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Sull’orlo tra l’oscurità e la Luce

Quando costruiamo il vaso della nostra anima comune (Kli) per la correzione a causa della Luce, il livello della connessione tra noi ha quattro tappe.

Solo quando raggiungiamo l’ultima tappa, riveliamo tutta la creazione in tutta la sua profondità, dall’inizio alla fine e dalla fine all’inizio.

Tutto questo si rivela nella profondità della connessione tra le anime. Come risultato della frammentazione è apparsa la possibilità della rivelazione.

Eravamo connessi anche prima della frammentazione dell’anima comune, però in questa connessione non c’era la rivelazione, la comprensione, la sensazione dell’essenza della creazione.

Dopo la frammentazione, si è rivelata la rottura tra le parti della realtà, cioè tra le anime.

Adesso, unendo tutte le anime, riveliamo le cinque tappe dell’Aviut (lo spessore del desiderio) della connessione tra noi e le correggiamo. Allora, lo stesso Aviut diventa Zakut (la purezza del desiderio).

Invece della connessione naturale tra noi prima della frammentazione che esisteva a causa della Luce, adesso la nostra connessione esiste in base alla rivelazione delle contraddizioni e dell’odio tra noi e della correzione di questo.

Risulta che raggiungiamo la rivelazione nella manifestazione dell’odio e nella connessione tra noi al di sopra dell’odio.

Allora, possiamo sentire l’oscurità dell’abisso che esiste tra noi in tutta la sua profondità, nella quarta tappa del desiderio (Aviut). Possiamo anche sentire la connessione, l’amore e la Luce che invitiamo dall’alto, cioè, la purezza dei nostri desideri (Zakut).

Questo abisso tra l’oscurità e la Luce che si manifesta nella connessione tra noi, si chiama rivelazione dello spirituale, del Creatore, della creazione. Lì raggiungiamo la autorealizzazione.

Al di sopra dell’odio fino all’amore

Domanda: Se la rottura e l’odio tra noi restano, allora cosa correggiamo?

Risposta: Li correggiamo al di sopra della rottura e dell’odio. Non capiamo ciò poiché esistiamo in un solo mondo.

Abbiamo bianco o nero e non può essere bianco e nero insieme.

Non siamo capaci di trattenere nella nostra percezione niente che sia diviso ed unito allo stesso tempo. Per noi esiste solo un mondo.

Quando cominciamo ad uscire verso l’altra realtà, innanzi a noi appaiono due mondi e possiamo vedere, all’improvviso, che non c’è contraddizione tra il bene ed il male, tra l’oscurità e la Luce. Vediamo che queste due linee si uniscono nella terza che non è nera né bianca, come le percepiamo in questo mondo.

Ci stiamo avvicinando alla fine dello sviluppo egoista e nella rivelazione della globalità del mondo e della fisica quantistica, appaiono forme contraddittorie del mondo che la nostra mente non è capace di unire in solo una immagine del mondo.

La nostra mente non è d’accordo sul fatto che gli opposti siano connessi e che un oggetto possa avere due forme, due luoghi ecc …

In altre parole, in noi nascono nuove nozioni – già spirituali – del tempo, del movimento, dello spazio e dell’esistenza della realtà. Tuttavia, non c’è posto per queste nozioni nella nostra mente.

Per questo non siamo capaci di percepire come possa esistere la rivelazione del male al di sopra del quale, senza distruggerlo ma trattenendolo, costruiamo il bene.

Possiamo dire che lo immaginiamo in un certo modo, ma questa non sarà un’immagine reale, perché non abbiamo ancora organi di percezione per i due mondi insieme, per l’odio e l’amore, la divisione e l’unione allo stesso tempo.

Non siamo capaci di immaginarlo correttamente. Possiamo stare solamente in una delle qualità dei due opposti.

Per questo, abbiamo bisogno solo della rivelazione nella sensazione (Kli). Unicamente con questa rivelazione capiremo ciò di cui parlano i cabalisti. Per questo, la scienza della Kabbalah si chiama “saggezza nascosta”.

Non sono capace di sentire di cosa parlano prima di essere pronto a sentire, prima che arrivi la Luce e formi in me l’organo spirituale della percezione.

Allora, con lo sviluppo della sensazione e con la rivelazione nel desiderio di nuove qualità, comincerò anche a capire.

Quando arriva la quarta (ultima) tappa nello sviluppo di ogni qualità, avrò la sensazione e la comprensione dei fenomeni spirituali; ma non prima di questo.

