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Elevarsi al di sopra delle differenze tra i sessi

Domanda: Non tanto tempo fa è stata provata scientificamente l’esistenza dell’intelligenza di gruppo. Alcune delle più importanti università americane hanno tenuto un esperimento nel quale le persone sono state divise in piccoli gruppi. E’ stato stabilito che uno dei fattori essenziali che ne ha influenzato il risultato è stata la presenza delle donne nel gruppo. Sai per caso darmi una risposta?

Risposta: Non sono al corrente di questi esperimenti, perciò non posso darti una risposta. Personalmente non ho informazioni a questo riguardo.

Posso soltanto dire una cosa: poiché la nostra società è composta principalmente da donne, certamente dobbiamo includerle nella discussione. I gruppi dovrebbero essere formati da gruppi di uomini, di donne, e da gruppi misti.

L’idea è che sarebbe auspicabile dividere i gruppi composti da dieci persone in base al sesso. Nonostante tutto questo, la differenza tra i sessi influenza significativamente anche il processo del nostro pensiero; perciò, è necessario provare a farlo in modo che gli uomini non spostino la loro attenzione dalla discussione perché si sentono obbligati a giocare un particolare ruolo rispetto alle donne o delle donne rispetto agli uomini.

Dobbiamo renderli inclini a questo genere di condizione, dove essi non faranno attenzione al reciproco sesso, ma vedranno solamente degli amici davanti a sé al fine di formare un nuovo livello di reciproche relazioni che non dipendano dalle relazioni sessuali. Con la parola “sessi”, mi riferisco alle caratteristiche sia fisiche che mentali, a tutto ciò che è collegato ai termini “uomo” e “donna”. Non si tratta di un concetto soltanto esteriore, ma si riferisce ad un’ immagine completa: la forma del pensiero, l’approccio, tutto. Siamo molto diversi gli uni dagli altri.

Perciò, prima di tutto è necessario compiere dei seminari separati per gli uomini e per le donne e solamente dopo di ciò, nella misura in cui si sono elevati al di sopra di loro stessi e si sono connessi all’importanza del compito, sarà possibile avere dei gruppi misti. Questo succederà solamente dopo aver discusso per molte volte le questioni relative all’educazione, alla conoscenza, alle relazioni all’interno della società, al rapporto tra persona e natura o, ancora meglio, ciò che mette loro a disagio.

Se ho di fronte una donna, io passo immediatamente ad un altro livello di comunicazione; cerco di non farle del male, di rapportarmi a lei con rispetto, nel corso di qualunque genere di discussione, di ascoltare…Si tratta di un sistema completo. Sono qui compresi dei livelli di comunicazione del tutto diversi, che non si riferiscono all’intelletto, o alla natura basilare. Siamo diversi ed uno speciale adattatore della comunicazione si presenta tra di noi. Dobbiamo elevarci al di sopra di questa differenza di modo che non esisterà in questa forma ed io guarderò così alla persona con cui sto parlando come se fosse un “unisex”. Ciò significa che diventiamo uguali in tutto, nonostante le nostre differenze fisiche.

Alcune volte è il contrario: supponiamo il caso in cui si discutono delle questioni come la famiglia, dobbiamo “mettere in luce” i problemi. Quindi, non siamo più uguali nella costruzione di qualcosa di più elevato, chiariamo in che modo rimaniamo ancora diversi a livello della nostra unità integrale : uomini – donne – marito, moglie. Infatti, non ci possiamo elevare completamente senza il corpo! Ci eleviamo dentro la nostra natura e questo ci procurerà tutta una gamma di problemi. Illustriamo le differenze tra gli uomini, le donne, e i bambini secondo uno schema diverso da quello della “tavola rotonda” e gradualmente li portiamo al punto in cui si eleveranno al di sopra delle loro differenze ed inizieranno a lavorare a vantaggio dell’obbiettivo successivo, l’unità integrale.
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(Da Kab.TV “La Saggezza delle Moltitudini” 14.05.2013)

