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Sii felice per il male che si rivela in Te

Domanda: Vorrei sapere: Dove, dentro di me, risiede l’ inclinazione al male? E’ nel cuore o nell’ego? Come posso fare per di esso?

Risposta: Baal HaSulam scrive che egli si rallegrava riguardo alla rivelazione del nuovo, le qualità del male dentro di lui, perché nulla è nuovo, ma nascosto dentro ogni persona, e non si sa quando tutto il nostro male, quello non ancora rivelato, ci sarà svelato.

In effetti, i tempi in cui il male si rivela sono sgradevoli. Una persona comincia a mangiare se stesso perché non lo accetta e non lo vuole. Questo approccio deve essere corretto.

A dire la verità, dobbiamo solo essere felici quando il male si rivela, ma non essere così masochisti. Se questo male raggiunge la misura necessaria, una persona quindi esploderà e produrrà un certo grido interiore, come se sentisse emergere dal suo cuore un sentimento che riceve una rivelazione dall’ Alto.

Poi, in base al suo cuore, lui va con altre persone e inizia a sentire il mondo spirituale, che non può essere sentito dentro di voi, ma solo nei desideri degli altri. Tuttavia, questa è una bella sensazione. Poi una persona sperimenta ogni momento come fosse una grandeavventura in cui i suoi desideri e le intenzioni lo avviano all’ apertura verso il mondo.
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(Dalla lezione di “Kabbalah L’Am” Hall il 21.12.10)

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Decorare la Sposa

Scritti del Rabash, “Cosa è il banchetto dello sposo”: La “sposa” rappresenta il lavoro durante il tempo dell’esilio, quando il volto del Creatore è nascosto. È quando le forze della disunione governano su di una persona.

I kabbalisti cercano di spiegarci un principio semplice in diverse maniere. La Creazione come un tutt’ uno è chiamata “sposa”. Questa è la “materia” del desiderio, che dobbiamo elevare fino all’ altezza del Creatore per unirci con Lui, rivelando il Bene che fa il Bene.

Quando scopriamo problemi nella nostra torbida materia, dobbiamo capire che non dobbiamo annullarla, ma “santificarla”, cioè correggerla. È in questo modo che ascendiamo continuamente più in alto con il suo aiuto. Proprio le aggiunte all’ Aviut che vengono dalla materia che si rivelano in noi, costruiscono i livelli della scala spirituale per noi, uno dietro l’ altro.

Questo è un processo ciclico che richiede un’ azione semplice. Proprio come in un computer, tutto è determinato dalla scelta di due posizioni: “si” e “no”, “0” e “1”. Consolidando molte azioni come questa, possiamo raggiungere qualsiasi analisi, esprimere qualsiasi qualità e qualsiasi forma di interazione tra il Creatore e la creazione, tra la forza della dazione e quella della ricezione.

Così, l’ unica cosa che resta da fare ad una persona è accelerare il tempo. Da una parte vede che la sposa è brutta, ma dall’ altra capisce che il desiderio egoista distorce l’ immagine reale. Questo desiderio è orribile, allontana una persona dallo scopo e la getta in una discesa.

Tuttavia, studiando la “sposa” attraverso il prisma del desiderio di dare, una persona vede che se “santifica” il suo egoismo, allora sarà capace di “decorarlo” ed “abbellirlo”, in maniera tale da abituarsi ad adornare la sposa prima del matrimonio. Allora il desiderio corretto porterà la persona al livello dello “sposo”.

In questo processo nascono diverse situazioni; certe volte non siamo d’ accordo ad accettare il nostro desiderio egoista, vedendo quanto sia brutto. In altre occasioni avviene il contrario, capiamo che dobbiamo accettarlo e correggerlo, decorarlo facendo degli sforzi.

Alla fine, avanzando mediante la fede al di sopra della ragione, mettendo la dazione al di sopra della ricezione, arriviamo al “banchetto dello sposo”.

