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Il primo amore lascia sempre un segno indelebile?

Perché il nostro primo amore non si avvera quasi mai? Perché passa come un sogno che non tocca mai davvero terra? È così che lo sogniamo sempre, non la persona, ma il sentimento stesso. Quella sensazione travolgente, quella di una disponibilità totalizzante a donarci completamente per un’altra persona, rimane con noi. È ciò che la forza superiore che ci ha creato e ci sostiene, che nella saggezza della Kabbalah chiamiamo “il Creatore”, “Dio” e “Natura”,  vuole impiantare nei nostri cuori attraverso i primi amori che ci dona.

Se ci connettessimo davvero al nostro primo amore, la piena comprensione e realizzazione di quel sentimento lo spegnerebbe, rendendolo ordinario e comune. Invece, ci viene dato in una forma che non può essere raggiunta fisicamente. Viene posto davanti a noi affinché continuiamo a desiderarlo, a tendere verso di esso. Quel sentimento diventa una bussola che ci indica qualcosa di più elevato.

È un sentimento che si deposita nella nostra memoria, rimanendo nascosto dentro, come una scheggia nel cuore che non se ne va mai e che tutti quanti portiamo con noi.

Ma amiamo davvero la persona che consideriamo il nostro primo amore? No, non la vediamo nemmeno. Non guardiamo la persona in sé, ma una scintilla, qualcosa che è stata messa lì per accenderci. Quella scintilla ci cattura, facendoci desiderare di starle accanto per sempre.

Lo scopo di questa scintilla è farci provare l’esistenza dell’amore e, insieme ad esso, una sensazione di nostalgia, un vuoto doloroso, un dolce dolore, che diventa il nostro primo assaggio di anelito spirituale. 

Di solito, nessuno sposa il suo primo amore perché questa esperienza, che coinvolge i nostri sentimenti, sogni e desideri, è orchestrata dall’unica forza superiore che esiste in natura. La natura è dietro ogni nostro sentimento, gusto e stato d’animo, guidandoci a scoprire, passo dopo passo, la sua qualità d’amore verso di noi.

Raramente accade che le persone si incontrino presto, si innamorino, si sposino, costruiscano una famiglia e invecchino insieme. Ho visto casi simili, ed è molto interessante osservarli. Queste coppie hanno spesso molti figli. Sembrano capirsi profondamente, senza bisogno di parole, di solito sono felici.

Ma questi casi sono estremamente rari. Sono una sorta di dono dall’alto. Un segno.

In definitiva, però, cosa ci viene mostrato? Che dobbiamo ricercare un amore eterno, superiore e vero. Non è amore di coppia o per un partito o per la patria, ma amore per la natura stessa, la qualità stessa dell’amore e della dazione che ci ha creati e ci sostiene.

Come giungiamo a questo amore? Attraverso lo sviluppo dell’amore per gli altri. Amore non solo per coloro per i quali una scintilla mi fa sentire qualcosa di speciale, ma amore per tutti. Attraverso l’amore per gli altri, arriviamo ad amare la natura stessa. Nella saggezza della Kabbalah, questo si chiama “dall’amore per l’uomo all’amore per Dio”, poiché “Dio” e “Natura” nella Kabbalah sono la stessa cosa.

Questa è la verità ultima che si cela dietro la sensazione del nostro primo amore: darci un assaggio che l’amore esiste e che lo stesso tipo di desiderio e brama che applichiamo naturalmente al primo amore, dovremmo applicarlo volontariamente per raggiungere “dall’amore per l’uomo all’amore per Dio”.

Basato su “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 6 luglio 2025.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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L’amore ha dei limiti?

Una legge dell’amore è che l’amore non ha limiti. Se dici: “Ti amo al novantanove per cento”, allora non è amore.

Il mio maestro, il Kabbalista Baruch Shalom HaLevi Ashlag (RABASH), ha proposto un esempio ancora più crudo. Un marito dice alla moglie: “Ti amo ventiquattro ore al giorno, tranne i cinque minuti in cui sono con un’altra donna”. Se dici questo, allora non è più considerato amore.

L’amore è una relazione che deve essere illimitata, deve riempire l’intero vaso, ossia tutto il nostro desiderio. La dimensione del desiderio non ha importanza, sia che il nostro vaso pesi venti  chilogrammi o che ne pesi duecento, ma deve essere l’intero vaso.

Basato sulla Lezione quotidiana di Kabbalah del 15 ottobre 2021.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa possiamo fare per rafforzare la nostra relazione e mantenere un legame sano?

Cosa significa amare? Come si costruisce uno spazio interiore condiviso con un’altra persona? A cosa bisogna fare attenzione quando si fa un regalo, affinché rafforzi la connessione e l’amore?

Per natura, siamo tutti chiusi all’interno dei nostri cerchi egoistici personali. Proteggiamo questi cerchi e facciamo di tutto per riempirli. La tendenza egoistica è prendere sempre di più dagli altri per sentirsi appagati. Al contrario, se sviluppiamo il desiderio di beneficiare gli altri e troviamo soddisfazione nel farlo, questo si chiama “amore.”

Quando creiamo uno spazio reciproco? Quando facciamo spazio dentro di noi, cioè proprio dentro quell’ego, per accogliere i desideri e i pensieri dell’altro. La dimensione di questo spazio reciproco dipende dalla misura in cui ciascuno rinuncia al proprio ego personale.

Nel caso di una coppia, è importante che al suo interno si stabilisca un accordo reciproco, un patto, un’unione che arrivi fino al livello dell’amore reciproco. L’amore, in parole semplici, significa che vogliamo soddisfare i desideri del nostro compagno e che lui desidera soddisfare i nostri.

Per raggiungere un amore simile, ciascuno deve prestare attenzione a come può migliorare l’umore dell’altro, cioè a come renderlo felice, farlo sentire a proprio agio e bene. Dovrebbe cercare di portargli ciò che gli piace, preparare, organizzare, prendersi cura di lui/lei. Inoltre, dovrebbe mostrare al partner in modo delicato, sensibile e caloroso che spera di ricevere la stessa attenzione in cambio.

In generale, il buonumore apre una persona alla connessione con gli altri, mentre il malumore la chiude. Ecco perché è importante sollevarsi a vicenda il morale.

Anche i regali possono rafforzare l’amore. Per fare un vero regalo al partner, dobbiamo sentire e sapere cosa desidera veramente ricevere. Il nostro interesse personale non dovrebbe influenzare la scelta. Se ci aspettiamo qualcosa in cambio, anche solo nel pensiero, non è più un regalo, ma uno scambio. Un regalo viene dal cuore: “Ti amo, quindi ti ho portato questo. Non mi devi nulla. Il piacere è tutto mio.”

Se un dono viene elargito senza una ragione particolare, non come compenso o pagamento, ma solo come espressione d’amore, risveglierà l’amore anche nell’altra persona.

Prima di porgere il dono, può essere utile dire al partner: “Ho pensato a lungo a cosa poterti regalare. Ho messo da parte dei soldi e ho investito tempo nella ricerca, solo per trovare qualcosa che ti facesse stare bene.” Il nostro gesto assume un significato più profondo quando raccontiamo quanto abbiamo pensato a lui/lei, come abbiamo cercato, e soprattutto quanto abbiamo voluto sentire e capire il suo desiderio per poi soddisfarlo.

