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Quando una persona inizia a cambiare?

Domanda: Diciamo che c’è una certa quantità di egoismo distribuita tra tutta l’umanità. A tutti vengono concessi alcuni decenni per riconoscere in qualche modo questo egoismo.

Come scrive il Baal HaSulam, tutto dipende dallo sviluppo umano. Alcune persone usano direttamente il loro egoismo senza esitazione. Altri lo usano in maniera più segreta. E alcuni sono già consapevoli e non vogliono affatto usare l’ego; vogliono essere altruisti, anche se per natura sono egoisti.

La domanda che sorge è: a un certo punto l’umanità si renderà conto che questa dose di egoismo non deve svilupparsi fino in fondo e inizierà a cambiare?

Risposta: Quando l’egoismo cresce, una persona comincia a sentirsi sempre peggio. Vede ciò che l’egoismo la costringe a fare, come l’ego sia il suo stesso nemico, e di conseguenza si ribella all’egoismo.

Ma la domanda è: quando inizia a farlo? Quali strumenti ha una persona per limitare il suo egoismo?
Qui dobbiamo capire che non sempre, non ovunque, non in ogni società, non in ogni esempio storico, soprattutto nel nostro tempo, possiamo uscire dall’ego, anche se ne comprendiamo l’essenza e possiamo darne una valutazione critica.

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Da KabTV “Era dell’ultima Generatione” 27/6/24

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Il Paradosso dello Sviluppo

Gli uomini si distinguono dagli animali perché, oltre ai desideri di cibo, sesso, riparo e procreazione, hanno anche i cosiddetti desideri sociali di ricchezza, potere e conoscenza, che possono essere soddisfatti a spese della società circostante.

Questi ulteriori desideri sociali, chiamati desideri umani del nostro mondo, possono essere diretti a sottomettere la società, a sopprimerla, a essere al di sopra di essa, oppure a elevare se stessi, il proprio sviluppo, in somiglianza con la natura, in adesione con l’ambiente, in connessione con la società per il suo beneficio.

E qui sorge un paradosso: quando agisco a beneficio della società, comincio a sentire tutto ciò che è in essa, dentro di me, e mi arricchisco interiormente. Se, invece, sfrutto le persone che mi circondano, allora non mi elevo al di sopra di loro, ma al contrario, essendo al mio livello animale, sopprimo le qualità umane in loro.

È qui che si manifesta la differenza in merito a ciò per cui un uomo usa i suoi desideri aggiuntivi. Lo fa per migliorare la sua vita corporea, creare comfort per se stesso, prendersi cura dell’ambiente, sviluppare l’ingegneria, la tecnologia e così via, oppure non gli importa nulla di tutto questo.

Per lui conta solo lo sviluppo interiore: come realizzare se stesso. Dopo tutto, per quanti anni vivrà su questa terra? In ogni caso, il suo corpo marcirà, la sua casa cadrà a pezzi, ecc. Perché dovrebbe pensare a qualcosa di transitorio? Dovrebbe pensare all’eterno! A ciò che può sviluppare in se stesso e realmente raggiungere lo stadio successivo, il suo stato eterno, che si realizza solo nel nostro mondo.

Esattamente in contrasto con le sue preferenze: “A cosa mi rivolgerò: a beneficio degli altri o a loro discapito? A beneficio del mio stato animale o spirituale? Raggiungere il Creatore e diventare simile a Lui attraverso l’amore per il prossimo o amare me stesso e concedermi tutto fino all’ultimo istante della mia vita? Questa è la scelta!

Ma la scelta riguarda proprio quei desideri che vanno oltre le necessità. Nessuno parla di quanto devo mangiare o dormire. Non devo vivere in una caverna. Devo avere una famiglia, cibo adeguato e vestiti. Questo è tutto. Non si parla d’altro. Si dice: “A cosa aspiri oltre a questo?”.

Il libero arbitrio dell’uomo consiste nella scelta delle attività. È questo che determina se si tratta di una persona spirituale o terrena.

Le persone che aspirano alla spiritualità si sentono ossessionate dalla domanda sul senso della vita. Una persona è obbligata a rispondere, altrimenti non ha senso vivere. In altre parole, non ha senso usare le proprie qualità per diventare ricchi, potenti o addirittura intelligenti. Che senso ha? Morirò e basta. Perché sprecare la mia vita in questo?

