Pubblicato nella 'Lavoro di gruppo' Categoria

Cosa dobbiamo raggiungere quest’autunno

Abbiamo parlato e letto molto circa il nostro bisogno di unirci. Tuttavia, fino a poco tempo fa è stato un periodo relativamente tranquillo e noi non ci siamo ancora trovati pronti a renderci conto che il bisogno di unirci è il fattore decisivo e fondamentale, e tutto dipenda da questo.

Ne abbiamo sentito parlare per anni, ma non abbiamo capito che tutto quello che ci aspettiamo ha luogo precisamente nell’unione. Il “detonatore” non ha funzionato in noi, non c’è stato un “clic” interiore, ovvero la realizzazione che il risultato di tutto ciò che studiamo e facciamo è solamente in questo. Ma, ultimamente, sta incominciando ad entrarci dentro, soprattutto con l’introduzione dell’educazione integrale, che per prima cosa dobbiamo applicare a noi stessi.

In conseguenza alla nostra sequenza di congressi che continueranno fino in autunno, arriveremo alla qualità dell’ “automatismo”, nel senso che ci convinceremo che la correzione della nostra estraneità sta nell’unione di tutti noi insieme; questo è il nostro compito. Per quanto riguarda il desiderio per qualcosa di incomprensibile, più elevato, per la Luce, questo desiderio si manifesterà automaticamente se raggiungeremo l’unione corretta. Quindi, dobbiamo accettare il fatto che la realtà superiore, in termini di desideri (Kelim), è nascosta nell’unione. Più applicheremo questo concetto automaticamente, anche se è sempre più difficile gestire questo approccio, più saremo in grado di entrare nel mondo superiore.

Lo vediamo nell’esempio dell’esilio in Egitto, con il gruppo creato da Abramo. Al Faraone (l’egoismo) veniva chiesto, “Lasciaci andare!” In altre parole, “strappiamoci da te, andiamocene!” E quando queste parole furono esternate con sufficiente forza, arrivarono gli ultimi dieci colpi, le “dieci piaghe d’Egitto”.

In effetti, queste sono le ultime dieci manifestazioni dell’egoismo, quando lo spessore egoistico (Aviut) si esprime nei suoi ultimi dieci strati, quando una persona  è finalmente “maturata”. Sebbene queste dieci fasi di egoismo ci influenzino, esse ci sono anche di aiuto per elevarci e alla fine ci spingono nel mondo superiore.

In questo modo, l’egoismo stesso, mentre cresce (e cresce solamente nella misura in cui siamo pronti a connetterci al di sopra di esso), ci aiuta immediatamente. Diventa sempre più bollente e allora noi raggiungiamo un nuovo livello. Sono sicuro che dobbiamo iniziare a percepire queste dieci fasi dell’egoismo che cresce nella misura delle nostra unione. E allora, sentiremo che i nostri tentativi egoistici, da una parte, non ci danno niente, ma dall’altra parte, ci aggiungono un nuovo livello di connessione.

In altre parole, nella nostra unione abbiamo bisogno di iniziare a percepirci come più complessi, più “intricati” e, allo stesso tempo, vedere che questo sistema, come un circuito elettrico, è composto da varie componenti radio, che ancora non funzionano. Sembra che tutto sia in campo e noi proviamo ad unirci; solamente che ancora non c’è niente. Tuttavia, attraversando i colpi dell’egoismo, continuiamo a trovare sempre più nuovi spazi dove non c’è alcun contatto tra di noi a livelli più seri.

Ecco perché dovremmo vedere il nostro egoismo come un “aiuto contro me stesso”. Manifestandosi sempre tra di noi, aggiunge un’occasione per raggiungere l’ego comune che è necessario per il primo livello. Ciò significa che non c’è nulla “contro”, lavora insieme alla Luce, e noi dovremmo vedere in esso una sola singola azione da parte del Creatore: da una parte, la Luce, la linea di destra, e dall’altra parte, l’egoismo, la linea di sinistra.

In questo modo, esse lavorano di continuo, alternativamente, come due gambe, ed un uomo si muove in avanti nella linea di mezzo. Il Creatore, la Forza generale dall’Alto, controlla queste due proprietà, e dobbiamo metterle in pratica correttamente a partire dal fondo per diventare uguali al Creatore. La Luce ed il desiderio devono essere uguali per livelli, e più grandi sono, più vicini si innalzano al Creatore.

