Kabbalah, questo non è così facile da mettere in pratica. Qui dobbiamo chinare la testa e massimizzare la grandezza dell’insegnante per imparare da lui.

Ovviamente, questo non ha lo scopo di onorare l’insegnante, ma solo di beneficiare lo studente. Se uno studente si sente inferiore al suo insegnante, allora potrà abbassarsi di più e ricevere dal suo insegnante. Nelle scienze di questo mondo, questo requisito non è così categorico perché lo studente deve essere critico nei confronti dell’insegnante e metterlo alla prova. Ma nella scienza della Kabbalah, una persona non può ottenere qualcosa se non ha chinato la testa davanti al Creatore. E quindi, nella misura in cui abbassa la testa a ciò che riceve dall’insegnante che gli insegna da fonti primarie che provengono da insegnanti di tutte le generazioni, guadagna terreno. Solo in questo modo un piccolo può ricevere da un grande.

Pertanto, dobbiamo capire quanto fosse grande ed eccezionale Baal HaSulam. Siamo obbligati ad accettare tutte le sue opere, tutta la sua eredità, senza alcuna critica e quindi possiamo sperare che inizieremo a connetterci con la sua anima e ricevere attraverso di lui la forza superiore che viene dal Creatore.

Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10/10/2019, Il giorno in memoria di Baal HaSulam.

Materiale correlato:
Fate ciò che Baal HaSulam non è riuscito a fare
Come Baal HaSulam ha contribuito al Sistema Spirituale
Il Baal HaSulam e Rabash ci hanno aperto la porta del Mondo Spirituale

I manoscritti non bruciano

Domanda: Perché Baal HaSulam ha bruciato circa 50 dei suoi articoli come “L’Ultima Generazione” e “La Pace nel Mondo”? Cosa abbiamo perso?

Risposta: Non posso dire cosa abbiamo perso. Semplicemente egli non ha terminato la maggior parte di questi articoli perché gli è stato vietato di pubblicarli.

Ci sono molti oppositori della Kabbalah. Oggigiorno vediamo anche su Internet quanti detrattori abbiamo. Ma questo non ci impedisce di divulgare la saggezza della Kabbalah.

Un tempo, la divulgazione era impossibile. Una richiesta formale fu presentata al mandato britannico, che era allora responsabile del paese, e a Baal HaSulam fu vietato di pubblicare i suoi articoli. Pertanto, egli disse: “Questo è un segno sicuro che non devo scrivere”.

È un peccato, ovviamente, perché abbiamo perso una quantità enorme di materiale unico. Tuttavia, probabilmente, doveva essere così. Altrimenti ci sarebbe stato troppo materiale per noi e non avremmo saputo cosa farne.

Domanda: Perché dici spesso che il rogo dei manoscritti è anche una rivelazione?

Risposta: Il fatto è che quando un kabbalista scrive e poi brucia i propri scritti, significa che quel materiale era già stato scritto nel nostro mondo, già suonato, letto e passato attraverso le sensazioni dell’uomo. Cioè, la forza superiore si è realizzata in questa persona. E se è già stata realizzata in qualcuno, sentita da lui, allora sarà realizzabile da altri. Dopo di ciò, si può bruciare tutto, non importa più.
[247791]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah in lingua russa, 10/03/2019

Materiale correlato:

Come Baal HaSulam ha contribuito al Sistema Spirituale
Il segreto dei volumi mancanti del libro dello Zohar
“Nutriti” dagli insegnamenti di Baal HaSulam e Rabash

Baal HaSulam e il comandamento: “Ama il tuo prossimo come te stesso”

Domanda: Perché lei dice che il suo obbiettivo è quello di correggere il rapporto fra le persone ed unirle, mentre Baal HaSulam principalmente scriveva dei mondi superiori, delle Sefirot ecc.?

Risposta: Baal HaSulam doveva rivelare il sistema che governa il nostro mondo. Il suo Talmud Eser Sefirot, i commentari su L’Albero della Vita di Ari, su Il Libro dello Zohar ed altri lavori, costituivano la base del suo lavoro.

Ma se prendiamo le lettere e gli articoli di Baal HaSulam, essi parlano unicamente del processo di conseguimento del Creatore, che è lo scopo dello studio della saggezza della Kabbalah.

