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L’influenza segreta del Libro dello Zohar


Domanda: E’ evidente che ogni libro influenza l’essere umano, anche se questo tratta di cibo salutare e nutriente.

Quando leggiamo gli articoli del Rabash sul gruppo o gli articoli Matan Torah e Arvut (la Garanzia Spirituale) di Baal HaSulam, è chiaro che essi parlano dell’unione.

Leggendo il Libro dello Zohar, crediamo che anche i cabalisti scrivessero sull’unione, ma ciò non è chiaro nel testo in sé. Come un testo di questo tipo influisce sull’uomo?

Risposta: Ci sono libri che influiscono sulla coscienza. Per esempio, stiamo leggendo un libro con ricette di cucina ecologica. Capiamo di cosa si tratta e ciò influenza la nostra mente.

Poi esiste il libro dello Zohar, scritto in maniera tale che non si dirige alla nostra mente terrena, perché non possiamo capire di cosa ci parla. Non siamo creati con la ragione spirituale ma dobbiamo raggiungere questo livello che per il momento non abbiamo.

Per questo non possiamo comprendere di cosa parlano gli autori del libro dello Zohar. Per farlo dobbiamo ascendere al livello della loro comprensione e delle loro sensazioni.

A volte, possiamo già sentire in noi questi cambiamenti, quando percepiamo all’improvviso quello che prima non potevamo captare. All’improvviso vediamo che esiste un altro angolo totalmente diverso, un altro punto di vista, più interno, che non esiste in questo mondo.

Per ora ciò avviene nella nostra intenzione “lo lishmà” (per la ricezione). Continuando, quando capiremo cosa significa “lishmà” (per la dazione) scopriremo una ragione ed alcuni sentimenti spirituali, ciò sarà come una nuova creatura di un altro pianeta, che non esiste in questo mondo.

Lo Zohar è scritto nella forma di due strati sovrapposti che ci portano a questo punto. In uno strato è come leggere racconti su questo mondo, scritti in una maniera un po’ inusuale: sul Tabernacolo, gli animali, il deserto del Sinai, ecc …

Il secondo strato è più interno, con la terminologia cabalistica: ZA, Malchut, tre linee, ascese, discese, Aba ve Ima, ecc …

Tu non sei connesso con nessuno di questi strati. In realtà non sono due strati, ma due linguaggi che parlano dello stesso fenomeno.

Posso immaginare uno strato più vicino a me, che parla come se parlasse di questo mondo: il Tabernacolo, un negozio, la gente che fa qualcosa.

Il secondo strato lo posso anche immaginare: la linea destra e la sinistra, la parte superiore e quella inferiore, il passaggio della luce, ascese e discese dei Partzufim.

Bisogna sforzarsi molto per immaginare questi due strati come un tutt’uno, perché tutto questo è dentro di me e si tratta della mia connessione con le forze della dazione. Tutte queste sono le forze della dazione e non c’è niente a parte esse.

Dove è il Tabernacolo, dove è la Tenda dell’Assemblea, dove è ZA, dove è Malchut? Tutto si trova dentro di me. Devo relazionarmi con gli uni e gli altri come miei attributi spirituali interni. Voglio portarli fuori da me e sentirli. Questo viene chiamato “aprire il Libro”, rivelarlo.

Per questo, qui funziona la “Sgulà” (il mezzo miracoloso). Il libro con le ricette culinarie o i consigli per perdere peso “lavano il cervello”. Io percepisco la ragione dell’autore, ed egli influisce su di me e comincio ad interessarmi grazie alla sua opinione.

Il libro dello Zohar non “lava il cervello”, in esso non c’è violenza, non c’è niente. La “Sgulà” funziona in questo libro solo secondo il mio desiderio. Per questo, il mio desiderio deve essere molto forte, affinché lo Zohar influisca davvero su di me e si riveli in me lo spirituale.

