Pubblicato nella 'Lavoro spirituale' Categoria

Le qualità del Sommo Sacerdote, Parte 1

Dr. Michael Laitman“Per diventare un sommo sacerdote, un Cohen doveva possedere cinque qualità.

Quali sono le qualità che un Cohen dovrebbe possedere per svolgere le funzioni del Primo Sacerdote?

1. La Saggezza è la prima e la principale proprietà.

Conducendo i servizi nel Tempio, il Primo Sacerdote rappresentava l’intera nazione. A tal fine, doveva essere grande nella Torà. (“Che sia Luce”, “Levitico,” “Emor”).

“Essere grande nella Torà, “significa utilizzare la Luce Superiore per correggere l’egoismo. Quando uno riceve la Luce di Hochma (Saggezza), non per il proprio bene, ma per il bene delle altre anime, egli si chiama “saggio”.

2. Aspetto piacevole.

Anche se sembra che l’aspetto esteriore non sia una qualità notevole, per rispetto al Creatore e al Tempio era richiesto che il Primo Sacerdote doveva essere di bell’ aspetto. “ (“Che sia Luce”, “Levitico,” “Emor“).

“Bell’ aspetto,” significa che le sue proprietà esterne sono dirette a vantaggio degli altri.

Dal punto di vista spirituale, un uomo è considerato “bello”, quando lui si illumina di luce. Non è il corpo che conta, ma le sue proprietà che sono di reale importanza. La Kabbalah descrive le proprietà di entrambi i desideri corretti e corrotti e i gradi della loro correzione.
[153416]

Da Kab.TV “I Misteri del Libro Eterno,” 20.05.2014

Materiale correlato:

Unita d’Israele: Il tempo sta scadendo
Passare avanti la Luce come in una catena

 

Il Linguaggio segreto del Creatore

Dr. Michael LaitmanNon c’è nessuno tranne Lui” è il concetto principale e più importante nella saggezza della Kabbalah e in generale nella vita di un uomo. Prima di tutto, è la base fondamentale di tutta la nostra visione della vita e della percezione della realtà poiché tutto deriva da una sola forza.

Spetta a noi sapere come rapportarci a ciò che Lui disegna dentro di noi, e a come Lui ci ha costruito in modo da farci pensare che è come se esistessimo dentro un corpo in una realtà esterna, come se i desideri e i pensieri fossero risvegliati in noi in ogni momento in modo che ci sembri che noi esistiamo mentre la realtà è qualcosa che abbiamo intorno.

Ma tutto questo è in complesso un disegno immaginario che non esiste veramente; è solamente a noi che sembra così. Attraverso il giusto atteggiamento verso la realtà e verso di noi, attraverso tutto quello che percepiamo dentro i nostri sensi, possiamo raggiungere la vera percezione del potere superiore. Scopriamo che Egli esiste e che di fatto è Lui che determina e modella tutto per noi.

“Non c’è nessuno tranne Lui”, significa che tutto ciò che percepisco arriva dal Potere Superiore, che disegna questo scenario per me. Spetta a me rapportarmi all’intera realtà che arriva da Lui.

Io me ne dimentico in ogni momento, ed ogni momento è un nuovo modo di percepire una nuova realtà come se io esistessi e l’ambiente circostante esistesse di per sé, senza derivare da alcuna sorgente esterna.

In ogni momento devo concentrare la mia percezione, la mia visione interiore, i miei pensieri e le mie sensazioni interiori, sul fatto che alla fine tutto questo si risveglia in conseguenza dell’influenza che la forza superiore ha su di me. Esiste un punto particolare dentro di me e questa forza disegna tutto il resto per me. Dentro questo punto io percepisco me stesso ed il mondo nel quale tutto ruota e si trasforma.

Io devo dire che tutto ciò che sento come un’interferenza che mi fa deviare dalla giusta percezione arriva dal Creatore e da “Non c’è nessuno tranne Lui”: solamente Lui crea questa realtà e mi confonde in ogni momento. Spetta a me dire che tutto questo è per il mio stesso bene. Il che vale a dire che tutto ciò che mi attira o che respingo, tutto ciò che entra nella mia strada, è Lui che organizza tutto in modo preciso affinché, in base a tutte queste interferenze, mi indirizzerò in ogni momento alla sola fonte che risveglia tutto dentro di me.

