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Il futuro è nella Super umanità

Opinione (Ken MacLeod, lo scrittore vincitore del premio di fantascienza): “Teoricamente, il marxismo è venuto su con i laici, la spiegazione materialistica di ciò che distingue l’umanità: un complesso in continua evoluzione, indefinitamente estendibile nelle interazioni di lavoro, di coscienza e nelle relazioni sociali, tutte radicate nel rafforzamento reciproco e nel co-sviluppo delle mani, cervello e lingua. …

“Ma gli obiettivi della maggior parte dei milioni di cittadini che hanno creduto nel socialismo erano modesti: piena occupazione, previdenza sociale, istruzione gratuita e assistenza sanitaria.”

Il mio commento: Per la prima volta nella storia umana, possiamo selezionare in anticipo uno dei due modi del nostro sviluppo verso lo stato di completo equilibrio che è stato stabilito dalla natura. Abbiamo bisogno di vedere il nostro stato futuro perché è opposto alla nostra natura egoistica. Se fosse stato abbinato dalla natura, ci saremo spostati solo in avanti automaticamente come nel corso della nostra storia, spinti dal nostro crescente egoismo.

E’ l’opposizione della nostra natura egoistica rispetto al prossimo stato altruistico dell’umanità che ci ferma nella transizione a questo stato. La pressione su di noi, egoisti individualisti, dall’integrale natura altruistica aumenterà costantemente, producendo crisi e disastri che ci spingeranno a capire le cause della nostra sofferenza, e ad accettare l’equilibrio con la natura, per raggiungere l’unità tra noi e essa come culmine del nostro sviluppo.
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Un biglietto per il Mondo dei desideri

Domanda: Nel libro Shamati, nell’articolo “L’essenziale è desiderare solo il dare in assoluto; è scritto: “La forza della fede è sufficiente affinché una persona    possa lavorare nella forma della dazione“. Che cos’è la fede?

Risposta: Noi non conosciamo cosa sia la fede. E’ una specie di forza che non esiste nel nostro mondo. Nel nostro mondo, in tutte le scienze naturali, in fisica, chimica, biologia, e altre scienze, scopriamo le forze dell’inanimato, del vegetativo e della natura animata che operano come forze di attrazione e repulsione.

Nel mondo spirituale scopriamo prontamente forze che operano in maniera opposta a quest’ultime. Supponiamo, ci sia una forza naturale di repulsione che noi vediamo in questo mondo, ma nella spiritualità è l’opposto, tra questi oggetti si forma la forza di attrazione reciproca, com’è detto: ”L’amore copre tutti i peccati.”

Noi cominciamo a scoprire questo in una certa misura nella fisica quantistica: se noi piazziamo delle particelle elementari che sono caricate equamente (gli elettroni per esempio) nello stesso posto, loro cominceranno a repellersi, non solo perché possiedono la stessa carica, ma anche per ragioni quantiche (la forza anti-simmetrica); nessuno di loro vorrebbe essere dov’è l’altro.

Allora cos’è la forza della dazione? E’ una forza che si rivela al di sopra della nostra natura in una forma che è opposta ad essa, com’è detto: ”Io ho visto il mondo opposto.” Noi possiamo solo dire che il mondo spirituale opera in accordo alle intenzioni e non alle azioni. Non ci sono azioni qua; si tiene conto solo di cosa avviene nelle intenzioni, giacché i nostri corpi non esistono nel mondo spirituale, ma solo i desideri e le intenzioni.

Immagina che i tuoi desideri agiscano. Che cose terribili accadrebbero nel mondo! In una frazione di secondo il mondo cesserebbe di esistere, le persone si brucerebbero a vicenda.

Allora al fine di non trovarci in questo tipo di mondo, noi siamo tutti in un mondo immaginario nel quale noi possiamo compiere azioni fisiche quante ci è permesso di farne. Nella misura in cui una persona può operare per il bene altrui, essa ascende al di sopra del proprio corpo ed entra nel dominio spirituale dove agisce in accordo al suo desiderio e alla sua intenzione.

