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Nel calore della battaglia con i mulini a vento

Invece di tenere al principio del “non esiste nessuno tranne Lui“, il mio pensiero dipende da diversi fattori, che vedo davanti a me. Invece di guardare avanti per vedere oltre le persone, al di là del meccanismo, al di là di tutti i fenomeni naturali, e per vedere solo il Creatore e me, io, come una persona miope, guardo gli oggetti che sono vicini a me e li vedo come i fattori da cui dipende la mia libertà. Come Don Chisciotte, io combatto i mulini a vento, uno “scenario” senza vita.

Di conseguenza, il Creatore deve intensificare il male e le sofferenze, in modo che dovrò dare un’occhiata migliore a quello da cui la mia vita dipende. Lo fa in modo che non sarò in grado di fermare questa ricerca.

Noi vediamo l’esempio dello Stato di Israele: Ahmadinejad, Hamas, le minacce, i missili, Mubarak al posto di Sadat, Mursi al posto di Mubarak … il Creatore indurisce costantemente il cuore del faraone. Perché è così? perchè il popolo ebraico non vuole vedere la vera ragione di quanto sta accadendo. Nel frattempo, tutte le ragioni minori significavano solo una cosa: portare Israele al Creatore, quindi dobbiamo essere grati a loro per questo. Esse sono soltanto mezzi.

Di conseguenza, le persone devono essere un po’ più intelligenti, al fine di vedere con chi hanno a che fare e chi gestisce il mondo. I problemi ci ricordano solo qual è l’obiettivo, ed è facile sbarazzarsi di loro, se ci rivolgiamo al Creatore. Ma non ci rivolgiamo a Lui per ricevere “premi”, ma al fine di correggere noi stessi, al fine di aderire a Lui e portargli soddisfazione. Poi i “promemoria” attuali saranno annullati, e quindi l’ “angelo della morte” si trasformerà in un “angelo santo”.

Domanda: Quindi con chi stiamo lavorando, con il gruppo o con il mondo esterno?

Risposta: tutta la realtà, incluso il mondo esterno, me e il gruppo, è inclusa nel Creatore. Il mondo esterno mi dà un impulso negativo (1), evocando costantemente in me di rivolgermi al Creatore (2). Ma so che non posso rivolgermi a Lui direttamente. Per prima cosa deve rivolgermi al gruppo, e poi insieme ad esso verso il Creatore. Solo allora ho un vaso, un desiderio per esso, mentre nulla mi aiuterà se lavoro individualmente.

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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2012, Scritti di Rabash)

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La crisi dilaga sul pianeta

rav2Messaggio: La crisi economica ha provocato la caduta nel business turistico, nei trasporti, nei servizi finanziari, ma per ora ha risparmiato il settore delle comunicazioni mobili.

Commento: La crisi toccherà tutte le parti della nostra vita e questo costringerà la gente a cercare un tipo di comunicazione più profondo: “anima nell’anima”.

Messaggio: I lavoratori licenziati della fabbrica di Chicago, hanno bloccato l’edificio e chiedono il pagamento di un indennizzo in caso di riduzione del personale. I manifestanti sostengono che la Banca d’America non da il consenso ai titolari per il pagamento di tali somme.

Commento: La crisi scoppiata in Grecia ci ha dimostrato che il mondo è vicino ad un’esplosione ed è pronto ad infiammarsi per qualsiasi motivo, e ci sarà sempre qualcuno a provocare i disordini e la guerra. È necessario riflettere sull’impossibilità di frenare il nostro egoismo con i metodi convenzionali; un esplosione potrebbe accadere in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento.

Conclusione: La crisi ci toccherà in tutto, anche se in modo diverso nelle diverse parti del mondo, non darà modo a nessuno di fuggire sotto una nicchia, e alla fine ci porterà verso una comunicazione positiva – anche adesso che siamo nel periodo delle aggressioni e delle guerre. Se l’uomo interpreterà quello che succede come il richiamo del Creatore per il miglioramento e l’ascesa, la crisi diventerà una gloriosa apertura verso il Mondo Superiore.

