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Quando I Malvagi Vengono Lasciati Liberi


Lo Zohar, Capitolo “Miketz (In Fine),” Articolo 85: Ogni volta che viene posta una sentenza su Israele, che dice, “onere”, è apparentemente un onere per il Creatore per punire Israele. Questo è un onere da entrambi i lati, come se Egli è oppresso sia se li punisce sia se non li punisce. Se Egli non li punisce, essi rimarranno nella sporcizia del peccato. E se lo fa, Egli sembra afflitto per la sofferenza di Israele. Questo è il motivo per cui è sbagliato scrivere, “onere”, in riferimento a loro.

È impossibile progredire spiritualmente senza rivelare il desiderio di godere. Il nostro desiderio di essere riempiti con il piacere è infinito, ma si nasconde dentro di noi. Quando questo desiderio si rivela a poco a poco nella sua forma non corretta, cominciamo ad avere dei problemi. Il nostro cuore diventa pesante e il nostro avanzamento diventa ancora più difficile. Eppure il processo che abbiamo sottoposto è inevitabile, perché la nostra correzione si verifica con il nostro desiderio di godere. Pertanto, essa deve essere rivelata in questo modo.

La rivelazione dei nostri desideri non corretti, è un segno che siamo pronti a essere corretti. Questo è il motivo per cui i nuovi livelli del desiderio non corretto di godere vengono rivelati, permettendoci di lavorare su di essi. Per questo motivo, dobbiamo apprezzare sia il bene che il male.

Non esiste una cosa come il “cattivo”, ma solo quella che viene chiamata la “Rivelazione del Male.” Quando ciò che è stato precedentemente nascosto ci viene svelato sotto forma di “malvagi” desideri (egoistici), il processo di correzione diventa possibile.

Le Strade del Piacere


Lo Zohar, Capitolo “Metzorah (In Fine),” Articolo 100: Abbiamo imparato, quindi, che quando inizia il Sabato, tutti i cattivi riposano all’inferno, ed hanno la libertà e il riposo. E quando finisce il Sabato, dovremmo risvegliare la gioia superiore su noi stessi, essere salvati dal castigo dei malvagi che sono condannati da quel momento in poi. E noi ci dovremmo risvegliare e dire: “Lasciate che il piacere del Signore nostro Dio sia su di noi.” Questa è il piacere più grande, la gioia di tutto, il Mochin de Yeshshut. Al riguardo è stato detto: “I suoi modi sono modi di piacere.”

Quando dice “I malvagi” si riferisce ai desideri che ci danno la sensazione di essere in “un inferno.” È un senso di vergogna che viene evocato, affinché noi possiamo riconoscere la proprietà di dare, e in contrasto con esso, vedere la nostra proprietà non corretta.

Dobbiamo imparare a vedere tutte le nostre caratteristiche all’interno di un tale stato. La correzione dei nostri desideri è impossibile senza percepire “l’inferno” in ciascuna delle nostre proprietà non corrette, che sono opposte al Creatore.

Quindi, quando siamo in grado di riconoscere come opposte al Creatore le nostre proprietà non corrette e siamo in grado di arrivare alla correzione, tutte le strade si trasformano in “vie di piacere.” Noi siamo coloro che decidono che è così.

Osservare la realtà attraverso le lenti dello Zohar


Nella “Prefazione al Libro dello Zohar”, Baal HaSulam scrive che sebbene ci possa sembrare che tutto avvenga al di fuori di noi, sotto i nostri occhi, ogni persona ragionevole sa che tutti questi scenari esistono solo dentro la nostra mente. Quando mi rendo conto che è così, sono pronto a cominciare ad avvicinarmi alla materia di cui parla la scienza della Kabbalah.

La mancanza di questa consapevolezza è la ragione per cui il Libro dello Zohar non ci viene rivelato, e non sappiamo come aprirlo e leggerlo. La chiave per comprendere il libro si trova nella capacità di avere la corretta percezione della realtà. Ci si deve avvicinare al Libro dello Zohar solo immaginando le descrizioni dentro di noi. La terminologia, i suoni, i mondi, gli oggetti spirituali, le anime, e le relazioni sono tutte nozioni che si trovano dentro di me. Questo vale particolarmente quando ci riferiamo ai parametri della percezione della realtà: mondo, anno, ed anima – che si trovano al di spora del tempo, dello spazio e del movimento.

