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Per quanto riguarda il terrorismo, i prezzi che aumentano e l’unificazione della società, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: Lo stato del mondo oggi suscita tanta preoccupazione: il terrorismo internazionale, la crescita incontrollata di gruppi estremisti terroristici come ISIS, la minaccia di guerra di Gog e Magog che fu descritta dai profeti. E in Israele una nuova intifada è sorta, l’economia e la situazione sociale si stanno deteriorando. Che si può dire di questo?

Risposta: La situazione non ha bisogno di essere spiegata. Anche se, tutti sentono e vedono quel che sta succedendo: antisemitismo, problemi economici, il costo della vita. Questi problemi sono diventati la nostra realtà quotidiana e non scendono dall’ordine del giorno ma solo cambiano di posto; qualche volta questo problema sorge sopra di tutto e qualche volta un altro problema.

Ed è necessario capire che noi, il popolo d’Israele, creiamo quest’immagine in sé e la sua trasformazione da buona a imponente dipende solo da noi.

Dal mio punto di vista, il problema più importante nel nostro tempo è la crescita dell’antisemitismo nel mondo.

Questo è anche più importante dei problemi economici e anche dei problemi di sicurezza all’interno d’Israele. Però gli israeliani non attribuiscono importanza all’antisemitismo nel mondo, non fanno attenzione a questo.

Attraverso la vicinanza tra noi, fra il popolo d’Israele, possiamo cambiare e trasformare la situazione generale per tutto il mondo, anche il rapporto con i vicini arabi che ci circondano e anche con i cittadini arabi all’interno d’Israele. Tutto dipende di noi e possiamo cambiare la situazione. La scelta fra la via buona e la via del male è nelle nostre mani.

La palla è nel nostro campo, siamo noi responsabili per la pace nella nazione e la pace nel mondo, per tutto il male e tutto il bene che si trova in esso. E non abbiamo nessuno da incolpare perché siamo noi che misurano la bontà e la cattiveria del nostro destino comune, secondo il grado della nostra unità o separazione. E la norma è determinata solo dal siamo o non siamo in grado di corrispondere alla natura globale comune.

Solo noi siamo pronti a portare noi stessi e dopo di noi l’umanità intera all’armonia comune. Allora non c’è nessun bisogno di sperare che i cambiamenti verranno da qualche altra persona o dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. Tutto dipende solo da noi; determiniamo quale decisione otterranno. Questo perché Israele è il dirigente dell’umanità.

Comprensibilmente, ognuno può dire che non è d’accordo con questo e non lo accetta. Però insieme con questo, lui non ha scelta, e neanche noi. Se il mondo è in crisi, siamo da incolpare; lo abbiamo portato a questo stato.

La cosa principale è capire lo stesso principio: la soluzione a tutti i problemi viene trovata nell’unità e nella connessione, anche per la lotta contro l’intifada e l’aumento dei prezzi. Se ci connettiamo, allora possiamo influenzare le forze della natura, equilibrare la nostra società, ottenere maggior uguaglianza, e poi abbassare i prezzi. Però questo comincia ad essere compreso, anche se non stiamo creando un cerchio così grande e non stiamo andando nel mondo del sistema superiore.

E semplicemente necessario immaginare che se ci connettiamo, vorremo avvicinarci un po’, equalizzarci l’un l’altro, e succederà che troveremo un modo di abbassare i prezzi. In altre parole, è possibile concludere questo da una deduzione logica semplice.

Se usiamo il nostro metodo di discussione in un cerchio, poi grazie a questa patente, a quest’esercizio, è possibile portare le persone più vicine l’una all’altra; e poi ognuno può dare un po’ agli altri e ridurre un po’ la disuguaglianza.

È così che suscitiamo la forza buona nella società, sciogliendo ogni cuore. La cosa principale è che una persona deve capire che la connessione e l’unità influenzano le nostre vite e agiscono per il bene delle nostre tasche, salute, educazione, l’educazione dei nostri figli, e tutto il resto, e questo viene dalla saggezza della Kabbalah.
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Da una conversazione  13.04.2014

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La mente ebraica

Dr. Michael LaitmanDomanda: Rapporti complessi sono stati creati fra cittadini ebrei e arabi della nazione. Siamo destinati a vivere insieme in una nazione, anche se non abbiamo scelto questo. Gli arabi sono circa il 20% della popolazione di Israele. Fra loro, l’83% sono musulmani, in maggioranza Sunniti. Abbiamo parità di diritti e responsabilità, ma ci sono due lati in ogni moneta. Da un lato, tanti cittadini arabi vogliono vivere in pace con noi. Ci sono città nelle quali gli ebrei e gli arabi sono stati in buoni rapporti di vicinato per decenni, per esempio in Acre e a Jaffa.

Dall’altro lato, questo settore è diventato una fonte di violenza con gli ultimi disordini.

Abbiamo vissuto insieme uno accanto all’altro per così tanti anni, e anche oggi, non abbiamo imparato ad andare d’accordo con l’altro! Gli ultimi sviluppi fanno paura, deludono, e suscitano sfiducia tra noi. Che cosa si può dire del sistema di rapporti tra i settori arabi ed ebrei in Israele?

