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La spiritualità non arriva grazie ad un favoritismo

Domanda: A cosa serve fare uno sforzo cercando di accelerare la propria correzione se il proprio percorso è predeterminato: tutte le correzioni che la persona deve attraversare e tutti i suoi errori e le sue trasgressioni?

Risposta: Se non fai uno sforzo allora non attraverserai questi errori e queste correzioni. Supponi di trovarti nella 3° elementare e di dover passare alla 4° elementare, ma non vuoi studiare, in questo modo non ti è permesso di passare alla 4°! Che cosa succede allora? Sarai punito e tutti ti tratteranno male: i tuoi genitori, gli insegnanti, e l’amministrazione della scuola. Rimarrai in 3° elementare per un altro anno prima di aver completato tutti i tuoi compiti e prima di esser pronto a passare alla classe successiva.

Hai guadagnato qualcosa dalla tua pigrizia? Allora perché chiedi del beneficio del tuo sforzo? Non si può passare alla fase successiva se non si completa la fase precedente, perché il vaso non è preparato per questo. Come puoi sentire questo, come può compiersi in te il livello successivo?

È impossibile passare al prossimo livello spirituale grazie ad un “favoritismo”. È possibile nel nostro mondo, ma non nella spiritualità. Questo avviene perché non si dispone di vasi per sentire, e hai bisogno di sviluppare da solo le salite e le discese, essendo confusi e incontrando problemi, prendendo decisioni sbagliate, cercando di distruggersi a causa di sciocchezze , come un bambino che impara qualcosa.

Altrimenti non avanzerai. Queste sono le leggi della natura, quindi non ci sarà nessuna tolleranza qui e nessun perdono. Essere tolleranti è per qualcuno che fa un errore, perché non lo sa. Questo è accettabile solo tra le persone, ma siamo in un chiaro processo deterministico in cui ogni passo è predeterminato.

È impossibile passare alla fase successiva senza completare il precedente, finché non vieni impressionato da esso, e acquisisci la conoscenza e il sentimento, finché non è inciso nella memoria e sei pronto per avanzare con questa esperienza, fino a quando non hai messo insieme un vaso in cui ora senti tutti i fenomeni. Solo allora puoi andare avanti.

Nel nostro mondo le cose non accadono in questo modo, qui le persone trovano deviazioni diverse dal momento che non capiscono affatto i loro stati. Quando la Luce entra e illumina il nostro stato, capiremo i motivi per cui accade in questo modo e per quale motivo, il beneficio che si trova in esso, e come relazionarsi correttamente. Fino ad allora agiamo ciecamente secondo i nostri istinti animali.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 30.12.2012)

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La scienza di cambiare se stessi

Le religioni, la scienza, la filosofia, tutto ciò che l’uomo ha sviluppato, ha lo scopo di portarlo più vicino al Creatore. Ma questa connessione è effettivamente soddisfatta dalla saggezza della Kabbalah.

Se studio il quinto livello di “spessore” del mio desiderio e i processi che avvengono al suo interno in relazione a periodi diversi o valori, allora è generalmente chiamato “scienza”, “filosofia” o “psicologia.” In un modo o nell’altro, io studio quello che sta succedendo nel mio desiderio di ricevere.

Quando io studio questo? Durante l’esilio. Quello è il momento giusto e la situazione giusta.

Inoltre, ci sono persone che aspirano a superare il loro desiderio di ricevere, al di sopra dell’esilio. Così sviluppano questa capacità internamente – studiano i livelli più elevati, con l’aiuto della saggezza della Kabbalah. A questo livello acquisiscono una connessione con il Creatore, il che significa che essi costruiscono il loro desiderio di ricevere in modo che possa prendere la forma del Creatore.

Non ha forma o corpo, e al fine di stabilizzare questa somiglianza richiamo la Luce Circostante che mi riforma. Questa Luce entra nel mio desiderio e costruisce in me la forma di dazione, che è simile al Creatore, la Luce che Ritorna.

