Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Andare avanti secondo la tabella di marcia

L’ articolo del Rabash, Shlavey HaSulam (I gradini della scala), “Che cos’ è la proibizione nel lavoro di rendere i propri saluti prima che l’uomo abbia ossequiato il Creatore?”: L’uomo deve servire il Creatore e cercare sempre i modi renderLo felice in modo che il Creatore possa essere contento delle sue azioni.

E’ scritto: “Il Creatore si rallegrerà delle Sue azioni.” Questo perché le azioni del Creatore sono gli esseri creati che Gli daranno gioia.

Dobbiamo lavorare al di sopra del desiderio per il piacere. Tutto quello che succede in questo desiderio riguarda i livelli inanimato, vegetativo ed animato del nostro mondo, cioè la psicologia materialistica. Qui, noi stabiliamo se ciò che percepiamo è dolce o amaro e, anche se vogliamo innalzarci più in alto, non abbiamo la forza per farlo. Non siamo neanche consapevoli che qualcosa di più elevato esista.

Un uomo acquista la consapevolezza della sua battaglia interiore con l’ egoismo solo dopo un lungo lavoro. Egli si ritrova in mezzo ad un dilemma: il Creatore o un calcolo egoistico, ed egli è lacerato nel mezzo. Allora, dall’”altalena” che si è manifestata nel suo desiderio di ricevere piacere, l’ uomo si eleva ad un’ “altalena” più alta, lo stato di scelta a cui ci si riferisca come “Klipat Noga (il guscio di Noga).”

Questo succede quando i continui calcoli tra le tenebre e la Luce che avvengono nel suo desiderio egoistico finiscono. Ora, la “Luce” si ha quando, indipendentemente dal suo desiderio, l’uomo sente che il Creatore lo sta cambiando, “lavora” su di lui, libera il suo animo dalla sua natura, e lo aiuta ad innalzarsi al di sopra del suo egoismo.

Il Creatore fa uscire l’uomo dai calcoli del suo vantaggio personale, ed Egli gode delle Sue azioni. Noi siamo le azioni del Creatore, il Suo lavoro. Il Creatore è felice a cambiarci.

Questa è la ragione per cui l’ uomo deve essere pronto a “sacrificare” se stesso, in altre parole, ad avvicinarsi, “ad entrare nella stanza dei bottoni”, e affidarsi al lavoro che il Creatore compie su di lui. In questo modo, l’ uomo arriva alla verità.
[33469]

(Dalla 1a. parte della lezione quotidiana del 23.01.2011, gli scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Tu lo hai ottenuto, adesso passalo!
Laitman blog: Saggio amore

Un nuovo “Computer” in ogni grado

Ascendendo i gradi spirituali, sperimentiamo diversi stati contraddittori, confusi, nei quali non capiamo niente. Succede che ti senti come se avessi perso la testa. Dopotutto, quando passi da uno stato all’ altro, desideri i cambiamenti.

La mente viene acquisita insieme al desiderio, serve solo questo. Quanto più grande è il desiderio, tanto più cresce la tua mente per servirlo, per aiutare a soddisfarlo. Noi operiamo in questo modo.

Quando un tuo desiderio viene rimpiazzato da un altro, acquisisci un nuovo desiderio e la tua mente precedente scompare. Tra i gradi senti come se tutta l’ informazione fosse stata cancellata dal tuo “computer” e non sai più come operare. Si dice che il Baal Shem Tov dimenticasse anche le lettere e doveva imparare a leggere “da zero”.

Questo è uno stato speciale. In questo modo viene mostrato all’ uomo che è solo una macchina. Un desiderio scompare, la memoria scompare e senti che non sai più come fare i movimenti delle mani o più semplicemente delle gambe, e neanche a parlarne di ricordare i nomi delle persone o delle cose che succedono intorno a te.

Ciò può sembrare un’anomalia mentale, ma allo stesso tempo una persona capisce e sente che tutto questo sta succedendo a lei, come se si analizzasse dall’ esterno. C’ è un punto nel quale senti: “Questo sta succedendo a me! Guardami! Proprio ora sono un vaso vuoto che manca delle sensazioni e della mente! Riceverò una nuova sensazione ed una nuova mente!”.

