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La Kabbalah è una scienza sull’anima

rav_nature11Nella saggezza della Kabbalah, studiamo l’anima, il senso che rivela il Creatore. Di fatto, il Creatore ha creato solo questo senso specifico, questo spazio specifico e niente a parte questo.

Adesso, percepiamo le nostre vite con lo stesso senso, però in maniera occulta. Questa è la ragione per la quale ci riferiamo alla nostra vita corrente come il nostro corpo, questa vita e questo mondo. Tuttavia, in realtà, il Creatore ha creato solo un desiderio, e tutto Il Libro dello Zohar descrive come possiamo lavorare con questo desiderio per riconoscere il luogo nel quale abbiamo libertà di scelta, dove possiamo lavorare e fare sforzi per rivelare questo senso o questo desiderio e quindi percepire la vera vita in esso. Ciò non accadrà senza la nostra partecipazione.

Apri il cammino affinché la Luce Superiore ti riempia

rav_smallLa fonte della Luce Superiore creò un punto di desiderio “dal nulla” ed allora cominciò ad influenzarla con la pressione, fino a che il punto raggiunse uno stato chiamato il Mondo dell’Infinito. In questo stato, il punto non è più un punto, ma una sfera piena di Luce, che la creò. Allora realizza una restrizione (Tzimtzum Alef) nel desiderio, espellendo la Luce al di fuori di sé. È così che esistiamo sotto questa restrizione.

La condizione di questa prima restrizione è molto semplice: c’è la Luce, il piacere, la perfezione e l’eternità in alto, e nel fondo c’è il desiderio, l’oscurità ed il vuoto. Sono separati da una barriera chiamata “la Prima Restrizione (Tzimtzum Alef)”, che è una condizione che deve essere cancellata. Si afferma che questa rottura resterà tra loro finché il desiderio (Kli) non sarà somigliante alla Luce. Detto in altro modo, fintanto che il nostro vaso di percezione sarà differente dalla Luce, non sentiremo niente oltre a quello che sentiamo ora.

In questo stato, non siamo coscienti del mondo spirituale e percepiamo solo “questo mondo”. Questo stato nel quale esistiamo è il grado della vita più piccolo. Si trova dietro qualsiasi risultato, nell’oscurità, come se fossimo in una realtà immaginaria e nel sogno più profondo.

Una volta ho visto un film di fantascienza, nella quale si metteva la gente in capsule piene di un liquido, affinché potessero essere inviate nello spazio ad una distanza di milioni di anni luce. Dormivano nelle loro capsule fino a che arrivavano in un altro pianeta e cominciavano a svegliarsi. Noi esistiamo in uno stato simile, in uno stato di sogno, strappati dalla nostra realtà genuina. La condizione sotto la quale ci sveglieremo sarà con l’intenzione “per la dazione”. Affinché ciò accada, il nostro desiderio iniziale di essere riempiti o di ricevere piacere non cambia; l’unica cosa che cambia è perché gioisco, con che proposito? Se vogliamo ricevere la Luce (il riempimento) per il nostro beneficio, con l’intenzione egoista “per me stesso”, allora andiamo verso la condizione di Tzimtzum Alef. Questa viene chiamata ricezione “dall’alto verso il basso”.

Se desideriamo ricevere la Luce con l’intenzione di dare piacere all’Essere che ci da, questa viene chiamata ricezione “dal basso verso l’alto”. Solo allora la Luce, la rivelazione del Mondo Superiore, ci riempie completamente. Riceviamo in entrambi i casi, posto che l’unica cosa presente in noi è il desiderio di ricevere; ciò che cambia è l’intenzione, la condizione per la nostra ricezione.

Non capiamo come sia possibile ricevere la Luce Superiore, dal basso verso l’alto o cosa significhi restituire il piacere al Creatore. Tuttavia, questa condizione apre il cammino alla Luce. Se portiamo a termine questa condizione, tutto il Mondo dell’Infinito sarà nostro.