Così la scienza, la filosofia, la psicologia parla di ciò che sta accadendo all’interno del nostro desiderio di ricevere. Sviluppiamo queste discipline senza cambiare noi stessi, ma in modo razionale. Così, anche la persona peggiore può raggiungere grandi livelli in ogni campo scientifico. Un filosofo può essere un nazista o nessuno. Oggi è possibile organizzare un concetto filosofico che giustifica tutto il male del mondo.

La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, ha un approccio diverso: una persona cambia se stessa per il bene, per dare, e fino a questo punto, scopre il Creatore. Questa è una saggezza totalmente diversa, e gli scienziati ordinari non possono comprenderla, in quanto si basa sulla trasformazione della persona.

Tale cambiamento, oggi, è necessario, in quanto siamo obbligati dalla dimensione superiore che viene rivelata. È da qui che proviene il grido della scienza, della filosofia e dall’uomo. Se non iniziamo a cambiare noi stessi secondo la Divinità che si sta rivelando, ci ritroveremo opposti ad essa. Il vero problema non è nascosto in questo mondo, ma piuttosto nel fatto che il Creatore “si posa” su di noi, la rete integrata della reciproca connessione generale. Incombe su di noi, come un disco volante gigante di un film di fantascienza, e scende, lasciandoci così sempre meno opzioni da manovrare. Speriamo che le persone lo capiscano.

Quindi tutto dipende dalla persona: se adesso cambia per continuare il suo sviluppo correttamente, o no.
Torniamo alla scienza e alla filosofia: L’esilio del popolo ebraico e la sua integrazione con le nazioni del mondo è stato lo scopo per fornire a noi la scienza, con informazioni sul desiderio di ricevere. La saggezza della Kabbalah, d’altra parte, ci insegna la realtà esterna, ci insegna a cambiare il nostro desiderio, ed è organizzato in questo modo affinché la luce passi attraverso il desiderio, che gli darà la forma di dazione.

Senza il passaggio della Luce, la saggezza della Kabbalah non esisterebbe. È apparsa quando la gente ha iniziato ad esplorare il loro desiderio, la loro struttura, e la vita, e dopo averlo esaminato, hanno cominciato ad attirare su se stessi la Luce che Riforma, il che significa che hanno cominciato a riformare se stessi e cambiare per il bene, per la dazione invece che per ricevere.

La Luce cambia i miei discernimenti e io raccolgo I dati e infine scopro una nuova scienza chiamata “la saggezza della Kabbalah”.

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La distanza come chiamata per affrettarsi verso Lui

Baal HaSulam, “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” Articolo 101: Quindi, fino a quando uno non ha raggiunto la Provvidenza della rivelazione del volto, l’abbondanza della Torà e delle Mitzvot, che egli ha adempiuto, rende il suo occultamento del volto molto più pesante. Questo è il significato di: “il Creatore si nasconde nella Torà.”

In effetti, tutta la pesantezza che egli sente attraverso la Torà sono solo proclamazioni con cui la stessa Santa Torà lo chiama, risvegliandolo ad affrettarsi e a dare la misura del lavoro richiesto, dotandolo prontamente della rivelazione del volto, come Dio lo desidera.

Quanto più una persona si avvicina, più si sente lontana. Ma capisce anche che questa distanza è dato a lui di proposito in modo che si affretti a completare la somma necessaria del suo sforzo. Ma una persona che non possiede la giusta connessione, che non avanza correttamente, sente semplicemente l’aumento dell’ “indurimento del cuore”, che alla fine lo porta fuori strada.

Dobbiamo capire questa differenza chiaramente. Entrambi sentono l’ “indurimento del cuore,” sia colui che avanza correttamente che colui che non avanza correttamente. Ma loro lo interpretano in modo diverso e sentono il loro stato in modo diverso. Quello che sta avanzando correttamente è connesso al maestro, al gruppo, al Creatore, allo studio, e non perde un’occasione, egli è costantemente alla ricerca di modi per stringere la connessione, la garanzia reciproca. Capisce che solo l’adesione all’ambiente sarà in grado di scoprire il Creatore al suo interno.

