Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La frammentazione della struttura di Adamo.

Domanda: Mentre lavoriamo su noi stessi, cominciamo a sentire un senso di responsabilità, quando ci rendiamo conto del valore della linea sinistra e impariamo a coprirla con la destra. Quando nasce questo momento di responsabilità?

Risposta: La consapevolezza di tale responsabilità e la capacità di agire su di essa arrivano gradualmente.

È una delle tappe del nostro sviluppo quando capiamo che il superamento dell’egoismo che ci separa dai nostri amici del gruppo attira una maggiore illuminazione della luce superiore o, in altre parole, porta il Creatore più vicino. Pertanto, tutto il lavoro consiste nel raggiungere l’avvicinamento.

È per questo che il Creatore ha frammentato l’immenso vaso (Kli) che ha creato, che è l’anima chiamata “Adamo”, dalla parola “Domeh” (simile al Creatore). Questa struttura si è rotta in innumerevoli frammenti.

Immaginate un pezzo di pasta gettato in un secchio d’acqua. Gradualmente, la pasta assorbe l’acqua e l’acqua riempie i suoi pori. L’acqua, che riempie gli spazi tra i frammenti di pasta, rappresenta l’egoismo che ci allontana.

Inizialmente eravamo tutti riuniti in un piccolo pezzo, ideato dal Creatore. Poi la Sua forza di dazione e di amore, la luce superiore, si è riversata su questo piccolo desiderio e lo ha frammentato in pezzi.
Ora dobbiamo riassemblare questi pezzi insieme all’acqua che li separa. Così facendo, raggiungeremo uno stato superiore rispetto a quello originale, poiché l’acqua che ha espanso i pezzi ora contribuirà alla loro unità e ci permetterà di sentire il Creatore dentro di noi.

L’acqua rappresenta l’attributo del Creatore e noi dobbiamo unirci ad essa. La stessa forza che ora ci divide deve essere trasformata in una forza di connessione. Questo processo è chiamato la graduale rivelazione del Creatore dentro di noi. È il nostro scopo e l’essenza del nostro sviluppo.
Quindi, l’egoismo è essenziale; dobbiamo solo usarlo correttamente.
[338251]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 3/9/19 Scritti di Baal HaSulam “Non c’è nessuno tranne Lui ”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Quale dovrebbe essere il compito delle persone nel corso della loro vita?
Esiste un modo specifico in cui dovremmo sentire l’amore?
Chi sei tu, Adamo?

 

Dov’è il mio “io”?

Se tutto nell’universo ha origine dal Creatore, allora cosa rimane?

Ciò che rimane è una componente molto intrigante: il mio sforzo di sostenere la prospettiva che tutto proviene da Lui.

Supponiamo che io mi sia sintonizzato con questa prospettiva, ma che nel giro di un minuto scompaia, scivoli via o si distorca. In un momento potrei sentirmi come se esistessi in modo indipendente e il mondo intorno a me ruotasse per mano del Creatore. In un altro momento, sembra che tutti i miei parametri siano modellati dal Creatore dentro di me, mentre il mondo esterno appare stabile o fluttuante, ma in qualche modo separato.
Quindi se voglio rivelare il Creatore, devo lavorare continuamente all’interno dell’occultamento.

L’occultamento consiste nel riconoscere che tutto è condizionato da Lui e che “Non esiste nulla tranne Lui”. Il mio compito è di percepire correttamente me stesso e il mondo, di separare ciò che non mi appartiene da ciò che costituisce il mio “io” – i miei sforzi. E anche all’interno di questi sforzi, devo analizzare ciò che nei miei sforzi è veramente mio e ciò che è stato creato in me dal Creatore. Forse mi è sembrato che qualcosa fosse opera mia.

Anche se ieri sembrava che volessi personalmente seguire il percorso del Creatore, devo comunque correggermi e riconoscere che è stato il Creatore a concedermi questa opportunità e non è stato per opera mia.

Così vediamo che il lavoro all’interno dell’occultamento inizia a prendere forma come chiara rappresentazione di dove finisce “l’io” e dove inizia il Creatore. Esiste davvero “l’io” e cos’è questo “io”? È evidente che il mio corpo fisico è temporaneo.

Se i miei pensieri e sentimenti non sono “io”, allora ne consegue che solo attraverso il corretto discernimento dei nostri sforzi per formare una percezione di” io e il mondo che mi circonda” potremmo trovare qualcosa che è veramente nostro.

Chiaramente, questo “mio” non comprenderà i parametri fondamentali del mondo o di me stesso, poiché questi sono stati predeterminati molto prima di me. Pertanto è nei miei tentativi di costruire una visione interna del mondo che il mio “io” potrebbe essere trovato, come risultato della mia ricerca del Creatore, della verità e del significato della vita. E questo “io”, essenzialmente, è ciò che viene chiamato “la mia anima”. Questa è l’essenza del lavoro nell’occultamento.
[338417]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 4/9/19, Preparazione per la convention in Moldavia “Il lavoro nell’occultamento”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Nel segreto dell’Altissimo
Porto tutto il mondo dentro di me
Un moderno modello di Dio

 

Integrare il lavoro del Kabbalista

In questioni che sono al di sopra della natura, è impossibile pregare (Rabash, Note Varie, 357, “Abramo generò Isacco”).

