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Perché le fiabe piacciono agli adulti?

Molte persone si chiedono perché agli adulti piaccia guardare le favole, anche quando sanno che queste storie non sono vere. Le favole, però, sono più reali della nostra vita quotidiana.

Ciò che rende una fiaba così potente è che riflette una realtà più profonda in cui la giustizia viene premiata, la lealtà paga e il bene alla fine trionfa sul male. Queste storie risuonano con noi perché, nel profondo, sentiamo che le cose sono destinate a essere così.

Il motivo per cui sentiamo un’attrazione per il trionfo del bene sul male è che siamo in un processo di sviluppo che ci porta proprio a quel lieto fine, uno stato in cui ci eleviamo al di sopra della nostra natura egoistica e malvagia per scoprire la forza buona della natura all’interno delle connessioni positive che stabiliamo tra di noi. Durante il percorso, siamo come personaggi che devono attraversare molti colpi di scena, svolte e lotte, attraverso i labirinti oscuri della nostra natura egoistica che richiede costantemente un beneficio personale a spese degli altri. Questo è il nostro processo di correzione e sviluppo, in cui ci sviluppiamo trasformando gradualmente il nostro desiderio egoistico di favorire solo noi stessi in un desiderio di beneficiare gli altri e, così facendo, raggiungiamo il lieto fine di una vita completamente positiva per tutti noi.

Le fiabe sono quindi profezie sotto mentite spoglie. Parlano di ciò che finirà per accadere davvero. Il trionfo del bene sul male è una certezza. Altrimenti, la storia non sarebbe mai iniziata. Una fiaba corretta deve finire bene, non perché l’autore lo voglia, ma perché il buon fine è incorporato nella storia fin dall’inizio. Le fiabe che finiscono male sono incomplete: o l’autore non è riuscito a finirle o qualcosa è rimasto non detto.

Nella vera “favola” che è la nostra vita, la conclusione viene concepita per prima, e la trama, l’introduzione, i conflitti e i momenti culminanti, viene creata per sostenere quel finale. Ci troviamo quindi in quell’arco di sviluppo che è un viaggio educativo e che a volte è pieno di colpe, dolori o delusioni. Noi, come personaggi, attraversiamo confusioni e delusioni di vario tipo. Uno vuole vendicarsi ma non può ottenerlo. Un altro vuole la libertà ma non riesce a fuggire. Due amanti cercano di unirsi ma non ci riescono. Nulla va per il verso giusto e alla fine tutti iniziamo a chiederci chi stia scrivendo questa storia.

È allora che iniziamo a scoprire chi c’è veramente dietro questa trama di cui siamo parte. È la natura stessa. Per natura intendiamo le leggi stesse dell’amore, della dazione e della connessione che guidano la nostra evoluzione. Nella saggezza della Kabbalah, natura è sinonimo di Creatore, espressione che descrive la forza superiore che guida la nostra vita dall’inizio alla fine. Il Creatore è l’autore. Solo quando rinunciamo a cercare di risolvere tutto da soli, ci rendiamo conto che siamo guidati da quella forza superiore. Da quel momento in poi, i pezzi cominciano ad andare al loro posto. Questa forza superiore, questo sistema di governo, ci rivela il percorso e ci guida verso l’unico vero finale, che è assolutamente buono.

Questa favola riguarda il nostro mondo in questo momento. Stiamo vivendo questa storia. Soprattutto nel nostro tempo, la forza superiore ha iniziato a rivelarsi. Il momento in cui l’umanità non trova altre risposte, trovando vicoli ciechi in ogni direzione, è quello in cui inizia a fiorire la consapevolezza di una forza superiore che orchestra tutto. Siamo ora in una fase in cui la natura umana egoistica sta diventando sempre più evidente come l’unico male della realtà e che qualsiasi percorso verso una buona vita richiede la correzione del nostro ego.

Quando ci metteremo in cammino per correggere la nostra natura egoistica verso il suo opposto altruistico, la dura storia che stiamo vivendo inizierà a cambiare. Diventerà più morbida e gentile perché inizierà a indicarci la forza della natura che ha scritto la storia, che l’ha iniziata e sviluppata e che ora ci sta guidando verso il suo compimento.

Dove ci sta portando la natura? A una vita eterna e perfetta, dove proviamo amore completo, connessione positiva, armonia e pace. Questa, però, non è una favola. È la realtà.

Tratto dal programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda l’8 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Analisi e Correzione

Come possiamo portare tutti a pensare a un unico obiettivo? Questo è ciò che dobbiamo ricercare, perché non esistono soluzioni pronte per ogni momento della nostra vita.

Dobbiamo cercare quale tipo di connessione e in quale forma devo avere in ogni momento, così da poter attrarre su di me la luce circostante e che essa mi dia una certa elevazione verso la spiritualità, cioè verso l’adempimento della legge della garanzia reciproca, dell’amore per il prossimo e dell’adesione al Creatore.

Tutti i dati sono già dentro di noi e, in base ad essi, la luce circostante splende su di me. Devo solo essere sensibile alla differenza tra me e la luce circostante e, con il suo aiuto, devo adattarmi per raggiungere la correzione. Devo raggiungere uno stato in cui la luce circostante influenzi precisamente i vasi non corretti, le mie intenzioni non corrette.

E ogni volta, devo analizzare i miei stati e chiarirli. Ma posso essere pronto per questo solo quando il gruppo mi dà il senso dell’ importanza: “Guarda, sei malato! Una terribile malattia ti sta consumando e se non te ne accorgi, morirai! Guarda cosa c’è dentro di te!”.

Tuttavia, vediamo che una persona non ascolta. Non ha fretta di andare dal medico. “Forse tra una settimana… Adesso non mi fa ancora paura”. Ma se glielo dicono da tutte le parti e vengono raccontate storie terrificanti su chi non è andato dal medico, allora correrà dal medico, anche se ancora non sente nulla. Questo è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno.