Una vera coppia si forma nel punto in cui entrambi si uniscono nel desiderio di portare all’altro tutto ciò che è buono. Di conseguenza, iniziano a sentire il mondo interiore del partner, il suo cuore e la sua mente, i suoi desideri e pensieri. Questo porta a uno sviluppo profondo, alla scoperta di un’intera sinfonia. Gradualmente, diventano sempre più connessi, integrati l’uno con l’altro, fino a diventare come uno solo.

Durante questo processo, il punto unico di connessione tra loro tende a scivolare e a sparire; il loro compito è ricostruirlo ogni volta su un livello più elevato. In questo modo, l’intera percezione della realtà cambia.

Invece di percepire il mondo attraverso la natura egoistica, iniziano a percepirlo attraverso un vaso sensoriale reciproco, costruito dalla connessione d’amore. Questo è ciò che le fonti chiamano “accoppiamento spirituale”. Si tratta di una connessione interiore tra uomo e donna in cui può dimorare la Divinità.

Ciò si riferisce alla sensazione di una forza superiore di amore puro e dazione, la fonte della vita, la radice da cui la coppia è venuta e a cui ora ritorna. Tramite la scelta e la consapevolezza e acquisendo qualità simili a essa. Questo è chiamato anche “equivalenza di forma”.

In questo modo, la relazione di coppia diventa una sorta di laboratorio domestico, in cui i due componenti sviluppano una capacità completamente nuova di connettersi con gli altri. Una volta sviluppata questa capacità di connettersi positivamente, possono usarla saggiamente in tutte le loro relazioni all’interno della società.

Li aiuta a costruire le loro vite lungo una linea equilibrata di connessione e completamento, la stessa linea lungo la quale la natura si sviluppa come un sistema unificato. Vivendo secondo la legge generale della creazione, la legge:  “Ama il prossimo tuo come te stesso”, meritano di raggiungere il successo su un livello molto più elevato.

Basato sull’episodio 46 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché svanisce l’amore nelle coppie?

Ogni coppia ha vissuto momenti di grazia, un’infatuazione travolgente, la sensazione che “questa è la persona con cui voglio vivere fino alla fine della mia vita”, ma poi tutto svanisce. Perché proviamo sentimenti così forti? Perché poi spariscono? È possibile farli durare per sempre? 

Gli animali hanno un’intera gamma di ormoni, istinti, stagioni di accoppiamento e riproduzione predisposte dalla natura. Solo noi umani ci troviamo confusi nelle nostre relazioni. Facciamo fatica a scegliere un compagno, poi a convivere con lui e viviamo in una lotta costante.

Gli studi sull’amore diventeranno una professione del futuro. In un mondo con così tanti divorzi, tradimenti, pensieri di separazione, in cui molte coppie stanno insieme solo per necessità, in un’epoca in cui le relazioni sono diventate molto complicate, c’è un bisogno urgente di insegnare l’amore. Se impariamo a costruirlo, l’amore ci renderà sani in ogni senso, ci risparmierà molto stress e ansia e influenzerà positivamente anche i bambini, tutta la generazione futura che stiamo crescendo. Scopriremo che non manca nulla, tutto diventa armonico e che l’amore porta luce in ogni ambito della vita: in casa, al lavoro e nella società.

Costruire l’amore richiede un lavoro consapevole e reciproco che combina mente ed emozione. Va in contrasto con l’infatuazione, che ci viene data come un dono per farci capire quale intensità emotiva possiamo raggiungere, ma che allo stesso tempo ci fa “perdere la testa”. Questa sensazione spontanea dell’ infatuazione svanisce rapidamente proprio per permetterci di costruire da soli il legame amoroso.

Prima di tutto, dobbiamo essere d’accordo nel voler fare sbocciare l’amore, farlo nascere, non aspettare che ci cada addosso da una qualche fonte sconosciuta. Vogliamo costruirlo, tenerlo stretto a prescindere da tutto, affinché ci dia sostegno, benessere e calore per tutta la vita. Per questo, dobbiamo imparare a condividere col partner le nostre ispirazioni, gli entusiasmi, a parlarne apertamente, fino ad accrescere l’amore, nonostante la routine che tende a spegnerlo.

Il fattore interiore contro cui lottiamo nel processo di costruzione dell’amore è l’ego che dimora in ognuno di noi. L’ego è la nostra natura egoistica, come è scritto “l’inclinazione del cuore umano è malvagia fin dalla giovinezza”. Ai nostri giorni, l’ego è cresciuto a tali proporzioni che è diventato poco chiaro cosa farne, poiché ci manipola e confonde costantemente. Dobbiamo sapere come orientarci, come gestirlo invece di lasciarci gestire da lui. Se affrontiamo questo compito insieme, diventeremo una “coppia di ricerca” matura.

Costruiamo l’amore romantico quando ognuno di noi si eleva al di sopra del proprio ego, “rinuncia ad esso”, per così dire, per entrare in contatto con l’altro. Allora, l’amore diventa l’emozione comune tra noi, frutto di concessioni reciproche e di reciproca considerazione. Nella misura in cui cediamo, creiamo uno spazio dentro di noi in cui l’altro può entrare, rinunciamo alle nostre pretese, alle critiche che derivano dal bisogno di sentire la nostra superiorità, non ci avviciniamo al partner con lamentele ma solo con sorrisi, allora questo spazio lasciato libero dal nostro ego si riempie d’amore. L’amore nasce quando abbiamo spazio l’uno nel cuore dell’altro e ci sentiamo reciprocamente in esso.

Nel processo di costruzione dell’amore, possiamo distinguere tre diversi settori esistenti nella nostra relazione. Il primo includerà l’amore che abbiamo già costruito. Il secondo includerà tutto ciò su cui desideriamo lavorare ora, facendo concessioni reciproche per costruire l’amore. Nel terzo settore sarà contemplato tutto ciò che per ora non possiamo affrontare, quello in cui non riusciamo ancora a connetterci o cedere.

Gradualmente, ci sforzeremo di trasferire sempre più aspetti della nostra relazione nel settore dell’amore. Lungo il percorso, dovremo aiutarci a vicenda e fornire esempi positivi. Ci mostreremo a vicenda quanto siamo disposti a concedere per poter costruire l’amore tra di noi.

Dopo aver descritto il processo a grandi linee, dovremmo tornare al punto di partenza e suggerire alcuni esercizi pratici. Anche se non lo sentiamo ancora, è altamente raccomandato iniziare a trattare il nostro compagno fin da ora come la persona più speciale del mondo: la più bella, saggia e importante. Per iniziare a rendercene conto, dovremmo immaginarlo perfetto in ogni aspetto, creando un’immagine interiore ricca di dettagli e caratteristiche. Dovremmo quindi trasferire su di lui il sentimento di apprezzamento che proviamo per quella figura perfetta che abbiamo costruito nella nostra immaginazione. Iniziare a trattarlo come se fosse veramente perfetto. Elevarlo allo status di re o regina.