In totale ci sono tre tappe in questo cammino:

1. Le forze della disunione, la Shechinà in esilio, l’inizio dell’ analisi.

2. Durante il periodo dell’esilio spirituale lavoriamo sulla sposa, “vestendola” e “decorandola”.

3. Il “banchetto dello sposo”.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01. 2011, Scritti del Rabash)

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Verso dove dirigiamo le forze che ci ha dato?

Stiamo distruggendo il mondo con la nostra attitudine. Ogni giorno, semplicemente, registriamo le specie di piante ed animali che spariscono dalla faccia della terra.

Il mondo diventa ogni giorno più povero, perdendo le diversità delle sue forme. Anche se non le eliminiamo direttamente, creiamo le condizioni a causa delle quali non possono semplicemente esistere. Ci sono alcuni che dicono che la situazione sta diventando irreversibile.

Solo attraverso questi deplorevoli risultati, vediamo che abbiamo fatto qualcosa di male. Dopotutto, pensiamo di avere il diritto di fare quello che vogliamo della natura. Lo facciamo invece di esaminare prima la natura e noi stessi, per vedere dove dobbiamo dirigere le forze che possediamo.

Dobbiamo cambiare l’ ambiente o cambiare noi stessi per mezzo dell’ ambiente corretto? Qui risiede tutta la distinzione tra l’ approccio corretto e quello sbagliato. O sto cercando di sistemare tutti e tutto il mondo, e faccio in modo che tutti ballino secondo il mio ritmo, o mi rendo conto che tutto quello che non mi piace nel mondo è qualcosa che ho bisogno di correggere dentro di me.

L’ egoismo è dentro di me. Pertanto, ho bisogno della Luce che Riforma per correggerlo. Questa è la base dell’ approccio corretto.

L’ umanità ha cominciato ad accettarlo solo recentemente; ha cominciato a capire che il mondo è un sistema chiuso nel quale tutto è connesso in maniera integrale. Passerà molto tempo dal momento in cui cominciamo a vederlo fino a che questo ci faccia cambiare.

Siamo come un piccolo bambino ignorante che vede che sta facendo qualcosa di male, però nonostante ciò, continua a farlo, ricevendo sempre delle sculacciate. Gli ci vorrà molto tempo per maturare alla fine.
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(Dalla 4°parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.12.2010, “La Pace”)

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Europa: Una casa comune, un problema comune

Domanda: Ci sono diverse decine di noi in Olanda pronte a prendere parte al Congresso europeo che si terrà a Berlino. Per molti di noi questa sarà la prima volta che partecipiamo ad un Congresso di Kabbalah, e alcuni studenti ancora non si rendono conto quale è lo scopo del Congresso e perché è così necessario partecipare. Come li possiamo preparare?

Risposta: Gli europei devono capire che il loro continente si trova in uno stato molto pericoloso rispetto a tutti gli altri. Al di fuori di tutto il mondo, l’ Europa affronta il problema più grave e più grande, che, se esplodesse, potrebbe caricarsi di una terza guerra mondiale.

Gli europei sono in una situazione molto instabile proprio perché hanno deciso di unirsi, ma d’ altra parte la loro unione è egoistica. Se un egoista separa un altro con un confine, allora essi sono ancora in grado di mantenere una connessione attraverso quel confine secondo regole fisse. Ma se non ci sono collegamenti formali e ognuno entra nel mercato comune con un’ economia comune e con le riserve di enormi problematiche che l’ Europa possiede, allora io non vedo alcuna possibilità di esistere e prosperare nel mondo.

Dopo tutto, come sarebbe possibile? Sarebbe andare contro le leggi della natura. Pertanto, l’ Europa dovrà affrontare problemi sempre più gravi a meno che gli europei riconoscono che è necessario correggere il loro ego . Si sono messi in una situazione in cui, semplicemente, non hanno altra scelta.