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“Siete Scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte!”

Baal HaSulam, Lettera 20: Siete scolpiti … sul mio cuore, tutto il giorno e tutta la notte e, come inceneritori di sete dopo la vostra bontà e la vostra integrità, e il Creatore sa quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, e siate certi che non sarà inutile e la parola di Dio sarà eterna.

Da questo giorno in poi ci rafforzeremo nella Torà e nelle mitzvot (comandamenti), “come un bue per l’onere e un asino al carico” per aumentare la Divinità dalla polvere, ed i peccati saranno meriti, dal momento che il Suo onore sarà riempire la terra. E grazie a Dio, sono molto sicuro che la nostra salvezza sta per essere rivelata, e saremo ricompensati per adorare il Creatore insieme, in espansione e se Dio vuole, ce la faremo.

Baal HaSulam scrive del suo investimento nei suoi studenti e del suo aiuto verso di loro. Tuttavia, nel mondo spirituale, in contrasto con il mondo corporeo, il minore deve adoperarsi in modo che il superiore possa aiutarlo.

Nel mondo corporeo, un bambino è naturalmente legato a sua madre prima dal cordone ombelicale nel grembo materno e poi al petto, al suo corpo, e così riceve il suo trattamento. In questo modo la natura lo costringe ad annullare se stesso. Egli non fa alcuno sforzo. Al contrario, sente che sua madre è la fonte della sua vita, ed è incline ad aderire a lei.

Tuttavia, nel lavoro spirituale, dobbiamo fare questa azione contro il nostro ego, verso il gruppo, l’insegnante, e il Creatore. Solo quando annulleremo noi stessi, riceveremo nutrimento da loro, sia attraverso ciò che noi chiamiamo un “cordone ombelicale spirituale” o attraverso il seno spirituale del Partzuf superiore, attraverso la Luce Circostante e quella Interiore.

Quindi, se un insegnante scrive che gli studenti sono scolpiti… sul mio cuore … tutto il giorno e tutta la notte, vuol dire che anche loro hanno fatto un grande lavoro per raggiungere tale connessione reciproca.

Quale sforzo e poteri io ho dato a vostro nome, questo è possibile solo se gli studenti hanno permesso all’insegnante di dare a loro. Se un bambino si rifiuta di mangiare, come è possibile costringerlo? Qui, si tratta della sua spontanea volontà.

In primo luogo, il suo libero arbitrio è solo nell’ annullare se stesso. Poi, è anche in accordo ad accettare la dazione dal superiore, che è sempre in contrasto con la propria mente e sentimenti. Si tratta di un problema molto grande. Anche solo annullare te stesso e accettare tutto come Hassadismo non è facile.

L’embrione si trova nelle acque di Hesed, ma non è semplice ricevere tutto come Hassadim in totale auto-annullamento.

Così, uno studente dovrebbe cominciare ad accettare le azioni che sono di fronte ai suoi sentimenti e la sua mente, e ad accettarle per vedere la grazia in alto nelle più grandi sofferenze, proprio come Rabbi Akiva durante la sua dolorosa morte.

Questo non è affatto semplice, e dobbiamo prepararci per questo. La cosa principale è desiderare che il nostro atteggiamento verso ciò che ci sta accadendo cambi. Siamo tenuti a chiedere e implorare, pregare, così che saremo in grado di giustificare tutto ciò che accade, e di ricevere le azioni del Creatore su di noi con amore e per chiedere aiuto al fine di aderire al gruppo, all’insegnante, e al Creatore in modo che l’amore copra tutti i nostri peccati.

Questo lavoro si chiama: “come un bue per l’onere e un asino al carico”. Dobbiamo costantemente sentire che “Non esiste nessuno tranne Lui”, e che il vaso di questo sentimento è la nostra connessione e il nostro amore. Questo è il motivo per cui viene chiamata: la grande regola della Torà.
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(Dalla preparazione alla Lezione del 11.12.2012)

La differenza tra l’egoismo spirituale e corporale

Domanda: L’ego generale cresce durante lo studio della saggezza della Kabbalah. Diventa come se noi accelerassimo la crescita dell’ego. E durante il tempo in cui ritardiamo la connessione tra noi, l’umanità sta diventando più egoistica.