Risposta: Suppongo che andando più in profondità nei livelli quotidiani umani psicologici e sociali, in ultima analisi, si confondono le persone. Infatti, spetta a noi fare una cosa sola a proposito degli arabi di Israele. Dobbiamo dimostrare come gli ebrei si connettono fra di loro e come possiamo accettare gli arabi fra noi in modo che anche loro si connettano con noi. Non è necessario fare altro.

In genere, il popolo arabo, come ogni nazione, ha un ruolo unico. Prima di tutto, storicamente sono nostri cugini. Dal punto di vista ebraico, la loro religione non è idolatria, poiché non s’inchinano a qualsiasi statua o immagine.

Dal punto di vista psicologico e filosofico abbiamo una visione molto simile del mondo. Per tutta la storia siamo stati in contatto l’uno con l’altro e in periodi particolari, c’erano buoni rapporti fra noi. Però questo non dipende da loro o da noi, piuttosto dal processo generale attraverso il quale siamo dovuti passare durante la storia. In altre parole, non c’è spazio per la lode o il biasimo qui.

Allora ignoro lo studio tradizionale che indaga la mentalità dei popoli, l’unicità, le caratteristiche e le loro linee naturali. Ora è giunto il momento per un cambiamento a livello di umanità in tutte la nazioni, allora perché andiamo più in profondità nei rapporti quotidiani? Possiamo cambiare in un momento se attiviamo le forze naturali fondamentali di base.

Scienziati e analisti stanno costruendo castelli di sabbia che spariscono in un momento. Non hanno alcun beneficio differente dal flusso di pubblicazioni di articoli di giornali e letteratura scientifica.

Sto semplificando questo in una certa misura, però spetta a noi pensare globalmente. Anche se l’immagine globale in cui ci stiamo dirigendo verso il completamento di cambiamenti di correzione cambia tutto il tempo, in particolare la legittimità a questo livello che influisce l’essenza della vita e la connessione fra noi. E questo è ciò su cui dobbiamo lavorare.

Allora dico: “Venite, cominciamo a connetterci fra noi.” E sulla strada, cominceremo ad attirare gli arabi israeliani verso di noi. Anche se non abbiamo ancora raggiunto la connessione noi stessi, è possibile verificare come stiamo facendo questo. È necessario imparare dal sistema di connessione fra noi, non più su un livello intellettuale ma secondo la forma corretta.

Nonostante tutto, dobbiamo avanzare in questa direzione, quindi questa sarà la ricerca costruttiva e sostanziale che ci aiuterà a capire di più la situazione, ad identificare le forze naturali che stanno lavorando in noi, per imparare ad attivarle, identificarle, e camminare su questa strada.

Dall’altro lato, qual è la ragione di masticare sui rapporti tra noi e i nostri vicini ripetutamente come le istituzioni che sono coinvolte con questo? Anche se ci forniscono dati precisi ed accurati, la situazione non cambia. Perché devo ottenere informazioni con le quali non posso fare nulla?

Supponiamo di ottenere un rapporto, una relazione completa e totale di una situazione, includendo i fatti e i calcoli statistici dettagliati. Che cosa facciamo con questo? È impossibile per noi sprofondare in una routine; al contrario, dobbiamo cambiarla. Non richiediamo statistiche dal passato ma informazioni su come attivare gli sforzi di connessione, come creare e aumentare il potere tra il popolo d’Israele, e con il loro aiuto, connetterci con tutta l’umanità in uno, cominciando con i nostri vicini più prossimi. Ad oggi, non abbiamo questo potere perché non lo abbiamo creato ancora fra la gente. E abbiamo bisogno di questo specificamente.

Per Israele è Li Rosh (la testa, la mente). Manchiamo della testa. Il corpo è pronto e sta gridando, piangendo con i disordini, i disturbi, gli atti antisemiti, e incolpa noi per l’inazione, perché non lo stiamo conducendo in un buona maniera, non stiamo prendendo su noi stessi il ruolo della testa per portarlo in un rifugio sicuro.

Allora, cosa ci resta da pensare? Dopo tutto, siamo in grave ritardo.

Pertanto, vale la pena, per noi, dare forma alla testa, la quale è il meccanismo unico in cui tutti noi ci connettiamo insieme. E nel momento in cui ci connettiamo, la gente capirà perché stiamo facendo questo e quale tipo di lavoro stiamo facendo nel connettersi l’uno con l’altro.

Così il popolo d’Israele, almeno gli ebrei che vivono in Israele, devono provare a costruire la connessione tra loro. Abbiamo il metodo, e sappiamo dalla saggezza della Kabbalah che cosa dobbiamo raggiungere. Tutto ciò che rimane è quello di realizzare l’obiettivo e poi i rapporti fra noi e i nostri vicini, e le nazioni del mondo si stabiliranno. Oltre a questo, verranno ad aiutarci. È perché con questo si sta parlando della testa che porta l’intero corpo al bene.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 13.01.2014

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Esau e Giacobbe: Una battaglia per il comando

Dr. Michael LaitmanDomanda: La Torà dice che Giacobbe seguì il consiglio della madre e finse di essere suo fratello Esau. In questo modo, ricevette con l’inganno la benedizione di Giacobbe. Di cosa tratta questa storia?

