Pubblicato nella 'Amore' Categoria

Cosa significa che la Parola era Dio?

Il mondo si fonda sulla qualità della bontà e dell’amore. Questa è la “parola” del Creatore, la legge della dazione, l’intenzione superiore che sostiene ogni cosa.

Tutto questo proviene dalla forza superiore, non da noi. Se l’esistenza del mondo dipendesse dagli esseri umani, non durerebbe nemmeno un secondo. La nostra natura è egoistica, negativa, egocentrica. Lasciati a noi stessi, distruggeremmo tutto in un istante. In questo senso, siamo come un’energia negativa all’interno della creazione, come parassiti che vivono a spese di un sistema che non comprendiamo.

È il Creatore, la forza superiore dell’amore e della dazione, che sostiene l’esistenza del mondo. Se questa forza superiore si ritirasse per un attimo, tutto crollerebbe nel nulla. Il fatto che il mondo continui a esistere è solo perché il Creatore lo mantiene.

Su cosa fa affidamento il Creatore? Su nulla. Egli è la fonte. Non ha bisogno di sostegno. Invece, ci governa in modo tale che gradualmente ci sviluppiamo, maturiamo e arriviamo a comprendere come è governata la realtà. Il Suo scopo nel sostenerci e nel sostenere il mondo è che un essere umano alla fine cresca fino a comprendere questo sistema di governo, ad acquisire le stesse qualità di amore e dazione, e quindi a prendere il posto del Creatore, non nel governare gli altri, ma nel diventare simile a Lui.

In altre parole, l’obiettivo è che assumiamo consapevolmente questo governo dentro di noi, che impariamo a sostenere il mondo attraverso la stessa qualità di bontà e amore del Creatore.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 16 gennaio 2026.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

C’è qualche beneficio nella sofferenza?

Se non ci sforziamo di connetterci con la forza dell’amore e della dazione che ci ha creato e ci sostiene, e desideriamo semplicemente vivere in pace e tranquillità su questo pianeta, allora naturalmente non desideriamo sofferenza, problemi e certamente non desideriamo alcuna particolare trasformazione di noi stessi. In tale stato, desideriamo conforto, stabilità e pace. Ci relazioniamo alle disgrazie cercando di evitarle, cercando di fuggire da esse e di isolarci il più possibile. Questo è normale ed è così che vive la maggior parte delle persone.

Se il nostro obiettivo è solo vivere bene in questo mondo, allora il principio secondo cui viviamo è “nessuna sofferenza e nessuna ricompensa”. Desideriamo vivere in silenzio, abbassare la nostra visibilità, evitare inutili disturbi, rendere la nostra vita più calma, più modesta e persino meno visibile. Possiamo quindi lasciare che le ondate ci travolgano, ci sono persone la cui natura interiore è soddisfatta da questo tipo di approccio alla vita. Ci sono anche persone che inizialmente si oppongono a una vita del genere, ma dopo alcuni colpi del destino, si riconciliano con essa e accettano di vivere in silenzio.

Tutto dipende dalla radice dell’anima. Alcune anime si accontentano della semplice esistenza terrena. Altre non possono accettarla in nessuna circostanza.

Tuttavia, è diverso per le persone che aspirano a connettersi con la forza originaria delle nostre vite, la forza superiore dell’amore e della dazione che ha creato e sostiene tutti e ogni cosa. Per queste persone, la vicinanza a tale forza diventa il proprio impegno primario, allora non importa più quale percorso conduca a essa, se sia agevole o pieno di ostacoli e difficoltà.

In tal caso, dobbiamo considerare la sofferenza e le difficoltà come un aiuto. Se ci sforziamo di entrare in contatto con la forza superiore dell’amore e della dazione, allora vari ostacoli vengono deliberatamente posti davanti a noi. Scopriamo che con le nostre sole forze non possiamo superarli. Ci rendiamo conto di essere incapaci di soddisfare le condizioni richieste per la connessione. Questa consapevolezza ci costringe a cercare aiuto proprio dalla forza che aspiriamo a raggiungere, che è anche chiamata “aiuto dall’alto”.

Allora gli ostacoli diventano necessari. Persino il “bastone” che ci percuote acquista significato. È scritto a questo proposito che si dovrebbe “baciare il bastone che ci percuote”. Non perché la sofferenza sia un bene in sé, ma perché attraverso di essa otteniamo una direzione verso lo scopo ultimo della vita.