Per farlo, è necessario abbandonare l’immagine che ora vediamo davanti ai nostri occhi, un’immagine tutt’altro che perfetta e piena di problemi, e accettare il nostro partner come se fosse ideale. Dobbiamo dirglielo a parole, descrivendolo nel modo più dettagliato possibile, senza trattenerci. Dopo un periodo di questi esercizi reciproci, scopriremo che le nostre vite iniziano a cambiare in meglio, che vediamo davvero il nostro partner sotto una nuova luce e lui…ricambiare in modo simile. L’amore entra nello spazio comune in cui entrambi abbiamo lavorato per trattarci a vicenda in questo modo.

Anche se questo esercizio sembra chiaro in teoria, diventa difficile nella pratica. Ad esempio, se stiamo per tornare a casa e sappiamo che finiremo per arrabbiarci con il nostro partner, come al solito, cosa facciamo?

Anche in quel caso, non dobbiamo immedesimarci  nella realtà che vediamo, ma vedere come se tutto fosse perfettamente in ordine. Altrimenti, l’amore non arriverà mai. L’amore arriverà solo se ci dimostriamo a vicenda come ci accettiamo e desideriamo l’un l’altro nonostante tutta la negatività e i problemi che sorgono. Desideriamo amare il nostro partner così com’è, come lo amava la sua madre, trasmettendogli lo stesso calore e la stessa sensazione di abbraccio.

Quindi, prima di entrare in casa, dovremmo dire a noi stessi: “Il mio partner è perfetto. Lo amo”, proprio come ci sentivamo un tempo nei suoi confronti, quando eravamo innamorati perdutamente. Allora non ci importava se la casa fosse in disordine. La cosa più importante era stare insieme. Pertanto, prima di entrare in casa, dovremmo pensare che ci stia aspettando qualcuno che è la nostra fonte di vita. È la persona che ci capisce di più, si prende cura di noi e può sempre aiutarci.

Per facilitare la preparazione, possiamo prendere un foglio di carta e scrivere del nostro problema, elaborandolo nella direzione della sua soluzione. Ad esempio:

“Ogni sera, quando torniamo a casa, inizia una discussione tra noi su una questione o sull’altra. Spesso finisce in un’esplosione e la serata inizia con il piede sbagliato. Dovremmo quindi cedere in anticipo su ciò che causa lo sbotto. In questa concessione, vogliamo lavorare sul nostro ego, che ci disegna un’immagine ristretta e limitata del mondo, e muoverci verso una visione più ampia dell’amore. I saggi dicono che attraverso un atteggiamento d’amore, scopriamo un mondo nuovo e diverso, bello e completo. Questo è ciò a cui aspiriamo. Pertanto, siamo grati di avere ora l’opportunità di lavorare su noi stessi, di correggere il nostro atteggiamento egoistico verso chi ci circonda e di avvicinarci a una realtà d’amore.”

L’amore ci dà una soddisfazione che è ben più grande di qualsiasi altra cosa, come se provenisse da una casa perfettamente in ordine. Quando entriamo in una casa ordinata e ne godiamo, ad esempio, il piacere svanisce dopo pochi minuti. È così con qualsiasi cosa ci dia piacere personale. Dopo un po’ di tempo, la sensazione svanisce; questo vale per qualsiasi nuovo oggetto materiale scintillante, che si tratti di una nuova casa, di un’auto, di vestiti e così via. Solo l’amore è legato all’eternità e solo esso può darci un senso di appagamento e piacere a livelli completamente diversi. Il piacere dell’amore è l’unico che può crescere continuamente, proprio a causa delle resistenze che costantemente gli si oppongono. L’ego susciterà distanza, rifiuto, critiche e odio tra noi ancora e ancora, e vedremo continuamente diversi difetti nel nostro partner, e ancora e ancora dovremo cedere per elevarci all’amore.

La concessione aggiunge sapore all’amore. Conferisce all’amore validità ed esistenza. Senza di essa, non proveremmo amore. Ecco perché la vita ci invia nuovi attriti e opportunità di concessioni. Nulla ci capita per caso. La vita è un campo di addestramento per l’autocorrezione e lo sviluppo dell’amore. Se raggiungiamo un atteggiamento amorevole verso gli altri, allora tutto diventa possibile. Smetteremo di soffrire. Ci realizzeremo completamente e sentiremo un’elevazione oltre ogni confine della realtà. Un mondo nuovo e meraviglioso si aprirà davanti a noi. Non importa chi sia la persona che ci sta di fronte, perché il lavoro interiore viene svolto verso noi stessi. “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la formula definitiva per la corretta percezione della realtà. Partner, amici, conoscenti, colleghi sono tutti semplicemente strumenti per correggere il nostro atteggiamento verso la realtà nel suo complesso.

Basato sugli episodi 43 e 44 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si costruisce l’amore attraverso concessioni reciproche?

Nella realtà odierna, in cui tutti influenzano tutti gli altri, la maggior parte dei nostri problemi deriva da relazioni scadenti. I giochi dell’ego in tutta la società, negli affari, sul lavoro e persino nelle relazioni e in famiglia, ci rovinano la vita. Da un lato, la vita ci costringe a connetterci gli uni con gli altri, ma dall’altro, ognuno di noi ha un ego molto smisurato che ci porta a dare priorità ai nostri interessi rispetto a quelli degli altri. Per progredire da qui verso un futuro migliore, abbiamo bisogno di un nuovo stile di vita.

Il luogo più naturale per sviluppare un nuovo approccio a noi stessi e agli altri è la relazione di coppia, il luogo in cui la mancanza di connessione ci ferisce di più. Non è un caso che le relazioni odierne stiano diventando molto difficili e il nucleo familiare si stia disgregando. Questo è il modo in cui la natura ci suggerisce che è tempo di migliorare la nostra capacità di connetterci gli uni con gli altri. Se impariamo a sviluppare sentimenti, comprensione, atteggiamento e un approccio ottimale verso il nostro partner, acquisiremo nuovi strumenti, percezioni e discernimenti che ci permetteranno di comprendere tutti coloro che ci circondano, vivere in armonia con il mondo e avere successo in ogni ambito della vita.

Il nostro partner ci è stato dato per aiutarci a sviluppare le migliori relazioni possibili. Nella nostra relazione, possiamo identificare e chiarire tutti i sottili discernimenti, piacevoli o meno, che sono radicati nel nostro carattere e nella nostra visione del mondo. Con il suo aiuto, possiamo imparare a usare i nostri tratti per sviluppare la connessione migliore con gli altri nella società.

Fin dall’inizio, siamo entrambi egoisti e quindi molto distanti l’uno dall’altro. Per sviluppare la nostra capacità di uscire dalla nostra ristretta prospettiva egocentrica e iniziare a percepire la realtà attraverso l’altro, dobbiamo chiarire reciprocamente quali sono i nostri desideri e le nostre aspirazioni, cosa vorremmo vedere in noi stessi e nei nostri compagni. Poi, cercheremo di ascoltare l’altro con tutto il cuore, di assorbirlo interiormente. Gradualmente, ci formeremo un’immagine dell’altro, una sua mappa interiore. In seguito, cercheremo di abbandonare il nostro punto di partenza e di avvicinarci l’uno all’altro fino a poterci toccare interiormente. Questo creerà uno spazio comune tra noi e ci impegneremo ad ampliarlo sempre di più. Questa vicinanza, connessione e crescita si basano tutte sul principio di concessione.