In questa guerra tra me ed il Creatore (che mi confonde sempre), incomincio a rapportarmi al mondo come se esistesse di per se stesso, per via delle varie persone che mi influenzano e che risvegliano in me varie impressione e oltre a questo io continuo a cambiare me stesso. In tutto questo, spetta a me vedere solamente Lui.

In questo modo chiarisco tutti i reshimot (i ricordi), nel senso dell’intera rappresentazione che compiono davanti a me e nella quale io partecipo. Se persisterò, chiarendomi al meglio possibile, mi sembrerà di avanzare. Ma non è vero; non avanzerò in questo modo.

E’ logico che se mi rapporterò al Creatore in questo modo, allora mi ritroverò in un conflitto, in opposizione a Lui; ci ritroveremo uno contro l’altro. E questo atteggiamento non è corretto. Infatti, il Creatore ha organizzato tutti questi stati per me di modo che io mi possa dirigere sempre verso di Lui. Sbaglierò, mi confonderò, e non ce la farò a restare sempre direzionato verso di Lui e sentirò che tutta questa immaginaria realtà esiste su qualche schermo tra Lui e me, e su questo schermo Lui proietta il mondo per me.

Se un uomo vuole continuamente posizionare il Creatore dietro a questo intero scenario, raggiunge la disperazione assoluta perché non è in grado di reggerlo. Questa disperazione è utilissima, mirata dal Creatore. Infatti, quest’uomo inizia a sentire di avere bisogno di aiuto dall’alto, perché non è in grado di connettersi a questa sorgente, a questa singola causa che costruisce per lui la realtà che ha intorno a sé in ogni momento. E allora l’uomo si sfoga con una richiesta, con una preghiera, con un pianto, con un risentimento per avere sempre dentro di sé il desiderio ardente di essere in connessione con la sorgente, con la causa, con il Creatore, e per questo Egli gli sfugge. Una richiesta si viene a formare nell’uomo, la richiesta corretta affinché il Creatore lo aiuti. Significa che l’uomo interrompe il gioco, la competizione contro il Creatore, mente il Creatore aveva dato all’uomo la percezione del mondo in modo che egli potesse percepire se stesso. E l’uomo sente che questa è la realtà. Si rapporta ad essa senza connessione alla causa che la costruisce, che è la forza superiore. L’uomo vede che è sempre staccato dal Creatore e che si trova ad agire nello scenario di una realtà immaginaria.

Se la richiesta dell’uomo si avvicina ad essere sempre di più una richiesta interiore, l’uomo inizia a sentire di avere un dialogo con il Creatore sulla realtà, rivestita da interferenze, che egli non vede più come interferenze ma come aiuti. In questo modo egli si costruisce in modo da potere comprendere e percepire il Creatore. Inizia ad imparare il linguaggio, a come il Creatore si rivolge a lui attraverso tutta questa realtà e a come egli attribuisce tutta questa realtà al Creatore e sa come risponderGli.

E allora, dal suo lamento, dalla sua protesta contro il Creatore, l’uomo arriva a ringraziare. Inizia a comprendere che questo è il modo in cui il Creatore lo fa evolvere, crescere, lo educa. Egli gli insegna a comprendere il linguaggio superiore, che non passa attraverso le parole o le lettere ma attraverso il mondo circostante.

Il mondo intero, tutte le sensazione dell’uomo riguardo se stesso ed il mondo, tutte le sue percezioni diventano un linguaggio molto ricco, in quanto il mondo intero sta mostrando all’uomo come il Creatore si relaziona con lui e come l’uomo si relaziona con il Creatore in risposta.

Il mondo diventa uno schermo sul quale, attraverso varie forme, colori, suoni, attraverso tutte le differenziazioni nella percezione del mondo, l’uomo inizia ad identificare un codice assolutamente unico e nascosto. In conseguenza a tutto questo, l’uomo inizia a percepire e a comprendere il Creatore.

Invece di lamentarsi contro il Creatore per il fatto di non avere controllo sul mondo e per il fatto che non riesce ad identificare la sorgente, la forza superiore, la causa unica, egli inizia a ringraziare il Creatore per tutto quello che succede. A questo proposito è detto, “Il mondo intero è utile per lui”. Questo è il modo in cui un uomo avanza.