E molti non vogliono farlo. Cadono nella depressione, nella droga e persino nell’alcolismo, oppure cercano una via d’uscita.

Ed ecco che una sorta di fortuna, una qualità del destino, li conduce al metodo per rivelare la loro giusta realizzazione.
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Da “Ho ricevuto una chiamata. Il sentiero senza uscita dello sviluppo umano” 24/1/12

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Solo l’Unità Salverà il Mondo

Se la totale rovina che sono destinati a portare nel mondo non è ancora evidente, possono aspettare una terza guerra mondiale, o una quarta. Le bombe faranno il loro lavoro (Baal HaSulam, Gli Scritti dell’Ultima Generazione).

Domanda: La situazione odierna nel mondo fa sì che le parole di Baal HaSulam sulla terza e quarta guerra mondiale sembrino particolarmente attuali. Cosa dovrebbero sentire le persone ogni giorno per allontanarsi da questo stato?

Risposta: Nelle parole di Baal HaSulam, le persone dovrebbero vedere precise istruzioni per le azioni richieste che riveleranno loro il segreto della creazione, e poi tutto sarà sistemato. Stiamo lavorando in questa direzione.

Domanda: Baal HaSulam scrive che ognuno dovrebbe prendere solo ciò che è necessario per l’esistenza e indirizzare il resto dei propri sforzi a beneficio del prossimo e del Creatore. Come possono quelli che oggi vogliono usare armi nucleari cambiare improvvisamente e cominciare a prendersi cura del benessere del prossimo?

Risposta: Questo arriverà alla persona dall’alto, “trasformeranno le loro spade in aratri”. Tutto ciò avverrà, ma non nel modo in cui pensiamo. Il Creatore metterà altri pensieri nella testa delle persone e allora inizieranno ad agire in quel modo. Tanto che se dirai a qualcuno, “Ieri pensavi diversamente,” non ti crederanno.

Domanda: Che tipo di comprensione dovrebbe essere trasmessa al pubblico ogni giorno?

Risposta: Dopo esserci consultati, dobbiamo testare le nostre conclusioni su un gruppo e poi portare questa conoscenza al mondo affinché le persone non rifiutino ciò che presentiamo loro.

Dobbiamo dare loro la comprensione che la nostra natura malvagia, egoista, ci allontana l’uno dall’altro ed è la causa di tutta la nostra sofferenza. Questo è il primo punto.

In secondo luogo, non possiamo correggere l’egoismo attraverso decisioni politiche, economiche o di altro tipo, ma solo con l’aiuto della nostra connessione e del desiderio di rivelare questo punto dentro di noi che unisce ognuno con gli altri. In questa forma inizieremo ad avvicinarci l’uno all’altro e in questa misura sentiremo come avvicinarsi ci salva e ci solleva al di sopra di tutta la natura.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah 18/06/24, Scritti di Baal HaSulam “Gli scritti dell’ultima generazione”.

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La necessità del sistema di garanzia reciproca

La legge della garanzia reciproca è la legge della vita, la legge dell’esistenza, la legge dello sviluppo. Ad ogni livello in cui la natura vuole creare qualcosa che possa esistere, crea le sue singole parti e le costringe a coesistere secondo la legge della garanzia reciproca, che ha origine dalla natura stessa.

Nel nostro mondo, osserviamo questo a livello inanimato, vegetale e animato. L’uomo è la connessione reciproca delle persone, non ognuno di noi singolarmente, ma di tutte le persone al di sopra del nostro naturale egoismo. Quando, come parti individuali, siamo pronti a connetterci per creare una società corretta, siamo chiamati “Adamo”, che significa “simile al Creatore“.

Pertanto, il sistema di garanzia reciproca è fondamentale nel nostro tempo. Vediamo l’umanità sempre più confusa, incapace di trovare se stessa e praticamente in preda alle sue angosce. Sebbene tutti capiscano che la connessione è necessaria, comprendono anche che è impossibile a causa della nostra natura egoistica.

