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Ottenere la massima abbronzatura sotto la Luce Circostante

Una persona arriva a studiare perchè vuole sapere, capire, e sentire il mondo spirituale. Nel frattempo, però, non capisce davvero cosa siano il riceve per se stesso e il dare agli altri. Lui solo sa come prendersi cura di se stesso, agire secondo il suo desiderio di ricevere, tutto il suo lavoro è quello di eseguire azioni che disegneranno la Luce che Riforma.

L’unica cosa a cui dovremmo pensare è il modo di aprirci alla Luce e di dare una possibilità di operare e di impressionarci e cambiare le nostre caratteristiche. Dobbiamo costantemente preoccuparci solo di come raggiungere il miglior stato per questo tipo di dazione, aumentare intenzionalmente le nostre connessioni con il gruppo, e organizzare tutto ciò che è necessario.

Il nostro ruolo è implementare questa intera quantità di condizioni nel miglior modo possibile, in modo che la Luce ci colpisca. La Luce è fissa, e devo girare costantemente per mettermi sotto la sua influenza, una volta da una parte e una volta dall’altra parte nei miei pensieri, le mie intenzioni, e le mie azioni, nel lavoro con i libri, con il gruppo, con me stesso, nei miei rapporti con le persone che sono vicine o distanti da me, in tutto.

Se una persona pensa continuamente a questo e basa tutte le sue speranze su questo, comprende che nessun altro lo aiuterà ad eccezione dell’influenza della luce, raggiunge il risultato molto presto. Ciò significa che egli è “in attesa della Luce del Creatore”, come se si aspettasse l’alba. Egli sente come i suoi valori cambiano e si trasformano in dazione e amore, uscendo da se stesso verso gli amici, verso il concetto di gruppo, verso la sua forma interiore e immagine.

È per questo, che comincia a vedere la sua vita. Sente che ci sono due desideri in lui: uno è il naturale desiderio egoistico di ricevere, che rimane in lui per il momento. L’altro desiderio è la fame che cresce a poco a poco in lui, il bisogno, il vuoto, la mancanza, che vuole riempire con la sua nostalgia per la connessione.

Dopo che una persona sente i due desideri in lui, grazie alla Luce che ha creato uno spazio vuoto in lui, può già ricevere qualche direzione. Prima ha avuto solo un punto che non aveva senso, e ora tra questi due vuoti, c’è un collegamento, che determina le direzioni da “me stesso” agli “altri”, e quindi una persona avanza.

La cosa principale è trasformarsi costantemente puntando alla massima influenza della Luce che Riforma, nel modo più efficiente possibile.
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(Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.11.2012)

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Libertà da tutte le condizioni dell’ego

Stiamo parlano abbastanza diffusamente dell’ importanza dello scopo e della grandezza del Creatore senza il quale non possiamo lavorare, visto che abbiamo bisogno della sua potenza. Però rimane la questione, per cosa ho bisogno della grandezza del Creatore? E’ forse una condizione secondo la quale sarò d’accordo nel dare o per cui desidero ottenere la dazione e per far questo ho bisogno della grandezza del Creatore? In questo consiste tutta la differenza: sto lavorando entro la ragione o sotto di essa, oppure sto lavorando con la fede sopra la ragione?

Sono in una condizione per cui desidero sentire la grandezza del Creatore visto che altrimenti non sarò capace di lavorare, questa è un’azione entro la ragione. Ma se dico che devo raggiungere la dazione perché è la cosa più importante per me, e chiedo la potenza di cui al momento non dispongo così che possa essere in grado di dare, e per me è soltanto un mezzo, questo significa che desidero questa grandezza solo per poter lavorare con la fede sopra la ragione.

Questa è una differenza molto sottile, che bisogna chiarire internamente. Non è possibile esprimerla a parole visto che queste ci confondono e basta.

Rabash dice: “Così quando una persona non sente la grandezza del Creatore, il corpo non può annullarsi dinnanzi a Lui nel pieno del suo cuore e della sua anima. E’ una legge: il desiderio di ricevere si arrende solo dinnanzi alla grandezza del Creatore.

“Ma se una persona si mette nella condizione di essere d’accordo nel lavorare per il Creatore solo se ne vedrà l’importanza e la grandezza, già succede che costui desidera qualcosa dal Creatore.” Questo significa che una persona desidera il fardello che dovrà portare per essere leggero. Se sai che una valigia appartiene ad una persona importante, allora non è difficile per te portarla”. Altrimenti non si desidera lavorare con tutto il cuore, per via del fatto che una persona è limitata e sotto il dominio dell’occultamento  non è libera di dire che non vuole nulla se non solamente dare”.