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Rimuovere il maleficio della stregoneria dalla nostra vita

Tutta la nostra vita è un incantesimo ed un grande inganno. Il desiderio egoista ci muove sempre e ci obbliga a lavorare per lui.

Noi amiamo questo desiderio sporco e desideriamo essere ingannati da lui.

Su cosa ci mente? Sulla fine del cammino, promettendoci che lì si trovano la gioia e la luce; però nel cammino riceviamo anche un po’ di piacere.

E anche se non ho niente eccetto le promesse, ne traggo beneficio!

Penso a ciò che otterrò e sento già come se lo avessi ottenuto. Ricevo scintille di gioia che mi danno speranza.

Però nelle scintille non c’è nessuna luce! Essa non discende al di là del Parsa, il limite del mondo di Atzilut!

La luce brilla su di me da lì e risveglia queste scintille, però ho la speranza di ricevere la luce, e così tutta la vita …

A prescindere dal fatto che siamo sempre delusi e non vediamo nessuna luce, ma solo alcune scintille, proprio a causa della disillusione cerchiamo di trovarle, per godere di queste e ricevere ancora un po’ più di denaro, fama, potere, conoscenza, cibo e sesso.

È in questo modo che tutto il tempo ci manteniamo nel cammino con la speranza riposta nel futuro! In quell’istante, quando deve arrivare la luce alla scintilla, questa non arriva ed istantaneamente tutto scompare.

Proprio in questo consiste il lavoro del desiderio egoista: attrarci per mezzo delle promesse di piacere, affinché lo aspettiamo e ci troviamo sempre nel cammino pensando che ne beneficiamo.

Non arriviamo mai al piacere stesso ma arriviamo alla disillusione, quando tutto scompare.

Nel mondo materiale l’uomo vive solo con le speranze per il futuro e crede che questa sia la felicità.

Egli crede che più in avanti lo aspettino alcuni piaceri egoistici e cerca di non pensare che in futuro ci sono l’oscurità e la morte.

Oggi però, l’umanità si è sviluppata ad un tale livello che comincia a capire che le promesse egoistiche non hanno nessuna base.

Allora cosa fare? Giacché non posso vivere di speranze! Non credo né al socialismo, né al futuro radioso nel quale tutto sarà buono.

Cominciano le depressioni e le disillusioni totali, però in qualche modo bisogna vivere; e allora, l’uomo comincia ad ingannarsi ancora di più, egli si ubriaca intenzionalmente per obbligarsi a credere.

Per questo scopo, lavorano tutti i mezzi di comunicazione. È un incantesimo completo, che è appoggiato dalla società.

Sarà così fino a quando questo inganno non arriverà a tal punto che sarà impossibile continuare.

Come godere dello Zohar


Cosa vuol dire che Lo Zohar ci insegna? Sappiamo dalla scienza della Kabbalah che il Creatore ha creato un desiderio, all’interno del quale ha luogo ogni ulteriore sviluppo. Questo unico desiderio comprende numerosi desideri particolari, che sono interconnessi in un sistema chiamato “Adam – l’anima comune”.

Secondo il Suo programma, il Creatore ha iniziato corrompendo la connessione tra le parti di quel desiderio, che hanno cominciato a perdere la connessione tra loro, simile agli organi in un corpo malato che smettono di interagire correttamente l’uno con l’altro. Questo provoca uno squilibrio e sentiamo i sintomi della malattia quali la pressione o la temperatura in aumento , la composizione chimica sbagliata del sangue, e così via. Questi sono tutti segnali che l’organismo non è equilibrato, ed è ciò che chiamiamo malattia.

Perché il Creatore fa questo alle anime? Lo fa per farci sentire la corruzione e poi per correggerla. La malattia è la corruzione delle connessioni tra di noi, che siamo parti di un unico sistema, cominciamo a sentirci sempre meno collegati tra di noi poiché questa corruzione ci permea.