Il conseguimento spirituale avviene solo tra persone impegnate a creare una specifica connessione fra loro. Questa connessione deve essere simile alle dieci Sefirot e per questo motivo Baal HaSulam la descriveva come Lo Studio delle Dieci Sefirot (Talmud Eser Sefirot).

Non appena le persone diventano appena un po’ simili a quelle che vengono descritte come le dieci Sefirot, esse immediatamente iniziano a percepire il Creatore in loro. Cioè queste sensazioni sono un sensore, un rivelatore che svela il Creatore.

Osservazione: Una volta Baal HaSulam ricevette una lettera da uno dei suoi concittadini, con una asserzione che Baal HaSulam definì una nuova struttura, un nuovo metodo.

Baal HaSulam replicò con una lunga lettera, nella quale egli sottolineò: “Pare che lei non abbia studiato le mie parole a sufficienza”. Egli notò che “quando il popolo entrò nella terra di Israele e non vi era pace, era impossibile aspettarsi che qualcuno adempisse al comandamento principale”.

Affinché la Torah non venisse dimenticata, il popolo iniziò ad impegnarsi col resto dei comandamenti, ignorando il più importante perché non aveva altra scelta. Ma il più importante è: “Ama il tuo prossimo come te stesso”.

Il mio commento: E’ scritto nero su bianco. Non c’è modo di girarci intorno. E questo è esattamente ciò che manca. C’è un vuoto in tutte le religioni quando si tratta di adempiere al comandamento dell’amore per il prossimo. Per questo tutti, inclusi sistemi religiosi e persone, odiano la Kabbalah, perché essa pone l’accento sul conseguimento dell’amore per il prossimo.

[217403]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 10/09/2017

Materiale correlato:
Come Baal HaSulam ha contribuito al Sistema Spirituale
I grandi kabbalisti sono anime speciali
Il Linguaggio dei Rami che connette i Mondi

Di cosa sta parlando il kabbalista?

Commento: Baal HaSulam ne L’ultima Generazione scrive approssimativamente di trenta milioni di anni di sviluppo della Terra. Tuttavia, questo contraddice tutte le religioni.

Risposta: La saggezza della Kabbalah è una scienza e parla in modo assolutamente chiaro al riguardo. Anche ne Il Libro dello Zohar, scritto duemila anni fa, si afferma che la Terra è rotonda. È un bene che i kabbalisti non furono catturati dagli inquisitori, dopotutto, quindici secoli dopo gli scienziati furono bruciati per simili dichiarazioni. È scritto molto semplicemente riguardo a questo ne Il Libro dello Zohar.

Domanda: Di quali trenta milioni di anni di sviluppo parla il Baal HaSulam?

Risposta: Egli immagina semplicemente questi periodi geologici di sviluppo della Terra. Lui vive in essi! Tuttavia, cosa importa? I kabbalisti non contemplano questo perché questo non si applica al proposito della creazione. Domanda loro cosa sia successo cinque milioni di anni fa, come si formarono il sole, la galassia e i buchi neri, ed essi ti risponderanno.

Un kabbalista sente tutto questo nei suoi desideri. Dopotutto, se lavori sui desideri nel livello di Adam-Uomo, che non è il livello dell’essere umano, ma il livello successivo di unione dei desideri, allora naturalmente puoi considerare il passato e studiarlo. È scritto nella saggezza della Kabbalah che i kabbalisti conoscevano il linguaggio degli animali, il linguaggio dei pesci, ecc …

Queste non sono soltanto belle parole o allegorie. Puoi penetrare e capire l’essenza di tutti i gradi spirituali al di sotto di te. Significa che capisci assolutamente tutto, il modo attraverso il quale capiamo un bebè, almeno ad un determinato livello e in un certo volume, e anche tutto il resto nei livelli animato, vegetale ed inanimato.

[214411]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 16/10/2016

Materiale correlato:
Che cosa significa essere kabbalista?
Chi può dire di essere un kabbalista?
I Kabbalisti sul Linguaggio della Kabbalah, Parte 17

L’Ari – Il punto di svolta dall’oscurità alla luce

Ari, “L’Albero della Vita”:
Sappi che, prima che le emanazioni fossero emanate e le creature create, la semplice Luce Superiore colmava tutta l’esistenza…..