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La chiave per capire Lo Zohar

Se vogliamo capire Il Libro dello Zohar, dobbiamo immaginare il rapporto fra noi: come l’intensità della connessione aumenta e diminuisce secondo le nostre azioni e i nostri sforzi. La rete che unisce è descritta dettagliatamente nel TES (Talmud Eser Sefirot): Keter, Hochma, Bina, Zeir Anpin e Malchut il Partzufim di Atik, ed Arich Anpin che è Keter, Aba ed Ima, che è Hochma e Bina e ZON, che è Zeir Anpin e Malchut.

Noi siamo connessi da questa rete, siamo inclusi al suo interno. Più chiara questa rete diventa, più in alto ci eleviamo. Meno chiara diventa, più in basso scendiamo. Noi operiamo in questo modo.

Così, tutto il nostro lavoro è di evocare il più possibile il legame con Ie dieci Sefirot in cui esistiamo. Poi, ognuno di noi vedrà se stesso come Malchut che opera in queste dieci Sefirot, fino a che esse prendano la loro forma finale, la forma del mondo di Ein Sof (Infinità).

Quindi, TES e specificamente Il Libro dello Zohar furono scritti per evocare in noi la visione che siamo in Malchut del sistema superiore, dal quale noi muoviamo, richiamando il sistema totale.

Noi siamo parte di una rete, e occorre stimolare questa rete. In tal caso, ognuno sarà colpito e così, sentendo l’altro, avrà anche la possibilità di esaminare e capire come operare in questo intero sistema.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.06.2013, Introduzione al Libro dello Zohar)

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Un percorso inevitabile

Baal HaSulam, “L’amore del Creatore e l’amore degli esseri creati“: La fase immediatamente dopo “ama il tuo amico come te stesso” è l’adesione.

Il comandamento dell’amore per gli altri ci porta al livello dell’amore per il Creatore. Si tratta di un percorso sicuro con tutte le opportunità, gli stati, e i mezzi di cui abbiamo bisogno. E’ impossibile scappare da questo usando diversi pretesti come: dire che non lo sappiamo o che non abbiamo potuto agire, dal momento che ognuno ha ricevuto ciò che gli serve.

La correzione di “ama il tuo amico come te stesso” comprende tutte le altre correzioni ed è la più odiosa in quanto è opposta dalla nostra natura, ma non abbiamo altra scelta, anche se ancora non abbiamo capito che non è la nostra unica base. Finché non scopriamo la necessità di questa correzione, non possiamo accedervi alla strada che conduce alla meta.

Domanda: Come portiamo contentezza alla forza superiore trattando tutti gli altri bene?

Risposta: In sostanza, è la stessa cosa. Immaginate che tutti gli esseri creati, tutte le persone sono i “figli del Creatore.” Questo è quello che dicono le fonti. Quindi, se fate del bene al figlio, certamente portate contentezza al padre.

Una volta il Creatore ha detto a Giona, il profeta, che Egli non può semplicemente abbandonare la grande città di Ninive, con 250.000 abitanti, nonostante i loro peccati. Il messaggio è chiaro: “Se tu li tratti con amore e li salvi, allora Mi porterai soddisfazione.”

Il Creatore non ha alcun vaso (Kli) per ricevere la soddisfazione da noi, quindi il mezzo per riceverla è l’intera realtà che si diffonde tra noi, tra ognuno di noi e il Creatore. E in questa realtà le altre persone devono essere al primo posto.

Quindi la diffusione del metodo della correzione e il preoccuparsi di tutto il mondo sono le azioni più preziosi che ci hanno permesso di svolgere e dobbiamo concentrarci su di esse. Naturalmente dobbiamo prima correggere noi stessi per sapere come relazionarci con il mondo.