Un ponte stretto verso il mondo spirituale

laitman_08-21_0613_wIl Libro dello Zohar è stato scritto da un gruppo di grandi Kabbalisti del tipo che non ne sono mai esistiti in tutta la storia del mondo. Essi hanno creato un ponte di linguaggio, di informazione, di forze, di sensazioni e di Luce, connettendo le nostre sensazioni e la nostra comprensione del mondo che conosciamo con la sensazione e la comprensione del mondo che è nascosto.

Quando studiamo Il Libro dello Zohar che essi hanno scritto e proviamo ad entrare nello stato che loro ci vogliono trasmettere, allora ognuno di noi è come un bambino che apre i suoi occhi e la sua bocca con grande brama di assorbire tutto ciò che la mamma gli sta dicendo. Il bambino non capisce nulla, ma guarda la sua mamma ed esprime la sua gioia attraverso il movimento.

Noi dobbiamo fare degli sforzi simili per comprendere i nostri maestri. Per riuscirci, dobbiamo connetterci con gli altri nel modo in cui i dieci autori del Libro dello Zohar sono connessi tra loro. Anche se leggiamo il testo senza alcuna spiegazione, incominceremo gradualmente a percepire delle reazioni e dei movimenti nel nostro intimo. Da qui, da un livello inconscio, un nuovo mondo ci apparirà e ci diventerà familiare.

Noi chiamiamo le nostre lezioni “lo studio del Libro dello Zohar”, ma in realtà questo libro non viene studiato ma rivelato, e la rivelazione avviene attraverso la nostra aspirazione e la nostra disponibilità a percepire il mondo nascosto. La nostra pronta disponibilità deve essere espressa attraverso l’unità tra di noi, uguale all’unità tra gli autori di questo libro. Si tratta dell’unione di tutti i punti nel cuore – l’aspirazione verso la somiglianza con il Creatore. Questo è il modo in cui i Kabbalisti descrivono la condizione necessaria per l’uso corretto del Libro dello Zohar.

Ogni volta che un Kabbalista scrive del Libro dello Zohar, non si richiama ad esso come al Libro dello Zohar, ma semplicemente come al Libro. Questo esprime il desiderio del Kabbalista che scrive di mostrare che non c’è nessun altro libro in tutto il mondo!

Un libro che apre i nostri occhi


La scienza della Kabbalah ci rivela un muovo mondo meraviglioso, il mondo spirituale, che comprende il nostro mondo attuale come se fosse un minuscolo granello di sabbia nell’intero universo. Ma come possiamo ottenere una sensazione del mondo spirituale? E’ come un bambino che non ha alcuna conoscenza o sensazione che lo possa mette in relazione al mondo che lo circonda. Ma gradualmente, il bambino accumula impressioni del mondo, sente e riconosce i suoni, vede le immagini, distingue i colori, e percepisce la differenza tra il freddo e il caldo. Dalle sensazioni che riceve forma la sua conoscenza.

All’inizio, per esempio, sviluppa solamente i suoi sensi e impara a distinguere la presenza o l’assenza di un suono. Poi incomincia a distinguere varie sensazioni in ogni situazione. Ciò che fa sviluppare una persona in modo diverso dalle altre persone è che i suoi sensi sono in grado di percepire delle cose più sottili ed impercettibili. Per un musicista il suono evoca un intero mondo di sensazioni. Un artista vive in un mondo di colori. Un scrittore sente le sfumature di ogni parola.

Ma tutto questo avviene gradualmente. Noi viviamo in una realtà che ci viene rivelata gradualmente. Ci influenza, ci fa progredire e ci rende capaci di percepirla. Questo è il modo in cui la realtà materiale, questo mondo, è organizzata; e noi sviluppiamo e riveliamo il mondo spirituale seguendo gli stessi passaggi ed osservando le stesse leggi.

C’è un libro speciale che sviluppa in modo considerevole la nostra sensazione del mondo spirituale in aggiunta a questo mondo. In sostanza noi stiamo vivendo in un solo mondo comune, ma la nostra percezione è divisa in due parti, una che percepiamo e una che ci è tenuta nascosta. Per rivelare la parte nascosta del mondo, dobbiamo cominciare a percepirla in modo diretto come fossimo bambini. Questo è ciò che l’unico libro Il Libro dello Zohar fa per noi.

