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Un libro che apre i nostri occhi


La scienza della Kabbalah ci rivela un muovo mondo meraviglioso, il mondo spirituale, che comprende il nostro mondo attuale come se fosse un minuscolo granello di sabbia nell’intero universo. Ma come possiamo ottenere una sensazione del mondo spirituale? E’ come un bambino che non ha alcuna conoscenza o sensazione che lo possa mette in relazione al mondo che lo circonda. Ma gradualmente, il bambino accumula impressioni del mondo, sente e riconosce i suoni, vede le immagini, distingue i colori, e percepisce la differenza tra il freddo e il caldo. Dalle sensazioni che riceve forma la sua conoscenza.

All’inizio, per esempio, sviluppa solamente i suoi sensi e impara a distinguere la presenza o l’assenza di un suono. Poi incomincia a distinguere varie sensazioni in ogni situazione. Ciò che fa sviluppare una persona in modo diverso dalle altre persone è che i suoi sensi sono in grado di percepire delle cose più sottili ed impercettibili. Per un musicista il suono evoca un intero mondo di sensazioni. Un artista vive in un mondo di colori. Un scrittore sente le sfumature di ogni parola.

Ma tutto questo avviene gradualmente. Noi viviamo in una realtà che ci viene rivelata gradualmente. Ci influenza, ci fa progredire e ci rende capaci di percepirla. Questo è il modo in cui la realtà materiale, questo mondo, è organizzata; e noi sviluppiamo e riveliamo il mondo spirituale seguendo gli stessi passaggi ed osservando le stesse leggi.

C’è un libro speciale che sviluppa in modo considerevole la nostra sensazione del mondo spirituale in aggiunta a questo mondo. In sostanza noi stiamo vivendo in un solo mondo comune, ma la nostra percezione è divisa in due parti, una che percepiamo e una che ci è tenuta nascosta. Per rivelare la parte nascosta del mondo, dobbiamo cominciare a percepirla in modo diretto come fossimo bambini. Questo è ciò che l’unico libro Il Libro dello Zohar fa per noi.

Apritemi la porta per la spiritualità!

Domanda: Lei ha detto che tutti i mondi dall’infinito fino al nostro mondo, in tutti i loro dettagli, sono simili gli uni agli altri, come i rami e le radici. Quando ho letto di questi mondi nel Libro dello Zohar, con il desiderio di ottenere la spiritualità, e se mi unisco al testo, allora entrerò nel mondo superiore e vedrò l’immagine spirituale attraverso le immagini terrestri e attraverso il libro. E’ corretto? Tale contatto si verifica solo nel corso degli studi?

Risposta: Esaminando il testo del libro dello Zohar, cominciamo a vederci l’immagine spirituale con i ricevere e sentire le impressioni del testo, che narra il libro.

Cominciamo identificando i nomi dei personaggi, gli oggetti, i luoghi del nostro mondo come le proprietà di ricevere o di dazione, che sono grandi o piccole, buone o cattive.

Dentro di noi si ottiene un pannello di caratteristiche, in parallelo all’immagine di questo mondo.

Questa immagine spirituale rimane dentro di noi come un modello che corrisponde allegoricamente alla narrazione. con le parole del nostro mondo lo Zohar racconta del mondo delle proprietà di dare e ricevere, di cui è composto tutto ciò che esiste.

Queste due proprietà ci presentano un quadro del nostro mondo, e sotto forma delle stesse proprietà si forma la visione del mondo superiore.

Accumulando gli esempi della corrispondenza delle due lingue, dei due mondi, mano a mano che si legge lo Zohar noi siamo capaci di percepire più impressioni spirituali (interiori), dato che le impariamo e le organizziamo dentro di noi.

Domanda: per il momento tutto il mio studio consiste nello stare seduto davanti al libro cercando di sentire quello che c’è scritto, questo crea dentro di me i modelli spirituali?