Risposta: Isacco rappresenta la linea di sinistra. Esau e Giacobbe rappresentano le due linee che derivano da lui. Nessuna di queste linee può esistere senza le altre.

Giacobbe era colui che doveva ricevere la benedizione, poiché era stato scelto per indicare e mettere in pratica l’intero processo di correzione. Egli è colui che ha fatto avere tutto quello che serve per raggiungere lo stato corretto alla fine del processo.

Però, Isacco aveva dato la vita anche ad Easu perché è assolutamente impossibile avanzare senza la sua linea. In sostanza, la linea di Esau è la linea del desiderio, del vuoto, del bisogno e della pretesa di essere appagati. In altre parole, Esau rappresenta la sensazione di vuoto, di sofferenza, e di inseguimento.

Ecco perché Esau andava nei campi (il campo della vita), che stanno ad indicare il fondamento dell’esistenza umana nella capacità di essere dei soggetti relativamente liberi. Senza questa base, la vita umana non ha alcun senso. Senza la qualità che si chiama Esau, una persona non può oltrepassare lo stato chiamato Adam (Uomo), e così rimane allo stato animato. Ciò spiega perché Esau è stato il primogenito di Isacco al quale egli doveva trasferire tutto quello che aveva.

Al contrario, per Rebecca, la moglie di Isacco, non fu così perché il programma della creazione era stato originariamente inserito in Giacobbe e non in Esau. In sostanza, Giacobbe non è un discendente di Isacco, lo è invece di Abramo. Egli è il figlio di Isacco, ma non è il suo primogenito.

Questa disposizione dimostra chiaramente che il programma della creazione è un fattore ausiliario, mentre la questione della creazione è la cosa basilare. Lo stesso si applica alla natura. Anche se Israele (“la direzione per me” – לי ראש) è la direzione dell’umanità, sebbene l’umanità sia la materia basilare del desiderio che condurre all’unità, all’adesione al Creatore.

Domanda: Ciò significa che Esau (un desiderio vuoto che richiede appagamento) rappresenta il mondo contemporaneo?

Risposta: Le forze più oscure e più forti si devono trasformare nelle più leggere. Il popolo ebraico è obbligato a portare le masse a fondersi con il Creatore. Il Creatore sta aspettando Esau, mentre a Giacobbe è assegnato di adempiere il suo ruolo.

E’ una battaglia per il comando, chi tra loro ne sente di più l’importanza. Si tratta di una suddivisione delle funzioni e dell’identificazione di quale tipo di connessione con il Creatore ognuna di queste funzioni comporta. La lotta continuerà fino all’ultimissimo stato, momento in cui la competizione tra loro si trasformerà in connessione e riempimento l’uno nell’altro. L’egoismo non può raggiungere questo risultato da solo.

Infatti, Giacobbe non capiva proprio perché fosse coinvolto in questo problema. Era il cocco di mamma; non aveva dei desideri immensi, e nemmeno bisogni senza fondo come invece aveva Esau.

Dall’altra parte, Esau era enorme, forte e maestoso, ma allo stesso tempo era infelice e vuoto. Dobbiamo comprendere questo ruolo non invidiabile. Se guardiamo all’umanità misera, infelice e sofferente che guadagna miliardi di dollari senza avere nessuna indicazione di cosa farsene, è molto difficile provare dell’invidia. Esau rappresenta le masse generali che devono essere rimesse in ordine.

Esau pretende una risposta da Giacobbe. Uno dei principali anti-Semiti, come Henry Ford, aveva capito questo fatto e ne aveva scritto. Nonostante questo, gli Ebrei vogliono ancora scappare in America e confondersi lì. Farebbero qualsiasi cosa pur di non essere identificati come Ebrei.

Domanda: Anche Giacobbe fece dei piccoli sforzi per resistere alla sua missione, ma sua madre lo forzò a seguirla. Infatti, chi è “la madre”? Chi spinge il popolo Ebraico ad agire come Giacobbe?

Risposta: La madre è la qualità di Bina. E’ la qualità della dazione e dell’amore che realizza in modo chiaro questo programma il quale, in caso contrario, non sarebbe mai messo in pratica rispetto a tutta l’umanità.

Questa particolare madre ha due figli, i quali sono entrambi nati dall’amore chiamato Bina. Essi si distinguono solamente in base all’intenzione di mostrare all’umanità il modo di unire le qualità di Esau e le qualità di Giacobbe, e di dimostrare all’umanità come direzionare correttamente queste qualità. La qualità chiamata Giacobbe deve intenzionalmente coprire le qualità di Esau. Se questo succede, allora tutto funziona bene.