Risposta: L’ego non viene trasferito da noi verso l’umanità. Infatti si sviluppa fortemente, ma è in noi. Nell’estensione che aspiri e aneli per l’amore degli amici, senti che li odi e sei rigettato da loro. Coloro che non anelano alla spiritualità non sentono nulla. Loro hanno le ordinarie sollecitazioni egoistiche corporali animali e niente più di questo.

Se mi sforzo in avanti verso il “più” con gli amici e raggiungo per dire il “più uno”, io immediatamente mi sento “meno uno.” Ma se io sono sul livello zero, al livello corporale iniziale, io sono solo un animale. Questo significa che c’è un ordinario ego corporale.

L’ego spirituale è una materia totalmente differente; appare solo al fine di spingermi verso un’ancor maggiore connessione con gli amici nel gruppo. Inizialmente sembra okay, a posto: ”Connettiamoci ragazzi!” Noi affittiamo un posto, ognuno è ardente, ognuno sta lavorando. Improvvisamente noi sentiamo che non possiamo nemmeno guardarci l’un l’altro. Questo significa che un nuovo livello spirituale negativo è cominciato ed è una buona cosa.

Ora è tempo di elevarsi al di sopra di questo, di elevarsi al nuovo livello “più due.” E di conseguenza appare un “meno due.” E così, ancora e ancora. Senza questo zigzag noi non ci svilupperemmo.

Riuscireste ad immaginare che ego ebbero le persone che si innalzarono, come gli studenti di Rabbi Shimon che scrissero e che furono pronti a bruciarsi l’un l’altro?

Quando raggiungi tale livello, questi attributi appaiono in te. Allora dobbiamo stabilire un ambiente. Non sarai in grado di accedere a questo livello senza un forte gruppo al fine di supportarti e dirigerti. Questo “ti scuote” quand’è necessario allora ti sveglierai e vedrai dove sei; obbliga te e gli altri di svolgere i vostri doveri, ti spinge alla divulgazione, ti sveglia durante la notte, ecc. E’ impossibile avanzare senza di questo.

All’inizio un piccolo ego appare nel gruppo. Ma se gli amici non lo notano, se non c’è nessuno che li può aiutare, il gruppo si tiene in disparte. Ci sono molti gruppi così. Ascolto storie simili occasionalmente.

Allora, dovremmo veramente essere felici che appaiono segni seri dell’avanzamento spirituale. Questo è già egoismo spirituale.
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(Dal Congresso di Novosibirsk 07.12.2012, Lezione 1)

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L’amore farà il bambino più intelligente

Nelle notizie (da Dailymail): “Essendo la madre non solo a nutrire ma anche a curare le emozioni del bambino – ne risulta che questo determina la dimensione del cervello del vostro bambino, dicono gli scienziati. […]

“Secondo i neurologi questa differenza notevole è la causa primaria del modo in cui è stato trattato ogni bambino dalle loro madri. […]

“Il bambino con il cervello più grande e più sviluppato è stato curato da una madre che era sempre sensibile al suo bambino, ha riferito il Sunday Telegraph. Invece il bambino con il cervello rimpicciolito è stato vittima di grave trascuratezza e abuso.

“Le conseguenze di questi deficit sono pronunciati – il bambino con il cervello più grande sarà più intelligente e avrà più probabilità di sviluppare delle capacità sociali per entrare in empatia con gli altri.

“Ma al contrario, il bambino con il cervello più contratto avrà più probabilità di diventare tossicodipendente ed essere coinvolto in crimini violenti, molte più probabilità di essere disoccupato e di essere dipendente dai sussidi statali.

“Il bambino avrà anche più probabilità di sviluppare gravi problemi mentali o di salute.

“Il professor Allan Schore, della UCLA, ha detto al Sunday Telegraph che se un bambino non viene trattato adeguatamente nei primi due anni di vita, questo fatto può avere un impatto fondamentale sul suo sviluppo futuro.