Il nostro gruppo Bnei Baruch è stato creato a metà degli anni 90, sebbene abbia degli studenti che mi arrivano dal 1991. Immaginate che da allora e fino ai tempi recenti abbiamo parlato a malapena dell’unione in modo serio. Abbiamo studiato le fonti, letto gli articoli, ma non potevamo ancora iniziare a farlo seriamente, in modo pratico. Solamente adesso abbiamo iniziato ad organizzare seminari per lavorare e sviluppare il metodo dell’educazione integrale, ma non ci eravamo impegnati in questo fino ad oggi perché era troppo presto.

Io sento che il gruppo ed il mondo sono adesso uniti e dipendono tra loro a vicenda. Fino ad oggi, non c’era una tensione come questa, non c’erano condizioni come queste che ci permettessero seriamente, attivamente e praticamente di iniziare a realizzare la nostra unione. Quindi, vedo i risultati degli ultimi mesi attraverso il desiderio (Kli) che creiamo. Il risultato dei nostri congressi precedenti è una sensazione sempre più grande del bisogno di unione.

Io dovrei comprendere che la spiritualità è tra di noi, solamente dentro di noi, solamente nell’incontro dei nostri desideri. Devo immaginare questa cosa automaticamente. Anche se l’egoismo si eleva al livello successivo, io devo sempre e comunque trovare questo stato velocemente, percepire la distanza, sperimentare l’odio di ciò che ci separa, ed aspirare ancora ad una maggiore unione.

Inoltre, questa unione sarà sempre più qualitativa. Non si tratta di una connessione a livello materiale, con le canzoni, o con le varie attività; al contrario, sarà sentita sempre più in profondità, sarà più interiore. Non sarà considerata in base ai parametri del nostro mondo, con le distanze e le persone ecc.

L’unione sarà scoperta sempre di più come una specie di sostanza spirituale, e sarà gradualmente rivelata come una rete di forze, come una connessione tra di noi che esiste nella realtà. Troveremo solo questo, e tutte le qualità esteriori che ancora immaginiamo scompariranno piano piano. Questo è il modo in cui il nostro Kli spirituale si manifesterà. Pensando alle questioni spirituali, immagineremo l’unione più chiaramente sotto forma di questa rete di connessioni tra di noi, dentro ogni Partzuf, tra i Partzufim, che è composta dalle Sefirot e dalle sub-Sefirot, e tutto si riunisce insieme nel sistema che è chiamato il “mondo”.

Questi mondi sono organizzati linearmente, in modo gerarchico, dipendono dall’egoismo e dal modo in cui noi ci lavoriamo ad ogni livello, da come viene dosato. E tutto questo rappresenta i 125 livelli della scala spirituale. E, allo stesso tempo, i mondi sono rotondi.

Questo intero sistema ci verrà presentato come l’unico esistente, e per noi sarà come dissolverci in esso gradualmente; noi non esistiamo, non c’è alcun corpo fisico, non c’è tutto il mondo fisico. Questo mondo confuso scomparirà.

Desidereremo la spiritualità comune invece di quella individuale, immaginandola solamente nella forma dell’unione che si manifesterà sempre più chiaramente tra di noi come una rete di forze. Ed in questa rete di forze, ci percepiremo veramente, percepiremo il nostro “io” interiore che esiste unito reciprocamente agli altri.

Allora, incominceremo a percepire cosa succede in questa rete invece di tutto quello che succede nel mondo materiale. Il nostro mondo è solamente una manifestazione esteriore della spiritualità nella forma che adesso siamo in grado di vedere. Ed è attraverso questi indicatori esteriori che dobbiamo cercare di scoprire la vera e sola rete esistente tra i desideri, l’intero sistema dell’universo. Questi tentativi incominceranno a manifestarsi nella coscienza di tutti, ed il sistema generale diventerà sempre più ovvio, determinando il solo esistente.

Penso che questo sia ciò che diventerà il risultato dei nostri sforzi e dei nostri congressi. Spero che succeda. Ma dipende dagli sforzi individuali di tutti e da quelli della nostra collettività nel movimento verso questo risultato.

Di conseguenza, inizieremo a collegare tutta la nostra conoscenza, il lavoro del gruppo, il lavoro con l’umanità, e gli studi delle strutture dei mondi spirituali. Tutto sarà aggiunto, delineando un unico quadro e noi in esso.

