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Nuovi amici nascosti dentro quelli vecchi

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come una persona sviluppa un dialogo interiore con la forza superiore gradualmente e scopre il Creatore aderendo al gruppo e al maestro?

Risposta: Forse non mi piace il viso dell’amico ma voglio essere in contatto con lui e vedo che l’essere umano viene nascosto da me, l’inclinazione della verità in lui, l’attitudine speciale. Eseguendo diverse azioni e cambiando me stesso riscopro questi miei amici dal cui aspetto ero stato precedentemente respinto. Ora, comunque, comincio a scoprire la loro forma interiore. Questo è come ci muoviamo da uno stato ad un altro

Più tardi questo stato interiore sembra ordinario e non per nulla speciale e perdo interesse per esso, però continuo a lavorare e scoprire una forma più profonda e sublime. Così si stabilisce il collegamento interno con l’amico. Così si stabilisce la connessione interiore con l’amico.

Domanda: Cosa devo continuare a fare esattamente?

Risposta: Continua a cercare il desiderio interiore dell’amico e non i suoi attributi esterni. Se cerco in questo modo invece di amici vecchi, scopriremo amici nuovi che erano celati al loro interno.

Domanda: Che significa anelare di vedere l’interiorità dell’amico e non la sua esteriorità?

Risposta: Vedere l’amico interiormente significa provare a connettersi con lui ancor più fortemente e giustificarlo. Capisco il Creatore che mi ha mandato questo amico allo scopo di trovare il Creatore tramite la connessione con lui. Pertanto, sono forzato a lavorare con lui, anche se avrei preferito Baal HaSulam come amico.

Domanda: Ero indifferente all’amico ma all’improvviso ho cominciato a sviluppare una nuova attitudine verso di lui. Che cosa è questo cambiamento?

Risposta: La Luce comincia a influenzarti e così si comincia a prestare attenzione a qualcosa di più grande nel tuo amico solo come corpo materiale, questo si chiama “nella Tua Luce vedrai la Luce” Come risultato dell’influenza della Luce tu scopri che vi è anche luce nel tuo amico. Tu non sai o non capisci ancora che si tratta di Luce, però tu hai già cominciato a vedere che c’è qualcosa di prezioso nell’amico.
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Dalla prima parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 27.08.14, Gli scritti del Baal HaSulam

La benevolenza sotto i raggi X

Dr. Michael LaitmanDomanda: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) è il più importante giorno dell’anno per il popolo di Israele. Qual è il significato spirituale di questo giorno speciale? Come dovremmo rapportarci ad esso in modo da corrispondere le sue radici spirituali e trasferire la nostra vita a un nuovo grado?

Risposta: Il giorno dell’espiazione (Yom Kippur) non è semplicemente una tradizione. Riflette uno stato speciale dello sviluppo di una persona. Non dobbiamo vedere questa giornata separatamente, ma come una parte del ciclo dell’intero anno.

Al completamento di un anno, che è cominciato con il ciclo di cambiamenti interni, valutiamo tutto quello che abbiamo attraversato, il quale si chiama “pentimento”. Così si decide che è necessario salire a un nuovo grado, per cominciare l’anno nuovo (Rosh Hashanah), attraversare uno stato nuovo, l’uno più alto, puro, esaltato. In questo modo incoroniamo il Creatore, la forza di dazione ed amore, mettendolo a regnare su di noi come la proprietà più sublime.

Questo è quando cominciamo a giudicare noi stessi: siamo veramente nella proprietà di dazione? Tutte le nostre proprietà sono divise in dieci parti, dieci Sefirot. E stiamo chiarendo quale desiderio in quelle dieci parti può essere corretto, e quale no.

In essenza, l’anima di una persona ha bisogno di essere corretta. E l’anima è tutti i nostri desideri, i quali sono ancora corrotti e hanno bisogno di correzione.

Domanda: Che cosa ha bisogno esattamente di essere corretto: le proprie azioni o l’anima?