La domanda che incomincia a dipanarsi è, “Perché il Creatore ha fatto tutto questo?” Nella misura in cui l’uomo è pronto a ringraziare il Creatore, ad identificarsi con Lui, a staccarsi da se stesso, come se egli stesso non esistesse affatto, essendo invece pronto a penetrare nello scenario che il Creatore gli presenta e ad identificarsi con la forza superiore, allora egli inizia veramente a sentire, per mezzo di questo linguaggio, che è rappresentato dal mondo intero, di aver aderito al Creatore e che Egli procede insieme a lui attraverso i mezzi stessi delle interruzioni, dei cambiamenti, delle forme colorate, dei suoni, delle sensazioni e dei pensieri.

L’uomo si identifica con il Creatore e si cambia così tanto che inizia ad avanzare insieme al Creatore con lo stesso movimento. E non solo riceve delle impressioni dal Creatore, ma prova a reagire, ad aderire a questa forma, a questo mondo, a questo scenario. Non va dietro al Creatore come un bambinetto, ma insieme incominciano a lavorare con la stessa modalità, alla stessa velocità. E allora questo mondo scompare.

Il mondo è dunque il risultato della differenza tra l’influenza del Creatore sull’uomo e la reazione dell’uomo rispetto ad essa. Ma se essi iniziano ad essere uguali, a muoversi alla stessa velocità, e ad ogni passo e ad ogni movimento non c’è alcuna differenza tra l’azione che il Creatore inizia e l’azione che l’uomo finisce, e tutto succede insieme, allora la forma del mondo, lo scenario del mondo, scompariranno, (“Olam” [mondo] dalla parola “Halam” [nascosto]). Allora l’uomo ed il Creatore si connetteranno. Questo stato è chiamato “adesione”. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.
[135210]

Dal Congresso in Francia “Uno per tutti e tutti per uno”, 2° giorno 10.05.2014, lezione 2

Materiale correlato:

Dove comincia l’ essere umano?
La destra avvicina e la sinistra respinge

Istruzioni per gestire la vita

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ci sono 24 libri nel Tanakh: La Torà, i Libri dei Profeti, le Sacre Scritture. Perché sono chiamati sacri? Non sono stati scritti sulla carta con dell’inchiostro da persone terrene in carne ed ossa?

Risposta: I loro autori non hanno scritto di questo mondo. Piuttosto, hanno scritto del sistema di governo di questo regno. La nostra realtà deriva da un livello più elevato.

Il nostro mondo, come un computer, è controllato da un sistema di funzionamento. Tutto è sotto il controllo di questo sistema: atomi, molecole, la natura inanimata, vegetativa ed animata, e le persone.

Tutto ciò che esiste in questo mondo è governato dalle due forze dell’attrazione e della repulsione, il più ed il meno. Non c’è niente altro! Ciò spiega perché dobbiamo capire esattamente ciò che ci influenza ed immaginare se noi possiamo in qualche modo influenzare le forze che stanno sopra di noi.

E’ possibile migliorare il nostro destino? Se avessimo saputo in anticipo dove queste due forze ci stavano portando, avremmo potuto cambiare il nostro futuro? Tutta l’umanità sogna continuamente ciò che ci arriverà dal giorno dopo.

La società contemporanea è diventata molto potente ma, allo stesso tempo, ci sentiamo deboli perché non sappiamo per che cosa sforzarci. A questo proposito, i libri del Tanakh sono estremamente utili perché descrivono l’intero sistema di governo

Immaginate di possedere una macchina o uno strumento che non sapete come far funzionare, e non sapete nemmeno a che cosa serva. All’improvviso, vi viene dato un libretto delle istruzioni con diagrammi ed istruzioni, compreso il funzionamento di ogni pulsante, come le istruzioni di un telefono cellulare.

L’umanità si è sviluppata in misura tale che deve essere arrivata a conoscere il suo sistema di governo. Questa è la ragione per cui la saggezza della Kabbalah viene rivelata.

Domanda: Dov’è posizionato il sistema di governo?

Risposta: E’ dentro di noi. Alla fine, scopriremo il nostro sistema di gestione interiore attraverso il quale cambieremo e ri-orienteremo la nostra vita. Questo sistema è chiamato l’anima.

Domanda: In che modo i libri sacri sono connessi con il nostro sistema di controllo interiore?

