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Per chi facciamo la nostra preghiera?

Una domanda che ho ricevuto: Per chi posso chiedere la Luce che riforma? È per i miei amici corretti, per così dire, o per me?

La mia risposta: La richiesta della persona esce dalla profondità del suo bisogno interiore, dal suo desiderio. Il desiderio dovrebbe essere per la società. Infatti, se stiamo parlando di raggiungere la spiritualità, non vi è alcuna resa dei conti individuali con nessuno.

Cio non è un caso dove Io esisto nel mondo spirituale. Io è la colettività delle anime che mi include. Pertanto, uno non può restare lì da solo nella separazione dagli altri. Quindi, per questo che la vita non si chiede per rinforzare il singolo? La forza della vita è per il corpo comune dell’anima unificata. Quindi, si ha la forza di chiedere, al fine di dare a questo corpo. Tutta la sua vita è definita da quanto egli dà al sistema comune.

Pertanto, anche se la propria preghiera è motivata dalla volontà di ricevere forza, è una preghiera per avere la forza di donare al corpo comune dell’anima .Per questo, se sta chiedendo per tutti o per se stesso, è la stessa preghiera .

Quando diciamo che c’è “la preghiera di uno” e “la preghiera di molti,” è ancora una preghiera non corretta. Non c’è altra preghiera, ma solo la “preghiera di molti” che è la preghiera per la società.

Tuttavia, fintanto che una persona non è in stato completamente corretto, chiede un po ‘per se stesso e in parte per la società. In base a questo, ottiene il suo scopo riformato e corretto in modo che egli comincia a sentire dove è meglio e dove peggio. In questo modo, è condotto alla preghiera corretta.

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Da questo mondo al mondo a venire

Lo Zohar, capitolo Vaietze, punto 88) È scritto, “Un salmo di Davide, quando lui scappava”. Egli pronunciò il salmo mentre fuggiva perché prima pensò che il Creatore lo castigasse per i suoi peccati nel mondo a venire. E quando vide che Egli desiderava chiedere vendetta qui in questo mondo, si sentì felice e pronunciò un salmo.

“Questo mondo” e “il mondo a venire” sono due gradi spirituali, perché siamo nella Luce Superiore e vediamo le nostre qualità con questa Luce di fondo. Questo determina la realtà che percepiamo.

Per questo, ogni stato che sperimentiamo è uno stato di occultamento della Luce Superiore che si nasconde dietro le nostre qualità egoistiche e si rivela solo nella misura in cui le nostre qualità diventano simili a quelle del Creatore. Da lì ognuno dei nostri stati si chiama “mondo” (dall’ebraico “olam”, che proviene dalla parola “olama” che significa “occultamento”), cioè sono la misura dell’occultamento che percepiamo.

Risulta che “questo mondo” e “il mondo a venire” sono due gradini. Uno è quello che sento e vedo adesso, lo posso controllare, investigare e studiare; e l’altro è lo stato al quale aspiro, una misura dell’occultamento che desidero rivelare e raggiungere, questo stato è quello che i cabalisti chiamano il mio mondo a venire.

L’inganno delle forze impure

Lo Zohar capitolo “BeHukotai (Nei miei Statuti) Articolo 5…ed il risveglio dell’atto da sopra dipende dalle parole della bocca. Dato che dobbiamo evocare la santità superiore con fatti e parole, quelli che vengono dalla parte dell’impurità dovrebbero risvegliare il loro lato con azioni e con parole.

Articolo 6 E non ostante Balaam fosse il più grande dei maghi di tutto il mondo. Balak era un mago ancora più grande di lui, dato che in magia, Balak era più grande dei saggi…

Cosa vuol dire “svegliare le forze impure con le nostre azioni e parole”? Non è meglio rimanere in silenzio, inattivi e non svegliare il “cane addormentato”? No! Il nostro avanzamento trova il suo percorso tra i fatti e le parole che attraggono l’impurità e la santità.

La “magia” significa utilizzare il potere del Creatore per confondere le persone e mostrargli la loro vera cattiva natura. Quelle sono le forze che sono occulte dentro di noi e senza le quali non siamo capaci di rivelare il nostro egoismo.

Gli angeli del male che operano dentro di noi sono: Balaam, Balak, Azazel, Aman ed altri. Questi nomi implicano forze del rompimento dell’anima; rappresentano le sue parti separate, no qualche “potere esterno”, dato che l’unico potere che lavora fuori di noi è il Creatore.