Se percepisco il testo come un intricato schema di rapporti tra forze e qualità che sono dentro di me, piano piano rivelerò sempre di più degli stati emotivi più profondi. Allora mi sarà chiaro che la realtà esterna non è affatto reale, anche se a me sembra che lo sia. E ‘ soltanto che io la vedo come una cosa che esiste al di fuori di me in modo indipendente.

Commetto veramente una pazzia nel pensare di non creare questa realtà, o nel credere erroneamente che tutto avvenga da sé, per il semplice fatto che tutto già esisteva prima della mia nascita e continuerà ad esistere dopo la mia morte. Devo provare a cambiare tutte queste mie credenze per cominciare a capire cosa mi vuole spiegare Lo Zohar.

La chiave per entrare nel Libro dello Zohar si trova precisamente nel portare tutto dentro di me, come dice il principio, “Una persona rappresenta tutto il mondo”. Posso dire se il mio studio sia corretto o meno facendo il seguente controllo: In che misura mi aspetto di sentire e di rivelare tutto il mio futuro dentro di me?

Lasciate che lo Zohar prenda vita dentro di voi


Lo Zohar : quando il Tempio fu distrutto e la Divinità fu mandata in esilio in terre straniere…Tutti ne erano disperati e univano il pianto con il lamento. E tutto ciò avveniva perché la Divinità era stata esiliata dal suo posto.

E mentre in esilio cambiava rispetto a quello che era, anche suo marito, ZA, non faceva splendere la sua luce, perché non aveva nessuno su cui brillare.

Dunque, anche lui cambiò da quello che era, come è scritto, “Il sole sarà tenebre quando sorgerà.”

“Così la Sua manifestazione fu sfigurata più di ogni altro uomo” di quella serva, Matatron, che cambiò la sua forma e i suoi colori durante l’esilio, e diversamente da quelli che erano, sono verde, bianco, e rosso.

Mentre leggiamo Lo Zohar, dobbiamo aspettarci che ci influenzi. Non importa quali parole stiamo leggendo, perché tanto non ne capiremmo il significato nascosto comunque. Non comprendiamo il significato di queste parole, cosa significa essere “verde” “rosso”, “ schiavo”, “Matatron” o “Malchut”. Per noi è tutto lo stesso. Noi vogliamo soltanto che tutto sia rivelato dentro di noi, tutto qua.

Se ci fosse parso di aver capito qualcosa, allora lasceremmo la lezione soddisfatti, come se avessimo assimilato qualcosa. Ma è falso! Non abbiamo assimilato niente a meno che non abbiamo fatto lo sforzo di lavorare su ogni parola che non avevamo capito.

Non dovremmo desiderare di comprendere il testo con la nostra ragione umana in base al livello in cui ci troviamo. Ciò che volgiamo è la rivelazione! Questo è lo stato che vogliamo, il nostro prossimo livello. Noi vogliamo veramente percepire ciò di cui il libro sta parlando. Vogliamo che prenda vita dentro di noi.

Il Mondo nel Libro dello Zohar


Quando leggiamo Lo Zohar, non voglio dare delle spiegazioni teoriche e confondere le persone, dando loro la falsa impressione di aver capito qualcosa. Tutte queste qualità devono essere cercate dentro se stessi. Proprio come un bambino piccolino non capisce la differenza tra una cosa e l’altra, così voi non capite la differenza tra tutte le parole dello Zohar. La comprensione arriva in seguito, in modo naturale.

In questo contesto, capire significa arrivare allo scopo. Dovete percepire ogni cosa per poter dire: “Ah, adesso vedo, sento, e assaporo, e devo vivere così!” Dovete solo desiderare di entrare in questo scenario, e poi capirete.

