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Esiste il peccato?

Dr. Michael LaitmanSe a peccare è il sacerdote che ha ricevuto l’unzione e così ha reso colpevole il popolo, offrirà al Signore per il peccato da lui commesso un giovenco senza difetto come sacrificio di espiazione.

Se è un capo (di Israele) che commette peccato e viola per inavvertenza un divieto del Signore suo Dio, che non dovrebbe essere violato, si rende colpevole;

Se una persona del popolo commette un peccato non intenzionalmente, violando un divieto del Signore, che non dovrebbe essere violato, si rende colpevole;

Se il suo peccato è a lui noto, che porti come offerta una capra femmina, senza difetto, in espiazione del suo peccato. (Levitico 4:3, 22, 27, 28)

Domanda: Che cos’è questa catena che inizia con il sacerdote e che finisce con l’uomo comune?

Risposta: Si tratta della gradazione dei desideri in una persona in base all’ego che gli viene rivelato.

Il fatto è che non c’è alcun peccato. Nessuno è colpevole perché tutti i peccati derivano dal nostro stato originale. Come è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male, Io ho creato la Torà come Sua spezia; perché la Luce che c’è in Essa lo riporti al bene” (Kiddushin 30b).

Se studiamo la Torà correttamente, in un gruppo, con gli amici, sotto specifiche condizioni, allora, in questo modo, risvegliamo l’influenza della straordinaria forza della caratteristica della dazione che abbiamo dentro di noi. La Luce della Torà ci influenza e ci aiuta a cambiare la qualità della ricezione in dazione, passando dalla natura dell’individuo all’altruismo.

Quindi, se un uomo si mette dentro un particolare gruppo e lavora su di sé nel gruppo con gli amici, tutti i nostri peccati ci vengono piano piano rivelati. Al tempo della ricezione della Torà sul Monte Sinai, fu chiaro che la Luce della Torà agisce sulle persone solamente a condizione che esse anelino alla correzione, all’Arvut reciproco (sostegno). “Torà” deriva dalla parola “Ohr” (Luce).

Il gruppo nel quale facciamo chiarezza sulle cose simboleggia la posizione intorno al nostro immenso ego e al nostro lavoro su di esso. E se vogliamo elevarci al di sopra dell’ego, allora il punto di connessione tra di noi, chiamato “Mosè”, sale sulla montagna ed entra in contatto con il Creatore. Questo punto è la nostra guida spirituale.

Tutti i desideri egoistici sono chiamati Egitto. Per prima cosa usciamo da essi, riceviamo delle istruzioni, la Torà, sul Monte Sinai, che è il mezzo della loro correzione, ed incominciamo a connetterci. E quando ci vogliamo connettere di più, scopriamo il Deserto del Sinai, “l’odio reciproco” (“Sina” – odio), ed insieme ad esso desideriamo ardentemente la connessione. Tuttavia, più aspiriamo alla connessione, più forte sarà il rifiuto che scopriremo.

Tutto l’Egitto (il nostro ego) inizia ad essere scoperto di nuovo in noi. Questo è ciò che noi chiamiamo “i peccati” che scopriamo in noi. E questi peccati sono stati preparati dall’inizio; quindi, tutto ciò che è rivelato in un uomo è ciò che è stato preparato per lui. Noi stessi non commettiamo alcun peccato.

Nella Torà sono scritte tutte le leggi della purificazione, della correzione dei nostri “peccati” interiori che sono stati preparati per noi dall’inizio. Come abbiamo detto “”Io ho creato l’inclinazione al male, Io ho creato la Torà come Sua spezia”. Questa inclinazione al male viene scoperta gradualmente in noi e noi la correggiamo nel bene attraverso il desiderio ardente per la correzione e attraverso il desiderio di avvicinarci alla Luce Superiore.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 27.11.2015

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Ricaricati dal Gruppo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Quando veniamo in Israele per i congressi e le riunioni, sentiamo una connessione e una felicità che sono straordinarie. E quando ritorniamo a casa, tutto diventa esattamente l’opposto. Perché succede così?

