L’ebraico è il mezzo per esprimere la conoscenza kabbalistica

Domanda: C’è stato un altro linguaggio nella Kabbalah prima dell’ebraico?

Risposta: No. Sin dal principio, l’ebraico è stato l’unico mezzo per esprimere la conoscenza kabbalistica. Nacque dalla necessità di esprimere le radici spirituali, le parole e le azioni. Esiste per questo unico scopo.

L’ebraico non doveva assolutamente essere utilizzato per conversare nel nostro mondo. Il fatto che oggi in Israele l’ebraico venga usato per scrivere, leggere e comunicare è scorretto. Nel passato non è mai stato utilizzato in questo modo. I testi kabbalistici sono sempre stati scritti in ebraico. Gli altri linguaggi si utilizzavano per tutto il resto, come l’aramaico o il greco antico, ma non l’ebraico.

L’ebraico è un linguaggio fatto puramente di rami, che si utilizza solo per descrivere forze, qualità ed azioni spirituali.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 23/06/2019

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Padronanza sopra lo stato spirituale

Domanda: Quali sono i gradi di padronanza verso il cuore e verso gli stati spirituali?

Risposta: La padronanza verso lo stato spirituale risiede nel dominio dell’egoismo, poiché esso ci separa dalla spiritualità. Possiamo dominare l’egoismo solo con l’aiuto della Luce superiore. Non dipende della nostra forza di volontà, né dalla forza del nostro carattere e neppure dai voti severi dei quali possiamo farci carico.

Tutto dipende da quanto la persona si connette nel gruppo e riesca a dissolversi in esso. In questa misura corrisponderà di più con la Luce superiore, con le proprietà del Creatore e, gradualmente, si avvicinerà a Lui.

Il Creatore non sempre è nascosto. Lo posso rivelare in qualsiasi momento ed Egli sparirà immediatamente affinché io possa andare più lontano e concentrarmi ancora di più su di Lui. Supponiamo che io riesca ad intrappolarLo con le mie nuove proprietà, più corrette, e Lui sparisce ancora, in modo che io un’altra volta mi concentri su di Lui con le mie proprietà, nelle quali ho sviluppato una maggiore sottomissione al gruppo e così via, continuamente.

Se faccio parte di una decina, dobbiamo fare connessioni multiple, in modo che tra di noi appaia un campo uniforme.

Quando ci sforziamo per creare questo campo, il Creatore appare dentro di esso, ovvero, il Creatore è il risultato del desiderio della decina di essere Uno. Questa è la condizione principale.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 09/12/2018

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L’evoluzione dei desideri – 9′ Parte

Che cosa genera un pensiero?

Domanda: A cosa si riferiscono i pensieri: ai desideri o alle intenzioni?

Risposta: Un pensiero sorge quando c’è una contraddizione tra ciò che si desidera e ciò che si ha. La differenza fra il desiderio e ciò che si ha dà origine ad un pensiero. Altrimenti non sorgerebbe.

Se sento ciò che voglio, allora non ho pensieri. Ho un certo tipo di appagamento nel desiderio e basta. Se sento che il mio desiderio è completamente diverso da quello che è in me, adesso, allora la differenza tra il desiderio e la realtà dà origine al pensiero.

Questo pensiero, a sua volta, genera una certa azione: cioè come raggiungere quel vettore di forze che mi porterebbe da questo stato ad uno più desiderabile.

Domanda: Immagina che io sia affamato e che subito riceva un riempimento, in seguito non avrò più pensieri. Se sono affamato e non ho un tale riempimento intorno a me, niente cibo, comincio a pensare a come trovarlo, giusto?

Risposta: Sì, come dissero: “L’amore e la fame dominano il mondo”. L’assenza del desiderio genera pensiero, sviluppo. Perciò è detto: “Ne danno due imbattuti per uno sconfitto”. L’uomo si sviluppa quando riceve punizioni e sofferenze.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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Qual è l’essenza del corpo?

Domanda: Qual è l’essenza del corpo…quella che ci porta all’interazione reciproca?

Risposta: É la forza comune che ci unisce tutti insieme e ci dona l’esistenza eterna. Noi dobbiamo lasciare l’esistenza individuale, muovendoci dalla sensazione della nostra vita personale, che termina con la morte del corpo, verso l’esistenza della nostra vita comune, quella cioè che inizieremo a percepire come se fluisse fra noi.

Per esempio, nel corpo umano milioni di cellule muoiono durante il giorno mentre altre nascono. Così come una cellula del corpo muore, anche noi, quando moriamo, diventiamo come questa cellula nel corpo comune dell’umanità, che muore e scompare.