Questo dovrebbe essere il risultato del susseguirsi della serie dei nostri congressi. Mi piacerebbe moltissimo, quando saremo alla conclusione, che potessimo immaginarci molto chiaramente, a mente lucida, a vivere in questo sistema e percepire che esso determina il nostro stato interiore ed esteriore, lo stato del mondo, ed in generale di tutto. In un modo o nell’altro, questo quadro è creato sulla base di molti sforzi.
[110006]

(Dalla 2.a preparazione per il Congresso di Krasnoyarsk del 13.06.2013)

Materiale correlato:

America: Dal sud al nord
Chiudere il cerchio

Unire o di diventare uniti?

Domanda: Con cosa dovrei associarmi: il desiderio di unire tutti o di diventare uniti?

Risposta: Prima di tutto, noi ci associamo con il desiderio di diventare uniti. Certamente! Noi usciamo dal centro verso la periferia.

Devo dire a me stesso che sono il centro del mondo, il centro del gruppo. Questo è affermato negli articoli del Rabash. Cioè, l’azione è mia, ma non conosco le azioni degli altri. Ecco perché devo affermare che tutto dipende da me, e se mi correggo, con questo voglio correggere tutto il mondo. E se io lo conduco in un senso o in un altro, poi dipende da me come cambierà.

Quindi, prima di tutto, viene il mio unirmi a tutti loro, e poi il mio desiderare di unirmi a loro. Cioè, il mio obiettivo è il funzionamento dell’ego. Noi non lo uccidiamo, non corriamo via da lui, ma ci eleviamo al di sopra di esso. Per “elevarci” intendiamo che lo controlliamo. Questo è ciò che una persona possiede e nient’altro.
[109940]

(Dalla preparazione al Congresso di Krasnoyarsk, 13.06.2013)

Materiale correlato:

Unità Divisa
Nessun anello della catena è inutile

La saggezza collettiva del gruppo

Domanda: Al momento il sistema detto la “saggezza del gruppo” viene realizzata in una forma corrotta. Chi o cosa diventerà la sua guida, il suo direttore, il leader quando sarà corretto? Come comparirà questa leadership?

Risposta: La saggezza collettiva del gruppo diventerà la loro guida di riferimento. Non può esserci alcun comando entro il gruppo. Può venire solo da sopra di loro nella forma dei loro educatori che sono ad un livello superiore. Il gruppo non si crea da solo, deve essere organizzato dall’esterno.

Così un’intelligenza condivisa, pensieri e sentimenti condivisi sono creati al suo interno, ovvero come nell’immagine di un gruppo unificato che avanza come un’unità discutendo, sentendo e nel pieno della consapevolezza della sua integralità. Ma, non di meno, c’è un leader che sta sopra di questo. Egli dirige le persone, conferisce nuovi compiti e supervisiona tutto.

Questo per via del fatto che non possono crescere da soli, si allontaneranno in qualche angolo o saranno spazzati via da qualche parte. Potrebbero in qualche modo mantenere la loro posizione ma, per innalzarsi al di sopra di essa, hanno comunque bisogno di una guida che sia sul prossimo livello e che quindi possa consigliarli  cosa fare di volta in volta. Nella natura tutto è organizzato come se fosse una piramide.
[107525]

(Da Kab.TV “La Saggezza delle Moltitudini”, 6.05.2013)

Materiale correlato:

Il potenziale della consapevolezza collettiva
Elevarsi al di sopra delle differenze tra i sessi

Non nascondete il sostegno spirituale a voi stessi!

Domanda: Possono i Kabbalisti sposati aiutare coloro che non sono sposati a trovare un partner per se stessi?

Risposta: Penso che è auspicabile sia per gli uomini che per le donne a fondare una famiglia, anche se potrebbe essere che questo non si trovi nel loro programma. La donna che in passato aspirava sempre a creare una famiglia oggi non la vuole più, anche questo è il risultato di un elaborato, o forse eccessivamente sviluppato, ego.

La persona non vede alcun motivo: “Beh, io porterò un bambino in questo mondo, e quando saranno passati dieci o quindici anni, mi lascerà, e poi?” E’ la stessa cosa con il marito. “Ho dedicato tutta la mia vita a lui, e poi?”

