Pubblicato nella 'Religione' Categoria

L’unicità del Creatore – 2′ Parte

Due autorità e molteplici divinità

Domanda: Nel corso della storia, le persone hanno visto che vi sono due forze. Pertanto, come scrive Baal HaSulam, è comparsa la seconda teoria della governance del mondo: la teoria delle due autorità. Cioè, le persone hanno visto che esiste una forza buona e gentile ed una cattiva. Cosa dice la Kabbalah a riguardo?

Risposta: La Kabbalah afferma che ci sono due forze che ci controllano: la forza di ricezione e la forza di dazione. Esse si manifestano in ogni persona secondo il proprio sviluppo.

La Kabbalah parla sempre in relazione alla persona. Noi non sappiamo cosa esiste al di fuori di noi. La manifestazione della forza buona o di quella cattiva…proviene tutto da una sola forza, come due redini (due sistemi) che controllano la persona per condurla ad un certo obiettivo, per svilupparla.

Noi non possiamo svilupparci con l’aiuto di una sola forza. La persona viene creata elemento sensibile e per elevarla è necessario influenzarla con forze positive e negative.

Osservazione: Da qui deriva la terza teoria della governance del mondo, che Baal HaSulam chiama: “molteplici divinità”. Poiché vi sono un gran numero di influenze su di una persona, di tutti i tipi, ecco che per poter spiegare i molti fenomeni, le due forze non erano abbastanza.

Pertanto, l’umanità è naturalmente giunta alla conclusione che sicuramente esiste una forza separata dietro ciascuna di queste influenze, ed è necessario affrontarla e servirla in qualche modo.

Il mio commento: Questo è assolutamente corretto.

[249678]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 10/12/2018

Materiale correlato:
L’unicità del Creatore – 1′ Parte
La forza del bene e la forza del male, Parte 1
Le linee di destra e di sinistra

La Kabbalah e le altre credenze – 5′ Parte

È possibile rivolgere una preghiera alla legge di gravità?

Nota: A quanto ho capito, nella Kabbalah non c’è spazio per la misericordia, né espiazione per i peccati in cambio di promesse di obbedienza indiscussa?

Il mio commento: Noi ci occupiamo di azioni serie. Io non resto immobile in piedi davanti al giudice a chiedere il perdono. Devo affrontare un sistema che mi definisce completamente e sto cercando di capire come tutti noi ci influenziamo a vicenda.

Se ho delle richieste, devo farle in modo tale che il sistema risponda correttamente ad esse. Se non ci sono richieste, questo è un problema, perché il sistema si aspetta da me un reale intervento.

Domanda: È come dire che non posso rivolgere una preghiera alla legge di gravità?

Risposta: Certo! In che modo la legge di gravità è diversa dalle altre? Questa è anche la legge e la forza del Creatore, come tutte le altre forze della natura.

Domanda: Qual è la differenza tra il Creatore e le leggi della natura?

Risposta: Non c’è differenza. Formula una preghiera per la legge di gravità. Puoi pregare qualsiasi forza della natura e chiedere di essere nel giusto allineamento con essa.

Domanda: Se cado, non posso chiedere alla legge di gravità di attenuare il colpo?

Risposta: No, perché essa non ti aiuterà.

Domanda: Cosa devo fare allora? Devo posizionare un materasso o qualcos’altro per ammorbidire la caduta?

Risposta: Sì, questo ti aiuterà. Oppure dovresti chiedere al Creatore di assicurarti di non cadere: “Come dovrei cambiare per non cadere?”

Cioè, non gli chiedi di proteggerti dalla caduta, ma chiedi aiuto su come devi cambiare per non cadere. Tutti nel mondo chiedono protezione, ma questo non serve a nulla. Puoi chiedere per cambiare, per migliorare te stesso, in modo da essere adeguatamente mosso dalle forze della natura in modo da non cadere. Cioè, chiedi solo la tua correzione e nient’altro.