In generale nessuno dei due fratelli può essere rimproverato per nulla. Solamente acquisendo un genuino libero arbitrio lo possiamo mettere in pratica nella nostra vita. Io direi che attualmente stiamo attraversando questo stato. Sebbene non sia attuale di per sé, infatti, è iniziato al tempo dell’Ari, nel 16° secolo.

Nonostante questo, siamo molto indietro. Guardate a quello che sta succedendo nel mondo! Dobbiamo realizzare la missione di Giacobbe il più presto possibile. In caso contrario, Esau ci farà una pressione ancora più forte. La cosa più impostante in assoluto è di renderci conto che siamo noi che innestiamo la pressione, non facendo niente.
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Da Kab.TV “Porzione Settimanale della Torà” 14.11.2014

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Chi determina il destino del mondo?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sempre durante il periodo di massimo splendore dei paesi, era il periodo migliore e più libero anche per gli ebrei. Non erano amati, ma non erano odiati come dopo la seconda guerra mondiale. E poi il mondo scivolò in una grande crisi generale. Perché succede che quando c’è il male nel mondo, allora è ancora peggio per gli ebrei?

Risposta: Gli ebrei sono l’unico gruppo (la potenza) nel mondo in grado di influenzare lo stato del mondo. Questo è così perché da un lato, loro sono collegati al Creatore e dall’altro, sono collegati alle nazioni del mondo. Ciò significa che sono tra l’intera umanità e il Creatore. E dipende dal loro comportamento verso la Luce Superiore, il potere della vitalità, se questa arriverà attraverso di loro alle nazioni del mondo.

Gli ebrei sono la parte della transizione, “Maavar” in ebraico; e da qui viene la parola “Ebreo.” Da tutta l’umanità, solo che questa nazione ha la libertà di influenzare il modo in cui il mondo avanza, attraverso la sofferenza o la felicità, verso la meta finale, il raggiungimento di equivalenza o di adesione con il Creatore.

Come può il mondo relazionarsi agli ebrei se loro fanno il mondo così crudele? E le nazioni del mondo, giustamente danno la colpa agli ebrei per questo, perchè gli ebrei con la loro inattività, invitano la rivelazione delle forze cattive invece di quelle buone. Le nazioni del mondo dicono direttamente che tutta la sofferenza del mondo è causata solo dagli ebrei. Con questo dichiarano la loro dipendenza dagli ebrei, la loro debolezza di influenzare il proprio destino.

Come potresti trattare quelle persone che capisci di avere nella loro mano la determinazione del tuo destino, vale a dire, il tuo destino dipende da loro, anche involontariamente, ma semplicemente con la loro esistenza hanno trasformato la tua vita in miseria?

“C’è un altrettanto grande obbligo per un ebreo di mostrare la sua umanità verso tutta la razza umana. … Che ha cominciato a compiere nel senso della sua esclusività ma che non è ancora capace di portare a termine, l’antica profezia che per mezzo suo tutte le nazioni della terra dovrebbero essere benedette. “(Henry Ford,” I Problemi più importanti del mondo, ” ha finanziato la stampa di 500.000 copie di “I Protocolli degli Anziani di Sion, che sono stati distribuiti negli Stati Uniti nel 1920).
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Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 2

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come possiamo evitare i problemi prima che arrivino, relazionandoci al governo superiore, in considerazione anche del fatto che non esiste nulla a parte Lui?

Risposta: Senza aspettare che i problemi si manifestino, dovremmo trasformarli in conseguimenti di grandezza, misericordia, e rivelazione del governo superiore. L’infelicità è la conseguenza della stessa Luce Superiore che io prendo dentro di me per il bene della dazione e che mi procura sofferenza attraverso l’effetto che ha su di me.

Infatti, se io non la ricevo nella forma corretta, per il bene della dazione, quando entra nel mio desiderio egoistico, provoca una rottura. Questo è ciò che viene percepito come sfortuna, morte, problemi, fame e malattie. E’ tutta la stessa Luce, poiché non c’è nulla a parte la Luce ed il desiderio.

La Luce viene verso di noi perché è spinta a farlo in base al programma della creazione, il piano di sviluppo naturale in base allo scorrere del tempo. Il momento perché si manifesti dentro al desiderio è arrivato e noi dobbiamo essere pronti ad accettare questa Luce per il bene della dazione.

Ma il nostro desiderio non è pronto! Non siete pronti? Nonostante tutto, la Luce entra nel desiderio e provoca una sensazione di oscurità. Noi non siamo in grado di prendere in noi la Luce per il bene della dazione; non abbiamo né la restrizione del nostro ego e nemmeno lo schermo. Questa oscurità si manifesta come catastrofi, guerre, problemi ed epidemie. Queste terribili sciagure si manifesteranno se non saremo capaci di fermarle, e tutto questo a causa della mancanza della correzione dei desideri.

Tutto è fatto dalla Luce Superiore, e per noi può essere sia l’elisir di vita che un fatale veleno. Siamo noi a scegliere cosa sia! Perciò, il popolo di Israele non ha nessuno da rimproverare. Noi stessi siamo stati la causa di quello che ci è successo, soprattutto nel 20° secolo, e non importa quanto doloroso sia parlarne. Io sono cresciuto in una famiglia che ha sofferto enormemente per l’Olocausto.

