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Calpestare un pianeta sconosciuto

Domanda: In cosa si differenzia la Kabbalah dalla psicologia, che anche insegna alle persone a connettersi le une alle altre?

Risposta: Nella sua parte pratica dello studio la psicologia va bene e si include nella Kabbalah. La saggezza della Kabbalah contiene tutta la conoscenza sulla natura di questo mondo. Essa parla di tutto quello che succede dal principio alla fine della creazione e per questa ragione include in sé tutte le scienze di questo mondo. Solo che la Kabbalah non le descrive in dettaglio poiché questo non è il suo obbiettivo.

La psicologia, come osservazione pratica di certi tipi di comportamenti nel nostro mondo, è stata corretta fino al giorno d’ oggi; però adesso la sua abilità di mantenere la linea è discutibile, poiché stiamo entrando in un nuovo mondo completamente globale. Un sistema globale sta cominciando ad agire su di noi, ed esso non considera ogni individuo separatamente o la sua relazione personale con l’ altro, ma accede a tutti in connessione con tutti.

Noi non sappiamo come avvicinare il mondo in questa maniera. Non abbiamo una scienza che possa spiegare questo approccio verso di noi.

Non potremmo sviluppare una scienza su un comportamento di sistemi analoghi e globali e sulle leggi dell’ esistenza di tutti i suoi componenti perché noi, dal canto nostro, saremmo differenti dentro. Una persona può sviluppare solo le forme presenti dentro di sé, dentro la sua natura;

però, se non sento la mia connessione con gli altri, non sono capace di sviluppare una scienza in merito. Questo è il problema! Adesso stiamo entrando in un mondo del quale non sappiamo niente, assolutamente niente! E non scopriremo niente su di esso fin quando, organicamente, non ci sentiremo connessi a tutti.

Così, adesso risulta che solo i kabbalisti sono capaci di sviluppare una scienza per noi al di sopra di questa realtà ordinaria e terrena che adesso sta cominciando a rivelarsi in noi ed a nessun altro. Tutti gli altri sembreranno essere completamente indifesi e non sapranno cosa fare con tutti i problemi e le catastrofi che vivranno. Gli specialisti non saranno capaci di offrire niente, tantomeno gli psicologi, i fisici, i matematici ed i biologi.

All’ improvviso cominceremo a renderci conto che la nostra scienza attuale, con tutto il suo desiderio, smetterà lentamente di funzionare in questo nuovo stato. Ciò è dovuto al fatto che una nuova rete integrale di forze sta agendo in noi, la quale prende in considerazione la connessione generale di ognuno con tutti.

Capisci la difficile situazione nella quale ci troviamo? È per questo che abbiamo bisogno di diffondere la scienza della Kabbalah il più rapidamente possibile, affinché le persone si rendano conto di cosa hanno davanti. Se ci fosse solo un piccolo impulso in avanti, una quantità minima di accordo e comprensione, per lo meno una certa conoscenza e desiderio di capire, questo cambierebbe tutto il quadro e la vita sarebbe più facile per il mondo.

Adesso un tifone si avvicina all’ Australia e cosa possono fare le persone? Piangere soltanto! Stanno cercando di fortificare le abitazioni, di mettere più chiodi nelle pareti, ma questo li aiuterà davvero contro la furia di questi elementi?
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.02.2011, “Lo studio della Saggezza della Kabbalah”)

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Ogni momento ha la sua ragione

La realizzazione spirituale viene molto lentamente, perché è la manifestazione di una nuova struttura all’ interno di una persona. Non possiamo neppure immaginare cosa significhi acquisire una seconda natura. Questo non esiste e non è mai esistito nel nostro mondo ed in tutto l’ Universo, non è successo mai nel corso di tutta la storia.

La natura che acquisiamo si costruisce in maniera molto graduale, sulla base di molti dettagli e degli stati individuali che appaiono dentro di noi. È il lavoro lento ed incessante della rigorosa Luce Superiore su di noi.

C’ è un pericolo latente nel processo della realizzazione spirituale, per il quale ha luogo un grande lavoro nella preparazione delle proprietà spirituali all’interno dell’ uomo. Questo rappresenta letteralmente una nuova nascita.