[251741]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/02/2018

Materiale correlato:
La Kabbalah e le altre credenze – 4′ Parte
La Kabbalah e le altre credenze – 3′ Parte
La Kabbalah e le altre credenze – 2′ Parte

La Kabbalah e le altre credenze – 4′ Parte

La preghiera e i libri di preghiera

Domanda: Nella Kabbalah, pregare significa “giudicare te stesso”. Cosa vuol dire?

Risposta: Che l’uomo valuta se stesso, le proprie qualità e controlla il proprio lavoro in base alle proprietà che misura, e valuta il Creatore stesso. Pertanto, si giudica da solo: “Lo sto facendo bene, sto superando il mio egoismo, posso essere obiettivo con me stesso, ecc.?”

L’uomo esegue chiarimenti interiori sul livello della propria percezione, su quanto sia oggettiva e su quanto correttamente percepisca il Creatore, indisturbato dal proprio egoismo interiore.

Domanda: È possibile dire che la preghiera è la realizzazione di ciò che l’uomo desidera dallo stato attuale e a quale stato aspira? Questo delta provoca nell’uomo una richiesta interna necessaria, e sebbene non capisca a chi si sta rivolgendo, avverte i cambiamenti dentro di sé.

Risposta: Precisamente.

Domanda: E questo non ha nulla a che fare con i libri di preghiere scritti anche dai kabbalisti?

Risposta: Qui tutto è molto più complicato. I libri di preghiere sono ciò che i kabbalisti hanno scritto per se stessi, cioè un piano di ricerca delle proprie percezioni e di come può essere corretto e adattato.

I libri di preghiera kabbalistici sono un intero sistema di interazione umana dentro se stessi, con il mondo e con il Creatore, che è dentro di noi. Si tratta di un’istruzione molto seria e di un lavoro molto serio.

Domanda: Cosa succede se si legge quello che i kabbalisti hanno scritto, e che è tradizionalmente accettato, mentre ci si trova in vacanza senza capirci nulla? Ha comunque qualche effetto?

Risposta: Il fatto è che esiste un normale libro di preghiere e ce n’è uno kabbalistico. Un libro di preghiere kabbalistiche sarà compreso solo da un kabbalista e solo a partire da un certo livello. Un normale libro di preghiere può essere compreso da chiunque conosca la lingua nella quale è scritto.

Nota: Ma il comune libro di preghiere è stato scritto anche dai kabbalisti.

Il mio commento: Sì, ma il libro di preghiere kabbalistiche si occupa dell’interazione delle forze e dell’essere umano. In un comune libro di preghiere questo è trasmesso in una lingua comprensibile a tutti.

Domanda: Quindi la preghiera può essere divisa in due parti? Una di queste è la mia preghiera interiore che ora mi manca davvero in relazione allo stato in cui voglio arrivare, che cosa mi fa male in questo momento?

Risposta: Sì, la preghiera è divisa in due parti ed esiste anche una preghiera scritta dai kabbalisti. Se la leggo, sarà come un aiuto per la mia elevazione spirituale. E sebbene io non provi ancora tali stati, essa mi eleva e mi aiuta.

[251718]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

Materiale correlato:
La Kabbalah e le altre credenze – 3′ Parte
La Kabbalah e le altre credenze – 2′ Parte
La Kabbalah e le altre credenze – 1′ Parte

La Kabbalah e le altre credenze – 3′ Parte

Osservazione: Nella Kabbalah, ognuno deve raggiungere e sentire il Creatore, non solo credere in Lui. Non esistono praticamente altri metodi che dicono che è necessario raggiungere il livello del Creatore e solo allora è possibile capire il Suo obiettivo e il Suo atteggiamento nei nostri confronti.

Risposta: C’è una grande confusione tra la Kabbalah e altre metodologie riguardanti credenze e conseguimenti perché gli altri metodi praticano la fede cieca: sono d’accordo con un certo postulato, quindi per me diventa la verità.