La saggezza della Kabbalah ci viene in aiuto e ci spiega che non abbiamo altra scelta che unirci, altrimenti le cose non potranno che peggiorare. Da un lato, abbiamo sempre più bisogno gli uni degli altri e non possiamo fuggire da questo pianeta per separarci. Dall’altro lato, dobbiamo connetterci. Il metodo di connessione è insito nella natura stessa e si chiama saggezza della Kabbalah, che ci insegna a ricevere correttamente ogni tipo di appagamento reciproco.
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Dalla lezione di Kabbalah giornaliera 17/2/20, “Preparation for the Convention”

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Il veleno è nella tua testa

Domanda: In un’antica parabola cinese una donna sposata che non sopportava i rimproveri della suocera decise di liberarsi di quest’ultima. Si recò da un mercante di erbe che era un conoscente di suo padre. Gli spiegò tutto e disse: “Voglio che tu mi venda del veleno”.

L’erborista rispose: “Va bene, ti aiuterò. Ma prima di tutto, non puoi avvelenare subito tua suocera perché la gente intuirebbe cosa è successo. Pertanto, ti darò delle erbe che la uccideranno gradualmente.

In secondo luogo, per evitare qualsiasi sospetto, devi domare la tua rabbia, imparare a rispettarla, amarla, ascoltarla ed avere pazienza. Così nessuno sospetterà di te quando morirà”.

La ragazza accettò, prese le erbe e cominciò ad aggiungerle al cibo della suocera. Imparò anche a controllarsi, ad ascoltare la suocera e a rispettarla. E così, sei mesi dopo erano già vicine

come madre e figlia. Poi la ragazza corse dall’erborista e implorò: “Per l’amor di Dio, salva mia suocera dal veleno che le ho dato! Io la amo!”. L’erborista rispose: “Non preoccuparti, ti ho dato solo delle spezie. Il veleno era solo nella tua testa e te ne sei liberata da sola”.

Voglio chiederti: ci uccidiamo a vicenda con le parole, continuamente. E chi è più furbo uccide gradualmente, non subito. Per non diventare il nemico, agisce attraverso gli altri, mette in giro voci sugli altri e così via. È nella nostra natura voler abbattere l’altro.

Perché non mi ferisce il fatto di umiliare tranquillamente un altro, di toglierlo di mezzo, di uccidere?

Risposta: Credo che l’altro non mi lasci vivere, che sia un mio nemico che mi vede ostacolare il suo cammino, e deve distruggermi.

Domanda: Perché ci è stata data questa natura, per vivere così?

Risposta: Tutto questo è per la stessa ragione: per correggere il nostro egoismo. Per convincerci che “ama il prossimo tuo come te stesso” è la legge principale del mondo.

Commento: In questo caso, a un certo punto deve farmi sentire in colpa il fatto di essere così.

Risposta: Sì, certo.

Domanda: Ora vedo tutte queste guerre, tutti questi omicidi direttamente, non direttamente, e così via. A che punto arriva la sensazione di: “Cosa sto facendo? È tutto dentro di me. Come posso uscirne?”.

Risposta: Nel momento dell’illuminazione.

Domanda: Quando avviene questo? Si può accelerare o fare qualcosa? Capisco che questo è il momento principale della vita, davvero. Che tutto è in me, che tutto è a causa mia, che io sono l’assassino. Può questo arrivare a una persona del tutto?

Risposta: Quando un uomo si convince di essere pieno di male, allora la sua vera natura si rivela in lui, non può più tollerarla e si rivolge al Creatore.

Domanda: Questo accade inaspettatamente per un uomo? O in un certo senso egli lo vuole già?

Risposta: No, questa illuminazione di solito arriva con una spinta molto seria.

Domanda: Quindi c’è qualcosa che precede, c’è una specie di spinta, dopo tutto?

Risposta: Sì.

Domanda: Quando questo viene rivelato a un uomo, la preghiera al Creatore diventa naturale? Ossia, la comprensione che tutto dipende solo da Lui?

Risposta: Sì, allora l’uomo si rivolge al Creatore, giudica se stesso, e, correggendosi, corregge il mondo che lo circonda.

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Da “Notizie con il Dr. Michael Laitman” di KabTV del 15/4/24

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Domanda:Come può una persona scoprire di desiderare la forza della dazione se è nata con il desiderio di ricevere e vede solo quello intorno a sé?

Dov’è un esempio di desiderio permanente di dare in modo che l’umanità possa notarlo e apprezzarlo?

Risposta: Naturalmente vediamo che il mondo intero è nell’egoismo, nel desiderio di ricevere piuttosto che di dare. Ma accanto a questo vediamo anche come l’egoismo progredisce costantemente nel mondo e con esso anche il dolore, la tristezza e la morte.

