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Il libro dei libri


Lo Zohar è il nome della Luce che arriva dalla testa di Arich Anpin, dallo stato della Fine Correzione, attraverso questi dieci grandi cabalisti che rappresentano le dieci Sefirot di base, HaVaYaH completo. È il sistema più originale e superiore che è disceso da un certo livello.

Baal HaSulam ce lo avvicinò ancora di più. Risulta che ci troviamo in una relazione con uno stato più alto. Tutto questo è fatto per noi! Il Talmud delle Dieci Sefirot è un libro speciale; però è scritto in una tale maniera che distrae la nostra mente e non siamo capaci di connettere anche con il sentimento.

Può essere che dopo lo Zohar, possiamo cominciare a leggerlo correttamente. Lo Zohar – che si dirige al sentimento – insieme al Commentario Sulam – che si dirige alla mente – ci muove in queste due direzioni, in maniera tale che non siamo capaci di resistergli.

Lo Zohar è la rivelazione del sistema superiore, nel quale puoi premere i bottoni; e non sai quale premere, ma il sistema li traduce in influenze corrette. Il livello superiore – il cabalista – comprende ciò che desideri. Egli ti da, non ciò che chiedi con il tuo grido, ma ciò che è conforme alla tua necessità interiore, ciò di cui realmente necessiti e funziona in concordanza con questo.

Per questo è scritto che il Libro dello Zohar è il libro più speciale di tutti i libri cabalistici.

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Alcuni concetti fondamentali


Il Creatore risiede nella connessione di tutte le anime che chiamiamo l’anima comune di Adam HaRishon. Noi, le parti dell’anima comune, correggiamo e rilanciamo il sistema danneggiato delle anime, quando cominciamo a connetterci gli uni con gli altri. In tal modo, si crea una rete multidimensionale dove ogni elemento è collegato agli altri, proprio come gli organi del corpo umano sono collegati attraverso un numero infinito di connessioni.

La connessione tra le anime, una volta esisteva per il piacere di dare al Creatore. In quello stato, tutte le anime erano connesse “come un solo uomo con un solo cuore” per il bene del Creatore. Questo è il significato del versetto: “Lui e il Suo nome sono una cosa sola”, si riferisce allo stato in cui il Creatore e la creazione sono stati un insieme unico nel mondo dell’ Infinito. Tuttavia, tale connessione è stata rotta perché tutti persero la loro intenzione altruistica. Come risultato, il Creatore scomparve, così come la sensazione di Luce.

Questo stato, in cui le anime persero la loro connessione con gli altri, viene indicato come “rottura” o “l’esilio” (dalla spiritualità). Questo è il nostro stato attuale. Ogni persona all’interno di questo sistema è un individuo separato e percepisce solo il proprio piccolo mondo. Egli non percepisce il mondo spirituale, perché può essere percepito solo nella connessione tra di noi. Quando non c’è alcun legame tra di noi, noi percepiamo solo il mondo materiale.

I concetti fondamentali da portare via da tutto questo sono:Quando le anime sono collegate l’una con l’altra egoisticamente – per se stessi, esse percepiscono questo mondo.

  • Quando le anime si connettono con le altre per il piacere di dare, allora all’interno di tale contesto si rivela il mondo spirituale, il mondo a venire.
  • La vita che riveliamo all’interno delle nostre connessioni egoistiche uno con l’altro viene indicata come la nostra vita materiale attuale.
  • La vita che riveliamo all’interno di una corretta connessione uno con l’altro viene indicata come la rivelazione del Creatore.
  • Noi sentiremo la Forza Superiore, il Creatore, nello stesso modo in cui sentiamo l’aria che ci circonda. Egli ci connetterà con tutte le altre parti dell’universo.
  • Pertanto, tutto dipende dalla nostra connessione l’uno con l’altro – se è egoistica o per il piacere di dare.

Ci siamo appena riuniti in un grande congresso in Israele, il luogo esatto in cui la rottura si è verificata e il primo luogo che necessita di correzione. Pertanto, il Congresso può essere così immensamente potente da interessare tutti noi e il mondo intero, perché porta la qualità di dare più vicino ai desideri egoistici.

Speriamo di riuscire ad unirci con l’aiuto del Lo Zohar, che stiamo studiando adesso. Si tratta di un mezzo attraverso il quale siamo in grado di attirare la Luce Superiore che ci corregge e ci connette.

Attraverso lo Zohar, fino all’interno della mia anima

Lo Zohar parla solo di una persona, all’interno della quale si trova tutto il mondo e di ognuno di noi.