Concessione è una parola pesante. A chi piace cedere? Di solito la concessione viene vista come una debolezza: “Mi hanno messo sotto pressione, quindi ho dovuto cedere”. Ma qui si parla di un tipo di concessione completamente diverso. Rinunciamo alla nostra naturale tendenza a pensare solo a noi stessi, che ci rinchiude nel nostro mondo ristretto. La concessione nasce dal desiderio di evolvere come esseri umani, di espanderci, di sentire di più la vita e il mondo che ci circonda. Vogliamo acquisire i desideri, i pensieri, le passioni e le soddisfazioni degli altri. Questo ci darà nuovi strumenti e nuove possibilità per godere della vita. In un certo senso, è come una madre che ha appena partorito: l’amore naturale per il suo bambino la porta a provare più gioia nel dare al bambino di quanta ne provi lui stesso nel ricevere. Possiamo dire che sta facendo una concessione, che ci sta perdendo qualcosa? Al contrario: non scambierebbe quel piacere con nessuna ricchezza al mondo.

L’amore è come un animale domestico che alleviamo attraverso concessioni reciproche. Così diceva spesso il mio maestro, il Kabbalista Baruch Shalom HaLevi Ashlag (RABASH). In questo processo di crescita, dobbiamo aiutarci a vicenda, darci buoni esempi e parlare dell’importanza di questo sviluppo. Dobbiamo mostrarci a vicenda quanto siamo disposti a cedere l’uno all’altro, quanto ci interessa che l’altro si senta bene e felice e quanto siamo pronti a investire l’uno per l’altro.

Se ci concediamo a vicenda in ogni minimo dettaglio e in ogni piccolo dono che ci facciamo, allora possiamo raggiungere un enorme potere di connessione. Dipende da quanto enfatizziamo l’intenzione interiore dietro ogni nostra azione reciproca, il grande obiettivo che vogliamo raggiungere attraverso la concessione. Possiamo considerarlo una sorta di gioco di coppia, un teatro consapevole in cui recitiamo il prossimo stato che vogliamo raggiungere. Interpretiamo i ruoli delle persone che vogliamo diventare, personaggi ogni volta più evoluti, che vivono con maggiore connessione e amore per gli altri. Gradualmente, il gioco di oggi diventa la realtà di domani.

Questo tipo di concessione si chiama “concessione spirituale” e non è affatto negativa. Rinunciamo al nostro ego per acquisire qualcosa di molto più grande, più elevato e migliore. La concessione spirituale non ci rende schiavi degli altri. Al contrario, ci permette di uscire da noi stessi. Costruiamo lo spazio comune tra noi quando ci eleviamo al di sopra di noi stessi. Dobbiamo trattare i desideri e i pensieri dei nostri partner come più importanti dei nostri, mettendoci al loro servizio. Quindi, ci vestiamo di loro e, di conseguenza, iniziamo a vedere il mondo attraverso i loro sentimenti e la loro mente.

Naturalmente, percepiamo solo ciò che può farci bene o male, e che entra nel nostro spazio percettivo chiuso attraverso i nostri cinque sensi rivolti verso l’interno. La concessione spirituale sviluppa in noi la capacità di superare i limiti del nostro ego, di iniziare a connetterci con le emozioni e i pensieri dell’altro. Gli esercizi reciproci di concessione al nostro partner servono come una sorta di “allenamento spirituale”, che costruisce la nostra capacità di sentire gli altri e, in seguito, il mondo intero in un modo indipendente dal nostro ego, cioè senza il coinvolgimento dell’interesse personale. Questa è chiamata percezione “extracorporea”, in cui percepiamo il mondo così com’è prima che il nostro ego lo filtri. Col tempo, si sviluppano in noi altri cinque nuovi sensi esterni attraverso i quali iniziamo a percepire una realtà superiore.

Quando ciò accade, ringraziamo il nostro partner per averci dato l’opportunità di uscire da noi stessi. Scopriamo che in realtà è stato proprio lui o lei a tirarci fuori dalla prigione del nostro egoismo. Tutte le qualità apparentemente negative che vedevamo nel nostro compagno appaiono sotto una nuova luce. Vediamo come ci completiamo a vicenda. Tutte le sporgenze di uno si incastrano perfettamente con le cavità dell’altro, come in un puzzle, e dalla nostra connessione nasce l’immagine di un’unica persona. Sentimenti come paure e ansie, come la paura di essere feriti, svaniscono quando acquisiamo questo nuovo approccio alla vita.

Allora comprendiamo anche perché “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la grande regola della realtà. Attraverso l’amore, scopriamo un mondo completamente diverso davanti ai nostri occhi, un mondo eterno e perfetto. “Ho visto un mondo opposto”, dicevano i grandi che hanno avuto questo merito, e che ci hanno indicato il cammino dello sviluppo. Un lavoro saggio con il nostro partner può sollevarci da un mondo fatto di lotte, attriti e lotte di potere infinite, verso il culmine della nostra evoluzione come esseri creati.

“Quando una persona giunge ad amare gli altri, passa dal suo mondo ristretto, pieno di dolore e ostacoli, a un mondo eterno e vasto di dazione.”
Kabbalista Yehuda Ashlag  (Baal HaSulam)

Basato sull’episodio 40 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa essere veramente “uno” con il proprio partner e come si può arrivare a questo stato?

Le coppie che hanno sofferto abbastanza a causa di relazioni negative possono essere considerate pronte a fare un passo avanti verso una nuova percezione dell’essenza della connessione tra le persone e nella società.

Cos’è questa connessione? Ciò che manca oggi in casa è anche ciò che manca nel mondo interconnesso: la capacità di elevarsi al di sopra dell’egoismo ristretto, ovvero il desiderio di godere a spese degli altri. Questa è la forza interiore che distrugge ogni tipo di relazione.

Come possiamo creare una realtà più evoluta di connessioni complementari? L’approccio integrale all’educazione fornisce principi ed esercizi.

Il primo principio afferma che la connessione si basa sulla concessione reciproca, mentre il secondo principio è che “l’amore copre ogni trasgressione” (Proverbi 10:12).

L’amore può essere paragonato a un animale domestico che una coppia alleva in casa grazie a concessioni reciproche. Per natura, ognuno vede difetti, mancanze e imperfezioni nell’altro ed entrambi hanno una lista di richieste che l’altro dovrebbe soddisfare, ma questo non porta mai a qualcosa di positivo.

Se ci soffermiamo un attimo a ricordare come una madre amorevole vede suo figlio, noteremo che il suo punto di vista è diverso da quello solitamente presente in una relazione di coppia. Per lei, suo figlio è adorabile. Anche se vede delle  imperfezioni, perdona, accetta e capisce che la natura ha creato suo figlio in quel modo. Pertanto, cerca di aiutarlo a crescere. Arriva con occhi pieni di amore e poi tutto appare diverso. Così il bambino si sente sicuro con lei e,  mentre cresce, il loro tenero legame lo nutre come il latte materno.