Altrimenti, come potrebbe essere possibile portare una persona nella realtà che è totalmente sotto la dominazione del suo desiderio? Dopo tutto, essa non ha controllo sopra il proprio desiderio e la propria intenzione.

Solo nella misura in cui una persona riesce a tenere i suoi desideri e lavorare correttamente con il suo desiderio e la sua intenzione, allora le è permesso di entrare nel mondo spirituale. E’ chiamato “entrare nel palazzo del Re dopo aver scalato una montagna,” è là che comincia a correggere il mondo, nella misura in cui essa può controllare se stessa.
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(Dalla Prima parte Lezione quotidiana di Kabbalah del 04.11.2012, Shamati #30)

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Noi non temiamo nessuna data

Domanda: Attualmente l’intero Internet pullula di prognosi su alcuni eventi spiacevoli che si svolgeranno nel mese di dicembre 2012. Che cosa ha da dire su questo la Kabbalah? Si prega di rassicurare il mondo

Risposta: Come posso calmarti?

Io credo che tutto dipenda da noi, tu compreso. Io non intendo calmarti, ma l’esatto contrario, perché in realtà noi esistiamo in una forte libertà di scelta e Dicembre e l’intero anno prossimo dipende da noi. Inoltre, questi stati, che dobbiamo attraversare, sono determinati solo dal nostro gruppo mondiale e da nessun altro.

Quindi, io non calmerò nessuno di voi. Al contrario, voi dovete sentire chiaramente che l’intero mondo dipende da voi. Bisogna rendersi conto di questo, che significa che dobbiamo prendere seriamente il nostro compito, una costante aspirazione reciproca nei vostri cuori.

Senti come i nostri cuori si stanno raccogliendo sempre di più in una sfera? Solo questo può salvare la nostra situazione e renderlo meraviglioso. Sarà meraviglioso, nel senso che ci ricorderemo che dobbiamo essere più vicini e più uniti fino ad arrivare tutti in un unico cuore insieme. Allora non avremo paura di nessun calendario.
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(Dal congresso di Georgia 06.11.2012, Lezione 3)

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Cosa ci manca?

Domanda: Supponiamo che una persona si sieda e guardi se stessa: “voglio dell’acqua, quindi voglio qualcos’altro, e non so che cosa voglio”. Un semplice esperimento l’aiuterà a capire che l’essenza del suo desiderio è quella di godere?

Risposta: Una persona vedrà che, in ogni momento emergono in lei nuovi desideri. Egli non conosce la loro provenienza; prima egli vuole una cosa e all’improvviso un’altra e poi qualcos’altro ancora.

D’altra parte, egli può programmare se stesso, che significa mettere a fuoco in se stesso certi desideri per ricordarsi qualcosa che gli ha portato piacere. In questo caso si sviluppa in lui un grande desiderio per quel piacere così che egli comincia ad anelare ad esso: “che cosa voglio? Ah, dimenticavo, c’è del gelato in frigo,” e lui tira fuori il gelato o egli può ricordare che voleva andare da qualche parte interessante o incontrare qualcuno di interessante, o leggere qualche libro interessante o vedere un film che si è preparato a vedere e così via.

Questo significa che noi stessi evochiamo qualcosa quando non sentiamo il piacere. Non sentiamo il piacere quando riempiamo noi stessi. Ora sono pieno, il che apparentemente significa che tutto è andato bene, ma la mia vita è insipida. Anche quando apparentemente abbiamo tutto, ci manca l’aggiunta dell’eccitazione. Inventiamo nuove fonti di piacere e incentivi, ma in realtà è lo stesso ego.
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(Dalle “Conversazioni con Michael Laitman,” di KabTV 03.11.2012)

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Cosa spinge l’uomo?

Domanda: Se guardiamo un cane, troviamo che le sue esigenze di base sono il cibo, il sonno e il sesso. Quindi cosa spinge l’uomo?