Altrimenti, senza sforzarci di connetterci con la forza originaria delle nostre vite, la forza superiore dell’amore e della dazione, allora fluttuiamo attraverso la vita, lasciando che i nostri desideri egoistici di beneficio personale ci conducano attraverso sentieri lunghi, tortuosi e confusi, come piccoli pesci che nuotano ovunque li porti la corrente.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV del 19 gennaio 2026.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Possiamo essere davvero altruisti o abbiamo tutti secondi fini?

L’altruismo è la qualità dell’anima, oppure, in altre parole, l’anima è una qualità di amore e di dazione. Come può una qualità del genere esistere dentro di noi, se il nostro mondo, la nostra natura e tutto ciò che sentiamo sono costruiti su una qualità egoistica opposta, quella di godere a spese degli altri, che in sostanza è una qualità di ricezione e di odio? Proprio per questo è necessaria la conoscenza della struttura del sistema spirituale. Il nostro mondo è costruito sull’egoismo, sul prendere per noi stessi e sul rifiutare gli altri. Il mondo spirituale è il suo completo opposto: è costruito interamente sulla qualità altruistica, sulla dazione e sull’amore.

Se sostituiamo le nostre qualità interiori dall’odio e dalla ricezione alla dazione e all’amore, iniziamo a percepire dentro di noi fenomeni e processi completamente diversi. Questa nuova percezione è ciò che viene chiamato “il mondo superiore”. Non si trova da qualche parte fuori di noi; al contrario, si rivela dentro di noi, attraverso il cambiamento di qualità.

A volte le persone dicono di avere impulsi altruistici. Ma dobbiamo essere onesti: per cosa? Ogni impulso altruistico è in ultima analisi finalizzato al proprio tornaconto. Se non fosse proficuo in qualche forma, emotivamente, socialmente o psicologicamente, non agiremmo con gentilezza. Un simile comportamento non è vera bontà. È piuttosto un raffinato interesse personale. L’egoismo, che nella Kabbalah è chiamato “male”, è la natura fondamentale del nostro mondo.

Quindi, il mondo sono io. Tutto ciò che percepisco è dentro di me, dentro il mio egoismo. Se cambio me stesso, comincio a esistere in un’altra dimensione. Il mondo esterno non cambia; cambia la mia percezione.

Allora, dove si può trovare la forza positiva che può bilanciare l’inclinazione al male? C’è un solo posto. Se desideriamo davvero acquisirla, dobbiamo studiare la saggezza della Kabbalah. Attraverso questo studio, una forza positiva si forma gradualmente dentro di noi. All’improvviso scopriamo che compaiono e iniziano a vivere in noi qualità che, per definizione, non avrebbero potuto esistere prima. Quelle qualità sono proprio le qualità altruistiche dell’anima.

Basato sulla lezione virtuale di Kabbalah con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 marzo 2018.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

 

Quali differenze tra i partner possono rafforzare una relazione anziché danneggiarla?

Uno dei miei studenti mi ha chiesto di raccontare un  aneddoto su un usignolo che cantava a una rosa, non perché fosse innocua, ma per amore nei suoi confronti, spine comprese. Le sue spine non ne sminuiscono la bellezza, ma la completano. Dimostrano che il vero amore non cancella i difetti, né finge che i difetti non esistano. L’amore bilancia tutto e, di conseguenza, include anche le spine.

Può esistere un matrimonio senza spine? Questo è possibile solo se due persone ingenue creano insieme un mondo immaginario. Il vero amore include sempre delle spine. Perché? Perché viviamo tra egoisti e ognuno di noi possiede un bagaglio di ferite infantili, abitudini, istinti, insicurezze e reazioni incontrollabili. La saggezza della vita non sta nell’eliminare le spine, ma nel superarle.

Il mio studente continuava a chiedermi come fosse possibile amare la propria sposa se lei lo punzecchia, lo deride e lo umilia. È possibile farlo comprendendo la sua natura, la sua educazione e il suo dolore interiore. Considerando le sue reazioni come automatiche e istintive, non intenzionali, allora non le prendi sul personale. Quando smetti di percepire la frecciata come un attacco diretto, improvvisamente hai lo spazio per coprirla d’amore. Questo è ciò che significa “l’amore copre tutte le trasgressioni”. Le spine rimangono, ma le avvolgi di calore, comprensione e compassione finché non perdono la loro punta.