No, non è così. Abbiamo bisogno di costruire le stesse relazioni interiori tra noi, e in tutto il mondo. Pertanto, è necessario cercare di agire in una famiglia secondo lo stesso principio con cui si apprende la saggezza della Kabbalah e gradualmente cercare di ritrovarvi le radici. Allora la famiglia acquisirà significato, nonostante tutto, questa è la stessa cellula da cui inizia la crescita della persona. Il marito e la moglie hanno bisogno di essere coinvolti nella saggezza della Kabbalah insieme e di partecipare in un gruppo come una singola cellula. Anche i gruppi, unendosi, hanno bisogno di partecipare al nostro gruppo generale mondiale come una cella, e il gruppo mondiale generale in relazione a tutta l’umanità, fino a quando tutti noi saremo chiusi in un unica famiglia globale. Quindi tutto comincia dalla famiglia.

E mai denigrare questo essenziale componente egoistico, è semplicemente necessario innalzarlo al livello successivo.

Pertanto, credo che un uomo e una donna possono sposarsi a qualsiasi età, lavorare insieme e partecipare in un gruppo come un tutt’uno. Con questo sentiranno quanto è benefica questa cooperazione tra loro, perché a dispetto di tutto, non è certo che gli obblighi kabalistici vi terranno in un gruppo nel modo in cui vi tengono in casa.

Ne vale la pena, parlo sul serio. Pertanto, tutti gli scapoli dovrebbero prestare attenzione a non nascondere un serio sostegno spirituale da se stessi.
[110046]

(Dal Congresso di Krasnoyarsk, 14.06.2013, Lezione 1)

Materiale correlato:

Il Padre Superiore e la Madre che ci capiscono
Lo spazio condiviso dove nasce una famiglia

Amare l’altro non a parole, ma con i fatti

Domanda: Il comandamento di “ama il prossimo tuo come te stesso” è noto in tutto il mondo. Ma qual è la sua originale interpretazione diversa da quella convenzionale?

Risposta: Essa riguarda la differenza tra Abramo e Babilonia. In Babilonia, si è accettato di tenere l’egoismo non corretto e, al tempo stesso, gridare amore. D’altra parte, il metodo di Abramo, cioè la proprietà di misericordia (Hassadim), è auto-correzione sul sentiero alla dazione in cui l’altro diventa più importante di te stesso.

Questo può essere raggiunto solo attraverso il lavoro basato sul gruppo e costruito da Abramo. A quel tempo, avendo riunito delle persone, si mise a insegnare loro l’abnegazione, l’auto-annullamento, e l’unione al punto di amore per gli altri che per se stessi. Bisogna portare avanti questo lavoro proprio nel gruppo in cui praticamente costruiamo il nostro ambiente.

Quindi, non vedo persone impegnate in questo altrove. Nelle ultime generazioni, nessuno tranne Baal HaSulam e in particolare Rabash, ha scritto circa la necessità decisiva dell’unione e della garanzia reciproca.

Creare diverse religioni e credenze, i cerchi e le organizzazioni che predicano l’amore per l’altro facilita la correzione dell’ egoismo o semplicemente instilla questi o quegli attributi collettivi? Per esempio, anche la Germania nazista unì le persone.

Quindi, la questione è il tipo di unione di cui stiamo parlando.

Abbiamo una metodologia che consente alla persona di unirsi alle altre, dare se stesso all’ambiente al fine di rivelare la dazione reciproca e l’amore per il bene di tutta l’umanità, non solo una parte di essa che si difende da fascisti o dai metodi protezionisti – e, in definitiva, realizzare una forma astratta assoluta della dazione e dell’amore, in altre parole, portare appagamento al Creatore.

È possibile trovare una grande quantità di materiale on-line riguardo l’amore per l’altro. Tutti ne parlano, senza menzionare Israele e Abramo, come se fosse una loro invenzione personale o la caratteristica della loro religione. Quando l’egoismo copre gli occhi, la gente non capisce la profondità della questione, non conosce la storia, e afferma di conoscere la verità. Non c’è niente che tu possa fare al riguardo.

Da parte nostra, ci basiamo già sul metodo di Abramo. Egli scoprì l’amore per l’altro e per se stessi e, dopo essere usciti da Babilonia, adottò questa metodologia. Poi, Mosè lo ha sviluppato per mezzo dell’unione sul Monte Sinai, e così via. In generale, stiamo parlando del compito del popolo di Israele, sulla sua fondazione. È stato originariamente formato in questa base. Se non ci fossero state le fondamenta, non ci sarebbe stata nessuna nazione.