Il calcolo è il seguente: “Faccio di tutto per portare contentezza al Creatore. Esprimo questo desiderio nel preoccuparmi del mondo o, più precisamente, nel preoccuparmi delle persone. I livelli inanimato, vegetale, e animale della natura potranno anche essi aderire alla correzione. Al fine di prendermi cura delle persone, devo correggermi e quindi ho dovuto iniziare correggendo me stesso.
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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah  del 02.06.2013 , Scritti di Baal HaSulam)

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Il cordone ombelicale per la connessione a colui che è superiore

Domanda: Può succedere che il gruppo non fornisca ad una persona il supporto di cui ha bisogno?

Risposta: Il gruppo fornisce ad una persona tutto il supporto di cui ha bisogno secondo la misura in cui può sentirlo. La questione è se egli è abbastanza sensibile per sentire questo supporto. Forse, non è collegato al gruppo per nulla, quel che succede non lo interessa, e vive la sua propria esistenza.

Viene a lezione, studia e và a casa. Dopo di che potrebbe venire a lezione ancora dopo un paio di giorni quando non ha altri impegni più importanti. Non gli interessa quel che succede nel gruppo. Non sviluppa la sensibilità interiore che permette di sentire la risposta, un’impressione, un’ispirazione da loro. Così facendo non riceverà nulla dal gruppo.

Il gruppo è un vaso, un mezzo per aderire a colui che è superiore, il posto dove l’embrione aderisce all’utero materno, la placenta che permette ad una persona di aderire al Creatore. Nel frattempo egli è solo nella forma di un embrione ed il gruppo è tutto il mondo, come lo è l’utero della madre. Comunque più tardi, riceve la forma del mondo intero.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.04.2013, Gli scritti di Baal HaSulam)

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Il lavoro nel cuore

Domanda: Qual è il metodo del lavoro interiore? Come posso sentirmi grato verso il Creatore e provare gioia anche quando ricevo delle serie interferenze e persino colpi? Come posso veramente giustificarLo senza ingannare me stesso?

Risposta: Se una persona è sola, non c’è niente che egli può fare. Non può capire e chiarire il suo stato attuale e realizzare la decisione corretta se non lo fa attraverso il gruppo. Non ha alcun strumento, nessun attrezzo che analizza come lo può fare.

Il gruppo è l’unica fonte attraverso il quale egli può comprendere nella maniera corretta, i problemi e le domande che arrivano dall’alto, dall’esterno, o dall’interno, e vedere tutti questi stati correttamente, arrivando così ad una certa soluzione e poi agisco. Posso agire soltanto attraverso questo meccanismo.

Non posso pensare a me stesso. Se sono da solo, penso sempre dall’interno del mio ego frammentato. Allora devo trasmettere i miei pensieri attraverso questo strumento, attraverso questa massa, detto il gruppo, e solo allora avrò l’opportunità di sentire le domande correttamente e rispondere ad ogni cosa che mi succede nella maniera corretta.

Solo l’ego governa in me, nella mia mente e nel mio cuore. Non posso mai risolvere alcuna cosa correttamente. Lo dico basandomi su esperienza personale. Ho costantemente bisogno del gruppo, degli amici, dei miei studenti, che forse si trovano su un livello molto inferiore rispetto a me, ma non fa alcuna differenza. Dopotutto loro sono in tanti, e soltanto quando passo i pensieri e i desideri che ricevo o che voglio esprimere attraverso loro, potrò essere sicuro di fare la cosa giusta. É esattamente così che lavoro, e in alcun altra maniera.

Quando arrivo a lezione, non so quale sarà l’argomento, e non mi interessa. Se non sento il gruppo, se non mi incorporo in esso, passando tutte le risposte e le domande, l’intera analisi, attraverso voi, non potrò mai agire correttamente perché il mio ego non è ancora completamente corretto. Nuovi attributi egoistici che si rivelano in me, mi guidano in ogni momento, è sarà così fino alla fine della correzione.