Così sente il supporto. Quanto più scopre il male nel suo atteggiamento verso gli altri, tanto più questo lo spinge a connettersi con loro e lo obbliga a chiedere a se stesso e agli altri di stringere questa connessione. Invidia il successo degli altri che avanzano ed è frustrato quando si paragona a loro, ma questo lo spinge alla connessione e alla correzione.

Invece, una persona che non avanza correttamente, il che significa che non cerca la dazione e la connessione con l’ambiente, al fine di scoprire lo scopo della creazione in essa, ma aspira piuttosto al successo personale, non può ricevere il sostegno dell’ambiente dal momento che non ha stabilito questo supporto. Poi sente che questo percorso non fa per lui. E gli sembra che gli altri non capiscono nulla, che sono assurdi, ed è impossibile raggiungere questo obiettivo. Alla fine egli lascia il gruppo.

Quindi dovremmo prestare molta attenzione a se o non stiamo costruendo la giusta connessione con l’ambiente che deve sostenerci costantemente. Quando una persona cade, l’ambiente lo aiuta a rialzarsi, e quando è pieno di forza, allora deve investirla nell’ambiente, costruire una “riserva”, grazie alla quale in seguito riceverà l’aiuto.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.12.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot)

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L’ultimo cancello

Noi vediamo che I Kabbalisti ritornano sempre agli stessi principi. Non ci sono molte regole nella spiritualità. Uno e lo stesso stato di ascese e discese, cosi come i loro motivi, ci ritorna in diverse maniere, ma essenzialmente è lo stesso principio tutto il tempo. Non riceviamo una nuova forza finché non arriviamo a una vera carenza.

Un servo del Creatore è una persona che cerca costantemente nuove forme di avvicinarsi a Lui. Quest’avvicinamento involve l’acquisizione di un nuovo vaso, il desiderio di donare, che va contro il nostro desiderio.

Una persona che inizia a studiare non comprende ancora che cosa significa “a favore” o “contro” il desiderio. Cosi continua finché scopre che acquisire la spiritualità è sia facile sia difficile. Passa molto tempo prima che inizi a sentire di che cosa si tratta.

È come un periodo interiore latente che traspira segretamente all’interno, a causa del quale una persona partecipa passivamente nel lavoro spirituale. Lui immagina ancora la spiritualità come a qualcosa di gradevole per il proprio egoismo, un’acquisizione che gli darà conoscenza, potere superiore sugli altri e riempirà tutti i suoi desideri. È questo il motivo per il quale arriva, avendo perso la fede di riempirsi in questo mondo. Per questo decide di ricevere riempimento spirituale.

Tutti pensano nella stessa maniera. Altrimenti, perché studiare? È cosi che tutto è organizzato dall’Alto, dalla natura, per attrarre una persona. E anche se tu dici un’altra cosa a una persona, non ti ascolta. Ma questa bugia benefica trattiene la persona durante questo periodo nel sentimento che sta per ricevere sempre di più nel suo desiderio di ricevere, nel proprio ego. Non ascolta veramente quello che gli viene detto, e anche se ripete spesso “il desiderio di dazione”, “fede sopra la ragione”, lui non sa veramente che cosa sia.

Lui attribuisce a queste nozioni la propria interpretazione interiore, ed è incapace di percepire altrimenti. Lui continua cosi, finché, grazie allo studio della saggezza della Kabbalah, e alcuni colpi di luci qua e là, lui inizia in qualche modo a comprendere il vero significato di certi concetti come il desiderio di donare, l’amore per gli altri, e innalzarsi oltre gli scopi egoisti.