Ma niente può essere fatto se è una legge di natura. Ed ora, secondo il programma generale di sviluppo, che si realizza in base allo scorrere del tempo in modo naturale, siamo arrivati ad una situazione uguale a quella che esisteva prima dell’Olocausto. Se non ci prepareremo, allora la Luce si avvicinerà ancora di più a noi e troverà di nuovo un vaso non corretto. Un’oscurità terribile sarà rivelata in questo vaso, in questo desiderio, il che provocherà dei problemi terribili nel mondo.

Questa situazione influenzerà ogni persona, ogni nazione, ed ogni parte del mondo e tutte le civiltà, che oggi, in base a varie stime, sono sei o otto. Tutti saranno colpiti nella misura in cui ognuno di noi si sarà già sviluppato, ed è colpa nostra se ancora ci manca lo schermo e la Luce riflessa, che è l’essere pronti per la connessione. Nel linguaggio terreno comune, si parla di mancanza di una buona comunicazione tra le persone. Questo è l’esempio di unione che la nazione di Israele deve mostrare al mondo.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 29.10.2014, Shamati #1

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Non permettere un’altra catastrofe su scala universale, Parte 1

Dr. Michael LaitmanDomanda: perché, quando si sente che non c’è altro oltre il Creatore, la prima cosa che si pensa è a tutto questo male che si è verificato nel mondo: le guerre, l’Olocausto che ha preso milioni di vite?

Risposta: Una persona non è d’accordo con il fatto che non c’è nessun altro oltre al Creatore perché sembra che elimina la persona stessa, inclusa la sua esistenza. Non capisce di cosa si tratta.

Ad oggi, le persone non sono d’accordo con il modo in cui il governo superiore tratta il popolo di Israele, il gruppo che cerca “diritto al Creatore” (Yashar-Kel), che Abramo ha organizzato come un popolo. Anche oggi, la gente ancora lamenta questo disastro.

Però sarebbe più corretto trasformare tutta la memoria della catastrofe nella base di correzione. Il Museo dell’Olocausto e il memoriale dovrebbe mostrare perché ciò è avvenuto, da dove è venuto questo difetto terribile, e cosa ci deve insegnare. Dovrebbe insegnarci come ci possiamo alzare da questa afflizione.

Al posto della catastrofe, possiamo far crescere un’attitudine nuova del popolo d’Israele al Creatore, che è più maturo e propositivo. Basta lacrime e promesse che non succederà mai più, ciò non ci protegge dai disastri futuri. A quel tempo non siamo riusciti ad evitare il disastro, e quindi non possiamo oggi.

Cosa si può fare allo scopo di essere in grado di influenzare gli eventi e non permettere che questo succeda un’altra volta? Come possiamo imparare dal passato e trovare la forza che ci permette d’ora in poi di agire in modo che effettivamente non accada mai più? Oggi dobbiamo correggere il danno che non abbiamo potuto eliminare nei giorni della catastrofe. Pertanto, si è svolto allo scopo di fare correzioni sullo stesso sentiero della sofferenza.

L’unicità del governo superiore non è accettato dalla persona comune con tutti i suoi guai e le tragedie di questa vita che deve attraversare. La gente non capisce come è possibile che il Creatore ha trattato la nazione d’Israele così male, la quale era il gruppo “aspirante diretto al Creatore,” guidandoli attraverso tale sofferenza.

Basta guadare il sentiero che ha attraversato il popolo d’Israele, e tutta la sofferenza sperimentata da noi durante i 2 000 anni di esilio. Perché questo è accaduto? Quale era il nostro errore e perché non abbiamo imparato da esso? Perché fino a questo giorno, non vogliamo trarre conclusioni? Infatti, con l’antisemitismo che cresce di giorno in giorno, oggi può essere una catastrofe ancora peggiore di quel che è accaduto in Europa 70 anni fa.

Questo è un argomento molto doloroso, però si deve discutere. Non c’è via d’uscita, e dobbiamo guardare a quel che è successo in termini dello scopo della creazione e delle forze che agiscono in natura. La nostra tristezza per coloro che perirono è solo il passo iniziale verso la produzione di un’azione pratica attraverso la corretta educazione per il popolo d’Israele e il mondo intero.

Questa educazione deve mostrare alla gente quali forze terribili possono essere rivelate se non le cambiamo in forze buone. La scelta è nelle nostre mani! Noi stessi scegliamo chi può assumere potere su di noi: la forza del male o la forza del bene, il Faraone/egoismo, o il Creatore/dazione; deve essere uno dei due.

Dobbiamo spiegare questo nei programmi televisivi, nei workshops, e nelle discussioni. Ciò vale non solo per gli ebrei. Oggi, siamo talmente avanzati che il mondo intero deve essere incluso nella correzione. È per questo il governo superiore ha cominciato a trattare il mondo nello stesso modo in cui trattava il popolo d’Israele prima.