La Kabbalah non lo pratica. Nulla viene preso alla lettera sulla base della fede. Tutto viene raggiunto personalmente dalla singola persona. È tutto spiegato in una frase molto interessante: “Il giudice ha solo ciò che i suoi occhi possono vedere”. Significa che la vista è l’organo più preciso e importante della percezione della realtà. Pertanto, ciò che vedi è considerato la verità. Questa è l’unica cosa su cui si può fare affidamento, tutto il resto può essere ignorato.

Inoltre, nel nostro mondo, ai testimoni della corte viene chiesto: “Lo hai visto con i tuoi occhi?” “No, l’ho solo sentito”. “Avere sentito” non è una prova. Se l’hai visto ed è stato tutto accuratamente indagato con un esame incrociato, tale testimonianza è accettata come la verità.

Domanda: Cosa significa “Vedere e ascoltare il Creatore”?

Risposta: La realizzazione del Creatore, come è nel nostro mondo, avviene nei suoni e nelle immagini. “Nei suoni” è definito anche come “Ho sentito la voce”. Inoltre, ho visto una visione, che è considerata una prova pienamente affidabile.

Domanda: Quindi, vedere o ascoltare il Creatore ha diversi livelli di realizzazione? Ma si tratta di vedere con i nostri occhi?

Risposta: No. Stiamo discutendo della visione interiore e dell’udito, che non hanno alcun legame con i nostri organi corporei di percezione. La visione è conseguimento alla luce di Hochma e l’udito alla luce di Hassadim.

Vedere il Creatore è il livello più profondo di realizzazione, comprensione e sentimento.

Mentre l’udito è di livello molto più basso, si tratta sempre di una realizzazione.

[251689]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

Materiale correlato:
La Kabbalah e le altre credenze – 2′ Parte
La Kabbalah e le altre credenze – 1′ Parte
I tre parametri della fede

La Kabbalah e le altre credenze – 2′ Parte

Il Creatore è una costante in continua evoluzione

Nota: La maggior parte delle pratiche spirituali afferma che il Creatore cambia la Sua attitudine verso una persona a seconda del comportamento della persona. Sulla base di questo, sono state stabilite molte diverse pratiche che discutono su come interagire con il Creatore.

La Kabbalah ci dice che il Creatore è una forza o una legge della natura che non cambia mai atteggiamento nei confronti della persona.

Il mio commento: Il Creatore è una costante immutabile. Siamo noi che cambiamo e ci sembra che il mondo stia cambiando rispetto a noi. In realtà, il mondo è il mio riflesso e io sono l’unico che cambia.

Domanda: Ma vediamo che a volte la forza superiore ha un effetto positivo su di noi e a volte questo effetto è negativo. Da cosa dipende questo?

Risposta: Questo avviene perché sto cambiando e la forza chiamata Creatore è costante. L’assoluto non può cambiare perché è perfetto. È la proprietà della bontà assoluta, della connessione ultima, dell’amore assoluto.

Io sto cambiando e, a seconda dei miei cambiamenti in relazione al Creatore, mi sembra che sia Lui a cambiare; quindi, lo vedo a volte buono e talvolta cattivo.

Ad esempio, una madre ama suo figlio sempre nella stessa maniera. Ma se lo chiedi al bambino, ti direbbe: “La mamma oggi è stata cattiva e invece ieri era brava”, questo perché lui sta interpretando il comportamento di sua madre in base alla propria condotta.
[251645]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

Materiale correlato:
Il Linguaggio segreto del Creatore
La Kabbalah e le altre credenze – 1′ Parte
Il Creatore è una forza senza nome

La Kabbalah e le altre credenze – 1′ Parte

Due mondi: radici e rami

Osservazione: Nel corso della storia, e ancora oggi, nel mondo sono stati creati migliaia di sistemi di credenze.

Se osserviamo la realtà dalla prospettiva della Kabbalah, da un lato c’è un costante sviluppo della società umana e delle credenze come fenomeno culturale. D’altra parte c’è un cambiamento interno nell’umanità, cioè i nostri desideri stanno cambiando e, di conseguenza, le nostre credenze cambiano dal paganesimo al monoteismo, ecc.