Lo scopo della creazione è di portare le creature alla rivelazione del Creatore, all’adesione con Lui per raggiungere il Suo livello. L’intero sviluppo dell’essere umano in questo mondo, per migliaia di anni, è stato rivolto solo alla realizzazione di questo scopo.

Ci sono state molte persone che, nel corso della storia dell’umanità, cominciando da Adamo il primo uomo, Adam HaRishon, sono state in grado di uscire dal livello animale per arrivare a quello umano. Queste persone sono chiamate kabbalisti, e nel corso di tutte le generazioni hanno continuato ad aiutare tutti coloro che desideravano arrivare alla realizzazione della forza superiore, per entrare nel livello spirituale.

Tutta la nostra vita in questo mondo, all’interno del nostro desiderio egoistico, è strutturata in modo da farci uscire da esso, per elevarci al livello della dazione, verso una più alta esistenza: eterna ed infinita.

Quindi noi dobbiamo ringraziare tutti coloro che, avendo raggiunto il Creatore da soli, hanno messo in atto tutti i loro sforzi per sviluppare la scienza della Kabbalah, aiutando chiunque lo desiderasse, a raggiungere lo stesso livello e ad attraversare gli stessi stati sulla via per raggiungere la realtà più alta.

Tutta l’evoluzione può essere suddivisa in due fasi. Inizialmente ci sono una maturazione istintiva ed uno sviluppo del desiderio per il piacere. Ma, ad un certo punto, questo desiderio si sviluppa, e lo fa nella misura in cui vuole la propria correzione da desiderio di ricevere a desiderio di donare. Quel punto di rotazione è rappresentato da un particolare kabbalista, il cui nome era Ari.

Questo “messaggero dall’alto” ha fatto per noi ciò che nessun altro kabbalista aveva mai realizzato prima. Non c’è un’altra persona che abbia contribuito maggiormente alla correzione generale. Partendo da lui, l’umanità è entrata nel periodo della liberazione. E’ stato l’Ari che ha rivelato la scienza della Kabbalah, la metodologia della correzione; è stato lui che l’ha presa dall’alto e l’ha approfondita per noi.

Ecco perché la data del 27 Luglio è così importante per noi: è il giorno in cui commemoriamo la morte dell’Ari. Tutto ciò che abbiamo nella nostra vita spirituale, quello per cui ci sforziamo, investendo tutta la nostra vita, proviene dal grande Ari. È l’anima che rappresenta il punto di svolta dal mondo delle tenebre al mondo della correzione.

Lui è stato il primo kabbalista che ha portato alle masse la metodologia pratica per la correzione che comprende la struttura dei mondi superiori, la diffusione delle anime, la distribuzione della Luce e dello sviluppo. Egli ha collegato queste spiegazioni alle ricorrenze e alle citazioni della Torah.

L’Ari ha creato il linguaggio della Kabbalah e lo ha reso possibile allo studio, alla ricerca e all’uso comune. Ha tradotto la Kabbalah dal linguaggio delle parabole e dei suggerimenti, tramandati fra i kabbalisti vissuti prima di lui, in un linguaggio moderno, preciso, scientifico: misure, gradi, Aviut (profondità del desiderio), Kashiut (forza dello schermo) e tutti i termini scientifici.

Dopo di lui, la Kabbalah si trasformò in una vera scienza, perché l’altissimo grado che l’Ari aveva raggiunto, gli ha permesso di comprendere tutto il mondo superiore.

Ecco perché egli inizia i suoi scritti dalle quattro fasi della Luce Diretta, in tutti i dettagli. Tutta la struttura dei mondi che la scienza della Kabbalah insegna, ci arriva dall’Ari. Baal HaSulam scrive che egli aveva raggiunto le proprie altezze spirituali perché aveva ricevuto un embrione dell’anima dell’Ari. Grazie a questa speciale anima, Baal HaSulam raggiunse i suoi risultati e continuò il lavoro dell’Ari.