Risposta: nel nostro mondo, le azioni sono eseguite con mani e piedi, o attraverso le parole. Però la saggezza della Kabbalah spiega che quella più importante è l‘intenzione corretta, la quale è il desiderio vero di una persona.

Le sole azioni non sono sufficienti, perché io posso eseguirle semplicemente per abitudine. Poi, in realtà è più difficile per me il non farle che farle. E queste possono essere le azioni che altrimenti io non avrei mai fatto in vita mia se non fossi stato abituato a loro dall’infanzia.

In questo caso, non è più l’adempimento di un comandamento ma tradizioni instillate nell’infanzia che sono eseguite automaticamente. Per qualcuno può essere difficile eseguirle, però per qualcun altro, è difficile non farle.

Questo è il motivo per cui non stiamo parlando di un’azione, piuttosto di un’intenzione. Un’azione, dopo tutto, non cambia: Come abbiamo fatto, così continueremo. Però l’intenzione, in un’attitudine di una persona verso l’azione eseguita, c’è sempre cambiamento.

La chiave è l’atteggiamento di una persona verso coloro che lo circondano. Dopo tutto, amore per il proprio vicino come per se stesso è la grande legge della Torah. Questo è il punto di vista dal quale ho bisogno di controllare me stesso allo scopo di vedere quanto sono capace ad amare il mio vicino.

La forza superiore è una forza di dazione ed amore, e il nostro obiettivo è diventare come essa. Per questo dobbiamo raggiungere il grado di uomo, Adam, il quale significa somiglia a (Domeh) il Creatore. Però come posso controllare questo? Dov’è quel medico che m’irradia con un raggio x e mi dice esattamente quanto sono simile al Creatore?

Tale medico non esiste, per questo una persona deve controllare se stesso da solo. Questo tipo di macchina a raggi-x richiede una luce speciale, la quale ci controlla. Questa Luce si chiama la Luce Riformante.

Se sto studiando la Torah vera, vale a dire la saggezza della Kabbalah, poi grazie ad essa, comincio a vedere la verità. Vedo come sono egoista, che cosa c’è dentro di me che è male, da che cosa bisogna essere corretto, come se brillasse un raggio-x su di me.

Ciò è solo visibile a me e gli altri forse non lo notano. E dopo aver visto me stesso sull’immagine raggi-x, mi diventa chiaro quello che ha bisogno di essere corretto. La Torah predispone quest’immagine dove posso vedere solo le intenzioni, e solo al livello di profondità nel quale sono capace di correggere. Tutto il resto non lo vedo, e può rimanere fino all’anno prossimo.

Immediatamente dopo l’inizio dell’anno nuovo, mi trovo in queste sessioni di raggi-x, che sono chiamate i dieci giorni di pentimento. Si irradia il mio cuore, chiarendo le mie intenzioni in ogni azione rispetto a quelli intorno a me, e torna quest’immagine.

La Kabbalah spiega che Malchut ascende a Bina e si confronta con essa. Malchut è il nostro desiderio egoista, il quale sale a Bina, il desiderio per la dazione, chiarendo la misura in cui differisce da essa, quanto siamo lontani nel volere bene ai nostri vicini, da rapporti buoni, e come stiamo pensando solo al nostro bene.

Domanda: Che cosa ci viene mostrato nelle immagini a raggi X?

Risposta: Quest’immagine è in bianco e nero. Mostra quanto bianco c’è in te, cioè, le intenzioni per il bene del tuo vicino. E il colore nero indica le intenzioni per il bene tuo, che si può correggere.

Così, lo scopo del nostro lavoro si rivela a noi. Questo è un lavoro personale cioè che spetta ad ognuno di noi, però esso è finalizzato alla comunanza, alla dazione per tutti, e attraverso loro, al Creatore, che è dall’amore dell’essere creato, per amore del Creatore. Il Creatore è una forza, che integra tutto insieme, e non qualcosa che esiste fuori. È scritto: “Il Creatore risiede tra il suo popolo.”

Così, se mi sforzo di unirmi con tutti e mi voglio cambiare in un tutto uno con loro, poi rivelo il sistema integrale generale che generalizza la nostra unità, la quale si chiama il Creatore. Questo è come si rivela nella nostra percezione.

