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Rivela l’Universo dentro la tua anima


Una domanda che ho ricevuto: Durante la lettura dei nomi e titoli ne Il Libro dello Zohar, dovremmo trovare la loro definizioni spirituale, che ognuno di noi sta attraversando in questo momento, o si tratta di uno standard comune che abbiamo bisogno di trovare tra di noi?

La mia risposta: Lo Zohar parla la nostra interiorità. Ci parla di cosa sta accadendo dentro di noi, e ognuno di noi include tutto all’interno di sé stesso.

Lo Zohar descrive la struttura della nostra anima, così come il modo di discernere e rivelare tutto ciò che vi si svolge. All’interno dell’anima si trovano l’intero mondo dell’ Infinito, il Creatore e tutta la realtà. Dobbiamo svelare tutto questo dentro alla nostra anima.

Baal HaSulam scrive che Il Libro dello Zohar comprende tutti i 125 gradi e la sua narrazione ci conduce per tutta la strada fino alla fine della correzione. Non è importante dove ci si trova sulla scala spirituale, questo libro va sempre bene per ogni persona lungo l’intero percorso.

L’intenzione che da la forza

La scienza della Kabbalah parla molto delle intenzioni: a cosa dobbiamo pensare, verso cosa dobbiamo dirigerci, che dobbiamo desiderare.

In realtà, lo scopo è la correzione della rottura nella nostra radice, la sua divisione in molte parti (anime). Per questo, la correzione consiste nell’unione delle anime.

Questa è l’intenzione principale che deve manifestarsi in tutte le nostre azioni.

Come risultato, cambierà la nostra percezione della realtà, l’attitudine verso la vita, verso questo mondo, il mondo spirituale, il Creatore, verso se stessi e l’ambiente.

La cosa importante è desiderare l’unione, la connessione dell’uno con l’altro, correggere la connessione tra noi e cambiarla dal rifiuto e dall’odio, all’unione e all’amore, affinché all’interno di questa unione, si riveli il Creatore.

Questa deve essere l’intenzione più importante durante lo studio del Libro dello Zohar, perché questo libro ci da la forza, con la quale possiamo davvero correggere la rottura dentro di noi.

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Il libro più speciale di tutti


Lo Zohar è il nome della Luce che viene dalla testa di Arich Anpin, che è lo stato della fine della correzione. Lo Zohar è stato scritto da dieci grandi Cabalisti, che rappresentano le dieci principali Sefirot, l’Havayah completo. Questo è il Sistema Superiore originale sceso ad un livello particolare, e più tardi, Baal HaSulam lo ha portato ancora più vicino a noi. Come risultato, abbiamo una connessione con lo stato più elevato e tutto questo è stato fatto per noi.

Il Talmud Eser Sefirot è un libro speciale, è stato scritto in una forma che distoglie la nostra mente, tanto che non possiamo portarvi i nostri sentimenti. Forse dopo aver letto Lo Zohar, saremo in grado di cominciare a leggere correttamente il Talmud Eser Sefirot. Lo Zohar indirizza i nostri sentimenti e il Commentario Sulam indirizza le nostre menti. Insieme, ci mescolano in entrambe queste direzioni e noi non siamo in grado di resistere.

Lo Zohar è una rivelazione del Sistema Superiore dove vi è permesso premere i pulsanti che controllano tutto. Anche se non sai quali pulsanti stai premendo, il sistema li traduce nelle influenze corrette. Il Grado Superiore (o un Cabalista), comprende ciò che desideri. Lui non ti dà ciò che chiedi, ma quello di cui hai realmente bisogno. Egli agisce in conformità alla vostra necessità interiore. Per questo motivo Il Libro dello Zohar è il libro più straordinario di tutti i libri della Kabbalah.

La casa della nostra anima

Lo Zohar, Capitolo “Tazria, Quando una donna da alla luce”, Punto 150: quando qualcuno comincia a costruire una casa, deve accennare nella sua bocca che la sta costruendo per il servizio di Dio.

Lo Zohar ci parla del nostro lavoro spirituale e non dice neppure una sola parola su ciò che avviene in questo mondo, con gli oggetti materiali: le case, le pietre, gli animali e le piante. Nel testo ci viene spiegato il lavoro interiore dell’uomo, con l’aiuto del quale dobbiamo, nella parte della nostra anima chiamata “l’uomo” (il punto nel cuore), raggiungere la rivelazione della forza superiore, cioè, del Creatore.