Se una persona ritiene che la grandezza del Creatore sia un prerequisito per il suo lavoro, allora questo stato non può essere un stato di Bina e non può servire come un’arca per lui nel quale essere salvato da tutti i dubbi ed i problemi che gli sono inviati dalla linea di sinistra.

Così l’attributo di Bina è Hafetz Hesed, che non ha bisogno di ricevere nulla; quindi è libero. Solo quelli che hanno bisogno di ricevere qualcosa sono limitati e soggetti all’opinione degli altri. Se qualcuno lavora con i suoi occhi chiusi e non ha bisogno della grandezza o di qualunque altra cosa, ciò è detto libertà.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 31.10.2012, Scritti del Rabash)

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Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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In previsione del Congresso Siberiano

Domanda: Stiamo attraversando un periodo di aumento del lavoro interiore del gruppo, e alcuni dei nostri amici hanno avuto l’impressione che a questo proposito possiamo ridurre in modo significativo la nostra attività di divulgazione per dedicarci maggiormente al lavoro interiore.

Risposta: Tutto il nostro lavoro è costituito da due opposti. Rabash ha scritto nei suoi articoli che il problema è che apparentemente siamo tagliati dentro di noi, siamo suddivisi in interiore ed esteriore. E il mondo intorno a noi sembra suddiviso in interiore ed esteriore. Ecco perché è necessario capire come essere in contatto con esso.

A questo proposito, noi spesso dedichiamo più tempo alla nostra unione interiore, e poi la lasciamo andare via per un po’ e ci impegnamo nella divulgazione. Tutto dipende dalle condizioni del nostro ambiente.

Ora ci stiamo preparando per un grande congresso in Russia. Ci auguriamo che centinaia di nostri amici vi parteciperanno, anche quelli che non hanno avuto un collegamento visivo diretto con noi.

Vedo questo congresso come molto importante ed è per questo che l’unione che dobbiamo raggiungere lì non vale naturalmente tutta la nostra attenzione. Così, mentre la divulgazione verso l’esterno è importante per noi, quella interiore lo è di più.

Così, ci stiamo muovendo. Come il battito del cuore, tutto il nostro lavoro si muove attraverso l’inalazione-espirazione, e il mondo interiore è in questo movimento. Compressione ed espansione si alternano, e così si avanza: lungo le linee di destra e di sinistra. Tutto è disposto alternativamente.

Quindi, non bisogna chiudere completamente una di queste linee. A volte, non ci resta che spostare l’attenzione da una parte all’altra, dall’interiore all’esteriore e vice versa. Quindi, in ogni caso, non dovresti farti prendere dal panico se ci fermiamo con la divulgazione verso l’esterno, e, soprattutto, con la divulgazione interiore.

Eppure dobbiamo cercare di prepararci di più alla vigilia del congresso, cioè, unirci, e cercare di portare al congresso tutti coloro che studiano con noi in vari luoghi, in particolare nella regione della Siberia, la Far East, la parte meridionale della Russia, e i paesi limitrofi.

Dobbiamo cogliere questa opportunità, vorrei sottolineare ancora una volta l’importanza di questo congresso e invitare tutti gli individui, tutti gli scettici, e coloro che comunicano nello spazio virtuale in diverse parti delle infinite distese della Siberia e di tale regione. Mi auguro che tutti troveranno la forza, i mezzi e il tempo per incontrarsi con noi.

C’è ancora una massa enorme di persone che sono sole da qualche parte, lontane le une dalle altre, ed è auspicabile che almeno una volta frequentino i nostri congressi. Spero che abbiano questa opportunità. Lasciate che si connettano, almeno con gli organizzatori del congresso, e anche se non hanno intenzione di partecipare, devono scrivere, così che noi sappiamo dove sono. E se improvvisamente decidono di venire, saremo in grado di aiutarli.
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(Dalla Lezione virtuale del 28.10.2012)

Un buon inizio del nuovo anno

La correzione dei desideri rotti avviene passo dopo passo, grazie alle azioni della Madre Superiore (Ima Ilaa), Bina del mondo di Atzilut. Ci lavora un sistema molto complicato, che permette l’influenza per raggiungere le anime. Tuttavia, dietro a tutto questo agisce la Luce di Hochma vestita della luce di Bina, che corregge i desideri, le anime frammentate.