Pertanto, durante lo Yom Kippur abbiamo bisogno di sforzarci ad amare il nostro vicino quanto più è possibile e più ampiamente, e anche al di là del popolo d’Israele, estendendola a tutta l’umanità. Questo è il motivo per cui, durante lo Yom Kippur si è soliti leggere la storia del profeta Giona, il quale ha incaricato il Creatore di guidare la città di Ninive, che simboleggia il mondo, la correzione.
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Dal programma TV “La Vita Nuova” #438. del 30.09.2014

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Correzione della famiglia – La chiave per la correzione del mondo

Dr. Michael LaitmanSperiamo che tutti noi scopriremo la necessità per l’unificazione totale con la regola generale “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Prima di tutto, è veramente possibile scoprire e comprendere questo stato.

Nonostante tutto, ci sono persone che capiscono il motivo della grande crisi mondiale. Esso non si è sviluppato da qualche parte. Piuttosto, è stato specificamente all’interno della persona, nel suo ego. Allora, dobbiamo preoccuparci del nostro ego che è cresciuto. Questa è la vera causa di tutti i nostri guai.

Il primo di questi è la mancanza di abilità nel creare una famiglia, la mancanza di una connessione reciproca naturale che è imperativa per la continuazione della vita. Se adattiamo le chiavi a questo problema, poi certamente possiamo correggere tutte le manifestazioni delle crisi che sono derivate da tali cause essenziali. Il recupero della famiglia è un’indicazione da quel centro in cui risolviamo il resto delle crisi aggiungendo sempre più, nuovi circoli sul territorio di influenza sano.

Così, ne consegue che il problema principale è un problema di formazione della persona, un’educazione che la guida a creare una connessione naturale tale e quale esisteva pochi decenni fa. Poi, tutti hanno capito che è necessario sposarsi, dare alla luce bambini, e preservare la famiglia.

Tuttavia, da allora, una transizione molto forte è accaduta verso lo stato opposto che abbiamo oggi. Non c’è più alcun impegno. Le persone divorziano facilmente, non vogliono far nascere bambini, e, in genere, non richiedono relazioni familiari. Questa è la vera crisi, un’inversione polare della natura latente originale nella specie umana.

Senza dubbio, la correzione del mondo deve prima essere concentrata e diretta verso la correzione della connessione familiare reciproca. Senza dubbio, ci sono delle moltitudini di motivi che possono essere riassunti da quell’ imperativo primordiale che una persona richiede una famiglia e vuole continuare l’esistenza della specie.

Se potessimo dare alle persone l’educazione giusta, le abilità a mantenere buoni rapporti – a mantenere un amore reciproco sollevandoli fino a mantenere rapporti sessuali puliti a livello umano, rispetto reciproco tra i membri della coppia e fedeltà l’uno all’altro – poi, certamente vedrebbero che in questo c’è più vantaggio che danno. Ovvero possiamo avere successo e porre un fondamento per la correzione di tutto il mondo.
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Da Kab.TV “Una Nuova Vita” 22.07.14

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Abbinato al Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: sono stato a Sochi per dieci giorni e ho visto come gli amici hanno lavorato duro, come le api che raccolgono il nettare dai fiori. Voglio trasmettere tutto questo non solo al gruppo dei dieci, ma a tutti! Comunque, mi sembra che non posso fare questo, è difficile per me.

Risposta: Questa paura è buona; la preoccupazione per gli altri è molto utile. Però, allo stesso tempo, deve essere insieme all’attitudine giusta verso il Creatore.

Dobbiamo lavorare con Lui come le coppie; questo è quello che manca. Questo è quando diamo metà e Lui da metà. Diamo i nostri desideri, la nostra mancanza, e Lui ci da il Suo potere di correzione per questa mancanza. Allora dobbiamo sentire che siamo con Lui in un’unica danza, in un unico movimento, collegato con Lui tutto il tempo.