Per non svanire nel nulla senza lasciare traccia con la morte del nostro corpo animale, abbiamo bisogno di connetterci con la vita di un corpo comune, il che significa che dobbiamo sforzarci attraverso la connessione tra noi e il Creatore. Questo è ciò che fa la scienza della saggezza della Kabbalah.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 21/07/2019

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New Life n.1090 – Il boicottaggio sociale fra i bambini

 

 

 

New Life n.1090 – Il boicottaggio sociale fra i bambini
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

Il boicottaggio è molto diffuso tra i bambini perché la natura umana è il desiderio di ricevere piacere dall’essere superiori rispetto agli altri. È naturale che ogni società abbia un leader e ai bambini venga insegnato come attrarre gli altri in modo positivo. Hanno bisogno di imparare come attirare la forza buona che è inerente in natura per bilanciare il male.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1090 – Il boicottaggio sociale fra i bambini”, 7/03/2019

 

 

L’unicità del Creatore – 1′ Parte

La teoria della governance del mondo: la Natura

Commento: Dal punto di vista della Kabbalah, il Creatore e la Natura sono la stessa cosa. Baal HaSulam nel suo articolo “La Pace” spiega le cinque teorie sulla governance del mondo e su come, nel corso della storia, l’umanità abbia cambiato la propria opinione rispetto al Creatore.

La prima teoria è “La Natura”, secondo la quale…

“… essi sono arrivati a supporre che il Creatore, che ha creato tutto questo e che veglia potentemente sulla Sua realtà in modo che niente in essa sia cancellato, sia irragionevole o insensato.

“… E per questo motivo, loro credono che non vi sia nessuno con cui arrabbiarsi, a cui pregare o a cui giustificarsi”.

Il mio commento: Questa è un’ottima teoria. In effetti vediamo che è così.

Ci troviamo di fronte alla legge immutabile della Natura e dobbiamo studiarla bene. Studiandola, iniziamo a capire che tutto dipende dalla nostra conformità a questa legge, non da come essa cambia. Dopotutto, essa cambia rispetto a noi per cambiarci. Questo è tutto!

Questo significa che la legge è immutabile. La Natura si muove sempre in connessione per manifestarsi nei nostri confronti in una connessione integrale sempre più grande.

Noi non possiamo parlare dell’essenza della Natura. Possiamo solo parlare di come la percepiamo, perché non sappiamo cosa sta accadendo al di fuori dei nostri cinque sensi. Siamo come un neonato che non vede, non sente o non percepisce. In seguito il bambino inizia gradualmente a mostrare i propri sensi mentre comincia ad esplorare il mondo.

Noi viviamo in una sorta di spazio, e questo spazio è anche nelle nostre sensazioni. Lo percepiamo con i nostri cinque sensi; cioè, qualcosa di esso si riflette in noi. Non sappiamo cosa sta realmente accadendo.

Domanda: Possiamo dire che tutto ciò che vediamo intorno a noi è il Creatore?

Risposta: No. Possiamo chiamare il Creatore tutto ciò che sta dietro a questo: una legge, una forza, un pensiero e un’intenzione.

Domanda: Non è ciò che vedo con i miei cinque organi sensoriali?

Risposta: No. Io vedo che tutto intorno a me sta cambiando. Colui che cambia tutto si chiama Creatore.

Puoi chiamarLo, come scrive Baal HaSulam, una legge insensata o, al contrario, una legge che è piena di sentimenti e intenzioni, che possono cambiare o meno a seconda del tuo atteggiamento nei Suoi confronti.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

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L’evoluzione dei desideri – 8′ Parte

Sentimenti ed emozioni

Domanda: Esistono nella Kabbalah i concetti di “sentimento” ed “emozione”? In psicologia, l’emozione è una reazione inconscia ad una situazione. Inoltre, emozioni come rabbia, aggressività, irritazione e paura sorgono rapidamente e scompaiono rapidamente…ma i sentimenti, (amore, amicizia, odio) che sorgono lentamente, scompaiono anche lentamente?

Risposta: I sentimenti possono essere controllati, ovvero sviluppati o eliminati. La grande differenza sta in ciò che prevale: il cervello (i pensieri, la mente) sui sentimenti o i sentimenti sui pensieri.

Se i sentimenti prevalgono sui pensieri, allora queste sono emozioni e se la mente prevale sui sentimenti, allora questo diventa un calcolo serio, questo è desiderio con calcolo, cioè con intenzione.