Risposta: Quando vado all’estero, non sono influenzato dal cambiamento del posto o delle persone. Posso godere di panorami bellissimi, ma io sono sempre dentro me stesso. Il mio personale micro-clima non cambia.

Ma il tuo problema è che quando vai da qualche parte, ti immergi nell’atmosfera locale e cadi sotto la forte influenza dell’esterno che ti porta altrove.

E’ necessario farsi bloccare di meno dall’influenza della società circostante. Supponi che intorno a te qualcuno giri, corra, faccia qualcosa mentre tu hai bisogno di stare un passo avanti e di viverci dentro con delle aspettative e dei pensieri completamente diversi. Devi imparare a farlo.

Se vuoi raggiungere questa cosa il più velocemente possibile, allora devi essere ricaricato dal gruppo, e quando lasci la lezione del mattino, devi aver paura di perdere il calore, quella sensazione del gruppo che si manifesta in te in conseguenza della lezione. Infatti, alle nostre lezioni è richiesto solamente di invitare la Luce Superiore dentro al desiderio al fine di connettersi.

Il desiderio ardente per l’unione viene prima di tutto. Dopo di che la Luce deve arrivare in base al tuo desiderio. E dopo di questo, nella connessione tra di voi, incominciate a percepire il Creatore. Dovete stare sempre in questo lavoro.

Ma se cadi sotto l’influenza del campo egoistico esterno, ciò indica che non sei avanzato. Nel corso della giornata devi ritornare al bisogno di percepire il centro del gruppo almeno per un po’ di volte.
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Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.04.2014, Domande e risposte con il Dott. Laitman

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La forza distruttiva o la forza creativa

Dr. Michael LaitmanE’ scritto nello Zohar: Fintanto che il Tabernacolo non è stato fondato, c’erano ostilità, invidia, conflitti, contese e polemiche nel mondo…
Se due forze opposte agiscono sulla stessa sostanza condividono lo stesso spazio, allora quando si incontrano tra di loro creano stati di odio, inimicizia, rivalità, conflitti e polemiche.

Questo vuol dire parlare di stati che esistono tra due differenti opinioni, azioni, direzioni e obiettivi. In questo caso è in corso una guerra tra gli opposti.

… Infatti dal momento che il Tabernacolo è stato fondato, l’amore, la simpatia, la connessione, la giustizia e il sostegno sono stati garantiti al mondo.

Sopra le due forze opposte sorge una terza forza, che diventa la loro riconciliazione. Essa utilizza tutte le situazioni negative che si creano tra le caratteristiche contrastanti, in una maniera opposta ovvero, per la connessione ed il raggiungimento di una nuova caratteristica di questa connessione.

E’ possibile raggiungere l’amore, la connessione, la gentilezza, e l’accordo solo e unicamente se questi sono preceduti dall’individuazione delle caratteristiche opposte tra le due forze, contrapponendogli stati come l’odio, l’invidia, la competitività e così via. Solo dopo è possibile correggere la loro connessione.

Le forze stesse rimangono. Noi non li correggiamo perché loro sono opposti nella loro natura, come plus-minus, elettrone-positrone. Non solo non possiamo fare nulla, ma noi non abbiamo nemmeno il diritto di cercare di cambiarli. E noi possiamo davvero influenzare la loro cooperazione e creare ogni genere di cose tra di loro.

Ad esempio, qual è la base per ogni arma? Due caratteristiche opposte e la loro distruzione reciproca; dalla spaccatura tra di loro che viene riunita.

E viceversa, la creazione si basa sul corretto uso del più e del meno dove noi mettiamo un qualche tipo di dispositivo tra di loro in modo che le due forze si completeranno a vicenda, il completamento diventa amore, giustizia, e accordo.

Quando due forze opposte non si urtano l’un l’altra, ma lavorano in uno sforzo comune, loro diventano una forza creativa, una forza costruttiva.
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Da Kab.TV di “I Segreti del Libro Eterno” 12.6.2013

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Teoria e lavoro pratico

Dr. Michael LaitmanQuando si studia la saggezza della Kabbalah è necessario stare molto attenti in modo che la teoria non oscuri il lavoro pratico. Ma c’è un problema qui …

Il problema è che molte persone scavano profondamente nello studio della Kabbalah, staccando dalla vita, e cominciano a destreggiare e manipolare le parole: Qui c’è scritto in questo modo, la in quest’altro modo.