Tutti i componenti sono già dentro di noi: la luce splende e il vaso non è stato corretto. La necessità ci obbliga a iniziare il lavoro di analisi e di correzione.
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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 13/05/2025, Scritti di Baal HaSulam “L’Arvut (Garanzia reciproca)”

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Come può l’educazione cambiare l’attuale crisi mondiale?

Le capacità delle altre creature cambiano pochissimo nel corso di centinaia o addirittura migliaia di anni, mentre gli esseri umani progrediscono in modo significativo di generazione in generazione.

Perché succede questo? Non basterebbe che una generazione sostituisse la precedente, continuando così la vita sulla Terra? Osserviamo che un neonato deve crescere e svilupparsi per vivere una vita piena e produttiva, raggiungere obiettivi, formare una famiglia e avere figli. Questo vale anche per gli animali, ma a differenza loro, noi non ci limitiamo a sopravvivere: noi evolviamo. Quindi sorge la domanda: qual è lo scopo di questo sviluppo?

Forse esiste un parallelismo tra l’umanità e un singolo neonato. Così come un neonato non è ancora pronto per la vita e deve sviluppare saggezza, forza e profondità emotiva per comprendere e strutturare la propria esistenza, lo stesso vale per l’intera umanità? Potrebbe essere che l’evoluzione dell’umanità, nel corso di decine di migliaia di anni, corrisponda alle fasi evolutive di una sola persona, dall’infanzia alla maturità, solo che, nel nostro caso, ogni fase dura diversi anni.

Quando cresciamo i bambini, sappiamo di che tipo di sviluppo hanno bisogno. Sappiamo come fornire loro giocattoli, giochi, strumenti di apprendimento ed esercizi per sostenere la loro crescita. Ma come specie umana collettiva, non riusciamo a capire dove siamo diretti. Di conseguenza, prestiamo poca attenzione al modo in cui l’umanità si evolve.

Si può fare un paragone con i genitori che non hanno idea di cosa fare con i loro figli: come educarli, quali esercizi fare e se integrarli con altri bambini. Un bambino non può svilupparsi solo grazie agli istinti naturali. I genitori devono fornire loro conoscenze, coinvolgimento emotivo, musica, arte e alfabetizzazione, elementi essenziali per la vita. Se non circondassimo i bambini di queste aggiunte educative e non costruissimo un ambiente adatto a loro, crescerebbero come animali e non come esseri umani.

Ma che dire dell’umanità? Mentre si evolve di generazione in generazione, qualcuno si assicura che si sviluppi in modo ottimale? In effetti, guardiamo dove siamo. Da un lato, progrediamo tecnologicamente, scientificamente e in altri settori. Dall’altro lato, le persone sembrano sempre più tristi e smarrite ad ogni generazione successiva. Oggi ci troviamo sempre più spesso a chiederci: “Che cosa abbiamo effettivamente raggiunto? Cosa ci ha dato davvero tutto questo sviluppo? Possiamo fare quasi tutto sulla Terra, ma cosa importa se non sappiamo come renderci felici?”.

Se consideriamo la storia umana come la vita di un singolo neonato, diventa evidente: all’umanità mancano “buoni genitori” che la accudiscano, la guidino e la educhino in una direzione ottimale. Eppure scopriamo che la natura stessa contiene una meravigliosa saggezza, che guida lo sviluppo di ogni individuo.

Lezioni dallo sviluppo della Natura

Per comprendere meglio la nostra situazione, confrontiamola con altri processi naturali. Pensiamo a una mela che cresce su un albero. Nelle fasi iniziali è amara e aspra. Solo dopo la maturazione diventa dolce, bella e commestibile. Prima di allora, è acerba.

Ora pensiamo a un animale appena nato, ad esempio un vitellino, e confrontiamolo con un neonato umano. Il vitello riesce già a stare in piedi, camminare, vedere, mangiare e difendersi entro un giorno. Al contrario, un neonato umano sembra del tutto indifeso e acquisisce le abilità di base solo dopo molti anni. Servono dai quindici ai vent’anni perché un essere umano sia pienamente funzionale e in grado, eventualmente, di trasformare il mondo. Quel vitellino invece matura in fretta e poi rimane praticamente immutato. Vive d’istinto, e non trasforma né se stesso né il mondo.

Quindi forse anche noi siamo come un frutto che deve ancora maturare? Forse anche l’umanità non ha ancora completato il suo sviluppo. Non è ancora “matura”, ed è per questo che le cose ci sembrano così cupe?

La specie umana come lavoro in corso

Guardiamo ancora una volta l’umanità da una prospettiva più elevata. Gli esseri umani sono gli esseri più avanzati in natura. Pertanto, è logico che il nostro sviluppo sia il più lungo, con le fasi più estreme. Solo perché sappiamo come una mela termina la sua crescita, riconosciamo il valore del suo pieno sviluppo. Vediamo come la saggezza della natura l’ha trasformata in qualcosa di delizioso e bello.

Ma come si sviluppa l’uomo? Possiamo imparare dallo sviluppo individuale e applicarne i principi all’intera umanità. Come detto, un bambino non si sviluppa adeguatamente solo grazie all’istinto. Senza stimoli esterni e influenze sociali, crescerebbe come un animale. Ma quando i genitori forniscono asilo, scuola, comunità e guida, il bambino impara abilità sociali, cooperazione ed empatia.

Esistono quindi due forze di sviluppo. Una è una forza di pressione, cioè gli impulsi e gli istinti naturali che spingono il bambino da dietro. L’altra è una forza di attrazione, cioè le influenze positive di un ambiente favorevole che attraggono e accelerano lo sviluppo.