L’Europa è proprio il luogo che ora serve come laboratorio pratico per attuare il metodo della Kabbalah, perché ha voluto unirsi, ma lo ha fatto sulla base del profitto egoistico. Ora, da un giorno all’ altro, essa è tenuta a rivelare che questo è il più orribile male che ci possa essere e di tutto la  peggiore possibilità.

Questo è il motivo per cui gli europei devono partecipare al Congresso in cui saremo tutti uniti insieme, attirando la Forza Superiore e desiderando la sua influenza per questa parte del mondo al fine di correggerlo. In caso contrario, l’ Europa potrebbe portare la sofferenza al mondo intero facendolo diventare il nostro problema comune. Mi rivolgo a voi a nome del nostro intero Kli mondiale: Noi dobbiamo farlo.

L’ Europa è il luogo più problematico del mondo, insieme a tutte le sue nazioni spezzettate e alla moneta comune. Non vedo alcun sintomo per un buon futuro. Anche se l’ Europa ha una base molto buona, le relazioni tra tutti i paesi fanno sì che il potere potenziale sia appunto il fattore che può portare ad una esplosione enorme.

Inoltre, oltre ai problemi sociali, ci sono anche le catastrofi naturali che ci aspettano, e noi siamo completamente impotenti di fronte a loro. I problemi climatici sono sempre peggiori e l’ Europa è completamente dipendente dall’ Oceano Atlantico, che la rende vulnerabile da tutti i lati. Questo è un problema molto grave. L’ umanità non ha i poteri e le modalità per sostenere le situazioni che stanno iniziando a sorgere in Europa, se non seguire il metodo della Kabbalah.

Il nostro compito si riduce a una sola cosa: portare la conoscenza di questo metodo a tutti fino a quando non viene attuato. Quindi, io sono in attesa di vedere tutti voi al Congresso di Berlino! Non ho altro da aggiungere.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del  9.01.2011, “La Saggezza della Kabbalah e Filosofia”).

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Tutti i problemi portano al gruppo

Dagli scritti di Rabash Quali sono le disgrazie che arrivano ai malvagio …: I saggi hanno detto: “La sfortuna arriva nel mondo solo quando in esso vi sono peccatori, e inizia con i giusti … ”

E’ impossibile avanzare da soli. Una serie di discese causa la nascita nell’ uomo di un tale grande egoismo, che lui stesso si chiede: “E’ possibile uscirne”? L’ uomo è spinto a rivolgersi al gruppo da una necessità permanente di uscire dall’ egoismo, e può evocare la forza per farlo solo insieme agli altri.

Avranno esito negativo tutti i tentativi di scalare in maniera indipendente. Da solo non si può fare nulla, perché l’ uomo deve correggere la rottura, la vergogna e preparare da sé l’ uscita verso il prossimo.

Tutte le discese sono pertanto destinate a portarci alla realizzazione della nostra impotenza in modo che, non avendo altra scelta, ci rivolgeremo al gruppo e poi, con il suo aiuto, dobbiamo acquisire la realizzazione dell’ importanza del Creatore che ci costringerà a cercare una via d’ uscita e ci porterà alla scelta giusta: solo nell’ambiente troveremo le forze per avanzare.

L’ ambiente, come lo intendiamo noi, è un’ immagine artificiale e all’ uomo sembra solo un elemento estraneo, che viene deliberatamente fatto in modo da essere capace di respingere il suo egoismo, il suo desiderio di godere.

Le disgrazie ci arrivano per rivelare sempre di più i “peccatori” dentro di noi, ma allo stesso tempo, scendono sugli stati chiamati i “giusti”.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 5.01. 2011, Gli Scritti di Rabash)

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Uniti dall’ amore o dall’ odio

Domanda: Ci sono movimenti nei quali si riuniscono fino a 2000 persone nelle loro riunioni ed anche loro fanno un richiamo all’ amore ed all’ unità, senza menzionare neppure una sola parola di Kabbalah. È possibile una tale unione senza impiegare le fonti?