Prima di frantumarsi, le anime erano collegate tra di loro in un unico sistema armonioso ed erano amalgamate con “l’Uno, l’Unico”. Dopo il rompimento queste anime ottennero un nuovo tipo di collegamento che gli apporto un certo tipo di “benefici” ed allo stesso tempo le spingeva ad “ammazzarsi” una con l’altra.

In modo del tutto similare, una nazione s’allea con un’altra per conquistare “un terzo partito”. Questa forza viene chiamata “impura” perché da una parte è un miracoloso potere d’unità che viene a noi direttamente dal Creatore, mentre dall’altra parte noi l’adoperiamo con l’intenzione egoistica sbagliata – per danneggiare gli altri.

Se noi sapessimo come usare questo potere, saremmo capaci di prosperare per un corto periodo di tempo; ma è ovvio che questa prosperità arriverà alla sua fine molto presto. Tutte le persone cattive ed i dittatori iniziano incoraggiando le persone ad unirsi, ad aiutarsi l’uno con l’altro, a creare il socialismo, perché una forza cattiva non può avere potere sugli esseri umani se non si nasconde dietro una “buona” maschera.

La forza cattiva “compra” una persona presentandogli una “parziale verità” che serve come una coperta per una grande bugia. A noi dall’esterno può sembrare di cogliere una grande “offerta”, mentre in realtà questa grande “offerta” è una menzogna nascosta con il proposito di ingannarci ed utilizzarci.

L’immagine olografica dell’anima

Il Creatore esige che le nostre anime si uniscano. La distanza tra noi ed il sentirci come estranei, costituiscono una corruzione totale. La correzione, d’altra parte, risiede nel percepire noi stessi come le parti di un corpo unico. Tuttavia, non è sufficiente percepirci come parti di un organismo che lavora unito.

Devo incorporarmi in tutti e loro devono incorporarsi in tutti gli altri e così all’infinito! È come un’immagine olografica, nella quale ogni elemento contiene tutte le altre in sé.

Non possiamo ancora immaginarla a livello sensoriale, perché siamo opposti a questa immagine. Dentro di noi, la frammentazione dei vasi ha dato come risultato la sensazione di essere separati l’uno dall’altro. Non possiamo neppure capire come sarebbe possibile incorporarci agli altri, che non esista un “io” che si unisce agli altri e diventi un tutt’uno.

Quando i nostri punti nel cuore si uniscono, questa realtà illusoria di corpi fisici svanisce; restano solo i nostri desideri. Quanto più appropriatamente ognuno di noi cerca di immaginare la nostra unione, tanto più vicini saremo alla vera immagine della realtà che è l’unica ad esistere. Dobbiamo solo avvicinarci e rivelarla. In questo modo saniamo gradualmente tutte queste illusioni materiali che ci avvolgono.

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Il gene della dazione

Più lottiamo per la Luce, migliore sarà il nostro futuro, poiché risvegliamo in noi la rivelazione della Luce. La Luce illumina questo mondo sempre di più, e quelli che si dirigono verso di lei percepiscono questo stato come buono, mentre gli altri lo percepiscono come cattivo. In primo luogo la Luce sviluppa questo mondo (il nostro universo, il globo terrestre e tutto ciò che contiene) in accordo ai gradi inanimato, vegetale ed animato, coltivando solo il desiderio egoistico. Questo è lo sviluppo materiale, in cima al quale c’è il livello animato; in questa maniera, la Luce sviluppa la materia.

Tuttavia, quando l’egoismo si sviluppa al livello animale, non c’è nient’altro per esso per crescere. Esso sente la sua completa impotenza; sente di aver raggiunto un vicolo cieco e c’è solo l’oscurità davanti. In questo modo il mondo arriva alla crisi e si dispera. Comunque, tutto ciò avviene sotto l’influenza della Luce che ci mostra che non c’è nient’altro con cui possiamo riempire il desiderio di ricevere. In verità, non possiamo mai riempirlo, noi speriamo solo per il futuro ed aspiriamo a questo costantemente.

Tuttavia, una volta che il futuro smette di brillare davanti a noi, ed abbiamo completamente esaurito il nostro desiderio nel grado animale, non sentiamo nessuna possibilità di sviluppo in futuro. Perché? Per che cosa? A questo punto, l’umanità si trova ad un vicolo cieco senza nessuno scopo o speranza per il futuro.

Ecco perché la scienza della Kabbalah si sta rivelando oggi. Essa ci spiega lo scopo per il quale tutto ciò viene fatto. È così che noi adesso possiamo diventare partner della Luce per conto nostro e raggiungere il grado di Umano, che è simile al Creatore. L’elevazione dal livello animale a quello umano è la nostra prossima tappa di sviluppo.