Nella sezione “Percezione della realtà” studiamo che tutto ciò che ci sembra esistere al di fuori, si trova dentro di noi. All’interno della persona c’è tutto questo enorme mondo, che include i minerali, le piante, gli animali e le persone dell’ambiente. Tutte queste sono le proprietà e le forze dell’anima che sembrano esistere al di fuori, ma in realtà, si trovano all’interno.

Nella misura del suo sviluppo spirituale, tutta l’immagine del mondo che la persona vede all’esterno, le sembra sempre più illusoria, e per questo il nostro mondo si chiama “mondo immaginario” e tutta la nostra realtà si chiama “sogno”.

Supponiamo di leggere adesso il racconto nel quale Giuseppe si trova in Egitto con il Faraone, su come arriva Giacobbe con i suoi dodici figli e Giuseppe lo riceve. Si deve capire che si tratta delle forze della nostra anima, le quali esistono all’interno di ogni persona del mondo, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla nazionalità.

In ognuno di noi esistono le stesse forze, poiché il Creatore ha creato un grande desiderio di ricevere. Tutto questo desiderio consiste di dieci Sefirot, ognuna delle quali, a sua volta, include dieci Sefirot particolari e così, fino all’infinito.

Questo desiderio si rompe, si disperde, si divide in un’enorme moltitudine di parti lontane l’una dall’altra. Sono anime separate ed ognuno di noi ha la sua anima particolare. Per questo ogni persona include se stessa a tutti, poiché in lei ci sono dieci Sefirot. Tutte le parti di queste Sefirot sono vincolate con le dieci Sefirot dell’anima generale e con le dieci Sefirot dell’anima di ogni individuo.

Risulta che tutto ciò che è scritto nei libri cabalistici, parla di ognuno di noi, dell’anima di ogni persona. Per questo, leggendo lo Zohar, sugli avvenimenti, come se avvenissero al di fuori di noi – sui fatti storici, le descrizioni della natura, le persone e gli animali – devo provare ad interpretare questo linguaggio a livello interiore, dal momento che tutti questi fatti raccontano ciò che avviene dentro di me, delle forze della mia anima, dei miei desideri e delle qualità che si trovano in lotta o sono vincolati tra loro secondo certe relazioni e calcoli.

Devo entrare e studiare questo sistema interiore dell’anima. Studiandolo e riconoscendolo, comincerò a vedere all’interno delle proprietà del Creatore e delle Sue Forze, attraverso le quali Egli mi influenza. Lo vedrò all’interno, mettendo in moto tutte le mie forze.

Per questo, leggendo lo Zohar, dobbiamo concentrarci dentro di noi, provando a vedere le forze delle nostre anime dietro ogni parola.

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Lo Zohar apre il mondo per noi

Tutto dipende dalla “sorte” (Luce)


Lo Zohar, Capitolo Miketz, Punto 113) “E Giuseppe era l’inviato sulla terra”. Giuseppe è il solo, ZA, poiché Giuseppe è Yesod di ZA, che esercita dominio sulla luna (Nukvà), la illumina e la nutre. Lui è il fornitore di tutta la gente della terra, poiché tutti sono nutriti da questo fiume che fluisce dall’Eden, il quale è Yesod, chiamato “Giuseppe” e da lì le anime nascono per ogni persona. Ed è per questo che tutti si chinano davanti a questo luogo, poiché non c’è niente nel mondo che non dipenda dalla sorte, che è Yesod.

Tutto dipende dalla Luce del Riempimento e la Luce della Correzione che arriva da Yesod a Malchut e alle anime che sono incluse in Malchut. Malchut può ricevere queste Luci quando, insieme a tutte le anime in essa, raggiunge l’equivalenza della forma con Yesod.

Yesod contiene tutte le qualità che sono al di sopra di essa, tutte le Sefirot di ZA. Se le anime in Malchut sono capaci di raggiungere l’unità ed essere come una, come Yesod, allora esse ricevono la Luce chiamata Mazal, (sorte) che le corregge.

Per questo la condizione per ricevere la Torà è di “amare il prossimo come se stesso” ed unirsi “come un uomo con un solo cuore”. Se siamo pronti per questa unione (a prescindere dal non essere capaci che accada, poiché solamente la Luce compie tutte le azioni), allora la Luce realizza questo in risposta al nostro desiderio.

Se desideriamo unirci, allora anche se questa aspirazione è in Lo Lishmà, cioè è puramente esterna ed artificiale, tuttavia, la Luce lo capisce e ci influenza. A causa della differenza tra i nostri livelli, la Luce capisce allo stesso modo in cui noi capiamo i nostri figli. Noi sappiamo ciò che ognuno di loro può fare nel suo livello, in conformità alle sue caratteristiche e qualità.