Questo non dà nulla ad una persona. Perché con questo lui non cambia, ma gode solo dalla manipolazione mentale di tutti i tipi di dati, e non ottiene ciò che ognuno di loro rappresenta.

Lui semplicemente sta giocando con “scatole” vuote, sulle quali sono scritti: “Azilut,” “Malchut,” “Bina”, “Zeir Anpin,” i mondi di “ABYA” e simili. In questo modo l’uomo non è nel loro sentimento interiore, non lavora con loro, con le loro emozioni e caratteristiche.

Quindi è molto pericoloso presentare la Kabbalah ad una persona in questo modo perché lui comincerà ad essere coinvolto solo artificialmente, senza avere la connessione con gli amici, senza essere coinvolto nella divulgazione, senza le quali lui semplicemente “marcirà.” E’ impossibile crescere il tuo livello senza sviluppare il livello inferiore. Tutto lo sviluppo spirituale è latente interiormente in questo perché la catena deve passare dall’alto in basso  e dal basso all’ alto.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 14.05.2014

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Dr. Michael Laitman4. Ricchezza

“Il Sommo Sacerdote deve essere monetariamente più stabile di altri Cohen.” (“Che sia Luce”, “Levitico,” “Emor”).

Correggere i nostri Kelim (vasi) e percepire la Luce di Hochma significa che siamo “ricchi”.

Il denaro (“Kesef “– deriva dalla parola “Kisuf”– copertura) indica uno schermo (Masach). I Cohen utilizzano il denaro per soddisfare i bisogni degli altri, per aiutarli e per connettersi con loro.

Finanziariamente, il Sommo Sacerdote deve essere “in condizioni migliori” rispetto agli altri Cohen, cioè, deve avere un grande “schermo” (Kesef, Kisuf – il denaro) in modo da usare il denaro come un “ombrello di sicurezza” per coprire il suo popolo. Il Sommo Sacerdote possiede la potenza che può assorbire tutti i desideri, le proprietà e le speranze del suo popolo, rendendoli più dignitosi, portandoli al prossimo livello spirituale, e orientandoli correttamente verso la Luce Superiore in modo che più tardi loro abbiano benefici, senza danneggiarli.

Ogni livello successivo comprende tutti i passaggi precedenti. I passaggi inferiori sono simili ai corrispondenti punti della fase successiva. Ecco perché un Cohen deve avere uno schermo che copre tutti loro.
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Da Kab.TV  “I Segreti del Libro Eterno” 14.05.2014

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Un rubinetto che si apre con l’aiuto della connessione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Con l’aiuto di cosa una persona apre e chiude il rubinetto affinché la Luce del Creatore possa scorrere?

Risposta: Il rubinetto si apre con l’aiuto del gruppo. Più raggiungo l’equivalenza della forma con il gruppo, più mi connetto al gruppo, più forza ottengo, maggiore è la sensazione di connessione, ed io capisco cosa devo cambiare in me stesso e come mi devo adattare al Creatore. Il Creatore è la forza dell’unione e della connessione. Quando Egli mi chiude il rubinetto, Egli chiude la forza, e mi richiede di essere intelligente, Egli vuole che impari a farlo da solo. Egli mi darà la Luce, ma spetta a me voler essere come Lui per quello che Egli fa.

Il Creatore mette a tacere le mie ragioni, e spetta a me attivare la connessione e non le ragioni. Il Creatore gioca con me con l’aiuto di piatti pieni di cibo ed io gioco avendo una “relazione personale” con Lui, cercando di essere come Lui. Egli influenza la mia “pancia” ed io Lo influenzo con la mia personalità, attraverso l’Adamo (l’uomo) che è in me. Io lavoro con l’aiuto del gruppo ed Egli influenza il mio corpo. E questo è il modo in cui cresco per mezzo di questo gioco. Questo è esattamente ciò che il Creatore vuole, attraverso la Sua influenza sul mio corpo Egli mi trasforma in Adamo.