Questo è un rimpiazzo assoluto. Acquisisci un nuovo “computer” ed hai bisogno di riempirlo con nuovi programmi; tutto deve essere fatto da capo. È così che avanziamo.
[30691]

(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011, Scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Laitman blog: Internet: La Forza Superiore nascosta nell’ unità
Laitman blog: Internet è l’unico mezzo per connetterci

Lezione quotidiana di Kabbalah – 15.02.2011

Scritti di Rabash, Shlavei HaSulam, 2, Pag. 943
Video / Audio

Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot
Video / Audio

Istruzioni: Come “Formattare” un recettore spirituale

La Kabbalah si rivela a tutte le persone individualmente e a tutta l’ umanità, con il fine di rispondere alle sue domande. Alla gente non importa la teoria, la quantità di angeli nel cielo o i Partzufim superiori; si preoccupa solo di una cosa: ha bisogno di riempire i suoi desideri, ed eventualmente, sentirà che la Kabbalah sembra avere una risposta.

Oggi la gente non sa quello che vuole, però mentre divulghiamo la Kabbalah, abbiamo bisogno di spiegare alle persone dove possono trovare quello che cercano. È come una madre che può sentire ciò di cui un figlio ha bisogno solo guardandolo, cosa è buono e cosa è cattivo per lui. Lei sa perché piange, di cosa ha bisogno e dove gli fa male.

Abbiamo bisogno di sentire l’ umanità allo stesso modo, di prevenire i colpi e mentre questo desiderio cresce, di cominciare a svilupparlo un po’ in avanti per dirigerlo verso la bontà ed evitare la sofferenza. Non c’ è bisogno di aspettare che si manifesti una terribile fame nera e faccia soffrire le persone. Abbiamo bisogno di fornire loro il riempimento anzitempo. Lasciamo che provino e vedano! Abbiamo bisogno di spiegare loro dove si dirige il loro desiderio. A questo si riferisce la divulgazione della Kabbalah.

Tutti coloro che adesso sono soddisfatti delle loro vite, hanno bisogno di stare soli; il resto necessita della spiegazione su dove può riempire questo vuoto che sente. Le persone hanno bisogno di capire che adesso, in loro, si sta rivelando un desiderio speciale.

Adesso questo manca di forma. Ha bisogno di essere “formattato” e “connesso” con un nuovo programma o sistema, come un disco del computer che alla fine è semplicemente un pezzo di metallo o di plastica morta ed abbiamo bisogno “di riportarlo alla vita” per poter imparare a lavorare con i programmi ed i dati. Allora potremo utilizzare questo nuovo desiderio.

Per poter fare tutto questo, abbiamo bisogno di una forza speciale che riceviamo attraverso i nostri sforzi nel gruppo, nello studio ed ascoltando il maestro. In questa maniera ci “riformatteremo” gradualmente e con questo sviluppo cominciamo ad adottare la nuova informazione spirituale che ci riempie e ci aiuta a trovare il nostro orientamento nella vita.
[33594]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011, “La saggezza della Kabbalah e la sua essenza”)

Materiale correlato:

Laitman blog: La saga dei desideri
Laitman blog: Come soddisfare i desideri degli altri

Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.02.2011

Scritti di Rabash: Articolo 9
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Punto 207, Art. “Il Terzo Comandamento”, Lezione 2
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Punto 208, Art. “Il Quarto Comandamento”, Lezione 1
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 79, Lez. 45
Video / Audio

Essenza della Saggezza della Kabbalah: “ Nomi estranei allo spirito umano”, Lezione 11
Video / Audio

Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.02.2011

Scritti di Rabash, Articolo 19
Video / Audio

Il Libro dello Zohar: Punto 203, Art. “Il Secondo Comandamento”, Lezione 2
Video / Audio

