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Cosa faresti per fermare una guerra mondiale?

Oggi l’umanità si trova a un bivio. Sotto la superficie delle tensioni globali segnate da instabilità economica, sconvolgimenti politici, corsa agli armamenti e diffidenza internazionale, si cela una crisi fondamentale: l’incapacità dell’umanità di trasformare i legami negativi in connessioni positive.

Il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) previde tale situazione nei suoi testi e  scrisse  che se non correggiamo la situazione in cui ci troviamo, il mondo affronterà una terza e persino una quarta guerra mondiale. Ammonì che senza la correzione dell’essere umano, ovvero senza trasformare la nostra innata natura egoistica, che desidera il proprio tornaconto a spese degli altri, nel suo opposto altruistico, il desiderio del bene altrui, attraverso il quale entriamo in una connessione armoniosa, andremo incontro alla distruzione.

Il nostro mondo è strettamente interconnesso, ma i nostri cuori rimangono divisi. Finché persone e nazioni agiranno per egoismo, cercando solo il proprio tornaconto a spese degli altri, i nostri innumerevoli sviluppi ci porteranno su una rotta di collisione generale. Le condizioni per una guerra mondiale sono già create. Basta un piccolo fiammifero per innescare un’esplosione. Potrebbe scoppiare ovunque, in Asia, in Europa o in Medio Oriente, dovunque l’odio covi. Dobbiamo capire che non è dovuto alla politica o all’ideologia, ma a una disconnessione molto più profonda che esiste tra noi, ovvero al fatto che lasciamo che il nostro approccio egoistico reciproco inasprisca sempre di più i nostri legami in un mondo che sta diventando sempre più interconnesso.

Non dobbiamo affidarci a governi o ideologie, che siano socialismo, capitalismo o altro, per portare la pace. Hanno tutte fallito. L’unica forza che può impedire una guerra mondiale è il potere di una connessione umana positiva, al di sopra di ogni divisione. Questo è il messaggio più importante di cui il mondo ha bisogno oggi.

Sebbene le persone nel mondo che si risvegliano al bisogno di connessioni umane positive siano poche rispetto al totale dell’umanità, pur sembrando insignificanti, queste persone hanno un potere incredibile. Se ogni persona che nutre il desiderio di amore e connessione da diffondere in tutta l’umanità concentrasse il proprio atteggiamento sul rafforzamento delle connessioni umane positive, per raggiungere uno stato di unità (“Ama il prossimo tuo come te stesso”) al di sopra delle nostre divisioni egoistiche (“L’amore coprirà tutti i crimini”), e poi esemplificasse e spiegasse tale messaggio all’umanità con ogni mezzo possibile (per diventare “una luce per le nazioni”), allora l’influenza di questa massa critica di persone si riverbererebbe. La natura, che fondamentalmente opera secondo le leggi integrali di interconnessione e interdipendenza, risponde precisamente ai nostri sforzi per una connessione umana positiva.

Il mondo deve imparare che non c’è altra soluzione. La forza fisica e la produzione e l’acquisizione di sempre più tecnologie non ci salveranno. Ciò che ci salverà è il progresso in un ambito che non vogliamo affrontare: sviluppare i nostri atteggiamenti di reciproca responsabilità, considerazione, amore, unità e superamento della nostra natura egoistica gli uni verso gli altri. Un cambiamento globale verso un futuro armonioso e pacifico dipende dalla nostra volontà di diventare una cosa sola.

Basato sulla Lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 2 ottobre 2021.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Siamo responsabili del mondo in cui viviamo?

Quando guardo il mondo di oggi, vedo che siamo già otto miliardi. Eppure, pochi sono pronti a dire: “Sono io che devo imparare”. Tutti indicano gli altri: “Sono persone cattive. Sono egoisti. Sono la ragione per cui soffriamo”. Questa è la reazione automatica, la formula da seguire.

Ma come facciamo a capire che siamo noi a dover essere educati? Solo attraverso i colpi. Non c’è altro modo. Se crediamo di essere così bravi, perché il mondo è in uno stato tanto terribile?

Spesso si dice: “Il mondo è cattivo perché gli altri sono cattivi”. Ma se tutti pensano così di tutti gli altri, cosa abbiamo? Un mondo cattivo. E naturalmente ognuno giustifica se stesso.