Risposta: Anche nell’uomo, è la stessa cosa: cibo, sesso e famiglia. Questi sono i desideri animali, fisici. Il livello successivo dei desideri è quello sociale, questi vengono creati in noi sotto l’influenza della società circostante. Questo suscita in noi ulteriori desideri: ricchezza, fama (potenza) e scienza (conoscenza). Questo significa che i primi tre desideri sono fisici e i tre successivi sono apparentemente spirituali.

Domanda: Da dove vengono sensazioni come la fiducia nel futuro per me e i miei bambini?

Risposta: Tutto è incluso. Assolutamente tutto!

Tutto è incluso all’interno di questi tipi di desideri: i tre desideri corporali e i tre desideri che sono, apparentemente, «spirituali», cioè sembra che arrivino dall’esterno del corpo dell’uomo e non vengano utilizzati direttamente come i piaceri corporali.

Domanda: Ma il desiderio di non fare nulla, che tutti mi lascino in pace, di non toccarmi, di scomparire e basta, è incluso anche questo?

Risposta: Questo è ciò che vuole il nostro desiderio generale, l’egoismo.

Il desiderio di pace può essere scoperto anche quando si corre da un angolo all’altro, in particolar modo questo crea in te un senso di pace. Prova a fermare un bambino, per lui fermarsi in un posto, al contrario, lo porta in uno stato d’ansia e quando lui corre si diverte, questa è la pace per lui. Questo per dire che tutto è sentito secondo il desiderio. Quando è in equilibrio, in pienezza, saziato, il desiderio sente se stesso rilassato.

(Dalle “Conversazioni con Michael Laitman,” di KabTV 10.03.12)

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Una scintilla di Luce in un mondo virtuale

Baal HaSulam, Shamati, Articolo 3: “Il caso della realizzazione spirituale:” Dal momento in cui il desiderio di ricevere è chiamato “creatura” e un “nuovo discernimento,” l’espressione comincia precisamente dal posto dove il desiderio di ricevere inizia ad assimilare impressioni. Il discorso sono discernimenti, parti d’impressioni. Per ora c’è già una correlazione tra la Luce e il desiderio di ricevere.

Domanda: Cos’è la Luce?

Risposta: Qualcosa di speciale è evocato in te, un fenomeno eccezionale e tu la chiami Luce. Quando arriva, sai che cosa intendi quando la si nomina.

In quel momento, comunque, non hai il vaso corretto per sentire questo fenomeno. Fino a che non acquisisci il raggiungimento spirituale, tutti i tuoi desideri sono mirati al tuo auto-beneficio: ”tutto per me stesso, per il mio bene, usare gli altri, tutto per il mio bene e contro gli altri.” Questa è più o meno la strada di come le cose funzionano oggigiorno e allora essendo in questi desideri non puoi sentire il fenomeno della dazione, amore, cooperazione, connessione e un’aspirazione verso l’esterno – tutte le cose che sono chiamate “Luce.” Per te non è Luce ma oscurità.

Qualche volta si fa scuro e cattivo: Tu ti senti impotente e non hai voglia di fare niente; non vedi nessuna luce alla fine del tunnel. Questo è come i tuoi desideri ti appaiono senza la tipica illuminazione del nostro mondo, senza quella sottile illuminazione che rischiarerà l’oscurità nel vaso.

Dopo tutto, nei nostri magri desideri, solo un piccolo bagliore si può far vedere, dando un po’ di vita e gioia. Questa scintilla è così piccola che questa può penetrare persino gli egoistici vasi di ricezione. Io vivo in loro ai livelli inanimato, vegetativo e animale; l’intero sistema umano è al di sopra di questo e io non sono parte di questo.

Ci sono desideri di ricevere e desideri di dazione su quel livello che saranno rivelati in me l’uno opposto all’altro. La linea sinistra è l’inclinazione maligna, il vero ego che è rivelato nella misura in cui voglio connettermi agli altri e così agisco. Così attiro la Luce che Riforma e provo ad acquisire la forza benevola e lavorare tra le due inclinazioni nella linea di mezzo, che è chiamata Adamo (uomo).