In questa perdita di connessione tra di noi ci sono 125 gradi. Si tratta di una discesa dall’infinito, dove siamo infinitamente collegati tra noi, fino allo stato in cui questa connessione scompare completamente.

Lungo questi 125 gradi inoltre, vi è un livello chiamato “Parsa” in cui emerge una maggiore corruzione; noi formiamo un legame negativo invece di un collegamento positivo o la sua assenza. Ora tutti vogliono usare gli altri a proprio beneficio. L’organismo semplicemente non muore , ma si consuma completamente.

Questa discesa nel desiderio di utilizzare gli altri va avanti fino a raggiungere lo stato in cui si perde completamente il collegamento tra tutti – sia una connessione positiva per la dazione che la connessione negativa per la ricezione. In questo stato, noi esistiamo in totale non conformità alla spiritualità, privi di conseguimento e conoscenza. Questo è il risultato della nostra separazione, dove noi percepiamo questo mondo, una realtà immaginaria. Perché è immaginaria? Perché è stata volutamente istituita dal Creatore per darci l’illusione della Sua assenza.

Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo capire che dobbiamo correggere il collegamento tra di noi. L’ascesa dell’anima dal nostro mondo al mondo dell’Infinito si verifica nella misura in cui noi rafforziamo la connessione tra di noi. Il recupero della connessione tra di noi crea la salita.

Pertanto, più immaginiamo il nostro Stato in connessione con le altre anime, tanto più potremo godere del Libro dello Zohar. Dopo tutto, è stato scritto dalla elevazione del mondo dell’Infinito. Gli autori de Il Libro dello Zohar hanno scritto questo capolavoro dalla elevazione del 125° grado, dove si erano collegati insieme.

Durante lo studio de Lo Zohar, abbiamo bisogno di sentire il desiderio di collegarci tra noi. Non c’è bisogno di essere “intelligenti”. E ‘sufficiente ricordare semplicemente che noi raggiungiamo tutto all’interno della relazione con l’altro.

In realtà, Lo Zohar parla solo della connessione tra le anime. Spiega la nostra connessione all’interno del sistema globale chiamato “Adamo” con tutte le altre anime, e come noi li usano per collegarci tra insieme in un funzionamento del sistema buono sano e corretto.

Rivela l’Universo dentro la tua anima


Una domanda che ho ricevuto: Durante la lettura dei nomi e titoli ne Il Libro dello Zohar, dovremmo trovare la loro definizioni spirituale, che ognuno di noi sta attraversando in questo momento, o si tratta di uno standard comune che abbiamo bisogno di trovare tra di noi?

La mia risposta: Lo Zohar parla la nostra interiorità. Ci parla di cosa sta accadendo dentro di noi, e ognuno di noi include tutto all’interno di sé stesso.

Lo Zohar descrive la struttura della nostra anima, così come il modo di discernere e rivelare tutto ciò che vi si svolge. All’interno dell’anima si trovano l’intero mondo dell’ Infinito, il Creatore e tutta la realtà. Dobbiamo svelare tutto questo dentro alla nostra anima.

Baal HaSulam scrive che Il Libro dello Zohar comprende tutti i 125 gradi e la sua narrazione ci conduce per tutta la strada fino alla fine della correzione. Non è importante dove ci si trova sulla scala spirituale, questo libro va sempre bene per ogni persona lungo l’intero percorso.

L’intenzione che da la forza

La scienza della Kabbalah parla molto delle intenzioni: a cosa dobbiamo pensare, verso cosa dobbiamo dirigerci, che dobbiamo desiderare.

In realtà, lo scopo è la correzione della rottura nella nostra radice, la sua divisione in molte parti (anime). Per questo, la correzione consiste nell’unione delle anime.

Questa è l’intenzione principale che deve manifestarsi in tutte le nostre azioni.

Come risultato, cambierà la nostra percezione della realtà, l’attitudine verso la vita, verso questo mondo, il mondo spirituale, il Creatore, verso se stessi e l’ambiente.