La saggezza della Kabbalah ti mette davanti al Creatore e comincia a mostrarti in che modo si può donare a Lui, in quale maniera Lui a te, perché non c’è nessun altro oltre a noi due. Questo è ciò che manca nella nostra preoccupazione, nella nostra ansia e apprensione, sentire che siamo in questo insieme con il Creatore. Prova a sentire che stiamo lavorando con Lui come una coppia.
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Dal Congresso di San Pietroburgo 18.09.14, Lezione preparatoria- Lezione 2

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Dal libro: Il segreto essenziale degli ebrei, M. Brushtein

L’animale non è un essere umano

L’animale, a differenza dell’uomo, vive secondo la legge della natura, però in natura non è accettato uccidere qualcuno per profitto e per il bene del profitto. Gli animali in genere sono molto più tranquilli rispetto a ciò che pensa la maggior parte della gente. A proposito, gli animali preferiscono non affrontare il “re della natura.”

Storie spaventose che si raccontano del lupo (come la tigre) sono impreziosite dalla fantasia delle persone inattive e quasi tutte contengono poca verità.

Un branco di lupi, impazzito dalla fame, a volte può attaccare le persone, anche adulti armati; può succedere che i lupi uccidano e mangino un umano, ma in ogni caso, le minacce di lupi nei paesi dove la popolazione dei lupi è elevata, non è così grande come si è spesso immaginato.

Un lupo solitario attacca raramente un adulto, anche uno armato solo con un randello; questo comportamento può essere causato solo da circostanze speciali, come un lupo rabbioso o un lupo femmina che teme per i suoi cuccioli. (Alfred E. Brehm, Brehm’s Life of Animals/Brehm’s Vita degli Animali)

Certamente un animale non è un essere umano. Gli animali non sono in grado di quanto segue:

“Con un adeguato profitto, il capitale è molto audace. Un certo 10 per cento garantirà il suo impiego ovunque; certo il 20 per cento produrrà entusiasmo; il 50 per cento audacia positiva; il 100 per cento renderà pronti a calpestare tutte le leggi umane; il 300 per cento, e non vi è un crimine in cui ci sarà scrupolo, né un rischio che non si possa correre, anche per la possibilità del suo proprietario di essere impiccato.” (Thomas Joseph Dunning)

Un’immagine surreale è davanti a noi. L’essere umano, il grado più alto della natura, si comporta molto peggio degli animali. Perché l’intelletto, del quale un uomo è così orgoglioso, porta molto più male che bene? Perché l’umano può fare tali cose indicibili alla sua specie?

Ora Dadon ha raggiunto la tenda

Barcolla all’indietro: una vista spaventosa

Proprio davanti ai suoi occhi sono caduti

Spogliato di elmo e armatura a catena

Entrambi i suoi principi, nobili uccisi

Trafitto ciascuno dall’attacco dell’altro

E i loro cavalli erranti in libertà

Sul prato marchiato con gli zoccoli e segnato,

Sul prato-verde insanguinato

‘Figli … i miei figli …’ gemette il padre,

Si lamenta ‘entrambi i miei falchi strangolati’,

‘La vita è persa – guai a me’

‘Qui sono stati uccisi non due, ma tre.’

Lamento degli uomini e delle unioni matrimoniali

Presto risuona con nenie pesanti

Gola e scogliera, Il cuore della montagna

Trema. Ecco, le tende si separano

Sulla tenda … Il premio di fanciulle.

Regina di Shamakhan, radiante

Lambert come la stella del mattino,

Saluta silenziosamente lo zar.

Silenziato dal suo sguardo fisso sfolgorante

Come un uccello notturno di giorno.

Egli si alza intorpidito – lo sguardo di lei stordisce

Sì! Alla morte di entrambi i suoi figli.

(Aleksander S. Pushkin, “la storia del gallo d’oro”)

Fonte: La storia del gallo d’oro http://www.artrusse.ca/pushkin/tale_cockerel.htm

E la posizione di questa creatura è sulla sommità dello sviluppo della natura? Sembra almeno illogico. Come avrebbe potuto, chi è in grado di distruggere milioni di suoi simili, essere sopra tutte gli altri? Com’è potuto accadere che il “re della natura” è in grado per alcune idee illusorie di distruggere non solo gli altri, ma anche se stesso?