Possiamo applicare questo stesso principio a noi stessi, gli adulti? Forse possiamo creare per noi stessi un ambiente di supporto che ci spinga in avanti, pensando a noi stessi come a un frutto che matura, in modo da passare da condizioni scadenti a condizioni migliori. Questo ci permetterebbe di progredire più facilmente, risparmiandoci la sofferenza di essere “spinti da dietro”.

Lo stato del mondo di oggi mostra come l’umanità non sappia cosa fare di se stessa per far sbocciare i propri figli in adulti felici e soddisfatti. Siamo come bambini in mezzo a una stanza, che si sentono abbandonati e si chiedono: “E io?”. I governanti dell’umanità si riuniscono in innumerevoli vertici per risolvere apparentemente i problemi del mondo, ma non sanno cosa fare. Non hanno un vero piano di recupero.

Quindi, perché non prendiamo in mano la situazione e facciamo un uso intelligente della forza di attrazione? Per i nostri figli abbiamo costruito vasti sistemi di sviluppo: giochi, libri, programmi di arricchimento nello sport, nelle arti, nelle scienze, nella tecnologia e nelle lingue. Ci sono volute generazioni per capire quanto valga la pena investire nella crescita dei bambini, ma ora tutti lo capiscono.

La realtà attuale dimostra chiaramente che dobbiamo investire non solo nei bambini, ma anche nello sviluppo di noi stessi e dell’intera umanità.

Proprio come usiamo le incubatrici per accelerare la schiusa delle uova o le serre per le coltivazioni, possiamo costruire strumenti per uno sviluppo umano ottimale e rapido. Questo ci risparmierebbe molti problemi futuri. Come un bambino che cresce in una famiglia con condizioni ideali in ogni sua tappa, anche noi potremmo evolverci senza interruzioni.

La crisi come segnale e opportunità

L’unicità dello stato cruciale del mondo di oggi è data dal fatto che ci indica la giusta direzione per la crescita e ci offre i mezzi per raggiungerla. Da un lato, è globale e riguarda il mondo intero. Dall’altro, ci connette tutti al suo interno.

Siamo sempre più interdipendenti e interconnessi, ma non riusciamo a comprendere questa connessione in modo positivo. Questo ci obbliga a riconoscere la necessità di un nuovo sistema socio-educativo, un ambiente positivo in cui tutti imparino a relazionarsi positivamente gli uni con gli altri.

Molti in tutto il mondo già comprendono questo percorso evolutivo in cui ci troviamo e possono guidare questo processo socio-educativo. Un mondo globalmente interconnesso richiede un’educazione globale e integrata, sia per i bambini sia per gli adulti.

Se iniziamo ad agire in questa direzione, faremo un uso saggio della forza di attrazione, lasciando che lo sviluppo positivo prenda il volo. Non ha senso aspettare passivamente. Nulla di positivo avverrà da solo. È meglio creare rapidamente un ambiente favorevole per noi stessi, che ci guidi passo dopo passo lungo un percorso più agevole e privo di ostacoli.

I genitori comprendono già il valore di un ambiente di questo tipo. Chi non vorrebbe inserire il proprio figlio in una società in cui i ragazzi siano incoraggiati a relazionarsi, a imparare il rispetto reciproco e a sentirsi al sicuro? In cui non si abbia paura della violenza o dell’umiliazione?

Una società che offre un luogo ospitale e accogliente permette a ogni individuo di aprirsi e di sviluppare tutte le proprie capacità. In queste condizioni, diventiamo capaci di tutto. Un ambiente del genere potrebbe dare a ciascuno di noi il potere di crescere e prosperare, la forza che manca così disperatamente nella società di oggi.

Tratto dalla seconda puntata di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2011.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché ho la sensazione che questo mondo stia iniziando a crollare?

Viviamo in un’epoca straordinaria, in cui il mondo sta cambiando sotto i nostri occhi da un capo all’altro. Alcuni sono più preoccupati della situazione, altri meno, ma la situazione non è tragica o così terribile. Anzi, dovremmo essere contenti di ciò che sta accadendo nel nostro tempo, perché siamo alle soglie di una nuova vita, una vita che può essere piena di speranza e di aspettative, nonostante tutti i fenomeni negativi che percepiamo svolgersi sotto i nostri occhi.

Per vedere questo, dobbiamo comprendere cosa sta accadendo nel mondo in generale e a ciascuno di noi personalmente, e perché sta accadendo. Questi sviluppi sono semplicemente il risultato casuale di errori che abbiamo commesso nella vita, oppure fanno parte di un processo che dobbiamo attraversare per arrivare a un mondo migliore?

Molti esperti descrivono la condizione globale come una crisi complessiva che tocca l’economia, la società, l’educazione, la cultura, l’ecologia e altre aree. Una crisi, però, può essere una porta verso una nuova vita.

In cinese, la parola “crisi” è composta da due caratteri, uno dei quali simboleggia il pericolo e l’altro l’opportunità. In greco antico, la parola “crisi” significa decisione, punto di svolta. Nell’ebraico biblico, la parola “crisi” (“Mashber”) si riferisce a uno sgabello da parto, cioè a un luogo dove inizia una nuova vita.

Le crisi personali e globali come punti di svolta

Nelle nostre vite personali, occasionalmente viviamo delle crisi, soprattutto durante i momenti di transizione. All’inizio, c’è sempre una certa difficoltà. Non è facile lasciare una situazione familiare e passare a qualcosa di nuovo. Ci risulta difficile lasciare un lavoro, trasferirci in una nuova casa e simili, perché siamo abituati all’ambiente che ci circonda e non dobbiamo più investire troppi sforzi. Siamo naturalmente attratti da ciò che già esiste e ci fa sentire sicuri.