Quando preghiamo, raggiungiamo la Luce di AB-SAG, cioè la Luce di Hochma vestita della luce di Bina, glorifichiamo la sua bellezza (“bellezza” in aramaico è “Shufrah“). È per questo che durante la festività di Capodanno esiste una tradizione di far suonare un corno speciale chiamato Shofar.

In questo modo, noi lodiamo e proclamiamo il governo del Creatore, che è, la supremazia della forza che ci controlla e ci conduce, la Luce di Hochma vestita della luce di Bina, che si chiama bella. La Luce di Hochma (sapienza, bellezza) si manifesta in noi al grado della nostra aspirazione di acquisire la proprietà della dazione (Bina). È considerato il principio dell’ uomo (Adamo), colui che si sforza per diventare simile (Domeh) al Creatore.

Questo spiega il perché uno shofar simboleggia un nuovo anno: esso glorifica il regno della forza superiore, è la nostra richiesta affinchè la Luce di AB-SAG giunga, per correggerci, per riempirci, e per elevarci attraverso la scala della correzione fino al Re superiore. Tutte le correzioni che aspettiamo che accadano nel nuovo anno sono raccolte in un giorno chiamato “Testa dell’Anno” (Rosh Hashanah, Capodanno), in quanto contiene già potenzialmente la tendenza che in pratica vorremmo implementare durante l’anno a venire.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.09.2012)

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Un campo di gioco

Una replica dell’ultimo livello spirituale rotto si rivela in noi come il mondo corporale, che noi sentiamo con i nostri cinque sensi. Allo stesso tempo sia la materia sia i sensi sono immaginari e loro dipingono contorni spirituali, come una pittura su un muro. L’immagine è vecchia ma non è reale. La realtà è la dietro il muro e c’é solo una proiezione su di esso.

Le persone guardano i film e fanno esperienza di diverse sensazioni, è reale oppure no? Queste sono solo reazioni e impressioni. E’ come se noi vivessimo in un film che è stato proiettato su di noi.

Ma dietro i film, io non vedo niente e non conosco niente. La mia intera vita avviene in e passa attraverso di esso e allora tutti i miei sensi riflettono questo film. La mia vista, il mio udito, il mio olfatto e il tatto sono riflessi in questo.

Oggi ci mostrano film in tre dimensioni che presentano una migliore realtà. Non è un segreto che una persona possa essere messa in una determinata sfera e gli si mostri che questa sia la sua vita; se si abitua a questo mondo sottile sarebbe difficile provargli che c’é una realtà esterna, “qua ci sono esseri umani, qui c’è il cuore e qui ci sono le stelle, tutto è al suo posto. …” Lui non lascia i limiti di questa sfera nei suoi sensi. Per lui non c’è niente dietro i limiti dei suoi sensi correnti. Lui non sente una deficienza per qualcosa in un senso extra o che questa realtà è inferiore.

Oggigiorno, anch’io, attraverso l’uso dei miei cinque sensi, percepisco solo quello che c’è all’interno della mia sfera. Dov’è il senso extra, un vaso che non può essere riempito con alcuna cosa che c’è qui, non importa quanto ardentemente ci provi? La deficienza extra è chiamata un “punto nel cuore” (•) ed è puntato a ciò che si trova fuori dal nostro universo. Quando una persona sente questo desiderio, lui non sente il suo posto, lui comincia a cercare ed eventualmente lui ci trova. Il nostro obiettivo è connetterlo con il mondo esterno. Ha bisogno di uscire al di fuori del “recinto” e sbarazzarsi di esso.

L’intero punto è che la nostra sfera è costruita come una replica del mondo superiore e loro sono simili. Noi dovremmo usare solo correttamente quello che si trova qui. Io prendo la mia scintilla, il punto nel cuore e la inserisco nelle relazioni mutue con gli amici come se volessi amarli. Allorché osservo che realmente non lo voglio, ma la deficienza è già stata creata e la scintilla possiede già una direzione e posso domandare la correzione.

Quindi la cosa principale è di inserire la mia scintilla nel “campo da gioco” e forzare me stesso a giocare in accordo con le regole. Attraverso lo stesso gioco io acquisisco una mente reale e la giusta deficienza. Così da un modello dimostrativo da una forma parallela simile, io posso spostarmi nel mondo reale.

Questo mondo è meramente un immaginario “campo da gioco” e solo la mia scintilla è reale. Questo piccolo “punto nel cuore” è una parte Divina dall’Alto, e se la uso correttamente nel gioco, ho successo e cresco.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah, 04.11.2012, Lo Studio delle Dieci Sefirot)

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Il pulsante nascosto

Domanda: Gli sforzi interiori causano sofferenza. Possiamo dire il contrario, cioè che questi dolori provengono direttamente dalla natura in forma di uragani e altri disastri naturali?