Allo stesso tempo io sono sul livello dell’animato, sotto il dominio del mio piccolo ego, ricevendo solo una “candela sottile” nel vaso che è stato costruito dei primi tre livelli. Da un punto di vista spirituale, questa non è considerata vita o un’esistenza. Allora il nostro mondo è chiamato mondo virtuale, esso è come se esistesse al di sotto del livello di coscienza.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.10.12, Shamati #3)

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L’invidia non è un difetto

Domanda: I Kabbalisti attribuiscono l’invidia alle qualità che aiutano la persona ad uscire da questo mondo ed entrare nel mondo spirituale. Ma perché dovrei invidiare gli altri? Dopo tutto ognuno è speciale e ognuno sta seguendo il suo sentiero personale. Perché mai l’unicità di un’altra persona dovrebbe rendermi geloso e spingermi sulla mia strada?

Risposta: Io evoco in me l’invidia, la brama e il desiderio di essere rispettato di proposito. Non è proprio come per qualunque persona normale che invidia il successo degli altri o che cerca la stima. In questo mondo noi invidiamo tutti i tipi di cose senza senso e veramente vogliamo cose frivole. Io, al contrario, prendo solo ciò che è necessario per vivere e non considero tutto il resto. Quando ho tutte le necessità di base, io costruisco me stesso per il lavoro spirituale e in questa cornice io utilizzo strumenti come l’invidia.

Diversamente, non avrò nulla con cui avanzare. L’invidia, la brama e il rispetto sono i tre approcci egoistici, e su cosa lavorerei senza di loro dentro di me? Sono queste tre qualità che mi tirano fuori da questo mondo; è come uscire dai mondi di BYA verso il mondo di Atzilut.

Così se voglio lavorare spiritualmente, guardo al lavoro degli altri e annullo me stesso davanti a loro. Allora vedo loro come i più grandi della nostra generazione: Loro sono andati molto avanti, loro hanno raggiunto la fine della correzione, e io li invidio. Se non li invidio sono senza forza e non mi posso muovere. Io ricevo tutta la forza per avanzare dal mio ego. Il giusto avanzamento con la giusta intenzione, che significa la forma che è rivestita nella materia è condotta a me dalla Luce, mentre la materia in sé stessa attraverso cui io ascendo è il mio proprio ego.

Domanda: Ma come posso difendere la giusta intenzione dall’invidia?

Risposta: L’intenzione viene costruita in relazione all’invidia, alla brama e al desiderio di stima. Tu cambi l’invidia in invidia verso il Creatore, il desiderio di rispetto in rispetto per il Creatore, la brama e urgenza di aderire a Lui. Senno, che cosa correggi? Che cosa costruisci, un castello immaginario sulle nuvole?

Domanda: Ma ancora, quando io provo invidia, il suo fuoco mi consuma.

Risposta: No, tu permetti a te stesso di evocare l’invidia, la gelosia, e il desiderio di stima solo dopo la restrizione, quando non è più per te, ma allo scopo di comprendere di determinare “lo spazio del lavoro”. Tutto dev’essere sotto controllo; altrimenti tu non puoi neppure cominciare.

In breve, prova. Non aver paura di cadere preda dell’invidia. Comincia a lavorare sopra di essa. Sei fortunato se invidi gli amici; è una cosa buona. Dopo tutto, non abbiamo altra forza per avanzare. Se vivessi da solo, senza un ambiente, sarei come un animale. D’altra parte, se la società mi incita e mi stimola mostrandomi costantemente che gli amici hanno ciò che mi manca, mi aiuta ad avanzare nella vita. Ho solo bisogno di un ambiente speciale che mi offra buoni esempi che io invidio.
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(Dalla parte 4 della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.09.2012, “Pace nel mondo”)

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Depressione: La malattia del secolo