Si possono introdurre artificialmente delle spine per approfondire l’amore? Sì, è possibile, ma bisogna farlo con saggezza. A volte, esponendo una vulnerabilità o provocando una situazione che richiede uno sforzo reciproco e un coinvolgimento emotivo, il legame si approfondisce. Quando le spine vengono usate deliberatamente per avvicinare qualcuno, per intensificare la relazione, questa è saggezza. Ma richiede precisione, umiltà e cautela.

Questo principio si estende ben oltre le coppie. Possiamo vivere in un Paese che ci tormenta costantemente con tasse, umiliazioni, guerre e ingiustizie, eppure possiamo comunque amarlo. Perché? Perché l’amore non riguarda la comodità. L’amore è un profondo attaccamento interiore all’essenza di qualcosa, indipendentemente dai suoi difetti. Potremmo criticare aspramente un Paese, eppure sentirci legati ad esso con tutto il cuore. Anche questo è amore.

Allora, cos’è l’amore?

L’amore è quando, nonostante tutto, positivo o negativo, apprezziamo l’altro per la sua essenza interiore. Non calcoliamo né soppesiamo i pro e i contro. Ci relazioniamo con l’altro da un posto che va oltre il dolore o il piacere immediato che ci procura. Ecco perché l’amore può sopportare spine, insulti, difficoltà e delusioni.

Il vero amore non è cieco. Vede chiaramente i difetti. Il vero amore è al di sopra dei difetti.

È l’unica forza che può coprire tutte le spine del mondo e trasformarle in bellezza.

Basato sul video “Come le spine rafforzano le relazioni” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché oggigiorno gli esseri umani soffrono di depressione?

La depressione è come un virus che ci colpisce all’improvviso, ci paralizza, ci stordisce e ci annienta. Ci toglie la gioia di vivere, la forza di muoverci, di agire, di ascoltare e di aprire gli occhi.

Se siamo depressi, tendiamo a isolarci e perdiamo interesse nell’ascoltare o assimilare qualsiasi cosa. Tutto diventa irritante e perdiamo persino l’energia per reagire ai fastidi che ci circondano.

La maggior parte delle persone depresse non riesce a spiegare perché si sente così. Sentono soltanto che tutto è privo di significato. La corsa quotidiana della vita sembra non appartenere loro, appare inutile e l’opzione migliore sembra essere prendere una pillola e addormentarsi.

In passato, la depressione era un fenomeno emotivo più comune tra nobili e aristocratici. Oggi, però, sembra che tutti l’abbiano ereditata. La radice della depressione è la saturazione del desiderio egoistico che guida lo sviluppo umano. Dopo ere in cui sentivamo di avere sempre una nuova direzione verso cui progredire, oggi si accumula la sensazione che non ci sia più alcun luogo in cui andare, nessun grande obiettivo all’orizzonte, nulla che brilli davanti a noi.

L’attuale epidemia di depressione va di pari passo con il risveglio delle domande esistenziali più fondamentali della vita, come: qual è il senso della vita? Perché siamo qui? Da dove veniamo? Dove siamo veramente ora? Dove siamo diretti? Cos’è la realtà? E perché c’è così tanta sofferenza nel mondo?

La base del vuoto, della frustrazione e della depressione nelle nostre vite è l’incontro tra un crescente interrogarsi esistenziale e l’assenza di risposte sostanziali.

Nelle generazioni precedenti, le persone si accontentavano di promesse religiose. Oggi, i desideri interiori dell’umanità si sono sviluppati e non crediamo più a niente e a nessuno. Inoltre, non abbiamo la forza di sopportare gli altri. Di conseguenza, il nucleo familiare si disintegra, le relazioni crollano e rimaniamo soli, vivendo in noi stessi, chiudendoci sempre di più nei nostri schermi, che diventano sempre più accessibili e personalizzati. Fin da piccoli, i bambini soffrono sempre più di depressione, stanchi della vita prima ancora di iniziarla. Sempre più bambini sentono che nulla potrà mai soddisfare i loro desideri, che un vuoto aleggia sempre dentro di loro.

Secondo l’approccio integrale all’educazione, che considera l’essere umano, la società e la natura come un tutt’uno, la cura per la depressione può essere riassunta in una sola parola: amore. Non è l’amore come lo intendiamo comunemente nelle nostre vite egoistiche, ossia amiamo chi o cosa ci dà piacere, ma l’amore per gli altri. Tale amore richiede di sviluppare la capacità di uscire da noi stessi, di sentire gli altri, ciò che manca loro, ciò che desiderano, e di desiderare il loro appagamento. Questo è amore a un livello superiore.