Ciò è impossibile senza la realizzazione del piano Superiore. Malchut del Mondo dell’Infinito sta finalmente raggiungendo la conclusione dello scopo della creazione come concepito dal Creatore, il quale ha voluto che la creazione riuscisse a conoscerlo, cioè che diventasse indipendente e in più simile a Lui. La creazione sta attualmente cominciando a realizzare questo piano Superiore.

Noi siamo la prima generazione nella quale questo gene informativo (Reshimo) si sta rivelando. Esso riguarda il grado umano e noi dobbiamo realizzarlo. Quindi, la Luce che sta agendo adesso in questo mondo sarà sempre a danno del desiderio egoista, espressamente con lo scopo di aiutarci ad ascendere.

Allo stesso tempo, la Luce aiuterà la gente che desidera realizzare questo “gene della dazione” in sé. Il Creatore è venuto più vicino a noi … Egli ci ha rivelato il gene informativo (Reshimo), la scienza della Kabbalah, la crisi mondiale, l’intera situazione e tutti i mezzi che ci permettono di discernere questa nuova direzione di sviluppo e di eseguirla. Abbiamo solo bisogno di raggiungere la Luce per conto nostro e vedremo la Sua Bontà.

Lo Zohar: su Adam HaRishon e Abramo

Lo Zohar, Maggior correzioni

Adamo fu la prima persona a rivelare l’ordine delle azioni che conducono al successo spirituale. Egli trasmise questa saggezza ai suoi discepoli “di bocca in bocca”; ed ognuno può aggiungere i suoi amici (Baal HaSulam, “L’insegnamento della Kabbalah e la Sua Essenza”).

Uno: il Creatore è Uno, tutta la realtà è inclusa in Lui in tutti i tempi; tutto scaturisce da Lui, Egli è perfetto a prescindere dall’apparente imperfezione della creazione. I Kabbalisti chiamano questa indagine “Uno”.

Abramo stabilì le basi di questa indagine nel suo Libro della Creazione, egli giunse alla conclusione che non ci sono due differenti autorità del bene e del male, ma piuttosto tutto è governato solo dal bene (Baal HaSulam, “Il Carattere della Kabbalah”).

Il Libro dello Zohar, Prefazione (abbreviata)

1.Abramo è la radice della misericordia nelle anime. Ecco perché ha corretto l’anima comune (Shechinà) e l’ha resa idonea al riempimento della Luce della Misericordia.

Ma se la Luce della Misericordia (Hassadim) fosse stata nelle anime dei discepoli di Abramo (“la gente di Israele”, il gruppo che creò), essi non avrebbero potuto esercitare il loro desiderio di ricevere piacere. Ecco perché la Luce della Misericordia non portò a compimento il Pensiero della Creazione. Questo perché l’idea più importante dietro il Pensiero della Creazione è di soddisfare le creature specificamente ricevendo il riempimento da Lui.

2. Questa è la ragione per la quale Abramo (la proprietà della dazione) diede vita ad Isacco (la proprietà della ricezione). Come risultato della correzione di Abramo, Isacco scoprì l’esistenza di un’anima comune che era in uno stato di completa perfezione, riempita di Luce di Misericordia. Allora egli sentì il suo desiderio di ricevere l’intera perfezione che era stata predeterminata dal Pensiero della Creazione.

In altre parole, Isacco risvegliò in lui il desiderio di ricevere dal Creatore con l’intento di dare, il che significa che il desiderio di ricevere emerge solo a causa del desiderio di Colui che da; se Colui che da non lo avesse desiderato, l’anima non avrebbe posseduto neppure il più piccolo desiderio di ricevere niente da Lui.

Questo tipo di ricezione con lo scopo di dare è considerato dazione, poiché è una qualità che non è supportata dall’egoismo. Esso ha completamente corretto il desiderio generale (Shechinà) per ricevere la totalità dell’abbondanza che era stata programmata al tempo della creazione.

3.Tuttavia, poiché il mondo non era pronto per la completa correzione, il malvagio Esau apparve e corruppe il processo della correzione.

Esau non seguitò “a ricevere unicamente con lo scopo di dare” come per la correzione di Isacco; egli peccò, ricevendo “per il proprio beneficio”. Anche quando egli riuscì a capire che Colui che da non voleva che lui ricevesse, egli continuò a ricevere piacere per il suo beneficio ed ecco perché le Klipot “si legarono” a lui.