Risposta: Il risultato di tutte le nostre azioni nel gruppo e nella divulgazione, e la conclusione di tutti i nostri sforzi per raggiungere il mondo spirituale, viene rivelata dentro di noi come immagini di ricevere e dare, e delle caratteristiche della creatura e del Creatore, così come le varie combinazioni. In questo viene svelata l’anima: nel comprendere e capire il Creatore.

Lo Zohar parla di me


Dobbiamo percepire ogni parola del Libro dello Zohar nel suo senso spirituale perché parla dei nostri desideri, forze e qualità interiori. Dobbiamo cercare di scoprire la connessione tra loro. Dove si trovano tutte le mie qualità interiori che lo Zohar chiama animali, pesci, uomo, l’arca e le acque del diluvio?

Sto scoprendo me stesso. Desidero guardare me stesso dall’interno, come guardo una radiografia, perché tutte queste cose accadono dentro di me. Non c’è nient’altro nell’esistenza al di fuori di me.

Lo Zohar parla solo della materia (desiderio) e la forma di questa materia: il tipo di desiderio di cui si tratta. Però tutti questi desideri sono orientati verso “il mio beneficio” e per questo mi danno la sensazione di “questo mondo”.

Tuttavia, se cambiasse le sue intenzioni per “il beneficio degli altri” (il mio prossimo o il Creatore), allora comincerebbe a percepire “l’altro” mondo attraverso loro, invece di “questo” mondo. Le parole del Libro dello Zohar non si riferiscono a nient’altro che alle mie qualità.

(Lezione dello Zohar 7-12-09).

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Le difficoltà vengono date solo ai forti

laitman_2009-08_26221Domanda: sembrerebbe che la correzione è un’azione attiva, ma noi stiamo soltanto leggendo lo Zohar e questo è tutto. Cosa dobbiamo vincere?

Risposta: è la Luce che fa tutte le correzioni, non tu. Puoi vincere soltanto i pensieri estranei che ti impediscono di chiedere la rivelazione al Creatore, che è necessaria per diventare come Lui.

Se non ti disturbano questi pensieri estranei quando stiamo leggendo il capitolo sul diluvio nello Zohar, allora non sei ancora pronto per vincere questi pensieri. Quando diventi un uomo giusto, sentirai come “le acque del diluvio” minacciano il tuo stato di giustizia, cercando di spostarti e sprofondarti nell’egoismo.

Sarebbe raccomandabile che ti fermi a pensare perché non hai questi pensieri che ti distraggono. Non vuol dire che adesso li devi cercare di proposito, però se vuoi essere un giusto, capirai che peccatore sei ancora.

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Lezione della sera su Il Libro dello Zohar – 26.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe mandò”, articolo 198
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Un nuovo mondo dopo il diluvio

rav_2008-11-14_sl_img_7185_w1 Quando il nostro desiderio egoista si sente male, ci manovra come con una corda affinché troviamo la felicità. Tuttavia, ciò non è sufficiente per continuare nella direzione corretta, perché la meta della creazione non è fuggire dall’egoismo. È soltanto il modo di aiutarci, è una forza impulsiva.

Per orientarci nella direzione corretta, dall’Alto ci viene concesso un desiderio, una scintilla o punto nel cuore che ci chiama allo sviluppo spirituale. Questa scintilla ci porta ad un gruppo cabalistico e ad un maestro, affinché possiamo crescere e svilupparla.

Utilizzando questi elementi, dobbiamo costruire “un’arca”, con la quale possiamo scappare da tutto il male, da tutte le confusioni e le sfide che troviamo nella nostra crescita spirituale. Allo stesso tempo, dobbiamo capire che non possiamo fare niente rispetto ai disturbi, che siano esterni oppure interni. Si rivelano in noi e nel nostro ambiente con tutta l’intenzione, affinché possiamo fortificare la nostra determinazione e riunire le nostre forze contro di essi, come le acque turbolenti del diluvio distrussero tutto ciò che era dannoso e lasciarono solo il necessario.

Effettivamente ci siamo riuniti qui, per costruire un’arca dentro di noi che rappresenti l’attributo di dazione del Creatore. Quest’arca sarà il nostro rifugio.