Quindi io posso gestire i desideri, calcolando cosa posso fare per cambiare la mia opinione su qualcosa o qualcuno, la mia percezione e così via.

Domanda: Il kabbalista lavora con i suoi sentimenti o lavora su di essi?

Risposta: Il kabbalista lavora con i sentimenti, le intenzioni e i desideri. Cerca di controllarli attraverso l’ambiente perché non c’è altro modo per controllarli.

Se è bloccato in se stesso, lui non cambierà nulla. Sentirà semplicemente diverse fluttuazioni in se stesso, cosa succede ai suoi desideri, alle sue intenzioni, ma non di più.

Tu puoi cambiare qualcosa dentro di te solo sotto l’influenza dell’ambiente, quanto lo esalti ai tuoi occhi, quanto rimani impressionato dalle sue opinioni, volendo unirti ad esso, diventare simile o essere più basso o più alto di esso.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/03/2018

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New Life n.233 – Felicità e realizzazione personale

New Life n.233 – Felicità e realizzazione personale

Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

Dopo il collasso della società consumistica la realizzazione personale sarà conseguita attraverso la dazione nei confronti della società piuttosto che attraverso l’estorsione. Oggi le persone agiscono in base a ciò che la società apprezza e non in accordo alla propria unicità. L’autentica realizzazione personale può verificarsi solo all’interno di una società integrale, attraverso la dazione nei confronti dell’ambiente. Solo così ognuno di noi otterrà il massimo dalla propria vita e, insieme agli altri, conquisteremo la completa armonia.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.233 – Felicità e realizzazione personale”, 03/10/2013

La Kabbalah e le altre credenze – 1′ Parte

Due mondi: radici e rami

Osservazione: Nel corso della storia, e ancora oggi, nel mondo sono stati creati migliaia di sistemi di credenze.

Se osserviamo la realtà dalla prospettiva della Kabbalah, da un lato c’è un costante sviluppo della società umana e delle credenze come fenomeno culturale. D’altra parte c’è un cambiamento interno nell’umanità, cioè i nostri desideri stanno cambiando e, di conseguenza, le nostre credenze cambiano dal paganesimo al monoteismo, ecc.

Qual è la differenza tra la Kabbalah e le varie credenze dal punto di vista dello sviluppo interiore? Ad esempio, c’è una regola molto importante nella Kabbalah in base alla quale tutti i processi che si verificano nei mondi spirituali devono manifestarsi almeno una volta anche nel mondo materiale.

Il mio commento: I mondi spirituali sono la radice di tutto ciò che accade e il nostro mondo è una conseguenza o un ramo di quella radice. Pertanto, tutto ciò che esiste nei mondi superiori deve in qualche modo manifestarsi nel nostro mondo, almeno una volta, in una forma particolare.

Ad esempio, una forza molto potente o qualche azione particolare nel mondo superiore potrebbe manifestarsi nel nostro mondo come un evento o una forza appena percettibile.

Il fatto è che la radice superiore deve sempre entrare in contatto con il nostro mondo e creare il suo ramo in esso. Procedendo da quel ramo, possiamo imparare qualcosa sulla radice stessa.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

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L’evoluzione dei desideri – 7′ Parte

Che cos’è l’intenzione?

Domanda: Che cos’è l’intenzione e in che modo è correlata al desiderio?

Risposta: L’intenzione determina il desiderio. Se l’intenzione è direttamente correlata al desiderio, allora questo è il tipo più primitivo di desiderio. Se non riesco a realizzare direttamente il desiderio, allora sviluppo in me stesso un intero programma per la sua realizzazione. Il programma di realizzazione del desiderio si chiama intenzione.

Supponiamo che io voglia raggiungere qualche tipo di obiettivo, ma per questo ho bisogno di intraprendere un certo percorso, determinate azioni, per attrarre le persone, per fare qualcosa da solo. Tutto questo è investito nelle mie intenzioni per raggiungere l’obiettivo finale. In realtà, queste intenzioni sono anche azioni, ma rispetto all’obiettivo finale, sono intenzioni.

L’intenzione è l’obiettivo finale, che è presente in tutte le mie azioni intermedie.

Domanda: Quindi una persona ha un desiderio, un’intenzione e un cervello che elabora le informazioni per soddisfare questi desideri?

Risposta: Sì. Il cervello controlla il cosiddetto cuore: i desideri. Li concentra, li collega in varie combinazioni al fine di raggiungere l’obiettivo finale.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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