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Un giorno ti vedrai nel gruppo di Rashbi …

Per entrare ed incorporarsi nel sistema creato da Rashbi, devi per prima cosa attraversare lo stato di embrione spirituale (Ibur).

In questo stato, cerco di annullare me stesso – il mio egoismo – usando un gruppo cabalistico. Mi trovo nel gruppo ed insieme ad esso voglio unirmi con il sistema superiore del quale mi parlano i cabalisti, per crescere in esso.

Nella misura in cui posso annullarmi davanti al gruppo, comincio a rivelare che mi trovo non nel mio gruppo, ma in un gruppo più elevato …

Dopo comincio a vedere che tra me ed i miei amici agiscono le forze dei sistemi sempre più elevati, nella misura in cui aumenta la mia connessione con altre persone.

Il sistema del Rashbi mi aiuta in questo ed agisce rispetto a me prima come l’utero e dopo mi alimenta (HaGaT) ed attrae a me la Luce Mokhin (HaBaD).

È lo stesso gruppo che durante il tempo della frammentazione ha corretto se stesso fino all’elevatezza dei 125 gradini. Per questo, tutta la luce che arriva attraverso le tre linee alle anime frammentate, si trasmette attraverso questo conduttore che ci unisce con il Mondo dell’Infinito.

E’ impossibile non odiare il male

Lo Zohar, Capitolo “Ki Tissa (Quando Prendi),”, Paragrafo 50: Non c’è padre così misericordioso verso i Suoi figli quanto il Creatore, come è scritto, “Che nessuna cosa ha fallito di tutte le cose buone.” …Ma dal momento che disse, “Di tutte le cose buone”, e lasciò dietro quelle cattive, significando che Egli lasciò da parte tutte le cose cattive che Egli disse di Israele ed esse non divennero vere, questo è dove le Sue misericordie sono viste. Questo è perché Egli non desidera fare una cosa cattiva.

Il mondo esiste sulla base di due forze; di conseguenza, è impossibile non odiare il male. Il bene è rivelato dal male ed è costruito dentro ad esso. Quindi il problema non è che il male esiste nel mondo, ma il modo in cui noi lo riveliamo.

O il male è rivelato in tutta la sua schifosità e sudiciume, attraverso le peggiori, più crudeli manifestazioni, o ci armiamo con la forza della linea di destra, nel qual caso lo riveliamo con gioia. Noi lo correggiamo e lo trasformiamo immediatamente in bene. In entrambe le maniere, il male deve essere rivelato. Tutto dipende dalle nostre aspirazioni.

Abbandonare il male e raggiungere il bene

Una domanda che ho ricevuto: Com’è che i problemi non se ne vanno quando anche quando ne capisci la causa?

La mia risposta: Questo significa che ti manca la comprensione, ovvero, il conseguimento della causa e della sorgente. Da dove arrivano questi problemi? Arrivano dal mio egoismo. Perchè arrivano? Arrivano perchè io sono opposto al Creatore. Che cosa devo fare? Devo chiedere aiuto alla Luce Circostante così che io possa acquisire la qualità della dazione e raggiungere una connessione col Creatore; questi sono i miei obiettivi iniziali.

Fondamentalmente, ho bisogno di attraversare diversi stati. Le dieci Sefirot della Luce Diretta risvegliano le dieci Sefirot della Luce Riflessa dentro di noi, facendoci sentire dolore iniziando dalla prima Sefira (Malchut). Dopo le prime nove Sefirot, comincio a sentire il male come una pugnalata o come un colpo quando la Luce viene da sopra e si scontra con Malchut. E allora io devo trasformare questo male in una reazione adeguata – le nove Sefirot della Luce Riflessa.

In altre parole, ho bisogno di capire che questo male non mi arrivò dal Creatore, ma dal mio desiderio egoistico, che è opposto a Lui. Ma perché io sono opposto a Lui? Non mi ha creato Lui così? Ho bisogno di capire perchè sono stato creato in questo modo e cosa ho bisogno di fare. Devo alzarmi sopra al mio egoismo, unirmi con gli altri e conseguire la forma di Bina. Mi elevo da Malchut a Bina per acquisire la qualità della dazione nella misura completa, così che Malchut sarà incluso in Bina e la qualità della dazione mi influenzerà e riempirà.