E allo stesso tempo.

Come può tutto questo essere combinato con alti ideali, la cultura, l’arte, i principi morali e il potente intelletto?
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Il segreto essenziale degli ebrei, parte 54

Dal libro: Il segreto essenziale degli ebrei, M. Brushtein

I postulati della teoria dell’integralità

L’ambiente esterno può influenzare lo sviluppo delle inclinazioni.

L’essere umano perde la forma umana più veloce di un animale addomesticato diventa selvatico.

Egoismo – è il nostro software.

Il termine “essere umano” non ha un rapporto con il nostro corpo di bestia.

È difficile per l’essere umano di “fuggire” se stesso, mentre è in contatto con gli altri.
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Non mangiare te stesso!

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come dovrei passare correttamente attraverso gli stati del lavoro sul mio ego in modo da non danneggiare il gruppo? In un sentimento immenso di vergogna risulta che, attraverso i miei stati, sto “forando la barca” perché è impossibile superarli costantemente durante la salita.

Risposta: La cosa più importante nella vita non é rimproverarti, non dare per scontato che sei da biasimare.

Sono come sono: dannoso, insensibile, privo di comprensione, non do ascolto, un’egoista che è insensibile agli altri. Gli altri possono essere così premurosi, così sensibili. Quando ci troviamo fra cento persone, che sempre stanno prestando attenzione a qualcosa riguardo i loro amici. Essi rispondono velocemente a tutto e questo è tutto vivo in loro. Per me, è come se mi trovo nel bel mezzo di un campo vuoto: chiuso, non influenzato dalle persone. Sono stato creato in questo modo.

Devo capire che questo è il mio ruolo nel Kli generale (il Kli spirituale), e non devo avere lamentele. Non ho bisogno di essere come qualcun’altro, e la cosa più importante è che non devo dimenticare di ringraziare il Creatore in ogni momento anche se, insieme a questo sono in situazioni molto deplorevoli.

Lui mi fa passare attraverso questa situazione. Se mi vergogno di loro, questo è un segno che non ho ancora corretto me stesso. Non mi sono portato in adesione con Lui; non sono salito al suo livello. Comunque, già mi sto muovendo verso di Lui e capisco quello che devo fare. Il prossimo stato sarà un po’ meglio, più corretto, ed è così che sono fino a quando raggiungo la possibilità in cui, con tutta la mia anima, benedirò il Creatore per quello che sta facendo con me.

Però è necessario abbandonare velocemente questo stato di divorare te stesso. Tante volte diamo la colpa a noi stessi, “Sono una tale nullità! Loro sono così grandi! Allora, che dire di me?” A me, tutti i miei amici sembrano essere perfetti e premurosi. Si capiscono l’un l’altro, invece io non capisco niente. Non penso mai a nessuno. Perché all’improvviso dovrei essere preoccupato per qualcuno? Niente di tutto questo sono io. Sono un’egoista! Presto attenzione solo a quel che hanno di più ed io ho di meno.

Questi sono stati molto buoni. Da loro, impariamo a conoscere la nostra natura, e dal nostro essere opposto, otteniamo il Creatore. Tuttavia, è necessario realizzare correttamente questa natura. Impariamo gradualmente.

Qualche volta la distanza fisica dal gruppo ci aiuta, essendo coinvolto in qualche modo unico di lavoro che mi porterà tutti gli stati precedenti. È necessario fare qualcosa, perché a volte noi combattiamo il fuoco con il fuoco che è lo stesso, ma il suo opposto, così come il fuoco si spegne con il fuoco.

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Dal Congresso di Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Una visione matura del mondo

Dott. Michael LaitmanDomanda: Delle volte sento un odio incontrollabile contro gli estranei che salta fuori in me, soprattutto se sono dottori. Tu insegni che dobbiamo guardare tutti attraverso il prisma del Creatore, sopratutto le persone comuni.