Lo Zohar non dovrebbe essere studiato in senso teorico. Infatti, non c’è niente da studiare. Dovete solo entrarvi dentro e scoprirlo da soli, proprio come un bambino scopre il mondo.

Un bambino sa di cosa ha bisogno per svilupparsi? No, egli assorbe semplicemente tutto quello che può dal mondo, ed è così che cresce. Ed è così che voi vi dovreste sviluppare, con gli stessi pensieri e le stesse intenzioni durante lo studio.

La sola differenza è che un bambino ha la sua stanza, l’attenzione della mamma, e tutti i giochi possibili; tutte queste cose costituiscono già il suo mondo. Ma il mondo che voi dovete sviluppare è nascosto nel Libro dello Zohar. Dovete comportarvi come un bambino che deve scoprire il mondo da solo.

Un bambino non chiede su che cosa dovrebbe riflettere; egli spalanca gli occhi e la bocca, e con avidità assorbe tutte le informazioni con i suoi organi sensoriali. Questo è ciò che si chiama, comprensione o raggiungimento – per prima cosa si deve percepire qualcosa, e solo in seguito si comincia a capire che cosa sia. All’interno della percezione, cominciate già a capire come le cose sia interconnesse, come vi influenzano, e cosa succede quando interagite con esse. E’ uguale al modo in cui un bambino impara il funzionamento delle cose attraverso il gioco.

Questo è il modo in cui dovreste percepire Lo Zohar – come il solo metodo per entrare nel mondo spirituale. Il cervello non può aggiungere nulla perché allora avreste bisogno di usare la vostra ragione fisica ed i suoi esempi materiali. E non è assolutamente questo il modo di costruire una comprensione spirituale.

Non vale la pena prolungare i dolori del parto per 6000 anni

Lo Zohar, Capitolo “Ki Tisa”, Punto 24) “Come quando la donna incinta è prossima al parto, soffre e si lamenta nella sua trance”, poiché è la natura della donna incinta aspettare nove mesi completi.

Abbiamo bisogno di tempo per sentire il nostro male. Al principio, cominciamo a sentirlo poco a poco, però ciò non significa ancora niente. Ogni stato deve passare attraverso tutte le quattro fasi, fino a che non lo comprendiamo completamente insieme alla sua radice e possiamo decidere che questo non è qualcosa di casuale o temporale, ma che è male dal principio – nella sua stessa radice – e dobbiamo liberarci da esso. Allora avremo la forza che può eliminarlo.

Però c’è un buon numero nel mondo che attraversa solamente uno o due giorni del nono mese, mentre tutti i dolori e le trance della donna incinta vi sono nel nono. Per questo, anche se lei passasse un solo giorno del nono mese, si considera come se tutto il nono fosse passato per lei.

Qui lo Zohar parla della scoperta del male, dell’esilio e della liberazione, e del fatto che non dobbiamo aspettare il culmine dei 6000 anni. Se abbiamo la percezione del fatto che già è cominciato il nono mese di “imbarazzo” e i dolori del parto dell’esodo, significa che possiamo già terminare tutto questo processo della correzione.

Così è Israele: poiché hanno provato il sapore dell’esilio, se si pentono, è come se avessero sperimentato tutte le afflizioni che sono scritte nella Torà, particolarmente se essi hanno sperimentato diversi dolori dall’inizio dell’esilio.

Ossia, la durata dell’esilio non dipende dal tempo. Dipende solo da questo fino al limite dei “nove mesi”. Dobbiamo passare attraverso gli “otto mesi” di questo peso, su questo non c’è dubbio; però quando cominciamo a sentire anche il primo giorno del nono mese, d’ora in avanti tutto dipende già da questa percezione, dalla coscienza del nostro male completo rispetto alla sua radice. Allora, possiamo già uscire dall’esilio, perché “è come se avessero sperimentato tutte le afflizioni”.

C’è un periodo che si chiama i “primi otto mesi”, il tempo della preparazione, il tempo dell’esilio, attraverso il quale dobbiamo passare; e non c’è maniera di evitarlo o ridurlo. È il periodo fino ai tempi dell’ARI, e dall’ARI in avanti comincia già un altro tempo che si può ridurre sempre più. Quanto più avanziamo, più forti si fanno “i dolori del parto” del nostro sviluppo ma possono aver fine molto prima dei 6000 anni.

