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Tutto dipende dalla “sorte” (Luce)


Lo Zohar, Capitolo Miketz, Punto 113) “E Giuseppe era l’inviato sulla terra”. Giuseppe è il solo, ZA, poiché Giuseppe è Yesod di ZA, che esercita dominio sulla luna (Nukvà), la illumina e la nutre. Lui è il fornitore di tutta la gente della terra, poiché tutti sono nutriti da questo fiume che fluisce dall’Eden, il quale è Yesod, chiamato “Giuseppe” e da lì le anime nascono per ogni persona. Ed è per questo che tutti si chinano davanti a questo luogo, poiché non c’è niente nel mondo che non dipenda dalla sorte, che è Yesod.

Tutto dipende dalla Luce del Riempimento e la Luce della Correzione che arriva da Yesod a Malchut e alle anime che sono incluse in Malchut. Malchut può ricevere queste Luci quando, insieme a tutte le anime in essa, raggiunge l’equivalenza della forma con Yesod.

Yesod contiene tutte le qualità che sono al di sopra di essa, tutte le Sefirot di ZA. Se le anime in Malchut sono capaci di raggiungere l’unità ed essere come una, come Yesod, allora esse ricevono la Luce chiamata Mazal, (sorte) che le corregge.

Per questo la condizione per ricevere la Torà è di “amare il prossimo come se stesso” ed unirsi “come un uomo con un solo cuore”. Se siamo pronti per questa unione (a prescindere dal non essere capaci che accada, poiché solamente la Luce compie tutte le azioni), allora la Luce realizza questo in risposta al nostro desiderio.

Se desideriamo unirci, allora anche se questa aspirazione è in Lo Lishmà, cioè è puramente esterna ed artificiale, tuttavia, la Luce lo capisce e ci influenza. A causa della differenza tra i nostri livelli, la Luce capisce allo stesso modo in cui noi capiamo i nostri figli. Noi sappiamo ciò che ognuno di loro può fare nel suo livello, in conformità alle sue caratteristiche e qualità.

Se in accordo alle condizioni delle nostre anime, queste sono pronte a connettersi tra loro e ad essere equivalenti a Yesod, allora esiste un punto di contatto tra Malchut e Yesod; e le anime all’interno di Malchut ricevono la Luce che Riforma. Per tanto, è scritto che tutto dipende dalla sorte (Mazal), la Luce che viene da Yesod a Malchut.

Il destino è nelle nostre mani

Domanda: se lo Zohar parla dei veri stati, come capire correttamente il terremoto che c’è stato in Cile?

Risposta: due forze opposte, delle quali ci parla lo Zohar, discendono nel nostro mondo. Vediamo le loro manifestazioni nelle persone e nei popoli.

Ancora non vediamo il vero ordine di sviluppo, perché ancora non siamo arrivati alla realizzazione della metodologia della Kabbalah, alla linea media.

Solo allora vedremo che tutto ciò che avviene è per il nostro bene, arriva nella combinazione corretta delle forze opposte per la realizzazione corretta e ci porta alla prosperità, alla perfezione, alla salute, alla sicurezza, all’armonia universale e come risultato di ciò, all’unione con il Creatore.

Però fintanto che non cominciamo la correzione, fintanto che la scienza della Kabbalah non si sia diffusa nel mondo e nei popoli non sentiamo il loro destino comune, che è trovare la linea media nella combinazione tra loro, non potremo giustificare e vedere la necessità delle sofferenze che sono cadute sul popolo di Israele nel corso di tutta la sua storia, o adesso sul popolo del Cile e prima ad altri paesi.
Ci è ancora sconosciuto ciò che la Natura ci prepara in futuro, se non ci affrettiamo ad usare la Luce Superiore per avanzare verso il Creatore invece di aspettare che le forze della Natura ci obblighino a farlo attraverso le sofferenze e le disgrazie.

Per questo è necessario divulgare il più possibile la scienza della Kabbalah e vedere in essa l’unico mezzo per avanzare lungo la linea media. La linea media è la salvezza.