Dobbiamo scoprire e costruire un nuovo organo di percezione che sia per donare (non per ricevere come i nostri attuali organi di senso). Questo organo donante di percezione si chiama “l’anima della casa”, “la riunione delle anime di Israele” o “Malchut”. Ha molti nomi, in funzione della qualità che vogliamo rimarcare e distinguere.

Lo Zohar lo spiega nell’esempio della costruzione di una casa (lo stesso organo di percezione nel quale scopriamo lo spirituale). Dobbiamo costruire un organo spirituale di percezione (il vaso, Kli) che sia perfetto, che non abbia nessun difetto.

Se all’interno di questo vaso c’è una falla, ovvero, l’intenzione del desiderio non è per la dazione, ma per la ricezione, la luce scomparirà immediatamente. Questo stato si chiama “la casa dei lebbrosi” (“nega”). Allora, bisogna correggere questo vaso (bruciarlo, distruggerlo o correggerlo) e così, pulirlo e renderlo adatto per il suo uso. In questa maniera, “nega” (maledizione) diventa “oneg” (la dolcezza).

L’uomo, che aveva costruito ingiustamente il suo Kli, cioè, che aveva commesso un errore o una negligenza, deve comprendere da dove viene ciò ed avanzare attraverso le correzioni.

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Vedere le Forze Spirituali attraverso il buio


Una domanda che ho ricevuto: Non capisco perché devo sapere di tutti questi piccoli dettagli che descrive Lo Zohar se comunque non sono in grado di penetrare il testo così profondamente.

La mia risposta: Lo Zohar è un sistema completo e voi esistete al suo interno come un ragno in una ragnatela o una rete. Questo è il sistema dell’universo che contiene tutte le creature, e tutto questo è il Creatore.

Quando leggiamo Lo Zohar, abbiamo il desiderio di unirci in modo da ottenere l’influenza di questo sistema su di noi, in modo che inizierà a lavorare su di noi e ci renderà parte attiva di esso. Allora saremo in grado di comprendere in maniera indipendente, di agire e di andare in avanti.

Lo Zohar ci parla di questo sistema e come funziona nella sua interezza. Naturalmente, ancora non vi rendete conto di quanto sia profondo e sfaccettato, voi rivelate solo ciò che è di vitale importanza per voi in ogni momento del vostro sviluppo.

In realtà, stiamo leggendo i resti dell’originale Libro dello Zohar, che era 20 o 30 volte più grande rispetto al testo che ci ha raggiunti. Non dimenticate che tutto questo è stato scritto quasi 2000 anni fa.

Immaginate che uno degli autori de Lo Zohar ora venga da noi e ci faccia una lezione. Lo capiamo perché lui sta parlando la stessa lingua, come quella che stiamo studiando. Ci direbbe le stesse cose che vogliamo imparare adesso. Ma starebbe arrivando da una persona che ha vissuto molto tempo fa. Basta pensare: sarebbe possibile una cosa del genere in qualsiasi altra situazione? Potete immaginare un’altra situazione in cui la gente desidera di incontrare un antico antenato, al fine di imparare da lui, in cui sono gelosi del suo livello morale e spirituale e sono in grado di capirlo; desiderano ascoltare da lui, lo accettano, e parlano con lui nella stessa lingua e sulle stesse cose?

Questo è possibile perché il sistema che essi descrivono è reale, globale ed eterno. Noi esistiamo dentro di esso, ma ognuno di noi lo rivela in base al grado che è capace di sentire. Ci sentiamo come se stessimo andando dalla luce al buio, e in un primo momento sembra che non riusciamo a vedere nulla nel buio. Ma una volta che siete lì per qualche minuto, nel buio cominciate a discernere le cose a poco a poco sempre più. E poi vedete che non c’è nemmeno più bisogno della luce, non c’è neanche bisogno di accenderla. Vi è una luce lieve, e per voi è abbastanza.

Quando entrate per la prima volta nelle tenebre spirituali, vi sentite persi. Ma con un po’ più di unione e influenza del testo su di voi, inizierete a sentire dove vi trovate. Invece della vostra attuale percezione di questo mondo, comincerete a sentire che ci sono diverse forze che operano intorno a voi. Esse ci influenzano e in esse siamo connessi. L’aria si addensa e fa spazio per il mondo spirituale.

Tutto quello che dovete fare è andare avanti.