Domanda: Quali sono queste cose “al di sopra della natura”?

Risposta: Al di sopra della natura si riferisce a ciò per cui non possiamo pregare, poiché non abbiamo raggiunto quel livello. È al di sopra della nostra comprensione, al di sopra delle nostre preghiere.

Per pregare per la qualità della dazione, che è al di sopra della nostra natura, dobbiamo entrare in uno stato che ci spieghi la situazione in cui si trovava il Kabbalista che ha composto questa preghiera. Solo allora inizieremo a comprendere e a rivelare la preghiera che una persona deve elevare nel proprio stato. È come se integrassimo il suo lavoro.
[337501]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 24/11/24, Scritti di Rabash “Abramo generò Isacco”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Risvegliare la terra congelata
Lavorando con il mondo come una garanzia dell’Avanzamento Spirituale
Comprendere Torah e Mitzvot spirituali

Lo scopo dello sviluppo è raggiungere la radice della creazione

Domanda: Come possiamo mantenere un desiderio costante con l’intenzione di raggiungere lo scopo senza esaurirci lungo il percorso?

Risposta: Se lavori in una buona connessione con gli altri, in un ambiente tranquillo, non ti esaurirai, né verrai sviato. Ti muoverai correttamente verso il grande scopo della creazione: la rivelazione del Creatore nel nostro mondo a chiunque lo desideri.

Il Creatore si rivela solo a coloro che sanno ricevere correttamente questa rivelazione e, attraverso di essa, avvicinarsi a Lui.

Domanda: Se si assume che tutti noi abbiamo acquisito le qualità del Creatore e ci siamo connessi in un’anima comune, allora cosa accadrà dopo?

Risposta: Niente di più. Con ciò arriviamo alla radice della creazione, al suo fondamento. Ciò che seguirà dopo non lo sappiamo, ma questo è lo scopo del nostro sviluppo.

[336728]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 3/11/24, per i diplomati del MAK – Accademia Internazionale di Kabbalah in russo, “Ci siamo riuniti qui”.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Correggere la radice di uno stato
Portiamo la nostra anima frammentata sino al Creatore
In ogni cosa c’è solo il Bore

Quando la pace regna

In ogni stato abbiamo due linee: il Bore e l’essere creato, dazione e ricezione.

Queste due linee sono opposte l’una all’altra; è impossibile trovare una connessione tra loro. E più avanziamo, più queste linee divergono.

La linea di mezzo, che si trova tra di esse, non è esattamente il loro collegamento. Queste due linee raggiungono il fondo, e la linea di mezzo inizia sopra, nel superiore.

Non potrò mai collegare le due linee nel mio stato attuale, solo a condizione di includermi nel superiore, annullarmi davanti a Lui e salire al livello successivo.

Quando sono già a questo livello, le due linee che sentivo prima, al livello precedente, si uniscono in una sola e non si contraddicono più, anche se prima erano assolutamente opposte l’una all’altra.

La linea di mezzo è sempre al di sopra delle altre due e si raggiunge elevandosi al di sopra della ragione, il che significa “al livello successivo”. Allora la contraddizione scompare.

Queste contraddizioni ci vengono date di proposito, in modo che non siamo in grado di affrontarle, così ci costringono a elevarci maggiormente.
[12001]

Dalla Lezione Quotidiana di Cabala del 31/3/10, Scritti di Baal HaSulam Lettera 13, 1925

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Le linee di destra e di sinistra
Nel mezzo tra l’amore e l’odio
Non c’è gioia senza dolore

Aspirare solo al Bene

Domanda: Come riveliamo la nostra inclinazione al male? È un processo individuale o avviene insieme alla decina?

Risposta: Non è necessario rivelare l’inclinazione al male. Essa si rivelerà nella misura in cui saremo in grado di lavorare con essa.
Dobbiamo aspirare solo al bene: alla buona inclinazione, alle buone radici, alle buone azioni. L’inclinazione al male si manifesterà in noi in base alla nostra forza di superarla e correggerla.

Domanda: Dunque non si rivela più di quanto possiamo superare?

Risposta: Sì, esatto.
[337552]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 25/11/24, Scritti di Rabash “Generazioni”

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Trasformare il male in bene
Doppio controllo di un singolo potere
Forze superiori oppure come possiamo cambiare il nostro destino

Controlli costanti

Domanda: Qual è la corretta connessione tra le qualità del Creatore e le qualità proprie della creazione nell’uomo?

Risposta: Le qualità del Creatore sono le proprietà della dazione e dell’amore. Le qualità della creazione sono le proprietà egoistiche dell’uomo. È così che è stato creato: pensa solo a se stesso e non vuole avvicinarsi agli altri.