Quando impareremo a sviluppare un atteggiamento simile verso gli altri, vedremo come tutto comincerà a diventare armonico.

La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico in cui esploriamo il nostro atteggiamento verso noi stessi e verso gli altri, imparando a connetterci. L’amore, nel senso pieno del termine, rappresenta la forma più completa di connessione.

Nell’approccio educativo integrale, esploriamo tali atteggiamenti in un contesto di gruppo, con altre coppie che si sostengono a vicenda. Insieme, apprendono la natura umana, la natura del mondo e la tendenza evolutiva integrativa che conduce alla completa connessione umana.

Uno degli esercizi si intitola “Connessi alla vetta”.

La concessione e il sostegno reciproco portano a una connessione positiva tra i partner, fino al punto in cui non si sente più dove finisce l’“io” e inizia il “tu”, che si fondono l’uno nell’altro in una complementarità totale.

Questo significa che tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per il nostro compagno, sarà importante, prezioso e benefico anche per noi, proprio perché lo è per lui.

Funziona esattamente allo stesso modo anche al contrario: tutto ciò che è importante, prezioso e benefico per noi, lo sarà anche per il nostro compagno, proprio perché lo è per noi.

Se riusciamo a comprendere anche solo un minimo di questa visione elevata, allora ci impegniamo ad aiutarci a vicenda a non scendere mai da questo stato, nemmeno di un passo.

La logica di base dell’esercizio afferma che dove indirizziamo la nostra intenzione, lì finiremo per arrivare. L’intenzione risveglia forze naturali dentro di noi e intorno a noi, che ci aiutano a progredire verso quell’obiettivo. Dipende dalla costanza, dall’impegno e dall’ immaginare in modo continuo di vivere realmente in quell’immagine.

Questo è ciò che significa essere “connessi alla vetta”, cioè al punto più alto di connessione, che è perfetto, meraviglioso e radioso. Da lì, possiamo entrare in relazione con noi stessi e con la realtà nel suo complesso. Auguro a tutti noi un grande successo nel raggiungere uno stato così perfetto e armonioso.

Basato sull’episodio 38 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può gestire l’ego in una relazione?

Tutta la nostra vita è fatta di relazioni. Partner, figli, amici. Sul lavoro, nel paese, nel mondo, le relazioni sono ovunque. Inoltre, nell’era dell’ego ipertrofico, quando la pazienza diminuisce e le difficoltà aumentano, c’è un bisogno urgente di un metodo per una connessione positiva.

Cominciamo con una definizione di base. Per natura, siamo fatti di un desiderio di godere, di ricevere piacere e diletto. Persino gli oggetti inanimati desiderano esistere in buone condizioni, e piante e animali desiderano crescere e prosperare. Ma non troviamo nulla di paragonabile al desiderio dell’essere umano. È un desiderio che si sviluppa a un ritmo accelerato e vuole consumare tutto per sé. Di conseguenza, cambiamo costantemente e sorgono molte esigenze dentro di noi, così come molte aspettative da parte di chi ci circonda.

Gli animali agiscono secondo impulsi istintivi. I bambini piccoli di solito agiscono così. Ma per noi, vale la pena imparare a essere i nostri psicologi, conoscere i nostri impulsi interiori, i nostri schemi comportamentali e reazioni naturali. È importante capire che ciò che emerge naturalmente nella nostra personalità non è ancora il nostro vero “io”, ma piuttosto “l’animale” che è in noi.

Cosa significa? L’“umano” in noi deve essere costruito con le nostre stesse mani. Come? Dividendo noi stessi in due parti: una parte è l’essere umano che osserva ed esamina, e l’altra è l’“animale” in noi con tutti i suoi impulsi naturali. Non c’è motivo di vergognarsene. Dopo aver fatto questa distinzione, dobbiamo iniziare a diventare padroni e proprietari di questo animale che vive dentro di noi. Ciò richiede un’attenta osservazione di noi stessi: esaminare la nostra natura, sviluppare la consapevolezza dei nostri impulsi e criticarci da un punto di vista esterno.

La prima condizione per mantenere una relazione è la concessione. Siamo tutti egoisti, vogliamo solo godere, ed è per questo che si dice che l’amore è un animale domestico che alleviamo attraverso concessioni reciproche. La seconda condizione è un sorriso, anche se è artificiale e non nasce veramente da dentro.

Perché questi due aspetti sono importanti? Perché l’atmosfera machista di oggi trasmette il messaggio “Mostra a tutti quanto vali, ostenta la tua forza, sii potente”, il che porta con sé una miriade di problemi nella vita. Con l’aggressività, non si ottiene nulla se non nemici e odiatori. Anche se abbiamo sconfitto qualcuno, questa persona sarà costantemente impegnata a cercare di farci cadere, per dimostrare che non valiamo nulla.

La concessione e un sorriso, d’altra parte, offrono agli altri intorno a noi un esempio di atteggiamento positivo, esprimono la volontà di collaborare, di raggiungere la comprensione e di risolvere insieme i problemi. “Le azioni attraggono i cuori”, dicevano i saggi, e se proviamo a concedere e sorridere agli altri, sentiremo improvvisamente che dal profondo del nostro cuore nascono emozioni calde verso di loro.

L’atteggiamento genera atteggiamento e, pertanto, se perseveriamo, di solito vedremo cambiamenti anche dall’altra parte.

Costruire una relazione sentimentale è quindi un processo di connessione tra due egoisti. Fin dall’inizio, ognuno è racchiuso nel proprio guscio duro,  sperimentiamo l’attrito come tra due noci. Per connetterci, dobbiamo essere morbidi e flessibili.

Una condizione di relazione significa che siamo entrati l’uno nell’altro, almeno in una certa misura. Proprio come nell’accoppiamento fisico, dove il maschio entra nella femmina, così deve accadere anche nell’unione interiore, cioè nella connessione tra i nostri desideri. Ognuno deve funzionare sia come maschio che come femmina, dare e ricevere, finché non diventiamo reciprocamente inclusi l’uno nell’altro.

Il concetto di “inclusione” significa che ciascun partner ha creato uno spazio al proprio interno per l’altro.

C’è poi il principio del tango, secondo cui i partner possono sentirsi connessi solo se c’è movimento tra loro. Una connessione sana tra due persone esiste esclusivamente sulla base del cambiamento. Come nel tango, quando uno si muove, anche il partner si muove. Uno va avanti, l’altro torna indietro; uno torna indietro, l’altro va avanti. Senza movimento, non c’è danza.

Abbiamo bisogno di comprensione e sensibilità emotiva per vedere come gli stati cambiano costantemente. Come in natura, deve esserci sia un senso di fame che un senso di sazietà. Senza l’amaro, non noteremo il dolce. Contrasti e cambiamenti fanno parte della vita, ma dobbiamo sapere come controllare i diversi stati. Soprattutto, è importante ricordare sempre il principio del tango: camminiamo sempre insieme.

Il piacere reciproco nella relazione deve essere il fondamento della relazione di coppia. Dobbiamo entrambi godere ugualmente della connessione. Cioè, dobbiamo essere abbastanza sensibili da sentire come il nostro partner gode di noi e agire in base a quel sentimento e il nostro partner deve fare lo stesso nei nostri confronti. Ognuno deve cercare di considerare i desideri dell’altro e usare le proprie capacità per il bene dell’altro.