Nel passato, il governo superiore ha domandato solo al popolo d’Israele di avvicinarsi alla dazione, però ora questo si chiede al mondo intero. Così, il mondo intero è sulla soglia di una grande sofferenza: la guerra di Gog e Magog, la terza guerra mondiale già descritta dai profeti, oltre alla moltitudine di problemi e miseria. E tutto questo può succedere perché il mondo non avanza sul percorso corretto.

Certo, il popolo d’Israele soffrirà di più perché deve passare la Luce al resto del mondo. Però il mondo intero verrà anche coinvolto in questo disastro. Non sarà come in precedenza, una catastrofe solo per il popolo ebreo. Rivolte, problemi e rivoluzioni si verificheranno in qualsiasi località del mondo. Vediamo già la prima agitazione dei conflitti che sono destinati a esplodere nel futuro e ad avvolgere tutta la terra.
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Dalla Prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 29.10.2014, Shamati #1

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Conquistatori di vette spirituali

Dr. Michael LaitmanDomanda: Gli Israeliani amano l’avventura. Molti di loro viaggiano fino agli estremi confini della terra per fare escursioni lungo i sentieri “estremi”. Amano il richiamo della natura, sia l’agghiacciante ‘rafting’ o trekking nel circuito dell’Annapurna, non i percorsi turistici più pericolosi, i quali all’ improvviso diventano una tragedia come recentemente riportato dalle notizie.

In genere la gente prova a dominare la natura, a raggiungere le sue vette nel senso figurato e letterale, le quali possono costargli la loro vita. Da dove viene questo desiderio?

Risposta: Ci sono veramente quelli che sono molto attratti dalle sfide della natura. Per esempio, qualcuno sente veramente che deve attraversare l’oceano su una zattera fragile o navigare intorno al mondo.

La consapevolezza e la conquista della natura dà ad una persona la sensazione di soddisfazione interiore. Nonostante gli ostacoli difficili sul sentiero, la natura non ci esaurisce mentalmente, ma al contrario, soddisfa, rinnova, guarisce, e ci fa rivivere. Dopo tutto, siamo fisicamente suoi figli, e solo nel nostro sviluppo sul livello umano ci allontaniamo da essa e vogliamo esserle al di sopra.

Per quanto riguarda i viaggi e le avventure, suppongo che nessuna nazione può paragonarsi a quella israeliana andando sulle spedizioni estreme, in “fughe dalla civilizzazione” o la penetrazione senza tempo in luoghi dove si può sperimentare se stessi attraverso la natura. Si possono trovare gli israeliani in tutte le estremità della terra, e qualche volta è difficile per le persone credere che la nostra popolazione [di Israele] è pari solo a sei milioni.

Questo impulso è il risultato della nazione che è molto piccola, ma con un desiderio molto sviluppato. Eppure, in linea di principio, le persone sono soddisfatte con un viaggio a Parigi o Londra, ma è un desiderio con radici profonde. Vogliamo conoscere il mondo, dove viviamo, e attraverso esso, la realtà superiore, la forza che gestisce il mondo.

Questa spinta è radicata in noi, poiché nel passato abbiamo toccato la forza universale. Abbiamo costruito una connessione con essa e il sistema intero di creazione. E ora, questa memoria si chiama Reshimo (reminiscenza) della saggezza della Kabbalah, è latente in noi e ci risveglia ad aspirare a tale connessione.

Così guardando alle avventure moderne degli israeliani rispondendo al richiamo della natura, vedo questo come una fase di transizione che alla fine ci risveglierà al riconoscimento della natura, non solo in larghezza ma anche in profondità.

Con il passare del tempo, la gente capirà che non c’è nulla di speciale in questi tour; sono abbastanza vuoti, privi di contenuto. Invece di familiarizzare con cascate e negozi esotici – anche se questo ha il suo fascino – si può prendere confidenza con il sistema globale possente della natura che riposa su un’armonia più alta, divina.

Acquisire familiarità con questo sistema, essere integrato al suo interno, è veramente un piacere meraviglioso. Lo sviluppo dell’umanità porta a questo, e speriamo che non ci sia molto altro da fare fino a quel momento.

Allora cercando per nuovi sentieri, la gente si girerà verso una nuova guida: la saggezza della Kabbalah.

Domanda: In altre parole, è possibile sostituire le sfide connesse con pericoli fisici con qualcos’altro?

Risposta: Si, questo è nelle sfide spirituali, i viaggi dell’anima e la prospettiva verso vette spirituali. Si tratta di un’avventura incredibile, che tuttavia richiede più coraggio ed eroismo che scalare l’Himalaya. Perché quando uno scalatore sale il Monte Everest, egli, infatti, soddisfa il suo ego, andando man mano con la sua spinta egoistica. Qui deve lottare con se stesso nella sua ascesa alla vetta spirituale.

Questa vetta spettacolare apre davanti a lui un mondo infinito e una vita senza fine. Rivela aree di natura che non si trovano nella nostra dimensione. Comunque, allo scopo di arrivare lì, una persona deve cambiare le sue fondamenta, lavorare contro il suo ego, lasciando la montagna della sua natura in basso, odiandola.

