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Pensi che gli esseri umani stiano diventando più o meno empatici?

Oggi viviamo in un’epoca in cui le persone hanno smesso di percepirsi reciprocamente. Per esempio, lo studio: “Social Isolation in Modern Society” di Hortulanus, Machielse e Meeuwesen ha esplorato il modo in cui l’isolamento sociale si manifesta nelle società contemporanee, mostrando il declino dei contatti sociali e delle connessioni emotive tra le persone. Anche lo studio di Eric Klinenberg:  “Social Isolation, Loneliness, and Living Alone: Identifying the Risks for Public Health” ha esaminato l’aumento della solitudine e dell’isolamento sociale, evidenziando come le persone vivano sempre più spesso in isolamento e sperimentino la solitudine nonostante siano circondate da altre persone, con conseguenze sociali e sanitarie significative.

Anche se sociologi e studiosi ne scrivono, sentiamo questo fenomeno con maggiore chiarezza nella nostra vita quotidiana. Non vogliamo vedere e sentire gli altri se non ne traiamo un beneficio personale. Così, ci chiudiamo nei nostri gusci.

Ma se non sentiamo gli altri, cioè qualcun altro al di fuori di noi, se non sentiamo noi stessi dentro di loro, allora non sentiamo affatto il mondo.

Dobbiamo sempre vedere noi stessi attraverso qualcun altro. Senza gli altri, non c’è specchio, riflesso o reale percezione di sé.

Oggi ci vediamo brutti. Perché? Perché ci siamo emarginati. Ci siamo chiusi in noi stessi, ci siamo limitati e abbiamo deciso di non voler vedere nessuno se non noi stessi. Questo è il mondo in cui viviamo: il nostro piccolo mondo egoistico dove esiste solo “io”.

Se non facciamo entrare nessuno nel nostro cuore e non entriamo in quello degli altri, creiamo un mondo solitario e brutto. In quel mondo, quando ci guardiamo intorno, vediamo solo “io”.

Questa fase dell’evoluzione umana ci porta a riconoscere il male di vivere solo secondo i nostri desideri egoistici. Quando percepiremo che il nostro stato di totale egoismo è terribile, che porta a una crescente solitudine, depressione, ansia, stress, nonché a problemi di salute mentale e fisiologica, insieme a molti altri problemi, allora cominceremo a svegliarci e a scegliere una nuova linea per i nostri atteggiamenti: dare la priorità al beneficio degli altri rispetto al tornaconto personale. A quel punto, saremo sulla buona strada per costruire un nuovo mondo armonioso e pacifico.

Basato sul programma “Notizie con il Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso il 7 febbraio 2022.

Scritto/edito dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il Giusto Approccio alla Vita

Commento: Il più delle volte, una persona desidera sentirsi bene. Diciamo che se è malata o ha qualche problema, inconsciamente dice: “Sì, voglio ricevere supporto dalla forza superiore per superare questo ostacolo”, sebbene nel profondo, nella sua anima, pensi a come sentirsi meglio.

La mia risposta: Solo all’inizio, significa che è ancora un desiderio informe.

Poi gradualmente, dal profondo della sofferenza, egli inizia a comprenderne la profondità e la causalità, che non sono destinate a farlo soffrire e che la loro soddisfazione non è fine a se stessa. Dopotutto, qual è allora il senso di questa vita? Soffrire e alleviare la sofferenza? È davvero questo il senso dell’esistenza?!

Il significato dell’esistenza è elevarsi al di sopra di questa vita e usarla come mezzo per raggiungere un livello superiore. Altrimenti cosa? Se mi picchiano, scappo. Vengo picchiato, mi faccio curare. E questo è lo scopo della vita?! Questo è un modo completamente sbagliato di guardare il mondo.

Ecco perché la Kabbalah dice che dobbiamo rivelare la fonte delle nostre sofferenze e perché il Creatore ce le manda, affinché possiamo connetterci a Lui. Altrimenti, non saremo risvegliati a questa connessione con Lui. E in seguito saremo grati.
È possibile senza questo? No, è impossibile.

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Dal programma di KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Come chiedere correttamente al Bore” 27/08/2010

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Siamo responsabili del mondo in cui viviamo?

Quando guardo il mondo di oggi, vedo che siamo già otto miliardi. Eppure, pochi sono pronti a dire: “Sono io che devo imparare”. Tutti indicano gli altri: “Sono persone cattive. Sono egoisti. Sono la ragione per cui soffriamo”. Questa è la reazione automatica, la formula da seguire.

Ma come facciamo a capire che siamo noi a dover essere educati? Solo attraverso i colpi. Non c’è altro modo. Se crediamo di essere così bravi, perché il mondo è in uno stato tanto terribile?