Risposta: Non vedi che non stanno avendo successo? Forse due o tremila possono riunirsi così. Anche un grande disastro può obbligare la gente ad unirsi, ma la vera unione può essere prodotta solo con l’ aiuto della Luce Superiore, la forza che non possediamo; o meglio, possiamo farlo se si presenta con un grande beneficio egoistico, come il timore di un’ invasione o una ricompensa enorme.

Tuttavia, questa unità è temporanea. Non appena la causa che l’ ha generata scompare, la connessione si dissolve immediatamente. Pertanto, l’ unità non si può ottenere.

Ci sono sempre state diverse organizzazioni “altruistiche”. Baal HaSulam scrive che c’è un 10% di altruisti naturali al mondo che vogliono unirsi, ma è completamente egoistico. Se esaminiamo internamente, dietro tutti i discorsi sull’ unità, potremo vedere solido egoismo. Abbiamo molti esempi di questo: la Russia comunista (di un tempo) che si sta avvicinando adesso al fascismo ed al kibbutz di Israele.

Qualsiasi tentativo di creare l’ unità senza impiegare la Luce che Riforma fallirà. Resteranno senza opzioni, si vedranno obbligati ad impiegare la dittatura e la forza bruta perché al contrario, un simile sistema non sarebbe capace di perdurare.

Affrontiamo costantemente un dilemma: riformiamo la natura dell’ uomo o lo obblighiamo ad unirsi con la forza? Qualsiasi accondiscendenza forzata, un regime nazista, porterà inevitabilmente alla guerra. Baal HaSulam scrisse riguardo a questo quando era ancora vivo. La Russia non avrà altro rimedio che continuare a svilupparsi in accordo allo stesso copione. La correzione è possibile ad una sola condizione: che le persone impieghino la saggezza della Kabbalah.

Se non ci riformiamo e ci uniamo per mezzo della Luce, saremo uniti in maniera differente: il mondo sarà superato dai regimi fascisti. Dopotutto, il nazismo è un’ altra forma di unione, a prescindere dal fatto che è l’ unità di un gruppo contro un altro.

La gente sentirà che deve unirsi, che l’ unità porta alla salvezza e all’ ascesa ed è corretto; ma non sarà capace di ascendere e di salvarsi senza la forza esterna che sarà l’ odio verso l’ altra persona. Al contrario, non avranno ragione di unirsi! Per questo hanno bisogno di un nemico invisibile, odiato, che li unisca contro di sé.

È così che funziona l’ ego o non si sente la necessità di unirsi. Pertanto, la società comincia ad inclinarsi verso il nazismo ed il fascismo. Se i leader mondiali non accettano il metodo della correzione a mezzo della Luce e non rivelano la fonte, mettendo i loro cittadini “sui banconi” per studiarli, allora molto presto dovranno trattare con un regime nazista che darà immediatamente luogo ad una guerra.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19.12.2010, “Una serva che eredita dalla sua padrona”)

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Chi è l’ umano che è dentro di noi?

Domanda: Se la frutta ha bisogno di tempo per maturare, allora forse l’ uomo non ha bisogno di fare niente in questo momento, se non aspettare di maturare allo stesso modo della frutta?

Risposta: L’ umanità ha già completato la sua evoluzione nei livelli inanimato, vegetale ed animato. Negli ultimi 5770 anni abbiamo sviluppato il livello “umano” in noi, cominciando con Adamo, il primo “uomo”.

In questi 5770 anni, siamo stati anche sottomessi ai gradi all’ interno dell’ uomo: l’inanimato, il vegetale e l’ animato. Fino a quei tempi, abbiamo vissuto come animali, ma Adamo fu il primo uomo a cominciare l’ evoluzione della parte umana in noi, in questa bestia che chiamiamo “essere umano”.