Apritemi la porta per la spiritualità!

Domanda: Lei ha detto che tutti i mondi dall’infinito fino al nostro mondo, in tutti i loro dettagli, sono simili gli uni agli altri, come i rami e le radici. Quando ho letto di questi mondi nel Libro dello Zohar, con il desiderio di ottenere la spiritualità, e se mi unisco al testo, allora entrerò nel mondo superiore e vedrò l’immagine spirituale attraverso le immagini terrestri e attraverso il libro. E’ corretto? Tale contatto si verifica solo nel corso degli studi?

Risposta: Esaminando il testo del libro dello Zohar, cominciamo a vederci l’immagine spirituale con i ricevere e sentire le impressioni del testo, che narra il libro.

Cominciamo identificando i nomi dei personaggi, gli oggetti, i luoghi del nostro mondo come le proprietà di ricevere o di dazione, che sono grandi o piccole, buone o cattive.

Dentro di noi si ottiene un pannello di caratteristiche, in parallelo all’immagine di questo mondo.

Questa immagine spirituale rimane dentro di noi come un modello che corrisponde allegoricamente alla narrazione. con le parole del nostro mondo lo Zohar racconta del mondo delle proprietà di dare e ricevere, di cui è composto tutto ciò che esiste.

Queste due proprietà ci presentano un quadro del nostro mondo, e sotto forma delle stesse proprietà si forma la visione del mondo superiore.

Accumulando gli esempi della corrispondenza delle due lingue, dei due mondi, mano a mano che si legge lo Zohar noi siamo capaci di percepire più impressioni spirituali (interiori), dato che le impariamo e le organizziamo dentro di noi.

Domanda: per il momento tutto il mio studio consiste nello stare seduto davanti al libro cercando di sentire quello che c’è scritto, questo crea dentro di me i modelli spirituali?

Risposta: Il risultato di tutte le nostre azioni nel gruppo e nella divulgazione, e la conclusione di tutti i nostri sforzi per raggiungere il mondo spirituale, viene rivelata dentro di noi come immagini di ricevere e dare, e delle caratteristiche della creatura e del Creatore, così come le varie combinazioni. In questo viene svelata l’anima: nel comprendere e capire il Creatore.

Lo Zohar parla di me


Dobbiamo percepire ogni parola del Libro dello Zohar nel suo senso spirituale perché parla dei nostri desideri, forze e qualità interiori. Dobbiamo cercare di scoprire la connessione tra loro. Dove si trovano tutte le mie qualità interiori che lo Zohar chiama animali, pesci, uomo, l’arca e le acque del diluvio?

Sto scoprendo me stesso. Desidero guardare me stesso dall’interno, come guardo una radiografia, perché tutte queste cose accadono dentro di me. Non c’è nient’altro nell’esistenza al di fuori di me.

Lo Zohar parla solo della materia (desiderio) e la forma di questa materia: il tipo di desiderio di cui si tratta. Però tutti questi desideri sono orientati verso “il mio beneficio” e per questo mi danno la sensazione di “questo mondo”.

Tuttavia, se cambiasse le sue intenzioni per “il beneficio degli altri” (il mio prossimo o il Creatore), allora comincerebbe a percepire “l’altro” mondo attraverso loro, invece di “questo” mondo. Le parole del Libro dello Zohar non si riferiscono a nient’altro che alle mie qualità.

(Lezione dello Zohar 7-12-09).

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Le difficoltà vengono date solo ai forti

laitman_2009-08_26221Domanda: sembrerebbe che la correzione è un’azione attiva, ma noi stiamo soltanto leggendo lo Zohar e questo è tutto. Cosa dobbiamo vincere?

Risposta: è la Luce che fa tutte le correzioni, non tu. Puoi vincere soltanto i pensieri estranei che ti impediscono di chiedere la rivelazione al Creatore, che è necessaria per diventare come Lui.