Io rimango in esso, ma non è tutto. Dopo di questo avrò bisogno di elevarmi ancora più inalto, da Bina a Keter. Mi elevo a Keter per poter raggiungere la ricezione per il bene della dazione, fino che mi unirò completamente con il Creatore. Questo è lo scopo e il motivo per cui ora sto ricevendo il primo colpo in Malchut, che io percepisco come dolore. E’ così che io sarò capace di raggiungere Keter. L’intero processo deve avvenire internamente a me, internamente a Malchut della Luce Diretta, o messa diversamente, all’interno di Keter della Luce Riflessa. Deve avere luogo nella reazione iniziale della creatura verso il Creatore. Devo esaminare tutto questo, comprenderlo, e risolverlo, così che come risultato una preghiera emergerà dentro di me dove io chiedo, “Dammi la forza di chiedere”! Perché io al momento non ho nemmeno quella.

Sei stato scelto tra miliardi di anime

Solo grazie al libro dello Zohar possiamo uscire dall’esilio verso la liberazione e certamente, adesso siamo in uno stato speciale. Dobbiamo ringraziare il Creatore che ci ha scelti per questa missione. Dall’altro lato, è un’enorme responsabilità.

Dobbiamo credere che il Creatore ci condurrà attraverso tutti gli ostacoli e che questi ci fortificheranno.

Sento timore ed ispirazione ed insieme a questo sono molto emozionato e sento una tensione interiore. Dobbiamo renderci conto della nostra enorme responsabilità.

Tutte le generazioni di cabalisti – persone che hanno concepito il proposito della Creazione ed il desiderio del Creatore – sono nello stesso sistema al quale vogliamo appartenere.

Essi hanno ottenuto la loro correzione in questo sistema frammentato dell’anima comune Adam HaRishon ed hanno preparato questo sistema per noi, affinché possiamo riceverlo come un sistema globale, nel quale si rivelano non solo le anime individuali corrette, come accadde prima del tempo del Rabash.

Egli è stato l’ultimo nella catena dei cabalisti che ci ha trasmesso la Kabbalah, la metodologia della correzione. Queste anime sono state disseminate in tutte le generazioni, come gocce nel mare.

Adesso, per la prima volta nella storia dai tempi dell’ultimo esilio, desideriamo ottenere la liberazione ultima e definitiva. Si tratta del vero esilio in Egitto.

Inoltre, questo esilio ha luogo in un tempo molto speciale, precisamente prima della festa di Purim (che simboleggia la Fine della Correzione). Sono condizioni uniche.

Il ciclo perpetuo della vita


Domanda: Quando una persona termina il suo gradino anteriore che scompare e diviene la sua “tomba”, sa che ritornerà alla vita cominciando dallo stesso gradino?

Risposta: Ciò non la preoccupa; non può restare nel suo vecchio desiderio. Questo desiderio diventa ripugnante per lei!

Tutto muore, è impossibile vivere in questo gradino, perché diventa un gradino di ricezione mentre lei vuole vivere con una grande dazione.

Non la preoccupa ciò che la attente in avanti, lei non può restare dove è perché significa la morte per lei.

La sensazione della morte nel suo livello anteriore gli porta la rinascita nel successivo livello. La tomba diventa l’utero e tutto comincia a svilupparsi di nuovo, fino a che l’utero diventa un’altra volta la sua tomba (l’utero, “rechem”= tomba, “kever”). In questa maniera il gradino inferiore diventa il gradino superiore. Così noi avanziamo.

Però non riceviamo niente di preparato dall’alto, lavoriamo con lo stesso desiderio che investighiamo nella sua profondità grazie alla luce che riporta alla fonte e riveliamo che non possiamo restare di più in questo desiderio e che dobbiamo nascere nel nuovo livello, costi quello che costi!

Stiamo correndo al buio! Non vediamo davanti a noi un gradino nuovo che sia illuminato dalla luce! Questo è come l’esilio in Egitto: in oscurità, di fretta, con un desiderio di fuggire.

Poiché il mio stato attuale diventa totalmente intollerabile per me, meglio una morte invece di una tale vita. Dunque allora io nasco …

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L’influenza segreta del Libro dello Zohar


Domanda: E’ evidente che ogni libro influenza l’essere umano, anche se questo tratta di cibo salutare e nutriente.

Quando leggiamo gli articoli del Rabash sul gruppo o gli articoli Matan Torah e Arvut (la Garanzia Spirituale) di Baal HaSulam, è chiaro che essi parlano dell’unione.

Leggendo il Libro dello Zohar, crediamo che anche i cabalisti scrivessero sull’unione, ma ciò non è chiaro nel testo in sé. Come un testo di questo tipo influisce sull’uomo?

Risposta: Ci sono libri che influiscono sulla coscienza. Per esempio, stiamo leggendo un libro con ricette di cucina ecologica. Capiamo di cosa si tratta e ciò influenza la nostra mente.