Continua a sentire sempre di più ed è pronto per raggiungere la dazione. All’inizio è un consenso generale teoretico, qualcosa di astratto; dazione su tutto il mondo, umanità, il Creatore. Questi concetti sono piuttosto vaghi, sono distanti dalla persona stessa, dal suo cerchio, dalla sua realizzazione.

Per questo motivo è pronto a “Portare contentezza al suo Creatore”. Ma quando si arriva alle azioni pratiche, alla sua necessità di “amare il prossimo”, i suoi amici, non è pronto per questo. E a questo punto c’è ancora un grosso bisogno di lavoro necessario.

E ancora una volta, la Luce Superiore opera su di lui, cambiando i suoi vasi, finché inizia a sentire che la dazione si realizza all’interno del gruppo. Il Creatore chiede che realizziamo l’amore verso gli altri, il più possibile.

Questo è senz’altro una bugia, ma è un inizio. Ma quella persona diventa un servo del Creatore – se lui infatti esegue delle azioni che lo conducono finalmente al desiderio di donare. Senz’altro non è la persona che crea questo desiderio di donare, non è una conseguenza diretta delle sue azioni. E’ come se lui piantasse dei semi e vedesse che non spunta fuori niente. E continua a non avere dei risultati, il che gli causa dispiacere.

Allo stesso tempo lui vede un successo parziale, un poco più di comprensione e sentimento. Alla fine, comunque, lui arriva a “quelli che spargono lacrime” e vede che il proprio lavoro non lo porta a niente che all’appello, alla richiesta, alla preghiera per il Creatore. Quando arriva a questo stato, è chiamato “una preghiera di molti” e apre i cancelli del Cielo. Tutti i cancelli sono chiusi, tranne il cancello delle lacrime, che si apre. Questo è quanto scopre una persona.

“Cancelli” (“Shearim” in ebraico), viene dalla stessa radice della parola “dedotto” – (Meshuar) e indica il modo nel quale una persona immagina l’attesa ricompensa. Lui vuole ricevere qualche cosa in tutti questi cancelli, qualsiasi cosa diversa dalla dazione, e sulla dazione lui piange poiché si rende conto di non poter raggiungerla da solo. E inoltre non la vuole realmente ottenere finché non comprende la sua importanza.

Quindi una persona versa infatti molte lacrime finché costruisce il cancello delle lacrime, finché finalmente finisce di costruirlo desiderando la dazione e non riuscendo a raggiungerla. E per questo motivo è forzato a volgersi verso il Creatore. Fino a questo momento non aveva bisogno di Lui, ma adesso vede che il Creatore è necessario.

E come risultato, lui vuole la dazione e può riceverla unicamente dal Creatore. Arriva a tutto questo nel gruppo perché è impossibile altrimenti, e allora lui “raccoglie il frutto” . La Luce che Riforma viene e lo connette con gli amici e dentro di loro il Creatore è rivelato. Allora la persona si “rallegra” nel frutto del proprio lavoro spirituale. Questo è il percorso del servo del Creatore.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 27.02.2012, Gli scritti di Rabash)

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L’arma più forte

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: Similmente, tutte le immagini fisse che conosciamo e usiamo per indicare materiali sono inconsistenti e non esistono nel loro proprio significato. Soprattutto, loro solo si vestono e si spogliano delle forme sotto l’influenza di condizioni come il caldo o il freddo.

Durante la lezione noi pensiamo riguardo alla forza che “dirige” il materiale che realmente non esiste. Se durante la lettura stiamo insieme, noi costantemente penseremo al gruppo unito e vorremmo scoprire la forza generale tra noi, allora scopriremo un mondo integrale e vivremo in esso più chiaramente, più emozionalmente e in una maniera più intensa che la nostra vita attuale.

Questa non è fantasia. Evoca queste forze. Ora stai guardando agli amici dormendo e loro ti guardano alla stessa maniera. Allora evoca queste forze insieme e comprenderai che esistono mondi tra voi e che tutto dipende dalla vicinanza e unità nella mente e nei sentimenti, nel vostro anelare e nell’inclinazione, nel desiderio di sentire l’essenza insieme. Improvvisamente vedrai come le forze astratte diventano qualcosa di reale e concreto.