In altre parole, i desideri egoistici si manifestano come fonte di ogni sorta di problemi. Pertanto le persone potrebbero non vedere una via d’uscita, ma capiscono che solo l’egoismo è il loro nemico. A poco a poco, l’umanità si sta rendendo conto che non c’è nulla che possa sostituire l’egoismo, e quindi non vede alcuna via d’uscita.

Tuttavia, per lo meno, capisce che la nostra stessa natura ci porta a stati così spiacevoli.
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Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 9/4/24, Scritti di Rabash “La necessità di un’azione dal basso”

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Come posso liberarmi dal senso di colpa?

Ho ricevuto la seguente domanda da Alina, che mi segue sui social media:

Sono stata cresciuta dai miei genitori in modo tale da essere sempre incolpata di tutto.  L’ho assorbito come una spugna e con gli anni è peggiorato. Mio marito e i miei figli mi hanno fatto notare che tutto accadeva per colpa mia. È così che vivo, incolpandomi e pensando a quanto sono colpevole. Oggi mi sto consumando e non riesco a risalire la china. Sono ancora relativamente giovane. Voglio vivere senza questo dolore e questo senso di colpa. È possibile uscirne?

Certo! Dipende dalla comprensione del fatto che questi stati sono tutti inviati dall’unica forza superiore esistente.

Anche se Alina ha sottolineato che si è abituata ad essere l’unica colpevole, non è vero che una persona è colpevole di qualcosa. Dobbiamo ancora raggiungere questa consapevolezza.

Affinché Alina smetta di incolparsi, e affinché noi smettiamo di incolparci in generale, dobbiamo scoprire che esiste un’unica forza nel mondo che crea, controlla e determina tutto.

Con questa scoperta, ci rendiamo conto che non siamo noi ad agire, ma questa forza che agisce attraverso di noi. È la qualità egoistica che risiede in noi che ci manipola per farci credere di agire nel nostro mondo. Inoltre, nel caso di Alina, lei sostiene erroneamente che i suoi parenti, genitori, marito e figli agiscono su di lei. Tuttavia, a lei sembra solo che sia così. Piuttosto, è lei stessa ad attirare tali relazioni su di sé e non ha alcuna colpa.

Pertanto, l’unica azione che Alina può intraprendere è capire che questo è il modo in cui la forza superiore lavora con lei, e che si tratta di azioni compiute da un’unica forza. Se ripetutamente consegna i suoi stati alla forza superiore, allora sarà in grado di avvicinarsi alla rivelazione di questa forza. Vedrà allora che non è colpevole di nulla e che solo questa singola forza superiore agisce sulla sua vita e in generale su tutta la realtà.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

L’universo è indifferente alla nostra sofferenza?

Non è che l’universo sia indifferente. Esiste una legge di interconnessione e interdipendenza nell’universo e, se non ne realizziamo l’uso positivo, ci distruggeremo a vicenda e l’universo non avrà nulla da rimpiangere.

Non c’è alcuna misericordia da parte dell’universo.  Se osserviamo i livelli inanimato, vegetativo e animato della natura, non vediamo alcuna particolare misericordia all’opera. Come esseri umani, la nostra caratteristica peggiore è quella di inventare l’esistenza intorno a noi e il nostro futuro in un modo che desideriamo per noi stessi. In questo modo, chiediamo violentemente all’universo: “Dammelo!”.

Se dovessimo ragionare in modo sobrio sull’universo, non gli chiederemmo nulla. Preferiremmo pretendere da noi stessi di sviluppare un atteggiamento premuroso, rispettoso e di sostegno reciproco, verso la natura e l’universo. Potremmo quindi essere in grado di comprendere come funzionano le leggi dell’universo e come possiamo elevarci al di sopra di noi stessi per adeguarci a tali leggi.

Pertanto non dovremmo chiedere all’universo: “Sii misericordioso con me”, ma chiedere a noi stessi: “Sii misericordioso con gli altri”. Faremmo bene ad esercitare un atteggiamento buono e gentile verso gli altri, come vorremmo augurarci per noi stessi, senza immaginare nel frattempo tutti i tipi di ricompense per noi. Se iniziamo a muoverci in questo modo, saremo sulla buona strada per raggiungere l’equilibrio con l’universo. Una vita di armonia e pace sostituirà allora l’attuale tendenza che è diretta ad aumentare la sofferenza e la distruzione.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

L’universo è indifferente alla nostra sofferenza?