Spesso si dice: “Il mondo è cattivo perché gli altri sono cattivi”. Ma se tutti pensano così di tutti gli altri, cosa abbiamo? Un mondo cattivo. E naturalmente ognuno giustifica se stesso.

Continueremo a pensare in questo modo fino a quando non ci cadrà addosso qualcosa di così pesante che non saremo più in grado di giustificarci. Così facendo, attiriamo su di noi guai, problemi e crisi. Invece di correggerci e di cambiare le nostre qualità egoistiche con il loro opposto altruistico, ci calmiamo con le bugie: “Io sono buono. Gli altri sono cattivi”. Questo atteggiamento porta inevitabilmente il disastro sul mondo.

La vera educazione inizia quando impariamo a esaminare noi stessi. Occorre guardarsi in faccia e chiedersi: “Come sono?”. È necessario riconoscere che dobbiamo tutto agli altri, che io sono l’unico a non essere corretto. Tutti i difetti che vedo: un bugiardo, un ladro, un ingannatore, un odiatore, non sono da attribuire agli altri. Sono io.

Non ci sono altri. Quello che vedo all’esterno è il riflesso dei miei stessi difetti. Vedo otto miliardi di persone intorno a me, e ognuna di esse ritrae una certa qualità negativa dentro di me. È così che vengo proiettato nel mondo.

Quindi, quando osservo il male, quando vedo una persona malvagia, cosa devo fare? Devo correggermi. Allora inizierò a vedere un mondo diverso, più unito, che si sforza di avere relazioni altruistiche, amore e connessioni umane positive. Comincio a capire che si tratta di un unico sistema, che è tutto mio.

Assorbo il mondo in me stesso e divento quell’unico sistema. Ciò che percepiamo attualmente è una verità frammentata, che viene spezzata dal nostro egoismo interiore. Se riunissimo tutti questi pezzi rotti in un’unica immagine, scopriremmo di vivere in un unico sistema ben funzionante di relazioni armoniose e pacifiche.

Questo è il compito che ci attende: riunire il mondo e dire: “Questo sono io. Questo mondo dipende da me”. Io sono responsabile di tutto, di tutti. Ogni persona, anche la più semplice e ordinaria, è responsabile del mondo intero nella misura in cui si trova in esso.

Tratto dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 3 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Troppo potere è dannoso per i capi?

Se i capi sentono un eccessivo desiderio di potere, la prima cosa che devono fare è decidere di porsi una condizione chiara: la dirigenza deve essere determinata esclusivamente dalla misura della gentilezza e dell’amore che nutrono per coloro che sono sotto la loro responsabilità. Devono interrogarsi su come intendono agire con bontà e su come intendono riempire d’amore lo spazio loro affidato.

Non è sufficiente ascoltare promesse o guardare un lungo elenco di azioni programmate. Tale elenco non sarà di alcun aiuto. Ciò che conta è una revisione continua e senza compromessi della loro gestione su base giornaliera, settimanale, mensile e annuale. Dobbiamo verificare se il dirigente agisce effettivamente secondo criteri di gentilezza e amore. Nel momento in cui vediamo che si discosta da tali criteri, deve essere immediatamente allontanato.

Poi, dietro al capo, ci dovrebbe essere sempre una fila di persone che lottano non per il potere personale, ma per il diritto di esprimere gentilezza, di manifestare il potere dell’amore verso la società. La dirigenza deve diventare un campo di battaglia per chi è in grado di servire al meglio gli altri con autentico amore.

Tratto dalla trasmissione “Spiritual States” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 22 marzo 2022.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che cosa cambia la civiltà umana attuale? In che modo?

La forza che sta cambiando l’umanità oggi è la forza originaria della natura, composta da amore, dazione e connessione. È una forza che si manifesta specificamente nell’essere umano, che è lo stadio più alto dello sviluppo della natura. Ci cambia perché si rivolge specificamente a noi.

In cosa ci sta trasformando questa forza? Ci sta trasformando in un’entità completamente integrata, interconnessa e interdipendente, che ci richiede di comprendere quanto siano necessarie connessioni positive, alimentate da atteggiamenti di amore puro e dazione, per poter vivere in modo armonioso questo stato di interconnessione.

Quanto prima raggiungeremo un’interazione integrale positiva con sostegno, incoraggiamento e cura reciproci nelle nostre connessioni, tanto prima noi come umanità entreremo in equilibrio e armonia con la natura. Questa è la chiave per ottenere il prossimo grande cambiamento che dobbiamo compiere nella nostra evoluzione: attuare la connessione verso cui la natura ci sta facendo evolvere in modo positivo e raggiungere così uno stato di felicità, di completo appagamento e di eternità.

Questo si manifesterà visibilmente tra di noi. Lo vedremo davanti ai nostri occhi.

Tratto da “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman il 17 aprile 2025.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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