Poi esiste il libro dello Zohar, scritto in maniera tale che non si dirige alla nostra mente terrena, perché non possiamo capire di cosa ci parla. Non siamo creati con la ragione spirituale ma dobbiamo raggiungere questo livello che per il momento non abbiamo.

Per questo non possiamo comprendere di cosa parlano gli autori del libro dello Zohar. Per farlo dobbiamo ascendere al livello della loro comprensione e delle loro sensazioni.

A volte, possiamo già sentire in noi questi cambiamenti, quando percepiamo all’improvviso quello che prima non potevamo captare. All’improvviso vediamo che esiste un altro angolo totalmente diverso, un altro punto di vista, più interno, che non esiste in questo mondo.

Per ora ciò avviene nella nostra intenzionelo lishmà” (per la ricezione). Continuando, quando capiremo cosa significa “lishmà” (per la dazione) scopriremo una ragione ed alcuni sentimenti spirituali, ciò sarà come una nuova creatura di un altro pianeta, che non esiste in questo mondo.

Lo Zohar è scritto nella forma di due strati sovrapposti che ci portano a questo punto. In uno strato è come leggere racconti su questo mondo, scritti in una maniera un po’ inusuale: sul Tabernacolo, gli animali, il deserto del Sinai, ecc …

Il secondo strato è più interno, con la terminologia cabalistica: ZA, Malchut, tre linee, ascese, discese, Aba ve Ima, ecc …

Tu non sei connesso con nessuno di questi strati. In realtà non sono due strati, ma due linguaggi che parlano dello stesso fenomeno.

Posso immaginare uno strato più vicino a me, che parla come se parlasse di questo mondo: il Tabernacolo, un negozio, la gente che fa qualcosa.

Il secondo strato lo posso anche immaginare: la linea destra e la sinistra, la parte superiore e quella inferiore, il passaggio della luce, ascese e discese dei Partzufim.

Bisogna sforzarsi molto per immaginare questi due strati come un tutt’uno, perché tutto questo è dentro di me e si tratta della mia connessione con le forze della dazione. Tutte queste sono le forze della dazione e non c’è niente a parte esse.

Dove è il Tabernacolo, dove è la Tenda dell’Assemblea, dove è ZA, dove è Malchut? Tutto si trova dentro di me. Devo relazionarmi con gli uni e gli altri come miei attributi spirituali interni. Voglio portarli fuori da me e sentirli. Questo viene chiamato “aprire il Libro”, rivelarlo.

Per questo, qui funziona la “Sgulà” (il mezzo miracoloso). Il libro con le ricette culinarie o i consigli per perdere peso “lavano il cervello”. Io percepisco la ragione dell’autore, ed egli influisce su di me e comincio ad interessarmi grazie alla sua opinione.

Il libro dello Zohar non “lava il cervello”, in esso non c’è violenza, non c’è niente. La “Sgulà” funziona in questo libro solo secondo il mio desiderio. Per questo, il mio desiderio deve essere molto forte, affinché lo Zohar influisca davvero su di me e si riveli in me lo spirituale.

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Rimuovere il maleficio della stregoneria dalla nostra vita

Tutta la nostra vita è un incantesimo ed un grande inganno. Il desiderio egoista ci muove sempre e ci obbliga a lavorare per lui.

Noi amiamo questo desiderio sporco e desideriamo essere ingannati da lui.

Su cosa ci mente? Sulla fine del cammino, promettendoci che lì si trovano la gioia e la luce; però nel cammino riceviamo anche un po’ di piacere.

E anche se non ho niente eccetto le promesse, ne traggo beneficio!

Penso a ciò che otterrò e sento già come se lo avessi ottenuto. Ricevo scintille di gioia che mi danno speranza.

Però nelle scintille non c’è nessuna luce! Essa non discende al di là del Parsa, il limite del mondo di Atzilut!

La luce brilla su di me da lì e risveglia queste scintille, però ho la speranza di ricevere la luce, e così tutta la vita …

A prescindere dal fatto che siamo sempre delusi e non vediamo nessuna luce, ma solo alcune scintille, proprio a causa della disillusione cerchiamo di trovarle, per godere di queste e ricevere ancora un po’ più di denaro, fama, potere, conoscenza, cibo e sesso.

È in questo modo che tutto il tempo ci manteniamo nel cammino con la speranza riposta nel futuro! In quell’istante, quando deve arrivare la luce alla scintilla, questa non arriva ed istantaneamente tutto scompare.

Proprio in questo consiste il lavoro del desiderio egoista: attrarci per mezzo delle promesse di piacere, affinché lo aspettiamo e ci troviamo sempre nel cammino pensando che ne beneficiamo.

