Come cambierà l’umanità quando tutti i nostri pensieri potranno essere letti dagli altri?
Oggi gli scienziati si vantano di nuove tecnologie in grado di leggere i pensieri umani ed esprimerli attraverso la sintesi vocale o il testo scritto. Alcuni immaginano un futuro in cui un’unica macchina ci collega tutti, fondendo i nostri pensieri in un’unica rete comune, la cosiddetta “coscienza di massa”. Per molti, tuttavia, questo suona come un incubo distopico in cui il libero arbitrio e l’individualità raggiungono la loro fine.
Eppure, siamo già immersi in questo processo. I media, le piattaforme social e le correnti culturali ci plasmano molto più di quanto immaginiamo. Viviamo sotto un’influenza costante, solo che ora è ancora rozza, rumorosa e frammentata. Presto, sarà fluida e silenziosa. Le persone siederanno in silenzio, con gli occhi incollati agli schermi, e lo chiameranno “pensiero”. Ma non saranno loro a pensare. Sarà la macchina a pensare per loro.
Potreste dire: “Ma ho bisogno di sentire di esistere, di aver preso una decisione”. Non preoccupatevi. Anche questa illusione verrà fornita. Vi sentirete come se aveste scelto, anche quando non l’avete fatto. Scopriremo che possiamo ricevere un impianto che ci dà la sensazione di non esistere. Ci può succedere di tutto. La vita, così come la viviamo attualmente, è una lunga, tragicomica illusione.
Quindi, cos’è il nostro “io”?
Il “sé” non è ciò con cui siamo nati. Non esiste un “sé” indipendente nella nostra natura. Ciò che chiamiamo “io” o “me” è semplicemente un insieme di desideri e istinti controllati dall’ego e influenzati dall’ambiente. Il vero “sé” inizia quando ci eleviamo al di sopra di questa natura, quando acquisiamo una scintilla della qualità stessa della dazione che appartiene alla natura.
Questa scintilla non può essere generata dalla tecnologia, né dall’isolamento. Nasce solo nella connessione. La connessione è dunque la chiave. L’individualità non sta nella separazione dagli altri, ma nell’unità consapevole; in altre parole, non ci perdiamo in un collettivo, ma scopriamo il nostro sé superiore attraverso l’amore per gli altri.
Ecco perché la grande regola della Kabbalah è: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Non è una semplice gentilezza morale. È piuttosto il metodo con cui ci connettiamo al sistema superiore, al campo eterno di intelligenza, amore e scopo che governa la realtà. Quando ci connettiamo in modo ottimale, otteniamo accesso a questo sistema. Cominciamo a governare consapevolmente le nostre vite. Come è scritto: “I miei figli mi hanno vinto”, il che significa che coloro che raggiungono uno stato di connessione spirituale conseguono un livello più alto dell’ occultamento della forza positiva di amore e di dazione che dimora nella natura.
Questa è la via verso il vero “sé”. Fino ad allora, siamo sotto controllo. Siamo burattini e nemmeno lo sappiamo. Quindi cosa dovremmo fare?
Dovremmo iniziare dalla connessione. Vale a dire, sforzi interiori per elevarci al di sopra della nostra natura egoistica, e farlo insieme. Gli egoisti possono relazionarsi bene gli uni con gli altri? No. Ed è proprio questo il punto. Proviamo, falliamo, e riproviamo. Attraverso questo riconoscimento comune della nostra incapacità di connetterci, iniziamo a chiederci: “Chi siamo? Perché siamo così?”
Poi, giungiamo a una richiesta, a una supplica sincera. Chiediamo a gran voce un cambiamento in noi stessi.
Questa è tutta la saggezza della Kabbalah: attrarre la forza positiva della natura che può cambiarci. Non possiamo cambiare noi stessi, ma possiamo desiderare di cambiare e possiamo chiedere.
Quando la richiesta è autentica, la risposta, la luce e la forza superiore vengono e agiscono su di noi.
Poi, gradualmente, vediamo un mondo nuovo, un mondo che il nostro ego non distorce. È un mondo che è sempre stato lì, ma nascosto dietro la nostra percezione egocentrica. Iniziamo a vederlo alla luce della dazione. Tale è la trasformazione della percezione che possiamo sperimentare.
Lì vive il vero “sé”, nel cuore risvegliato che sceglie l’amore al posto del controllo dell’ego e l’unità al posto della separazione.
Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 26 marzo 2025.
Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.
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