Risposta: Le Scritture ci parlano della struttura in generale, così come delle sue parti che sono dentro di noi. Il Tanakh è un libro sacro perché spiega come funziona la nostra natura ed in particolare il modo in cui gli umani sono gestiti.

Se capiremo di cosa parla questo libro, potremo cambiare in meglio il nostro destino, raggiungere degli obiettivi più elevati, ed arrivare ad altre dimensioni.

Allora, non solo correggeremo le nostre povere vite e miglioreremo la nostra esistenza terrena, ma ascenderemo anche agli stati che sono al di là di questo mondo. Il Tanakh è pieno di sorprese!

[153297]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 22.01.2015

Materiale correlato:

Perché abbiamo bisogno del Linguaggio dei Rami?
Scoprendo il codice dei mondi superiori

Il paradosso di Livelli

Dr. Michael LaitmanAll’interno della connessione una forza aggiuntiva è nascosta. Tutti e dieci di noi insieme siamo uguali a un’Elyon (l’uno Superiore). È così che la legge dei passi evolutivi e dello sviluppo lavora in natura.

Attraverso la connessione di tutti sul livello inferiore, avviene un salto evolutivo a un livello superiore, e lì la connessione viene fatta ripetutamente, seguita da un salto di sviluppo e una svolta al livello successivo. Ecco com’ è tutto il tempo. È una legge fisica della natura.

Così siamo emersi come esseri umani con tutto il loro potere, l’ intelligenza, con il corpo umano e tutte le sue fibre e cellule–solo attraverso il potere dell’unità, il potere di connessione. Senza di esso, non sarebbe successo niente. Cominciando con il Big Bang in avanti, solo il potere di connessione è stato a lavoro.

Inizia a lavorare con quel che hai, e vedrai che puoi convincere la gente. Non dire che non ti sono stati dati abbastanza strumenti per la correzione del mondo. Non è vero! Nel frattempo, se non senti che tipo di mezzi stai tenendo in mano, comincia a lavorare, e vedrai che questi mezzi esistono. Il pubblico sarà d’accordo con quello che dici, anche prima che tu sia d’accordo con te stesso.

Sì effettivamente imparare da parte del pubblico che questa è la fase successiva. Anche se sei su un livello superiore, nella tua parte inferiore, nel tuo AHP, sei più rozzo delle persone per cui stai andando fuori. Loro sono più raffinati perché si trovano in GE.

Questo è un paradosso, una contraddizione interna. Sei sul loro livello con i tuoi desideri ricettivi (AHP), e loro sono sullo stesso piano con i loro Kelim di dazione (GE). Anche se sono su un livello più basso del tuo, loro scoprono desideri dentro loro stessi che sono più raffinati dei tuoi. Sei più grossolano, ed essenzialmente, un egoista più di quanto lo siano loro. Tuttavia, il fatto è che tu desideri il Creatore e non le cose banali.

Sono d’accordo con quello che dici a loro più rapidamente e più facilmente di quanto tu sia d’accordo con le tue stesse dichiarazioni. Di questo, è stato scritto, Talmud Babyli, “Ta’anit,” 7a: Ho imparato tanto dai miei maestri, più dai miei amici, e ancor più dai miei studenti.” Si riceve indietro da loro esattamente quello che tu stesso dici loro. Ti portano prove, intelligenza ed emozione, e finalmente cominci a capire, sentire ed essere stimolato da quello che hai detto loro.
[137204]

Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 6.06.2014, Gli scritti di Rabash

Materiale correlato:

Risvegliati all’inferiore per connetterti al superiore
Io do significa io esisto

La vita all’ombra della paura della morte

Dr. Michael LaitmanQuando una persona si avvicina alla vecchiaia, incomincia a dispiacersi che sia arrivato il suo momento, cioè, di essere alla fine della sua vita. Infatti, ci sono delle persone che ci pensano a cominciare dall’infanzia e si rapportano sempre in modo preciso riferendosi a questo momento della morte.

Alla fine, o cadono in depressione o, al contrario, si infiammano di un forte desiderio di farcela e si comprano un posto nell’eternità agli occhi degli altri.

Sperano che questo momento della morte non li raggiungerà personalmente, tranne che in questa vita terrena. Si tratta di grandi persone che lasciano il loro segno nella storia dell’umanità, come Alessandro il Grande, Archimede, famosi scienziati e leader che hanno cambiato la nostra visione del mondo ed il volto della società umana facendo delle scoperte speciali per passarle poi al mondo.