Se non ti disturbano questi pensieri estranei quando stiamo leggendo il capitolo sul diluvio nello Zohar, allora non sei ancora pronto per vincere questi pensieri. Quando diventi un uomo giusto, sentirai come “le acque del diluvio” minacciano il tuo stato di giustizia, cercando di spostarti e sprofondarti nell’egoismo.

Sarebbe raccomandabile che ti fermi a pensare perché non hai questi pensieri che ti distraggono. Non vuol dire che adesso li devi cercare di proposito, però se vuoi essere un giusto, capirai che peccatore sei ancora.

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Lezione della sera su Il Libro dello Zohar – 26.12.09

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “E Giacobbe mandò”, articolo 198
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Un nuovo mondo dopo il diluvio

rav_2008-11-14_sl_img_7185_w1 Quando il nostro desiderio egoista si sente male, ci manovra come con una corda affinché troviamo la felicità. Tuttavia, ciò non è sufficiente per continuare nella direzione corretta, perché la meta della creazione non è fuggire dall’egoismo. È soltanto il modo di aiutarci, è una forza impulsiva.

Per orientarci nella direzione corretta, dall’Alto ci viene concesso un desiderio, una scintilla o punto nel cuore che ci chiama allo sviluppo spirituale. Questa scintilla ci porta ad un gruppo cabalistico e ad un maestro, affinché possiamo crescere e svilupparla.

Utilizzando questi elementi, dobbiamo costruire “un’arca”, con la quale possiamo scappare da tutto il male, da tutte le confusioni e le sfide che troviamo nella nostra crescita spirituale. Allo stesso tempo, dobbiamo capire che non possiamo fare niente rispetto ai disturbi, che siano esterni oppure interni. Si rivelano in noi e nel nostro ambiente con tutta l’intenzione, affinché possiamo fortificare la nostra determinazione e riunire le nostre forze contro di essi, come le acque turbolenti del diluvio distrussero tutto ciò che era dannoso e lasciarono solo il necessario.

Effettivamente ci siamo riuniti qui, per costruire un’arca dentro di noi che rappresenti l’attributo di dazione del Creatore. Quest’arca sarà il nostro rifugio.

Lo Zohar: “ va ed entra nell’arca con tutta la tua famiglia, poiché tutto ciò che non cerca rifugio nell’arca sarà cancellato dalla faccia della terra “.

Dobbiamo associare tutto ciò che possiamo a Binà, l’attributo della dazione, il Creatore, tanto quanto ci è possibile. Possiamo farlo affidandoci a Lui totalmente ed aggrappandoci a Lui come un seme nell’utero della madre. Tutto ciò che possiamo associare a questa qualità si salverà e si svilupperà spiritualmente.

I desideri che non si possono associare a Binà saranno distrutti dalle acque del diluvio. Noè è l’unico desiderio dentro di me che mi può portare alla spiritualità, sempre e quando lo posso separare dal resto dei miei desideri che non si possono sviluppare spiritualmente. Per questo desidero connettermi alla spiritualità, per mezzo di questo desiderio. È l’unico che desidero coltivare.

Devo tagliare il resto dei desideri ed affogarli nelle acque del diluvio, perché posso avanzare soltanto con l’unico desiderio che simboleggia Noè. Con questo desiderio posso costruire un nuovo mondo: il mondo dopo il diluvio.

Non so come sarà questo nuovo mondo. Io mi sviluppo all’interno di Binà come nell’utero di una madre e sia quel che sia. Quando risorgerò, avrò un nuovo mondo.

Il mondo spirituale si rivela da zero

laitman_2009-05-xx_ny_4848Tre domande sullo studio del Libro dello Zohar:

Domanda: i testi regolari del Baal HaSulam non ci danno adito alla confusione, però quando leggiamo lo Zohar con il suo Commentario, Sulam, senza ricevere i suoi chiarimenti, immaginiamo immagini di questo mondo. Perché succede questo?