Precedentemente avevi prestato attenzione a “sgrezzare” le forze corporali: caldo, freddo, pressione, ecc. Ma esistono forze più sottili e potenti in una persona persino quelle che operano nel micro-mondo a livello subatomico. Queste forze sottili ti rivelano la vera materialità. Quando entri in questo campo, scopri che è l’inizio e la fine di tutto, che tutta la creazione è qua nel suo piano. Qua, comunque, non c’è niente tranne che la falsa, artificiale, esterna immagine che è costruita per confonderti e farti focalizzare sulla correzione da falsi incentivi senza prendere il tuo libero arbitrio e quindi non trasformarti in un robot.

Questa realizzazione dovrebbe focalizzarci nello scopo principale, sullo sviluppo delle forze che esistono tra noi. Loro sono le nostre “armi” contro il male, contro tutti i problemi. Anche nel tuo mondo immaginario le forze subatomiche sono molto più forti delle forze ordinarie del macro-mondo. Molta energia è richiesta per causare una collisione tra particelle. Noi, comunque, entriamo nel campo delle nostre forze personali che operano tra gli amici. Questa è una tale grande intensità che non può essere misurata dai mezzi che deteniamo in questo mondo.

E’ una forza reale. Noi dobbiamo solo raggiungerla e apprendere come gestirla, giacché non sarà rivelata senza un’intenzione di dare, per il bene degli altri.

Domanda: Questo significa che ci sono forze in me che mi consentono di scoprire una nuova realtà? Come posso trovarle?

Risposta: Comincia ad agire, esercitati, ripara le connessioni con gli amici e attraverso questo consentigli di connetterli a te. Comincia ad evocarli allorché loro ti imprimeranno l’importanza dello scopo. Noi dovremmo fare questo sforzo tutti i giorni, ogni momento, perché il desiderio di ricevere si rinnova continuamente e ci chiede di rinnovare le nostre relazioni, per intero Ha-Va-Ya-H. Questo è tutto il nostro lavoro.

Se evochi e sistemi le forze che ti connettono con gli amici il più correttamente possibile, la forza della dazione e la forza della ricezione, scoprirai che le relazioni tra voi sono molto più importanti che il mondo corporale.

Arriverà, giacché studi e ti aspetti la Luce che Riforma ed essa t’influenzerà. Improvvisamente scoprirai che le relazioni tra voi sono la cosa più importante e allora comincerai a scoprire una nuova materia spirituale, che è molto più reale e concreta che quello che ti circonda oggigiorno. Sarà così potente, pesante e reale che la figura temporanea e immaginaria di questo mondo si dissolverà sul suo sfondo.
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(Dalla 4° Lezione quotidiana di Kabbalah 18.12.2012, “La Saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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L’arte di lavorare con la linea di mezzo

Domanda: Che cos’è il lavoro nella linea di mezzo e come la posso sentire?

Risposta: La linea di mezzo non esiste in realtà. Dopotutto, ci sono due forze attive in natura: la forza della dazione (in rosso) e la forza di ricezione (in nero). Una persona non è nessuna di queste. Le due forze sono emanate dall’alto. C’è la forza di dazione che ha creato la forza di ricezione che è opposta a questo. Queste due forze, chiamiamole più e meno, esistono in natura e tutto nasce da loro: l’inanimato, il vegetativo e l’animato. L’uomo è per forza di cose una “creazione spirituale” ed esiste nella comparazione, nella connessione di questi due parametri dentro di lui.

Il Masach (schermo) è il più e l’ego è il meno. Connettendoli dentro di sé correttamente è al di sopra dell’ego e seguendo la fede al di sopra della ragione, un uomo stabilisce la linea di mezzo. Questa è la totalità dell’arte. Questo significa che da una parte, io voglio stare più vicino ai miei amici nonostante il mio ego, giacché noi scopriamo il mondo spirituale solo nella connessione tra di noi (la parte gialla nel disegno). E il nostro ego (i cerchi neri nel disegno) restano e crescono anche di più.