Però, non solo stiamo nascendo addizionalmente nel mondo spirituale, ma abbiamo bisogno di attraversare dei cambiamenti in tutti i livelli del nostro desiderio: 0 (Shoresh, radice), 1 (Alef), 2 (Bet), 3 (Ghimel), 4 (Dalet). Solo allora sentiremo che ci sta succedendo qualcosa. Fino a quest’ ultimo livello, il 4° (Dalet), tutto avviene per noi in maniera poco chiara e nascosta.

È come se andassimo dal punto zero della creazione allo stato in cui il nostro desiderio per la spiritualità comincia leggermente a risvegliarsi. Questo non è neppure il desiderio reale, è una certa comprensione di questo desiderio, una separazione di ciò che esiste adesso in noi. Al principio, questo avviene nelle sensazioni e nella mente della persona. È così che la Luce superiore ci influenza.

Per questa ragione, è poco realista sperare che tutto avvenga in un secondo, a prescindere dal fatto che deve essere desiderato con tutte le forze. In altre parole, ogni momento deve essere l’ ultimo e se non ha avuto successo, lascia che inizi il momento successivo.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 26.11.2010, Baal HaSulam, Lettera 52)

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.02.2011

Scritti di Rabash, Articolo 29
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Il Libro dello Zohar: Punto 225, Art. “Il Settimo Comandamento”, Punto 228, Art. “L’ ottavo Comandamento”, Lezione 3
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Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 82, Lez. 48
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Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot, Lezione 4
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Come chiedere

Domanda: Come so che la mia richiesta al Creatore viene dal posto corretto? Sono realmente lì dove è permesso chiedere?

Risposta: La mia richiesta è valida se sento che è contraria al mio desiderio, se posso elevarmi al di sopra di esso e chiedere dal profondo del mio cuore, e se posso beneficiare dell’ azione che è contraria al mio desiderio iniziale.

L’ accoppiamento di colpo (Zivùg di Hakaà) avviene nello stato in cui, internamente sento che voglio compiacermi, però al di sopra di questo, sento che la mia azione si oppone a questo desiderio. Beneficio della mia abilità di resistergli. Dopo, questo piacere, non è per me, è come se mi rifiutassi di rubare. Ciò che importa qui è fino a che grado mi associo con gli amici e attraverso di loro, con il Creatore.

Se sono disposto ad organizzare un’azione interna, allora sono vicino all’ atto della dazione e questo è ciò che mi da soddisfazione, la quale non è certamente diretta a me.
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(Dalla 1°parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 04.02.2011, Scritti del Rabash)

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Una ricetta per la felicità? Grazie, anzi no!

Domanda: Può la Kabbalah aiutare una persona a trovare la reciproca comprensione tra uomo e donna o aggiustare le relazioni nelle famiglie o al lavoro?

Risposta: No, non si può creare una bella vita per se stessi in questo mondo con l’ aiuto della scienza della Kabbalah. Una vita bella giunge come risultato dell’ utilizzo di tutta la negatività che ci viene rivelata al fine di ottenere l’ amore per il prossimo e l’ amore per il Creatore. Allora i desideri nei quali ci sentiamo male non si manifesteranno più in noi. La scienza della Kabbalah non mente alle persone! Non si tratta di psicologia o di ciarlataneria; non è misticismo o l’utilizzo di strumenti magici per migliorare le nostre vite!

La Kabbalah dice che il male che ci viene rivelato ha uno scopo da raggiungere. Serve a spingerci verso la correzione. Non si devono annullare i desideri nei quali ci sentiamo male ma, invece, dobbiamo ammettere che questi desideri sono il male perché provocano il nostro odio verso il prossimo, e quando correggeremo l’ odio con l’ amore, saremo in grado di godere dell’ amore per il prossimo e allora i desideri negativi non ci verranno più rivelati.