Se in accordo alle condizioni delle nostre anime, queste sono pronte a connettersi tra loro e ad essere equivalenti a Yesod, allora esiste un punto di contatto tra Malchut e Yesod; e le anime all’interno di Malchut ricevono la Luce che Riforma. Per tanto, è scritto che tutto dipende dalla sorte (Mazal), la Luce che viene da Yesod a Malchut.

Il destino è nelle nostre mani

Domanda: se lo Zohar parla dei veri stati, come capire correttamente il terremoto che c’è stato in Cile?

Risposta: due forze opposte, delle quali ci parla lo Zohar, discendono nel nostro mondo. Vediamo le loro manifestazioni nelle persone e nei popoli.

Ancora non vediamo il vero ordine di sviluppo, perché ancora non siamo arrivati alla realizzazione della metodologia della Kabbalah, alla linea media.

Solo allora vedremo che tutto ciò che avviene è per il nostro bene, arriva nella combinazione corretta delle forze opposte per la realizzazione corretta e ci porta alla prosperità, alla perfezione, alla salute, alla sicurezza, all’armonia universale e come risultato di ciò, all’unione con il Creatore.

Però fintanto che non cominciamo la correzione, fintanto che la scienza della Kabbalah non si sia diffusa nel mondo e nei popoli non sentiamo il loro destino comune, che è trovare la linea media nella combinazione tra loro, non potremo giustificare e vedere la necessità delle sofferenze che sono cadute sul popolo di Israele nel corso di tutta la sua storia, o adesso sul popolo del Cile e prima ad altri paesi.
Ci è ancora sconosciuto ciò che la Natura ci prepara in futuro, se non ci affrettiamo ad usare la Luce Superiore per avanzare verso il Creatore invece di aspettare che le forze della Natura ci obblighino a farlo attraverso le sofferenze e le disgrazie.

Per questo è necessario divulgare il più possibile la scienza della Kabbalah e vedere in essa l’unico mezzo per avanzare lungo la linea media. La linea media è la salvezza.

Le due forze, la sinistra e la destra, sono molto distruttive; la destra agisce in maniera così poco evidente che non la sentiamo immediatamente, ma può condurci a conseguenze indesiderabili, non meno della linea sinistra.

Per questo dobbiamo aiutarci reciprocamente a divulgare la scienza della Kabbalah nella maniera più ampia possibile, poiché in questa maniera il destino è nelle nostre mani. Allora ci salveremo da tutte le disgrazie.

In altra maniera, ci aspettano colpi a raffica. I profeti hanno scritto riguardo agli avvenimenti orribili che devono accadere nel mondo durante la nostra epoca, se non interveniamo su quello che accade.

Il sapore della morte


Lo Zohar, capitolo VaYeshev, paragrafo 114: Non c’è persona in questo mondo che non abbia assaggiato la morte di notte…

Se la Luce (la dazione) non brilla su di un uomo e l’oscurità ( i desideri egoistici) arrivano per dominarlo, allora anche l’uomo più giusto che ci sia, con gli schermi più potenti che ci siano, assaggerà la morte, perché in questa condizione è separato dalla Luce, dal Creatore. In seguito egli supererà questa divisione e correggerà il suo desiderio, ma all’inizio, per qualche frazione di secondo egli si troverà ancora disconnesso dalla sacralità (la dazione e l’amore) e sentirà il sapore della morte. Essendo sotto il potere del desiderio di ricevere, lo assaggerà, e dichiarerà che si tratta del sapore della morte.

Tutti noi dobbiamo sentire questo sapore per capire che siamo sotto l’influenza del suo potere. Dobbiamo allora superarlo con l’aiuto del gruppo, visto che non siamo capaci di farlo da soli. Solo un altro potere esterno – l’influenza del gruppo – è in grado di farci arrivare alla conclusione che il desiderio di avere il piacere, che adesso ci domina, di fatto è la morte.

Se non riceviamo dell’assistenza esterna, allora niente ci potrà aiutare e rimarremo sotto il potere del desiderio di godere e non saremo in grado di vedere che equivale alla morte. Ci sentiremo come se stessimo vivendo bene, così come stiamo facendo tutti noi adesso.

Una richiesta


Cari amici,

siamo i pionieri della rivelazione del Libro dello Zohar a tutta l’umanità. Stiamo personalmente perfezionando il metodo per rivelare il Mondo Superiore.

Capisco quanto difficile sia per voi. Per ridurre il nostro cammino ed accelerare la rivelazione, vi chiedo di inviarmi i vostri sentimenti, pensieri, impressioni e conclusioni in relazione allo studio ed alla percezione del Libro dello Zohar e come vi impressiona.