Il cambiamento e la transizione sono raramente piacevoli, a meno che non ci stiamo dirigendo verso qualcosa di certo e possiamo vedere chiaramente un futuro migliore. Tuttavia, quando il futuro è incerto e la transizione difficile o minacciosa, la situazione sembra davvero tragica.

Dovremmo quindi chiederci: stiamo davvero affrontando minacce immense, guerre, rivoluzioni, spargimenti di sangue, caos totale nelle strade, insieme a problemi ambientali che ci spaventano? Oppure queste minacce esistenziali servono in realtà ad accelerare la nascita di un nuovo ordine mondiale?

In altre parole, lo stress e la pressione che sentiamo, che sembrano irrisolvibili, potrebbero essere necessari perché la vita “nasca” in una nuova forma?

Questa condizione assomiglia a quella di un feto prima del parto. Durante tutta la gravidanza, il feto si sviluppa in sicurezza nel grembo materno. Ma, quando si avvicina il momento del parto, inizia un processo di intensa pressione reciproca. Il feto deve uscire, e la madre non riesce più a contenerlo. Entrambi vivono un rifiuto reciproco e così iniziano le doglie. Alla fine, il bambino nasce in un mondo che lo accoglie con amore e gli offre un nuovo e più elevato livello di vita: diventa un essere umano.

Questo processo rispecchia ciò che stiamo vivendo ora. Sembra che la situazione attuale sia come le contrazioni del parto, che conducono all’emergere di un nuovo mondo. Abbiamo attraversato molte fasi di sviluppo storico, alcune molto drammatiche, ma non si trattava di vere trasformazioni o “nascite”, solo di fasi evolutive. La situazione in cui ci troviamo oggi, invece, è fondamentalmente diversa.

Un mondo in crisi, un mondo in transizione

Oggi il mondo sta attraversando una crisi che coinvolge tutte le aree della vita. Emergono sfide dolorose nei rapporti umani e nella crescita dei figli. La violenza aumenta nelle scuole, nelle strade e negli spazi pubblici. Il costo della vita è in costante aumento. Le disuguaglianze sociali si stanno ampliando, con circa l’uno percento della popolazione mondiale che detiene la maggior parte della ricchezza globale.

L’economia globale è in crisi continua. Anche il sogno americano sta crollando, con un numero crescente di persone negli Stati Uniti che vive in povertà.

Il rapporto dell’umanità con la natura è anch’esso compromesso. Stiamo inquinando la nostra casa comune e danneggiando l’ecosistema. I disastri naturali ci colpiscono ripetutamente e i modelli climatici stanno cambiando drasticamente.

Anche se la storia ha già vissuto periodi di cambiamento climatico che hanno portato a grandi cambiamenti sociali, oggi tutti i tipi di cambiamenti e pressioni, naturali, umane e sociali, avvengono simultaneamente.

Il problema principale è che non sappiamo più dove stiamo andando. Nelle transizioni del passato, la società umana progrediva sempre verso una forma più avanzata. C’era sempre un obiettivo visibile, come il passaggio dalla schiavitù a una società più illuminata. Anche se queste transizioni implicavano guerre, rivoluzioni o sconvolgimenti violenti, il futuro migliore era visibile e raggiungibile. Alcune società abbracciavano il cambiamento, altre lo ostacolavano.

Ora, però, la sensazione di perdere l’orientamento è condivisa da tutti. Sentiamo che qualcosa di fondamentale non funziona a livello globale. C’è una forte sensazione che tutto debba cambiare, ma non sappiamo come e dove andare.

Interconnessione globale: una benedizione o una minaccia?

Tra le crescenti difficoltà nelle relazioni umane, osserviamo un paradosso: il mondo sta diventando sempre più interconnesso.

Per capirlo, basta pensare a cosa indossiamo, cosa mangiamo, come sono costruite le nostre case e da cosa dipende il nostro lavoro. È difficile trovare un Paese che non sia coinvolto, direttamente o indirettamente, nella produzione dei beni di cui ci serviamo. Le materie prime arrivano da un posto, i componenti da un altro, le macchine da un altro ancora.

Nel corso del tempo, l’evoluzione sociale ha reso la società umana globale e interconnessa. Banche, industrie e fabbriche trasferiscono merci e materiali in tutto il mondo, mentre la cultura e l’istruzione si diffondono a livello globale in un istante grazie a servizi mediatici e Internet interconnessi a livello mondiale. Tutto è diventato interdipendente e interconnesso a livello globale.

Questa interdipendenza può essere positiva, come in una famiglia sana, che fornisce sicurezza. Tuttavia, in una famiglia non sana, la dipendenza crea tensioni, porta a conflitti e spesso sfocia nel divorzio. Noi come umanità, tuttavia, non possiamo divorziare l’uno dall’altro. Siamo bloccati insieme su questa sottile crosta terrestre e non possiamo fuggire.

In passato, un conflitto locale poteva rimanere tale. Oggi, ogni conflitto rischia un’ espansione globale. Abbiamo raggiunto uno stato di dipendenza reciproca tra individui, organizzazioni e nazioni. Le regole del gioco sono cambiate. Da un mondo individualista in cui ognuno agiva separatamente, siamo passati, quasi inconsapevolmente, a un mondo globale e integrale in cui tutto, compresi economia, ecologia, politica e società, è interconnesso.

“Globale” significa intero. “Integrale” significa collegato, con ogni parte che dipende dalle altre.

Comprendere il presente per dare vita a un futuro migliore

Una nascita fluida e sicura verso un mondo migliore richiede che comprendiamo cosa non va nella situazione attuale e chiarire cosa ci impedisce di godere pienamente della vita.

Rispetto ai periodi storici precedenti, l’umanità oggi vive in un’epoca di tecnologia avanzata, abbondanza e prosperità.