Lo Zohar modifica la nostra attenzione


Rabbi Nachman di Breslov disse: “Molte lacrime vengono versate sul Libro dello Zohar finché l’uomo diventa degno di capire.” Quando si pensa al desiderio corretto, si dovrebbe immaginare che sia tutto mio. Non ci sono altre persone, in realtà sono tutti dentro di me. Sono tutti me! Pertanto, quando leggo Lo Zohar dovrei immaginare che tutto accade dentro di me. Leggo di montagne, cime, un ruscello che scorre fuori dal Giardino dell’Eden, superiore o inferiore, la corporeità e la spiritualità, il Faraone, Mosè, Abramo, gli uomini e le donne che si sposano e danno vita ai bambini; ma tutto ciò accade dentro di me , nei miei desideri. Non c’è nient’altro.

Mi viene detto così circa i diversi fenomeni che si svolgono all’interno del mio desiderio. Lo Zohar mi racconta di ciò che accade dentro di me, in questo intero, un vaso enorme di desiderio formato da tutti. Al di fuori di esso non esiste nulla, in me si trova tutta la realtà.

Allora, dove è il Creatore? Anche Lui è dentro di me! Se riesco a raggiungere un sentimento di unità, di dazione e amore tra tutte le sue parti all’interno di questo desiderio, allora vorrà dire che ho rivelato il Creatore. Il Creatore è chiamato “Bo-Re” – “Vieni e vedi”. Nel desiderio accade questo, dove si trova la Luce. La Luce è percepita solo nel desiderio.

Più tentate di modificare la vostra visione in questo modo, più sarà facile. Abbiamo solo bisogno di toglierci gli occhiali attraverso cui vediamo il nostro mondo e cominciare a guardare da un punto di vista differente. Poi all’improvviso ci verrà rivelato che la realtà è davvero completamente diversa da quello a cui siamo abituati. Abbiamo solo bisogno di rimuovere l’immagine regolare del mondo che lo blocca.

Lo Zohar è stato scritto volutamente in un linguaggio che sembra parlare del nostro mondo, come se ci parlasse di una famiglia, come Abramo, Isacco e Giacobbe, o di una nazione che esce dall’Egitto, e altre cose. Ci viene spiegato questo per uno scopo, così passiamo dal concentrarci su questo mondo, la nostra percezione consueta, ad un altro tipo di attenzione che è più interno. Vedremo poi che tutto ciò accade dentro di noi.
Capire che l’uomo è un mondo piccolo è la condizione per la comprensione della spiritualità.

Alla ricerca di sensazioni spirituali


Alcune volte lo Zohar parla su cose che so già dallo studio della struttura della mia anima, come per esempio il lato sinistro e destro, Hassadim, Hochma, Cohen, Levi, tre linee, Bina, Zeir Anpin, Malchut. Questo sistema mi è già chiaro, e riesco a visualizzarlo come un quadro, una carta o un disegno; ed io cerco di riconoscerlo al suo interno.

Per farlo, devo trovare un feed-back emozionale dentro di me. Ogni parola e definizione, come “sinistra” “Cohen” “Levi” e “David” deve essere collegata a una determinata sensazione. Quando non sperimentiamo alcuna sensazione, dovremmo per lo meno immaginarle come uno schema. Quando leggiamo su Chesed, Gevura, Tifferet, Cohen, Levi, Israel, Abraham, Isaac, Jacob, Netzhah, Hod, Yesod, Malchut, l’assemblea delle anime di Israele, ed altro ancora, io devo immaginare come queste proprietà si collegano tra di loro nel mio spazio interiore.

All’inizio le visualizzo come uno schema che mostra come questi desideri e proprietà esistono dentro di me. Se io immagino questo sistema in questa maniera, devo riuscire a trovare una sensazione adeguata a ogni parola ed osservare come il mio corpo, i miei sentimenti, ed i mio desiderio in genere reagiscono ad ogni parola nel Libro dello Zohar.

La stessa cosa si applica al nostro mondo: Quando sentiamo una parola che ci è familiare, abbiamo una reazione immediata. Dopo tutto, siamo un desiderio; siamo regolati dalle nostre sensazioni, non dal nostro intelletto. Perciò, dietro il disegno che mi diventa chiaro con il variare dei gradi, io devo trovare una reazione interiore, emozionale, per ogni parola.

Tutto ciò che è scritto nello Zohar è occulto da me e totalmente insapore, ma cercando di trovare sensazioni dietro queste parole, io sto chiedendo la loro rivelazione.

Il Machsom è il segno critico della vita

Il Machsom è la frontiera dove ricevo la forza della dazione. È precisamente questa che vogliamo raggiungere: l’unione tra di noi, la forza mutua della dazione. Nel momento in cui la conseguiamo, significa che abbiamo attraversato il Machsom.