Risposta: Nel complesso, la risposta è sì. Invece di ricostruire le case che sono state distrutte dall’uragano e ricevere colpi ancora più terribili, possiamo muoverci internamente a lavorare e fare sforzi mentali. Questi sforzi dovrebbero essere qualitativi, sebbene la natura ci obbliga a muoverci verso sforzi quantitativi.

Questa differenza tra la qualità e la quantità è enorme. Lo sappiamo dalle leggi della piramide, che è divisa in quattro livelli: l’inanimato (s), il vegetativo (v), l’animale (a) e l’umano (h). Nel livello dell’essere umano noi facciamo degli sforzi mirati a uno scopo.

Ma le altre persone sono a un livello più basso. Pensate agli sforzi che devono fare per l’intera larghezza della base della piramide! Che grande area di desiderio ricoprono, quante tonnellate di cemento e ferro, quante ore di lavoro consumate, quante malattie attraversate e quale grande mancanza viene risentita!

Noi siamo al di sopra di questo livello e possiamo cambiare le difficoltà e le sofferenze di miliardi di persone per molti anni con un clic su un pulsante.

Ma non credo che spingere questo pulsante sia più facile che un migliaio di anni di lavori forzati. Non è per caso che il popolo di Israele gridò nel deserto e che era disposto a tornare al duro lavoro in Egitto, a lavorare di nuovo per il faraone, solo per evitare di spingere questo pulsante.

Questa è l’essenza della decisione che una persona deve prendere, così che il nostro mondo non scompaia fino alla fine della correzione.

Premendo questo pulsante tu devi essere consapevole e realizzare ciò che dovrà succedere, non puoi fare clic ed essere sorpreso dall’esito; nella spiritualità tu premi il pulsante solo quando sei a conoscenza di tutte le azioni che succederanno dopo. In altre parole la forma della redenzione esiste già in esilio.

Devi immaginare il processo; altrimenti non hai scelta, perché scegliere significa comprendere il futuro ed è per questo che lo scegli.

Qualitativamente, questo lavoro è molto più difficile rispetto al lavoro ordinario. Quindi anche se avrebbero potuto farlo, loro gridarono: “Lasciaci tornare indietro! Lasciaci cambiare questo lavoro con il precedente tipo di lavoro!”

Domanda: Allora perché i kabbalisti sostengono che il percorso della Torà è più facile rispetto al percorso delle sofferenze?

Risposta: Cerca di pesare due cose diverse con la stessa scala: un quantum di luce con miliardi di tonnellate di rocce. Possono essere paragonati? L’energia della luce interiore è miliardi di volte maggiore del peso fisico delle rocce. Ma queste cose sono incomparabili nella tua percezione egoistica, nei tuoi sensi immaginari. Prima dobbiamo cambiare la nostra scala di valori. È scritto: “il giusto è il fondamento del mondo”. La sua potenza e valore sono molto più grandi di tutta l’umanità. Senza di lui la gente non può fare nulla, loro non esistono affatto nella spiritualità. Quindi non si possono pesare i due tipi di sforzi dallo stesso strumento.

Domanda: Allora tutti dovranno spingere quel tasto alla fine?

Risposta: No, nemmeno tutti i figli di Israele, il che significa tutti coloro che anelano direttamente al Creatore. Tutti partecipano nel premere il pulsante, ma è difficile dire chi avrà il ruolo di protagonista nel futuro.

Da un lato, una persona non può avanzare senza un leader. In ogni generazione ci deve essere qualcuno che tira in avanti e trascina gli altri. D’altra parte, può esserci qualcosa di simile al Sinedrio, un gruppo di persone che sono pronte e in grado di trovare la forza generale che condurrà il popolo dalla connessione fra loro. Non credo che c’è qualcuno  in grado di fornire una chiara prognosi, ma non importa. La cosa principale è che noi stiamo avanzando. Ciò che è necessario è che questo dovrà accadere. La mancanza di conoscenza in questo caso non è un problema.

In un modo o nell’altro, tutti parteciperanno nel processo fino alla fine della correzione, fino all’ultimo clic, tutti saremo nella piramide. Solo la luce della fine della correzione trasformerà la linea in un cerchio. I livelli della scala spirituale non cambiano, e solo quando in tutti i Malchut entrerà la correzione e raggiungeranno il Keter diventando uguali ad esso, succederà che tutte le forme scompariranno, fatta eccezione per il cerchio.