Qual è la differenza tra la Kabbalah e le varie credenze dal punto di vista dello sviluppo interiore? Ad esempio, c’è una regola molto importante nella Kabbalah in base alla quale tutti i processi che si verificano nei mondi spirituali devono manifestarsi almeno una volta anche nel mondo materiale.

Il mio commento: I mondi spirituali sono la radice di tutto ciò che accade e il nostro mondo è una conseguenza o un ramo di quella radice. Pertanto, tutto ciò che esiste nei mondi superiori deve in qualche modo manifestarsi nel nostro mondo, almeno una volta, in una forma particolare.

Ad esempio, una forza molto potente o qualche azione particolare nel mondo superiore potrebbe manifestarsi nel nostro mondo come un evento o una forza appena percettibile.

Il fatto è che la radice superiore deve sempre entrare in contatto con il nostro mondo e creare il suo ramo in esso. Procedendo da quel ramo, possiamo imparare qualcosa sulla radice stessa.

[251553]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 17/12/2018

Materiale correlato:
Qual è la differenza tra Kabbalah e religione?
La Kabbalah e la religione
Le contraddizioni tra la religione moderna e la Saggezza della Kabbalah

La fede in un mondo migliore rende la vita più facile?

Domanda: Se tutti affermassero che l’anima è la cosa più importante e che il corpo non è nulla, le persone probabilmente avrebbero un atteggiamento diverso nei confronti della morte?

Risposta: Senza ombra di dubbio.

Domanda: Perché allora non lo fanno?

Risposta: In primo luogo perché nessuno nella popolazione mondiale sente questo, e in secondo luogo, perché è anti-egoistico. Dopotutto, se questo è diretto contro l’egoismo, allora chi vuole lavorare contro di esso?

È necessario pensare, fare sforzi, agire in qualche modo, organizzare qualcosa. Cosa otterrò da questo? Assolutamente nulla in questo mondo: niente cibo, niente sesso, niente famiglia, niente fama, nessuna conoscenza.

Domanda: È probabilmente più facile per una persona vivere credendo esattamente a ciò che affermano le religioni, in merito all’esistenza di un mondo futuro. Ma in che misura, la speranza che ci sia qualcosa, da qualche parte nel mondo, migliora psicologicamente la vita di una persona?

Risposta: Oggigiorno per migliorare psicologicamente la vita di una persona non è necessario essere religiosi.

Assistiamo sempre più al progressivo fallimento delle religioni. Di recente sono apparse sulla scena mediatica sempre più persone non religiose che disprezzano apertamente le diverse credenze religiose, perché è ormai chiaro che le religioni non rispondono specificamente alle nostre domande.

Se un individuo ha bisogno di movimentare un po’ la propria vita ha Hollywood, Internet o qualcos’altro. Ce n’è abbastanza così che potrà creare qualsiasi forma di mondo illusorio per se stesso.

Cosa c’è dopo la morte? Nessuno lo sa. Pertanto gli uomini non credono più a questo, il loro ego ha superato la fase in cui credevano a queste storie e non riescono più a crederci, tanto meno essi sono più capaci di sacrificare il proprio tempo e intelletto.

[250696]

Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/11/2018

Materiale correlato:

Saremo felici in questo mondo e nel mondo a venire
La saggezza della Kabbalah, il lasciapassare per il piacere infinito
L’egoismo e il piacere non sono compatibili

La Kabbalah e le superstizioni

Domanda: Cosa dice la Kabbalah riguardo all’essere superstiziosi?

Risposta: La superstizione è un’invenzione psicologica del nostro mondo e niente altro.
La Kabbalah è completamente libera da ogni tipo di credenza, superstizione e da ogni cosa legata al misticismo, cioè, da ogni cosa che si trova in questo mondo.

Lascia perdere tutto questo, dedicati a rivelare il mondo superiore e il Creatore e tu vedrai che Egli sostituirà ogni cosa per te. Tu riceverai le risposte a tutte le domande e, come se non bastasse, esplicite e chiare risposte; allora comincerai a lavorare con la tua anima.
[224759]

Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 23/12/2018

Materiale correlato:
Il bene ed il male sono degli stati spirituali
La Kabbalah pratica non fa uso di fili rossi
Esistono amuleti kabbalistici?