Continueremo a pensare in questo modo fino a quando non ci cadrà addosso qualcosa di così pesante che non saremo più in grado di giustificarci. Così facendo, attiriamo su di noi guai, problemi e crisi. Invece di correggerci e di cambiare le nostre qualità egoistiche con il loro opposto altruistico, ci calmiamo con le bugie: “Io sono buono. Gli altri sono cattivi”. Questo atteggiamento porta inevitabilmente il disastro sul mondo.

La vera educazione inizia quando impariamo a esaminare noi stessi. Occorre guardarsi in faccia e chiedersi: “Come sono?”. È necessario riconoscere che dobbiamo tutto agli altri, che io sono l’unico a non essere corretto. Tutti i difetti che vedo: un bugiardo, un ladro, un ingannatore, un odiatore, non sono da attribuire agli altri. Sono io.

Non ci sono altri. Quello che vedo all’esterno è il riflesso dei miei stessi difetti. Vedo otto miliardi di persone intorno a me, e ognuna di esse ritrae una certa qualità negativa dentro di me. È così che vengo proiettato nel mondo.

Quindi, quando osservo il male, quando vedo una persona malvagia, cosa devo fare? Devo correggermi. Allora inizierò a vedere un mondo diverso, più unito, che si sforza di avere relazioni altruistiche, amore e connessioni umane positive. Comincio a capire che si tratta di un unico sistema, che è tutto mio.

Assorbo il mondo in me stesso e divento quell’unico sistema. Ciò che percepiamo attualmente è una verità frammentata, che viene spezzata dal nostro egoismo interiore. Se riunissimo tutti questi pezzi rotti in un’unica immagine, scopriremmo di vivere in un unico sistema ben funzionante di relazioni armoniose e pacifiche.

Questo è il compito che ci attende: riunire il mondo e dire: “Questo sono io. Questo mondo dipende da me”. Io sono responsabile di tutto, di tutti. Ogni persona, anche la più semplice e ordinaria, è responsabile del mondo intero nella misura in cui si trova in esso.

Tratto dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che cos’è la Torah

La Torah è tutto ciò che scopriamo quando andiamo oltre questo mondo, quando usciamo da questo mondo.

Dopo tutte le nostre ricerche e indagini in questo mondo, quando arriviamo a rompere il guscio che lo circonda e ad entrare nel mondo spirituale, allora tutto ciò che ci viene rivelato si chiama “Torah”.

Tratto dalla Lezione quotidiana di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 30 novembre 2003.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si influenzano le persone?

Viviamo in un unico grande sistema. Anche solo a livello fisico, quando interagiamo e parliamo tra di noi, influenziamo questo sistema. Il problema è che la maggior parte dei nostri legami sono spesso dannosi, distruttivi ed egoistici. Invece di aiutarci a essere parti positive e utili del sistema, di solito creiamo problemi.

Quando condividiamo la bontà con gli altri, questa ci ritorna indietro. Molte persone non se ne rendono conto. Quando pensiamo male degli altri, attiriamo la negatività su di noi. Diventiamo parte di un elemento negativo all’interno del sistema e questa influenza negativa passa attraverso di noi per ripercuotersi sugli altri.

Alcune persone possono sembrare vincenti se si comportano in questo modo, cioè costruendo il loro successo individuale a spese degli altri, ma in realtà portano danno e pregiudizio al mondo, che alla fine si ripercuote anche su di loro. Per capire come funziona, dobbiamo percepire il sistema completo di cui siamo tutti parte, anche se solo in minima parte.

Se consideriamo l’idea che siamo parti di un grande sistema e che ognuno di noi è un tramite di informazioni e sentimenti, possiamo imparare a conoscere l’universo e il mondo in cui viviamo. Molti scienziati hanno studiato questo fenomeno a diversi livelli, biologico, geologico e zoologico, da Vernadsky a oggi. L’umanità, tuttavia, sta rovinando ciò che le è stato dato. Facciamo del male al mondo fisicamente e spiritualmente, rovinando la sua bontà, la sua salute e la sua perfezione.