“Egli ha sottolineato che i geni per diversi aspetti delle funzioni cerebrali, tra cui l’intelligenza, non possono funzionare.

“E purtroppo c’è una possibilità che non potrà mai svilupparsi e venire alla luce.”

Il mio commento: L’amore, cioè, l’inclusione nei desideri dell’altro, è la proprietà principale del nostro mondo e dei mondi superiori. L’unica differenza è che nel nostro mondo questo attributo è nascosto dal nostro essere in grado di identificarlo come essenziale e svilupparlo. Pertanto, ci è stato dato come un comando, una linea guida che è necessario seguire per portare me e il mondo alla perfezione.

Naturalmente, la stessa qualità di amore è utile a tutti i livelli.

Nel caso dei bambini, i nostri istinti naturali (animaleschi) si stanno avviando, quindi se vengono interrotti da avversari super-egoisti, quelli umani, quando facciamo del male ai nostri figli, scegliendo di mettere noi stessi prima di loro, in questo caso la gente è “più bestiale” delle bestie.

Uscire in un mondo superiore poggia su amore, nonostante e oltre il nostro egoismo. Stiamo costruendo l’amore, lasciando il rifiuto sotto di esso, quindi copriamo l’odio con l’amore e in questo piccolo schermo, iniziamo a sentire il mondo superiore.
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Un giusto volontario

Se a noi venisse rivelata la Provvidenza Superiore, allora tutte le persone del mondo diventerebbero dei giusti assoluti. Sarebbero costretti ad obbedire alla legge della dazione, il che significa che sarebbero dei giusti perché costretti e non grazie al loro libero arbitrio.

Questo è ciò che accadrebbe se il Creatore si rivelasse a noi. Siamo tutti in attesa che Si riveli, ma perderemmo immediatamente il nostro libero arbitrio. Diventeremmo come gli animali che eseguono ciecamente tutti gli ordini della natura, così come ora siamo costretti ad ubbidire alla nostra natura egoistica. Ubbidiremmo allo stesso modo agli ordini della natura della dazione. Se esiste una legge della natura, obbedisco come una macchina.

Quindi non dovremmo sperare che il Creatore si riveli a noi prima che diventiamo indipendenti e prima di ottenere la forza del Masach (schermo). Allora saremo in grado di ricevere la sua rivelazione attraverso la Luce Circostante, respingendo il piacere. Fino ad allora, naturalmente, la rivelazione non sarà a nostro favore, dal momento che ci costringerebbe a diventare animali sacri. Dobbiamo elevarci al di sopra di questo livello, al fine di diventare esseri umani.

Il Creatore, dunque, si rivela solo nella misura in cui una persona rimane indipendente. Ora siamo gestiti dalla volontà egoistica e obbediamo al nostro ego. Poi si risveglia in noi il punto nel cuore, e noi cominciamo a lottare contro quel dominio, organizzando un gruppo che sarà dalla parte di questa nuova forza, il punto nel cuore.

La lotta avrà successo se riesco a sminuire la società esterna, in modo che io possa lasciare il suo dominio. Dietro il mio ego vi è tutta la società, e dietro la scintilla della dazione, il punto nel cuore, c’è il gruppo kabbalistico. Io devo elevarmi e aumentare il più possibile l’importanza della scintilla e del gruppo, e dall’altra parte, abbassare e ridurre il più possibile l’influenza dell’ego e della società esterna.

Nella misura in cui lo faccio, nei miei occhi l’importanza della dazione aumenta, e la Luce mi influenza secondo i miei sforzi. Questo sforzo funziona come la mia preghiera (MAN), e la Luce che Riforma arriva in risposta ad essa e mi cambia.

Alla fine si forma la mia nuova struttura: dall’Alto ricevo un Masach e Luce Circostante che serve al mio nuovo vaso in cui io do al Creatore. Dal basso, sotto il Masach, c’è il mio desiderio limitato di ricevere, il mio ego.