Tutte le altre nazioni sono venute in essere, naturalmente, ma Israele non è “un popolo” in questo senso. Non è tra le altre nazioni, perché è fondata sulla dazione, sull’amore per l’altro e per se stessi, separati dalla realtà del nostro mondo. Israele è il popolo che è collegato dal desiderio di trovare tra loro la dazione e l’amore, e elevarsi su questo amore al di sopra del loro desiderio egoistico. Non c’è nazione di Israele senza queste fondamenta. In altre parole, non può essere chiamato “un popolo” mentre è in esilio dal mondo spirituale.

Gli ebrei in Egitto non erano una nazione fino a quando sono venuti fuori dalla schiavitù e accettato i mezzi che hanno permesso loro di vivere come un uomo con un solo cuore, in garanzia reciproca. Solo allora essi diventarono un popolo. Oggi, non sono ancora un popolo, ma una raccolta di esuli.

Non è un caso che nel corso della storia gli ebrei si siano così preoccupati per l’educazione. Vogliamo inoltre stabilire il metodo di educazione circolare in mezzo a noi e poi passarlo a tutta la nazione e al mondo intero. C’è solo una ragione: essa non esiste senza la nazione.

I concetti stessi di “persone”, “paese”, e la “società” tra gli ebrei hanno seguito l’educazione. Prima che Abramo educasse-insegnasse a coloro che sono fuggiti con lui da Babilonia, essi non erano un popolo. Dopo tutto, è necessario disporre di “colla” che connetta la gente in uno; altrimenti sono estranei gli uni verso gli altri. È l’educazione sul principio dell’amore per l’altro e per se stessi che li riunisce in un gruppo unico o una nazione unificata. Naturalmente, si tratta di un popolo unico, diverso da tutti gli altri. Essi sono uniti in base alle condizioni del nostro mondo, e al fine di unire, Israele deve accettare le condizioni del mondo spirituale.

Questa è l’origine della sua completa opposizione nei confronti del resto del mondo in termini di istruzione e l’essenza dell’amore per l’altro. Se gli altri sono disposti a distribuire questo principio alle loro nazioni, Israele non può essere limitato a se stesso, perché questo non è amore così come dovrebbe essere. Inizialmente dobbiamo essere consapevoli dello scopo della creazione e portarlo al mondo. In caso contrario, invece dell’amore, ci sarà “l’ego delle persone”, “l’ego nazionale”, o, come si dice oggi, “orgoglio nazionale”, che è una sciocchezza. Israele non può avere nulla di tutto questo. Deve limitare il suo ego e connettere valori spirituali superiori ad essa, invece di vantare le sue differenze nelle questioni di questo mondo.
[109554]

(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 03.06.2013, Scritti di Baal HaSulam)

Materiale correlato:

Israele sono le scintille che illuminano il Mondo
Una nazione unita da scintille

Un prestito in termini spirituali

Baal Hasulam, “La Pace”: Queste sono le parole di Rabbi Akiva: “Il libro è aperto e la mano scrive”. Ogni stato in cui si trova una generazione è come un libro, e tutti i malvagi sono come le mani che scrivono perché ogni malvagio è scolpito e scritto nel libro fino a quando non sono così tanti che gli uomini non possono più sopportarli. In quel momento, essi distruggono questo stato di malvagità e si riorganizzano in uno stato migliore. In questo modo, ogni singola azione è calcolata e scritta nel libro, vale a dire nello stato.

Ed egli dice, “Tutti coloro che desiderano prendere in prestito posso venire e farlo”. Ciò significa che egli crede che questo mondo sia come un magazzino aperto senza un padrone, ma che ci sia un padrone presente, un custode che si trova nel magazzino e chiede ad ogni cliente il giusto prezzo per la merce che prende dal magazzino, nel senso dell’impegno nel Suo lavoro mentre egli è nutrito da questo magazzino, in una maniera che di sicuro lo porterà allo scopo della creazione, come a Lui piace.

Il suo scopo è di conseguire la dazione. Però, un uomo deve avere il potere per farlo, e non ha questo potere. Lo prende in prestito, anche se lo intende tutto per la dazione. Inoltre, è così anche se egli vuole ripagare, cioè, nel senso che non vuole usare nulla per se stesso. Egli usa il mondo intero per la dazione.