Non è che l’universo sia indifferente. Esiste una legge di interconnessione e interdipendenza nell’universo e, se non comprendiamo il suo uso positivo, ci distruggeremo a vicenda e l’universo non avrà nulla di cui pentirsi.

Qui non c’è pietà da parte dell’universo. Se osserviamo i livelli inanimato, vegetativo e animato della natura, non vediamo alcuna particolare misericordia all’opera. Come esseri umani, la nostra caratteristica peggiore è che inventiamo l’esistenza intorno a noi e il nostro futuro nel modo che desideriamo per noi stessi. In questo modo chiediamo violentemente: “Dammelo!” all’universo.

Se dovessimo ragionare in modo sobrio sull’universo, non gli chiederemmo nulla. Preferiremmo pretendere da noi stessi di sviluppare un atteggiamento premuroso, rispettoso e di sostegno reciproco, verso la natura e l’universo. Potremmo quindi essere in grado di comprendere come funzionano le leggi dell’universo e come possiamo elevarci al di sopra di noi stessi per adeguarci a tali leggi.

Pertanto non dovremmo chiedere all’universo: “Sii misericordioso con me”, ma chiedere a noi stessi: “Sii misericordioso con gli altri”. Faremmo bene ad esercitare un atteggiamento buono e gentile verso gli altri, come vorremmo augurarci per noi stessi, senza immaginare nel frattempo tutti i tipi di ricompense per noi stessi. Se iniziamo a muoverci in questo modo, saremo sulla buona strada per raggiungere l’equilibrio con l’universo. Una vita di armonia e pace sostituirà allora l’attuale tendenza che è diretta ad aumentare la sofferenza e la distruzione.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Come posso superare le manipolazioni?

Ho ricevuto il seguente messaggio sui social media da Dimitriy che esprime il dolore per come i politici e i propagandisti sanno manipolare le collettività che li seguono, spesso fino al macello…

Ultimamente mi sono infuriato. Perché cadiamo nelle trappole dei politici e dei propagandisti che ci stanno ingannando? Sono loro la causa di tanta sofferenza. Vedi chiaramente il sangue versato, persone che si uccidono a vicenda e si odiano reciprocamente. Tutto questo perché ci stanno incitando, ma tutto è, in definitiva, illusorio e falso. Moriamo per questa bugia mentre loro ingrassano. Guadagnano un sacco di soldi da questa strage, i loro figli si rotolano nel lusso e loro stessi stanno bene. Perché ci stiamo arrendendo? Dov’è il nostro ragionamento di base? Dov’è la paura?

In effetti, le persone che occupano posizioni di potere sfruttano il nostro piccolo ego, il nostro desiderio di godere a spese degli altri,  così intere popolazioni soccombono al loro controllo. Lavorano insieme a vari specialisti che conoscono bene la natura umana egoistica e sanno come indirizzarla nella direzione da loro desiderata.

La domanda è se esiste una soluzione a questa situazione. Può esserci solo se comprendiamo veramente la nostra natura, come le sue redini vengono spinte e tirate in varie direzioni,  se siamo in grado di vedere come questi politici e specialisti della manipolazione operano su di noi e non essere d’accordo con loro.

In definitiva, però, dobbiamo semplicemente capire che un’atmosfera positiva e unita e buoni rapporti umani sono al di sopra di tutti gli altri benefici con cui cercano di corromperci. Se apprezziamo relazioni umane positive, allora non saranno in grado di farci deviare in tutte le direzioni possibili.

L’aspirazione a creare un legame positivo dovrebbe portarci a capire che è meglio vivere in pace con i nostri vicini, ovvero con chiunque si trovi nelle nostre vicinanze fino a quelli di altri Paesi.

Da un lato, non è un segreto e la gente in genere capisce che è bene essere in pace con i popoli e i Paesi vicini. Ma queste sono solo parole. Quando si arriva al dunque, ci sono diversi modi per mettere un Paese contro l’altro e diventa molto difficile fermare queste valanghe dopo che hanno iniziato a rotolare.

Dobbiamo comunque cercare di imprimere in noi stessi il primato della vita pacifica. Abbiamo infatti la capacità di radicare questo principio nella società, in modo che se alcune persone vogliono attirare una società in guerra contro altre, non ci riusciranno. Possiamo raggiungere questo livello di consapevolezza in tutta la società; dovrebbe essere la nostra aspirazione più importante.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.