Nella misura in cui eseguo tale restrizione, il Creatore può già essere rivelato.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.11.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot).

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Un Ego mutato che uccide se stesso

Se dentro di noi esiste un desiderio di ricevere e nient’altro, allora operiamo come dei robot. Nel momento in cui un certo piacere ci illumina, iniziamo immediatamente ad inseguirlo e nel momento in cui avvertiamo delle sofferenze, cerchiamo di sfuggirle. È il comportamento naturale di ogni essere creato: inanimato, vegetale, o animato.

Nel nostro mondo una persona comune non è diversa dagli animali quando si tratta di questo, perché il desiderio di ricevere opera anche in lui, ma il suo desiderio di ricevere è semplicemente più sofisticato e confuso dato che una persona non capisce da dove viene tutto all’improvviso.

Gli animali operano secondo i loro istinti naturali e non vi è nulla di esterno che li influenza. Una persona, però, è motivata da caratteristiche quali l’invidia, la lussuria, e l’onore. Egli viene colpito dall’ambiente che può influenzarlo a valutare cose che sono contro la sua natura e che lo distruggono.

La società non opera a favore del singolo, ma a favore della generale società egoistica e frammentata. Se una persona è egoista, funziona allora semplicemente come un animale con il suo piccolo ego. Cerca di andare d’accordo con questo mondo come può: si costruisce una casa migliore, in condizioni più sane e più confortevoli. Cerca di fare ciò che è utile per il suo corpo.

È in questo modo che si sono sviluppate le persone in passato. Ma quando il loro ego è cresciuto e li ha costretti a connettersi, con lo scopo di ottenere un profitto maggiore a scapito di un altro, questa connessione egoistica ha generato un fenomeno chiamato “opinione pubblica”. Questo effetto ambientale è diventato dannoso per l’individuo, in quanto non solo l’ego cresce a causa di una tale connessione, ma ha assunto anche forme distorte che sono lontane dalle forme naturali.

Non era una connessione naturale, ma una connessione distorta dei desideri, dato che quando tanti egoisti si connettono, i loro desideri sono opposti agli altri desideri, ed è persino impossibile capire come possano connettersi. L’influenza dell’ambiente, quindi, porta su ogni individuo distorsioni e corruzioni del desiderio naturale, come ad esempio: l’invidia, la lussuria, l’onore, e il potere.

L’umanità si è sviluppata in questo modo: L’ego individuale cresceva, e come risultato delle connessioni distorte di egoisti che si trovavano sotto l’influenza negativa del sistema sociale di ogni individuo, la società si è sviluppata in una direzione che è opposta alla Santità, dallo stato corretto che dovremo raggiungere in futuro.

I nostri valori sociali hanno allontanato la luce dai bisogni naturali dell’uomo … e di conseguenza tutti noi operiamo secondo valori artificiali ed egoistici che ci danneggiano solamente. Ma siamo costretti a operare in questo modo visto che siamo subordinati alla legge secondo la quale l’ambiente influenza una persona.

Tutto il problema sta nel fatto che questo ambiente è cattivo e il nostro grande, complesso, e distorto ego si è trasformato in modi diversi da una generazione all’altra tanto da non capire nemmeno che ci influenza e ci porta in vie che sono opposte da quella naturale corretta.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.11.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot)

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Libertà da tutte le condizioni dell’ego

Stiamo parlano abbastanza diffusamente dell’ importanza dello scopo e della grandezza del Creatore senza il quale non possiamo lavorare, visto che abbiamo bisogno della sua potenza. Però rimane la questione, per cosa ho bisogno della grandezza del Creatore? E’ forse una condizione secondo la quale sarò d’accordo nel dare o per cui desidero ottenere la dazione e per far questo ho bisogno della grandezza del Creatore? In questo consiste tutta la differenza: sto lavorando entro la ragione o sotto di essa, oppure sto lavorando con la fede sopra la ragione?