Quindi tutto dev’essere trasmesso tramite il gruppo, proprio come gli studenti di Rabbi Shimon che scrissero il Libro dello Zohar, trasmisero ogni stato che avevano attraversato solo tramite il gruppo e ad ogni livello li portò dall’odio assoluto all’amore assoluto.

Esiste un’unica risposta a tutte le tue domande: Risolvi tutto e trasmetti ogni cosa attraverso il gruppo, incluso quello che senti e quello che vuoi dire. Non sei tu che vuoi parlare, ma noi. Non sei tu che vuoi sentire, ma siamo noi. Allora avrai successo nel fare le cose correttamente.

Non esiste altro strumento! Non hai diritto di ascoltare usando solo le tue orecchie e sentire nel tuo cuore e veder usando i tuoi occhi; è così che gli animali sentono e vedono il mondo. Fate tutto insieme, il quale dimostra che esiste il concetto interiore del gruppo dentro di te. Discutete ogni cosa insieme e consultatevi.

Ogni giorni, oltre che nelle lezioni, partecipo per cinque-dieci minuti a brevi incontri di gruppo.

Tuttavia anche la lezione è un incontro di gruppo per me. Sento le persone, cerco di connettermi a loro, e di sentirli. Pensate di essere semplicemente tra un pubblico, seduti ad ascoltare durante la lezione? Se è così, perché riunirsi?

Il tema della lezione non è importante, ma il fatto che ci riuniamo come un unico corpo, lo è. Gli studenti di Rabbi Shimon scrissero quanto era difficile riunirsi durante le lezioni e come si odiassero tra di loro, e non riuscissero a guardarsi, e poi gradualmente attraverso il lavoro su se stessi, raggiunsero lo stato dell’amore! Riuscite ad immaginare da quale stato di bassezza a quale incredibile altezza!

Siamo ancora molto lontani dallo stato di odio vero che provarono loro, che a malapena riuscirono a trattenersi dal bruciarsi a vicenda, riuscendo così a raggiungere l’amore di cui scrissero nel Libro dello Zohar.

Che cos’è il Libro dello Zohar e la Torà? Che cos’è che i Kabbalisti rivelano veramente? Rivelano quello che possiamo rivelare tramite la connessione. Che cos’è la scala spirituale? Sono i livelli di connessione sempre più forte, dell’unico vaso che esisteva prima della frammentazione. É la ricostruzione di questo vaso e il rimetterlo insieme, nella stessa forma, ma con i proprio sforzi. Mettere insieme tutti i desideri, tutti i pensieri del gruppo in un unico intero, questa è la correzione.

Gradualmente, in questa correzione, in questa connessione tra di noi, ad un certo punto, il Creatore comincerà ad essere rivelato. Prima inconsciamente,e poi attraverso alcuni impulsi e movimenti interiori diventerà sempre più chiaro. Il Creatore non ha alcuna immagine. Sarà rivelato nella connessione tra di voi mentre vi connettete.

Dobbiamo costantemente ricordarci di questo e sviluppare l’idea e poi avremo successo. Se continui a respingere l’idea, allora stai sprecando il tuo tempo ed energia.
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L’intero gruppo delle “decine”

Otterrete tutto nel gruppo delle “decine”, “esso è il gruppo composto da dieci amici che lavorano alla connessione tra di loro (un esercizio che conduciamo al presente), e non solo studiando Lo Zohar o Lo studio delle Dieci Sefirot.  Non sappiamo come il tutto sia stato rivelato, ma lo è stato.

Domanda: Come dovrei agire riguardo al mio gruppo di “decina”?

Risposta: Qualche volta, devo controllare me stesso riguardo alla decina, questo Minyan (un quorum di dieci). A volte ho visto questo Minyan come una persona, a volte ho visto me stesso oltre gli altri e a donarlo agli altri, e a volte ho visto me stesso inferiore agli altri ed essere sotto la loro influenza.