Se capissimo cosa stiamo facendo e l’immensa quantità di influenza che abbiamo l’uno sull’altro, allora staremmo zitti e condivideremmo solo pensieri, parole, desideri ed esempi che portano all’obiettivo di unire l’umanità in modo positivo.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Conoscenza e Saggezza: Svelare i Segreti del Libro della Vita

Un saggio una volta disse: “Una persona deve acquisire sia conoscenza che saggezza”. Quando gli fu chiesto la differenza, rispose: “La conoscenza la si ottiene leggendo libri e la saggezza si ottiene leggendo il libro che tu stesso sei”.

Che tipo di libro siamo? Siamo il libro della vita, con tutte le esperienze che abbiamo nella vita.

Leggere questo libro della vita richiede di ricordare e di comprendere come viviamo. La nostra vita scrive questo libro ma solo noi possiamo esserne imbevuti  e comprenderlo se lo sfogliamo. Scrivere, in questo caso, significa che noi scriviamo questo libro. In ogni momento della nostra vita risolviamo i vari problemi che ci vengono posti e li trasformiamo  in azioni. Dobbiamo quindi capire come si svolge il tutto.

Scriviamo il libro della vita con dubbi e sangue, vale a dire: soffrendo. Viviamo in questo modo da migliaia di anni e tutto ciò che è accaduto è scritto in questo libro. Non c’è un altro modo e non c’è nulla di cui dobbiamo pentirci. Piuttosto, tutta la sofferenza che abbiamo patito è stata necessaria per scrivere questo libro della vita.

Le ultime righe del libro della vita, alle quali ci conduce, sono quelle che ci incoraggiano ad aprire maggiormente gli occhi e ad osservare il mondo con chiarezza. Potremmo allora vedere che solo noi dipingiamo l’immagine di questo mondo e di noi stessi al suo interno e che non esiste altra realtà oltre a quella che noi determiniamo.

Noi determiniamo l’esistenza di questo mondo e lo rendiamo esattamente così com’è. In realtà, non esiste un mondo. Siamo noi che lo definiamo. Ad esempio, esistiamo? È quello che definiamo noi.  In altre parole, noi stabiliamo che viviamo in questo o quel mondo e stabiliamo che siamo noi all’interno di questo mondo. Non esiste nient’altro che la nostra impressione di cosa e di come scriviamo. Se raggiungiamo un certo livello di consapevolezza, allora possiamo dire che è lì che il libro ci ha portato. In altre parole, le ultime righe del libro della vita ci dicono che siamo arrivati a conoscere il mondo dentro al quale ci troviamo. In questo modo siamo guidati da vari colpi di sofferenza per acquisire la conoscenza del mondo in cui viviamo.

Il risultato della lettura del libro della vita è che accettiamo e siamo d’accordo con tutto ciò che ci accade e che ci è successo. Le persone generalmente hanno paura e sperano di ricevere qualcosa di buono alla fine della loro dura vita. Il bene che possiamo ricevere è accettare tutto. Questo è il risultato della nostra vita e di questo libro della vita. In altre parole, il risultato della nostra vita è comprendere la vera natura in cui esiste una legge chiara, quella del “ciascuno secondo il proprio lavoro su se stesso”. Accettiamo e condividiamo questa legge nella misura in cui la realizziamo.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

 

Il 27 Marzo 2024 sarà possibile seguire un Webinar speciale “LA SAGGEZZA DELLA KABBALAH E IL SENSO DELLA VITA” pagina iscrizione: https://bit.ly/SensoDellaVita

Quali sono i vantaggi delle domande esistenziali?

Un gruppo di discepoli chiese una volta al loro saggio maestro: “Cosa succede dopo la morte?” Il saggio rispose con il silenzio. I discepoli insistettero: “C’è vita dopo la morte o no?” Il saggio rispose infine: “C’è vita prima della morte? Questa è la domanda.”

È una risposta abituale che ci spinge a contemplare la nostra attuale esistenza, se sia veramente vita o una forma di morte vivente.

Che cos’è dunque la vita?

Da un punto di vista corporeo, la vita è definita dall’esistenza della materia proteica. Che si tratti del dolore di essere pizzicati o del piacere di assaporare un cibo delizioso, queste esperienze sono parte integrante della vita come materia proteica.