La cosa importante è desiderare l’unione, la connessione dell’uno con l’altro, correggere la connessione tra noi e cambiarla dal rifiuto e dall’odio, all’unione e all’amore, affinché all’interno di questa unione, si riveli il Creatore.

Questa deve essere l’intenzione più importante durante lo studio del Libro dello Zohar, perché questo libro ci da la forza, con la quale possiamo davvero correggere la rottura dentro di noi.

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Il libro più speciale di tutti


Lo Zohar è il nome della Luce che viene dalla testa di Arich Anpin, che è lo stato della fine della correzione. Lo Zohar è stato scritto da dieci grandi Cabalisti, che rappresentano le dieci principali Sefirot, l’Havayah completo. Questo è il Sistema Superiore originale sceso ad un livello particolare, e più tardi, Baal HaSulam lo ha portato ancora più vicino a noi. Come risultato, abbiamo una connessione con lo stato più elevato e tutto questo è stato fatto per noi.

Il Talmud Eser Sefirot è un libro speciale, è stato scritto in una forma che distoglie la nostra mente, tanto che non possiamo portarvi i nostri sentimenti. Forse dopo aver letto Lo Zohar, saremo in grado di cominciare a leggere correttamente il Talmud Eser Sefirot. Lo Zohar indirizza i nostri sentimenti e il Commentario Sulam indirizza le nostre menti. Insieme, ci mescolano in entrambe queste direzioni e noi non siamo in grado di resistere.

Lo Zohar è una rivelazione del Sistema Superiore dove vi è permesso premere i pulsanti che controllano tutto. Anche se non sai quali pulsanti stai premendo, il sistema li traduce nelle influenze corrette. Il Grado Superiore (o un Cabalista), comprende ciò che desideri. Lui non ti dà ciò che chiedi, ma quello di cui hai realmente bisogno. Egli agisce in conformità alla vostra necessità interiore. Per questo motivo Il Libro dello Zohar è il libro più straordinario di tutti i libri della Kabbalah.

La casa della nostra anima

Lo Zohar, Capitolo “Tazria, Quando una donna da alla luce”, Punto 150: quando qualcuno comincia a costruire una casa, deve accennare nella sua bocca che la sta costruendo per il servizio di Dio.

Lo Zohar ci parla del nostro lavoro spirituale e non dice neppure una sola parola su ciò che avviene in questo mondo, con gli oggetti materiali: le case, le pietre, gli animali e le piante. Nel testo ci viene spiegato il lavoro interiore dell’uomo, con l’aiuto del quale dobbiamo, nella parte della nostra anima chiamata “l’uomo” (il punto nel cuore), raggiungere la rivelazione della forza superiore, cioè, del Creatore.

Dobbiamo scoprire e costruire un nuovo organo di percezione che sia per donare (non per ricevere come i nostri attuali organi di senso). Questo organo donante di percezione si chiama “l’anima della casa”, “la riunione delle anime di Israele” o “Malchut”. Ha molti nomi, in funzione della qualità che vogliamo rimarcare e distinguere.

Lo Zohar lo spiega nell’esempio della costruzione di una casa (lo stesso organo di percezione nel quale scopriamo lo spirituale). Dobbiamo costruire un organo spirituale di percezione (il vaso, Kli) che sia perfetto, che non abbia nessun difetto.

Se all’interno di questo vaso c’è una falla, ovvero, l’intenzione del desiderio non è per la dazione, ma per la ricezione, la luce scomparirà immediatamente. Questo stato si chiama “la casa dei lebbrosi” (“nega”). Allora, bisogna correggere questo vaso (bruciarlo, distruggerlo o correggerlo) e così, pulirlo e renderlo adatto per il suo uso. In questa maniera, “nega” (maledizione) diventa “oneg” (la dolcezza).