In base agli standard del nostro mondo, è impossibile riconoscere che un uomo come questo stia prendendo qualcosa in prestito. Voi sapete che si prende in prestito per un vantaggio personale. Qui, tutto è al contrario. A proposito, il divieto della Torà di dare in prestito con interesse deriva da questo. Nel mondo spirituale, nessun prestito deve essere restituito in misura maggiore di ciò che è stato ricevuto.

Quindi, le forze che non ho dall’inizio le prendo in prestito, ma non le prendo per me stesso. Esse non sono mie, le aggiungo solamente al desiderio per il bene della dazione. Invece che al Creatore, io dono a tutti, ed il mio intero obbiettivo è solamente di trasmettere abilmente questa dazione, come se arrivasse dalle Sue mani. Io non ho niente di mio a parte il mio altruistico io che stride con il desiderio egoistico al suo interno e che agisce al di sopra di esso. Perciò, in sostanza, non ho niente da restituire.

Domanda: Nonstante tutto questo, non è comunque chiaro. Come può una persona chiedere un prestito per sé nella spiritualità?

Risposta: Allora, ho detto che si tratta di un altro genere di prestito. Vedi, io non ho dei miei poteri di dazione. Inoltre, io (specificamente, io) voglio dare proprio come fa il Creatore. Io devo trasmettere e dare ciò che Egli desidera per il mondo.

Questo stato è descritto allegoricamente con una metafora che dice che il Creatore voleva donare alle nazioni del mondo il metodo della correzione. Però, esse non furono capaci di accettarlo. Quindi, Egli usò un gruppo di passaggio chiamato Israele, che significa “diritto al Creatore”. Gli uomini di Israele sono come i coordinatori che connettono la Luce superiore con l’AHP. Grazie a questo, Malchut può elevarsi in Bina e qui essere “addolcita”, in modo da passare la Luce dall’alto verso il basso.

Quindi, questo è chiamato prestito solamente perché un uomo non ha la forza della dazione, e la riceve dal Creatore. Tuttavia, egli non la usa per se stesso, come è solito avvenire nel nostro mondo egoistico. In questo mondo, un uomo cerca prima di tutto il vantaggio per sé, e poi, pensa al vantaggio degli altri, sia che si tratti di questioni finanziarie, benessere, o semplice piacere. Nella spiritualità, io non chiedo per me stesso. Voglio prendere parte alla vita del Creatore. Questa partecipazione è intesa completamente per la dazione. Per il bene di questa partecipazione, metto in moto tutto il mio desiderio al livello massimo possibile. Tutto il resto lo tengo temporaneamente “sotto chiave” sotto la restrizione.

Domanda: Quindi, come mai è necessario chiedere un prestito così per lo scopo della dazione?

Risposta: Si chiama ascesa, richiesta di correzione (MAN). Al Creatore io richiedo la forza di essere capace di esaminare, di correggere, l’azione stessa. Io voglio che Lui faccia questo, come è scritto:”Vieni dentro di me e compi l’azione della dazione”. E’ come un bambino appena nato che chiede aiuto alla sua mamma o semplicemente piange, e la mamma arriva e lo aiuta. Tutto il problema è di diventare internamente come “il pianto di un bambino”. E ci vuole tempo per impararlo…
[105531]

(Dalla 4.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.04.2013 “La Pace”)

Materiale correlato:

Kabbalah per Principianti “Preghiera dei molti” – 11.10.2010
Il linguaggio per comunicare con il Creatore

Un gruppo di Dieci è la chiave per percepire il Mondo Superiore

Domanda: Può un uomo che prende parte al lavoro di un gruppo fisico di dieci persone essere in un gruppo virtuale di altre dieci allo stesso tempo?

Risposta: Naturalmente, se quest’uomo ne ha il tempo, perché in linea di principio non ha importanza in quale gruppo di dieci persone ci si trovi. Quando mi siedo tra i miei studenti, non vedo le facce e non ricordo i nomi, percepisco solamente l’energia delle persone, e questa è la cosa più importante per me.

Se mi trovassi in un qualunque gruppo di dieci uomini, questi uomini non avrebbero importanza per me, il vederle o i loro nomi, perché ciò che conta è solamente il loro potenziale spirituale interiore; questo è ciò che viene percepito.