A volte sentiamo di essere insieme, come un campo di forza, nel quale siamo tutti egualmente incorporati uno nell’altro ed ogniuno è fatto da tutti i dieci. Quando ogniuno di noi è già fatto di tutti i dieci ed è incorporato in tutti i dieci ancora, ciò diventa 10×10, il quale è, 100. Il 100 sono incorporati nel dieci ancora e diventano 1,000, e così andando avanti. Eventualmente riempiamo quest’area nella nostra incorporazione mutuale così densamente da diventare un intera, solida superficie al di sopra del quale viene rivelato il Creatore.

Posso immaginare che è così a chi porta carenza nei dieci e gli altri si preoccupano come lo ZAT (la più piccola e settima Sefirot) o Bina. Sono in loro come l’utero di una madre e li costringe ad attrarre la Luce che Riforma al di sopra di me e quindi aderisco a loro con maggiore forza e conferiamo al di sopra di loro e li aiutiamo.

Posso anche scoprire questa attitudine nei dieci quando tutti ci connettiamo in uno unico. Dopo conferisco al di sopra di loro e ricevo da loro, Raggiungo questa unione con loro, sentendo che non solo ciò che facciamo lo condividiamo ma attendiamo la rivelazione del Creatore come risultato di questa unione e della collaborazione. Il momento della “decina” realizza il concetto di Minyan (connessione di dieci persone),in cui rivelo il Creatore.

Si dice “ Venivo e non c’era nessun uomo” il che significa che l’interezza nel quale il Creatore si rivelava era persa. Quindi il Creatore dice “Venivo e non c’era nessun uomo”. “Uomo” è l’immagine nel quale il Creatore si può vestire.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06.05.2013, TES)

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La realtà materiale è la più grande benevolenza del Creatore

Domanda: Dopo che ci siamo divisi in gruppi di dieci, ci sembra di iniziare un nuovo processo. Dopo molti anni di lavoro insieme con gli amici ho già costruito un bel paio di “oneri” interiori sia positivi che negativi…

Risposta: Tutto questo non ha nulla a che fare con il vero concetto di gruppo. In un vero gruppo vi è un impegno reciproco dal momento che è uno. Siamo tutti nella stessa barca, e dovete capire i rapporti tra voi. Non è solo un obbligo, ma è semplicemente impossibile gestirlo senza di esso.

Oggi, siete solo amici. Tu scegli coloro con cui ti senti più a tuo agio, ma hai un obbligo nei confronti del vero e proprio gruppo. Se non lo fai, allora non è ancora un gruppo o un gruppo di dieci.

Sentiamo il gruppo dal nostro impegno, è come se mi preoccupassi per un bambino che ha bisogno di una custodia continua. Non si tratta di una sensazione piacevole, ma dell’impegno che ho preso con i miei amici. Dobbiamo sviluppare questi due aspetti perché altrimenti tutto è perduto, non c’è altro modo.

È un vero miracolo; eravamo distrutti e ad ognuno di noi è stata data una scintilla che gli permette di connettersi ad altre persone, connettersi artificialmente, cercare di connettersi a livello corporeo. Senza la realtà corporea tutte le nostre scintille sarebbero infinitamente distanti tra loro e noi non saremmo mai in grado di avvicinarci gli uni agli altri. Ma viviamo in organi corporei che ci permettono di essere in dazione reciproca e di ricevere tra noi. Gli organi corporei proteici ci aiutano a stabilire dei legami e una connessione, anche se le scintille sono ancora infinitamente lontane l’una dall’altra.

Il nostro attuale ego appartiene ai corpi e non alle scintille, dato che non è ancora la vera inclinazione al male. Ma se cominciamo ad avvicinarci sempre più l’uno all’altro, anche nonostante il rifiuto che i nostri corpi sentono, cominciamo a evocare la Luce che unisce le nostre scintille.