Le Sefirot e i mondi ci appaiono tra noi, nei quali tutto è rivelato. Il mondo superiore è esterno a noi, esterno al nostro ego e al di sopra di esso, al di sopra della connessione tra di noi. Inoltre, l’intera saggezza della Kabbalah è basata sul principio “ama il tuo amico come te stesso.” Perché? Quando lavori su questo, esci da te stesso, e costruisci una specie di sensore nella parte esterna, cominci a sentire l’intera forza superiore che riempie. Dovresti chiamarla Creatore o forza superiore, come preferisci. Questo è il nostro lavoro ed è essere riempiti nella linea di mezzo.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 07.12.1212, Lezione 1)

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In attesa di una risposta da parte del Creatore

Domanda: Che cosa dovrebbe fare una persona se è in uno stato di troppa gioia?

Risposta: Non ci può essere “troppo” dal momento che dobbiamo essere in Ein Sof (Infinito) in questo stato. Non può essere una questione di tempo perché tutto scompare, sia il tempo che la distanza.

Domanda: Che cosa possiamo fare per non rimanere semplicemente in questo stato, ma per fare il miglior uso di esso? Capisco che devo rivolgermi al Creatore, ma ci vuole così tanto tempo per ricevere una risposta.

Risposta: Il fatto è che molti hanno disturbi simili: “Non c’è una risposta”!

Il mondo spirituale è, da un lato, integrale, analogico, e, dall’altro, è impulso. Ciò significa che vi è una sorta di dualismo. L’elettrone è una particella o un’onda? La Luce è una particella, un’onda o entrambe le cose? Al momento non lo sappiamo. I fisici affermano questo, ma non lo sentono, questo deriva solo da studi sperimentali.

Da un lato, i nostri sensi sono apparentemente costanti, scorrono in una corrente, e non in impulsi. D’altra parte, pulsano, cioè, in dieci Sefirot o cinque fasi. Se giungeste ad un millimetro prima della prima fase, sentireste di non aver ancora iniziato il lavoro e di non avere ancora alcun contatto con esso.

Se devono esserci un migliaio di volt, allora devono esserci un migliaio di volt. Supponi di avere un migliaio di rubli. Paghi, e attraversi la frontiera, come quando ti trovi a bordo di un aereo. Tuttavia, se vi è un centesimo mancante, non importa quello che dici, non ti sarà consentito passare.

Questi sono gli attributi del mondo superiore. È necessario disporre di un certo potenziale di desiderio nella tua domanda per essere premiati con una risposta. Tuttavia, nel frattempo, non lo rivelani. Sei in un mare di Luce, ma, se il tuo vaso non può contenere la Luce (il che significa che non è raggiungibile con le vostre sofferenze, sia in qualità e in quantità, a seconda dell’intensità della domanda fino a raggiungere un certo volume), allora sentirai la risposta. Ciò avviene perché la tua domanda non è ancora matura, e questo lo vedi dal tuo stato acerbo.

Tu dici: “Io sono già da qualche parte in questa Luce, cosa c’è dopo? ” Se sei arrivato nel pieno sentimento del tuo stato attuale, quindi, dopo ciò, sentirai il livello successivo sotto forma di un nuovo desiderio.

Quindi, continua a sentire, ma cerca di capire di più per cosa e per come. Il chiarimento di questo stato è carente.
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(Dal congresso di Novosibirsk del 08.12.2012, Lezione 3)

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“Siete Scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte!”

Baal HaSulam, Lettera 20: Siete scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte e, come inceneritori di sete dopo la vostra bontà e la vostra integrità, e il Creatore sa quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, e siate certi che non sarà inutile e la parola di Dio sarà eterna.