Ma il pensiero che il Creatore stia dietro di loro è del tutto cancellato dal mio ego che vuole “ucciderli”. Come si deve lavorare su una cosa come questa?

Risposta: Si tratta di una visione infantile del mondo; è una immatura, incompleta e ristretta visione del mondo.

Quando dici che “il Creatore si trova dietro di loro”, immagini un genere di persona onnipotente. Non percepisci questa cosa sotto forma della legge naturale, l’incontro di due forze naturali.

Infatti, il Creatore non esiste. Ci sono due forze della natura che ci dipingono tutta la creazione. Noi dobbiamo trovare questa formula nelle reciproche relazioni, la formula dentro di noi nella quale ci sentiamo reciprocamente connessi e in totale armonia con gli altri. Questo stato è chiamato il “Creatore”.

Se non conseguiamo le caratteristiche di queste due forze, se non ci connettiamo ad esse, e non accettiamo l’armonia tra di esse, non sapremo cos’è il Creatore. In questo caso, Egli non esiste.
Quindi è necessario guardare al mondo come a qualcosa che le due forze dipingono per noi. Poi l’odio non si manifesterà più dentro di te.

Ho dell’odio per i nostri vicini ad Israele che ci stanno bombardando? Invece, io dico che noi siamo i colpevoli poiché non abbiamo approfittato delle possibilità che ci sono state date. Ma io non nutro odio verso di loro. Bene, ad ogni modo loro chi sono? In linea di principio essi sono delle persone che compiono delle azioni e non hanno altra funzione.

Questo è il modo necessario di guardare i dottori che deliberatamente distruggono i loro pazienti. Questo è il modo in cui viene rivelata la forza egoistica in loro e qui loro non hanno affatto alcuna libertà. Ho visto dei dottori che hanno sacrificato dei pazienti che potevano ancora essere salvati, solamente perché era vantaggioso fare così. Sono tutte manifestazioni dell’egoismo.

Quindi, hai semplicemente bisogno di crescere un pochino.

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Dal Congresso di Sochi “Secondo Giorno” 14.07.2014, lezione 6

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Avvicinandosi all’interiore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Che cosa significa annullare se stessi per quanto riguarda un altro?

Risposta: Annullando se stessi l’un l’altro e reciprocamente entrando l’un l’altro secondo il principio di amare il prossimo tuo come te stesso ci dovrebbe portare a una connessione con il Creatore. Così, non solo annullo me stesso e divento nessuno, uno zero, ma effettivamente eseguo azioni che mi aiutano a connettermi all’amico in modo che lui poi sarà in grado di entrare in contatto con me facilmente. Faccio quello che è buono per lui annullando il mio ego e permettendogli di stabilire un contatto con me naturalmente.

Non fa nessuna differenza che lui è un egoista o no. Non lo giudico e non cerco di capire nulla di lui, però semplicemente annullo me stesso in modo che lui sarà in grado di contattare me. Se lui raggiunge lo stesso stato, sono felice che le mie azioni di auto-annullamento rispetto a lui ci abbiano portato vicino, ed è lo stesso con le altre persone.

Però quando l’amico viene in contatto con me, sento il bisogno di cooperare con lui reciprocamente, sento come lui viene vicino a me e come si è incorporato, come viene in contatto con me, e in qualche modo si veste in me. Adesso posso cominciare a cooperare più attivamente con lui. Qui devo accendere il mio anti-ego, non sopprimere l’ego, ma piuttosto operare nella direzione opposta: cosa vorrebbe il mio amico da me? Non che mi è semplicemente divenuto facile prendere contatto, ma piuttosto facile e conveniente da essere usato, in modo che egli potrebbe usare me. Poi comincio a crescere.

In altre parole, non solo opero secondo il principio di non fare più al tuo amico ciò che è odioso a te, significa che uso il mio ego in modo da dare. Vengo in contatto con l’amico, lavoro per i suoi desideri, e faccio del mio meglio per soddisfarli. Queste sono alte acrobazie.
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Dal Congresso in Sochi “Giorno Due” 14.07.2014, Lezione 4

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Relazioni animali

Le piante non hanno libertà individuale. Pertanto, i rapporti sociali delle piante sono limitati. Estendiamo il nostro studio alla prossima fase naturale dello sviluppo – l’animato.