Quindi, dovresti capire che sollievo, che grande aiuto sia lungo il nostro cammino spirituale. Con l’aiuto di un tale sistema grossolano e modesto possiamo cominciare a collegare le scintille. La Luce che Riforma le influenza, e nel frattempo attraversiamo la fase attuale, che è la più lunga e la più difficile di tutte le fasi. Attraverseremo gli altri livelli molto più velocemente, ma questo livello è il più grossolano, poiché qui tutto è fatto con l’aiuto dei corpi. È la preparazione per il lavoro diretto con la Luce e il desiderio, uno stadio meraviglioso, la più grande benevolenza del Creatore. Anche se odio l’amico, io comunque mi connetto a lui, si tratta di un’ opportunità che è in contrasto con la natura. La natura opera secondo l’onestà e la verità, mentre qui c’è un meccanismo che si basa su una menzogna.

Quindi devi desiderare e aspettare il momento in cui avrai il piacere di vedere i tuoi amici come i tuoi figli e anche di più. Sì, sì, sentirai che l’amico è più prezioso per te del tuo stesso bambino.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 20.05.2013, Scritti del Baal HaSulam, La Garanzia Mutua)

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Il successo è determinato dalla preparazione

Domanda: Abbiamo bisogno di cominciare a prepararci adesso per diventare un gruppo di dieci per il congresso?

Risposta: E ‘impossibile ottenere qualcosa di serio senza preparazione. Se il successo è arrivato senza preparazione, vuol dire che è stato dato dall’alto: Sei stato spinto e stai correndo in avanti e hai avuto il risveglio per farlo. Questo successo non ti viene aggiunto come merito del tuo sforzo.

Ogni progresso serio dell’inferiore avviene solo a causa della preparazione ed è determinato dalla quantità dello sforzo. L’azione che mi ha portato dieci secondi per completarla potrebbe richiedere dieci anni di mia preparazione. Questa preparazione determinerà il potere dell’azione.

Quindi, abbiamo bisogno di pensare alla preparazione. Continuiamo a lavorare in gruppi di dieci per prepararci al congresso: per costruire un grande gruppo di dieci. In caso contrario, vi troverete al congresso persi nella folla di migliaia, e appena usciti dai confini del proprio gruppo di dieci. Tuttavia tu dovrai integrarti nel congresso con il tuo gruppo di dieci e vedere tutti come un unico gruppo di dieci.

Non si dovrebbe andare oltre i confini del cerchio, ma al congresso, tutti sono inclusi in questo cerchio. L’intero posto con tutte le persone sono circoscritti nei limiti del nostro circolo. In seguito, lavoreremo su come collegarci virtualmente con altri gruppi in modo che le distanze non ci separino.

Dopo lavoreremo in modo che il tempo non ci separi. Inizieremo a connetterci con i Kabbalisti che vivono in ogni momento dato che non il tempo non esiste! Noi comprendiamo come sia possibile eliminare le distanze perché possiamo collegarci virtualmente a qualsiasi punto del mondo. Ma neanche il tempo non esiste. Anche il nostro mondo ci avvicina al confine oltre il quale il tempo non esiste. Dobbiamo lavorare per far scomparire il concetto di tempo, spazio e movimento.
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(Dalla  1 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah  del 28.05.2013 , Gli scritti di Rabash)

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Provaci, e tutto funzionerà

Domanda: Cosa vuol dire lavorare su me stesso al fine di amare gli amici?

Risposta: Devi immaginare che l’amico sia una persona importante, piacevole e speciale. In caso contrario, perché lo dovresti amare? Primo, devi trovare una ragione. Quale può essere la ragione per amare l’altro se provi dell’odio? Per essere onesti, non è neanche indifferenza, ma vero odio.