[210889]

Dalla Lezione nel “Giorno in Memoria dell’Ari” 27/07/17

Materiale correlato:
“Nutriti” dagli insegnamenti di Baal HaSulam e Rabash
L’ARI, Issac Luria, l’uomo devoto
Il Maestro mi connette alla vita

Porre fine ai vecchi miti della saggezza della Kabbalah

Dr. Michael LaitmanDomanda: I miei conoscenti mi dicono che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché si può diventare matto. È vero che è così pericoloso e che uno si dovrebbe guardarsi dallo studio?

Risposta: Nella “Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot,” testo principale per lo studio della saggezza della Kabbalah, è scritto che i Kabbalisti hanno diffuso intenzionalmente la voce che è pericoloso studiare la saggezza della Kabbalah perché non volevano persone che venissero a studiare. Così la saggezza della Kabbalah è stata nascosta dal tempo della distruzione del Beit HaMikdash (Tempio) quasi fino ai nostri giorni.

Doveva succedere così perché l’umanità si è dovuta sviluppare e il popolo d’Israele è dovuto andare in esilio. L’esilio è anche distacco dalla saggezza della Kabbalah, dalla saggezza del sistema, e affondamento nel buio. Così siamo stati nel buio per 2 000 anni e questo mito della saggezza della Kabbalah è esistito fino ad oggi. Però furono divulgati dagli stessi Kabbalisti per tenere le persone lontane dalla saggezza della Kabbalah fino a quando sarebbe arrivato il suo tempo.

E oggi tutto è proprio l’opposto. Proprio come tutto il nostro mondo si è trasformato, così è cambiata anche l’attitudine verso la saggezza della Kabbalah. I Kabbalisti scrivono che ai nostri giorni e oltre, tutti devono scoprire la saggezza della Kabbalah e vedere ciò che dà il popolo d’Israele. Questo è perché non possiamo più risolvere i nostri problemi né esistere senza di essa.

Allora non si deve avere paura di nulla. È possibile aprire il libro e studiare, e ci sono tanti libri che sono adatti ai principianti, uomini e donne.

Domanda: Allora ne consegue che negli anni recenti l’umanità ha raggiunto una fase nella quale la saggezza della Kabbalah deve essere studiata da tutti? In precedenza non era così ed esisteva anche un divieto al suo studio. Però oggi l’umanità si trova in un tale vicolo cieco che l’unica uscita è imparare riguardo alla vita che esiste oltre questi confini.

Risposta: Questa è in particolare la stessa uscita rivelata attraverso lo studio della saggezza della Kabbalah che ci porta fuori dal vicolo cieco nel quale ci troviamo ora.

Domanda: Lei che cosa intende con “oltre i confini della vita”?

Risposta: Cioè oltre i confini della vita della nostra corruzione, una vita in un mondo corretto. Il mondo continua ad agire secondo leggi determinate e nulla è cambiato oltre alla nostra attitudine. La saggezza della Kabbalah ci spiega come possiamo gestire le forze e la rete di connessione fra noi in modo che tutti saranno connessi nel modo giusto.

Raggiungiamo una tale armonia, una tale unità nei rapporti fra noi, che scopriremo una forza unica fra noi che ci aiuta a salire oltre questa vita che sta dentro il corpo e solo per il suo bene. Cominciamo a sentire la vita su un livello più alto, e in questa maniera andiamo fuori oltre i limiti di questo mondo, di questa vita.

Domanda: Uno non deve essere un grande saggio per questo?

Risposta: Questo è accessibile a tutti. In casa nostra c’è un frigorifero, una stufa, un forno a microonde; sai come funzionano? Anche se non lo sai, questo non ti impedisce di usarli.

Nello stesso modo ci sono stati Kabbalisti saggi che hanno creato il metodo, come un microonde. E ci sono persone comuni alle quali basta solo imparare ad usarlo. Ognuno deve imparare in una certa misura, similmente a come dobbiamo conoscere il funzionamento del microonde, in termini di quale bottone premere e come cambiare gli stati.
[155430]

Dal programma di radio Israeliano 103FM, 15.02.2015

Materiale correlato:

La Kabbalah è la saggezza della realtà superiore
Risultati pratici della Kabbalah