Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

La Correlazione tra Connessione e Divulgazione

Domanda: Qual è la correlazione tra connessione e divulgazione?

Risposta: Prima di tutto, bisogna impegnarsi nella connessione. In secondo luogo, è necessario impegnarsi nella divulgazione affinché questa aiuti la connessione, perché la connessione è la cosa più importante.

D’altro canto, non vi potete unire se non divulgate, poiché stando insieme ci si indirizza verso un unico obiettivo. Non puoi pensare a te stesso senza pensare al mondo, poiché esisti in modo tale che attraverso di te la forza della connessione arriverà al mondo.

Quindi, non sperare affatto di trovare l’unità senza lavorare con il mondo. Sei obbligato a lavorare con esso, non solo per attirare le persone ai campus [alle lezioni di Kabbalah], ma per far conoscere loro la necessità della connessione.

In questo modo, quando ti ascolteranno almeno una volta, saranno inclusi automaticamente nel tuo messaggio anche se non lo conoscono. Se hai un contatto con loro, ecco che questo campo che tu hai risvegliato passa anche attraverso di loro.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/08/19, “Domande e Risposte”

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Una correzione tempestiva

Domanda: Cosa significa correzione tempestiva nell’ambito del tempo assegnato?

Risposta: La correzione tempestiva consiste nell’indurre la nostra anima ad ascendere in modo che ciò inneschi l’illuminazione che la riempirà. In questo modo, saliamo continuamente, e la nostra ascesa sarà per il bene del Creatore.

Domanda: Cosa dovrebbe provare una persona dopo la correzione? Di che cosa dovrebbe rendersi conto?

Risposta: Nella misura in cui si corregge, una persona deve essere consapevole di ciò che ha corretto e del suo stato rispetto al Creatore e a tutti gli esseri creati. Questo è il suo merito. Dovrebbe sentirlo e, di conseguenza, ringraziare il Creatore per averle concesso tali doni.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 17/11/24, Scritti di Rabash “Abramo si è alzato”

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Incorporarsi negli altri

Domanda: Come avviene la transizione dal lavoro interiore individuale al lavoro interiore con la decina?

Risposta: Una persona inizia a sentire di non esistere in modo indipendente. Esiste solo come una particella elementare senza il diritto all’esistenza spirituale, che è al di sopra dell’egoismo.

Essere al di sopra dell’egoismo significa includere se stessi negli altri che sono stati creati specificamente come se fossero al di fuori di se stessi, attraverso la frantumazione del singolo Kli, in modo che una persona possa coltivare dentro di sé la qualità di passare da un io egoistico a qualità altruistiche. Questa è l’essenza del nostro metodo.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/08/19, “Domande e risposte”

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Imparare le Qualità dei Saggi

Domanda: Come fa il corpo a imparare le qualità del saggio? In che modo possiamo agevolare tale apprendimento?

Risposta: Per aiutare il corpo cerchiamo di unirci e di elevare una preghiera collettiva. In questo modo attiriamo la luce superiore che ci corregge.

Domanda: Possiamo supporre che un piccolo annullamento di noi stessi ci dia la forza per il successivo annullamento un pò più consistente?

Risposta: Sì, succede sempre così. Per questo non ci fermiamo mai, ma continuiamo a chiarire anche i problemi più insignificanti.

Domanda:Come possiamo elevarci al di sopra della mente e della ragione per imparare la qualità dei saggi?

Risposta: Soltanto insieme attraverso una preghiera collettiva al Bore.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah 17/11/24, Scritti di Rabash “Abraham si innalzò”

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Comprendere Il Libro dello Zohar

Domanda: Durante le lezioni su Il Libro dello Zohar, mi trovavo a casa davanti al computer. Leggerlo insieme a tutti mi influenzava profondamente. Ora non ho questa possibilità perché a quell’ora sono al lavoro o in viaggio. Cosa dovrei fare quando sono da solo durante la lettura dello Zohar?

Risposta: Ascolta in qualsiasi stato. Semplicemente ascolta.

Commento: Ma le immagini che emergono dallo Zohar mi disturbano, e ho bisogno di un coinvolgimento interiore, non solo di ascoltare.

La mia risposta: Prova a comprendere cosa dice lo Zohar sugli stati spirituali del gruppo. Dopotutto, tutta la Kabbalah parla esclusivamente degli stati spirituali della decina, incluso, ovviamente, Il Libro dello Zohar.

Domanda: Devo impegnarmi e riflettere su ciò che dice lo Zohar cercando di evitare di raffigurami immagini fisiche?

Risposta: No. Devi resistere ed evitare di raffigurarti immagini fisiche. Al contrario, tutto deve essere trasformato in immagini spirituali, giuste o sbagliate che siano, ma il semplice fatto di resistere alla rappresentazione materiale sarà una tua grande vittoria.

 

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 28/08/19, “Domande e Risposte”

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I frutti nel lavoro spirituale

L’albero che porta frutti è un segno di Kedusha, mentre quello che non porta frutti è un segno di Tuma‘a ed è chiamato “discepolo saggio indecente”.