Quando avanzeremo verso uno stato in cui i desideri degli altri diventeranno più importanti dei nostri, risolveremo il problema della depressione alla radice. Entreremo in un mondo nuovo e superiore, pieno di gioia, connessione e completezza. Ognuno vorrà appagare gli altri, portare loro del bene, e allora sentiremo un’enorme elevazione dello spirito. La depressione scomparirà e verrà sostituita da un vigore, un’energia e una vitalità completamente nuovi.

È simile a una madre amorevole che antepone il desiderio del suo bambino al proprio, e trova sia la forza di prendersi cura del suo bambino sia un piacere unico nel farlo. Questo è il modo in cui la natura esemplifica le relazioni ottimali che dovremmo sviluppare in tutta la società umana.

La depressione che travolge il mondo odierno è in realtà un invito alla prossima fase dell’evoluzione umana. I problemi che ci opprimono costantemente a tutti i livelli, personale, sociale, economico ed ecologico, indicano il fatto che viviamo in un’epoca in cui l’ego è in subbuglio e ci ritroviamo a vivere sulla stessa piccola barca. Se non impariamo a convivere con questa situazione, affonderemo tutti.

Proprio come la natura è un sistema integrale, interconnesso e interdipendente, con reciproca complementarietà tra le sue parti, così anche noi esseri umani dobbiamo esistere di conseguenza, ma con consapevolezza. A differenza di altre creature, che sono interamente governate dalla forza della natura, noi abbiamo consapevolezza e possibilità di scelta.

Se ci poniamo un obiettivo educativo e culturale di ampio respiro, la creazione di un nuovo essere umano capace di superare il desiderio individualistico-egoistico innato e di connettersi al desiderio degli altri con un atteggiamento d’amore, allora supereremo i confini della nostra ristretta percezione egocentrica. Insieme, raggiungeremo una dimensione al di là del tempo, dello spazio e del movimento, e ci comporteremo in armonia con la forza originaria della natura, una forza di amore e dazione.

L’approccio integrale all’educazione insegna precisamente come fare tutto ciò all’interno di un piccolo gruppo. Un passo alla volta, impariamo come uscire da noi stessi e vivere nei desideri e nei pensieri degli altri. “Ama il prossimo tuo come te stesso”, uno slogan apparentemente familiare, racchiude in realtà una profondità infinita e, se impariamo ad applicarlo nelle nostre relazioni, apriremo la porta a una percezione completamente nuova della realtà.

In conclusione, sviluppando amore per gli altri, possiamo sradicare la depressione dal mondo definitivamente e al suo posto portare un senso di bontà, salute e felicità molto più profondo nella vita di tutti.

Basato su “New Life 90 – Depressione, Parte 1” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

È giusto vivere solo per se stessi?

Vivere solo per se stessi non risolve nulla. Se ognuno vivesse solo per se stesso, cosa succederebbe? Moriremmo comunque e tutti dimenticheremmo tutti. Questa è la natura di questo mondo. Una generazione ricorda, quella successiva dimentica, dopo non rimane più nulla di una persona.

La conclusione è che non possiamo vivere né per noi stessi né per gli altri, perché siamo tutti mortali e destinati a scomparire. L’unico luogo in cui possiamo davvero vivere è nella nostra connessione con la forza generatrice della nostra vita, la forza stessa di amore, dazione e connessione che ci ha creati e ci sostiene.

Questo è il motivo per cui esistiamo tutti. Non per essere ricordati, per raccogliere lodi o per accumulare un’eredità terrena, ma per usare tutto ciò che ci circonda come mezzo per avvicinarci alla forza originaria della nostra vita.

Pertanto, per elevarci a un altro livello di esistenza in cui possiamo davvero vivere e sentire un senso eterno e perfetto della vita, non dovremmo vivere “negli” altri, ma “attraverso” gli altri, per connetterci con l’eterna e perfetta forza di amore e dazione. Sebbene nostri corpi siano temporanei e anche le persone verso cui sviluppiamo affetto lo siano, l’atto stesso di prendersi cura di loro ci mette in contatto con l’eterno e il perfetto. Gli altri e l’intero mondo ci sono dati come un campo in cui operiamo, e attraverso tale attività ci avviciniamo alla forza eterna e perfetta di amore, dazione e connessione.