Adam HaRishon (il Primo Uomo), fu una persona che scoprì la spiritualità, cioè “l’ umano” all’ interno del quale, è simile nelle proprietà al Creatore. Da quel tempo, tutti noi siamo esistiti nel grado umano dello sviluppo, nel quale cominciano tutti i problemi “umani”. Pertanto, non vale la pena aspettare che si aggiustino da sé, perché non accadrà; continueremo solo a cadere sempre più in basso.

L’ umano dentro di noi è tutto quello che va al di là del livello animale dell’ esistenza. Una bestia ha bisogno solo di cibo, sesso, famiglia ed un rifugio e questo è anche quello che richiede il corpo animale dell’ uomo; però, quando una persona comincia ad usare il suo ego invece dei suoi istinti animali naturali, noi ci riferiamo alla parte umana dentro di noi ed è quella la parte che dobbiamo armonizzare; e questa è l’ unica parte che ha il libero arbitrio.

Dove è l’umano dentro di noi? Adesso, è solo una bestia.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.12.2010, “La Libertà”)

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Dove vai quando finiscono i binari?

Domanda: Perché ci sono tanti disastri naturali negli ultimi tempi, come il terribile incendio forestale sul Monte Carmel ad Haifa?

Risposta: La tendenza generale della natura è tale che i disastri naturali stanno diventando un fenomeno comune in tutto il mondo. È una sfortuna, ma se continuiamo ad avanzare, ne sentiremo parlare sempre di più.

La saggezza della Kabbalah offre una spiegazione semplice. Dal principio della creazione fino alla fine, il Creatore ci spinge sempre in una direzione, in linea retta, e Lui non farà marcia indietro. In altre parole, c’ è una formula molto semplice per mezzo della quale la natura sta intensificando la sua influenza su di noi, obbligandoci a crescere.

Nella fase precedente dello sviluppo, crescemmo sotto l’ influenza della Luce, la Forza Superiore, la natura, il Creatore, affinché il nostro desiderio egoista fosse sempre in aumento. Questo fu chiamato lo sviluppo della civiltà umana, che è durato decine di migliaia di anni.

Lo sviluppo si è adattato ad una formula semplice: l’ ego doveva crescere di generazione in generazione e durante il periodo della nostra vita, lo abbiamo fatto crescere noi direttamente, acquisendo tutto quello che esso voleva e sviluppando tutti i mezzi possibili per questo fine. Pertanto, non c’ era alcun problema. Fu semplicemente necessario utilizzare correttamente tutto ciò che ci circondava, cioè la società umana e le risorse naturali, al fine di riempirci.

Tuttavia, la fine del ventesimo secolo, alla quale fanno riferimento i kabbalisti da molto tempo, non è stata solo la fine del millennio, ma anche la fine di tutto il paradigma del passato, l’ inizio di tutto lo sviluppo nel quale incrementiamo il nostro ego, con l’ unico obbiettivo di mantenere il suo riempimento. È arrivato il momento di fare un bilancio e di renderci conto del fatto che non possiamo continuare così perché non ci stiamo più sviluppando e riempiendo. Questa è diventata una corsa di topi alla ricerca di un premio artificiale e non vogliamo più parteciparvi.

Questo cammino di sviluppo è finito, posto che tutto lo sviluppo avviene lungo quattro fasi: 1-2-3-4 (Alef-Bet-Gimel-Dalet) e siamo arrivati adesso alla quarta fase, dopo aver completato il primo periodo di sviluppo. I kabbalisti lo hanno calcolato da molto tempo e ci hanno dato una data nella quale questo sarebbe successo: l’ anno 1995.

Adesso, poco a poco, sperimentiamo la crisi in tutti gli ambiti: la famiglia, l’ educazione, la cultura, l’industria, le relazioni internazionali e cosa più importante, il clima. A causa dello squilibrio che creiamo con le nostre relazioni scorrette, non cambiando l’ approccio del nostro sviluppo, violiamo in gran misura l’ equilibrio generale della natura. Introduciamo in tutta la natura lo squilibrio delle relazioni interne umane.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 03.12.2010, Discorso speciale sulla tragedia del nord di Israele e sull’ equilibrio nella natura)

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Quale è la formula dell’ ispirazione

Qualsiasi tipo di forma artistica, incluso la pittura, la musica, la danza e tutti i mezzi di auto espressione, sono anche considerati “scienza” perché provengono dallo stesso ego, il desiderio di ricevere. Come le ricerche di questo mondo, che significa che io studio le mie qualità egoistiche in relazione alla Luce, allo stesso modo, attraverso la danza, l’ arte o la musica, studio le mie espressioni sul fondo della Luce bianca.