Ci ricordiamo di queste persone e leggiamo le loro biografie. Gli storici trasferiscono questa scienza di generazione in generazione e ci raccontano di loro. Queste grandi persone sono come dei segni lungo tutto l’asse della storia. In sostanza, noi contiamo il tempo della storia non in base agli anni, ma in base a queste persone speciali, dicendo, “Questo è successo nei giorni di Giulio Cesare”, e cose del genere.

Una persona comprende che non è il tempo in se stesso a segnare la società umana, ma lo fanno le persone che hanno giocato dei ruoli particolari in quei tempi della storia E quindi si manifesta dentro la persona il bisogno vitale di entrare egli stesso nell’eternità, nello stesso panteon dove sono raccolte tutte le colonne centrali dell’umanità.

Ci sono delle persone che lavorano tutta la loro vita fin dalla gioventù solo per il bene di farlo e, a dire poi il vero, ci sono delle persone che ce la fanno a lasciare il loro segno nella storia.

Ma se parliamo di persone comuni che non sono dei grandi personaggi, durante la vecchiaia queste persone sentono che presto la loro vita finirà. E anche se attraverso i rimedi della medicina moderna sarà presto possibile allungare la vita umana in modo significativo, non importa di quanto sarà allungata, anche fino a 200 o 300 o anche 500 anni, al di là di tutto, finirà. Ed è così che sarà effettivamente. Vivremo più a lungo di adesso, ma rimarrà lo stesso problema.

L’idea non è il numero degli anni. C’è stato un periodo nelle precedenti generazioni in cui l’età media di una persona non superava i 30 anni, e 200 anni fa, l’età media era di 40 anni. Solamente nelle elite sociali la media di vita spaziava dai 60 ai 70 anni, mentre le masse vivevano una media di 35 anni, 40 al massimo. Vi ricordate come Pushkin scrisse a questo proposito, e cioè che una persona entrava nella vecchiaia con i capelli bianchi a 38 anni di età. In quel periodo, era normale considerare come vecchio un uomo di 40 anni.

Al giorno d’oggi viviamo il doppio del tempo, ma rimane la stessa paura della morte. Dipende dallo sviluppo umano. Più una persona si sviluppa, più la questione della morte lo preoccupa. C’è stato un periodo in cui la vita umana non aveva valore ed era possibile mandare alla morte in un solo giorno un esercito di 100.000 uomini. Ma oggi, la vita di ogni persona ha un grande valore.

Attualmente, invece di un miliardo, ci sono sette miliardi di persone che vivono sulla faccia della Terra. L’umanità sta investendo una grande quantità di energia e di denaro per macchine che siano in grado di combattere al posto delle persone. Il che suggerisce quanto la vita e la morte di ogni persona sia molto importante.

Oggi, è impossibile mandare una persona a combattere come un gladiatore nell’arena per intrattenere la folla come si era abituati a fare nell’antica Roma o anche in America dove, non più di 200 anni fa, c’erano ancora gli schiavi. Allora era possibile picchiare uno schiavo e farci qualunque cosa saltasse in mente al padrone. Ma al giorno d’oggi, la vita di ogni persona ha un valore più elevato.
[137243]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 22.04.2014

Materiale correlato:

La morte
A proposito della vita, della morte e dell’ anima

Quando il desiderio è d’accordo a connettersi

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “La Pace”: Rabbi Akiva descrive due tipi di persone: le prime sono del genere “negozio aperto”, che si rapportano a questo mondo come se fosse un negozio aperto senza negoziante. Su di loro dice, “Il libro è aperto e la mano scrive”. Nel senso che sebbene non vedano che c’è un conteggio, tutte le loro azioni sono comunque scritte nel libro, come spiegato sopra. Questo è fatto per mezzo della legge dello sviluppo che è impressa nella Creazione contro la volontà dell’umanità, dove le azioni degli stessi malvagi provocano necessariamente le buone azioni, come abbiamo mostrato sopra.

Il secondo tipo di persone sono chiamate “coloro che vogliono prendere a prestito”. Queste persone tengono in considerazione il negoziante e quando vogliono prendere qualcosa dal negozio, lo prendono solamente come un prestito. Essi promettono di pagare al negoziante il prezzo richiesto, nel senso che conseguono lo scopo attraverso di esso. E di loro dice, “Tutti coloro che desiderano prendere a prestito, possono venire e farlo”.