L’uomo, che aveva costruito ingiustamente il suo Kli, cioè, che aveva commesso un errore o una negligenza, deve comprendere da dove viene ciò ed avanzare attraverso le correzioni.

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Vedere le Forze Spirituali attraverso il buio


Una domanda che ho ricevuto: Non capisco perché devo sapere di tutti questi piccoli dettagli che descrive Lo Zohar se comunque non sono in grado di penetrare il testo così profondamente.

La mia risposta: Lo Zohar è un sistema completo e voi esistete al suo interno come un ragno in una ragnatela o una rete. Questo è il sistema dell’universo che contiene tutte le creature, e tutto questo è il Creatore.

Quando leggiamo Lo Zohar, abbiamo il desiderio di unirci in modo da ottenere l’influenza di questo sistema su di noi, in modo che inizierà a lavorare su di noi e ci renderà parte attiva di esso. Allora saremo in grado di comprendere in maniera indipendente, di agire e di andare in avanti.

Lo Zohar ci parla di questo sistema e come funziona nella sua interezza. Naturalmente, ancora non vi rendete conto di quanto sia profondo e sfaccettato, voi rivelate solo ciò che è di vitale importanza per voi in ogni momento del vostro sviluppo.

In realtà, stiamo leggendo i resti dell’originale Libro dello Zohar, che era 20 o 30 volte più grande rispetto al testo che ci ha raggiunti. Non dimenticate che tutto questo è stato scritto quasi 2000 anni fa.

Immaginate che uno degli autori de Lo Zohar ora venga da noi e ci faccia una lezione. Lo capiamo perché lui sta parlando la stessa lingua, come quella che stiamo studiando. Ci direbbe le stesse cose che vogliamo imparare adesso. Ma starebbe arrivando da una persona che ha vissuto molto tempo fa. Basta pensare: sarebbe possibile una cosa del genere in qualsiasi altra situazione? Potete immaginare un’altra situazione in cui la gente desidera di incontrare un antico antenato, al fine di imparare da lui, in cui sono gelosi del suo livello morale e spirituale e sono in grado di capirlo; desiderano ascoltare da lui, lo accettano, e parlano con lui nella stessa lingua e sulle stesse cose?

Questo è possibile perché il sistema che essi descrivono è reale, globale ed eterno. Noi esistiamo dentro di esso, ma ognuno di noi lo rivela in base al grado che è capace di sentire. Ci sentiamo come se stessimo andando dalla luce al buio, e in un primo momento sembra che non riusciamo a vedere nulla nel buio. Ma una volta che siete lì per qualche minuto, nel buio cominciate a discernere le cose a poco a poco sempre più. E poi vedete che non c’è nemmeno più bisogno della luce, non c’è neanche bisogno di accenderla. Vi è una luce lieve, e per voi è abbastanza.

Quando entrate per la prima volta nelle tenebre spirituali, vi sentite persi. Ma con un po’ più di unione e influenza del testo su di voi, inizierete a sentire dove vi trovate. Invece della vostra attuale percezione di questo mondo, comincerete a sentire che ci sono diverse forze che operano intorno a voi. Esse ci influenzano e in esse siamo connessi. L’aria si addensa e fa spazio per il mondo spirituale.

Tutto quello che dovete fare è andare avanti.

Lo Zohar modifica la nostra attenzione


Rabbi Nachman di Breslov disse: “Molte lacrime vengono versate sul Libro dello Zohar finché l’uomo diventa degno di capire.” Quando si pensa al desiderio corretto, si dovrebbe immaginare che sia tutto mio. Non ci sono altre persone, in realtà sono tutti dentro di me. Sono tutti me! Pertanto, quando leggo Lo Zohar dovrei immaginare che tutto accade dentro di me. Leggo di montagne, cime, un ruscello che scorre fuori dal Giardino dell’Eden, superiore o inferiore, la corporeità e la spiritualità, il Faraone, Mosè, Abramo, gli uomini e le donne che si sposano e danno vita ai bambini; ma tutto ciò accade dentro di me , nei miei desideri. Non c’è nient’altro.