Domanda: Quele tasto è l’amore per gli altri?

Risposta: Sì, ma attraverso l’amore per gli altri, aneliamo all’amore del Creatore, dobbiamo ricordare questo.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah,  04.11.2012, Matan Torà, (Il dono della Torà))

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Uno stimolo dalla Luce

Siamo all’interno di una forza chiamata il Creatore (Boreh). Dal momento che non lo abbiamo ancora raggiunto secondo il principio di “vieni e vedi” (Bo-reh), gli diamo nomi diversi secondo la misura attuale della sua rivelazione verso una persona.

Io sono in questo campo di Forze insieme a tutti gli altri. La domanda è: come posso indurre la sua influenza? In effetti, questo è l’intero lavoro dell’uomo: come è possibile risvegliare questa forza in modo che possa elevarmi?

Siamo scesi di proposito dall’altezza spirituale al “livello zero”, e ora spetta a me ascendere alla stessa altezza. Per fare questo, devo risvegliare su di me la Luce che Riforma. Non c’è altra forza che mi possa elevare verso la spiritualità. Ho solo i mezzi che esistono al mio livello. Il Creatore mi sveglia dal sogno attraverso il primo “stimolo”, e poi devo elaborare, attraverso mezzi speciali come: il gruppo, lo studio e l’insegnante, ciò che mi ha risvegliato interiormente.

Quindi mi rivolgo alla Luce che, inizialmente, mi ha risvegliato. Chiedo che mi influenzi, e lo faccio coscientemente e consapevolmente. La Luce mi stimola di volta in volta affinché io instauri il mio atteggiamento verso di essa: che cosa le chiedo, che tipo di influenza mi aspetto, che cosa voglio raggiungere, e così via. Nel complesso immagino di essere in conformità con Colui che mi “stimola”. Devo osservare la sua forma, la sua immagine e chiederGli:

– “Voglio dare!”
– “Come vuoi diventare uno che dona? È davvero colui che da’? Come sarà il tuo dare?”
– “Non lo vedi? Io studio, lavoro in un gruppo e nella divulgazione, compio tutti i tipi di azioni, e chiedo in base a questo”.

Se una persona non esegue azioni indirizzate verso l’unione, non vi è alcuna base per la sua richiesta. Queste azioni costituiscono l’infrastruttura che egli può utilizzare per elevare MAN, una preghiera. Costruisco questa infrastruttura tra me e gli amici da cui sorge MAN, “la preghiera dei molti“. Non sarò mai in grado da solo di chiedere la connessione. Una preghiera per la connessione può essere solamente collettiva, o almeno tra due persone.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.10.2012, Scritti di Baal HaSulam)

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Sfuggire dalla morsa del tempo

Domanda: Come un kabbalista, che è nel mondo spirituale, sente il tempo?

Risposta: Il tempo non esiste per un kabbalista. Anche per una persona ordinaria il tempo è una percezione condizionata. Il tempo è una percezione nel desiderio egoistico che delinea l’asse del tempo da un punto nel mondo di Ein Soif (Infinito).

Più distante sei dal mondo di Ein Sof, più distante sarai dal punto zero del tempo. Più profondamente affondi nel desiderio di ricevere, meno discenderai giù fino all’ultimo gradino dei mondi e più allungherai il tempo. Questo significa che il numero di azioni che dovrai svolgere al fine di raggiungere il punto di Ein Sof stabilizza il concetto del tempo per te.

Nel tuo corrente stato, tu non fai certi calcoli del numero di azioni che svolgi. Non è chiaro ed è nascosto a te dal momento in cui il vaso e la Luce non operano in te in accordo al tuo desiderio. Se il processo non è in accordo al tuo desiderio, questo ti è celato.

Ma nel momento in cui cominci a gestirtelo da solo, tu capirai che cosa stai facendo e allora tu gestirai il tempo. Questo perché è scritto: ”Israele è al di sopra delle stelle e delle costellazioni,” al di sopra del concetto del tempo e il suo anelare Yashar-Kel (diretto al Creatore).

Allo stesso tempo, comunque, tu non sei in questo stato, ma sotto il dominio del tuo ego e allora non determini il tempo, ma il tempo determina il tuo fato. Quindi, a volte, sembra che i giorni passino rapidamente, come in un momento, e altre volte ogni momento “si attarda” per molto tempo ed è difficile aspettarlo fino alla fine.