Talmud Eser Sefirot, Parte 8, Punto 77, Lez. 44
Video / Audio

Essenza della Saggezza della Kabbalah: “Trasferimento da un Saggio Kabbalista a un ricevente che comprende”, Lezione 10
Video / Audio

Prima che un viaggio all’ inferno sia programmato …

Noi siamo attualmente in uno stato transitorio, ma alla fine, sarà possibile offrire all’ uomo tutto quello che lui può solo sognare, ma non vorrà questa vita da fiaba. Lui la percepirà come se lo tagliasse fuori dalla realtà, come le droghe. Questa lo ripugnerebbe; il suo desiderio interiore sarà tale che non sarà più capace di vivere così.

Poi, la vita gli sembrerà peggiore della morte. Non saprà cosa fare di se stesso e ciò non dipenderà dalla persona. Questo nuovo tipo di bramosia che nasce nell’uomo non può essere scacciato con le droghe, l’alcool o qualunque dei piaceri di questo mondo, come il cibo, il sesso, la famiglia, o i viaggi, che sono diventati così popolari durante gli scorsi anni. Tutto questo svanirà gradualmente. La gente si sazierà oltremodo con tutto questo materialismo e sarà incapace di continuare a vivere così.

Persino oggi, la gente non sa cosa altro pensare. C’ è un’ escursione al Polo Nord. Tu arrivi lì, ti guardi intorno, e poi riparti immediatamente poiché non c’è niente altro da fare lì. La gente non vorrà più niente di questo. In seguito, la saggezza della Kabbalah si presenterà e dirà: “Grande, abbiamo finalmente esaurito le opportunità offerte da questo mondo, abbiamo raggiunto il limite della materialità!”.

Il mondo è definito dalle domande dell’uomo. Se lui si sta interrogando su cosa esiste al di sopra dei limiti di questo mondo, significa che abbiamo già raggiunto i suoi limiti, che abbiamo sbattuto la testa contro il tetto. Adesso, abbiamo bisogno di andare al piano superiore, di andare più lontano. È qui che la scienza della Kabbalah viene rivelata, poiché solo essa può elevarci al di sopra del tetto.

La legge della natura lavora qui, e non dipende né da me né da te, né da chiunque altro. Ci sono due vie: la via della Luce e quella della sofferenza. Entrambe sono adesso di fronte a te. Tu sei fermo ad un incrocio ed hai bisogno di scegliere una di queste due vie; decidi tu.

La Kabbalah è l’ unica soluzione, poiché non saremo più in grado di domare il nostro desiderio egoista con qualche altro metodo. Il nostro desiderio egoista è cresciuto costantemente e adesso ha raggiunto il tetto di questo mondo, come una pasta che cresce che ha raggiunto il coperchio e adesso sta debordando al di fuori del recipiente.

Non sarai capace di rimettere dentro questa pasta e tutti lo capiranno bene da adesso. Nessuno sa cosa fare. Ecco perché i governi stanno facendo dei meeting e si stanno unendo nei loro tentativi di nascondere questi problemi, semplicemente perché non sanno cosa fare. Questo è il momento perfetto per la circolazione della Kabbalah.
[33597]

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011, “L’ Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

Materiale correlato:

Laitman blog: Il muro interno
Laitman blog: Tutti cambiamenti iniziano nell’ interiorità

Lavora con la resistenza

Domanda: Lei ha detto che non dobbiamo sopprimere l’ ego, ma anzi aumentare il segno positivo. Cosa vuol dire con questo?

Risposta: Ciò si riferisce ad una persona che va lungo il cammino della spiritualità ed è parte di un gruppo di kabbalisti. Allora questa, quando cade, come può ingrandirsi in seguito agli effetti negativi?

Quando mi sento male, prendo una pastiglia e quando sono di cattivo umore, vado a ballare; però, facendo queste cose, non sopprimo o diminuisco minimamente il mio ego. Se ti senti male, riconoscilo come un fatto, ma non arrenderti. Non sei tu! È solo un po’ di più del tuo egoismo che ti si mostra. Non prenderla in maniera personale.