Non arriviamo mai al piacere stesso ma arriviamo alla disillusione, quando tutto scompare.

Nel mondo materiale l’uomo vive solo con le speranze per il futuro e crede che questa sia la felicità.

Egli crede che più in avanti lo aspettino alcuni piaceri egoistici e cerca di non pensare che in futuro ci sono l’oscurità e la morte.

Oggi però, l’umanità si è sviluppata ad un tale livello che comincia a capire che le promesse egoistiche non hanno nessuna base.

Allora cosa fare? Giacché non posso vivere di speranze! Non credo né al socialismo, né al futuro radioso nel quale tutto sarà buono.

Cominciano le depressioni e le disillusioni totali, però in qualche modo bisogna vivere; e allora, l’uomo comincia ad ingannarsi ancora di più, egli si ubriaca intenzionalmente per obbligarsi a credere.

Per questo scopo, lavorano tutti i mezzi di comunicazione. È un incantesimo completo, che è appoggiato dalla società.

Sarà così fino a quando questo inganno non arriverà a tal punto che sarà impossibile continuare.

Come godere dello Zohar


Cosa vuol dire che Lo Zohar ci insegna? Sappiamo dalla scienza della Kabbalah che il Creatore ha creato un desiderio, all’interno del quale ha luogo ogni ulteriore sviluppo. Questo unico desiderio comprende numerosi desideri particolari, che sono interconnessi in un sistema chiamato “Adam – l’anima comune”.

Secondo il Suo programma, il Creatore ha iniziato corrompendo la connessione tra le parti di quel desiderio, che hanno cominciato a perdere la connessione tra loro, simile agli organi in un corpo malato che smettono di interagire correttamente l’uno con l’altro. Questo provoca uno squilibrio e sentiamo i sintomi della malattia quali la pressione o la temperatura in aumento , la composizione chimica sbagliata del sangue, e così via. Questi sono tutti segnali che l’organismo non è equilibrato, ed è ciò che chiamiamo malattia.

Perché il Creatore fa questo alle anime? Lo fa per farci sentire la corruzione e poi per correggerla. La malattia è la corruzione delle connessioni tra di noi, che siamo parti di un unico sistema, cominciamo a sentirci sempre meno collegati tra di noi poiché questa corruzione ci permea.

In questa perdita di connessione tra di noi ci sono 125 gradi. Si tratta di una discesa dall’infinito, dove siamo infinitamente collegati tra noi, fino allo stato in cui questa connessione scompare completamente.

Lungo questi 125 gradi inoltre, vi è un livello chiamato “Parsa” in cui emerge una maggiore corruzione; noi formiamo un legame negativo invece di un collegamento positivo o la sua assenza. Ora tutti vogliono usare gli altri a proprio beneficio. L’organismo semplicemente non muore , ma si consuma completamente.

Questa discesa nel desiderio di utilizzare gli altri va avanti fino a raggiungere lo stato in cui si perde completamente il collegamento tra tutti – sia una connessione positiva per la dazione che la connessione negativa per la ricezione. In questo stato, noi esistiamo in totale non conformità alla spiritualità, privi di conseguimento e conoscenza. Questo è il risultato della nostra separazione, dove noi percepiamo questo mondo, una realtà immaginaria. Perché è immaginaria? Perché è stata volutamente istituita dal Creatore per darci l’illusione della Sua assenza.

Che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo capire che dobbiamo correggere il collegamento tra di noi. L’ascesa dell’anima dal nostro mondo al mondo dell’Infinito si verifica nella misura in cui noi rafforziamo la connessione tra di noi. Il recupero della connessione tra di noi crea la salita.

Pertanto, più immaginiamo il nostro Stato in connessione con le altre anime, tanto più potremo godere del Libro dello Zohar. Dopo tutto, è stato scritto dalla elevazione del mondo dell’Infinito. Gli autori de Il Libro dello Zohar hanno scritto questo capolavoro dalla elevazione del 125° grado, dove si erano collegati insieme.

Durante lo studio de Lo Zohar, abbiamo bisogno di sentire il desiderio di collegarci tra noi. Non c’è bisogno di essere “intelligenti”. E ‘sufficiente ricordare semplicemente che noi raggiungiamo tutto all’interno della relazione con l’altro.

In realtà, Lo Zohar parla solo della connessione tra le anime. Spiega la nostra connessione all’interno del sistema globale chiamato “Adamo” con tutte le altre anime, e come noi li usano per collegarci tra insieme in un funzionamento del sistema buono sano e corretto.