Ambedue riflettono le regolarità esistenti. Tuttavia, nelle arti, io studio le mie qualità specifiche, individuali, mentre nella scienza ricerco il mio desiderio a livello della nostra natura egoistica comune. È per questo che tutti scopriamo lo stesso fenomeno, chiamandolo scienza.

Per esempio, cosa è la fisica? È la ricerca di come vedo la mia natura sul fondo della Luce bianca. Tutti riceviamo gli stessi risultati, qualificandoli come “fatti” perché le ricerche avvengono ad un livello nel quale tutti abbiamo le stesse qualità (nei livelli inanimato, vegetale e animato della natura).

Tuttavia, c’ è anche un livello più elevato della natura egoista, chiamato “umano o parlante” e non è lo stesso in tutti noi, perché contiene una radice spirituale unica per ogni persona e la nostra libera volontà. Pertanto, quando la usiamo, balliamo, cantiamo, disegniamo o suoniamo strumenti musicali ed il risultato di ogni persona è unico. Comunque, tutto proviene dalla stessa volontà di ricevere.

La Kabbalah fornisce un orientamento generale sulla percezione della realtà. Ci sembra soltanto che le leggi scientifiche del tutto rigorose non siano relazionate all’ arte libera, mentre di fatto, ambedue sono il prodotto del nostro desiderio egoista. Quando tutti facciamo qualcosa allo stesso modo, consideriamo che questa forma esista in modo costante in natura, dichiarandola una legge e costruendo le nostre scienze su di essa.

Tuttavia, componendo musica, una persona compone una melodia, un’ altra ne compone una diversa, ed una terza ne compone un’ altra ancora. Finiamo con migliaia di melodie diverse, per la qual cosa diciamo che non è una scienza perché ogni persona, nonostante tutto, fa quello che vuole.

Nel livello “umano” non osserviamo più le “scientifiche” regolarità precise. Questo livello include la psicologia e tutte le forme di arte: la pittura, la musica e la danza. Tuttavia, sono anche “scienza”, cioè le forme di espressioni del mio desiderio sul fondo della Luce bianca, che possiamo vedere e studiare. Comunque, possiamo farlo solo nella pratica.

Solo che adesso, nel livello umano, non siamo capaci di capire queste forme; ma quando svilupperemo questo livello “umano” con l’ aiuto della scienza della Kabbalah, saremo capaci di ricercarla in maniera completamente scientifica e precisa. Allora, capiremo perché disegniamo, balliamo, o cantiamo, come lo facciamo e da dove proviene. In quel momento diventerà una scienza esatta che studia l’ espressione dei nostri desideri sul fondo della Luce bianca.

(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15 Dicembre 2010, “Una serva che ha ereditato dalla sua padrona”)

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Le finestre della tua casa

Rabash: Falli felici con un edificio completo: se una persona desidera edificare una casa per il Creatore, costruisce una struttura perfetta, poiché il Creatore è perfetto. Ed il Creatore darà loro allegria, la Luce della fede, affinché possano completare il loro lavoro.

Il nostro fondamento, la materia con la quale siamo stati formati è Malchut, il desiderio di ricevere piacere. Dobbiamo impiegarlo come materiale di costruzione perché non ne abbiamo altro. Se riceviamo potere dal nostro egoismo, costruiamo “strutture” simili alla torre di Babele o alle città di Pitom e Ramses. Gli edifici sono immensi e splendidi, però in fin dei conti, non ci piacciono perché scopriamo che sono vuoti.