Allora, qual è il problema? È su questo che dobbiamo continuare a riflettere.

Tratto dall’episodio 1 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 27 dicembre 2011.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è la tua impressione sul crescente antisemitismo negli USA?

Per decenni, l’America è stata un simbolo di libertà, opportunità e democrazia. Gli Ebrei che vi emigrarono credevano di aver trovato un rifugio sicuro, una terra dove prosperare e contribuire alla società senza timore di persecuzioni. Tuttavia, negli ultimi anni, quel sogno si è trasformato sempre più in un incubo. Oggi, molti Ebrei negli Stati Uniti si tolgono la kippà, nascondono le collane con la Stella di David e evitano le sinagoghe per paura. La minaccia è diventata tangibile e continua a crescere.

L’ascesa dell’antisemitismo

Sondaggi come quello del 2021 dell’American Jewish Committee mostrano livelli allarmanti di preoccupazione nella comunità ebraica americana. Quasi il 90% degli Ebrei americani ritiene che l’antisemitismo sia un problema, e circa il 40% ha modificato il proprio comportamento per paura. Negli ultimi anni, gli Ebrei americani hanno sperimentato un aumento di ostilità verbale e fisica, sia nei campus universitari, nelle sinagoghe o semplicemente camminando per strada.

L’antisemitismo, inoltre, non è una questione di parte. L’odio emerge dall’estrema destra, dall’estrema sinistra, dai gruppi islamici radicali e, sempre più spesso, anche dalla società tradizionale. Il conflitto tra Israele e Hamas ha agito da catalizzatore per un’impennata di incidenti antisemiti a livello globale, con gli Ebrei americani che hanno subito gran parte del contraccolpo. Solo negli Stati Uniti, dal 7 ottobre 2023, gli episodi di antisemitismo sono aumentati drasticamente.

Ad esempio, l’Anti-Defamation League (ADL) ha segnalato un record di 9.354 episodi di antisemitismo negli Stati Uniti nel 2024, tra cui aggressioni, vandalismo e molestie, la maggior parte dei quali legati al conflitto tra Israele e Hamas dopo il massacro del 7 ottobre. Inoltre, l’ADL ha documentato un’impennata globale di atti di antisemitismo dopo l’inizio della guerra tra Israele e Hamas, di cui gli Ebrei americani sono stati vittime in misura significativa. Inoltre, l’American Jewish Committee (AJC) ha rilevato che il 90% degli Ebrei americani ritiene che l’antisemitismo sia aumentato dopo il 7 ottobre 2023, e una maggioranza ha anche riferito di aver cambiato il proprio comportamento per paura.

Non solo Israele, ma anche gli Ebrei

L’odio verso Israele non è separato dall’antisemitismo, ma ne è piuttosto una forma moderna. Gli attacchi correlati non sono solo critiche politiche, ma anche personali e violente, rivolte a individui per il solo fatto di essere Ebrei. Gli Ebrei vengono incolpati collettivamente e i simboli dell’ebraismo e dello Stato di Israele sono diventati sempre più bersagli di aggressioni. Dietro ogni slogan, protesta o boicottaggio si nasconde un risentimento profondo, un odio secolare sotto nuove spoglie.

L’antisemitismo nel mondo accademico

Forse lo sviluppo più insidioso è la diffusione dell’antisemitismo nelle istituzioni educative. Ciò che una volta ribolliva sotto la superficie è diventato evidente nei campus. La retorica anti-israeliana si è normalizzata al punto che gli studenti ebrei hanno subito molestie, derisioni ed esclusione dalla vita studentesca. Alcuni gruppi studenteschi ebraici si sono persino uniti a coalizioni antisioniste, illustrando la crisi di identità della giovane generazione di Ebrei americani.

Gran parte di questo cambiamento è stato coltivato per decenni. I finanziamenti stranieri, in gran parte provenienti da regimi ostili a Israele, si sono riversati nelle università americane, promuovendo una narrativa che diffama Israele e, per estensione, il popolo ebraico. Queste forze sono sistematiche, strategiche e profondamente radicate nella vita accademica.

Il quadro politico: Unità nell’odio

Sebbene gli Ebrei possano sentirsi politicamente protetti schierandosi da una parte o dall’altra, la realtà è triste. Sia gli estremisti di sinistra che quelli di destra hanno opinioni antisemite e il centro politico è sempre più silenzioso. I legislatori e le organizzazioni ebraiche possono condannare l’antisemitismo dei loro avversari, ma esitano quando si manifesta all’interno dei loro stessi ranghi.

Come la storia ha dimostrato, quando la società affronta una crisi interna, cerca capri espiatori. Gli Ebrei hanno sempre ricoperto questo ruolo. Allo stesso modo, molte voci hanno attribuito ad essi la colpa della divisione sociale e della polarizzazione politica negli Stati Uniti. Quando la sinistra e la destra non trovano un terreno comune, lo troveranno nel loro risentimento condiviso verso gli Ebrei.

Nel mio libro “The Jewish Choice: Unity or Anti-Semitism”, ho evidenziato un modello storico ricorrente di ondate di sentimenti antisemiti in seguito a periodi di grave divisione sociale e politica. Il crescente silenzio di fronte all’antisemitismo indica che ci stiamo avvicinando a un punto critico. Come in Europa negli anni Trenta, gli Ebrei americani potrebbero rendersi conto del pericolo solo quando sarà troppo tardi.