Tutto nel nostro mondo è fugace, tranne la vicinanza sempre crescente con la forza originaria delle nostre vite. E cosa significa avvicinarsi a quella forza? Significa entrare in uno stato di costante cura per gli altri, percependo quella reciproca responsabilità, amore e qualità eterne, invece di vivere per noi stessi, dimenticarci di noi e pensare solo agli altri.

Se riusciamo a dimenticarci completamente di noi stessi e a pensare esclusivamente agli altri, senza calcoli o pensieri del tipo: “Cosa ci guadagno?”, allora in quel preciso istante entriamo nell’eternità. La nostra ricompensa è proprio quella sensazione di eternità, sperimentata nell’amore per l’altro.

Questa non è una fantasia. Non possiamo percepire l’eternità quando viviamo dentro noi stessi. Rivolgendoci agli altri, la sensazione dell’eternità si dischiuderà. Sentiremo il tempo dissolversi e  rimarrà solo la sensazione dell’esistenza nell’altro.

Cos’è, dunque, la forza dell’amore, della dazione e della connessione? È una forza di assoluta cura per l’altro, di amore puro e incondizionato. Tutto ciò che ci circonda, comprese le situazioni più tragiche di guerre, malattie e varie forme di sofferenza, è dato per condurci a questa consapevolezza. Senza il contrasto dell’inclinazione al male, cioè il calcolo egoistico di voler vivere solo per sé stessi a spese degli altri e della natura, non potremmo sperimentare il bene. Senza oscurità e sofferenza, non possiamo percepire la luce e il piacere.

Dobbiamo quindi attraversare stati egoistici negativi per percepire la bontà che li sovrasta. Questo è il compito dell’essere umano: elevarsi al di sopra di tutto il male, la sofferenza e l’ego e, così facendo, scoprire la bontà, l’eternità e la perfezione della natura, ovvero della forza sorgente dell’amore, del dono e della connessione.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 27 ottobre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Perché le cose peggiorano notevolmente prima di una svolta nella vita?

Quando ci troviamo di fronte a qualcosa di assoluto, a un destino che non possiamo modificare, a una situazione da cui non possiamo sfuggire, scopriamo improvvisamente il posto in cui il cambiamento è possibile.

Quel posto è dentro di noi.

Da quel momento in poi, intraprendiamo un viaggio interiore per cambiare noi stessi da un momento all’altro, passo dopo passo e respiro dopo respiro. È così che possiamo realizzare la miglior vita possibile in questo mondo.

Dovremmo quindi accogliere con favore i vicoli ciechi. Come potrebbe essere altrimenti? I vicoli ciechi sono punti di svolta, il meccanismo stesso attraverso il quale prendiamo forma come esseri umani.

È una dinamica simile a quella di una macchinina che urta un muro, gira, urta di nuovo e gira ancora finché non trova finalmente una strada libera. Quando ci imbattiamo in situazioni senza speranza, esse ci costringono a ricalibrarci e a cambiare direzione.

Passando da un vicolo cieco all’altro, troveremo davvero una via d’uscita. Tutto è programmato dall’alto. Ogni vicolo cieco è un’istruzione precisa: “Gira qui”.

Pertanto dovremmo elogiare i vicoli ciechi, poiché sono una forza che ci costruisce.

Inoltre, non potremo mai raggiungere la decisione giusta che dobbiamo prendere come umanità senza trovarci in un vicolo cieco. Qual è questa decisione? È quella di annullare noi stessi.

Cosa significa annullarsi? Significa che l’individuo non decide l’obiettivo, non definisce il percorso, non si pone al centro e non impone le proprie idee agli altri.

Al contrario, annulliamo noi stessi di fronte agli altri affinché  possano  raggiungere il loro obiettivo. Se perseguiamo qualsiasi altra cosa, ci poniamo di ostacolo. Se annulliamo noi stessi, li aiutiamo ad avanzare. In uno stato ideale, tutti fanno questo per gli altri. Ognuno di noi aiuta gli altri a raggiungere il proprio obiettivo e questo crea un sistema perfetto e completo.

Cosa succede allora al mio “io”? Questa è la parte più bella. Quando annulliamo il nostro “io” egoistico, scopriamo il nostro vero “io”,  il sé collettivo, comune, l’anima unificata, all’interno della quale scopriamo la forza superiore, il Creatore.