Le due forze, la sinistra e la destra, sono molto distruttive; la destra agisce in maniera così poco evidente che non la sentiamo immediatamente, ma può condurci a conseguenze indesiderabili, non meno della linea sinistra.

Per questo dobbiamo aiutarci reciprocamente a divulgare la scienza della Kabbalah nella maniera più ampia possibile, poiché in questa maniera il destino è nelle nostre mani. Allora ci salveremo da tutte le disgrazie.

In altra maniera, ci aspettano colpi a raffica. I profeti hanno scritto riguardo agli avvenimenti orribili che devono accadere nel mondo durante la nostra epoca, se non interveniamo su quello che accade.

Il sapore della morte


Lo Zohar, capitolo VaYeshev, paragrafo 114: Non c’è persona in questo mondo che non abbia assaggiato la morte di notte…

Se la Luce (la dazione) non brilla su di un uomo e l’oscurità ( i desideri egoistici) arrivano per dominarlo, allora anche l’uomo più giusto che ci sia, con gli schermi più potenti che ci siano, assaggerà la morte, perché in questa condizione è separato dalla Luce, dal Creatore. In seguito egli supererà questa divisione e correggerà il suo desiderio, ma all’inizio, per qualche frazione di secondo egli si troverà ancora disconnesso dalla sacralità (la dazione e l’amore) e sentirà il sapore della morte. Essendo sotto il potere del desiderio di ricevere, lo assaggerà, e dichiarerà che si tratta del sapore della morte.

Tutti noi dobbiamo sentire questo sapore per capire che siamo sotto l’influenza del suo potere. Dobbiamo allora superarlo con l’aiuto del gruppo, visto che non siamo capaci di farlo da soli. Solo un altro potere esterno – l’influenza del gruppo – è in grado di farci arrivare alla conclusione che il desiderio di avere il piacere, che adesso ci domina, di fatto è la morte.

Se non riceviamo dell’assistenza esterna, allora niente ci potrà aiutare e rimarremo sotto il potere del desiderio di godere e non saremo in grado di vedere che equivale alla morte. Ci sentiremo come se stessimo vivendo bene, così come stiamo facendo tutti noi adesso.

Una richiesta


Cari amici,

siamo i pionieri della rivelazione del Libro dello Zohar a tutta l’umanità. Stiamo personalmente perfezionando il metodo per rivelare il Mondo Superiore.

Capisco quanto difficile sia per voi. Per ridurre il nostro cammino ed accelerare la rivelazione, vi chiedo di inviarmi i vostri sentimenti, pensieri, impressioni e conclusioni in relazione allo studio ed alla percezione del Libro dello Zohar e come vi impressiona.

Spero che possiamo ottimizzare i nostri sforzi ed accelerare la rivelazione dello Zohar al mondo.

Rivelare la mia grande anima


Io devo rivelare una sola realtà, e per farlo devo trovare dentro di me i mezzi che mi permettano di riuscirci. Dentro di me sono state collocate tutte le forze necessarie per assistermi: il Creatore, la creazione, me stesso, il mondo, gli amici, gli uomini, il maestro, i libri, Rabbi Shimon ed il suo gruppo, Mosé, e la Torah, che è il progetto dell’universo.

La mia “grande” anima è l’insieme di queste forze dentro un sistema che è incredibilmente vitale. Io mi trovo davanti a questa grande anima come un bambino piccolino. E’ la mia, ma devo arrivare ad essa e rivelarla, conoscerla e metterla in moto – tutto questo nella misura in cui sono in grado di farlo nel modo giusto. A me sembra corrotta, ma non è veramente così. Ad essere corrotto è solo il mio io di adesso e questa è la ragione per cui vedo la mia anima così. Devo correggere me stesso ed il mio comportamento verso di essa.

I Kabbalisti ci spiegano come spalancare e scoprire le nostre qualità, come allargare gli orizzonti della percezione e dei sentimenti, ed in questo modo, come rivelare questa grande anima nel nostro desiderio.