Pertanto, dobbiamo pensare attentamente a ciò che il Creatore sta ricercando, a ciò che l’uomo sta ricercando e a come possono aiutarsi a vicenda in questo moto.

[337263]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 11/18/24, dagli scritti di RabashAbramo diede tutto quello che aveva

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
La metamorfosi dell’amore
La vita è una prova?
La verità, l’amore e la connessione tra loro

Uscire dal guscio dell’egoismo

Domanda: Spesso sentiamo la frase: “Un solo uomo con un solo cuore”. Se il cuore è un desiderio, l’intero Kli mondiale non vuole forse rivelare il Creatore? Cosa ci manca ancora per diventare un solo uomo con un solo cuore con un solo desiderio di raggiungere il Creatore?

Risposta: Ci manca solo il lavoro corretto nel cuore: aprirlo verso gli amici, connettere tutti nel nostro cuore e raggiungere la connessione con il Creatore.

Domanda: Non siamo abbastanza maturi per questo, siamo pigri o non dobbiamo ancora rivelarlo?

Risposta: Forse non siete ancora abbastanza maturi. Ma soprattutto, siete frenati da una particolare inerzia, a causa della quale non riuscite a convincervi ad elevarvi al di sopra di voi stessi.

Domanda: Io posso giudicare per me stesso: mi sento molto a mio agio nella nostra comunità; è così bella, così amata, apre davvero il cuore. E all’interno di questo bozzolo d’amore, sorge il pensiero: “Perché andare oltre?” Cosa dovremmo fare a riguardo?

Risposta: Questo è un problema. Il punto è che devi rompere con forza il guscio (Klipa) in cui sei rinchiuso e cercare di emergere all’aria aperta. Inoltre, tutti devono farlo insieme.

Elevatevi al di sopra di voi stessi, a un nuovo livello. Sentite che a questo livello siete davvero in uno stato di elevazione, e da questo stato, iniziate a connettervi l’uno con l’altro, e dirigete questa connessione verso il Creatore.

Domanda: È possibile farlo se non vedo che ciò è rilevante per la decina adesso?

Risposta: Non è possibile! È esattamente ciò su cui dovete lavorare. Diventerà rilevante solo attraverso il vostro sforzo simultaneo quando ogni persona “uscirà da sé stessa”, si connetterà con i propri amici e, in un desiderio comune, si connetterà con il Creatore.
[336472]

Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 13/10/24, Giorno della Memoria di Baal HaSulam, Rav Yehuda Ashlag

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:

Che cosa significa unirsi “come un solo uomo con un solo cuore”?
Portiamo la nostra anima frammentata sino al Creatore
La Luce cerca un cuore unito

Il Popolo Eletto

Domanda: Chi è il popolo eletto?

Risposta: Il popolo eletto è costituito dalle anime che si riuniscono ed elevano una MAN (preghiera) al Bore affinché Egli porti loro la MAD (Risposta), essi vogliono unirsi con l’aiuto di questa luce e ricevere una porzione di avanzamento verso il Creatore.

Questa nazione porta con sé una capacità unica (Sgula) ereditata dai suoi avi. Tale capacità si risveglia, in chiunque studi la kabbalah, indipendentemente dalla propria origine.
[337505]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 24/11/24, Scritti di Rabash ‘Abrahamo generò Isacco’

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
“Chi sei Popolo di Israele?”
Chi ti ha dato il diritto?
Cosa cercare nell’assemblea degli Amici

Per cosa devo pregare?

Domanda: Per cosa possiamo e dobbiamo pregare?

Risposta: Dobbiamo pregare per ogni cosa e rivolgerci solo al Bore, perché è Lui la fonte di tutto ciò che ci accade. Non c’è nulla che non provenga direttamente da Lui.

Il Bore è il campo di forza che ci tiene uniti. Noi esistiamo in questo campo e quando preghiamo, con i nostri desideri risvegliamo il desiderio di questo campo e delle sue forze fisiche, che per noi sono ancora sfuggenti perché lavorano per la dazione.

Noi egoisti lavoriamo per ricevere, mentre questo campo è spirituale; lavora per dare e quindi non lo sentiamo. Ma nel momento in cui cominciamo a chiedere l’unificazione e ad elevarci al di sopra dell’egoismo, diventiamo in qualche modo simili al campo di forza del Bore.

Allora lo influenziamo e lui ci influenza. Queste sono le leggi della fisica. Non c’è nulla di soprannaturale.

Perciò possiamo chiedere qualsiasi cosa, qualsiasi piccola cosa, dal lavoro di una singola cellula all’intero organismo, all’interazione con i familiari,  gli amici e il mondo, con qualsiasi cosa e con chiunque.

[337176]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 8/28/19, “Domande e risposte”.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Materiale correlato:
Elevare l’importanza della preghiera
Che cosa indica il termine “Modeh Ani” in ebraico?
Che cos’è più importante, il lavoro o la preghiera?