Io sono lì di fronte al “Padrone di Casa” e ho davanti i piatti di cibo che Egli mi sta offrendo a livello animato. Ma io trasformo la situazione in una relazione personale, umana, a livello di Adamo, al livello del Creatore. Utilizzo i Kelim del desiderio di ricevere. Questa è la ragione per cui questa ricezione è chiamata la “saggezza della Kabbalah” in quanto, con il suo aiuto, mi posso sollevare al livello della divinità.

Io sono soddisfatto al mio livello animato così che posso elevare il mio rapporto al di sopra della mancanza che sento dentro la mia pancia. Gioco un pochino con l’aiuto della fame e dell’appetito che sento, provo ad onorare il Creatore invece che onorare il piatto che Egli mi offre. Ed in questo modo mi elevo al livello spirituale.

Così, quando “Bina” rifiuta di ricevere, ella diventa “Keter,” e dopo diventa“Malchut” che riceve al fine di donare. E tutto questo è dentro una sola scintilla di Luce che è stata creata come “qualcosa dal nulla”, un piccolo punto nero. Quindi, tutto quello che serve per la costruzione dell’immagine di Adamo si trova in questo mondo.

Fino alla fine dello sviluppo avremo un “appesantimento del cuore” non per via degli stati elevati, ma solamente in questo modo. Ma questo sarà sufficiente per costruire tutti i livelli dei cinque mondi quando sono di fronte a tutte queste situazioni.

Il gruppo apre il rubinetto attraverso la connessione. Più mi connetto agli amici come “una sola persona con un solo cuore”, più il rubinetto si apre. E al fine di spingermi a connettermi, il Creatore chiude il Suo rubinetto. Così allora io mi ritroverò nella “notte”, che devo trasformare in “giorno”.

Il Creatore ci pone una condizione; noi riceviamo o non riceviamo dentro il nostro desiderio di ricevere. Tutto il resto è aggiunto attraverso la grandezza del Creatore che dobbiamo conseguire attraverso la grandezza del gruppo.

Il Creatore dice che il suo bagaglio, che Egli ci fa portare, è molto leggero. Ciò significa che non c’è alcun senso nei piaceri fisici e che noi dobbiamo costruire l’intera scala spirituale al di sopra di essi. Tutto quello che ci serve per iniziare a salire i gradini della scala che abbiamo davanti a noi è il gruppo. E le situazioni che ci sembrano l’oscurità sono invece delle opportunità, una chiamata ad iniziare a salire. Succede come con un bambino che viene messo sulle sue gambe in modo che impari a camminare da solo.
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Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.05.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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Nel segreto dell’Altissimo

Dr. Michael LaitmanSalmi 91:1 – 91:4, 91:11: Colui che dimora nel segreto dell’Altissimo alloggerà nell’ombra dell’Onnipotente. Dirò del Signore [che Lui è] il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio in cui confido. Attraverso Lui ti salverai dal laccio che intrappola dalla peste devastante. Con il Suo vento Lui ti coprirà, e sotto le Sue ali ti rifugerai; la Sua verità è uno scudo comprendente. Lui comanderà i Suoi angeli a tuo nome per custodirti in tutti i tuoi passi.

La persona che si trova “nel segreto dell’Altissimo,” il che significa, che lui sente l’occultamento che gli si avvicina e deve stare attento a non cadere nel doppio occultamento. Nell’occultamento regolare una persona capisce che l’occultamento viene dal Creatore, e nel doppio occultamento, lui ha già dimenticato che gli viene mandato dal Creatore e lui soccombe alla disperazione e allo scoraggiamento.

Solo l’Arvut reciproco nel gruppo e uno schema rigido può salvarlo dall’occultamento regolare, cioè qualcosa che funziona sul livello dell’inanimato: la connessione con il gruppo e lo schema rigido. E oltre a questo, può essere che avranno pietà di lui dall’alto e gli daranno il risveglio. Però la cosa principale è il modo in cui ci si prepara per questi stati dall’inizio. È impossibile fare affidamento sui miracoli e un rapporto speciale; piuttosto, egli deve pensare costantemente a come non deviare dal processo dell’avanzamento.