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Che cos’è la Luce nella Kabbalah?

La vita sotto anestesia


Domanda: se lo Zohar dice che tutto avviene solo all’interno della persona, allora perché sentiamo le sofferenze nel mondo materiale, nel mondo fisico?

Risposta: ma cosa è il mondo materiale? Divido così: dentro di me, che è la percezione interiore, e ciò che è esteriore, il mondo. Attualmente, mi sembra che in qualche posto al di fuori di me c’è stato un terremoto in Haiti o cade un aereo o avviene un incendio. Si tratta semplicemente della mia mancanza di percezione vera della realtà, perché tutto ciò avviene in me e non lo sento.

È come se qualcosa avvenisse ai miei piedi e non la sento, come se mi avessero fatto un’anestesia.

Il libro dei libri


Lo Zohar è il nome della Luce che arriva dalla testa di Arich Anpin, dallo stato della Fine Correzione, attraverso questi dieci grandi cabalisti che rappresentano le dieci Sefirot di base, HaVaYaH completo. È il sistema più originale e superiore che è disceso da un certo livello.

Baal HaSulam ce lo avvicinò ancora di più. Risulta che ci troviamo in una relazione con uno stato più alto. Tutto questo è fatto per noi! Il Talmud delle Dieci Sefirot è un libro speciale; però è scritto in una tale maniera che distrae la nostra mente e non siamo capaci di connettere anche con il sentimento.

Può essere che dopo lo Zohar, possiamo cominciare a leggerlo correttamente. Lo Zohar – che si dirige al sentimento – insieme al Commentario Sulam – che si dirige alla mente – ci muove in queste due direzioni, in maniera tale che non siamo capaci di resistergli.

Lo Zohar è la rivelazione del sistema superiore, nel quale puoi premere i bottoni; e non sai quale premere, ma il sistema li traduce in influenze corrette. Il livello superiore – il cabalista – comprende ciò che desideri. Egli ti da, non ciò che chiedi con il tuo grido, ma ciò che è conforme alla tua necessità interiore, ciò di cui realmente necessiti e funziona in concordanza con questo.

Per questo è scritto che il Libro dello Zohar è il libro più speciale di tutti i libri cabalistici.

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Alcuni concetti fondamentali


Il Creatore risiede nella connessione di tutte le anime che chiamiamo l’anima comune di Adam HaRishon. Noi, le parti dell’anima comune, correggiamo e rilanciamo il sistema danneggiato delle anime, quando cominciamo a connetterci gli uni con gli altri. In tal modo, si crea una rete multidimensionale dove ogni elemento è collegato agli altri, proprio come gli organi del corpo umano sono collegati attraverso un numero infinito di connessioni.

La connessione tra le anime, una volta esisteva per il piacere di dare al Creatore. In quello stato, tutte le anime erano connesse “come un solo uomo con un solo cuore” per il bene del Creatore. Questo è il significato del versetto: “Lui e il Suo nome sono una cosa sola”, si riferisce allo stato in cui il Creatore e la creazione sono stati un insieme unico nel mondo dell’ Infinito. Tuttavia, tale connessione è stata rotta perché tutti persero la loro intenzione altruistica. Come risultato, il Creatore scomparve, così come la sensazione di Luce.

Questo stato, in cui le anime persero la loro connessione con gli altri, viene indicato come “rottura” o “l’esilio” (dalla spiritualità). Questo è il nostro stato attuale. Ogni persona all’interno di questo sistema è un individuo separato e percepisce solo il proprio piccolo mondo. Egli non percepisce il mondo spirituale, perché può essere percepito solo nella connessione tra di noi. Quando non c’è alcun legame tra di noi, noi percepiamo solo il mondo materiale.

I concetti fondamentali da portare via da tutto questo sono:Quando le anime sono collegate l’una con l’altra egoisticamente – per se stessi, esse percepiscono questo mondo.