È qui che conduce il cammino. Attraverso vicoli ciechi, separazioni e situazioni senza speranza, giungiamo alla rivelazione dell’unica forza d’amore e di dazione che guida ogni cosa. Ecco perché ogni vicolo cieco non è la fine, ma l’inizio del nostro vero sé.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 15 ottobre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Chi è il creatore della natura?

La natura è il Creatore, e il Creatore è la natura. Sono la stessa cosa.

In Gematria, Elokim (Dio) e HaTeva (Natura) condividono lo stesso valore numerico (86) perché si riferiscono alla stessa forza  superiore governante. Se entriamo in rapporto di equivalenza con questa forza, con il Creatore o con la natura, allora quella forza si relazionerà con noi allo stesso modo.

Riguardo al rapporto egualitario tra il Creatore e la natura, il Kabbalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) scrisse nel suo articolo “La Pace”:

 

“HaTeva  [la natura] ha lo stesso valore numerico [in ebraico] di  Elokim  [Dio]: ottantasei. Allora potrò chiamare le leggi di Dio ‘  Mitzvot  [comandamenti] della natura’, o viceversa (le  Mitzvot  di  Elokim  con il nome di ‘leggi della natura’), perché sono la stessa cosa.”

 

Tuttavia, questi comandamenti o leggi di Dio non sono fisica o matematica. Sono le leggi su come un essere umano deve relazionarsi con tutto ciò che è al di fuori di sé: con le altre persone e con i livelli inanimato, vegetale e animato della natura. Un sincero atteggiamento d’amore verso tutti e tutto ciò che è al di fuori di noi è ciò che significa relazionarsi con il Creatore. Pertanto, le leggi della natura, o i comandamenti del Creatore, si riducono a un semplice requisito: amare gli altri come amiamo noi stessi.

Nasciamo con una certa qualità di amor proprio. È il nostro egoismo. In altre parole, la nostra materia prima è il desiderio di godere solo di noi stessi e di usare qualsiasi cosa e chiunque al di fuori di noi per il nostro piacere e guadagno. Al contrario, l’amore per gli altri è inesistente in noi. Non esiste nemmeno parzialmente in una quantità insufficiente, ma semplicemente non esiste in noi. Ecco perché il comandamento principale del Creatore, o in altre parole, la legge generale della natura, è: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

“Prossimo” significa tutti e tutto ciò che è al di fuori di noi. L’umanità, la natura e il mondo intero. Dobbiamo coltivare dentro di noi un sentimento d’amore che fluisca dal cuore verso l’esterno. Non è un calcolo razionale di dedicarci un po’ a cause caritatevoli e filantropiche, ma un sentimento sincero e autentico. Allo stesso modo, è in realtà la cosa più difficile che possiamo fare, perché nessuno di noi capisce cosa significhi amare con il cuore.

È un processo lungo, e non un interruttore da premere. Amare significa relazionarsi con gli altri esattamente come ci rapportiamo con noi stessi. Non sappiamo come farlo, quindi a volte diciamo, quasi scherzando: mostrate alle persone un film su come amano se stesse, così possono capire come dovrebbero amare gli altri. Il loro costante desiderio di essere nel giusto, a proprio agio, accoglienti e compresi è ciò che devono dare agli altri.

Se potessimo uscire da noi stessi, annullare il nostro assoluto bisogno di avere sempre ragione e dire a un altro: “Hai ragione”, staremmo già procedendo verso l’amore. Questo è un serio lavoro interiore. Ma se riusciamo a farne anche solo una parte, vivremo un’esistenza molto più armoniosa, pacifica e felice.

Questo perché siamo noi esseri umani i principali iniziatori di ogni negatività. La natura risponde solo a noi. Ha affidato il mondo intero nelle nostre mani affinché facciamo ciò che desideriamo. Ma la natura stessa è generosa e prodiga. Ci donerà esattamente nella stessa misura in cui noi doniamo agli altri.

Pertanto, ci troviamo di fronte a una condizione rigorosa: in un modo o nell’altro, dobbiamo entrare in equivalenza di forma con l’atteggiamento amorevole e generoso della natura, o del Creatore. La natura non cederà a questo. Continuerà a tremare, esplodere, bruciare e a pressare l’umanità finché non prenderemo l’unica decisione che ci è richiesta: procedere verso l’amore per i nostri simili e per la natura, o in altre parole, concordare con la legge “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Un tale accordo non è come una delibera in una riunione, dopo la quale tutti tornano a casa e continuano a fare i loro affari come al solito, richiede invece una decisione interiore unanime di tutti.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 ottobre 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Puoi aiutare una famiglia in difficoltà finanziarie?