Se una persona si trova un po’ sopra l’occultamento, che significa in occultamento regolare, deve capire che lui è “Nel Segreto dell’Altissimo,” significa che sia l’occultamento che la sua forma gli viene mandata dall’alto. Tutto, fino all’ultimo più piccolo dettaglio, viene organizzato secondo il rapporto fra la Luce e il Kli , che viene ottimamente organizzato per l’avanzamento propositivo della persona.

Così egli deve essere grato per questo occultamento. E’ chiaro che non ha elevazione, nessun potere, niente lo illumina o lo attira davanti e nulla lo spinge avanti. Poi insieme con l’assenza del potere che attrae e spinge, sebbene la mancanza dell’energia che ha in generale, egli deve trarre conclusioni al fine di chiarire il suo desiderio: quanto lui è pronto o non pronto a superare?

Deve analizzare la sua vita quando viene risvegliata e illuminata dall’alto e la sua vita nell’occultamento.

Qual è la differenza fra questo e quello? Quanto il sistema dipende dal risveglio dall’alto? Può ottenerlo attraverso il risveglio nel gruppo? Dopo tutto, dicono: “Loro hanno aiutato ognuno il suo prossimo” (Isaia 41:6), “L’invidia degli scribi aumenta la saggezza” (Baba Batra 22a),”l’invidia, la lussuria e l’onore portano una persona fuori dal mondo” (Pirkei Avot 4:28), significa dallo stato del male nel quale si trova allo stato buono.

Non è possibile subire gli stati dove sei nell’ombra dell’occultamento “Nel segreto dell’Altissimo”, piuttosto, è necessario provare a trovare i segni del lavoro in loro. Come un piano, dove ci sono i tasti bianchi – maggiore, e nero – minore, è impossibile suonare senza i neri, sono richiesti.

Anche se le spezie sono soltanto un’addizione al cibo, è impossibile fare senza di loro poiché il cibo mancherebbe di sapore. Così nel buio ci sono tanti discernimenti ed è necessario prepararsi bene. E’ detto: “Non abbiate paura della notte buia” se utilizzate gli stati del buio correttamente, allora solo con loro riuscirete a scoprire il coraggio, la vostra buona preparazione, la stabilità, e l’organizzazione corretta.
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Dalla preparazione alla lezione quotidiana della Kabbalah del 18.05.2014

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Io non lo so, voi Lo scoprirete

Dr. Michael LaitmanDomanda: Dovrebbe entrare dentro noi l’assioma secondo il quale il Creatore è la caratteristica della dazione e dell’amore?

Risposta: Non lo possiamo considerare neanche come un’ipotesi, figuriamoci come un assioma, perché con l’aiuto di un assioma, risolviamo dei precisi problemi fisici.

Io Lo devo accettare e Lo devo percepire specificamente non come esistente secondo le mie caratteristiche e le mie sensazioni. Egli non esiste per me, perché io non esisto per Lui. Io non ho in me nemmeno una caratteristica che sia uguale a Lui, in modo che attraverso questa caratteristica sarei in grado di comprendere, percepire e determinare effettivamente che questo è Lui.

Egli non è al di fuori di me, questa è una caratteristica che è solamente dentro di me, e così il Creatore (Bore) è chiamato, “Bo-Re” (vieni e vedi). Nella lingua Ebraica tutte le definizioni sono molto precise perché derivano dal conseguimento della realtà. Tutti i nomi sono basati su azioni pratiche. Quindi, il Creatore indica che quando io andrò e vedrò, io Lo troverò.

Venire significa conseguire gradualmente le caratteristiche della dazione. Allora, dentro di essa inizierò a percepire la realtà che è il Creatore. Solamente con questa creazione dentro di me, riuscirò a determinare cosa sia il Creatore. Ma se non scopro le caratteristiche della dazione e dell’amore, ciò indica che Egli non esiste. E questa è la relazione.

Domanda: Deve accadere una guerra interiore dentro di me perché succeda questa cosa?

Risposta: Non accade alcuna guerra interiore dentro di te, c’è piuttosto una ricerca interiore.