Esiste, tuttavia, un piano di esistenza superiore al corporeo, dove si trova la nostra materia non corporea. Raggiungere tale livello richiede di elevarsi al di sopra della nostra natura egoistica e abbracciare lo stato opposto, altruistico e non materiale. Se raggiungiamo uno stato del genere, allora sperimentiamo la vera vita.

Raggiungiamo quello stato spirituale non materiale quando passiamo dall’essere riceventi, che è la nostra esistenza proteica, a diventare donatori al livello delle nostre intenzioni. Questa trasformazione si allinea con la vera definizione di vita, incentrata sul dare a tutti e a tutto, e, in definitiva, alla forza sorgente delle nostre vite: la qualità dell’amore e della dazione che chiamiamo “il Bore”.

Quando questa indagine esistenziale su cosa succede oltre la nostra vita si risveglia, dovremmo evitare di sfuggirvi nei molteplici piaceri transitori offerti nel nostro mondo materiale. Invece, dovremmo vederla come un’opportunità meravigliosa che possiamo cogliere e sviluppare in una nuova percezione e sensazione completa della realtà. Potrebbe far star male all’inizio, ma, se ci tocca, è un segno che possiamo anche arrivare al suo nucleo e lì possiamo scoprire un intero nuovo mondo spirituale di eternità e perfezione.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Il pericolo di una guerra nucleare è maggiore o minore oggi rispetto al periodo della guerra fredda?

Oggi si parla del rischio dell’uso delle armi nucleari in tutto il mondo, attualmente al suo massimo dal periodo della Guerra Fredda. Le nazioni dotate di armi nucleari stanno aumentando e modernizzando senza sosta i loro armamenti, non mostrando alcuna propensione verso i negoziati, i colloqui di pace o la riduzione del loro arsenale nucleare. Negli anni ’70 e ’80 si sentiva parlare molto di questo argomento ma è stato trascurato per un certo periodo. Tuttavia, la preoccupazione è tornata e il numero di testate nucleari nel mondo sta aumentando per la prima volta dalla Guerra Fredda.

Una delle differenze principali nella discussione sulle armi nucleari oggi è che non si parla di raggiungere alcun accordo, come invece avveniva in passato. La crescita inarrestabile dell’egoismo – il desiderio di trarre profitto a spese degli altri – ha reso il negoziato un’impresa inutile, perché concludere un accordo con un paese è comunque un’operazione che non tiene conto di una ventina o più di altri Paesi  che non si preoccupano di negoziare.

È davvero una triste realtà e non c’è via d’uscita. Tutti sono semplicemente seduti sui loro arsenali nucleari in uno stato di sfiducia reciproca. Le potenze mondiali continuano ad accumulare armi e paesi che in passato non ne possedevano entrano anch’essi in gioco.

C’è una via d’uscita da questa corsa agli armamenti nucleari? Lo scenario peggiore è che faremo esplodere l’intero pianeta. Quello più ottimistico è che inizieremo a mettere in pratica il metodo che arricchisce le connessioni nelle nostre vite, invertendo la nostra natura egoistica, di perseguire il beneficio personale a spese degli altri, in qualcosa di opposto – il desiderio di usare noi stessi per beneficiare gli altri – e così facendo, distruggeremo le armi fatte per danneggiare e uccidere, o le utilizzeremo per scopi pacifici nel processo.

Sembra irrealistico pensare che tutti si connettano positivamente e che questa sia la soluzione alla crescente ansia nucleare, perché in effetti è irrealistico.

Quando diventerà reale? Tutto ciò che possiamo fare è continuare a lavorare su noi stessi per diventare più premurosi, solidali e amorevoli, e continuare a diffondere il messaggio su come elevarsi al di sopra del nostro egoismo per instaurare relazioni di reciproca attenzione.

So che è così che vivrò fino al giorno della mia morte, e poi la vita continuerà. Confido che sempre più persone pensino in questo modo, impegnandosi sempre di più per far progredire una coscienza umana unita, finché alla fine tutto andrà al suo posto.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

 

L’Immigrazione sta uccidendo New York?