Solo quando ogni parte sente l’altra e la prende in considerazione possiamo dire che stiamo ballando e divertendoci insieme. Quando siamo sensibili ai cambiamenti in noi stessi e attenti a tutti i cambiamenti che avvengono in noi, allora possiamo dire che stiamo iniziando a ballare il tango.

Uno degli strumenti che aiuta a costruire la connessione reciproca è il “Laboratorio di Connessione”. Le regole del laboratorio sono semplici: ascoltiamo sinceramente gli altri, non critichiamo né respingiamo, aggiungiamo i nostri pensieri a quanto detto, e soprattutto, ci presentiamo aperti, come se tenessimo in mano una pipa della pace e il desiderio di costruire relazioni calorose.

Un esercizio per il laboratorio di coppia consiste nel provare a immaginare di essere una coppia da sogno. Che la nostra relazione sia la migliore possibile. Possiamo prenderci uno o due minuti per riflettere su questo,  poi condividere con il partner che aspetto ha una relazione del genere. Cosa include?

Dovremmo quindi cercare quante più parole, emozioni e descrizioni possibili, dando forma, sapore e colore alla relazione perfetta. Inoltre, dovremmo cercare di mantenere viva l’immagine che formiamo insieme. Viverla come in una fiaba magica, come bambini immersi in un gioco d’avventura.

In senso più ampio, tuttavia, è probabile che i consigli qui menzionati non possano reggere senza un ambiente di supporto. Per una singola coppia, sarà molto difficile perseverare nel lavoro di costruzione di un legame.

L’atmosfera sociale odierna non incoraggia legami profondi. Al contrario, è il motivo per cui l’unità familiare sta collassando e le relazioni si stanno disgregando. Lo stesso processo è evidente su scala globale: un ego sempre più forte divide e paralizza le persone e, con la creazione e l’accumulo di armi, crea un crescente senso di ansia. La competizione e la devastazione umana, che ci portano a ricercare sempre più potere, guadagni e denaro, hanno portato alla corruzione della natura.

Col tempo, tuttavia, crescerà la consapevolezza che, per natura, siamo tutti un’unica famiglia e che, per sopravvivere, abbiamo bisogno di connessione, considerazione reciproca e complementarietà. Allora intraprenderemo insieme un percorso socio-educativo-culturale collettivo che definirà le connessioni umane positive come massima priorità. In tale contesto, la relazione sentimentale diventerà un piccolo laboratorio domestico in cui lavoreremo per sviluppare la capacità di amare gli altri come noi stessi. Un metodo educativo integrale che dia priorità alle connessioni umane positive in tutta la società ci insegnerà come far nascere una nuova persona e una nuova umanità dal profondo di noi stessi. Spero che riusciremo in questa decisiva transizione da un mondo sempre più caotico a uno armonioso e pacifico.

Basato sull’episodio 25 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Esistono suggerimenti per rafforzare a lungo termine i legami emotivi con il proprio partner?

Qual è il significato della relazione di coppia nella nostra vita? Perché si è indebolita? Come possiamo affrontare la sfiducia che potrebbe sorgere?

Dal punto di vista naturale, siamo fatti in modo tale da aver bisogno di partner. La relazione di coppia esiste in natura come fondamento della connessione umana. A differenza degli animali che si incontrano, si accoppiano, si separano dopo un po’ e la loro prole si disperde, noi umani viviamo in nuclei familiari.

Il legame familiare continua di generazione in generazione, sia per tutta la vita che dopo la dipartita di una persona da questo mondo. Conserviamo i nostri cari nella memoria e a volte possiamo conservare un lungo albero genealogico. Inoltre, possiamo essere orgogliosi della nostra famiglia quando è in buone condizioni e possiamo contare su chi ci è vicino.

Il punto è che abbiamo bisogno di una connessione interiore, di un senso di calore, di legame e di appartenenza, di qualcosa in comune con gli altri. La famiglia è simbolo di un legame profondo, ed è anche per questo che diciamo: “Siamo come una famiglia” quando desideriamo esprimere la nostra vicinanza a qualcuno.

Le coppie, soprattutto quando hanno figli, sono legate da un vincolo di sangue, che è molto importante. Tuttavia, allo stesso tempo, siamo testimoni del più alto tasso di divorzi mai registrato nella storia.

Perché sta succedendo questo?

Alcuni attribuiscono ciò al fatto che la vita si è allungata. Una volta le persone vivevano trent’anni o quaranta, oggi ottanta o anche novanta. Avevano meno tempo per litigare…  Inoltre, le condizioni di vita erano diverse. Le persone erano contadini, falegnami e fabbri, ovvero professioni tramandate di generazione in generazione, da genitori a figli, attività di famiglia. Se qualcuno si ammalava, i familiari si prendevano cura di lui. Cucinare, lavare i panni e pulire tutto si svolgeva in casa. La sopravvivenza era dura senza famiglia e figli. Oggi tutto è più semplice. I genitori non tramandano le proprie professioni ai figli, le giovani generazioni trovano la propria strada e non sentono alcun legame speciale con la famiglia. Il collante familiare si sta sgretolando, così come il rapporto di coppia.

Quando si viveva all’interno della famiglia allargata, le coppie in difficoltà ricevevano aiuto dai parenti, che contribuivano a ristabilire la pace in casa. Generalmente, avevano molti figli e la loro crescita richiedeva molti anni. Nella società occidentale odierna, le persone hanno per lo più uno o due figli e vivono in condomini, chiusi tra quattro mura, soli con i propri problemi. Inoltre, le esperienze e le interazioni sul posto di lavoro fanno sì che entrambi i componenti della coppia abbiano il proprio mondo privato.

Potremmo elencare molti altri motivi di divorzio e la realtà odierna li comprende tutti: oggi le persone perdono sempre più il bisogno di una relazione di coppia e divorziano molto rapidamente.

La sfiducia è un problema comune che le coppie si trovano ad affrontare. Ecco un caso concreto e alcuni consigli.

Una donna disse al marito che sarebbe andata a sedersi da qualche parte con alcuni colleghe di lavoro. Col senno di poi, lui scoprì da un’altra fonte che a quell’incontro c’erano anche uomini e che si ballava, ma sua moglie non ne aveva parlato. Da allora, è in ansia e continua a mandare messaggi alla moglie senza sosta. Anche se le crede quando lei dice che non è successo niente, la questione continua a suscitargli ansia per quello che potrebbe succedere. A quanto pare, perché durante la sua infanzia c’è stato un caso di infedeltà tra i suoi genitori, che alla fine ha portato al divorzio.

La donna, da parte sua, non sa cosa fare del fatto che lui continui a chiamarla. La cosa la turba. Dal suo punto di vista,  lui sta facendo di una sciocchezza una tragedia, perché in realtà avevano programmato una serata tra ragazze, ma, a sorpresa, due di loro hanno portato i rispettivi partner e lì si è tenuta una festa. Lei, che non lo sapeva in anticipo,  si è seduta in disparte a chiacchierare con un’amica per tutta la sera. Quando è tornata a casa era molto stanca, così quando suo marito le ha chiesto: “Com’è andata?”, ha risposto: “Bene” e si è dimenticata di entrare nei dettagli.