E se voi dite, “Qual è la differenza tra il primo tipo di persone, il cui obbiettivo arriva a loro dalla legge dello sviluppo, e l’altro tipo, il cui scopo arriva loro attraverso l’auto-schiavitù al Suo lavoro? A questo proposito, egli continua, “e coloro che raccolgono ritornano regolarmente, giorno per giorno, e raccolgono da una persona consciamente o inconsciamente”. In questo modo, a dire il vero, entrambi pagano la loro quotidiana porzione di debito”.

Si dice che il giusto eredita il doppio ed il malvagio perde il doppio. Infatti, voi lavorate ed acquisite dei vasi. Non potete rimanere nello stesso modo in cui siete, poiché la pressione dell’evoluzione è sempre più vicina sia che lo vogliate oppure no. Se siete disposti a darci dentro per acquisire il giusto vaso e scoprire in esso il mondo successivo, andate avanti. Se non lo siete, allora state usando un vaso egoistico che è molto piccolo. Sembra che sia un grande desiderio in grado di opporsi al vaso della dazione, ma infatti la misura del nostro ego non è adatta alla dazione perché non è abbastanza profonda. Le Klipot (rivestimenti) sono semplicemente una riproduzione della Sacralità.

Domanda: Possiamo dire che pagare il debito sia il conseguimento dello scopo finale?

Risposta: Pagare il debito è l’ascesa lungo la scala spirituale. Quando una persona sale sulla scala non fa differenza dove si trovi esattamente, perché non tiene se stessa in considerazione, ma tiene invece in considerazione come dare piacere al Creatore. Se, per esempio, il Creatore preferisce che adesso debba rimanere nella piccolezza e servire gli altri, e che debba attraversare diversi stati, allora questa persona cercherà con gratitudine queste opportunità.

La spiritualità è la dazione nella quale non c’è alcun calcolo egoistico. Perciò, non fa differenza in quale stato mi trovo. Valuto e misuro tutto in base all’opportunità di dare piacere al Creatore, al gruppo, o agli amici. Da lato della mia valutazione interiore c’è il gruppo, gli amici, e dall’altro lato io misuro la mia capacità di fare qualcosa per loro. Il mio io è effettivamente fino a che punto riesco a donare agli altri. Io ho solamente il punto nel cuore e considero come posso dare piacere al gruppo, all’umanità, all’anima generale, o al Creatore. L’ego è cancellato ed io lo ignoro, sebbene il mio punto sia in esso. Questa è la ragione per cui è chiamato il punto nel cuore, poiché il mio cuore è un cuore egoistico.

Domanda: Capisco l’idea di dare piacere agli amici, ma come prendere in considerazione il Creatore se ancora non Lo percepisco?

Risposta: Io inizio a vedere i miei amici come un solo insieme. Quando mi avvicino all’idea dell’unica cosa, distinguo la forza dell’unione che è in essa.

Noi siamo tutti delle unità (1). Ci sono sette miliardi di unità che vivono in questo mondo (7 X 109), ma io sono attirato dall’unione, e se la raggiungo anche solo a livello minimo(1/125), divento uguale all’unione, al Creatore. In altre parole, il mio vaso diventa uguale alla Luce.

Questo perché il vaso e la Luce sono la stessa cosa. Io non percepisco nulla al di fuori. Scopro sempre le reazioni del mio vaso, le sue impressioni e le sue esperienze. Perciò quando il desiderio acconsente a connettersi, per me è il Creatore.

Domanda: Quindi, perché è così importante dare piacere al Creatore e non agli amici? Perché l’enfasi è posta sul Creatore?

Risposta: Perché dovete scoprire le Sue basi nel vaso, la forza che opera nell’essere creato, quella che fa funzionare il vostro vaso. Dovete aderire a questa forza, a Keter. Noi non Lo conseguiamo e perciò scopriamo il comandamento dell’amore attraverso le azioni. Conseguite qualcosa che è al di sopra di voi. Quando il livello umano aderisce al Creatore, consegue uno stato molto più elevato. Non si tratta solamente di adesione, ma si tratta dell’interiorità dell’idea del Creatore che viene qui rivelata.