Cosa ci aspetta

Gli Ebrei non possono più ignorare ciò che sta accadendo proprio davanti ai loro occhi e continuare con un atteggiamento di ordinaria amministrazione, come se si trattasse di un disagio piccolo e passeggero. La crescente animosità non svanirà finché non si capirà che la libertà non deve essere confusa con l’anarchia, il bigottismo, la discriminazione e persino l’attacco fisico per minacciare o tentare l’annientamento. Gli Ebrei, in quanto popolo con una vasta storia di dibattiti tra i loro saggi per raggiungere la verità e la saggezza, possono e devono svolgere un ruolo cruciale nel promuovere la comprensione di cosa sia la vera libertà nella società.

Il dialogo dovrebbe essere incoraggiato con lo scopo di portare all’unità e alla fratellanza. Il nostro saggio cabalista Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) ha scritto nel suo saggio “La libertà” sull’importanza del valore umano fondamentale della libertà:

“Piuttosto, ogni individuo dovrebbe mantenere l’integrità della propria eredità. Allora, la contraddizione e l’opposizione tra loro rimarranno per sempre, per garantire per sempre la critica e il progresso della saggezza, che è tutto il vantaggio dell’umanità e il suo vero desiderio eterno.”

Ma la libertà può funzionare solo se è accompagnata dal principio: “L’amore coprirà tutti i crimini” (Proverbi 10:12) come base per raggiungere l’unità e la fratellanza al di sopra delle nostre differenze.

Una pletora di idee e pensieri basati su interessi egoistici non fa altro che generare conflitti e guerre. Quando invece ci eleviamo al di sopra dell’egoismo umano, coprendolo con l’amore, si sviluppano una miriade di idee e pensieri che arricchiscono tutti i mezzi di comunicazione e di connessione.

Il popolo ebraico si trova in una posizione unica per svolgere un ruolo cruciale nel promuovere la comprensione della vera libertà, attuando prima tra di loro il metodo della connessione al di sopra delle differenze e poi trasmettendo all’umanità la forza positiva che genera. Può calmare l’antisemitismo e aprire la strada a un futuro luminoso di comprensione reciproca e relazioni armoniose tra tutti i popoli. Raggiungere uno stato così elevato è il ruolo più importante degli Ebrei, il significato di essere una “luce per le nazioni”.

Una delle accuse rivolte agli Ebrei è che essi controllano il mondo e che tutto il male viene da noi. È rivelatore il fatto che, dicendo questo, si sottintende indirettamente che il cambiamento del mondo in meglio dipende anche dal popolo ebraico. Dal punto di vista della natura, cioè delle forze interne che operano nel nostro mondo, questo è ciò che noi Ebrei siamo destinati a dare all’umanità. Questa è anche la ragione di fondo dell’odio e delle richieste crescenti nei nostri confronti, poiché siamo in ritardo nell’adempimento di questa specifica missione.

Il Kabbalista Rav Abraham Kook ha chiarito questo principio nella sua opera fondamentale Orot (Luci):

“La costruzione del mondo, attualmente stritolato dalle terribili tempeste di una spada piena di sangue, richiede la costruzione della nazione israeliana. La costruzione della nazione e la rivelazione del suo spirito sono una cosa sola, ed è una cosa sola con la costruzione del mondo, che si sta stritolando in attesa di una forza piena di unità e sublimità e di tutto ciò che è nell’anima dell’Assemblea di Israele.”

Scritto/edito dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Possiamo vivere senza alcuna delusione?

Quando ci muoviamo verso l’obiettivo finale della vita, non possiamo mai essere delusi, né oggi, né domani, né mai, perché è l’unico obiettivo autentico, eterno e perfetto che abbiamo nella vita. Con questa chiarezza, possiamo andare avanti nella vita con costanza e fiducia.

Naturalmente, lungo il cammino emergono domande, sia da dentro di noi che dall’ambiente circostante, ma hanno una funzione precisa: ci riportano continuamente verso la nostra meta. Se continuiamo ad aggiustare il nostro percorso, allora tutto andrà per il meglio.

Ne parlo da Kabbalista, cioè da colui che comprende e si rende conto che lo scopo della vita è raggiungere l’adesione con la forza sorgente della nostra vita che ci ha creato e ci sostiene. Tuttavia, anche una persona comune oggi deve iniziare a capire che questo è lo scopo della vita.

L’obiettivo è lo stesso per tutti. Non cambia da una persona all’altra. Ma chi di noi conosce veramente questo obiettivo? Se lo conoscessimo, se riconoscessimo che tutti condividiamo lo stesso scopo, raggiungeremmo naturalmente un grande accordo reciproco. Cercheremmo insieme e uniremmo i nostri sforzi per raggiungerlo.

Invece, la nostra natura egoistica, con le sue pulsioni divisorie, ci fa a pezzi. Ci acceca, facendo sì che ognuno di noi senta di dover inseguire il proprio percorso individuale con obiettivi personali, che differiscono da persona a persona. Questa separazione ci impedisce di sentire l’unità che altrimenti ci guiderebbe insieme.

Dobbiamo arrivare a capire che l’obiettivo della vita è raggiungere il senso della vita, che significa conoscere, sentire e vivere il suo significato.

Quando arriviamo a comprendere il  senso della vita, ci sentiamo assolutamente appagati. Sappiamo perché esistiamo, chi ci guida, a chi ci rivolgiamo, cosa realizziamo in ogni momento della nostra esistenza e dove siamo diretti. Nuovi orizzonti si aprono davanti a noi. Ci sentiamo come bambini che entrano a Disneyland per la prima volta. Tutto diventa abbagliante e vibrante, come una favola meravigliosa. Questa è la sensazione che proviamo quando scopriamo il piano e il programma della natura.

D’altro canto, però, ciascuno sperimenta il significato e lo scopo della vita in modo individuale, perché ogni anima è unica. Tuttavia, quando intraprendiamo il cammino verso il significato della vita e lo scopriamo, comprendiamo che la nostra felicità e appagamento più profondi derivano dalla connessione con gli altri. Si tratta di scoprire sempre di più i legami integrali che ci uniscono.