Questa è la maniera in cui l’umanità si è costruita per secoli fino ai giorni nostri, però nella tappa finale dello sviluppo storico dell’ umanità, dobbiamo renderci conto che tutto quello che abbiamo costruito non ci offre più la felicità. In accordo, abbiamo eretto molto, però tutto questo è vuoto e manca di contenuto e del vero riempimento. Circondati dalle nostre creazioni, ci sentiamo più disperati più che mai.

Di conseguenza, risulta che non possiamo procurare allegria né ai nostri cari né a noi stessi, poiché non troviamo più piacere nel nostro lavoro di costruzione. Solo una casa perfetta ci darà l’ allegria, cioè quando la nostra casa, il nostro Kli sarà pieno di Luce. Come la sentiamo? Come illuminiamo la nostra materia dall’ interno?

La casa deve lasciare che la Luce la illumini. La costruiamo con il desiderio di provare piacere, ma deve essere una casa di santità, un Tempio. La Santità è Binà, la Luce, la dazione; e la casa è il Kli, il vaso. Il vaso deve essere adatto affinché la Luce entri, cioè deve avere l’intenzione di dare.

Come ci riesco? Per portare la Luce alla casa, mettiamo delle finestre. Le “finestre” sono cavità, desideri vuoti. Nei muri della nostra materia, facciamo delle aperture di desideri simili a Binà, dazioni, accessi e la Luce può penetrare in noi. Pertanto, i muri e le finestre devono coincidere esattamente affinché la nostra casa, costruita con il desiderio di ricevere piacere, sia equipaggiata con l’ intenzione della dazione, ed allora si troverà piena di Luce.

Se desideriamo sentire ed attirare allegria durante la costruzione della nostra casa, dobbiamo disegnarla affinché la sua forma sia equivalente all’ attributo di Binà. Includiamo l’ attributo della misericordia nel giudizio, cioè facciamo delle aperture nei muri per lasciare che la Luce passi attraverso di esse.

Queste cavità all’ inizio sembrano fallimenti. Rabash ci ha dato il seguente esempio: un padre porta suo figlio dal sarto affinché gli confezioni un abito, il figlio vede come il sarto cominci tagliando una stoffa sottile con delle forbici. Pensa che il kashmir sia rovinato, ma il padre gli spiega, “Non ti preoccupare, ti farà un vestito che ti andrà molto bene”.

In altre parole, questa stoffa per il momento, non è altro che un materiale che acquisirà una forma che ti andrà perfettamente; però il bambino non lo capisce. Dal suo punto di vista, i tagli nella stoffa, sono visti come se fossero un danno. In realtà, grazie a questo “danno”, più avanti avrà la forma adeguata e la Luce si vestirà in lui. Considerando questo, siamo disposti ad essere pazienti ed anche a ringraziare il Maestro per quello che sta facendo.

Nel nostro lavoro quotidiano scopriamo questi “danni”, e con essi ed i mattoni, innalziamo la struttura, includendo le pareti e le aperture per far si che la Luce possa penetrare.

Quando Binà fa un foro nel muro, Malchut sente che la casa è stata denegata; ma in verità, si tratta di un approccio opposto, un attributo totalmente nuovo, che non è progettato per fortificare Malchut. Una volta visto che includere la misericordia nel giudizio crea l’equivalenza con il Creatore dentro di noi, vediamo il beneficio di non ascoltare le lamentele di Malchut. Quando Binà domina su tutto, i muri della casa diventano finestre, o acquisiscono l’ attributo di Binà.

Una simile casa sarà piena di Luce dall’ alto al basso. Il suo materiale, Malchut, sarà purificato completamente con l’attributo di Binà, e non avrà più fenditure in esso. Senza disturbarsi reciprocamente, Malchut e Binà agiranno come un tutt’ uno.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 19 Novembre 2010, Falli felici con un edificio completo.)

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