Cibo per l’anima


La domanda che ho ricevuto: Quando leggo Il Libro dello Zohar non riesco a collegarmi con quello che leggo. Cosa devo fare? Abbiamo aspettato così tanto per questo bellissimo momento in cui avremmo potuto apirie Il Libro dello Zohar, ma adesso ci sentiamo delusi.

La mia risposta: Baal HaSulam scrive che non c’é momento migliore nella vita di uomo di quando si sente completamente deluso di ogni cosa che abbia fatto fino a quel momento. Quest’uomo vede che niente lo può aiutare, che non c’è una via di salvezza e nessuna speranza di ascendere spiritualmente, se ogni cosa resta com’è.

Una volta che se ne rende conto, allora l’uomo rivela un nuovo sentimento di speranza. Tuttavia, egli non sa ancora su chi dovrebbe fare affidamento. Alla fine comprende che solo il Creatore può aiutarlo, e che quando implora: “Salvami!” è il momento in cui riceve aiuto.

Studiare Il Libro dello Zohar non è come studiare un altro libro da cui si ricava subito un certo sapere, secondo la regola “Impari in base all’impegno”. In questo caso, scende in gioco un altro principio, “Ti impegni e trovi.”

Probabilmente speravi che appena aperto il Libro dello Zohar, sarebbero accaduti subito dei miracoli. Ma niente può succedere all’inizio. Il mio maestro, il Rabash, mi faceva l’esempio di un uomo che aveva comperato una piccola papera e voleva trasformarla in un’oca. Aveva quindi incominciato ad ingozzarla di mangiare. Poi controllava se l’animale diventava più grosso, il che non accadeva. Così continuava a darle da mangiare, sempre di più, ma la papera non aumentava di peso. Un uomo intelligente gli disse: “Dovresti aspettare un mese o due per vedere la differenza.” Lo stesso si applica ad un bambino – i genitori devono investire molti sforzi prima che il bambino possa stare in piedi, camminare, e diventare forte.

Se osserviamo la nostra anima vedremo che cresce nello stesso modo. Quando voglio che il mio punto nel cuore diventi la mia anima, devo trattarlo come un bambino neonato che ha appena incominciato a svilupparsi. Ci vuole tempo perché l’anima fiorisca da questo punto.

Solo il giusto vaso può ricevere il vero appagamento


Dobbiamo comprendere che Lo Zohar serve per rivelare il nostro punto nel cuore, e non per soddisfare i nostri sensi fisici o il nostro intelletto che appartengono a questo mondo.

Aprite il libro e vi sentite disperati perché non lo capite e non lo percepite; ma quale genere di sensazione o di comprensione vi aspettate? Lo Zohar vi colpisce in modi diversi, non nel modo in cui pensereste voi.

Avete preparato una botte o un secchio (desideri egoistici) e vi aspettate che siano soddisfatti con qualcosa che assomigli all’appagamento spirituale. Lo Zohar, invece, vi dà un diverso tipo di vaso che riceve – un vaso che dona, che sia anti-egoista, così come il corrispondente appagamento – il piacere della dazione.

Queste sono le fasi normali che ogni uomo attraversa, rivelando poco a poco il suo Kli, il suo comportamento e l’appagamento che dovreste aspettarvi. Ne consegue che tutte le delusioni, alla fine, svaniscono e l’uomo rivela il Kli corretto che è pronto per il giusto tipo di appagamento.

Lo Zohar apre il mondo per noi


Ci sembra che lo Zohar parli della stessa cosa più volte: le tre linee; ma è soltanto l’inclinazione al male che ha paura delle tre linee. Di fatto, le tre linee esprimono il principio di connessione tra tutte le parti, tutti i dettagli della realtà. Tuttavia, questa unione, avviene in differenti forme in miliardi di livelli. Per tanto, lo Zohar presenta ciò attraverso varie descrizioni che risvegliano differenti forme di connessione dentro di te. Tutto ciò viene fatto per armonizzarle con te, verificarle ed organizzarle dentro di te.