Come immaginare il nostro Kli comune (il vaso spirituale)? Diciamo che ognuno di noi arrivi con il suo vaso d’acqua e lo svuoti in un grande barile. Lì non è possibile distinguere dove è la tua, la mia e la sua. Questa si chiama unione e penetrazione mutua dei desideri, fino a che in questo modo, tutti uniti raggiungeremo un determinato volume, una misura, che si chiama “sea” ed in esso cominciamo a percepire la vita.

C’è differenza tra un acquario ed un grande corpo d’acqua. Esiste un certo limite, al di la del quale, il corpo d’acqua comincia a vivere la propria vita. Nell’acquario, devi mantenere la vita artificialmente, dare da mangiare ai pesci, pompare l’ossigeno e pulire; però, se il tuo corpo d’acqua raggiunge un determinato volume, comincia a mantenersi in vita da sé. Non devi più rifornirlo di cibo ed ossigeno, questo comincia a vivere naturalmente per conto suo.

Questa frontiera e come un segno critico al di sotto della quale comincia la morte, e al di sopra, al contrario, comincia la vita. “ Sea” è questa stessa frontiera alla quale mi avvicino salendo dal basso verso l’alto, quando ho investito già tante forze, che al di la di questa linea la vita comincia a sostenersi per conto suo. Proprio in questo modo dobbiamo unire i nostri desideri.

Se noi ci sforziamo di resuscitare il lago morto o il corpo senza coscienza, dobbiamo investire uno sforzo addizionale, tanto in quantità quanto in qualità, fino a risvegliare la vita in esso.

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Lui, io e noi insieme


Una domanda che ho ricevuto: Come faccio ad andare avanti con il flusso dello Zohar mentre sono alla ricerca di quelle qualità dentro di me e allo stesso tempo pensare alla mia connessione con gli altri?

La mia risposta: Finora non sentiamo come tutti questi processi sono interconnessi e che siamo tutti inclusi in una immagine – il Creatore ed io. Siamo tutti collegati in una forma molto piccola e semplice, in base alla misura della nostra somiglianza a Lui. Ciò che noi chiamiamo “sé” in realtà è il resto del mondo – i livelli inanimato, vegetale, animale e umano dentro di me. E il Creatore è una moltitudine di forze e motivazioni.

Pertanto, per vedere l’unità e il punto della nostra connessione si deve fare pratica con Il Libro dello Zohar. “Io” sono uno, “il Creatore” è uno, e insieme “noi” siamo uniti come un tutto. Finché ciò non accade, ci sentiremo alienati, separati e confusi, ma a poco a poco inizieremo a cambiare. Proprio come accade con un bambino che cresce, ci aiuterà solo lo sforzo che facciamo.

Il lavoro individuale con Il Libro dello Zohar


Dentro di me desidero vedere il Creatore e tutte le parti della mia anima: Keter, Hochma, Bina, Daat, Hesed, Gevurah, Tifferet, Netzah, Hod, Yesod, Malchut, e le connessioni tra loro. Queste qualità possono anche essere chiamate Abramo, Isacco, Esaù, Ismaele, Giacobbe e i 12 fratelli (i figli di Giacobbe), Giuseppe, Davide e Salomone. E da tutti i lati, sono rivestiti da forze del bene e del male, come Giobbe, il Faraone, e così via.

Abbiamo bisogno di immaginare questo organismo spirituale non solo come le tre linee, ma come un corpo multidimensionale. E ‘simile al fatto di come il corpo umano contenga una moltitudine di sistemi diversi: il sistema linfatico, il sistema nervoso, il sistema circolatorio, e molti altri, di cui noi non siamo nemmeno a conoscenza. Ci sono inoltre energie, liquidi e sostanze chimiche che li attraversano. Il corpo spirituale contiene anche più componenti e connessioni, dato che ognuna delle sue sezioni ha diverse qualità, diversi tipi di connessioni e forme diverse su tutti i vari livelli.
Fino a che non lo percepiamo, siamo incapaci di impararlo. E’ uno sciocco chi pensa di poterlo imparare. Abbiamo solo bisogno di desiderare di esistere all’interno di questo sistema integrale, in cui tutto lavora per il bene della dazione. In quel sistema troveremo il Creatore e la creazione, infatti, tutto si trova al suo interno. Dobbiamo guardarlo secondo il principio “L’essere umano è un piccolo mondo”.

Non stiamo parlando del nostro mondo e dei corpi fisici. Io sono l’essere umano, e Il libro dello Zohar e la sua storia sono il “piccolo mondo”.