Sono in una condizione per cui desidero sentire la grandezza del Creatore visto che altrimenti non sarò capace di lavorare, questa è un’azione entro la ragione. Ma se dico che devo raggiungere la dazione perché è la cosa più importante per me, e chiedo la potenza di cui al momento non dispongo così che possa essere in grado di dare, e per me è soltanto un mezzo, questo significa che desidero questa grandezza solo per poter lavorare con la fede sopra la ragione.

Questa è una differenza molto sottile, che bisogna chiarire internamente. Non è possibile esprimerla a parole visto che queste ci confondono e basta.

Rabash dice: “Così quando una persona non sente la grandezza del Creatore, il corpo non può annullarsi dinnanzi a Lui nel pieno del suo cuore e della sua anima. E’ una legge: il desiderio di ricevere si arrende solo dinnanzi alla grandezza del Creatore.

“Ma se una persona si mette nella condizione di essere d’accordo nel lavorare per il Creatore solo se ne vedrà l’importanza e la grandezza, già succede che costui desidera qualcosa dal Creatore.” Questo significa che una persona desidera il fardello che dovrà portare per essere leggero. Se sai che una valigia appartiene ad una persona importante, allora non è difficile per te portarla”. Altrimenti non si desidera lavorare con tutto il cuore, per via del fatto che una persona è limitata e sotto il dominio dell’occultamento  non è libera di dire che non vuole nulla se non solamente dare”.

Se una persona ritiene che la grandezza del Creatore sia un prerequisito per il suo lavoro, allora questo stato non può essere un stato di Bina e non può servire come un’arca per lui nel quale essere salvato da tutti i dubbi ed i problemi che gli sono inviati dalla linea di sinistra.

Così l’attributo di Bina è Hafetz Hesed, che non ha bisogno di ricevere nulla; quindi è libero. Solo quelli che hanno bisogno di ricevere qualcosa sono limitati e soggetti all’opinione degli altri. Se qualcuno lavora con i suoi occhi chiusi e non ha bisogno della grandezza o di qualunque altra cosa, ciò è detto libertà.
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(Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 31.10.2012, Scritti del Rabash)

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Crescere nel gruppo

La nostra forza principale è l’ego. Oltre all’ego esiste solo un piccolo punto nel cuore di tutti e noi dobbiamo connettere questi punti. Se li connettiamo in un unico grande punto, sentiremo dentro il mondo spirituale. Poi tutto verrà insieme: me, il gruppo, e la forza superiore.

D’altra parte, l’ego vuole allontanare tutti i nostri punti l’uno dall’altro. In realtà ha lo scopo di spingerci nella direzione opposta alla connessione, e questo è il motivo per cui viene chiamato un “aiuto contro.”

Come dovremmo costruire un ambiente che ci aiuterà a soddisfare i punti nel cuore e le nostre forze egoistiche in modo che insieme ci connetteremo in un unico grande punto meraviglioso? Nonostante le interruzioni dell’ego, utilizzandolo, vogliamo connettere i nostri punti nel cuore in un unico punto. Come possiamo usare il potere dell’ego per raggiungere questo obiettivo?

Il punto è che io non conosco la via per il mondo spirituale. Per me è un punto interrogativo che mi viene nascosto. Come posso rivelarlo? Come posso concentrarmi correttamente? Con l’aiuto del gruppo, io uso il mio ego in senso opposto, diventa un «aiuto» (Ezer Ke Negdo) e mi aiuta a concentrarmi con precisione sulla spiritualità, sul Creatore. Questo è possibile solo nel gruppo quando lavoro con il punto nel cuore per trasformare l’ego nella direzione opposta, (la linea tratteggiata verde nel disegno). Allora, invece di tirare me verso il basso, l’ego mi indirizza correttamente, in modo che io possa entrare nel mondo spirituale.

In una persona quindi esiste solo un ego e un punto nel cuore, e con l’aiuto del gruppo, cambiamo l’ego e troviamo il modo per avanzare ogni volta nella direzione opposta.