Poiché, se hai un desiderio da conseguire, da vedere, da determinare, da percepire, da soddisfare, con questa conoscenza, nel senso che questa necessità è viva dentro di te, allora, secondo la tua intuizione, secondo il tuo sesto senso, comprenderai che qui c’è qualcosa per te, non puoi scapparci, devi fare chiarezza su tutto ed esserne contagiato.

Ma se non avrai una spinta interiore come questa, allora sbadiglierai e ti stenderai ancora sul divano. Potrebbe essere che vorrai soddisfare la tua curiosità o trarre vantaggio da questa cosa: fare delle magie, sperimenti, misticismo, e attirare le ragazze con delle conversazioni interessanti. Con noi ci sono state alcune persone spinte solo dalla curiosità, che si sono riempite solo di conoscenza. Se ne sono andate tutte; non sono riuscite a resistere.
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Da Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 18.12.2013

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Dr. Michael Laitman3. La Forza fisica (Vigore)

Per condurre le consacrazioni nel Tempio sono richiesti moltissimi sforzi. Ad esempio, durante il giorno più duro di Yom Kippur “Il Giorno dell’Espiazione,” (Giorno del Giudizio) i Cohen dovevano digiunare.

Aronne era incredibilmente forte. Durante l’iniziazione dei Leviti, Aronne sollevò ognuno di loro e li scosse avanti e indietro, su e giù.

Un giorno, lui sollevò ventimila uomini. Il vigore di Aarone era eccezionale; tutti i Cohanim erano noti per la loro forza.” (“Che sia Luce”, “Levitico,” “Emor“).

“Sollevare i Leviti” significa elevare il desiderio al suo prossimo livello, per dare al desiderio tutte e due le linee, la linea di destra e la linea di sinistra, e poi metterle giù in modo che loro possano capire come salire i livelli per conto proprio.

La Bina superiore che è simboleggiata dai Cohen (sacerdoti) possiede una qualità molto interessante che si trova così in profondità all’interno della proprietà della dazione che nessuno sa come elevarsi ad essa, come affrontarla. È come se una mano si estende dall’alto ed eleva uno al suo livello.

Questo è esattamente ciò che i Cohen hanno dovuto fare durante Yom Kippur perché in questo momento tutti i cinque desideri egoistici sono già “respinti” e le persone diventano “vuote”, ad esempio; pronte ad arrendersi a tutto ciò che è essenziale per loro.

Dato che le persone sono pronte a “morire”, vale a dire, completare l’auto-correzione ad una certa fase che è simboleggiata dagli abiti bianchi che i Cohen dovevano  indossare il “Giorno dell’Espiazione.” In questo caso, il superiore poteva fare qualsiasi cosa con l’inferiore che si era annullato.

Per i Leviti, i Cohen sono il grado superiore. Loro li portano al livello più alto. Essi si fondono con i Cohen annullando se stessi. Dopo che sono passati attraverso questo stato, tornano indietro in modo che autonomamente chiedono il potere della dazione ed amore per innalzarsi di nuovo al livello dal quale scesero, a prescindere dall’egoismo che è tornato a loro dopo che Yom Kippur è finito.

Domanda: Chi è un Levita?

Risposta: Il Levita personifica un vincolo di connessione con le persone, la parte inferiore di Bina. Attraverso di loro, i Cohen contattano Israele.

Un Cohen è un gradino verso il governo superiore che è connesso al Creatore; considerando ciò, i Leviti sono “aggroviglaiti”, sia con i Cohen sia con il popolo di Israele.

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Da Kab.TV “I Misteri del Libro Eterno” 14.05.2014

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Colui che dimora, la divinità ed il gruppo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa “Io dimoro in mezzo alla mia gente” (Re II 4:13) e come ciò è collegato al nostro lavoro rivolto al pubblico?

Risposta: “Io dimoro in mezzo alla mia gente” significa che noi scopriamo il Creatore nella Divinità, in tutti i desideri che si accumulano al livello parlante e che vogliono somigliare al Creatore. Divinità è il collettivo, la comunità, tutta l’umanità che raccoglie in sé la natura dei livelli inanimato, vegetale e animale e che diventa il sostegno, la sostanza di un desiderio, nel quale il Creatore, la Luce Superiore, viene rivelato.