Questo è il caso. Cosa si può fare per migliorare la situazione?

In generale, se un componente della coppia dimentica di aggiornare l’altro su dettagli che per lui sono molto importanti, allora dovrebbe dimostrare all’altro di essere dispiaciuto e di comprendere i suoi sentimenti. Dovrebbe immedesimarsi nello stato d’animo del compagno, entrare in sintonia con lui, rafforzare il legame di coppia e così crescere insieme.

Nella nostra storia, la donna può inviare un messaggio al marito prima che lui lo faccia a lei e invitarlo a cena, al cinema o a un’altra attività che entrambi apprezzano. È importante dimostrargli che desidera trascorrere ogni momento libero con lui, che non c’è niente di più importante nella sua vita e che tutto il suo piacere e la sua gioia derivano da lui, praticamente è come se respirasse attraverso di lui.

Inoltre, è consigliabile fare una passeggiata, camminare mano nella mano. Ciò suscita un senso di amicizia e uguaglianza. Anche una visita ai familiari cari al marito può rafforzare il legame familiare e aggiungere calore.

Un’altra idea è quella di provare a organizzare per il marito un incontro simile a quello che lei ha organizzato con le amiche. Magari nello stesso posto, magari da qualche altra parte, magari un incontro informale, magari un evento programmato come un compleanno. Qualunque cosa sia, l’obiettivo è che il marito incontri le amiche di lavoro, magari anche i loro partner, per percepire l’atmosfera del posto e immaginare meno scenari. Questo potrebbe calmarlo e dargli tranquillità.

Quanto al marito, vale la pena dare una possibilità a tutto questo iter, per assecondare la moglie. Gradualmente si calmerà e scoprirà di avere una moglie amorevole, devota e fedele.

Un’ultima parola, più importante di tutte le altre, è ricordare ciò che è scritto: “L’amore copre ogni colpa” (Proverbi 10:12). In poche parole, senza aspettare crisi, situazioni di sfiducia o altri problemi, vale la pena dimostrare sempre amore al proprio compagno. Più investiamo in questo e più i nostri partner percepiscono il nostro calore, più desidereranno il meglio per noi. Sei uscita con le amiche? Ti sei divertita? Anche lui sarà felice. Perché? Perché quando amiamo qualcuno e sentiamo un legame profondo con lui, si crea un flusso speciale tra i cuori.

Basato sull’episodio 22 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso migliorare la mia connessione emotiva e la comunicazione con il mio partner?

Nella mia vita da Kabbalista, ho compreso che la più grande opportunità di trasformazione personale risiede nella relazione tra due persone, in particolare tra partner. Non si tratta solo di una collaborazione logistica o di una convivenza quotidiana, ma di uno spazio sacro in cui possiamo sviluppare una nuova natura: una natura di dazione, comprensione e unità. Lo chiamo un “laboratorio domestico”, un campo di addestramento per l’anima.

Quando iniziamo una relazione, in realtà non conosciamo ancora veramente l’altro. Spesso presumiamo di farlo, basandoci su ciò che ci piace, non ci piace o ci aspettiamo. Ma la vera connessione inizia quando mettiamo da parte tutto questo e iniziamo a sentire l’altro dal profondo, quando creiamo dentro di noi un’immagine interiore completa e dettagliata del nostro compagno.

Questo processo comincia con un intenso desiderio di elevarci sopra il nostro ego. Dobbiamo poi ridurre l’importanza dei nostri desideri, delle nostre inclinazioni, e mettere al centro l’altro. “Cosa vuole lei? Cosa ama? Cosa teme? Cosa le dà gioia o dolore?” Piano piano, iniziamo a costruire dentro di noi un nuovo personaggio: il carattere del nostro partner, fino a farlo diventare reale, vivo dentro di noi. Non è immaginazione. È lavoro. Un lavoro profondo, psicologico e spirituale.

Quando integriamo davvero l’immagine del nostro partner dentro di noi, iniziamo a percepire il mondo attraverso i suoi occhi. Sentiamo i suoi bisogni come se fossero i nostri. Viviamo in lui o in lei. Da lì, possiamo iniziare ad agire in modo veramente amorevole, non in base a ciò che crediamo che l’amore debba essere, ma in base a ciò di cui il nostro partner ha realmente bisogno. Idealmente, il nostro partner fa lo stesso per noi. È così che diventiamo uno: non fondendoci l’uno nell’altro, ma formando una comprensione precisa e reciproca l’uno dell’altro.

Questo è ciò che intendo quando dico che “l’amore è unità.” E l’unità nasce dall’integrazione. Integriamo i desideri dei nostri compagni in noi stessi e loro fanno lo stesso con i nostri. Poi ci relazioniamo l’un l’altro attraverso questi modelli interiori che abbiamo costruito. È come se due sistemi si sincronizzassero tramite interfacce compatibili, simili a componenti di una macchina o elementi della natura. Senza questo, nessuna connessione, emotiva, spirituale o di altro tipo, può avvenire.

Questa integrazione richiede onestà e apertura totale. Nei workshop che guido, le coppie iniziano descrivendo sé stesse in terza persona, come se stessero osservando un personaggio. “Jimmy ha paura di…” “Jimmy trova gioia in…” Perché in terza persona? Perché il sé che descriviamo non è davvero “noi”. È l’insieme di tratti che ci sono stati dati dalla natura, dall’ambiente e dall’educazione. Non è la nostra essenza. Questa prospettiva ci permette di osservare senza vergogna o difesa.

Poi, il partner aggiunge a quell’immagine, raccontando come ci vede lui o lei. Anche loro parlano in terza persona, proseguendo il processo. Non è facile. Può sembrare esporre troppo. Ma è anche liberatorio. Iniziamo a capire che non c’è nulla da nascondere. Che il nostro stesso “io” è una costruzione, e ora possiamo partecipare attivamente al suo rimodellamento.

Una volta costruite queste immagini, inizia la seconda fase: l’assorbimento. Prendiamo l’immagine del partner e la facciamo nostra. Cominciamo a vivere secondo essa. Smettiamo di proiettare e iniziamo a riflettere, calibrandoci sulla realtà del partner. Anche il partner fa lo stesso con la nostra immagine. Alla fine, gli “avatar” interiori che abbiamo costruito iniziano a fondersi. Raggiungiamo uno stato di reciproca dazione e responsabilità. Questa è la porta d’accesso all’amore. Non è un’emozione passeggera, ma uno stato attivo, consapevole, in continua evoluzione di unione.

Una volta costruite queste immagini, inizia la seconda fase: l’assorbimento. Prendiamo l’immagine del partner e la facciamo nostra. Cominciamo a vivere secondo essa. Smettiamo di proiettare e iniziamo a riflettere, calibrandoci sulla realtà del partner. Anche il partner fa lo stesso con la nostra immagine. Alla fine, gli “avatar” interiori che abbiamo costruito iniziano a fondersi. Raggiungiamo uno stato di reciproca dazione e responsabilità. Questa è la porta d’accesso all’amore. Non è un’emozione passeggera, ma uno stato attivo, consapevole, in continua evoluzione verso l’unione.