  • Quando le anime si connettono con le altre per il piacere di dare, allora all’interno di tale contesto si rivela il mondo spirituale, il mondo a venire.
  • La vita che riveliamo all’interno delle nostre connessioni egoistiche uno con l’altro viene indicata come la nostra vita materiale attuale.
  • La vita che riveliamo all’interno di una corretta connessione uno con l’altro viene indicata come la rivelazione del Creatore.
  • Noi sentiremo la Forza Superiore, il Creatore, nello stesso modo in cui sentiamo l’aria che ci circonda. Egli ci connetterà con tutte le altre parti dell’universo.
  • Pertanto, tutto dipende dalla nostra connessione l’uno con l’altro – se è egoistica o per il piacere di dare.

Ci siamo appena riuniti in un grande congresso in Israele, il luogo esatto in cui la rottura si è verificata e il primo luogo che necessita di correzione. Pertanto, il Congresso può essere così immensamente potente da interessare tutti noi e il mondo intero, perché porta la qualità di dare più vicino ai desideri egoistici.

Speriamo di riuscire ad unirci con l’aiuto del Lo Zohar, che stiamo studiando adesso. Si tratta di un mezzo attraverso il quale siamo in grado di attirare la Luce Superiore che ci corregge e ci connette.

Attraverso lo Zohar, fino all’interno della mia anima

Lo Zohar parla solo di una persona, all’interno della quale si trova tutto il mondo e di ognuno di noi.

Nella sezione “Percezione della realtà” studiamo che tutto ciò che ci sembra esistere al di fuori, si trova dentro di noi. All’interno della persona c’è tutto questo enorme mondo, che include i minerali, le piante, gli animali e le persone dell’ambiente. Tutte queste sono le proprietà e le forze dell’anima che sembrano esistere al di fuori, ma in realtà, si trovano all’interno.

Nella misura del suo sviluppo spirituale, tutta l’immagine del mondo che la persona vede all’esterno, le sembra sempre più illusoria, e per questo il nostro mondo si chiama “mondo immaginario” e tutta la nostra realtà si chiama “sogno”.

Supponiamo di leggere adesso il racconto nel quale Giuseppe si trova in Egitto con il Faraone, su come arriva Giacobbe con i suoi dodici figli e Giuseppe lo riceve. Si deve capire che si tratta delle forze della nostra anima, le quali esistono all’interno di ogni persona del mondo, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla nazionalità.

In ognuno di noi esistono le stesse forze, poiché il Creatore ha creato un grande desiderio di ricevere. Tutto questo desiderio consiste di dieci Sefirot, ognuna delle quali, a sua volta, include dieci Sefirot particolari e così, fino all’infinito.

Questo desiderio si rompe, si disperde, si divide in un’enorme moltitudine di parti lontane l’una dall’altra. Sono anime separate ed ognuno di noi ha la sua anima particolare. Per questo ogni persona include se stessa a tutti, poiché in lei ci sono dieci Sefirot. Tutte le parti di queste Sefirot sono vincolate con le dieci Sefirot dell’anima generale e con le dieci Sefirot dell’anima di ogni individuo.

Risulta che tutto ciò che è scritto nei libri cabalistici, parla di ognuno di noi, dell’anima di ogni persona. Per questo, leggendo lo Zohar, sugli avvenimenti, come se avvenissero al di fuori di noi – sui fatti storici, le descrizioni della natura, le persone e gli animali – devo provare ad interpretare questo linguaggio a livello interiore, dal momento che tutti questi fatti raccontano ciò che avviene dentro di me, delle forze della mia anima, dei miei desideri e delle qualità che si trovano in lotta o sono vincolati tra loro secondo certe relazioni e calcoli.

Devo entrare e studiare questo sistema interiore dell’anima. Studiandolo e riconoscendolo, comincerò a vedere all’interno delle proprietà del Creatore e delle Sue Forze, attraverso le quali Egli mi influenza. Lo vedrò all’interno, mettendo in moto tutte le mie forze.

Per questo, leggendo lo Zohar, dobbiamo concentrarci dentro di noi, provando a vedere le forze delle nostre anime dietro ogni parola.

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