Questa è la ragione per cui i gruppi di dieci si dissolveranno lentamente quando un uomo all’interno del gruppo non vedrà più l’immagine degli altri. Per esempio, è uguale a quello che succede nella vita coniugale, avendo vissuto con vostra moglie per molti anni smettete di notare la sua immagine fisica e la percepite soprattutto a livello interiore.

Questo è ciò che dovrebbe succedere a noi. E allora i gruppi di dieci uomini perderanno la loro rilevanza fisica. Sarete in grado di connettervi, mescolarvi, ed unirvi a gruppi di venti, di cento persone, non importa. Unirsi in gruppi di dieci è necessario nella fase attuale per aiutarci a tirarci fuori un pochino da noi stessi, per incominciare a capire come adattarci agli altri.

Ecco perché diciamo ad una persona: “Questo è il tuo campo di lavoro, e devi farci l’abitudine; non scappare via!” Quando l’uomo capisce che il gruppo di dieci è per lui la chiave per uscire da se stesso, per percepire il mondo superiore, allora non avrà più problemi, vorrà unirsi, interagire con tutti gli altri amici.

Per incominciare a sentire che esce da se stesso, un uomo deve lavorare nel suo gruppo di dieci che sia ben organizzato e dal quale non può allontanarsi. Che sia bene o male, comodo o no, egli sa che è il suo e che è tutto lì. Ecco perché ho definito chiaramente il gruppo di dieci uomini come qualcosa di sacro!

Non sarà così dopo. Ma questo “dopo” arriverà solamente quando il gruppo di dieci sarà diventato tutto per ognuno, ed ogni uomo comprenderà quanto ci tiene perché questo è il mezzo per uscire ed entrare nel mondo superiore. Allora l’uomo sarà in grado di allargare il cerchio.
[109376]

(Dalla Lezione Virtuale del 02.06.2013)

Materiale correlato:

Perdere il proprio “io” materiale
Il Gruppo è l’intimo contatto tra le anime

Congresso di Krasnoyarsk: Un flusso di connessione fresco

Domanda: Voglio ringraziarvi a nome di tutti gli amici della zona della Siberia per la grande forza, Lei ha investito per partecipare al nostro congresso, non è facile viaggiare per così grandi distanze. Grazie molte per il Vostro impegno di così tante attenzioni verso di noi.

Risposta: Questo è un mio obbligo. Se ci sono delle persone che sono interessate a questo e se queste persone anelano a cambiare se stessi e il mondo, poi io devo fare ciò. Ringrazio tutti, chi ha accettato l’invito a venire a Krasnoyarsk, a raccogliere, a fare un grande passo avanti, a scoprire uno stato superiore per poi trasmetterlo agli altri.

Noi vediamo che il mondo è in uno stato difficile, sfavorevole e che si aggira costantemente avanti e indietro sulla soglia dell’abisso spalancato innanzi a numerosi settori. In questo momento il mondo si sta deteriorando economicamente, politicamente, militarmente, ed ecologicamente e la sua condizione sta diventando più grave. Non voglio essere un profeta che condanna, ho già parlato di questo dieci anni fa.

Pertanto siamo noi che dobbiamo cercare di iniettare un flusso positivo nel mondo in ogni modo possibile, un potenziale, che nonostante tutto, apre gli occhi della gente e rende possibile il raggiungere lo stesso obiettivo, non tramite la sofferenza ma tramite il cambiamento personale per migliorarsi, con l’assistenza dell’ equivalenza della forma con la natura, con il Creatore. Così volerò in Siberia perché una grande forza nuova si sta raccogliendo, e questo è molto importante.

Questa zona é molto importante per me. La mia opinione è di prepararci per fornire freschezza, potenziale interiore, vigore e serietà al nostro anelito, come nessun altro posto nel mondo si sarà preparato a fare! Nonostante tutto, la zona della Siberia è così incontaminata che saremo pronti a raggiungere tutto questo per noi; il nostro gruppo mondiale lo richiede notevolmente.

Venite, ringraziamo tutti i partecipanti al congresso, loro hanno seriamente investito tanto tempo preparandosi per il congresso. Lo ringraziamo in nome di tutto il mondo, perché quello che stanno facendo è la più grande aggiunta alla nostra connessione globale.