Puoi provare quanto segue: immagina che il tuo amico abbia vinto un milione di dollari alla lotteria. Proprio il giorno dopo, ti sentirai diverso rispetto a lui. Lo invidierai e lo odierai ancora di più. Non è così? Cosa vuol dire che lo odi? Significa che preferiresti che non avesse vinto, e questo è già abbastanza. E’ molto facile da verificarlo, poiché la penseresti in modo diverso se si trattasse di tuo figlio.

Quindi, possiamo lavorare per amare l’amico se odiamo tutti coloro che sono nel mondo tranne noi stessi? Ora, tu ti sei risvegliato per uno scopo sublime chiamato “il Creatore“, e lo vuoi raggiungere. Non fa differenza che tu non sappia chi è il Creatore. Desideri ardentemente una conoscenza e un potere che siano più elevati per arrampicarti sulla vetta che é più eccelsa rispetto a questa intera vita. Si tratta proprio di un desiderio egoistico.

Però, al fine di elevarsi fino alla vetta, devi soddisfare una condizione: amare colui che odi. Il Creatore ti spiega gradualmente che non puoi amare Lui perché se Egli si rivelasse un pochino, tu Lo odieresti poiché la tua natura è opposta alla Sua. Questo contrasto provocherà in te il rifiuto e l’odio.

Quindi, per evitare queste brutte relazioni con il Creatore, per il momento devi imparare a migliorarti per raggiungere uno stato diverso. Ti è stato dato questo mondo: la natura inanimata, vegetativa ed animata, e gli uomini, per provare ad andare d’accordo con loro.

Il Creatore ti dice che Egli ti aiuterà tanto più tu proverai ad amare l’altro al di sopra dell’odio che senti. Ora, tu disprezzi tutti: “Che vadano tutti all’aria” ma il Creatore ti fa percepire queste sensazioni di proposito. Nel momento in cui vorrai ascendere al di sopra del tuo odio, Egli ti aiuterà in modo che tu possa riuscirci. Provaci e Lui ti aiuterà. In questo modo, insieme, cambierà la tua precedente natura in un’altra natura. La seconda natura non annullerà la prima, ma farai di te stesso un abito, una forma proprio come il Creatore, e diventerai come Lui.

Sarai in grado di fare la conoscenza del Creatore. Allora, sarai capace di abbracciare, di connetterti, e di fonderti in un solo corpo. Questa è la ragione per cui Egli ha creato l’ambiente che tu odi, e nel momento in cui proverai ad amarlo, Egli farà in modo che i tuoi sforzi abbiano successo. Se riuscirai a compiere anche il minimo conseguimento, non tanto amare ma almeno causare minor danno agli altri, nel senso che riuscirai a neutralizzare il tuo ego, Egli si rivelerà. E questo perché allora tu non Lo potrai più danneggiare, e sarai in grado di avvicinarti e di connetterti.
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(Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05.2013, Gli Scritti del Rabash)

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Una nazione unita da scintille

Domanda: Che cos’è la “Nazione di Israele“?

Risposta: La “Nazione di Israele”, proprio come ogni altra nazione, è un insieme di diverse persone, ma, a differenza delle altre nazioni, queste persone sono unite in base al principio speciale di “Ama il prossimo tuo come te stesso“.

Una volta, gli uomini vivevano in tribù nell’antica Babilonia, e poi si sono divisi e dispersi in differenti direzioni e differenti nazioni, materialmente collegate tra loro, sono state create attraverso i loro desideri materiali.

In quei giorni, Abramo raccolse intorno a sé circa quattro o cinque mila uomini sui molti milioni che componevano l’umanità nell’epoca di Babilonia. Coloro che si unirono ad Abramo erano uomini nei quali ardeva una scintilla per qualcosa d’altro, la scintilla che risveglia gli uomini a porsi al di sopra della natura. Questi uomini lo seguirono con grandi speranze, nell’attesa di trovare il Creatore.