Spero che possiamo ottimizzare i nostri sforzi ed accelerare la rivelazione dello Zohar al mondo.

Rivelare la mia grande anima


Io devo rivelare una sola realtà, e per farlo devo trovare dentro di me i mezzi che mi permettano di riuscirci. Dentro di me sono state collocate tutte le forze necessarie per assistermi: il Creatore, la creazione, me stesso, il mondo, gli amici, gli uomini, il maestro, i libri, Rabbi Shimon ed il suo gruppo, Mosé, e la Torah, che è il progetto dell’universo.

La mia “grande” anima è l’insieme di queste forze dentro un sistema che è incredibilmente vitale. Io mi trovo davanti a questa grande anima come un bambino piccolino. E’ la mia, ma devo arrivare ad essa e rivelarla, conoscerla e metterla in moto – tutto questo nella misura in cui sono in grado di farlo nel modo giusto. A me sembra corrotta, ma non è veramente così. Ad essere corrotto è solo il mio io di adesso e questa è la ragione per cui vedo la mia anima così. Devo correggere me stesso ed il mio comportamento verso di essa.

I Kabbalisti ci spiegano come spalancare e scoprire le nostre qualità, come allargare gli orizzonti della percezione e dei sentimenti, ed in questo modo, come rivelare questa grande anima nel nostro desiderio.

Cibo per l’anima


La domanda che ho ricevuto: Quando leggo Il Libro dello Zohar non riesco a collegarmi con quello che leggo. Cosa devo fare? Abbiamo aspettato così tanto per questo bellissimo momento in cui avremmo potuto apirie Il Libro dello Zohar, ma adesso ci sentiamo delusi.

La mia risposta: Baal HaSulam scrive che non c’é momento migliore nella vita di uomo di quando si sente completamente deluso di ogni cosa che abbia fatto fino a quel momento. Quest’uomo vede che niente lo può aiutare, che non c’è una via di salvezza e nessuna speranza di ascendere spiritualmente, se ogni cosa resta com’è.

Una volta che se ne rende conto, allora l’uomo rivela un nuovo sentimento di speranza. Tuttavia, egli non sa ancora su chi dovrebbe fare affidamento. Alla fine comprende che solo il Creatore può aiutarlo, e che quando implora: “Salvami!” è il momento in cui riceve aiuto.

Studiare Il Libro dello Zohar non è come studiare un altro libro da cui si ricava subito un certo sapere, secondo la regola “Impari in base all’impegno”. In questo caso, scende in gioco un altro principio, “Ti impegni e trovi.”

Probabilmente speravi che appena aperto il Libro dello Zohar, sarebbero accaduti subito dei miracoli. Ma niente può succedere all’inizio. Il mio maestro, il Rabash, mi faceva l’esempio di un uomo che aveva comperato una piccola papera e voleva trasformarla in un’oca. Aveva quindi incominciato ad ingozzarla di mangiare. Poi controllava se l’animale diventava più grosso, il che non accadeva. Così continuava a darle da mangiare, sempre di più, ma la papera non aumentava di peso. Un uomo intelligente gli disse: “Dovresti aspettare un mese o due per vedere la differenza.” Lo stesso si applica ad un bambino – i genitori devono investire molti sforzi prima che il bambino possa stare in piedi, camminare, e diventare forte.

Se osserviamo la nostra anima vedremo che cresce nello stesso modo. Quando voglio che il mio punto nel cuore diventi la mia anima, devo trattarlo come un bambino neonato che ha appena incominciato a svilupparsi. Ci vuole tempo perché l’anima fiorisca da questo punto.

Solo il giusto vaso può ricevere il vero appagamento


Dobbiamo comprendere che Lo Zohar serve per rivelare il nostro punto nel cuore, e non per soddisfare i nostri sensi fisici o il nostro intelletto che appartengono a questo mondo.

Aprite il libro e vi sentite disperati perché non lo capite e non lo percepite; ma quale genere di sensazione o di comprensione vi aspettate? Lo Zohar vi colpisce in modi diversi, non nel modo in cui pensereste voi.

Avete preparato una botte o un secchio (desideri egoistici) e vi aspettate che siano soddisfatti con qualcosa che assomigli all’appagamento spirituale. Lo Zohar, invece, vi dà un diverso tipo di vaso che riceve – un vaso che dona, che sia anti-egoista, così come il corrispondente appagamento – il piacere della dazione.

Queste sono le fasi normali che ogni uomo attraversa, rivelando poco a poco il suo Kli, il suo comportamento e l’appagamento che dovreste aspettarvi. Ne consegue che tutte le delusioni, alla fine, svaniscono e l’uomo rivela il Kli corretto che è pronto per il giusto tipo di appagamento.