Ultimamente, si è parlato molto di una crisi dell’immigrazione a New York. Sempre più migranti stanno stabilendo le loro dimore per le strade di Manhattan, montando tende e dormendo sui marciapiedi nei freddi mesi invernali.

Il sindaco di New York ha avanzato l’idea di collocare i migranti su navi da crociera. Dall’altro lato, alcuni stanno chiedendo la chiusura delle frontiere, sollecitando il ritorno dei migranti nei loro paesi d’origine. È davvero una situazione complicata.

Oggi, milioni di persone in tutto il mondo sono in movimento, alla ricerca di una vita migliore. Ma dove si stabiliscono conta, e la Siberia non è esattamente in cima alla loro lista. Manhattan sembra sicuramente un’opzione molto più allettante.

Da un lato, gli immigrati hanno trasformato l’America in ciò che è oggi. Ma, d’altra parte, i tempi sono cambiati e ora gli Americani si sentono come i proprietari. Vogliono il loro benessere e l’idea di ospitare tutti ha perso il suo fascino di massa.

La grande domanda è se sia giusto per un paese chiudere le porte agli immigrati illegali. Io dico sì. Ogni paese ha il diritto di decidere chi entra e chi no, e questo include stabilire le regole.

Ma poi si pone un’indagine più profonda. Che ne è del senso di patria? È giusto sentire che la propria casa è esclusivamente tua? Non esattamente. Dipende dai valori e dai sentimenti di ciascuno, ma l’idea di un pianeta condiviso da tutti sta prendendo piede.

Un tempo ero ottimista sul fatto che le persone sarebbero arrivate a capire che nulla al mondo è veramente loro. Ma al giorno d’oggi l’umanità si comporta come se il mondo fosse il suo parco giochi personale, distruggendolo nel frattempo.

Il futuro? Idealmente, l’umanità ha bisogno di una seria rieducazione. Dovremmo considerare l’intero pianeta come la nostra casa comune, lavorando insieme per renderla un luogo buono per tutti.

Il nostro mondo sta vivendo cambiamenti oggi come in nessun altro momento della storia. Più diventiamo globalmente interconnessi e interdipendenti, più ci viene mostrato come dobbiamo spostare la nostra prospettiva da “questo è il mio posto, il mio paese” a “questa è la nostra casa comune, per tutti”. È arrivato il momento di liberarsi dalla mentalità di organizzare le nostre vite per il nostro  beneficio personale per vivere invece a beneficio degli altri e dell’intera umanità. Se riusciremo a compiere questo cambiamento su larga scala, assisteremo alla nascita di un nuovo mondo armonioso e pacifico.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

Perché non rendiamo tutto gratis in questo mondo e eliminiamo il concetto di denaro?

Il denaro è l’equivalente del nostro investimento reciproco, delle nostre relazioni di dare e avere in cui miriamo a ricevere qualcosa in cambio del nostro dare qualcosa.

Ma è possibile eliminare i soldi?

Sarebbe possibile eliminare il denaro se ci fossero:

Uno stato in cui nessuno possiede nulla;

Considerazione reciproca come membri di un unico sistema comune;

La sensazione che ognuno di noi serve i bisogni dell’intero sistema in cui ci troviamo e, indipendentemente da chi dà o riceve nel sistema, agiamo in base ai suoi bisogni;

Una sensazione uguale per ciascuna di queste condizioni tra tutte le persone.

Il denaro è una copertura per i nostri atteggiamenti reciproci.

Pertanto, i nostri problemi non scomparirebbero semplicemente se il denaro scomparisse. Questo richiederebbe di elevarsi al di sopra di noi stessi nelle nostre sensazioni. Inoltre, in una fase del genere, perderemmo la sensazione di questo mondo, perché esso esiste solo nelle nostre sensazioni.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

Come può il mondo essere migliore?

Il potere della connessione, dell’unità, della responsabilità e della cura reciproca è la chiave per creare un mondo migliore e più equilibrato.

Le calamità e le minacce di oggi hanno in definitiva lo scopo di farci aprire di più gli uni agli altri e, così facendo, attrarci verso uno stato più unificato, armonioso e pacifico.

Dovremmo quindi sfruttare le crisi odierne per connetterci meglio e diffondere l’unità e la responsabilità reciproca come soluzione a ogni nostro problema.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.