Questo viene percepito specialmente durante lo studio. Da notare che alcune volte durante Lo Studio delle Dieci Sefirot tu prendi sonno alla prima parola e ti risvegli all’ultima e ti sembra come un’eternità. Tu vorresti dormire così tanto, il che significa che questo tempo ti è così caro che è molto importante disconnetterti e riposarti anche solo un momento.

La minima distanza che noi teniamo sulla strada è proiettata verso una veramente lunga, a causa del nostro ego e in accordo a quanto ne godi. E’ come Faust quando disse: ”Stop, un momento! Sei così amabile!”

Infatti, un grande ego ferma il tempo, come voleva il Faraone, quindi anche il corpo sarebbe stato eterno e allora lui si faceva imbalsamare.

Quindi fino a che non cominceremo a controllare il nostro desiderio, il tempo ci controllerà decelerando o accelerando. Al fine di elevarci al di sopra del tempo, noi dobbiamo controllare il nostro desiderio di ricevere. Tempo, moto e locazione sono i tre parametri attraverso i quali il desiderio di ricevere ci è rivelato e ci controlla.
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(Da un Discorso sul Lavoro Interiore 30.09.2012)

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L’invidia non è un difetto

Domanda: I Kabbalisti attribuiscono l’invidia alle qualità che aiutano la persona ad uscire da questo mondo ed entrare nel mondo spirituale. Ma perché dovrei invidiare gli altri? Dopo tutto ognuno è speciale e ognuno sta seguendo il suo sentiero personale. Perché mai l’unicità di un’altra persona dovrebbe rendermi geloso e spingermi sulla mia strada?

Risposta: Io evoco in me l’invidia, la brama e il desiderio di essere rispettato di proposito. Non è proprio come per qualunque persona normale che invidia il successo degli altri o che cerca la stima. In questo mondo noi invidiamo tutti i tipi di cose senza senso e veramente vogliamo cose frivole. Io, al contrario, prendo solo ciò che è necessario per vivere e non considero tutto il resto. Quando ho tutte le necessità di base, io costruisco me stesso per il lavoro spirituale e in questa cornice io utilizzo strumenti come l’invidia.

Diversamente, non avrò nulla con cui avanzare. L’invidia, la brama e il rispetto sono i tre approcci egoistici, e su cosa lavorerei senza di loro dentro di me? Sono queste tre qualità che mi tirano fuori da questo mondo; è come uscire dai mondi di BYA verso il mondo di Atzilut.

Così se voglio lavorare spiritualmente, guardo al lavoro degli altri e annullo me stesso davanti a loro. Allora vedo loro come i più grandi della nostra generazione: Loro sono andati molto avanti, loro hanno raggiunto la fine della correzione, e io li invidio. Se non li invidio sono senza forza e non mi posso muovere. Io ricevo tutta la forza per avanzare dal mio ego. Il giusto avanzamento con la giusta intenzione, che significa la forma che è rivestita nella materia è condotta a me dalla Luce, mentre la materia in sé stessa attraverso cui io ascendo è il mio proprio ego.

Domanda: Ma come posso difendere la giusta intenzione dall’invidia?

Risposta: L’intenzione viene costruita in relazione all’invidia, alla brama e al desiderio di stima. Tu cambi l’invidia in invidia verso il Creatore, il desiderio di rispetto in rispetto per il Creatore, la brama e urgenza di aderire a Lui. Senno, che cosa correggi? Che cosa costruisci, un castello immaginario sulle nuvole?

Domanda: Ma ancora, quando io provo invidia, il suo fuoco mi consuma.

Risposta: No, tu permetti a te stesso di evocare l’invidia, la gelosia, e il desiderio di stima solo dopo la restrizione, quando non è più per te, ma allo scopo di comprendere di determinare “lo spazio del lavoro”. Tutto dev’essere sotto controllo; altrimenti tu non puoi neppure cominciare.

In breve, prova. Non aver paura di cadere preda dell’invidia. Comincia a lavorare sopra di essa. Sei fortunato se invidi gli amici; è una cosa buona. Dopo tutto, non abbiamo altra forza per avanzare. Se vivessi da solo, senza un ambiente, sarei come un animale. D’altra parte, se la società mi incita e mi stimola mostrandomi costantemente che gli amici hanno ciò che mi manca, mi aiuta ad avanzare nella vita. Ho solo bisogno di un ambiente speciale che mi offra buoni esempi che io invidio.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.09.2012, “Pace nel mondo”)

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