Da questo giorno in poi ci rafforzeremo nella Torà e nelle mitzvot (comandamenti), “come un bue per l’onere e un asino al carico” per aumentare la Divinità dalla polvere, ed i peccati saranno meriti, dal momento che il Suo onore sarà riempire la terra. E grazie a Dio, sono molto sicuro che la nostra salvezza sta per essere rivelata, e saremo ricompensati per adorare il Creatore insieme, in espansione e se Dio vuole, ce la faremo.

Baal HaSulam scrive del suo investimento nei suoi studenti e del suo aiuto verso di loro. Tuttavia, nel mondo spirituale, in contrasto con il mondo corporeo, il minore deve adoperarsi in modo che il superiore possa aiutarlo.

Nel mondo corporeo, un bambino è naturalmente legato a sua madre prima dal cordone ombelicale nel grembo materno e poi al petto, al suo corpo, e così riceve il suo trattamento. In questo modo la natura lo costringe ad annullare se stesso. Egli non fa alcuno sforzo. Al contrario, sente che sua madre è la fonte della sua vita, ed è incline ad aderire a lei.

Tuttavia, nel lavoro spirituale, dobbiamo fare questa azione contro il nostro ego, verso il gruppo, l’insegnante, e il Creatore. Solo quando annulleremo noi stessi, riceveremo nutrimento da loro, sia attraverso ciò che noi chiamiamo un “cordone ombelicale spirituale” o attraverso il seno spirituale del Partzuf superiore, attraverso la Luce Circostante e quella Interiore.

Quindi, se un insegnante scrive che gli studenti sono scolpiti… sul mio cuore … tutto il giorno e tutta la notte, vuol dire che anche loro hanno fatto un grande lavoro per raggiungere tale connessione reciproca.

Quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, questo è possibile solo se gli studenti hanno permesso all’insegnante di dare a loro. Se un bambino si rifiuta di mangiare, come è possibile costringerlo? Qui, si tratta della sua spontanea volontà.

In primo luogo, il suo libero arbitrio è solo nell’ annullare se stesso. Poi, è anche in accordo ad accettare la dazione dal superiore, che è sempre in contrasto con la propria mente e sentimenti. Si tratta di un problema molto grande. Anche solo annullare te stesso e accettare tutto come Hassadismo non è facile.

L’embrione si trova nelle acque di Hesed, ma non è semplice ricevere tutto come Hassadim in totale auto-annullamento.

Così, uno studente dovrebbe cominciare ad accettare le azioni che sono di fronte ai suoi sentimenti e la sua mente, e ad accettarle per vedere la grazia in alto nelle più grandi sofferenze, proprio come Rabbi Akiva durante la sua dolorosa morte.

Questo non è affatto semplice, e dobbiamo prepararci per questo. La cosa principale è desiderare che il nostro atteggiamento verso ciò che ci sta accadendo cambi. Siamo tenuti a chiedere e implorare, pregare, così che saremo in grado di giustificare tutto ciò che accade, e di ricevere le azioni del Creatore su di noi con amore e per chiedere aiuto al fine di aderire al gruppo, all’insegnante, e al Creatore in modo che l’amore copra tutti i nostri peccati.

Questo lavoro si chiama: “come un bue per l’onere e un asino al carico”. Dobbiamo costantemente sentire che “Non esiste nessuno tranne Lui”, e che il vaso di questo sentimento è la nostra connessione e il nostro amore. Questo è il motivo per cui viene chiamata: la grande regola della Torà.
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(Dalla preparazione alla Lezione del 11.12.2012)

Stando con un piede sul prossimo livello

Rabash, “Amor proprio e l’amore per il Creatore”: C’è amore per se stessi e c’è l’amore del Creatore. E c’è la fase di transizione, che è l’amore degli altri, e dall’amore degli altri uno arriva all’amore del Creatore. Questo perché Rabbi Akiva disse: ”Ama il tuo amico come te stesso; questa è la più grande legge della Torà.” E come Hillel disse al convertito che gli chiese, “Insegnami l’intera Torà durante mentre resterò su un piede.” E lui gli disse: ”Non fare all’amico ciò che odi. Il resto è commentario.” Giacché dall’amore degli altri uno arriva all’amore del Creatore e poi tutta la Torà e tutta la saggezza sono nel cuore di una persona.