Un tempo la casa era uno spazio aperto. Oggi è divisa in stanze separate. Ogni membro della famiglia si isola nel suo angolo, ci si incontra in soggiorno soprattutto quando i genitori hanno bisogno di qualcosa. Poi, nei periodi di difficoltà finanziarie, quando è impossibile fornire tutto ciò che tutti richiedono, sorgono rabbia, stress e conflitti.

Nelle generazioni precedenti, era chiaro che una persona senza famiglia avrebbe avuto difficoltà a sopravvivere. In seguito, abbiamo sviluppato servizi sociali per coprire le spese essenziali della vita, ma è chiaro che non c’è sostituto per il calore e la lealtà che possiamo provare nell’abbraccio di una famiglia amorevole. Anche finanziariamente, possiamo capire che sia più economico vivere insieme, eppure molte famiglie si disgregano. Tra l’altro, è redditizio per le élite che muovono i fili dietro ciò che la società apprezza, poiché vivendo da soli, dobbiamo acquistare set completi di prodotti per noi stessi, così negli ultimi decenni il divorzio e il vivere da soli sono stati fatti apparire come una cosa positiva.

Comunque sia, le famiglie che ancora esistono e desiderano migliorare la propria condizione devono sapere che tutto dipende dal livello di connessione che imparano a creare in casa. Se c’è un buon legame, se ci saranno considerazione e complementarietà reciproca, nemmeno le difficoltà finanziarie le abbatteranno. Inoltre, più profonda diventa la loro connessione, più vedranno i problemi scomparire nel momento in cui si presentano. L’abbondanza inizia a raggiungerle. Allora, si rendono conto che la vita è come un grande gioco, il cui scopo è quello di connetterci amorevolmente gli uni agli altri.

Lungo il cammino verso questa realizzazione superiore, abbiamo un lavoro educativo da svolgere, sia a livello sociale generale che a livello familiare. Inoltre, influenze ambientali come la comunicazione, i media e la cultura influenzano la famiglia e possono essere ottimizzate per aiutare ad ampliare la percezione delle persone e a creare un nuovo spirito.

Ad esempio, un’idea potrebbe essere una miniserie che ci porta dentro la vita di una famiglia tipo. In ogni episodio, vediamo i membri della famiglia uscire dalle loro stanze e dirigersi in soggiorno, per discutere di varie questioni economiche, spese, budget e priorità. A volte entrano anche vicini o amici, con problemi simili. Magari nel bel mezzo della discussione, sulla TV di fronte a loro, il telegiornale riporta ulteriori aumenti dei prezzi e altri problemi economici. La serie potrebbe anche mostrare famiglie provenienti da tutto il mondo che si confrontano tra loro, condividendo le difficoltà economiche che affrontano, alla ricerca di soluzioni.

L’obiettivo di questi media è distogliere la persona dalla propria casa, in modo che possa vedere la difficoltà economica come un fenomeno sociale globale. Nel proprio Paese di residenza e in tutto il mondo, le famiglie faticano a sostenersi. Questo porta a una miriade di litigi familiari, ma richiede anche uno sguardo più maturo sulla questione. La realtà si rivela oggi in questo modo, e dobbiamo affrontarla. Se la nostra connessione sarà più stretta e calorosa, sicuramente troveremo modi creativi per aiutare e sostenere tutti.

Esempi simili, inseriti in una miniserie, ci faranno riflettere sul fatto che forse anche a casa nostra è possibile costruire un simile spirito di collaborazione. Ci siederemo attorno a un tavolo, ci confronteremo e inizieremo a riflettere su come risolvere il problema. Quanto budget abbiamo come famiglia? Quali sono le esigenze di ogni membro? A cosa possiamo rinunciare? Quali alternative possiamo suggerire? E poi, dove possiamo risparmiare?

In fin dei conti, tutto dipende dalla nostra percezione. Ci sono famiglie che hanno meno, ma sono felici, poi ci sono quelle che hanno molti soldi ma sono depresse e amareggiate. Il senso di appagamento interiore non è legato ai beni o alla ricchezza. Se c’è un legame d’amore che riempie il cuore di calore, è meglio di una vita solitaria in un palazzo. In generale, il senso di appagamento è qualcosa di astratto, indipendente dalle cose materiali, ma a livello del flusso che si crea tra i cuori.