Gli alpinisti salgono anche sopra se stessi, sperimentando un tipo di odio verso la montagna, essi stanno arrampicandosi e vogliono conquistare. Questo ricorda in parte una ascesa spirituale, in cui devo conquistare la montagna del mio ego, odiarlo, ma non così tanto da annullarlo. Invece sarà possibile salire sopra di esso. Per me, questa è la sfida più grande.

Si spera che la gente capirà che meravigliose escursioni li attendono, i picchi abbaglianti che assicurano l’ avventura, in modo che non possano essere paragonati a ciò che può offrire la madre Terra.

Infatti, non ho conquistato montagne di 8 000 metri, però durante la mia vita ho visto quasi tutte le meraviglie del mondo. Posso dire che l’avventura che proviamo quando conquistiamo la montagna dentro di noi è più meravigliosa di quella.

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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 21.10.2014

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Racconti Brevi: La Fonte delle pratiche spirituali

Dr. Michael LaitmanL’Antica Babilonia è stata la culla di diverse correnti e di diversi metodi spirituali. Prima del tempo di Abramo, i Babilonesi vivevano in pace, in amore e amicizia come i discepoli di Noè avevano insegnato loro. Tuttavia, dopo la crescita dell’ego, iniziarono ad allontanarsi gli uni dagli altri e si divisero in molti gruppi.

Ogni gruppo iniziò ad adorare un proprio dio (una qualità o forza) come conseguenza di una propria inclinazione interiore. Non si trattava di adorare semplicemente delle pietre o degli alberi, ma di adorare le forze della natura. In questo modo, apparvero molti dei che includevano la magia bianca e nera, l’astrologia e altri metodi, e questi dei esistono ancora al giorno d’oggi.

Abramo visse una tragedia reale quando si rese conto che doveva separarsi da tutti e che doveva creare una scuola radicalmente nuova. La differenza tra la sua scuola e le altre era enorme perché la sua metodologia si basava sull’uso delle forze negative per conseguire un’inclinazione positiva. Gli insegnamenti di tutte le altre scuole erano costituiti su un metodo per placare le forze negative della natura e per vivere in accordo e in armonia con queste forze.

Abramo credeva che non c’è nulla di negativo nel mondo. Se una cosa sembra negativa, è solamente perché non la usiamo nel modo corretto. Nel momento in cui iniziamo ad usare le forze negative correttamente, elevandoci al di sopra di esse con l’aiuto delle forze positive, iniziamo immediatamente ad ascendere. In questo modo le forze negative sono proprio essenziali, poiché esse originano tutte dal Creatore che è buono e generoso. E’ solamente l’uso che facciamo di queste forze ad essere sbagliato. Il sistema spirituale obbliga un uomo a lavorare su se stesso in modo da collocare le sue qualità positive e negative in modo corretto.

Con la divulgazione e la spiegazione del suo metodo, Abramo incontrò dei periodi molto difficili con i suoi concittadini. Di conseguenza, egli dovette lasciare l’antica Babilonia e staccarsi totalmente da ciò che nel cuore e nella mente conosceva dal precedente livello, cioè, doveva rinunciare totalmente al politeismo e a tutti i tipi di pratiche spirituali. Egli sapeva che c’è solamente l’uomo, e la società nella quale l’uomo vuole assomigliare al Creatore, ed il Creatore stesso.
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Da Kab.TV “Racconti Brevi” 15.10.2014

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Racconti Brevi: Politeismo o una provvidenza singola

Le origini dell’antisemitismo

Un estratto dalla brochure “L’unico modo per uscirne”

Di che tipo di segreto stiamo parlando? Si tratta di un’idea, espressa in sole cinque parole: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Ogni segreto ha un prezzo. Il prezzo di questo segreto è l’antisemitismo.

L’antisemitismo non è un incidente o un capriccio di qualcuno. È apparso in contemporanea con il popolo ebraico, il cui padre, come tutti sanno, era Abramo.

“Un popolo, una nazione, è come un albero che nasce con la propria ombra. Maggiore è l’albero, più lunga sarà la sua ombra. Se preferite potete non chiamarla ombra, ma destino. L’ombra del popolo ebraico è la profezia, la visione della fine dei giorni. L’ombra dei romani era la fama, il dominio di terre straniere. L’ombra dei russi è l’antisemitismo”. (Albert Einstein)

Qual è il rapporto tra il principio etico di “ama il tuo prossimo come te stesso” e l’antisemitismo?
Prima di tutto, guardiamole cose realisticamente. È improbabile che una persona diversa dagli idealisti finiti ritenga che questo ideale etico corrisponde alla natura umana. Gli ultimi eventi mondiali lo confermano ancora una volta. Sappiamo questo; questo è ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi. Infatti, il mondo è in un vicolo cieco.