In realtà, non è solo per il desiderio egoistico di ricevere cose diverse nel nostro mondo. Si tratta di un ego speciale che è solo contro la connessione, contro il punto collettivo in cui scopro il mondo spirituale. È per questo che io trascuro e ignoro tutti i desideri e i pensieri che non sono legati alla connessione. Invece io lavoro nel gruppo cercando di connettermi con gli altri, e scopro quanto sono opposto ad esso: io non voglio niente del genere, odio gli amici e non posso nemmeno pensare di connettermi con loro. È questa repulsione che è il vero ego opposto alla connessione. Tutto il resto non ha importanza.

Il gruppo qui ha un ruolo chiave: Aumenta ai miei occhi l’importanza dell’unione e mi sprona costantemente e mi obbliga a mantenerla. Solo l’ambiente (Sviva) mi porta verso l’ignoto, che serve come un modello che mi aiuta a soggiogare e a connettermi ancora interiormente. L’ambiente in realtà mi porta verso la connessione.

Saliamo così al primo livello (step 1) al di sopra del Machsom (barriera) quando trasformiamo il nostro intero ego, tutto il rifiuto e la resistenza alla connessione e all’unione nella direzione opposta, alla forza di connessione e di unione. Questo è il significato di “aiuto contro.”

Quindi passiamo al secondo livello. Qui l’ego si rivela di nuovo, ma questa volta più di prima, dal momento che appartiene già al livello successivo (fase 2). Qui ho la scelta per l’unione con l’aiuto del gruppo, in cui l’ego comincia di nuovo a manifestarsi. Se io non sono attratto verso l’unione, non lo scopro.

È per questo che gli estranei non capiscono di quale ego stiamo parlando. Il punto è che non sono solo i rapporti umani, non si tratta di buone azioni e intrighi. La gente crede che trattare male gli altri sia egoismo e trattarli bene sia altruismo. Noi giudichiamo solo dal punto di vista dell’unione. Pertanto, dopo aver scoperto il primo livello, voglio andare avanti e connettermi al gruppo. Nel secondo livello scopro l’ego (EGO2), e lavoro contro di essa e mi elevo al secondo livello. Nel cammino esistono nel complesso 125 livelli.

Alla fine raggiungo l’unione perfetta, con tutta l’umanità, siamo tutti insieme in un punto chiamato “goccia di unione”.Che tipo di ambiente dovrebbe esserci per consentirmi di scoprire l’ego giusto, separarlo dall’ego animale di questo mondo, e trasformarlo in una forza motrice? In che modo l’ambiente mi dovrebbe influenzare affinché io possa raggiungere lo scopo?

In che modo, inoltre, dovremmo utilizzare i nostri congressi, quando reciprocamente ci influenziamo l’un l’altro, in modo che questa potente connessione possa permettere a ciascuno di noi di scoprire il punto di unione: “Dove si trova? Cosa devo fare per raggiungerlo? Come faccio a entrare nel mondo superiore? Come faccio a scoprirlo? “

Come dovremmo preoccuparci di tutti per consentire a loro di raggiungere questo punto interiore (il centro del gruppo), il nostro “grembo” (Rechem)? Dopo tutto, entriamo nel gruppo come se entrassimo in un grembo materno, e ci sviluppiamo come un embrione. Come possiamo preparare tal “involucro” per ognuno di noi, in cui ciascuno si svilupperà come da una goccia di sperma?

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(Dal congresso in Italia 28.09.2012, Workshop 1)

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Cosa manca al popolo d’Israele?

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Oggi al popolo ebraico manca l’unione nel livello umano di sviluppo. Questo è l’ “esilio egiziano”- nel quale una persona soffre del suo egoismo. In un primo momento, sembra un buon “re”, ma col tempo diventa chiaro che egli succhia tutto il succo del pianeta e di noi stessi.

Attraverso il volere di questo “Faraone,” abbiamo inquinato quasi tutto ciò che è possibile, in natura, così come nei rapporti fra di noi. C’è una crisi, ciò che viene chiama i “sette anni di vacche magre”, quando ci rendiamo conto che il nostro ego ci sta letteralmente uccidendo. Vogliamo usare gli altri, invece di essere un garante per loro.
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