Se si vuole creare una famiglia o si è già sposati o fidanzati e ci sono dei dissapori, dell’ animosità o delle incomprensioni tra la coppia, queste incomprensioni non si possono correggere senza aver corretto il nostro atteggiamento verso la creazione ed il Creatore. Il Creatore è in mezzo: “Marito e moglie, e la Shechina tra loro”

Per il momento la Shechina è ancora in esilio. Viene rivelata come una forza negativa e dannosa, la forza dell’ odio reciproco che ci mette gli uni contro gli altri. Il Creatore fa così di proposito in modo da non farci connettere al precedente livello animale, al modo in cui l’ animale femmina di unisce all’ animale maschio al fine di procreare, ma per provocare l’ unione di due anime in un’ anima sola e rivelare la forza comune della dazione che ci connette insieme.

Se siamo capaci di correggere le relazioni in questo modo, diventeremo veramente una famiglia. Altrimenti non saremo in grado di farlo. La Kabbalah non ci dà spinte, soluzioni, o medicine per il nostro stato attuale, ma ci eleva in un nuovo stato dove saremo capaci di essere felici, avere successo e sentirci perfetti.

Tutta la sofferenza, i problemi, ed i colpi sono presenti nel nostro mondo non per portare pace e perfezione al mondo stesso, ma per elevarci al di sopra del nostro mondo. Altrimenti è uguale alla costruzione del regime comunista russo. Se facciamo qualcosa non per il bene del Creatore, cioè non per raggiungere la dazione assoluta, allora non conquisteremo niente.

Io mi sento male, ho dei problemi con la mia famiglia, al lavoro, con i miei figli, con la salute, e voglio avere successo in tutti questi campi. La Kabbalah dice che mi sentirò bene? Allora va bene, sono d’accordo a studiare la Kabbalah! Per farlo devo donare agli altri? Allora sono anche disposto a donare agli altri – qualsiasi cosa pur di sentirmi bene.

Questo è ciò che si chiama Lo Lishma (non per il bene del Creatore). Questo significa che conosciamo il metodo e che vogliamo metterlo in pratica per il bene di tutti in modo che anche noi ci sentiremo bene. Ora tutto dipende in quale proporzione siamo disposti a donare agli altri per migliorare il nostro stato.

All’ inizio è l’1% per gli altri ed il 99% per noi. Poi è l’opposto: il 99% per gli altri e l’1% per noi finché non acquistiamo la forza che rende capaci di non volere nulla per noi stessi. “Non mi interessa cosa mi succede, voglio donare agli altri.” Questo è ciò che si chiama “donare per il bene della dazione.”

Così facendo, non saremo mai capaci di ritornare ad una vera vita materiale di successo. Tutti i metodi che dicono di poter raggiungere questa condizione di vita stanno mentendo, e la Kabbalah ci dice fin dal principio che questo è impossibile perché tutto il male che c’è in questa vita esiste per elevarci ad un nuovo livello.

Perciò, se applichiamo la scienza della Kabbalah per migliorare questa vita e incominciamo a vendere dell’acqua benedetta o i fili rossi, allora diventerà un veleno mortale. Dobbiamo comprendere che la ragione dello stato generale in cui si trova il mondo sta nella necessità di elevarci, non di migliorare la nostra situazione. Questa è la differenza tra la Kabbalah e gli altri metodi.

Quindi, se qualcuno vi promette una bella vita in questo mondo, o la salute o la felicità nella vostra vita personale, non credeteci – è una bugia e va contro la natura! La natura desidera elevarci al livello “umano”. E quando si aspira a questo stato, tutto arriva al posto giusto nel modo più sorprendente possibile!
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(Dalla 4 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011 “L’ essenza della saggezza della Kabbalah.”)

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La debolezza non è un vizio

Domanda: A volte durante la lezione, facciamo domande che dimostrano la nostra debolezza, che non stiamo avanzando, né che abbiamo successo come si sperava. Vedo che lei non rifiuta queste domande, anzi cerca di rispondere sempre.

Risposta: Noi studiamo che quanto più una persona avanza, tanto più inutile, impotente e piccola si sente. Non ti vergognare, perché noi non ci compariamo ai galli nel pollaio, ma al Creatore.

Se sono nel pollaio, allora mi sento un eroe; ma se il Creatore mi si rivela, è quasi naturale che mi sottometta. Non c’ è vergogna in questo. Non posso giudicare queste cose, né ignorare una persona se mi dice che è debole. Io ho molta familiarità con questi stati. In questo momento la debolezza non è un problema, al contrario, la debolezza è la realizzazione di noi stessi nella nostra forma più autentica, sul fondo della Luce Superiore.