Essi ricevettero da Abramo il metodo per la rivelazione del Creatore che permette ad un uomo di imparare ad amare gli altri al fine di conseguire l’amore per il Creatore grazie a questo.

Questo gruppo lasciò la Babilonia ancor prima della grande diaspora e con il tempo diventò la nazione di Israele. Primo, le scintille non erano unite e tutti avevano dei desideri differenti e non potevano unirsi.

Tuttavia, Abramo iniziò a lavorare con loro e ad unirsi a loro attraverso un’idea comune ed un solo obbiettivo, attraverso la percezione che è al di sopra del desiderio egoistico.

Egli agiva in base al principio che “l’Amore copre tutte le trasgressioni”. Però, gli uomini possono sentire l’amore solamente se il desiderio per il piacere cresce in loro. Essi acquisiscono una sufficiente forza per rifiutare il piacere e quando lo superano, ascendono all’amore. In caso contrario, l’indifferenza e la divisione tra loro può annullare ogni scintilla.

La dinastia dei nostri progenitori, Abramo, Isacco, e Giacobbe inizia qui. Il gruppo adempì la sua misura di iniziale unità, e allora una nuova ondata di ego lo coprì e, di conseguenza, il successo e l’insuccesso dei tentativi di unirsi si trasformarono in una specie di lavoro che noi chiamiamo l’ “esilio in Egitto”.

E’ lo stesso gruppo. Non importa in quale tenda abiti, cosa studi, ed in cosa si impegni, il suo stato attuale è chiamato semplicemente “Egitto”. “Il Faraone” compare tra gli amici, nell’odio reciproco, e nella Torà, e nel metodo con il quale Giuseppe sostiene il gruppo, e poi, in Mosè.

Infine, il “gruppo di studio” raggiunge uno stato insopportabile perché l’ego semplicemente li divide ed essi non sanno cosa farci. Essi vogliono connettersi e realizzare una connessione reciproca tra di loro, ma l’ego li separa così tanto che essi si trovano in un vicolo cieco.

Allora, non solo non capiscono, ma entrano anche in un nuovo stato dove c’è un bisogno essenziale e vitale di scappare dal “re dell’Egitto”, per uscire dall’amore per sé e superarlo.

Immaginate quanto forte dovete essere per odiare l’ego, quanto repulsivo ed insopportabile deve sembrare in modo che possiate “saltare” e porvi al di sopra di esso. Semplicemente non avete la forza per entrare in contatto con esso, e questo odio vi solleva. Questo è il significato di “esodo dall’Egitto”.

Tuttavia, la fuga non è sufficiente. Come ci dovremmo unire adesso? Dobbiamo comunque coesistere con l’ego. In questo stato, i figli di Israele si trovano davanti al “Monte Sinai“, non al di sopra dell’odio, piuttosto, intorno ad esso. Allora, arriva la Luce, e grazie ad essa, i figli di Israele arrivano a capire come potersi unire nel modo corretto, il che significa usare ed in che misura usare l’odio al fine di unirsi al di sopra di esso.

Essi iniziano a lavorare reciprocamente in modi diversi, ed è impossibile farlo senza incorporare la forza negativa. Al fine di ricevere la forza positiva, essi fanno un patto tra di loro,  tra di loro e la Luce, il Creatore. In questo modo, la loro auto-correzione inizia.

Il gruppo è lo stesso gruppo, ma da adesso in poi è una nazione poiché adesso essi sono veramente uniti come ogni altra nazione, ma sono uniti nel desiderio collettivo, nelle scintille della dazione.

La base della loro unione non è il normale desiderio materiale di una bella vita in questo mondo, ma la necessità di vivere nel Creatore, in Colui che è superiore. Infatti, anche i figli di Israele sono attirati dal una “bella vita”, ma dietro a queste parole, c’è già un diverso significato. Il senso di ciò che effettivamente è “bello” cambia.
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(Dalla 3.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 22.02.2013 “Il Sostegno Reciproco”).

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