Risposta: questo dipende dall’allenamento e dalla pratica che uno ha. Quando leggo la Torà, non la percepisco come un racconto storico. Tutta la Torà parla solamente del mondo interiore di una persona, il mondo spirituale che si trova dentro di me. Il mio mondo spirituale è integrato dai miei desideri di dazione; questi mi danno una percezione di un nuovo mondo.

Anche adesso, percepisco tutta la realtà dentro di me. Ciò che sento nella mente e nei sentimenti si chiama “questo mondo”. Tuttavia, posto che le mie intenzioni sono egoistiche, “questo mondo” che percepisco è uno stato limitato, difettoso e temporaneo. Se cambio la mia intenzione dalla ricezione alla dazione, allora percepisco il mondo spirituale, che uno stato illimitato, perfetto, armonioso ed eterno.

Il Libro dello Zohar si dirige a quelli che desiderano e sono pronti a cambiare la loro intenzione dalla ricezione alla dazione. Si rivela adesso, a tutte le persone del mondo che sentono la necessità di ciò, e la sofferenza globale farà in modo che tutti sentano questa necessità.

Domanda: perché gli autori dello Zohar, della Torà e del Talmud ci confondono, descrivendoci il nostro mondo, invece del Mondo Superiore, e invece di azioni spirituali, sembra che descrivano azioni corporali, come i lavori nel Tempio e la storia del popolo di Israele? Perché utilizzano questi mezzi per dirmi cosa mi sta succedendo?

Risposta: confondendoti, ti orientano affinché tu cambi la tua percezione, affinché inizi a percepire attraverso l’intenzione di dare, invece dell’intenzione di ricevere.

Questo mondo, tutta la storia, il Tempio, le leggi del Talmud, le Sefirot ed i mondi non esistono. Tutto è parte del mio desiderio. Tuttavia, per fare in modo che questo desiderio cambi dall’intenzione di ricevere all’intenzione di dare, abbiamo bisogno di percepire questo, così come le immagini, precisamente in questa maniera. Dobbiamo fare grandi sforzi per vedere il mondo attraverso l’attributo della dazione, passando da un tipo di percezione all’altro. È proprio lo sforzo che da luogo ai cambiamenti in noi e conduce ad una percezione totalmente diversa, con la quale prima non avevamo familiarità.

Non c’è niente di artificiale nella percezione di questo mondo o di quella dei mondi spirituali. Tutte le loro immagini, sono create in noi dall’interazione diretta della Luce e del desiderio (il vaso, il Kli). Non esiste nient’altro al di fuori di queste due cose.

Domanda: dopo tutto quello che è stato detto, come ci prepariamo veramente per studiare lo Zohar?

Risposta: hai bisogno di quanto segue:

1. Prova a sentire costantemente che tutto in questo mondo e tutto quello che è scritto nello Zohar, si trovano dentro di te. Tutto succede soltanto dentro di te.

2. Ricorda che tutto ciò che è scritto in esso tratta di te e delle tue qualità.

3. Prova a cercare nel tuo interiore, le qualità che sono designate con le parole nel testo del Libro dello Zohar. Quali delle tue qualità relazioni alle parole “diluvio”, “Creatore”, “creatura”, “Noè”, “malvagio”, “giusto”, “figlio di Noè”, “animale”, “arca”, “le acque del diluvio”, “cieli”, “terra” ecc …

4. Chi sono io? Questo è qualcosa che nemmeno so. Devo avere l’aspettativa di rivelarmi, di rivelare l’altro mondo e tutto ciò che lo riempie. Tutto sarà nuovo. Devo essere preparato a qualsiasi rivelazione, perché in questo momento esisto all’interno di una menzogna e nell’oscurità. C’è uno spazio vuoto in me, all’interno del quale creo un nuovo mondo, a partire dalle mie indagini e rivelazioni, come un bebè che gradualmente, va unendo i pezzi di un mondo a partire dalle sue impressioni.

Non capisco le parole che leggo. Sono come un bebè che desidera rivelare tutto “da zero”. Gradualmente, comincerò a vedere me stesso ed il mondo in un altro modo, come è scritto nel Libro dello Zohar. “Ho visto un mondo al rovescio”.

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