Lo Zohar: va ed entra nell’arca con tutta la tua famiglia, poiché tutto ciò che non cerca rifugio nell’arca sarà cancellato dalla faccia della terra “.

Dobbiamo associare tutto ciò che possiamo a Binà, l’attributo della dazione, il Creatore, tanto quanto ci è possibile. Possiamo farlo affidandoci a Lui totalmente ed aggrappandoci a Lui come un seme nell’utero della madre. Tutto ciò che possiamo associare a questa qualità si salverà e si svilupperà spiritualmente.

I desideri che non si possono associare a Binà saranno distrutti dalle acque del diluvio. Noè è l’unico desiderio dentro di me che mi può portare alla spiritualità, sempre e quando lo posso separare dal resto dei miei desideri che non si possono sviluppare spiritualmente. Per questo desidero connettermi alla spiritualità, per mezzo di questo desiderio. È l’unico che desidero coltivare.

Devo tagliare il resto dei desideri ed affogarli nelle acque del diluvio, perché posso avanzare soltanto con l’unico desiderio che simboleggia Noè. Con questo desiderio posso costruire un nuovo mondo: il mondo dopo il diluvio.

Non so come sarà questo nuovo mondo. Io mi sviluppo all’interno di Binà come nell’utero di una madre e sia quel che sia. Quando risorgerò, avrò un nuovo mondo.

Il mondo spirituale si rivela da zero

laitman_2009-05-xx_ny_4848Tre domande sullo studio del Libro dello Zohar:

Domanda: i testi regolari del Baal HaSulam non ci danno adito alla confusione, però quando leggiamo lo Zohar con il suo Commentario, Sulam, senza ricevere i suoi chiarimenti, immaginiamo immagini di questo mondo. Perché succede questo?

Risposta: questo dipende dall’allenamento e dalla pratica che uno ha. Quando leggo la Torà, non la percepisco come un racconto storico. Tutta la Torà parla solamente del mondo interiore di una persona, il mondo spirituale che si trova dentro di me. Il mio mondo spirituale è integrato dai miei desideri di dazione; questi mi danno una percezione di un nuovo mondo.

Anche adesso, percepisco tutta la realtà dentro di me. Ciò che sento nella mente e nei sentimenti si chiama “questo mondo”. Tuttavia, posto che le mie intenzioni sono egoistiche, “questo mondo” che percepisco è uno stato limitato, difettoso e temporaneo. Se cambio la mia intenzione dalla ricezione alla dazione, allora percepisco il mondo spirituale, che uno stato illimitato, perfetto, armonioso ed eterno.

Il Libro dello Zohar si dirige a quelli che desiderano e sono pronti a cambiare la loro intenzione dalla ricezione alla dazione. Si rivela adesso, a tutte le persone del mondo che sentono la necessità di ciò, e la sofferenza globale farà in modo che tutti sentano questa necessità.

Domanda: perché gli autori dello Zohar, della Torà e del Talmud ci confondono, descrivendoci il nostro mondo, invece del Mondo Superiore, e invece di azioni spirituali, sembra che descrivano azioni corporali, come i lavori nel Tempio e la storia del popolo di Israele? Perché utilizzano questi mezzi per dirmi cosa mi sta succedendo?

Risposta: confondendoti, ti orientano affinché tu cambi la tua percezione, affinché inizi a percepire attraverso l’intenzione di dare, invece dell’intenzione di ricevere.

Questo mondo, tutta la storia, il Tempio, le leggi del Talmud, le Sefirot ed i mondi non esistono. Tutto è parte del mio desiderio. Tuttavia, per fare in modo che questo desiderio cambi dall’intenzione di ricevere all’intenzione di dare, abbiamo bisogno di percepire questo, così come le immagini, precisamente in questa maniera. Dobbiamo fare grandi sforzi per vedere il mondo attraverso l’attributo della dazione, passando da un tipo di percezione all’altro. È proprio lo sforzo che da luogo ai cambiamenti in noi e conduce ad una percezione totalmente diversa, con la quale prima non avevamo familiarità.