Gli animali sono organismi che costituiscono uno dei regni della natura; in contrasto con le piante, non consumano composti organici pronti, sono attivi, mobili, (sbio. Info, Project “Biology)

Seguendo la definizione, gli animali sono mobili e attivi. Questo non può che avere effetto sui rapporti fra i singoli membri e fra interi gruppi del regno animale.

Guardiamo la principale unità sociale della fauna selvatica – un branco, una mandria, o un banco di pesci.

Un branco, una mandria, o un banco di pesci sono sistematici, gruppi strutturati di mammiferi, pesci o uccelli, generalmente dello stesso tipo, che sono in una condizione simile biologica, mantenendo attivo il contatto reciproco e coordinando le loro azioni.

Un branco consiste di individui che eseguono un numero di funzioni vitali importanti, essendo membri del branco per gran parte della loro vita.

C’è una teoria che si tratta di un branco (non mandria) di umani primitivi che è servito come base per la creazione della società umana. (Wikipedia)

Un branco – questo è una cosa seria. Per esempio, i rapporti in un branco di lupi hanno molti aspetti simili alle relazioni nella società umana, e in qualche misura anche li superano, in particolare, rispetto ai lupi veterani. I lupi si prendono cura dei loro anziani e gli danno abbastanza da mangiare. Per essere onesti, questo non si osserva sempre tra gli esseri umani.

E poi qual è la differenza principale fra gli animali e le piante? In cosa sono più “avanzati”? Di nuovo, la risposta si trova nella Kabbalah.

“Vediamo che ogni animale ha le sue caratteristiche; non sono limitate ad un ambiente, ma ciascuno di loro ha la sua sensazione e caratteristica. … Piuttosto, loro hanno le loro vite, e la loro vitalità non dipende dalla vita dei loro ‘amici’. (Baal HaSulam, Shamati #115)

Quale la differenza fra un animale e un umano?

“Tuttavia, non possono sentire più del loro essere. In altre parole, loro non hanno la sensazione di un’altro. E naturalmente non posso prendersi cura di un altro.” (Baal HaSulam, Shamati #115)

Questa definizione richiede qualche spiegazione. A prima vista sembra che non è proprio giusto. Sappiamo tutti che gli animali sentono lo stato d’animo del proprio padrone, i loro stati e le attitudini. Inoltre, è noto che gli animali vogliono bene ai loro parenti come nell’esempio con i lupi. Ci sono anche i casi di abnegazione. Tutto questo è vero, ma sono istinti.

Un cane sente quando una persona non sente bene, ma l’animale non capisce che cos’è la vergogna. Un cane non arrossisce quando prende il cibo dal pavimento e non si sente in imbarazzo a camminare senza vestiti. L’animale non potrà mai sdraiarsi sotto il coltello volontariamente per perdere la sua gamba colpita da gangrena. L’animale non capisce che è possibile oggi dare a qualcuno un pezzo per ottenerne due domani. È ancora più impossibile da immaginare che l’animale capisca che cosa significa “da ognuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni,” ecc.

C’è un’illustrazione perfetta del sentire il compagno dell’uomo che è caratteristica dell’essere umano e non è per nulla tipica degli animali.

Prova a raggiungere sulla strada un qualsiasi passante e continua a muoverti accanto a lui. Dopo un po’ di tempo accadrà la cosa seguente. Il passante comincerà a dare un’occhiata lateralmente, a guardare oltre la sua spalla, verificare le sue tasche, diventare nervoso e preoccupato. Però tu può sdraiarti vicino ad uno sconosciuto sulla spiaggia, sedere accanto a lui in teatro, e parlare con lui in una coda o in qualsiasi altra parte. Un paradosso?

Tra l’altro, quest’osservazione adatta non appartiene all’autore. Quest’osservazione è del satirico Mikhail Zhvanetsky.

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