La negatività si evolve costantemente in una persona con il fine di sviluppare gli aspetti positivi. Allora, cosa è positivo? Non è l’ annichilimento dell’ egoismo , né il suo equilibrio a livello corporeo. In nessun modo dovrei compensare un segno negativo con un segno positivo terreno. Non importa quanto terribile possa essere la mia sensazione, io voglio compensare il negativo unicamente con un segno positivo spirituale. Al contrario, sarà come i “riformatori” del mondo.

In ogni caso, può essere che riducendolo, io non compensi gli effetti negativi. Dopotutto, mi viene dato volutamente, poiché non c’è niente di accidentale nella vita. Allora, cosa devo fare? Ho bisogno di aumentare le mie relazioni positive con il gruppo, con l’ ambiente adeguato. Perché? Perché tutto il mio futuro dipende dalla nostra inclusione comune in un sistema integrale.

Se l’ egoismo si sta sviluppando in me, allora questa è l’ unica decisione corretta. Il mio segno positivo risiede nel mio cammino verso il gruppo. Se in tutto me stesso emerge l’ egoismo, posso aumentare la mia connessione positiva con l’ ambiente, allora questa è davvero una forza altruista con la quale io equilibrio la forza egoista. Risulta così che compensando il segno negativo, mi elevo ad un livello superiore.

Allora, nasce certamente in me un nuovo segno negativo, e devo radicarmi di nuovo nel gruppo; però in quel momento, il gruppo mi sembra ancora peggiore: “idioti, stupidi di cuore duro”. “Ad ogni modo, non voglio niente di tutto questo, lasciatemi stare tranquillo”.

Così, gradualmente, la persona abbassa la testa, una volta e poi un’ altra e si rivolge all’ ambiente fino ad arrivare ad una connessione completa. La natura ci incita a fare lo stessa cosa affinché siamo uniti come un tutt’ uno. Pertanto, la crisi globale e la completa dipendenza reciproca, ci mostrano in che direzione dobbiamo correggerci.

Pertanto, siamo d’ accordo a non lavorare contro l’ egoismo, ma a lavorare con il fine di utilizzarlo correttamente. Come risultato, trasformiamo il segno negativo in un segno positivo. Al contrario, non ci riusciremo mai.

Il mio “io” è una resistenza, come quella necessaria per produrre la corrente elettrica. Meno ed inoltre creare la tensione che disegna le forme e la mia realtà. Pertanto, dopo essere arrivato ad un certo potenziale tra più e meno, comincio a vedere l’ immagine del mondo superiore nel mio “schermo”.
[34205]

(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.02.2011

Scritti di Rabash, Dargot HaSulam, Articolo 301
Video / Audio

Il Libro dello Zohar, Capitolo “Tzav” (Comando), Punto 182, Lezione 17
Video / Audio

Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Spiegazione dell’ articolo, Lezione 13
Video / Audio

Rav Yehuda Ashlag: Articolo “La Libertà”, Pagina 389, Lezione 13
Video / Audio

Valorizza ogni minuto

Ognuno di noi deve preoccuparsi che il suo tempo sia usato razionalmente. Non posso immaginare come possa essere possibile progredire in qualsiasi cosa senza un programma personale di lavoro. Affinché sia chiaro cosa fare, bisogna elaborare un programma per una settimana.

Devo fissarlo per me stesso e non ritirarmi da questo piano. Inoltre questo programma deve essere connesso con altri programmi del mio lavoro, affinché io sia vincolato in essi come un ingranaggio in un sistema.

Pertanto ogni minuto ed ogni mia ora devono essere programmati molto rigorosamente. Così, nella misura in cui ci si preoccupa per l’ esterno, affinché qualcosa di buono esca dal proprio lavoro per altre persone, nella stessa misura si progredisce nel proprio lavoro interiore.
[33006]

(Dal discorso sul lavoro spirituale del 17.12.2010)

Materiale correlato:

Laitman blog: La preparazione è la chiave del successo nello studio
Laitman blog: I due principi per il successo