Per imparare qualcosa dal suo opposto, analizziamo la soddisfazione che proviamo quando andiamo fare acquisti. Nasce in noi la sensazione che se compriamo qualcosa, ci sentiremo bene. Quindi andiamo, compriamo, godiamo per qualche istante, poi basta. Il piacere scompare. Di nuovo, abbiamo bisogno di qualcosa di nuovo da rincorrere. Lo stesso processo avviene nel sesso e in ogni altra soddisfazione: ogni appagamento che raggiungiamo raddoppia la sensazione di vuoto. Finché non riceviamo l’appagamento interiormente, il godimento svanisce. È transitorio.

Amare nel senso pieno del termine significa accogliere il desiderio dell’altro come se fosse nostro, cercare di realizzarlo come se stessimo realizzando noi stessi, usare tutte le nostre forze per lui. Questa è la direzione della grande regola “Ama il prossimo tuo come te stesso”, che al culmine dello sviluppo dello spirito umano, diventerà il codice di vita nella società. La sua pratica può iniziare nell’ambito familiare e, da lì, un caldo cerchio di connessione può espandersi verso l’esterno, verso l’edificio, il quartiere, la città, lo stato e l’umanità nel suo insieme.

Quando osserviamo cosa sta accadendo nel mondo interconnesso, come aumenta la dipendenza reciproca, come si intensificano le difficoltà economiche e il costo della vita, come le minacce globali dimostrano che siamo tutti sulla stessa barca, allora capiamo che è meglio prevenire che curare. Per farlo è necessario innescare una rivoluzione nella percezione: una rivoluzione educativa, culturale e sociale che ci porterà tutti, come un tutt’uno, al prossimo livello di evoluzione.

Il mondo di domani non potrà che essere un mondo connesso, il che significa vivere come una famiglia sana e funzionante, ovvero con connessioni positive, calore e sostegno. La natura circostante funziona in modo armonioso e pacifico, sviluppando il meraviglioso tessuto della vita. Oggi, anche l’umanità è chiamata a unirsi a questo flusso: a funzionare come organi in un unico corpo, ma con discernimento, consapevolezza e scelta. Questa è la scala che saliremo verso la vetta più alta, lì realizzeremo il nostro potenziale come corona del creato.

Basato su “New Life 75 – Il denaro in famiglia” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”

Dio soffre?

Dio, o il Creatore, soffre molto senza di noi. Ha un desiderio infinito di dare, di elargire, di saturare tutta la creazione di bontà, eppure non c’è nessuno che lo desideri veramente. Sì, noi esseri umani vogliamo essere colmati, ricevere, ma non da Lui. Questa è la tragedia. Ciò a cui assistiamo è quasi come una guerra di nervi: chi sarà il primo a cedere, a confessare il suo amore, a dire sinceramente: “Ti amo”? È un gioco di sfinimento, di attesa che una delle due parti ceda.

La nostra vera identità emerge quando iniziamo a essere complementari al Creatore. Non semplicemente nell’essenza, siamo già potenzialmente necessari a Lui, ma nell’azione, quando ci avviciniamo consapevolmente a Lui, ci uniamo e ci fondiamo con Lui. Così facendo, risvegliamo una pienezza che si diffonde in tutto l’universo: la luce suprema che permea e sostiene ogni cosa. Senza di noi, senza questa partecipazione, l’universo rimane vuoto, freddo e oscuro.

Cosa si aspetta il Creatore da noi? Che accendiamo la luce. Che accendiamo la luce di questo mondo affinché l’universo possa essere riempito della Sua presenza: luce, amore, bontà, unità e perfezione in ogni forma.

Eppure, guardate il nostro mondo attuale, lacerato da guerre e confusione. Non dobbiamo fuggire o disperare. Dobbiamo solo aspettare con calma, con certezza, perché questo accadrà. Eppure, dobbiamo desiderarlo. Dobbiamo chiederlo silenziosamente al Creatore. Questo è tutto ciò che ci viene richiesto, senza rumore, proclami clamorosi, discussioni o resistenze. Semplicemente desiderare, chiedere sinceramente e lasciare che la luce si riveli.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 10 agosto 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

ISCRIVITI QUI AL CORSO BASE GRATUITO “LA KABBALAH RIVELATA”