Mi viene detto così circa i diversi fenomeni che si svolgono all’interno del mio desiderio. Lo Zohar mi racconta di ciò che accade dentro di me, in questo intero, un vaso enorme di desiderio formato da tutti. Al di fuori di esso non esiste nulla, in me si trova tutta la realtà.

Allora, dove è il Creatore? Anche Lui è dentro di me! Se riesco a raggiungere un sentimento di unità, di dazione e amore tra tutte le sue parti all’interno di questo desiderio, allora vorrà dire che ho rivelato il Creatore. Il Creatore è chiamato “Bo-Re” – “Vieni e vedi”. Nel desiderio accade questo, dove si trova la Luce. La Luce è percepita solo nel desiderio.

Più tentate di modificare la vostra visione in questo modo, più sarà facile. Abbiamo solo bisogno di toglierci gli occhiali attraverso cui vediamo il nostro mondo e cominciare a guardare da un punto di vista differente. Poi all’improvviso ci verrà rivelato che la realtà è davvero completamente diversa da quello a cui siamo abituati. Abbiamo solo bisogno di rimuovere l’immagine regolare del mondo che lo blocca.

Lo Zohar è stato scritto volutamente in un linguaggio che sembra parlare del nostro mondo, come se ci parlasse di una famiglia, come Abramo, Isacco e Giacobbe, o di una nazione che esce dall’Egitto, e altre cose. Ci viene spiegato questo per uno scopo, così passiamo dal concentrarci su questo mondo, la nostra percezione consueta, ad un altro tipo di attenzione che è più interno. Vedremo poi che tutto ciò accade dentro di noi.
Capire che l’uomo è un mondo piccolo è la condizione per la comprensione della spiritualità.

Alla ricerca di sensazioni spirituali


Alcune volte lo Zohar parla su cose che so già dallo studio della struttura della mia anima, come per esempio il lato sinistro e destro, Hassadim, Hochma, Cohen, Levi, tre linee, Bina, Zeir Anpin, Malchut. Questo sistema mi è già chiaro, e riesco a visualizzarlo come un quadro, una carta o un disegno; ed io cerco di riconoscerlo al suo interno.

Per farlo, devo trovare un feed-back emozionale dentro di me. Ogni parola e definizione, come “sinistra” “Cohen” “Levi” e “David” deve essere collegata a una determinata sensazione. Quando non sperimentiamo alcuna sensazione, dovremmo per lo meno immaginarle come uno schema. Quando leggiamo su Chesed, Gevura, Tifferet, Cohen, Levi, Israel, Abraham, Isaac, Jacob, Netzhah, Hod, Yesod, Malchut, l’assemblea delle anime di Israele, ed altro ancora, io devo immaginare come queste proprietà si collegano tra di loro nel mio spazio interiore.

All’inizio le visualizzo come uno schema che mostra come questi desideri e proprietà esistono dentro di me. Se io immagino questo sistema in questa maniera, devo riuscire a trovare una sensazione adeguata a ogni parola ed osservare come il mio corpo, i miei sentimenti, ed i mio desiderio in genere reagiscono ad ogni parola nel Libro dello Zohar.

La stessa cosa si applica al nostro mondo: Quando sentiamo una parola che ci è familiare, abbiamo una reazione immediata. Dopo tutto, siamo un desiderio; siamo regolati dalle nostre sensazioni, non dal nostro intelletto. Perciò, dietro il disegno che mi diventa chiaro con il variare dei gradi, io devo trovare una reazione interiore, emozionale, per ogni parola.

Tutto ciò che è scritto nello Zohar è occulto da me e totalmente insapore, ma cercando di trovare sensazioni dietro queste parole, io sto chiedendo la loro rivelazione.