Eppure, immaginate per un attimo che qualcuno in qualche modo inimmaginabile riesca a conformarsi a questo principio. Che cosa succederebbe allora? Poi, ci sarebbe la speranza che tutto potrebbe essere diverso. E questo è importante. Poi, avremmo la certezza che è possibile trattare tutti bene, e tutti tratteremo tutti gli altri allo stesso modo. Poi, la violenza e la crudeltà scomparirebbero. Poi, le nazioni diventerebbero amiche e vivrebbero in pace. La fame e la povertà svanirebbero …

Ma è un utopia, direbbero tutti, e sarebbe giusto. Non è possibile oggi, e non è stato possibile ieri. Eppure, la storia umana ha una sola eccezione a questa regola, il popolo di Abramo.
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Dal libro: Il Segreto Essenziale degli Ebrei, M. Brushtein

Sei Passi

Non possiamo neanche immaginare come noi, gente del pianeta Terra, siamo vicini gli uni agli altri.

Sapete quante persone ci sono tra, per esempio, un tecnologo dell’ India e un archivista dell’Estonia? Si scopre solo sei.

Nel 2002, il sociologo americano Duncan Watts e i suoi colleghi hanno condotto un esperimento impressionante.

Un compito è stato dato a più di 98 000 volontari. Tramite i loro conoscenti, sparsi in tutto il mondo, hanno mandato un messaggio email a un destinatario sconosciuto, arbitrariamente scelto per questo scopo.

L’elenco dei destinatari conteneva un professore universitario, un archivista dell’ Estonia, un ingegnere dell’ India, un poliziotto australiano, un veterinario dell’esercito norvegese, e altri. C’erano in totale diciotto persone.

L’esperimento ha mostrato che, mediamente, era necessario inoltrare il messaggio sei volte in modo che giungesse a destinazione.

“Questa progressione di esseri umani al di fuori di una condizione apparentemente anarchica in aggregazioni sempre più grandi e sempre più ordinate – di bande, villaggi, città e stati – può infatti essere capita come una salita graduale nella dimensione e complessità di una rete sociale. E oggi questo processo sta continuando a svolgersi per come si diventa iperconnessi.” (Nicholas Christakis e James Fowler, Connessi)

Siamo connessi attraverso una rete. Ci influenziamo direttamente o indirettamente. Per esempio, il caffè raccolto in Brasile, come la vodka prodotta in Russia, la gente li beve in tutto il mondo, con tutte le conseguenze positive o negative. Si può definire questo un legame diretto tra i paesi.

I rapporti indiretti includono tutto ciò che riguarda i rifiuti associati alla produzione dello stesso caffè e vodka, nonché la produzione di energia necessaria per questo. Tutto ciò è noto da molto tempo.

“L’umanità, come una sostanza vivente, è indissolubilmente legata con processi materiali-energetici dell’involucro geologico specifico della Terra – la sua biosfera. Non può essere fisicamente indipendente da essa neanche per un minuto.” (Vladimir I. Vernadsky, (“Some Words About the Noösphere [Alcune parole a proposito della Noosfera”])

Ogni anno sono in aumento le tendenze per l’unità e l’interdipendenza. Che ci piaccia o no. Che ne siamo consapevoli di questo o no. Il termine “globalizzazione” è diventato da qualche tempo una parola di tutti i giorni in tutte le lingue. L’ambasciatore Wu Jianmin, Presidente, Cina Università degli affari esteri dice quanto segue:

“Il mondo del 21° secolo è diverso da quello in cui vivevamo prima. Siamo passati dalla distruzione assicurata reciproca, all’ interdipendenza economica.”

Che ci piaccia o no, la globalizzazione sta guadagnando slancio e rende il nostro mondo profondamente interdipendente. Un esempio cospicuo è il rapporto tra la Cina e gli Stati Uniti.

Nel 1972, il fatturato del commercio tra i due paesi ammontava a US$5 milioni, e nel 2012 ha raggiunto US$500 miliardi.

Nel 1972, gli investimenti degli Stati Uniti nell’economia cinese erano pari a zero, oggi sono saliti a US 60 miliardi. (Global Affairs).

Le interconnessioni sono una cosa buona. È difficile da discutere. Tuttavia, una conseguenza diretta di tali rapporti profondi è l’interdipendenza. Ed è irta di conseguenze, e non sempre piacevole. È a causa di questo rapporto e questa interdipendenza che la crisi finanziaria è scoppiata nel 2008.

Che possiamo fare, come possiamo connettere ciò che apparentemente non può essere collegato? Abbiamo bisogno di qualche metodologia speciale per risolvere questo problema a quanto pare irrisolvibile. Però questa metodologia è in giro da lungo tempo. Con il suo aiuto, Abramo ha connesso persone completamente diverse in una nazione singola con un destino unico.

“Il conflitto tra il bene e il male che procede incessantemente nel petto di un uomo, da nessuna parte raggiunge una tale intensità come nella razza ebraica. La doppia natura del genere umano non è in nessun luogo più forte o più terribilmente esemplificata.” (Winston S. Churchill, “A Struggle for the Soul of the Jewish People [Una lotta per l’anima del popolo ebraico”])

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