Non c’è niente di artificiale nella percezione di questo mondo o di quella dei mondi spirituali. Tutte le loro immagini, sono create in noi dall’interazione diretta della Luce e del desiderio (il vaso, il Kli). Non esiste nient’altro al di fuori di queste due cose.

Domanda: dopo tutto quello che è stato detto, come ci prepariamo veramente per studiare lo Zohar?

Risposta: hai bisogno di quanto segue:

1. Prova a sentire costantemente che tutto in questo mondo e tutto quello che è scritto nello Zohar, si trovano dentro di te. Tutto succede soltanto dentro di te.

2. Ricorda che tutto ciò che è scritto in esso tratta di te e delle tue qualità.

3. Prova a cercare nel tuo interiore, le qualità che sono designate con le parole nel testo del Libro dello Zohar. Quali delle tue qualità relazioni alle parole “diluvio”, “Creatore”, “creatura”, “Noè”, “malvagio”, “giusto”, “figlio di Noè”, “animale”, “arca”, “le acque del diluvio”, “cieli”, “terra” ecc …

4. Chi sono io? Questo è qualcosa che nemmeno so. Devo avere l’aspettativa di rivelarmi, di rivelare l’altro mondo e tutto ciò che lo riempie. Tutto sarà nuovo. Devo essere preparato a qualsiasi rivelazione, perché in questo momento esisto all’interno di una menzogna e nell’oscurità. C’è uno spazio vuoto in me, all’interno del quale creo un nuovo mondo, a partire dalle mie indagini e rivelazioni, come un bebè che gradualmente, va unendo i pezzi di un mondo a partire dalle sue impressioni.

Non capisco le parole che leggo. Sono come un bebè che desidera rivelare tutto “da zero”. Gradualmente, comincerò a vedere me stesso ed il mondo in un altro modo, come è scritto nel Libro dello Zohar. “Ho visto un mondo al rovescio”.

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Un esercizio di routine per entrare nel mondo spirituale

laitman_2009-03_79581L’unica cosa che può aiutare una persona a studiare e rivelare il Libro dello Zohar, sono gli esercizi costanti, attraverso i quali il lettore desidera sentire il testo dentro di sé. In altro modo, per lui, questo libro resterà chiuso per sempre.

Se soltanto tirassimo via questo “tappo” dalle nostre sensazioni, apriremmo un cammino affinché le sensazioni spirituali più elevate, confluiscano in abbondanza verso di noi dall’Alto. Allora, si rivelerà a noi il nostro mondo interiore.

In altro modo, col passare dei giorni, una persona deve ostinatamente aspettare la nascita di una risposta interiore dalle parole dello Zohar. Allora, come per il bambino che scopre il mondo, nasceranno spontaneamente dall’interno le impressioni di una realtà più elevata (il Mondo Superiore) che si nasconde dentro di noi.

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Il Libro dello Zohar ci mostra la strada per la fonte di acqua viva


Leggendo Il Libro dello Zohar, si deve capire che esso parla solamente della connessione tra le nostre anime e dell’unico sistema generale che esiste, del quale siamo parte. Lo Zohar ci parla dei diversi gradi di connessione e delle azioni che ci vincolano. È specificamente per questa ragione che impiega nomi di  persone ed oggetti di questo mondo, così come nomi di angeli, Sefirot, Parzufim ed altri oggetti spirituali. L’unico obbiettivo in tutto ciò è la correlazione dei desideri, ed il lettore deve immaginarsi all’interno di questa rete di connessioni. Allora, il Libro dello Zohar comincerà ad influenzarlo.

Cercate di sentire che vi trovate all’interno di un mondo di forze e desideri, nel campo che ci connette. Non c’è neppure una sola citazione del nostro mondo, ma tutto parla della connessione interiore tra le parsone. Immagina solo, che tutto ciò che viene descritto, è su di te; sei tu che sali e scendi lungo i gradi spirituali, relazionandoti alle diverse parti di Zeir Anpin che si chiamano: Giacobbe, Noè, Davide, Abramo, Isacco, ecc. Tutto questo sei tu! Il risultato sarà, che vedrai questa immagine davanti a te.