Sondaggio (tratto da l’Associazione Europea per la Depressione): Secondo un nuovo sondaggio eseguito dall’Associazione Europea per la Depressione: “Un lavoratore europeo su 10 intervistato ha dichiarato di aver preso una pausa dal lavoro a causa della depressione, con una media di 36 giorni persi ad ogni episodio di depressione. Questo gruppo di persone ha quindi perso più di 21.000 giorni di lavoro. Tuttavia, nonostante le dimensioni del problema, quasi un dirigente su tre ha riferito di non avere alcun supporto formale o risorse per aver a che fare con dipendenti che soffrono di depressione, e il 43% ha chiesto politiche migliori e la legislazione che protegga i lavoratori.

“Tra le persone in età lavorativa, la depressione è la sfida predominante per la salute mentale e più di 30 milioni di cittadini europei ad un certo punto della loro vita, soffrono di depressione.
1 L’indagine IDEA (Impatto della Depressione nei luoghi di lavoro in Europa) ha intervistato più di 7.000 persone in Europa e ha riscontrato che il 20% degli intervistati aveva ricevuto ad un certo punto, una diagnosi di depressione. Il tasso più alto è stato in Gran Bretagna (26%) mentre il più basso in Italia (12%). Tra i lavoratori depressi, quelli in Germania (61%), Danimarca (60%), e GB (58%) hanno più probabilità di astenersi dal lavoro, mentre quelli turchi sono i meno propensi a prendere del tempo libero (25%) .

“Nell’UE i costi della depressione sono stati stimati nel 2010 a € 92 miliardi, con perdita di produttività a causa dell’assenteismo (prendersi del tempo) e del presenzialismo (essere presente sul luogo di lavoro durante la malattia), che rappresentano oltre il 50% di tutti i costi legati alla depressione. 1 Secondo il sondaggio IDEA il numero medio di giorni presi dal lavoro durante l’ultimo episodio di depressione è stato di 36 giorni, con la Germania e la GB con il più alto (41 giorni) e l’Italia (23 giorni) con il più basso. “

Il mio commento: In generale, la depressione è la malattia più comune del nostro tempo. Solo perché non è fatale e si nasconde, può essere facilmente nascosta, e non preoccupa la società. Che cosa spetta agli attuali e futuri disoccupati? Senza dubbio, con la crescita dell’egoismo individuale e la sua trasformazione in egoismo integrale che è dimostrata nell’ interdipendenza di tutti e tutto, la depressione si svilupperà e si trasformerà in un’epidemia.
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Quattro passi verso Keter

Quando si rivelano in noi delle intuizioni spirituali, di fatto cominciamo a vedere e a capire gradualmente e in modo sempre più chiaro che ogni cosa dipende dal “luogo” (il Creatore), il che significa dal numero e dall’intensità dei miei discernimenti che rivelano la realtà spirituale e che mi mostrano fino a che punto sono connesso a tutti gli altri. Tutto dipende dal numero dei discernimenti e principalmente dalla loro intensità e dall’intensità della connessione.

Ognuno di noi scopre improvvisamente diversi discernimenti della propria percezione egoistica, ma rinuncia al proprio ego al fine di connettersi con gli altri. Si scopre che una “ammaccatura” appare nel mio desiderio di fronte ad un “rigonfiamento” nel desiderio dell’amico, ed un “rigonfiamento” del mio desiderio appare opposto alla sua “ammaccatura.” Quindi ci connettiamo, poiché ognuno si arrende all’altro.

Si scopre che ho rinunciato ai miei interessi al fine di connettermi all’amico, ma lui, nella sua percezione, scoprirà questi “rigonfiamenti” del mio ego e annullerà sé stesso per connettersi con me. Dunque, noi non annulliamo il nostro ego, ma lo utilizziamo costantemente attraverso più “rigonfiamenti” e “ammaccature.” La nostra percezione sensibile e raffinata e la sua intensità dipendono dalla quantità di tali connessioni, nelle quali scopriamo sempre più discernimenti.