Attraverso questo lavoro d’amore, non miglioriamo semplicemente la nostra relazione. Diventiamo umani. Cioè, diventiamo esseri capaci di connettersi, non solo con il partner, ma con il mondo e, infine, con la forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che risiede nella natura. Perché, quando raggiungiamo uno stato di unità con gli altri, invitiamo la forza superiore che abita nella natura a entrare nelle nostre relazioni. Quella forza diventa il collante, la vitalità, il “terzo partner” divino nella relazione.

Questo è ciò che insegno, vivo e in cui credo fermamente: ogni coppia può raggiungerlo, se è disposta a compiere un lavoro interiore. I benefici sono infiniti.

Basato sull’episodio 36 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come mantenere vivo l’amore in una relazione a lungo termine quando la passione iniziale svanisce?

Una famiglia felice richiede impegno. Sappiamo tutti come, all’inizio di una relazione, tutto sembri roseo, pieno di fiori e farfalle. Ma col tempo, quando entriamo nella profondità di una vita condivisa, tutte quelle piccole cose carine che vedevamo nel partner improvvisamente non sembrano più così carine. Di tanto in tanto scopriamo nuovi aspetti di lui o di lei che non ci piacciono poi tanto. Cosa succede realmente? E come possiamo mantenere una buona relazione nel corso degli anni?

Nello stato ideale, non dovrebbe esserci alcuna barriera tra i partner, non dovremmo nasconderci nulla. Ma poiché non siamo ancora a quel livello, e non abbiamo la forza per discutere ogni minima cosa, “mandiamo giù” molto. Sopportiamo perché non abbiamo scelta. “Che ci vuoi fare,” dicono le persone, “questa è la vita. Ci sono i figli, la casa, i debiti, mille cose.” Tuttavia, a volte, di notte prima di addormentarci, emerge una domanda dal cuore: forse può essere diverso? Forse esiste un modo per rendere la vita veramente bella? Per raggiungere il vero amore che sentiamo di meritare?

L’amore non nasce dal nulla. I saggi dicono che l’amore si costruisce nell’arco di una vita. A tal fine, è consigliabile svolgere vari esercizi per costruire una connessione di coppia solida e una relazione positiva e reciproca. Questi esercizi vanno fatti con l’intenzione comune di preservare la famiglia, costruire amore tra di noi, relazioni calde e gentili, sostegno e aiuto reciproco.

Un esercizio consigliato è chiamato “un mucchio di spazzatura ricoperto di cioccolato”. Ci sediamo insieme, prendiamo qualcosa di buono come un caffè e una fetta di torta, magari un bicchiere di vino. Ci riserviamo almeno un’ora di tempo tranquillo e di qualità solo per noi. In generale, vogliamo comportarci come psicologi di noi stessi, osservandoci dall’esterno. Innanzitutto, parliamo in termini generali della natura umana, non di noi personalmente. Ci descriviamo a vicenda come pensiamo sia costruito il mondo interiore di una persona, quali sono le sue aspirazioni, cosa teme e così via.

Poi, passiamo a noi stessi. Ognuno si osserva dall’esterno e osserva anche il proprio partner. Prendiamo uno di noi e poniamo il suo mondo interiore all’attenzione. Descriviamo in terza persona tutto ciò che vediamo in lui: desideri, speranze, paure, tensioni, ciò che è piacevole e spiacevole. Dopo che entrambi abbiamo finito di descrivere la prima persona, passiamo alla seconda. La descriviamo anche in terza persona, nel modo più oggettivo possibile, come se non fossimo nemmeno noi.

In questo modo, ci stiamo fondamentalmente mettendo sul “banco di laboratorio” e iniziamo a esplorare, discutere e chiarire insieme nel modo più neutro possibile, senza conti in sospeso del passato né preoccupazioni per il futuro. Vogliamo mettere sul tavolo tutto ciò che non ci piace, in modo che non resti dentro di noi nascosto, e soprattutto per costruire una nuova connessione. Alla fine di questa fase, si formerà una sorta di pila di osservazioni e descrizioni. Contiene sia elementi positivi che una buona quantità di negativi, ovvero una buona dose di “spazzatura”.

Nella fase successiva, vogliamo ricoprire questa pila con qualcosa di dolce, con cioccolato, gelato e fiori, per così dire. Non vogliamo continuare a vederci attraverso questa montagna di spazzatura. Vogliamo elevarci al di sopra, amare l’altro così com’è, con occhi purificati da ogni critica. Come si fa? Ognuno di noi ricorderà il momento più magico vissuto con il partner. Forse è stato il momento in cui avete deciso di sposarvi, o un altro evento toccante. Deve essere un momento in cui il compagno ci è apparso assolutamente perfetto. Una volta identificato quel momento, lo si rivive. Si entra in esso. Non esiste nient’altro al di fuori di esso. Da questa sensazione, si inizia a descrivere al partner quanto lo si ami. Quanto è importante per noi, quali meravigliose e speciali qualità possiede. Lo si fa con serietà, senza banalità, con l’impegno comune a scoprire i tratti più profondi e preziosi nascosti nell’altro.

Dopo esserci detti a vicenda quanto ci amiamo, si passa alla fase finale: l’azione. Il ruolo delle azioni è rafforzare le belle intenzioni raggiunte. Ognuno descrive all’altro cosa desidera ricevere da lui. Si può parlare di tutto, da questioni generali a quelle più intime. Ma ciò che conta, in questa fase, è ascoltare veramente: mentre l’altro parla, dobbiamo sforzarci di sentire i suoi desideri, assorbirli nel cuore. Non pensare subito a cosa rispondere, ma solo fare lo sforzo di sentire. Dopo che uno ha finito, si fa lo stesso per l’altro. Così iniziamo a includerci l’un l’altro, a sentirci connessi in amore, in una sorta di “fusione interiore” che ci rende una cosa sola.

È utile ripetere questo esercizio di tanto in tanto. Ogni volta emergerà una certa quantità di “spazzatura”, e insieme la copriremo con una dolce copertura. A poco a poco, cominceremo a capire che il punto non è fare richieste, ma imparare a uscire da noi stessi e sentire l’altro. Se ci pensiamo bene, capiamo che i problemi relazionali non ci perseguitano solo a casa. Sono ovunque: sul lavoro, negli affari, con i vicini e conoscenti, per non parlare della società divisa in cui viviamo o delle relazioni internazionali. Oggi, tutti sono connessi a tutti e influenzano tutti, e quindi tutto si regge, o crolla, sulle relazioni.

Nell’era dell’ego smisurato, in cui tutti perdono la pazienza molto facilmente, la relazione di coppia può diventare un laboratorio domestico per sviluppare la capacità di creare connessioni e buone relazioni. Questa è la chiave di ogni successo nella vita, perché è anche la direzione in cui l’evoluzione dell’essere umano intelligente ci sta guidando. È così che ci eleviamo al di sopra della realtà piccola ed egoistica, sempre piena di problemi e sofferenze, verso una realtà in cui cresciamo e ci sviluppiamo attraverso l’amore per l’altro e l’acquisizione di nuovi desideri.

Basato sull’episodio 34 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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