Tutto dipende dalla meta

Domanda: “Non esiste nulla tranne Lui” è un mantra religioso ricorrente. Ma qual è la differenza tra l’impegno di una persona che non ha il punto nel cuore e quello di un kabbalista per rivelare la forza superiore in ogni azione, per amarla e rimanerle sempre connesso?

Risposta: Tutto dipende da ciò che vogliamo raggiungere, ovvero se si tratta del nostro piacere personale, oppure della dazione e dell’amore per il Creatore che si manifesta negli esseri creati.

La domanda è: cosa vogliamo dallo studio e dalla realizzazione della Kabbalah? Perché il “ricevere per noi stessi” non ci porterà a nulla in questo caso. Se questo è il nostro scopo, allora dedichiamoci ad altre tecniche spirituali, alla meditazione, e impariamo a sentirci meglio. Non c’è nulla di tutto questo nella Kabbalah.

Nello studio della Kaballah è necessario un grande sforzo, occorre sudare e addirittura soffrire fino a che non si impara come autogestirsi attirando la Luce circostante.
[233917]

Dalle lezioni di Kabbalah in lingua russa, 13/05/2018

Materiale correlato:
Un’alleanza per attirare in maniera reciproca la Luce circostante
La spiritualità si raggiunge mediante lo sforzo
L’Amore assoluto al di sopra dell’odio fittizio

La Kabbalah e la fede

Da “L’Amore degli Amici –2”, di Rabash: Quindi deve usare il discernimento della fede per avere sicurezza di poter arrivare allo scopo e non disperarsi nel lavoro e scappare dal campo. Ma credere che il Creatore può aiutare anche un uomo basso e vile come lui; quindi che il Creatore lo avvicinerà ed egli sarà meritevole della Dvekut (adesione a Lui).

Raggiungere lo scopo non è facile. Ma il fatto è che ti è stato dato un gruppo, un ambiente per aiutarti. È necessario creare in anticipo un ambiente di questo tipo che possa sostenerti nei momenti di discesa. Se lo crei, ti assicuri in anticipo che la tua discesa sarà molto speciale, morbida, comprensibile e ci sarà un barlume di Luce all’interno di questa discesa.

Domanda: Qual è il concetto di fede nella Kabbalah?

Risposta: La fede è la qualità della dazione.

Domanda: Allora perché si dice la fede nei saggi? Di che si tratta?

Risposta: La fede nei saggi è quello stato in cui ho già capito quanto essi comprendano la situazione e quindi sono pronto a seguirli come un bambino. Nonostante il fatto che io non capisca di cosa stiano parlando, sostengono che questo è ciò che deve essere fatto, e così io lo faccio.

La mia fede in loro si basa sul fatto che comprendo la loro grandezza. Mi sottometto al superiore, come inferiore. Quindi, la fede è il sentimento della grandezza del Partzuf superiore, dello stato superiore, dell’anima superiore.

Questo sentimento arriva quando me lo sono guadagnato. Ho bisogno di lavorare sodo per questo.

Domanda: Non è come quando qualcuno mi dice qualcosa e io ci credo?

Risposta: No. Un tale approccio non mi salverà. La persona inizia a credere quando si trova in uno stato di disperazione, quando non ha altra scelta o quando ha attraversato un’accurata analisi ed è convinta che sia così.

Domanda: Ma allora qual è la differenza tra la religione e la Kabbalah?

Risposta: La religione dice: “Devi chiudere gli occhi e credere in quello che ti viene detto”. Mentre la Kabbalah dice: “Un giudice ha solo quello che vedono i suoi occhi” (Sinedrio 6b).

[234670]

Dalla trasmissione di KabTV “L’ultima generazione”, 22/03/2018

Materiale correlato:
La fede secondo la saggezza della Kabbalah
La fede contro la ragione
I tre parametri della fede