La “Disneyland” del nuovo mondo che scopriamo si rivela proprio attraverso queste connessioni. È attraverso di esse che raggiungiamo la vera realtà che ci aspetta da sempre.

Tratto dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 2 febbraio 2020.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa non bisogna dire a un bambino quando commette un errore?

Quando un bambino commette un errore, molti genitori iniziano immediatamente a rimproverare duramente: “Sei inutile! Non vali niente! Dove avevi la testa? Come pensi di poter vivere così?” Il bambino rimane lì, affranto, assorbendo ogni parola.

Questo è un grosso problema. Quando i genitori sottolineano in modo sgarbato i fallimenti di un bambino e lo etichettano come incapace, lo privano del senso di fiducia, della sicurezza e del potenziale interiore, sentimenti che è assolutamente fondamentale preservare in un bambino.

Purtroppo molti di noi commettono questo errore. Mettiamo sotto pressione il bambino, paragonandolo agli altri, chiedendo: “Perché non puoi essere così? Perché non puoi fare così?”. Con un tale atteggiamento, creiamo una persona insicura, che si porterà dietro questa ferita per il resto della vita. Non ne uscirà mai completamente.

Come dobbiamo comportarci, invece? Quando un bambino fa qualcosa di sbagliato, dobbiamo rivolgerci all’azione, non al bambino stesso. Dovremmo dire loro: “Hai fatto una cosa sbagliata. Forse non sapevi come farlo meglio. Vediamo insieme come si può fare in modo diverso”. In questo modo, il bambino impara dalla sua esperienza e, soprattutto, mantiene la fiducia in se stesso.

Il principio di base è quello di non toccare mai l’interiorità del bambino. Correggete l’azione, non la persona.

Oggi vediamo un mondo pieno di persone che vagano senza meta, senza fiducia interiore. Sono state “assassinate” dalle parole e dagli atteggiamenti dei loro stessi genitori durante l’infanzia. Nel tentativo di difendersi, di sentirsi anche solo un po’ superiori agli altri, creano problemi ovunque vadano. Non sanno cos’altro fare per sentirsi normali e vivi.

Se osserviamo da vicino coloro che causano il maggior numero di danni, coloro che uccidono, torturano e portano gli altri alla distruzione, troveremo la stessa storia. Guardando alla loro infanzia, vediamo come sono stati danneggiati proprio in questo modo.

Dobbiamo quindi essere molto cauti. Il mondo interiore di un bambino è delicato. O lo nutriamo o lo distruggiamo per tutta la vita.

Tratto dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 settembre 2020.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa significa aiutare qualcuno?

Se vuoi davvero aiutare qualcuno, devi essere disposto a dare completamente e incondizionatamente. Dare significa che l’azione fluisce solo da te verso l’altra persona, indipendentemente da chi essa sia, che si tratti di un uomo, una donna, un bambino o persino un animale. L’aiuto risiede nell’atto stesso, non in ciò che ne deriva. Offri la tua mano, la tua energia e il tuo tempo senza aspettarti assolutamente nulla in cambio: né ringraziamenti, né sorrisi, né regali, nemmeno uno sguardo gentile.

Anche la semplice parola “grazie” ha un peso enorme. Può sembrare una ricompensa da miliardi. Un bambino sorride a sua madre e quel sorriso diventa il mondo intero per lei. Dovremmo allora chiederci: ho dato per il puro piacere di dare o per la ricompensa che potrebbe seguirne? La vera dazione avviene quando non ci si aspetta nulla in cambio. Altrimenti, è solo una transazione.

Ma è davvero possibile dare in questo modo, senza alcuna aspettativa? Ebbene sì, è proprio questo il significato della vera dazione. Se aiutiamo aspettandoci riconoscenza, apprezzamento o qualunque altra reazione, allora non si tratta di altruismo, ma di egoismo mascherato.

Ecco perché molte persone si sentono svuotate dopo aver aiutato gli altri, perché il loro cuore si sente vuoto o addirittura tradito. È perché speravano in una risposta, in un’energia che tornasse a loro. Quando non si ottiene nulla, ci si sente come se si fosse dato nel vuoto, in un buco nero. Per questo motivo, prima di voler aiutare, dovremmo assicurarci di farlo senza aver bisogno di nulla in cambio. In questo modo non avremo delusioni o postumi emotivi.

Come possiamo allenarci a mantenere questo atteggiamento? Dobbiamo acquisire forza e un desiderio genuino di un flusso di dazione diretto verso l’esterno, in cui non lasciamo che nulla ritorni a noi stessi. Il nostro filtro incorporato per ogni azione che compiamo, cioè la lente del “Cosa ci guadagnerò?” deve diventare completamente inattivo. Poiché un canale di dazione così puro non risiede nella nostra natura, semplicemente non lo abbiamo di base tra i nostri poteri. Pertanto, è necessario allenare con rigore questa modalità di dazione orientata verso l’esterno, come un muscolo che vogliamo far crescere.

Inoltre, dobbiamo capire che se scegliamo chi aiutare in base a chi è più piacevole, più bello, più gentile o più vicino a noi, questa è già una ricompensa. Se ci sentiamo sollevati aiutando qualcuno perché è attraente o importante, allora abbiamo ricevuto un pagamento. L’altruismo autentico non fa discriminazioni. Che la persona sia piacevole o sgradevole non fa differenza. Se fa differenza, se ci interessa chi è, allora stiamo alimentando il nostro ego.

Una dazione del genere è, in realtà, impossibile. Eppure,  allo stesso tempo , si tratta di vera dazione. Nella saggezza della Kabbalah, questo è il tipo di dazione a cui aspiriamo e ogni studente di Kabbalah che progredisce nel metodo si confronta sempre più con questo tipo di calcolo interiore.