Noi non sappiamo cosa c’è dopo di questo, ma apparentemente questo è solamente l’inizio della nostra evoluzione…
[111066]

Dalla 3.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28.06.2013, Gli Scritti di Baal HaSulam

Materiale correlato:

Un prestito in termini spirituali
Inseguire la propria coda

La forza del bene e la forza del male, Parte 5

Dr. Michael LaitmanLa formula per il bene

Domanda: Che cos’è la forza di ricezione e la forza del “dare in assoluto”? Possono queste forze sostenere diverse energie?

Risposta: Queste sono diverse energie e una non può esistere senza l’altra. Esistono sempre insieme l’una contro l’altra. Ma ai livelli inanimato, vegetale e animato, esistono automaticamente in uno stato di equilibrio sin dall’inizio e per tutto il programma della natura.

E a livello umano, dobbiamo ancora capire questo programma e bilanciare queste forze da noi stessi. Da questo noi apprendiamo il programma della natura e otteniamo la comprensione della natura di ciò che sta al di sopra. A tal fine le due forze sono state date a noi affinché noi imparassimo riguardo a loro per salire al livello di Adamo, colui che assomiglia al potere superiore.

Domanda: Qual è la formula dell’equilibrio?

Risposta: La formula dell’equilibrio è l’armonia tra tutte le parti della realtà: inanimato, vegetale, animato, e soprattutto all’interno della società umana. L’armonia indica che io sono collegato con tutti, tutti sono collegati tra di loro e con me. Siamo come fratelli. Non sentiamo che una persona è superiore a chiunque altro, più vicino o più lontano. Piuttosto, tutti sono come una persona con un solo cuore.

Dobbiamo raggiungere un tale livello. Poi vivremo in equilibrio tra le due forze di ricezione e di dazione e vivremo una vita veramente buona. E allora diremo che una sola forza esiste nel mondo, la forza del bene, nel mezzo e in equilibrio!
[150839]

Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 3.06.2014

Materiale correlato:

La forza del bene e la forza del male, Parte 4
La forza del bene e la forza del male, Parte 3
La forza del bene e la forza del male, Parte 2

Un mosaico di desideri

Dr. Michael LaitmanNon ho bisogno di cambiare i miei desideri. Non ho bisogno di limitarli, spezzarli o sopprimerli, devo solo indirizzarli correttamente verso il giusto obiettivo.

E’ scritto: Torà, Levitico 21:5: “Non si raderanno il capo, non si taglieranno i bordi della barba né si faranno incisioni sulla carne”.

Per prima cosa scelgo due desideri e poi scopro come posso connetterli, così che insieme conseguiranno il livello successivo unendosi a questo livello come una cosa sola. Quindi, al livello successivo, troveranno altri desideri ai quali connettersi ed unirsi, in modo da ottenere un’unione complessiva a quel livello. Questo continuerà in base ad una gerarchia, fino a quando il desiderio più elevato si connetterà a tutti gli altri desideri, così che il Creatore possa essere rivelato.

Nonostante i desideri siano connessi e puntino all’unione, essi sono diversi. Il risultato è un mosaico, nel quale ciascun componente è complementare agli altri, fino a quando essi raggiungono la perfezione. Da una parte la perfezione viene rivelata in esso ma, dall’altra vediamo parti, forme e colori diversi.

Possiamo leggere questo mosaico e comprendere la sua unione, dato che è formato da molti pezzi. Se si trattasse della semplice rivelazione e della chiarezza dell’unione sotto forma di Luce bianca, per noi sarebbe molto più difficile comprenderla (l’unione, ndt). Ma quando un mosaico di desideri forma un unico arcobaleno di colori, noi lo percepiamo come una melodia.

Domanda: Tutti questi colori non si trasformano successivamente in un unico colore?

Risposta: Essi vengono percepiti come un tutt’uno ma, effettivamente, si tratta di molte tonalità. Altrimenti non saremmo in grado di percepire nulla.

Sentiamo l’armonia della musica e, nonostante vi siano migliaia di suoni e diverse modulazioni, noi percepiamo tutto questo come un’armonia generale, un tutt’uno. Ma se semplicemente scomponessimo il sistema di note (la partitura) nei suoi singoli elementi, sembrerebbe non esserci unione.