Poiché Giacobbe era conscio del “difetto” di Esau, egli corresse l’anima nella proprietà della trepidazione. Ecco perché si dice: “la sua mano che afferra il calcagno di Esau”. Come risultato, le correzioni di Abramo ed Isacco furono unite e non furono commesse trasgressioni.

4. Ma questa correzione non fu finale poiché essa risultò dalla paura del peccato che proviene dal “Calcagno di Esau”. Quando la completa correzione ha luogo, la paura del “Calcagno di Esau” viene annullata e la trepidazione appare dalla grandezza del Creatore. La paura di Giacobbe serve a correggere tutte le generazioni del popolo di Israele finché non viene raggiunta la correzione completa.

5.Tutti devono attraversare la correzione e facendo ciò, percepiscono l’anima creata dal Creatore. Questo significa ottenere le “qualità degli avi”.
Solo dopo l’acquisizione di simili proprietà, la correzione dell’anima comincia; si eleva dallo stesso dallo stesso posto che Giacobbe lasciò per noi, cioè elevando la trepidazione ad un grado in cui essa dipende unicamente dalla grandezza del Creatore. Successivamente, la Luce Superiore viene attratta attraverso questa elevata proprietà della trepidazione per guidarci verso la completa correzione.

6. La ragione di tutte le afflizioni che emergono in questo mondo è esclusivamente di correggere il desiderio di ricevere nelle anime, in maniera tale che esse siano pronte a ricevere tutta l’abbondanza inclusa nel Pensiero della Creazione.

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L’Ostacolo tra noi e Lo Zohar

Ho ricevuto una domada: Perché è cosi difficile da capire Lo Zohar? Si deve all’incomprensione del testo o alla nostra mancanza di sentimento e inabilità di staccarci dal nostro mondo familiare ?

La mia risposta: Esiste solamente una difficoltà: è necessario sottoporsi ad una chirurgia senza anestetico, con piena consapevolezza e desiderio. Dobbiamo sopportare un trapianto che ci toglierà il nostro cuore e mente egoistici e impianterà l’amore per tutti, insieme a pensieri soltanto su questo.

Fa quello che vuoi ma non lasciare

Ho ricevuto una domanda: Durante la lezione sullo Zohar mi sento tirare da una parte all’altra come in una nave durante una tempesta. Alcune volte la prendo bene, mentre altre ne sono spaventato. È un bene per me o è il contrario?

La mia risposta: Dobbiamo capire che non c’é un collegamento tra quello che leggiamo, che sentiamo, e perfino quello che succede dentro di noi. Durante la lezione Lo Zohar lavora dentro di noi come se noi stessimo toccando i pulsanti di un apparecchio del quale non conosciamo il funzionamento. È come un bambino che prende un telefono cellulare da la tasca del padre, gioca con i tasti e tutt’un tratto chiama qualcuno o invia un messaggio. In modo similare, quando studiamo Lo Zohar stiamo pigiando “tasti” senza saper quali forze stiamo istallando. Per cui, le reazioni che sentiamo in risposta non sono per niente collegate con le nostre azioni iniziali.

Possiamo pensare ai nostri amici, al mondo intero, al Creatore con amore e all’improvviso ci troviamo afflitti con altre tematiche, chiedendoci “Perché sto cercando di fare questo?” Oppure può succedere che ci troviamo ad incolpare il Creatore, Il gruppo, noi stessi e tutt’un tratto appare qualcosa di buono che non credevamo di meritare.

Lo Zohar ci parla come un genitore parlerebbe a un figlio che non capisce quello che gli si sta dicendo. Il genitore sa tutto sul suo bambino, ma il bambino non capisce niente su di lui. Nella spiritualità siamo al livello di un bambino. E per questo che non dobbiamo trarre conclusioni basate sulle nostre sensazioni, perché non sono propriamente collegate.

Può essere che ci troviamo a pensare che tutto è un disordine e sentiamo soltanto problemi e confusione, quando invece tutto è in perfetto ordine. Dobbiamo stare attenti a non badare a quello che succede e continuare con i nostri studi fino l’arrivo della liberazione. Siamo avvisati che dobbiamo smettere di preoccuparci su qualcosa che succede durante in nostro percorso, ed è scritto “Fa quello che vuoi, ma non lasciare !”

Abbiamo bisogno di una certa misura di persistenza, devozione e pazienza nel nostro percorso spirituale. Baal HaSulam scrive nella “Prefazione allo Studio delle Dieci Sefirot” che “Soltanto quelli eroi che possiedono vera pazienza riescono a salire la montagna ed entrare nel Palazzo del Re”.
Per cui, dobbiamo permettere a Lo Zohar di influenzarci attraverso la Luce Circostante.