Tuttavia, sarà la vita stessa a portarci gradualmente a questa consapevolezza. Ce lo mostrerà in modo impietoso, rivelandoci chi siamo davvero. Vedremo la bassezza della nostra natura, quanto siamo incapaci di elevarci al di sopra di noi stessi, anche quando lo desideriamo con tutto il cuore. In quel momento, emergerà una richiesta autentica di aiuto per uscire da questa natura che ci tiene prigionieri, come un grido che esplode da dentro.

Quel grido è una richiesta di forza. Una richiesta genuina di forza, non per ottenere un potere egoistico maggiore, ma per ricevere comprensione, saggezza e capacità di agire al di fuori di noi stessi, per poter davvero donare agli altri e alla natura, senza aspettarci che qualcosa ritorni a noi per soddisfare il nostro misero egoismo.

Pertanto, quando i Kabbalisti parlano in termini apparentemente semplici, dicendo frasi come “dobbiamo imparare a fare del bene” o anche solo “pensare gentilmente agli altri”, in realtà stanno indicando questa forma pura e genuina di dare, che dobbiamo acquisire nella sua massima profondità. La sua messa in pratica è un processo che si svolge gradualmente, passo dopo passo, e tutti noi raggiungeremo la sua attuazione. L’umanità si sta evolvendo proprio in questo senso. Con la saggezza della Kabbalah, acquisiamo la capacità di raggiungerlo prima del previsto e di farlo in modo piacevole con crescente consapevolezza, invece di subire i numerosi colpi che emergono dal nostro approccio egoistico lacunoso.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il successo dipende dalla fortuna, dal duro lavoro o da entrambi?

Gli scienziati italiani dell’Università di Catania hanno creato un modello computerizzato di 1.000 individui, hanno osservato i loro progressi nell’arco di 40 anni e hanno concluso che i più ricchi e di successo non sono i più intelligenti, ma i più fortunati.

La Kabbalah insegna che ognuno di noi ha il proprio destino già scritto e che, per controllarlo, è necessario elevarsi al di sopra di esso e scoprire la forza che ci governa.

La Kabbalah chiama il destino predeterminato: “Il sentiero della sofferenza”. Se lo seguiamo ciecamente, ci trascina con sé e sperimentiamo tutto ciò che la vita ci propone. Ma se ci eleviamo al di sopra di questo destino predeterminato, possiamo prendere il controllo della nostra sorte.

Tutto ciò che ci accade si svolge ancora secondo le leggi della natura. Ma quando comprendiamo queste leggi, quando ci connettiamo con esse, otteniamo il controllo. Dirigiamo il nostro destino lavorando con esso, in modo consapevole, cosciente e armonioso.

Tratto dalla trasmissione di KabTV: “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 27 ottobre 2024.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Gli esseri umani smetteranno mai di inventare?

L’umanità continua sempre di più a cercare nuove invenzioni perché vuole raggiungere una vita serena e piacevole. Eppure accade l’opposto. Prendiamo ad esempio l’energia nucleare. Diciamo che è per scopi pacifici, ma allo stesso tempo possiede il potere di causare distruzione di massa e morte istantanea.

La realtà è che noi esseri umani non siamo in grado di inventare nulla di veramente buono o gentile.

L’unica invenzione che possiamo considerare benefica ed eterna per l’umanità è la correzione della natura umana egoistica. Nessun’altra invenzione o scoperta ci porterà mai alla felicità.

Tuttavia, dobbiamo prima renderci conto che viviamo con una natura malvagia. Essa ci spinge a continui attriti, insoddisfazioni e disordini. Il mondo di oggi è confuso, non sa più cosa fare di se stesso.

Un tempo credevamo che il socialismo ci avrebbe salvati. Prima ancora era il comunismo, il capitalismo, il liberalismo, la democrazia: un’ideologia dopo l’altra. Abbiamo sperato che questi sistemi potessero creare un mondo migliore. Oggi vediamo già come ogni tentativo ci avvicini rapidamente alla consapevolezza del male. Nessun sistema può davvero correggere la natura umana, trasformandola da egoistica in altruistica.

Per molto tempo, l’umanità si è sviluppata lungo un percorso lineare, in cui l’egoismo cresceva, e si pensava che questo avrebbe condotto a una nuova società. Tuttavia, oggi l’egoismo si è rivolto verso l’interno. Siamo diventati come un villaggio globale, interconnessi e intrecciati gli uni con gli altri. Eppure, l’umanità continua ostinatamente le sue ricerche e invenzioni, rifiutandosi di riconoscere il male che è dentro di sé.

In ogni caso l’umanità non riuscirà a fermarsi con le sue ricerche e invenzioni. Arriveremo a un punto in cui l’umanità stessa dirà: “Sarebbe stato meglio se non avessimo inventato tutto questo”. Proprio come oggi ci chiediamo già se la scoperta dell’energia atomica sia stata una benedizione o una maledizione, allo stesso modo ci pentiremo di molto di più.

È scritto: “Chi aumenta la conoscenza aumenta il dolore” e anche: ‘Chi aumenta la ricchezza aumenta la sofferenza’. Queste parole sono oggi più che mai attuali.

Tuttavia, non possiamo fermare la ricerca della conoscenza e della prosperità. L’egoismo ci spinge senza sosta. Non ci permette di fermarci. Continua a spingerci in avanti, non verso un vero progresso, ma verso la comprensione del nostro male.

Dobbiamo capire che il mondo in cui viviamo non può essere corretto migliorandolo dall’esterno. Dobbiamo invece elevarci al di sopra di esso. Dobbiamo cambiare noi stessi. L’umanità raggiungerà questa comprensione e quel momento si sta avvicinando.

Tratto dal programma di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 2 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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