Lo sforzo che realizziamo per penetrare all’interno di questa immagine, è ciò che la creerà nel nostro interiore, perché questo è ciò che attrae la Luce Superiore verso di noi. Per esempio prendiamo il seguente estratto:

Esistono due acque nel tuo buco e stanno sgocciolando dal tuo pozzo. Il buco è uno spazio vuoto che non lascia uscire l’acqua ed il pozzo è l’acqua che si riversa velocemente all’esterno. Ma sono entrambi insieme in un luogo, e rappresentano Nukva (creazione, Malchut, il cuore, o il desiderio). Fino a quando essa  si unisce con suo marito, il Creatore, resta lì come un buco vuoto, come un mendicante che dipende da tutti. Ma quando si unisce a Lui, diventa un pozzo pieno d’acqua. Il pozzo si riempie d’acqua dall’alto, da Zeir Anpin, il Creatore, e la sua acqua si riversa nelle anime dei giusti.

Ogni persona deve immaginare che ciò è scritto riguardo a lei ed il suo stato. O è un buco vuoto o è un pozzo pieno d’acqua; ciò dipende dalla sua abilità di connettersi con altre anime o punti nel cuore. Comunque, tutto il sistema esiste nel desiderio della persona.

Se questa si sente come un mendicante che non ha nulla, (così si sente la persona quando arriva alla Kabbalah) allora il suo desiderio lo fa sentire come Nukva, (un desiderio di essere riempito), opposto al Creatore. Una persona deve allora capire che può solo ricevere il riempimento nella misura in cui corregge il suo desiderio. Così il buco vuoto, diventerà un pozzo pieno d’acqua, desiderando riempire gli altri ed il Creatore. In questo modo una persona diventa una fonte eterna dalla quale sgorga acqua viva.

La serva e la padrona descritte nel Libro dello Zohar sono dentro di voi


Tutto ciò che è scritto nel Libro dello Zohar avviene dentro di te. Tutti i suoi personaggi e le diverse sfumature della tua relazione con la Forza Superiore, il Creatore, altri personaggi e te stesso. Più in avanti, comunque, comincerai ad unificare tutto questo in un insieme, l’unica realtà esistente.

Quando leggi il Libro dello Zohar, devi sempre immaginare te stesso, cioè, le tue qualità, posto che questa è l’unica cosa di cui parla lo Zohar. Quando cita un animale, per esempio, sta parlando di te; se è un albero riguarda te; un adolescente, riguarda te; una collina, riguarda te; una domestica, riguarda te; anche una signora, riguarda te. Tu sei tutte queste cose che sono qualità, non oggetti.

Le qualità del tuo desiderio (Malchut) sono divise in una serva (le quali ti aiutano) ed una signora (le quali ti controllano). La signora è il tuo desiderio corretto, mentre la parte che non è ancora corretta, ma può prendere parte in questa correzione, si chiama serva.

Sei diviso in due parti, la signora e la serva, rispetto al signore o sposo, il Creatore. In questo modo si sente l’anima in relazione al Creatore. A causa del fatto che riceviamo da Lui, tutti siamo le Sue spose o parti di Malchut.

Se aspiri a correggere le tue qualità, allora esse vengono definite come “una serva che è leale alla sua signora”. Ciò significa che anche se le tue qualità sono egoistiche, in qualche modo sei disposto a raggiungere la dazione. Questa è la lealtà dell’anima al suo sposo, il Creatore. Se d’altro canto, le tue qualità desiderano lavorare per sé stesse, sono chiamate “una serva impura che è sleale verso la sua signora”.

Il nostro scopo è di trasformare tutte le qualità scorrette della serva, nelle qualità corrette della signora. Raggiungeremo lo stato della “Signora” – amata ed uguale al suo amante.