E’ molto difficile per una persona essere in accordo internamente che la strada verso il Creatore passi attraverso l’amore degli altri e questo è vero che è lo stesso amore, ma in due vasi differenti.

Gli altri non esistono, ma ci sembra così finché abbiamo una possibilità di compiere azioni al fine di espandere i nostri vasi. Più tardi, sarà rivelato che non c’é null’altro che una persona e il Creatore.

Lui ha corretto, arrangiato e connesso a se stesso i desideri che lui precedentemente pensava fossero gli altri, tutto il grande mondo che lo circonda. Prima, lui ha trovato sempre più connessioni in questo mondo.

Ha visto che sempre più riesce a connettersi e, eventualmente, lui comprende che questo è il suo vaso e, così, si connette al Creatore.

Allora, “Dall’amore degli altri all’amore del Creatore” non è solo un bello slogan, ma il riempimento del desiderio, che è l’unico posto dove una persona può rivelare il suo mondo superiore.

Questo cammino è un risultato della “rottura dei vasi” che avviene specialmente al fine di permetterci di espandere i nostri sentimenti e, allo stesso tempo, di essere indipendenti e fedeli al Creatore per sempre.

“Ama il tuo amico come te stesso” è la grande regola della Torà, che include il desiderio generale nel quale tutta la Luce è rivelata. Noi possiamo studiarlo “su un piede” (in sintesi), il che significa che attraverso un’azione appena, possiamo arrivare al raggiungimento totale. Noi scopriamo che dietro ciò che ci appare, come gli altri, c’è l’intera realtà.

L’unico problema è percepirlo internamente. Questo è tutto il nostro lavoro e, qua, noi necessitiamo di garanzia mutua giacché possiamo ascoltare riguardo questa per molti anni prima di cominciare ad avvicinarci ad essa. Conseguentemente, qualche anno in più sarà necessario per decidere di implementarla.

Così molti anni passano, e solo con garanzia mutua, responsabilità mutua, pressione, invidia, brama e usando tutti i mezzi che una persona ha, possono aiutarlo a diventare impegnato e a internalizzare questo principio il più profondamente possibile dentro il suo cuore.

Noi dobbiamo misurare quanto profondamente entra in noi e ci porta all’accordo interno e da questo dar valore al nostro avanzamento.
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(Dalla preparazione alla Lezione di Kabbalah del 02.12.2012)

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Connettere l’intero mondo al Creatore

Il punto principale che noi dobbiamo costantemente tenere in considerazione come nostro obiettivo interiore è il principio di “Non c’è nessuno tranne lui. Il Creatore è la ragione per ogni stato, ogni pensiero, ogni percezione, per tutto ciò che ci accade. Esiste solo una forza che gestisce me e il mondo intorno a me, e non c’è nient’altro oltre a questo.

Questo significa che io, attraverso il mio collegamento con il mondo, in ogni momento, in ogni evento e in ogni azione, sia internamente che esternamente, devo raggiungere la comprensione che “Non c’è nessuno tranne lui” all’interno del cerchio globale. Questo è chiamato adesione con il vaso generale. Questo è il nostro lavoro, ed è questo ciò su cui ci concentriamo.

Tuttavia, il mondo è grande, e, quindi, iniziamo con il gruppo (1), e poi si passa al resto del mondo (2). Devo collegarmi con il gruppo attraverso diversi casi e problemi, e dovrebbe essere la cosa più importante per me, ora. Quando mi rivolgo al gruppo, mi devo anche ricordare il mondo come la seconda parte del mio lavoro.

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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 23.11.2012, “Il ruolo della nazione di Israele”)

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