Però nasce una domanda: resta in una persona il desiderio di raggiungere la meta nel momento in cui ha perso la fede nella sua forza e desidera ancora acquisirla con passione? È qui che una persona chiede aiuto correttamente.

Ovviamente, tutto il mondo deve sperimentarlo individualmente, oltre a spiegare a tutti i nostri amici in tutto il mondo che il raggiungimento dell’ umiltà personale e la coscienza del valore dello scopo, sono due condizioni imprescindibili per attraversare il Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità).
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(Dal discorso sul lavoro spirituale del 17.01.2010)

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Scritti di Rabash, Articolo 14
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Prova di lealtà

L’ articolo del Rabash, Shlavey HaSulam (I gradini della scala) “la preghiera di molti”: E’ scritto nel sacro Zohar (Beshalach (Quando il Faraone lascia) e nel commentario di Sulam, paragrafo 11), “E lei disse ‘Io abito in mezzo alla mia gente.’ Egli domanda, ‘Cosa significa?’ Egli replica, ‘Quando Din è presente nel mondo, l’ uomo non dovrebbe separarsi dalla collettività e restare solo perché quando Din è presente nel mondo, coloro che sono riconosciuti essere soli vengono presi per primi, anche se sono dei giusti.

Noi entriamo in contatto con la forza superiore attraverso lo Zohar. Ci è stato detto come metterci in sintonia con noi stessi per comprendere questa forza, che ci porta alla sua percezione, alla sua rivelazione. “Din” è una delle sue manifestazioni sotto forma di giustizia. La trasgressione di un uomo o di tutti gli uomini richiama una corrispondente azione reciproca. In nessun caso l’ uomo dovrebbe separarsi dalla società che ha intorno.

Come avviene tutto questo? Delle sensazioni e delle azioni diverse vengono evocate in noi. Questo mi dà l’opportunità di restare nella società, comunque e nonostante queste difficoltà e sensazioni, anche se, separandomi da questa società, mi sentirei immediatamente bene ed eviterei di avere dei problemi. Tutti vengono puniti, ma io posso farmi da parte. Mi dicono anche: “Puoi farti da parte, questo non ti riguarda.”

E ancora, anche se i giusti non hanno peccato insieme agli altri, essi sono giudicati per primi quando si separano dagli altri. In altre parole, l’ uomo viene testato in questo modo per vedere se vuole entrare nell’egoismo di questo mondo e restare nel suo comodo stato “borghese”, o se invece è disposto a restare insieme agli altri in un unico gruppo, anche se questo non lo fa stare bene, per il bene di conseguire il mondo superiore.

Dunque, l’ uomo non dovrebbe mai allontanarsi dagli altri uomini perché la misericordia del Creatore si trova sempre tra tutti gli uomini insieme. Questa è la ragione per cui è detto, ‘Io abito in mezzo alla mia gente, e non desidero dividermi da loro.’

L’ atteggiamento della forza superiore si manifesta sempre verso gli uomini insieme e mai verso gli individui singolarmente. “In mezzo alla mia gente” significa in mezzo a coloro che vogliono stare insieme.

Dobbiamo prendere in considerazione questo concetto. Quando ci troviamo nel gruppo, ed incominciamo a sentire delle frizioni diverse, delle azioni egoistiche, abbiamo bisogno di comprendere che “si sta giocando con noi” per una ragione. Se, nonostante questi “giochi” (ogni volta ed in ogni momento), fossimo comunque in grado di unirci insieme, ci innalzeremmo verso l’ alto.

Ma se lasciassimo perdere e ci allontanassimo dai problemi, rifiutandoci di risolverli invece di innalzarci al di sopra di essi attraverso l’ unione, in modo naturale ci ritroveremmo ancora una volta sommersi dalla nostra vita quotidiana e smetteremmo di comprendere ciò che la Kabbalah ci dice.
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(Dalla seconda Lezione di Mosca del 6.01.2011, “la preghiera dei molti”)

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