Questo è come il vaso generale costruito per l’interesse generale. Più scopro mancanze comuni, più posso annullare me stesso e connettermi con gli altri. Ma poi devo pensare al motivo per cui lo sto facendo —per la rivelazione della Shechina (Divinità). Qui devo raggiungere un’ulteriore connessione che è più interiore e per uno scopo più alto, scoprendo che è il Creatore.

Il Creatore non è una qualche personalità, ma un discernimento che ho rivelato come conseguenza della mia chiarificazione. È la Sefira superiore di Keter, che scopro dopo aver chiarito tutte le Sefirot che la precedono. Proprio come il comandamento dell’amore, che dobbiamo raggiungere, ma che in realtà non siamo in grado di raggiungere. Esso si rivela a noi da sé se attuiamo tutti i comandamenti che lo precedono.

Avviene lo stesso quando si tratta di connessione. Se io lavoro con il mio punto nel cuore nel gruppo e mi connetto con gli amici, allora all’interno di questa connessione, in tutte le quattro fasi, scopro la loro radice interiore chiamata Shechina. La Shechina simboleggia la rivelazione del Creatore.

Non posso costruire da solo quest’ultima fase, Keter, colui che dona. Si rivela poiché salgo i quattro gradini verso di essa.

Ho fatto tutto quello che era in mio potere, ho rivelato da solo le quattro fasi e le forme di connessione, e poi scopro la fase Keter sulla quale però non posso lavorare da solo. Questa è la Shechina. Da parte mia, posso completare il lavoro e così vi sarà una scoperta che mi attende, come è detto “ho faticato e ho trovato.”
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah 13.06.2012, “L’Arvut (la mutua garanzia)”)

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Annullarsi dinanzi al potere dell’amore

Dagli scritti di Rabash, Volume II, Lettera 40: E quando una persona comincia a percepire l’amore del suo amico, immediatamente iniziano a risvegliarsi in lui la gioia e il piacere. Per lui l’amore del suo amico è una cosa nuova, dato che ha sempre saputo di essere il solo a preoccuparsi per il suo benessere. Ma nel momento in cui scopre che il suo amico si prende cura di lui, questo evoca in lui una gioia incommensurabile, e non può più prendersi cura di se stesso, dal momento che l’uomo può far fatica solo dove sente piacere. E dato che sta cominciando a provare piacere nel prendersi cura per il suo amico, egli, naturalmente, non riesce a pensare a se stesso.

Vediamo che in natura, l’amore esiste fino a quando il desiderio diventa insopportabile …

In noi esistono delle Reshimot (reminiscenze), ricordi del vaso dell’anima generale. Tutta la realtà che percepiamo e anche le parti che non percepiamo sono in noi e fanno parte del vaso, così come era prima della rottura dei vasi. Quindi nel momento in cui una persona percepisce l’amore che qualcuno prova verso di lui, non l’amore egoistico che conosciamo nel nostro mondo, ma un amore che proviene dall’alto dell’anima generale corretta, dalla sorgente corretta, la Reshimo del vaso generale, che al momento viene percepita come esterna, viene immediatamente evocata in lui.

Così una persona sente subito che questa forza viene da un altro mondo, da uno stato superiore, e il suo amor proprio viene annullato. Egli non può rimanere nello stato di amore per sé stesso ed è pronto a dare la sua anima alla nuova inclinazione, alla connessione che si trova al di fuori di lui. Avviene in questa maniera perché è il vaso esterno che è il vero, generale vaso superiore rispetto al singolo egoistico amore per sé stesso che adesso lo domina.

Una persona si annulla davanti a questo potere. Se una persona sente di essere amato e che è l’inclinazione ad amare spiritualmente qualcuno, che si trova al di fuori di lui, viene improvvisamente evocata, allora l’amore animale e corporeo per se stesso scompare. La ragione è che una persona sente che il grande vaso generale è superiore rispetto al piccolo vaso individuale, e quindi annulla se stesso dinanzi a questo amore.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.10.2012)

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