Questo è quanto è scritto: “Il frutto di un giusto, un albero di vita”. Quali sono i frutti di un giusto? Le mitzvot [precetti] e le buone azioni (Rabash, Note assortite, 883, “L’uomo è l’albero del campo – 1”).

Domanda: Qual è “l’albero da frutto” della decina che porta frutti a tempo debito?

Risposta: È un albero che assorbe molta acqua e, quindi, cresce in un buon terreno e in un buon posto e produce molti frutti pregiati.

Domanda: Come ce ne prendiamo cura per raggiungere il grado corretto?

Risposta: Innaffiando per tempo e tagliando i rami secchi. La cura degli alberi da giardino richiede molto lavoro. Alla fine avrete un albero fruttuoso che vi nutrirà bene.

Domanda: Quali sono i frutti del lavoro spirituale?

Risposta: Le nostre qualità corrette.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabalah del 28/10/24, Scritti di Rabash “L’uomo è l’albero del campo – 1”.

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Come evitare il male e fare il bene?

Domanda: Se una persona prova sofferenza, ma non vede un ambito da cui trarre piacere, cosa deve fare, dove può andare e come può evitare il male e fare il bene?

Risposta: Che si allontani dal male il più possibile e si avvicini al bene, e poi vedrà dove il Creatore vuole condurla.

Domanda: Sento soprattutto il bisogno di una  buona connessione con la gente, ma allo stesso tempo sento la resistenza e l’incapacità di connettermi. Sono due sensazioni completamente opposte. Devo superare questa distanza e raggiungere uno stato di unificazione quando voglio, posso e ne ho bisogno?

Risposta: Vuoi trovare il punto giusto e precipitarti lì all’istante. Questo non funzionerà. È necessario farlo gradualmente.

Domanda: Cosa ci aiuterà a resistere a questa ampiezza di sensazioni opposte, a questa distanza che cresce solamente?

Risposta: Il fatto che tu cerchi di essere in uno stato di equilibrio interiore. Questo indica la crescita dell’anima.

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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 10/9/24, Scritti di Rabash “Cerca la pace e perseguila”.

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Risultati degli sforzi

Domanda: Che cosa significa che “il giusto stesso è tenuto a sapere che la sua discendenza deve essere fondata sulle buone azioni”?

Risposta: Devono vedere i risultati dei loro sforzi.

Questi risultati si riflettono nell’unità che emerge grazie agli sforzi di chi è giusto in mezzo a voi e nella sensazione che dobbiate rimanere coesi in queste relazioni.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 28/10/24, Scritti di Rabash “Noè era un uomo giusto”

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Entrare in acque calme

Domanda: Metaforicamente, l’arca è il desiderio di dazione in cui investiamo i nostri sforzi per unirci. Che cosa mettiamo nel suo interno? Come lo plasmiamo nel modo giusto?

Risposta: Portiamo solo le nostre buone connessioni e il nostro atteggiamento corretto verso ciò che dobbiamo rivelare.

Domanda: Lo stato nell’arca durante il diluvio è temporaneo o dobbiamo abituarci all’idea che questo sarà il nostro stato permanente?

Risposta: No, è uno stato che dura poco. Dobbiamo attraversarlo per entrare in acque calme.

Domanda: Come si fa a superare le onde più alte nella decina per raggiungere l’obiettivo?

Risposta: Più le onde sono alte, più ne abbiamo paura; perciò dobbiamo essere più vicini e tenerci stretti l’uno all’altro, così non dovremo temere nessuna prova nel mare.

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Dalla Lezione quotidiana di Cabala del 31/10/24, Scritti di Rabash “Gopher Wood”

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Di cosa dobbiamo prenderci cura nella decina?

Domanda: In che modo una persona distingue tra la luce di Hochma e la luce di Hassadim nel suo lavoro interiore?

Risposta: La differenza sta nel vaso stesso, nel desiderio stesso: o mi sforzo di essere nella luce di Hochma o di essere nella luce di Hassadim. Sono cose opposte: riceviamo la luce di Hochma nei vasi di ricezione, mentre la luce di Hassadim la riceviamo nei vasi di dazione.

Dobbiamo sforzarci di creare un tale stato di connessione tra noi, nel quale sia la luce di Hochma che la luce di Hassadim ci riempiranno e saremo in grado di trattenerle dentro di noi.

Domanda: Cosa significa riempire una persona con la luce di Hassadim?

Risposta: Significa che la allontaniamo dal ricevere in modo che rimanga nella qualità della dazione in ogni momento.

Domanda: Nella decina cerchiamo di donare ai nostri amici e chiediamo al Creatore di concederci questa qualità. A che punto possiamo iniziare a preoccuparci dei vasi di ricezione?

Risposta: Una persona non deve concentrarsi sui propri vasi di ricezione. Dobbiamo preoccuparci solo di come donare ai nostri amici. Nel farlo, ci correggeremo fino al punto in cui i nostri vasi diventeranno interamente vasi di dazione.

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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 31/10/24, Scritti di Rabash “Gopher Wood”

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