Noi siamo felici di aderire a ciò che stanno organizzando e proviamo ad essere insieme al loro corpo e alla loro anima. Sono certo che sarà un congresso meraviglioso e sarà possibile sentire la prossima fase in seguito a quello che abbiamo fatto oggi. Spero veramente che a Krasnoyarsk ci renderemo conto di quello che abbiamo raggiunto e sentito durante l’ultimo congresso maschile, perché le persone hanno cominciato ad attraversare esperienze interiori sconosciute di connessione con ciò che è superiore.
[109379]

(Dalla Lezione virtuale del 02.06.2013)

Materiale correlato:

La forza unica dei Congressi di Kabbalah
Ascolta e sentirai il Creatore che ti parla

Congresso di Krasnoyarsk: Un possibile cambiamento

Domanda: In uno dei video hai detto che i residenti della Siberia sono persone speciali che possiedono una straordinaria armonia tra cuore e mente. C’è davvero una sorta di unicità in loro?

Risposta: senza dubbio. L’idea è che al di là della regione degli Urali vivono delle persone che sono completamente diverse da quelle che vivono nella parte europea della Russia. Si tratta di persone con una mentalità diversa, con un altro approccio alla vita, più aperte, più oneste e sincere rispetto all’Europa occidentale. Esse hanno più riguardo, una grande possibilità e una grande facilità nel raggiungere la spiritualità.

Spiegherò questo al congresso che stiamo progettando, parleremo insieme in una forma completamente diversa e ci capiremo molto bene. Gli abitanti della Siberia sono meno complicati, più vicini alla natura, più facilmente in contatto tra di loro. È questo precisamente ciò che ho provato quando ho visitato la Siberia, e in linea di principio è così che deve essere.

Spero che un incontro con persone del genere sarà molto più piacevole, molto più semplice e aperto. Questo potrebbe rappresentare un grande cambiamento per noi, e accadrà davvero
[109201]

(Dalla Lezione virtuale del 02.06.2013)

Materiale correlato:

L’enigmatica anima Russa
Sulla rinascita spirituale della Russia

E’ un grande onore essere in compagnia di così grandi persone

Domanda: Come posso vedere continuamente gli amici come più grande di me?

Risposta: L’amico è grande soprattutto perché io dipendo da lui! L’obiettivo che voglio raggiungere dipende da lui, e quindi lui è così importante per me. In secondo luogo, egli è grande dal momento che è il Creatore che ci ha riuniti, e lo ha dato a me come mezzo per raggiungere l’obiettivo.

In terzo luogo, io rispetto la “parte divina dall’Alto” in lui, dal momento che il Creatore è in essa, lo evoca e lo conduce verso la meta. Quindi questo è quello che mi riguarda, la parte divina e non i suoi attributi corporei. Noi gradualmente scopriremo ciò che il concetto di un “amico” significa in realtà. Quando cominceremo a vedere la verità, vedremo di cosa si tratta.

Io non apprezzo l’amico in se stesso, ma la parte divina in lui che gli dà un grande peso e questo fa di lui il più grande della nostra generazione. Non è un’esagerazione e non sono solo belle parole. Rabbi Yossi Ben Kisma indubbiamente vedeva i suoi studenti come i più grandi della sua generazione, e più grandi di lui.

Al fine di non vedere le carenze dell’ amico, devo risvegliare l’amore in me. Pertanto, si dice “l’amore coprirà tutti i peccati”. Non si dovrebbe prendere in considerazione chi è più furbo, tu o l’amico. L’amore dovrebbe venire prima.

La lezione dovrebbe iniziare quando ognuno di noi vede se stesso seduto tra grandi persone. Dovresti sentire che sei come un bambino piccolo a cui per fortuna è successo di essere in compagnia di grandi Kabbalisti, tremante di eccitazione innanzi alla loro grandezza. Questo è in realtà il modo di sentirsi, e non sto esagerando.

Questo è quello che dovrebbe essere il sentimento interiore, mentre esternamente si può mostrare mancanze e svolgere un gioco opposto. Esattamente come il Creatore occulta il Suo amore e ci mostra l’atteggiamento opposto così potremmo fargli vedere il contrario atteggiamento esterno. Apprenderemo in seguito questo gioco quando diventeremo più forti, ma nel frattempo è ancora troppo presto per giocare a questo gioco in quanto saremo attratti dalla mancanza di rispetto.
[108116]

(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.05.2013, Scritti del Rabash)

Materiale correlato:

Tieni la testa bassa ed innalzerai il gruppo
Gli Workshop: dibattiti non solo verbali ma un’ascesa verso l’unione