Attualmente noi agiamo come è indicato nel seguente disegno: in alto il Creatore, nel centro il gruppo e sotto la comunità. Noi usciamo al pubblico, assorbiamo le loro mancanze, le trasformiamo in mancanze nostre e le innalziamo al Creatore. La risposta ci arriva dal Creatore, MAD 1 (la Luce) e così abbiamo qualcosa da trasmettere al pubblico, MAD 2 (nel disegno).

Comunque, dopo avere lavorato per un po’, raggiungiamo la fase nella quale il gruppo inizia a lavorare con il Creatore che si trova tra il pubblico. Il vaso, la Divinità (Shechina), questo è il pubblico; e la Luce, la parte interiore del pubblico, è colui che vi dimora (Shochen), il Creatore, che si trova nell’umanità.

Innanzitutto io mi correggo rispetto al gruppo e poi lo devo immaginare nella sua forma perfetta, nel mondo dell’infinito, lo devo vedere come la Divinità. Se esso mi sembra frammentata, ciò è solo il grado della mia frammentazione. Quindi lo devo accettare come corretto e devo continuamente cambiare me stesso, per vedere il gruppo in uno stato sempre più avanzato, elevato, spirituale, sacro ai miei occhi, un luogo dove il Creatore si rivela sempre di più. E quando sono in discesa e guardo il gruppo in modo egoistico, allora mi dico che sono io a determinare tutto questo ed esso cambierà per il mio bene; cioè io non sono al suo servizio, piuttosto è il gruppo ad essere al mio servizio.

E quando ci prendiamo cura del pubblico e tramite esso (dentro il centro del gruppo) raggiungiamo il Creatore, allora il pubblico diventa prezioso per noi. Il Creatore è prezioso per noi ed il pubblico è prezioso. Così noi iniziamo a chiarire il rapporto tra la Luce ed il vaso. Per quanto riguarda il vaso, tutto dipende dal tipo di Luce che noi scopriamo in esso ed il modo in cui sentiamo che stiamo arrecando gioia al Creatore.

In questa Luce noi scopriamo l’identità superiore che viene espressa tramite la natura del mondo. Il Creatore non ha altra forma se non quella che noi Gli attribuiamo. Al momento non Gli attribuiamo alcuna forma, quindi Lui per noi on esiste. E nella misura in cui noi riusciremo a darGli una qualche forma di dazione all’interno del vaso, in quella misura Egli sarà rivelato.

Così è detto “Io dimoro in mezzo alla mia gente”. Al livello successivo il gruppo sarà come il nostro “punto nel cuore” e tutto il nostro lavoro consisterà nel vedere l’umanità come la giusta base per la scoperta definitiva della Luce Superiore.

Questo livello arriverà da sé, in base al nostro grado di avanzamento, ma è necessario capire quanto sia importante la divulgazione oggi. Non facciamo semplicemente qualcosa di buono per la comunità; piuttosto noi lavoriamo col nostro vaso spirituale per scoprire il Creatore.

Ai nostri giorni abbiamo bisogno di un gruppo, una persona non è sufficiente per questo lavoro. C’era un tempo in cui bastavano due persone per scoprire questo rapporto lavorando insieme. Ciascuno lavorava fuori da se stesso, all’interno della connessione, e questo era sufficiente, come è scritto: “Il minimo di molti è due”. (Yerushalmi Yoma 13)

Ma ora neppure un gruppo forte ed avanzato di un migliaio di persone è in grado di scoprire la Forza Superiore. L’inizio della Divinità è qui e quindi bisogna dare sempre più risalto al pubblico. E così scopriremo molto in fretta che il pubblico non è solo Israele ma tutta l’umanità.

Il vaso inizierà a reagire. Tutta l’umanità, all’improvviso, inizierà a reagire in tutto il mondo.
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Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 26.05.2014

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La correzione inizia con coloro che si sono risvegliati
Fa della tua vita un dialogo con il Creatore