In realtà, non c’è niente oltre al desiderio di ricevere e l’intenzione di dare. Tuttavia, una nuova storia appare ogni volta, perché c’è un numero infinito di unioni diverse. Ogni volta, siamo semplicemente incapaci di sentire un nuovo umore, di sperimentare un nuovo sapore, una connessione diversa o una nuova rivelazione.

Quando cominceremo a sentire ogni azione della quale ci parla lo Zohar, allora capiremo che ci istruisce per ispezionare un’unione particolare, un’azione particolare e dopo, un’altra ecc … Ci rivela le nuove connessioni continuamente, aprendoci di conseguenza il mondo.

Il tempo della preparazione dipende dalla radice dell’anima di ogni persona


Domanda: la durata del periodo di preparazione dipende dalla radice dell’anima? Lo Zohar può accelerare questo periodo, che si dice duri normalmente da tre a cinque anni?

Risposta: se impieghi la tua libertà di scelta e lavori per raggiungere la meta, allora, lo Zohar aiuta a ridurre il periodo di preparazione, evitandoti molte lunghe reincarnazioni. Questo è il significato del verso “Mi sono affannato ed ho trovato”. Se ti affanni nel realizzare gli sforzi, allora sarai ricompensato.

Quanto devi sforzarti? Tanto quanto è necessario in accordo alla radice della tua anima. Nessuno sa in anticipo quanto dovrà lottare. È scritto: “La salvezza del Creatore arriva in una frazione di secondo”. Arriva all’improvviso, come l’esodo dall’Egitto.

Il linguaggio creato dalla Natura

Domanda: Perché i Kabbalisti scelsero, per spiegare i loro pensieri agli altri, “il linguaggio dei rami”?

Risposta: Supponiamo che io ho capito la relazione della radice e del ramo nel primo livello, mentre qualcun altro ha potuto capirla in un livello più elevato ed un’altra persona lo ha capito in un altro livello ancora più elevato. In ogni caso il ramo resta un ramo.

Il bambino sa che se collega un cavo ad una presa elettrica, il gioco comincerà a funzionare. Io so che nel collegamento c’è elettricità che arriva a casa tramite i cavi. D’altro canto, la persona con conoscenze ancora più tecniche sa che in qualche luogo, c’è una centrale elettrica ecc … ma parliamo dello stesso processo. Non è così importante che ognuno di noi capisca i dettagli e quanto profondamente veda la radice. Le radici continuano nella stessa direzione verso la fonte superiore, ma il ramo nel nostro mondo, resta un ramo.

Il linguaggio dei rami” è preso dalla realtà, non è necessario inventare altro per esprimere le nozioni spirituali; semplicemente non può realizzarsi. Questo linguaggio è stato creato dalla Natura per noi per utilizzarlo come un mezzo di comunicazione con il Creatore. Mosè, nel libro della Torà, fu il primo ad utilizzare questo linguaggio per descrivere il cammino dell’acquisizione spirituale in tutti i livelli.

Il Libro dello Zohar spiega i commenti di Mosè ed aggiunge il suo linguaggio. Rabbi Shimon passò lungo gli stessi gradini di Mosè, lungo i quali deve passare ogni persona. La sua descrizione di questi gradini ci fornisce spiegazioni aggiuntive della connessione tra una radice ed un ramo. Per questo Il Libro dello Zohar è così efficace ad attrarre la Luce (Ohr Makif) dalla radice fino al ramo (noi).

Baal HaSulam descrisse la connessione tra la radice ed il ramo più dettagliatamente, aggiungendo le definizioni e le spiegazioni cabalistiche della sua connessione attraverso le tre linee.

Tuttavia, tutti questi autori parlano della stessa immagine e delle sue radici; ma ogni cabalista aggiunge la sua descrizione della connessione. Ciò aumenta la forza dell’ascesa spirituale che da il libro e la quantità di Ohr Makif che discende su una persona che lo legge, preparando il cammino del Mondo Superiore.