E’ proprio per questo motivo che quando persone di diverse nazionalità, mentalità e professioni si incontrano, esse possono raggiungere il singolo obiettivo, il desiderio unico. Più ascendiamo verso l’unione, maggiore sarà la diversità che sentiremo tra noi; in questo modo raggiungeremo l’unione.
[153718]

“I Segreti del Libro Eterno” 23.04.2014

Materiale correlato:

Dove è la porta?
Un desiderio tempestoso verso la luce

Come un’antica tribù intorno al falò

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa permette alle persone in un workshop di arrivare al punto in cui capiscono che la risposta deve venire dall’alto?

Risposta: Noi siamo gli unici con il sistema che abbiamo ricevuto dall’alto, e quindi siamo in grado di passarlo di fatto alla gente dicendole che solo in una discussione in cerchio, solo nel workshop, troveranno la soluzione. Questo viene dall’alto. Sembra che questa attività sia molto semplice, ma, in realtà, non è semplice, poichè ci si innalza al di sopra dall’ego.

Non è la stessa forma primitiva di un cerchio dove siamo seduti attorno al falò come decine di migliaia di anni fa, quando le tribù vivevano in comunità. Non siamo più in grado di farlo oggi, e, oltre a questo, ognuno si innalza sopra di sé al fine di soddisfare se stesso con la Luce che Riforma. Il ruolo del workshop e il suo obiettivo è quello di lasciare che la Luce ci influenzi.

Sembra che siamo seduti intorno al falò, come facevano tutti quei popoli antichi, ma loro erano collegati tra di loro in modo naturale, mentre noi abbiamo bisogno di collegarci al di sopra del nostro ego che ci controlla. Quindi, abbiamo bisogno della forza superiore che ci connette.

Quando essa ci connette malgrado il nostro ego, allora già fornisce il potere del Kli (vaso). Nella misura in cui l’ego si sforza di più per uscire, la Luce Superiore opera più forte internamente. Di conseguenza, emerge una tensione interna che determina la profondità e la forza del Kli.

Tu cominci a giocare con lui, il potere di un certo Kli e una certa luce – e poi il potere di un altro Kli con un’altra forza di Luce, e sempre di più. Quindi, tu inizi a sentire questi cambiamenti nelle transizioni tra di loro e cominci a conoscere il Creatore.

Le lettere sono l’ultimo livello del TANTA (Ta’amim, Nekudot, Tagin, Otiot), che sembrano come se fossero più scomode di tutto il TANTA, ma questo perché si parla di un materiale che adatta se stesso alla Luce. Tuttavia, questa è la più grande dimensione della compatibilità tra l’essere creato e il Creatore. Tu cominci a giocare con il tuo Kli in entrata e in uscita delle luci, come se si ballasse con il Creatore.
[137295]

Dalla 1 ° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 12.06.2014 , Gli Scritti di Baal HaSulam.

Materiale correlato:

Il Linguaggio è formato delle interazioni della Luce con il desiderio
Il Linguaggio dei Rami che connette i Mondi

Un congresso con il metodo di Abramo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Chiunque viene al Congresso trova la sua anima e comincia la sua vita spirituale?

Risposta: Lui dovrà cercare di fare questo. Forse, verrà compiuto non in una volta sola, ma certamente lui si muoverà nella giusta direzione.

Pertanto, i Kabbalisti invitano molte persone da tutto il mondo per il loro congresso, al fine di unirsi insieme. Noi cantiamo, balliamo, ascoltiamo discorsi, leggiamo, teniamo seminari in cerchio, e abbiamo le riunioni degli amici (Yeshivat Haverim).

Migliaia di persone si riuniscono da tutto il mondo, dalle località più remote, come Australia, Nuova Zelanda, Sud America, Giappone e Cina.

I Kabbalisti raccolgono tutte queste persone insieme e insegnano loro come collegarsi tra di loro in accordo con lo stesso metodo, che è stato fondato dal nostro progenitore Abramo.

Quindi, aumentiamo la potenza della nostra connessione con ogni congresso. Gradualmente noi arriviamo a una tale connessione, che sarà sufficiente per rivelare il nostro stato successivo, il grado più alto, il mondo spirituale. Questo è l’obiettivo dei congressi di Kabbalah.
[154119]

Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 8.02.2015

Materiale correlato:

Il sistema di Rashbi ravviva l’anima comune
Il miracolo è la rivoluzione della percezione